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JaV

Lorem Ipsum

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Il ‎03‎/‎10‎/‎2020 alle 18:01, Silverwillow ha scritto:

Chissà se Giuda ebbe la stessa idea sui suoi 30 denari prima di impiccarsixD :facepalm:

 

No, seriamente, non ho ancora capito come lavorano queste benedette agenzie. Di una sola cosa sono certa: un testo scartato non è necessariamente cattivo, e uno accettato non è necessariamente buono. Poi io non so dire, perché ho voluto provare l'opzione gratuita, e ho ricevuto solo un cortese e minimale NO. Mi chiedevo anch'io se pagando qualcosina avrei avuto più considerazione, ma mi pare non sia così, quindi forse davvero meglio andare a mangiarsi una pizza e mandare il manoscritto a qualcuno che lo leggerà (è una strada lunga e noiosa ma percorribile)

Meglio saltare le agenzie, che nella maggior parte dei casi non puntano sulla rappresentanza, ma sulla vendita dei servizi, e cercare direttamente una CE adatta. E andare in pizzeria. 

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Direi che è proprio come dice mene, non hanno alcun intento di rappresentare, vogliono guadagnare con le valutazioni e l'editing. Una macchinetta mangia soldi, insomma.

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Adesso, Leaver ha scritto:

Direi che è proprio come dice mene, non hanno alcun intento di rappresentare, vogliono guadagnare con le valutazioni e l'editing. Una macchinetta mangia soldi, insomma.

 

Il 14/9/2020 alle 14:35, Mene ha scritto:

 Ho avuto la sgradevole sensazione che cercassero di vendermi un editing, ma magari sono io prevenuta e avevano ragione loro, chissà.

In ogni caso in nessuna parte della valutazione si è parlato di rappresentanza, quindi mi sono rivolta altrove.

Il 14/9/2020 alle 18:23, Mene ha scritto:

@cheguevara ho visto e sono convinta che leggere le esperienze riportate in questo forum (non solo in questa discussione) permetta di risparmiare tempo, delusioni e vicoli ciechi.

 

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Il 1/10/2020 alle 10:43, leonardo.sanzo ha scritto:

Io per adesso ho avuto una buona impressione; avevo fatto l'invio gratuito e ieri, come da accordi, è arrivato il responso: un'opera di indubbio interesse ma forse non matura per il grande mercato. La sottoporranno con urgenza ai loro lettori esterni, sperando che trovino quanto di buono hanno visto loro. Il nuovo appuntamento è tra un mese. Sulla correttezza e disponibilità niente da dire.

@leonardo.sanzo identica risposta anche a me. Poco più di un mese dopo (puntualmente, a maggio di quest'anno), mi contattarono per dirmi che il romanzo era piaciuto anche ai lettori esterni, ma non mi hanno proposto la rappresentanza, perché, causa Covid, avrebbero dovuto prima sentire i loro interlocutori editoriali. Si sarebbero fatti sentire, nel caso, dopo l'estate. Finora, nulla. Io, però, ci spero. Anche io, ho avuto una buona impressione di questa Agenzia.

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Ero intervenuto in precedenza su questa discussione e ora espongo qui tutta la mia esperienza con questa agenzia. 

Nel novembre 2019 ho inviato l'estratto del mio romanzo, un testo di narrativa contemporanea di circa 260 cartelle, tramite il servizio 3mium. La risposta è stata puntuale dopo qualche giorno e, seppur avessero dei dubbi, la sinossi li ha incuriositi tanto da voler leggere l'intero testo. A metà gennaio è arrivato il responso: il romanzo è stato giudicato un'ottima base ma con la necessità di un editing per limare i difetti rilevati. 

Non hanno proposto loro di farlo in prima battuta ma ho chiesto io informazioni sui loro servizi di editing e alla fine di febbraio ho scelto di lavorare con loro per provare a migliorare il testo. Purtroppo è intervenuto il lockdown come tutti sappiamo e con l'editor abbiamo iniziato a lavorare al romanzo solo a partire da aprile, ma ovviamente questo non può essere in alcun modo imputabile all'agenzia. L'editing è stato molto interessante, una bella esperienza e indubbiamente ha migliorato e non di poco il romanzo. Sotto questo punto di vista non posso che ritenermi pienamente soddisfatto. La scrittura è stata ripulita e si è andati a intervenire nei punti critici. Il lavoro di editing è terminato a fine agosto e a quel punto il romanzo è andato in seconda lettura.

