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JaV

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@giulia84alf , sì risulti avere solo due messaggi; è possibile, quindi, che il tuo account sia automaticamente decaduto negli anni. In ogni caso, per evitare di intasare la discussione, puoi segnalare in "Problemi tecnici" le tue problematiche relative all'account, o contattare in privato uno Staffer.

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Eccomi per l’intervento definitivo (purtroppo). Qualcuno si ricorderà della mia storia, per gli altri riassumo brevemente: ho avuto un romanzo rappresentato dall’agenzia che poi è stato pubblicato in una collana digitale di una casa editrice big (argomento tra l’altro controverso che aveva aperto degli spunti di riflessione). Fin dall’inizio non era un mistero che ci fosse da lavorare sul testo e anche sul mio stile, ma l’agenzia credeva così tanto in me che sono stata per mesi molto ottimista. Per superare le mie lacune, e rendendomi conto di non poterlo fare su una storia per me già esaurita, ho scritto un nuovo romanzo. Inizialmente l’agenzia sembrava molto entusiasta, perché ero migliorata molto, si trattava di riprendere in mano il testo e approfondire, perché purtroppo non avevo risolto i miei problemi al 100%. E si sa che gli editori sono esigenti. Così, su mia esplicita richiesta, sono stata indirizzata a una editor che collabora o collaborava con l’agenzia per sistemarlo a pagamento (ripeto, su mia richiesta). Qui sono iniziate le mie perplessità. Premetto che tirava già una strana aria da quasi un anno, nessuno mi rispondeva più ai messaggi ecc...quindi avevo la netta sensazione, a priori, di essere scesa dalla giostra. La editor che mi ha aiutato a migliorare il testo è stata eccellente, ma non ha fatto mistero del fatto che secondo lei, allo stato delle mie capacità attuali, non posso aspirare alla grande editoria...ok, ma allora, perché con il precedente, si? 

La faccenda aveva un sapore strano, visto nell’ottica globale della mia avventura all’interno dell’agenzia. Infatti, la rappresentanza per il mio nuovo romanzo, non c’è stata. Capita, per carità, però mi ha lasciata perplessa questa virata improvvisa, in particolare perché mi sono ritrovata con in mano un lavoro molto migliore del precedente (non perfetto, ovviamente) ma con un feedback sulle mie capacità inferiore a quando tutto è iniziato. Tutto questo mi ha fatto perdere l’entusiasmo, ora mi sento completamente  impotente. Volevo condividere la mia storia perché forse mi può aiutare a sentirmi meno fallita, adesso procedere è più difficile di prima. Un saluto a tutti. 

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Mi dispiace molto Amy. Se posso permettermi, però, mi sento di dirti che è davvero un po' poco per sentirti una fallita. Il modus operandi della LI è quanto meno bizzarro e poco professionale (e a distanza di due anni dal mio ingresso nel limbo posso ben dirlo), non lasciare che influisca sull'idea che hai di te e del tuo lavoro. Sono certa che troverai presto una casa anche per il tuo nuovo romanzo. In bocca al lupo!

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Perdonami @Amy , ma non ho capito bene la situazione e credo sia utile fare chiarezza. Nello specifico non mi è chiaro questo passaggio:

 

1 ora fa, Amy ha detto:

ho avuto un romanzo rappresentato dall’agenzia che poi è stato pubblicato in una collana digitale di una casa editrice big (argomento tra l’altro controverso che aveva aperto degli spunti di riflessione). Fin dall’inizio non era un mistero che ci fosse da lavorare sul testo e anche sul mio stile, ma l’agenzia credeva così tanto in me che sono stata per mesi molto ottimista. Per superare le mie lacune, e rendendomi conto di non poterlo fare su una storia per me già esaurita, ho scritto un nuovo romanzo.

 

In pratica, un tuo testo è stato preso in rappresentanza dall'agenzia, ma c'era da lavorarci su.

L'agenzia, dopo averti presa in rappresentanza per quel testo, ha lavorato con te sull'editing, o te l'ha proposto ma tu hai preferito scrivere direttamente qualcos'altro? Questo non l'ho compreso bene

La collana digitale della CE Big ti è stata proposta prima o dopo questo passaggio? E riguardava il primo libro (quello per il quale ti era stato detto che c'era da lavorarci su)?