Anche qui, puntualmente, i primi di ottobre, è arrivato il responso definitivo. Purtroppo negativo. Il giudizio da parte dell'agenzia, nell'email di motivazione, è stato inizialmente positivo. Si sottolinea l'ottima costruzione dei personaggi e del protagonista. Poi però sono arrivati alcuni giudizi che hanno portato a cassare il romanzo per quanto riguarda la possibilità di essere rappresentato. Io qui non posso sentenziare sulla scelta dell'agenzia, non aveva alcun obbligo nei miei confronti, però alcune motivazioni mi sono apparse in qualche modo superficiali. Non entro nel dettaglio, ma alcuni di questi giudizi dati dai lettori ai quali si sono affidati sembrano stati espressi quasi a caso, come se il romanzo fosse stato letto con estrema fretta, fermandosi alla superficie, limitandosi a uno dei temi sì portanti ma trascurando totalmente il resto, senza cogliere il messaggio che per altro non è difficile da intuire, visto che è stato afferrato senza difficoltà da lettori non certo professionisti ai quali ho fatto leggere il romanzo. Alcune critiche mosse nel giudizio definitivo possono essere anche condivisibili mentre diverse altre, come detto, mi sono apparse totalmente generiche, immotivate e oggettivamente non riscontrabili nel romanzo stesso. Cosa che ho fatto anche presente all'agenzia, accettando comunque ovviamente senza rammarico la loro scelta di non rappresentarmi. 

 

Non voglio esprimere un giudizio totalmetne negativo su Lorem Ipsum poiché non avevo avuto esperienze con altre agenzie editoriali. Posso dire che per quanto riguarda l'editing, il lavoro svolto è stato pienamente soddisfacente per quanto mi riguarda. Ma forse per loro non era abbastanza. Sulla rappresentanza invece ho idea (magari mi sbaglio) che preferiscano andare a colpo sicuro, evitando di rischiare con romanzi che giudicano di medio valore e che rischiano di non trovare collocazione nelle CE medio/grandi. 

Detto questo, proverò a inoltrare l'opera ad altre agenzie. Magari il mio non sarà un capolavoro e forse non verrà mai pubblicato, ma preferisco avere delle "seconde opinioni".

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4 ore fa, Boba Fett ha scritto:

Detto questo, proverò a inoltrare l'opera ad altre agenzie. Magari il mio non sarà un capolavoro e forse non verrà mai pubblicato, ma preferisco avere delle "seconde opinioni".

Io, invece, proverei a contattare direttamente le case editrici: si risparmia tempo e denaro.

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39 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Io, invece, proverei a contattare direttamente le case editrici: si risparmia tempo e denaro.

 

Non voglio andare fuori discussione, ma per quanto riguarda gli invii spontanei, sappiamo benissimo che le CE medie e grandi difficilmente li prendono in considerazione. Non perché li snobbano ma perché è quasi impossibile riuscire a pescare nel marasma che arriva qualcosa di buono. So che alcune leggono quantomeno le sinossi ma ci sono CE che ricevono decine, forse centinaia di manoscritti al mese. Sperare di essere notato così è un'utopia. Una volta da una CE media, conosciuta ma comunque non di primissimo piano, mi dissero che ricevevano qualcosa come tre romanzi al giorno. E non era una Mondadori, una Rizzoli o un'Einaudi. Fatti un calcolo. 

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39 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Io, invece, proverei a contattare direttamente le case editrici: si risparmia tempo e denaro.

Denaro sicuramente...in quanto al tempo non direi proprio. Innanzitutto non è affatto detto che leggano, quando lo fanno i tempi vanno dai 6 mesi fino ad un anno. Almeno con agenti e consulenti i tempi sono accorciati di molto, la risposta sicura come pure il fatto stesso di essere letti.

 

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@Boba Fett,

la tua esperienza, però, dovrebbe lasciare delle riflessioni... Quanto meno, bisognerebbe interrogarsi su questo sistema delle agenzie e in particolare della Lorem Ipsum.

Il tuo testo pur avendo "un'ottima base" e sottoposto a editing è "migliorato non di poco", comunque, non può essere rappresentato anche eliminando i "difetti", che loro stessi avevano riscontrato e corretti, perché sono stati cassati dai i loro stessi "lettori" di fiducia. Verrebbe da chiedersi, ironicamente, ma perché questi lettori non hanno partecipato loro stessi all'editing, in quanto ne sanno più di certi professionisti? Tralasciando queste congetture, trovo invece molto più preoccupanti i tuoi propositi. Possiamo affermare che questo tentativo sia stato in parte negativo e dispendioso. Io credo che sia il caso di stringere un po' i cordoni della borsa ed evitare di ripetere per la seconda volta simili esperienze (pagare delle nuove schede di lettura, altri tipi di editing e ecc.). Non conosco la somma da te pagata, però, ci sarebbe da chiedersi quante copie del tuo libro dovresti vendere per iniziare a ottenere dei guadagni? In base a questa risposta, dovresti poi regolarti di conseguenza. Naturalmente, il mio vuole essere solo un consiglio disinteressato e non mi va di vedere persone ridursi sul lastrico, continuare a puntare dei soldi sulla roulette, specialmente quando sono già in rosso.

Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, sperando possa essere di aiuto.

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53 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

@Boba Fett,

la tua esperienza, però, dovrebbe lasciare delle riflessioni... Quanto meno, bisognerebbe interrogarsi su questo sistema delle agenzie e in particolare della Lorem Ipsum.