Credo di avere le idee un po' confuse, ma mi piacerebbe capire meglio. :grat:

 

2 ore fa, Amy ha detto:

Volevo condividere la mia storia perché forse mi può aiutare a sentirmi meno fallita,

 

Non credo che tu lo sia, è probabile che il secondo romanzo, nonostante fosse migliore del precedente come dicevi, sia meno "spendibile" presso case editrici big per una questione di tematiche, di genere, di mercato, eccetera. Visto che sei già in confidenza, essendo autrice da loro rappresentata, non ti sei fatta spiegare i motivi precisi per cui il secondo non era adatto alla rappresentanza?

 

2 ore fa, Amy ha detto:

ma con un feedback sulle mie capacità inferiore a quando tutto è iniziato.

 

Il feedback che hai ricevuto motivava il perché, visto che il secondo libro era invece migliore?

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@ElleryQ No il primo romanzo era stato preso com’era, ma non avendo avuto il riscontro sperato avrei potuto riprenderlo in mano, non ho potuto perché per me quella storia si esauriva in quel modo, per poter superare il blocco avrei dovuto creare qualcosa di nuovo. Il romanzo su cui ho fatto l’editing non era rappresentato, è stata una mia scelta pagare una editor e poi riprovarci con l’agenzia una seconda volta. 

Mio motivo per cui è stato scartato non c’entra nulla con gli esempi che hai citato, anzi, a loro giudizio era commerciale, con tutte le carte in regola per avere successo, se io solo lo avessi allungato un po’, cercando di approfondire la storia. Per questo mi sono demoralizzata.

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I tempi e le modalità della casa editrice con cui poi è stato pubblicato non c’entrano in realtà molto con il percorso, sono un discorso a parte che preferisco non approfondire. Spero di essere stata più chiara😎

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@ElleryQ scusa se rispondo a pezzi, il feedback era della ragazza che mi ha fatto l’editing, che collabora in diverse cose con l’agenzia, ma non significa che sia condiviso. Non ho chiesto spiegazioni sul perché sia stato . rifiutato perché sono stanca. Capisci che sono passata dalle case editrici piccole cercando di migliorare negli anni, poi sono arrivata per due anni sempre a un pelo dalla porta principale, poi a un certo punto spendo dei soldi per farmi aiutare e il gran finale è che in realtà a detta dell’editor sembrerebbe che mi trovo ad avere le capacità inferiori a quando ho iniziato, il termine esatto è stato che sono adatta alla “micro editoria”. Una bella fatica per arrivare a un giudizio peggiore di quando tutto è iniziato, ti pare? da lì nascevano perplessità e tristezza. Comunque, lascio lo spazio a voi, ho già intasato la discussione abbastanza.

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12 minuti fa, Amy ha detto:

il termine esatto è stato che sono adatta alla “micro editoria

Il che non è affatto un insulto.

Vai avanti e fregatene, a cosa sei adatta lo dirà il futuro.

Inianto... In bocca al lupo!

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1 ora fa, Amy ha detto:

Non ho chiesto spiegazioni sul perché sia stato . rifiutato perché sono stanca.

 

E su questo ti comprendo benissimo, l'attesa stanca, è esacerbante. Purtroppo sembra che il mondo dell'editoria sia fatto da lunghissime attese (agenzie, editor, editori, eccetera...) e quando si scopre di aver atteso per fare addirittura un passo indietro è svilente.

Comunque, come tu stessa hai detto, il parere era solo dell'editor, non è neanche detto che l'agenzia fosse concorde. E credo anche che abbia ragione @unacasanellospazio .

Dipende cosa intendiamo per "microeditoria", tra le così dette "piccole" ci sono nomi di tutto rispetto, che magari si sono ritagliati una nicchia qualitativa molto apprezzata. D'altra parte comprendo anche il tuo punto di vista: l'obiettivo di chi scrive, e parte dal gradino più basso per fare gavetta, è crescere puntando in alto. Devo dire che anch'io, al tuo posto, non avrei accettato con grande entusiasmo l'idea di quello che appare come un "regresso".

Grazie per la tua testimonianza.

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Assolutamente sempre onorata di pubblicare anche con un buon piccolo editore. In passato è successo più volte, ma ora mi sono trasferita in una nazione dove la legge non permette di prendere del denaro come diritti d’autore (nemmeno 20 euro) senza aprire una ditta (con relativi costi) e senza una perdita economica importante. Dunque non mi è più possibile pubblicare se non puntando a numeri consistenti (ma non voglio andare off topic).

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Amy, mi spiace molto!

Secondo me in certi casi vale benissimo il detto "meglio soli che male accompagnati". Fossi in te farei vedere il romanzo a qualcun altro. 

In bocca al lupo! :)

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Se posso permettermi una parentesi, se il livello degli autori a cui l'agenzia ambisce è pari a quello di sasso carta (o come si chiama la rivista), da semplice lettrice quale sono mi metterei le mani nei capelli.

Ho letto racconti che... agrrr...

Forse a volte a sperimentare troppo si stroppia.:S

Ma, come si dice? De gustibus eccetera eccetera 

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22 ore fa, Kalija ha detto:

Se posso permettermi una parentesi, se il livello degli autori a cui l'agenzia ambisce è pari a quello di sasso carta (o come si chiama la rivista), da semplice lettrice quale sono mi metterei le mani nei capelli.

Ho letto racconti che... agrrr...

Forse a volte a sperimentare troppo si stroppia.:S

Ma, come si dice? De gustibus eccetera eccetera 

Il Racconto più Bello non è piaciuto neanche a me, troppo sperimentale e ridondante di parole. Ma alla sezione Sasso hanno pubblicato racconti brevi, alcuni dei quali davvero belli

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1 ora fa, PatriziaV ha detto:

Il Racconto più Bello non è piaciuto neanche a me, troppo sperimentale e ridondante di parole. Ma alla sezione Sasso hanno pubblicato racconti brevi, alcuni dei quali davvero belli

A onor del vero io ne ho letti solo un paio. Forse sono incappata in quelli più, diciamo, strani, e gli altri magari erano meravigliosi. Ma quei due non mi sono piaciuti per nulla. Poi, come detto, son gusti. 

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Il 2/2/2019 alle 11:52, Kalija ha detto:

Fossi in te farei vedere il romanzo a qualcun altro. 

Se hai voglia di farlo, si intende, ma sono d'accordo con Kalija. 
A prescindere dal lavoro che devi fare sul tuo testo, non credo che si possa decretare che una persona volenterosa e capace di autocritica come tu sei sembrata sia adatta solo alla microeditoria (che comunque, come hanno detto altri, non è certo un insulto). 
Tu hai accettato di metterti in gioco e di lavorare sulla tua scrittura. Sono certa che, con l'editor giusto (non è detto che sia il più bravo, significa quello con cui riesci a instaurare un rapporto soggettivamente positivo), tu possa migliorare molto, non solo il testo specifico, ma anche il tuo metodo di scrittura e il tuo stile. Capisco che sia sfiancante - io mi demoralizzo con molto meno - ma, se ci tieni, è come se tu, in qualche modo, te lo dovessi. Così ti resterà solo un carico di frustrazione, ovvero una cosa brutta, spu spu, pussa via! :D
Se poi vorrai potrai riproporre il tuo lavoro a questa agenzia o ad altre, o provare con degli invii spontanei e vedere cosa succede. In bocca al lupo! 
Credo di essere off topic e quindi taccio. 
 

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Buongiorno a tutti, intervengo sulla questione @Amy perché a leggere i giudizi che con facilità attribuite a chi svolge un serio lavoro, mi si gela il sangue nelle vene.

L'autrice in questione ci ha sottoposto due anni orsono un testo che era una bellissima sinossi allargata. Splendida idea, ma nulla di più. È stata comunque messa sotto contratto, perché in quel plot vedevamo un reale potenziale commerciale e ritenevamo che si potesse compiere assieme all'autore un percorso che la portasse verso un approdo importante. Per questo è stata affiancata nel lavoro di editing da uno dei soci dell'agenzia per cercare di lavorare sia sul testo che sulle sue fragilità personali. 

Il risultato sul primo testo non è stato quello atteso, perché il lavoro di editing si è rivelato molto più difficoltoso di quanto potessimo prevedere. Il libro è stato pubblicato come ebook, e nel frattempo l'autrice ci ha sottoposto un secondo romanzo che, dopo aver letto, abbiamo scelto di non mettere sotto contratto. Su questo testo ha lavorato con un editor freelance, mostrando le stesse lacune che già aveva palesato nel lavoro sul primo testo sottopostoci. È per questo che, con grande dispiacere, non ci sentiamo di rappresentare il romanzo. E dico con dispiacere, perché @Amy è una persona splendida e speciale, di quelle che vorresti sempre avere vicino.