Il tuo testo pur avendo "un'ottima base" e sottoposto a editing è "migliorato non di poco", comunque, non può essere rappresentato anche eliminando i "difetti", che loro stessi avevano riscontrato e corretti, perché sono stati cassati dai i loro stessi "lettori" di fiducia. Verrebbe da chiedersi, ironicamente, ma perché questi lettori non hanno partecipato loro stessi all'editing, in quanto ne sanno più di certi professionisti? Tralasciando queste congetture, trovo invece molto più preoccupanti i tuoi propositi. Possiamo affermare che questo tentativo sia stato in parte negativo e dispendioso. Io credo che sia il caso di stringere un po' i cordoni della borsa ed evitare di ripetere per la seconda volta simili esperienze (pagare delle nuove schede di lettura, altri tipi di editing e ecc.). Non conosco la somma da te pagata, però, ci sarebbe da chiedersi quante copie del tuo libro dovresti vendere per iniziare a ottenere dei guadagni? In base a questa risposta, dovresti poi regolarti di conseguenza. Naturalmente, il mio vuole essere solo un consiglio disinteressato e non mi va di vedere persone ridursi sul lastrico, continuare a puntare dei soldi sulla roulette, specialmente quando sono già in rosso.

Ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, sperando possa essere di aiuto.

 

In tutta onestà penso che hai tratto delle conclusioni affrettate. Specifico comunque.

 

L'editing lo avrei fatto in ogni caso, una spesa che mi sono fortunatamente potuto permettere e che avrei fatto a priori. Non mi sono certo tolto il pane dalla tavola. Al momento non ho inviato il romanzo ad agenzie che si fanno pagare per schede di lettura ma che accettano un invio gratuito. Se poi non mi risponderanno pazienza, valuterò altre soluzioni. E per Lorem Ipsum, editing a parte (cifra che ripeto avrei speso ugualmente da un freelance o altra agenzia), ho speso una risibile cifra di 30 euro per il servizio 3mium. Poi in tutta onestà, se hanno un editor che fa l'editor e dei lettori professionisti ai quali si appoggiano che fanno solo i lettori per l'agenzia, non vedo perché porsi dei dubbi su questo aspetto. Sono, appunto, come dici bene, congetture che lasciano il tempo che trovano. Sulle motivazioni che mi hanno dato per la mancata rappresentanza mi sono già espresso e non mi sembra il caso di ripetermi, penso di essere stato abbastanza chiaro. 

 

Come puoi ben capire i miei propositi non sono affatto preoccupanti, non sono certo così scemo da spendere migliaia di euro in inutili schede di valutazione o in altri editing. E per rispondere a un'altra tua affermazione che mi ha fatto non poco storcere il naso, non mi sono sobbarcato la spesa di un editing di un romanzo pensando già a quante copie dovrei vendere per tornare "in pari". Se si pensa a questo a priori si parte proprio male. Non me lo chiedo proprio, mi sembra anzi strano che qualcuno lo pensi e, senza offesa alcuna, se lo fa forse sta davvero volando un tantino troppo oltre con la fantasia. Bisogna stare con i piedi per terra. Magari questo libro lo farò leggere solamente ai miei amici e se l'editing è servito per far godere loro di un'esperienza più bella già me lo sono ripagato ampiamente. Dubito che chi prende lezioni di musica o di canto e spende per diventare più bravo pensi a quanti dischi o biglietti di concerto venderà per ripagarsi la spesa. Se lo fa... lascio i puntini. 

 

Ti ringrazio sinceramente per il consiglio disinteressato ma, non voglio sembrarti scortese, non era esattamente necessario.

Se posso darti un consiglio io, meglio non trarre conclusioni affrettate quando si hanno solo informazioni parziali. 

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No, ma infatti qui si condividono esperienze e il bello sta appunto nel confrontarsi, altrimenti resterebbe solo un triste monologo.

 

4 minuti fa, Boba Fett ha scritto:

non sono certo così scemo da spendere migliaia di euro in inutili schede di valutazione o in altri editing.

 

Sono contenta per te che non cercherai altre strade a pagamento e ti affiderai adesso a degli invii gratuiti.

Io credo comunque che la nostra passione non debba poi essere "troppo" dispendiosa, altrimenti potrebbe trasformi in qualcos'altro di poco piacevole. Sento di darti questi consigli perché ho visto troppo spesso persone rovinarsi e il fatto che si faceva riferimento a "seconde opinioni", che potevamo tramutarsi in qualcosa di simile all'esperienza come questa con la Lorem Ipsum, mi aveva messa un po' in allarme.

Buona serata.

 

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10 ore fa, Boba Fett ha scritto:

non mi sono sobbarcato la spesa di un editing di un romanzo pensando già a quante copie dovrei vendere per tornare "in pari". Se si pensa a questo a priori si parte proprio male.