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Il tempo di per sé non è un problema, si attende tutto quello che serve.

Quando metti in terra un seme di ciliegia, sempre ammesso che germogli, lo sai già che dovrai comunque attendere molto tempo prima di mangiare le ciliegie.

Quello che potrebbe diventare un problema è invece accorgersi, dopo avere atteso con pazienza e senso mistico tutto il tempo necessario, che sui rami del tuo alberello anziché ciliegie sono spuntate carrube.

 

Fuor di metafora, quando la valutazione di un manoscritto richiede tempi che si avvicinano o addirittura superano il tempo che impieghiamo per fare un giro attorno al sole, si potrebbero creare distorsioni percettive. Quando l'avete spedita, la vostra storia, vi sembrava perfetta, poi sono arrivati i giudizi, i rifiuti motivati, le garbate declinazioni di interesse e la perfezione non vi è sembrata più tale. Quindi avete ripreso a lavorarci, sulla vostra storia, facendo tesoro dei consigli ricevuti e dell'esperienza maturata. Ci avete lavorato in profondità e così, prima che il globo abbia completato il suo girotondo, vi ritrovate per le mani un lavoro che è a malapena parente di quello che spediste illo tempore, in quella che vi sembra ormai una lontana era, l'evo dell'ingenuità. Niente di male, se non fosse però che qualcuno sta ancora valutando con fatica (e si spera con interesse) il parto della vostra primigenia ingenuità. Che fare a quel punto?

 

Scrivete all'agenzia o all'editore per fargli sapere, con vispa incoscienza, che gli avete spostato tutte le pedine sulla scacchiera a partita ancora in corso, e gli proponete addirittura di sostituire il testo in lettura con una nuova iperbolica versione, che probabilmente apporrà il definitivo punto fermo alla parola letteratura. Intuite dalla risposta, come sempre molto garbata, che la vita è troppo breve, e già abbastanza complessa, per mettersi anche a gestire l'agenda revisioni degli esordienti, nel loro faticoso cammino verso l'eternità.

 

A quel punto se anche il vostro seme germogliasse vi ritrovereste probabilmente con carrube.

Nel momento in cui il globo dovesse ripassare per il via e voi doveste ricevere finalmente la vostra valutazione potrebbero accadervi solo due cose: all'agenzia/editore è piaciuto un lavoro che per voi non esiste più, e magari vi chiedono anche di farci sopra una revisione, di contenuti diversi dai vostri. Non ce la potete fare a creare una perfezione alternativa... carrube.

Oppure il lavoro non è piaciuto affatto e voi lo sapete bene che è giusto così, visto che il lavoro perfetto non è stato letto e, sempre ammesso che a quel punto accettino di dargli un'occhiata (ipotesi decisamente remota), vi tocca comunque un altro giro di giostra solare da attendere... carrube.

 

In conclusione non saprei che dire. Non ho ben chiaro quando (e se) valga la pena spedire, visto che le revisioni si alimentano dei giudizi, ma i giudici non accettano le revisioni.

Confesso che, smaltita ormai da tempo sia l'euforia sia la frustrazione che si accompagnano allo status di esordiente, trovo che l'esperienza di cercare uno sbocco editoriale, nella sua follia, abbia anche risvolti decisamente divertenti. Se scopro come si fa a mangiare ciliegie prometto che diffonderò la notizia.

 

Per le persone precise aggiungo che questo intervento può apparire fuori tema in questa discussione, ma lo è solo in apparenza ;(

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@theco trovo invece il tuo intervento pertinente. Grazie anche a @JaV per aver risposto, se supererò le lacune potrà dirmelo solo il tempo, io continuerò a provare. @Kalija e @ophelia03 inviare lo faccio sempre, ma senza agenti è difficile raggiungere un risultato, secondo me.

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8 minuti fa, Amy ha detto:

inviare lo faccio sempre, ma senza agenti è difficile raggiungere un risultato, secondo me.