Mah, io invece credo che sia la cosa più logica da fare per il mare di cacca in cui naviga l'editoria italiana ad oggi. Forse se più autori avessero pensato meramente (?) al lato economico qualche anno fa oggi non ci ritroveremmo con questi "venditori di fumo", che al fattore pecuniario mi sembra ci badano eccome. Personalmente ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, che a differenza di altri casi come già hai sottolineato non concerne spese folli, anzi, ma che in ogni caso non fa altro che avvalorare la mia linea di pensiero sul fenomeno. Insomma, siamo a pagina sessantatré, quante ne sono necessarie per appurare che un determinato sistema semplicemente  non porta risultati?

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20 minuti fa, Obs Snow ha scritto:


Mah, io invece credo che sia la cosa più logica da fare per il mare di cacca in cui naviga l'editoria italiana ad oggi. Forse se più autori avessero pensato meramente (?) al lato economico qualche anno fa oggi non ci ritroveremmo con questi "venditori di fumo", che al fattore pecuniario mi sembra ci badano eccome. Personalmente ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza, che a differenza di altri casi come già hai sottolineato non concerne spese folli, anzi, ma che in ogni caso non fa altro che avvalorare la mia linea di pensiero sul fenomeno. Insomma, siamo a pagina sessantatré, quante ne sono necessarie per appurare che un determinato sistema semplicemente  non porta risultati?

 

In tutta onestà frequento da un po' questo forum, seppure scriva poco, ma penso di avere un pensiero sull'editoria italiana un tantino diverso rispetto alla maggior parte degli utenti e aspiranti scrittori. Mare di cacca dell'editoria? Ti riferisci alle EAP oppure ad agenzie che si fanno pagare le schede di valutazione e poi ti scaricano? Fisiologico. Gli sfruttatori sono ovunque, in ogni campo. E ovviamente le loro sono pratiche scorrette. Ma glielo puoi impedire? No. Stanno violando la legge? No. A che serve continuare a puntare il dito? Basta rivolgersi altrove. Ma non ti dimenticare, a proposito di mare di cacca dell'editoria italiana, della marea di "aspiranti scrittori" che sì, scrivono merda, e intasano le caselle email delle CE perché ora non devi neanche sostenere più la spesa della stampa del manoscritto per inviarlo. Bastano due click. E fai conto che 99 invii su 100 sono spazzatura illeggibile. E quindi io chiedo: un aspirante scrittore che ha scritto una cosa veramente valida, da cosa è maggiormente ostacolato per arrivare in alto? Da facoltativi servizi a pagamento di editing/rappresentanza o dal fatto che, se invia spontaneamente a una casa editrice, ha una chance su un miliardo di venire notato? E quindi in questo caso l'editing per rendere il romanzo quanto più efficace possibile e l'agenzia per provare ad avere un canale diretto, sono o no necessari? Tu dici che il sistema non porta risultati, ma chiediti se non porta risultati perché tutte tutte tutte le agenzie sfruttano e basta, o perché effettivamente la roba valida che arriva anche alle agenzie è davvero poca e sono pochi gli agenti che rischiano? Tu, da agente letterario, quanto saresti disposto a sobbarcarti il rischio di impresa senza incassare un euro?

E, perdonami, il concetto di pensare a priori a quante copie devi vendere per tornare nella spesa, quando sei un nessuno che non si sa se mai pubblicherai ad alti livelli, significa essere totalmente scollegati dalla realtà, è semplicemente ridicolo. Ti rispondono i numeri: quanti utenti di questo forum sono stati pubblicati ad alti livelli? Una decina? Su quante migliaia? Questo fa capire quanto roba davvero pubblicabile ci sia in giro. Che il sistema abbia delle distorsioni è palese, ma non giustifichiamo i nostri fallimenti senza prima oggettivamente capire se la nostra scrittura in realtà non è all'altezza. E come lo si può capire? Forse tramite schede di valutazione di professionisti? 

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Ripeto quello che ho postato qualche tempo fa. Se dal loro sito si scorrono i libri che questa agenzia rappresenta o che ha fatto pubblicare, si nota che nel settore della narrativa i romanzi provengono quasi essenzialmente da pochi autori già affermati se non dalla socia titolare dell'agenzia stessa, è chiaro che un semplice autore "emergente" se ci tiene ad avere una valutazione, se non costa troppo, la può richiedere, ma viste le premesse mi sembra che abbia già in partenze molte poche possibilità di essere rappresentato.

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2 minuti fa, Boba Fett ha scritto:

 

Ma glielo puoi impedire? No. Stanno violando la legge? No. A che serve continuare a puntare il dito? Basta rivolgersi altrove.

Assolutamente. Perdonami però, ma non è questo il punto. Semplicemente ipotizzo, desidererei, un genere di servizi offerti migliore. Dei meccanismi leggermente più meritocratici, ma ormai la battaglia è persa. Per l'appunto, se c'è gente che continua a pagare schede fior di quattrini le cose non cambieranno mai. Un sistema che non sia una vana speranza fornita in cambio di denaro, che non appaia quasi come un terno a lotto o peggio ancora un mito da sfatare o una leggenda tramandata di generazione in generazione, ma tant'è..

Ma non ti dimenticare, a proposito di mare di cacca dell'editoria italiana, della marea di "aspiranti scrittori" che sì, scrivono merda, e intasano le caselle email delle CE perché ora non devi neanche sostenere più la spesa della stampa del manoscritto per inviarlo. Bastano due click.

Sono d'accordo, ma perché dovrebbe essere un'attenuante? Quanti "brocchi" ci sono in ogni campo in cui ci si può cimentare? Una squadra di calcio fa le selezioni gratuitamente e raccoglie gli elementi più validi mettendoli sotto contratto, in Italia ci sono più aspiranti scrittori o più aspiranti calciatori? E ci sono aspiranti calciatori che pagano per essere messi sotto contratto? Non mi risulta. Il paragone potrebbe sembrare fuorviante per il lato economico alle spalle delle due realtà totalmente diverse, ma potrebbe essere applicato a qualsiasi altro campo. Giornalismo, sport, scienza, l'unica che rimane fuori è l'arte.

E fai conto che 99 invii su 100 sono spazzatura illeggibile. E quindi io chiedo: un aspirante scrittore che ha scritto una cosa veramente valida, da cosa è maggiormente ostacolato per arrivare in alto?

Beh, qui stilare la lista delle variabili porterebbe via davvero troppo tempo :D

Da facoltativi servizi a pagamento di editing/rappresentanza o dal fatto che, se invia spontaneamente a una casa editrice, ha una chance su un miliardo di venire notato? E quindi in questo caso l'editing per rendere il romanzo quanto più efficace possibile e l'agenzia per provare ad avere un canale diretto, sono o no necessari?

Per passare da una chance su un miliardo a tre su un miliardo? Per me è il sistema che non funziona e per dirti, non ci spenderei nemmeno 30 euro.

Tu dici che il sistema non porta risultati, ma chiediti se non porta risultati perché tutte tutte tutte le agenzie sfruttano e basta, o perché effettivamente la roba valida che arriva anche alle agenzie è davvero poca e sono pochi gli agenti che rischiano?

Io mi baso sulle esperienze qui riportate, quanti thread dedicati ad agenzie ci sono? Cinquanta? Quante esperienze sono state condivise? Migliaia? Quanti utenti hanno condiviso esperienze positive che comprendono la pubblicazione con una CE di fascia media/alta? Cinque divisi in due agenzie. 

Tu, da agente letterario, quanto saresti disposto a sobbarcarti il rischio di impresa senza incassare un euro?

Io non sono un agente letterario, ma gestisco un'attività commerciale. Il mio rischio di impresa me lo sono sobbarcato quasi setta anni fa. Mi sarebbe piaciuto guadagnare senza rischiare? Certo, ci mancherebbe, ma non è stato così.

E, perdonami, il concetto di pensare a priori a quante copie devi vendere per tornare nella spesa, quando sei un nessuno che non si sa se mai pubblicherai ad alti livelli, significa essere totalmente scollegati dalla realtà, è semplicemente ridicolo. Ti rispondono i numeri: quanti utenti di questo forum sono stati pubblicati ad alti livelli? Una decina? Su quante migliaia? Questo fa capire quanto roba davvero pubblicabile ci sia in giro.

Non credo che qualcuno qui punti a guadagnare soldoni, o meglio, almeno lo spero. Ciò però non significa nemmeno che per provare a realizzare un obbiettivo sia necessario genuflettersi e sborsare soldoni -o soldini- non esiste. 

Che il sistema abbia delle distorsioni è palese, ma non giustifichiamo i nostri fallimenti senza prima oggettivamente capire se la nostra scrittura in realtà non è all'altezza. E come lo si può capire? Forse tramite schede di valutazione di professionisti? 

Ripeto, l'ago della bilancia tra autori che hanno fallito e autori che sono arrivati al successo, specialmente in ambito agenzie letterarie, mi sembra ancora volgere prepotentemente e in maniera troppo spropositata verso la prima categoria. Leggendo le esperienze mi sembra quasi pari alla percentuale di autori che hanno ottenuto successo tramite invii spontanei, percentuale che rasenta lo zero. Infondo c'è chi è arrivato a Newton Compton tramite invio spontaneo, quanti ci sono arrivati tramite agenzie?


Mi scuso per eventuali frasi sgrammaticate o persino poco chiare, specialmente nel finale. Spero il concetto passi nonostante mi fosse rimasto poco tempo a disposizione per chiudere il post. :saltello:

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Per favore, invito gli utenti a restare in topic, limitandosi a scrivere in questa discussione solo le esperienze riguardanti Lorem Ipsum. La discussione conta più di sessanta pagine, non allunghiamola con dibattiti che possono essere portati avanti in sezioni più consone.

Grazie per la collaborazione.

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13 minuti fa, Obs Snow ha scritto:

Dei meccanismi leggermente più meritocratici, ma ormai la battaglia è persa. Per l'appunto, se c'è gente che continua a pagare schede fior di quattrini le cose non cambieranno mai.

 

In tutta onestà mi sembra davvero idealistico star lì a pensare che il sistema possa cambiare, è un'utopia. Non dico arrendiamoci ma si può fare ben poco. 

 

14 minuti fa, Obs Snow ha scritto:

E ci sono aspiranti calciatori che pagano per essere messi sotto contratto?

 

Ti posso dire, visto che sono in qualche modo nel campo, che sì, ci sono calciatori e allenatori che pagano per essere messi sotto contratto, soprattutto ovviamente nelle categorie inferiori. Il parallelo che fai tu si può fare anche nella scienza. Ci sono ricercatori nelle università che rubano il posto a elementi validi perché raccomandati. Idem nel giornalismo e qui ti potrei dare testimonianze dirette. L'arte non è dissimile da questi altri campi per le distorsioni.

 

18 minuti fa, Obs Snow ha scritto:

Per me è il sistema che non funziona e per dirti, non ci spenderei nemmeno 30 euro.

 

Non concordo, se 30 euro, che non mi cambiano la vita, possono darmi una minima possibilità in più, perché non spenderli? Poi chiaramente questo è soggettivo. 

 

20 minuti fa, Obs Snow ha scritto:

Il mio rischio di impresa me lo sono sobbarcato quasi setta anni fa. Mi sarebbe piaciuto guadagnare senza rischiare? Certo, ci mancherebbe, ma non è stato così.

 

21 minuti fa, Obs Snow ha scritto:

Non credo che qualcuno qui punti a guadagnare soldoni, o meglio, almeno lo spero. Ciò però non significa nemmeno che per provare a realizzare un obbiettivo sia necessario genuflettersi e sborsare soldoni -o soldini- non esiste. 

 

Rispondo a entrambe queste affermazioni. Anche un agente letterario è un imprenditore di se stesso, paga tasse e bollette, non può campare con gli aspiranti scrittori che propone alle CE perché, anche se ne propone 50, non sa quanti verranno pubblicati. Sulle schede però, permettimi di dissentire, ma sembra tu stia facendo un discorso o bianco o nero. O nessuna (o solo gratuite) oppure tantissime con conseguente spesa di soldi. Personalmente ti posso dire che magari sarò disposto a pagare, nei prossimi mesi, per un paio di schede di valutazione ben fatte. Se anche queste sottolineeranno sempre gli stessi difetti, giudicando il romanzo difficilmente pubblicabile, certo non insisterò. Sarà eventualmente una spesa razionale, un servizio che comprerò. Un lettore professionista che fa una scheda di valutazione va pagato, perché fa un lavoro. Sui prezzi non ci addentriamo, è un altro paio di maniche. Ma io non demonizzo il pagare una scheda di valutazione, non ci riesco. Altro discorso è sborsare cinquemila euro di schede di valutazione, ma lì vai a sfociare nel patologico, si tratta di individui illusi che non si rendono conto di non avere in mano veramente niente di valido e continuano a provare. Bisogna essere realisti ma una scheda di valutazione non è il male, è un servizio che va pagato. 

 

35 minuti fa, Obs Snow ha scritto:

Ripeto, l'ago della bilancia tra autori che hanno fallito e autori che sono arrivati al successo, specialmente in ambito agenzie letterarie, mi sembra ancora volgere prepotentemente e in maniera troppo spropositata verso la prima categoria. Leggendo le esperienze mi sembra quasi pari alla percentuale di autori che hanno ottenuto successo tramite invii spontanei, percentuale che rasenta lo zero. Infondo c'è chi è arrivato a Newton Compton tramite invio spontaneo, quanti ci sono arrivati tramite agenzie?

 

Ma qui stiamo finalmente dicendo la stessa cosa. Però renditi conto che se il numero di aspiranti scrittori che passa dalle agenzie è X, il numero di invii spontanei è X elevato 10. Poi appunto c'è quello pubblicato da Newton con invio spontaneo, è la chance su un miliardo di cui sopra, è l'eccezione che conferma la regola. Il mercato editoriale in definitiva è questo, la pubblicazione è una lotteria, a meno che non ti "accontenti" di una piccola casa editrice, ma questo è un altro discorso, perché qui parliamo di pubblicazione di CE medio/grandi. Alle quali, purtroppo, si può arrivare, salvo casi estremamente eccezionali, solo tramite agenzia. 

 

Ho capito benissimo e rispetto il tuo punto di vista, ma io la vedo diversamente. Per me il sistema non va demonizzato, va compreso. Bisogna essere abbastanza furbi da capire quale sia il possibile risultato migliore con il più basso possibile esborso economico (ripeto, se voglio una scheda di valutazione va pagata, il lavoro va retribuito), cosa ci possa dare più chance per emergere e comprendere quando è il caso di fermarci perché in mano non abbiamo nulla. 

 

Chiudo in tutti i sensi perché siamo andati credo abbondantemente off topic, con una banalissima metafora. L'editoria è il mare e noi siamo dei velisti. Dobbiamo capire il vento e le onde, se il mare ingrossa non possiamo farci niente ma dobbiamo assecondarlo o prendere le onde di faccia per non farci travolgere. E comprendere se siamo in grado di andare avanti oppure è il caso di tornare indietro. Non possiamo certo pretendere di governare l'editoria, è quella che è, il trucco sta nel capire come navigarci dentro nel miglior modo possibile. 

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Credo che l'invito a dare un'occhiata all'attuale scuderia di Lorem Ipsum sia la cosa più sensata da accogliere.

Probabilmente durante i primi tempi l'agenzia si era posta degli obiettivi che poi sono stati tarati diversamente,

vuoi per la questione "lock down" vuoi per altri motivi di cui non so ma posso immaginare.
Se date una scorsa ai titoli pubblicati ultimamente troverete tutta "non fiction": instant book del virologo/epidemiologo del momento, autofiction, storie di montagna

(che è una passione di uno dei due soci) e poco altro. Forse in cantiere hanno qualcosa di ben più succoso, questo non lo so.

Capisco solo che ci sono state poche opportunità per la letteratura e/o semplice narrativa. Hanno fatto delle scelte e su questo non si può dire altro.

Per concludere, io stessa dal prossimo mese sarò ufficialmente fuori dalla rappresentanza di Lorem Ipsum. Ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti.

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Vi racconto la mia esperienza con Lorem Ipsum.

Per una volta avevo voglia di sperimentare l'agenzia letteraria. Ho pubblicato già diverse volte con piccoli editori Noeap ma questa volta, per un romanzo al quale tenevo molto, ho voluto cambiare. E dato che c'ero, ho provato la soluzione xxx, spese 111 Euro  per :" Leggiamo 3 vostre cose: una presentazione personale e una sinossi, non più lunga di 1 cartella, e il romanzo lo leggiamo per intero, dall'inizio alla fine, che ci convinca da subito o meno. Entro 30 giorni lavorativi vi diciamo se sì, ci interessa rappresentarlo, oppure se no, non ha catturato il nostro favore. E, se andasse male, in 300 battute vi spieghiamo perché."

FUFFA.

per quella cifra non avuto nulla di tutto ciò. Potrebbe essere pubblicità ingannevole, volendo. 

Comunque. Ho avuto un appuntamento ma alla data prefissata un messaggio preconfezionato già letto in questo forum "dopo un'attenta lettura, riteniamo che il suo romanzo - al netto di alcune riserve, sia di carattere stilistico che narratologico - sia un'opera di indubbio interesse, forse non ancora matura per affrontare il grande mercato editoriale, ma certamente meritevole di un'analisi più approfondita; in ragione di ciò, le chiediamo qualche settimana di pazienza per poterla sottoporre con la massima urgenza al vaglio dei nostri lettori esterni, augurandoci che possano confermare quanto di buono abbiamo visto noi nel suo romanzo."  Il firmatario @JaV mi chiedeva un altro appuntamento, che io ho fissato. Quest'appuntamento è stato cancellato e spostato in settembre senza consultarmi. In settembre la mail del firmatario mi chiedeva di pazientare ancora qualche settimana. Dopo oltre un mese (credo che qualche settimana valga meno di un mese, a occhio e croce, non avendo nulla in mano di ciò per cui avevo pagato, ho scritto una mail che è rimasta ovviamente lettera morta e ho provato a telefonare, morto pure quello.
Penso che l'agenzia sia composta da gente seria che però non ha saputo e non sa gestire il lavoro, né i tempi e nemmeno le relazioni umane. Da parte mia non chiedevo un sì per forza. Ma correttezza e rispetto di un'umanità sempre meno presente in certi ambienti, quello sì.
Allora molto meglio le piccole case editrici.

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Salve a tutti. 

 

Ho acquistato il servizio X-Press presso Lorem Ipsum. (199 euro: Entro 3 (sì, davvero tre)  giorni lavorativi vi diciamo se sì, ci interessa rappresentarlo, oppure se no, non ha catturato il nostro favore. E, se andasse male,  in 300 battute vi spieghiamo perché.).

 

Questa mattina ho ricevuto responso. Negativo per quanto riguarda la rappresentanza, ma non mi aspettavo nulla di diverso. Ho acquistato un servizio cercando una severità di giudizio che, in effetti, è arrivata. Cercavo, allo stesso modo, una specificità, una linea precisa sulla direzione da prendere che invece è mancata. Lo dico perché il giudizio sul testo non è stato completamente negativo, anzi  - e cito - "rappresenta già così una buona base su cui lavorare, magari affidandosi a un professionista per un lavoro di editing che faccia emergere ancora più chiaramente quel che di buono il testo lascia intravedere". 

 

Mi aspettavo qualcosina in più per la cifra investita (il costo di 16-17 libri), ma va bene così. Esperienze. 

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1 ora fa, Oscar Fate ha scritto:

Lo dico perché il giudizio sul testo non è stato completamente negativo, anzi  - e cito - "rappresenta già così una buona base su cui lavorare, magari affidandosi a un professionista per un lavoro di editing che faccia emergere ancora più chiaramente quel che di buono il testo lascia intravedere". 

 

Credo sia una frase standard perché mi hanno scritto pari pari le stesse parole.

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Confermo di avere anche io questa frase identica alla fine della mia valutazione. A questo punto mi chiedo se anche le altre frasi non siano standard e usate a seconda del contesto...

A onor del vero io ho la certezza che il manoscritto sia stato letto. Mi dispiace che le spiegazioni circa i miglioramenti da apportare fossero di difficile comprensione, quando ricevetti la valutazione ci capii poco e niente. Ora, a distanza di un anno, capisco quello che voleva dire ed è in quella direzione che mi sto muovendo, ma solo perché altri professionisti me lo hanno spiegato come si deve (il che non esclude la possibilità che sia io tarda di comprendonio, ovviamente).

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Il 6/11/2020 alle 17:46, Oscar Fate ha scritto:

Salve a tutti. 

 

Ho acquistato il servizio X-Press presso Lorem Ipsum. (199 euro: Entro 3 (sì, davvero tre)  giorni lavorativi vi diciamo se sì, ci interessa rappresentarlo, oppure se no, non ha catturato il nostro favore. E, se andasse male,  in 300 battute vi spieghiamo perché.).

 

Questa mattina ho ricevuto responso. Negativo per quanto riguarda la rappresentanza, ma non mi aspettavo nulla di diverso. Ho acquistato un servizio cercando una severità di giudizio che, in effetti, è arrivata. Cercavo, allo stesso modo, una specificità, una linea precisa sulla direzione da prendere che invece è mancata. Lo dico perché il giudizio sul testo non è stato completamente negativo, anzi  - e cito - "rappresenta già così una buona base su cui lavorare, magari affidandosi a un professionista per un lavoro di editing che faccia emergere ancora più chiaramente quel che di buono il testo lascia intravedere". 

 

Mi aspettavo qualcosina in più per la cifra investita (il costo di 16-17 libri), ma va bene così. Esperienze. 

Intervengo giusto per confermare che questo messaggio è arrivato anche a me. Ho fatto poi una richiesta, chiedendo cosa potessi fare per lavorare su questa "base" promettente e mi sono stati proposti alcuni editor. Tuttavia, l'affidarsi a tali editor (a pagamento ovviamente, ma il lavoro va retribuito, ci mancherebbe) non comportava la successiva presa in carico dell'opera da parte dell'agenzia.

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Il 1/10/2020 alle 10:43, leonardo.sanzo ha scritto:

Io per adesso ho avuto una buona impressione; avevo fatto l'invio gratuito e ieri, come da accordi, è arrivato il responso: un'opera di indubbio interesse ma forse non matura per il grande mercato. La sottoporranno con urgenza ai loro lettori esterni, sperando che trovino quanto di buono hanno visto loro. Il nuovo appuntamento è tra un mese. Sulla correttezza e disponibilità niente da dire.

 

Anche io scelsi l'invio gratuito a fine luglio. Oggi mi hanno ricontattato dicendomi le stesse identiche cose tue: indubbio interesse ma forse l'opera non è ancora abbastanza matura per il grande mercato editoriale. Quindi, lettori esterni al soccorso.

Vediamo, non sono molto convinto.

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Il 19/11/2020 alle 10:50, Carli Téio ha scritto:

indubbio interesse ma forse l'opera non è ancora abbastanza matura per il grande mercato editoriale. Quindi, lettori esterni al soccorso.

Stessa risposta abbiamo ricevuto anche io e @AnnaL. dopo invio spontaneo fatto ad agosto, la risposta è arrivata ieri puntualissima, ora abbiamo la prossima consegna per gli inizi di gennaio. 

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Ricevo oggi una mail pubblicitaria di L.I. che mi invita ad inviare l'eventuale "libro nel cassetto". Non ne ho alcuna intenzione, anche perché i due libri che ho nel cassetto sono già sotto contratto ed in attesa di pubblicazione, senza che io per giungere a tanto abbia sborsato un Euro. Assodato che il principale obiettivo di L.I., come di tante altre cosiddette agenzie di rappresentanza, è quello di piazzare servizi a pagamento, rinnovo la richiesta già postata da altri: c'è qualcuno, tra i praticanti questo forum, che dopo aver pagato per uno o più servizi forniti da L.I. sia stato rappresentato, pervenendo alla pubblicazione con una CE non classificabile tra le piccole? Spero di sì, ma chi di speranza vive...

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