Non lo so, ognuno sceglie la via che gli è più consona e con la quale si trova meglio. Io per ora ho sempre provato, con alterne fortune, con gli invii diretti. Ma ovviamente una buona agenzia è senz'altro utile.
Credo che però si sia fuori tema!

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Il 1/2/2019 alle 19:41, Amy ha detto:

ma ora mi sono trasferita in una nazione dove la legge non permette di prendere del denaro come diritti d’autore (nemmeno 20 euro) senza aprire una ditta (con relativi costi) e senza una perdita economica importante.

Scusa @Amy, che paese è? 

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Certa che mi beccherò una barca di freccette rosse, dico la mia. Esperienza con LIAE in corso. 1) Non sono un'esordiente. 2) Ho chiesto una lettura a un'agenzia per la prima volta nella mia vita, per un romanzo caduto nel silenzio presso i maggiori editori, come i precedenti, pur apprezzati da critici e scrittori di livello. 3) L'ho fatto per capire la ragione dell'ostracismo nei miei confronti, per la cifra, in fondo modesta, di 120 euro IVA inclusa, dato che non mi andava di aspettare. 4) La prima scheda inviatami da Viganò è stata pertinente e illuminante, e mi ha portato a ristrutturare l'opera. 5) I loro prezzi per l'editing sono onesti (non come altre agenzie, per i cui servizi devi accendere un mutuo). 6) La giovane editor fa un lavoro scrupoloso riga per riga, mi piace. 7) Mi sembrano dinamici e vanno al sodo, come me. 7) Sono trasparenti (altri non lo sono o fanno i vaghi), ovvero: a) l'editing non garantisce la rappresentanza. b) Non sono autrice per un pubblico di massa (questo non è colpa loro), ma posso allargare la platea. 8) Se non mi vorranno, mi faccio un altro giro e, di riffa o di raffa, qualcosa trovo.

Per me esperienza positiva.

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Il 4/2/2019 alle 17:06, theco ha detto:

Il tempo di per sé non è un problema, si attende tutto quello che serve.

Quando metti in terra un seme di ciliegia, sempre ammesso che germogli, lo sai già che dovrai comunque attendere molto tempo prima di mangiare le ciliegie.

Quello che potrebbe diventare un problema è invece accorgersi, dopo avere atteso con pazienza e senso mistico tutto il tempo necessario, che sui rami del tuo alberello anziché ciliegie sono spuntate carrube.

 

Fuor di metafora, quando la valutazione di un manoscritto richiede tempi che si avvicinano o addirittura superano il tempo che impieghiamo per fare un giro attorno al sole, si potrebbero creare distorsioni percettive. Quando l'avete spedita, la vostra storia, vi sembrava perfetta, poi sono arrivati i giudizi, i rifiuti motivati, le garbate declinazioni di interesse e la perfezione non vi è sembrata più tale. Quindi avete ripreso a lavorarci, sulla vostra storia, facendo tesoro dei consigli ricevuti e dell'esperienza maturata. Ci avete lavorato in profondità e così, prima che il globo abbia completato il suo girotondo, vi ritrovate per le mani un lavoro che è a malapena parente di quello che spediste illo tempore, in quella che vi sembra ormai una lontana era, l'evo dell'ingenuità. Niente di male, se non fosse però che qualcuno sta ancora valutando con fatica (e si spera con interesse) il parto della vostra primigenia ingenuità. Che fare a quel punto?

 

Scrivete all'agenzia o all'editore per fargli sapere, con vispa incoscienza, che gli avete spostato tutte le pedine sulla scacchiera a partita ancora in corso, e gli proponete addirittura di sostituire il testo in lettura con una nuova iperbolica versione, che probabilmente apporrà il definitivo punto fermo alla parola letteratura. Intuite dalla risposta, come sempre molto garbata, che la vita è troppo breve, e già abbastanza complessa, per mettersi anche a gestire l'agenda revisioni degli esordienti, nel loro faticoso cammino verso l'eternità.

 

A quel punto se anche il vostro seme germogliasse vi ritrovereste probabilmente con carrube.

Nel momento in cui il globo dovesse ripassare per il via e voi doveste ricevere finalmente la vostra valutazione potrebbero accadervi solo due cose: all'agenzia/editore è piaciuto un lavoro che per voi non esiste più, e magari vi chiedono anche di farci sopra una revisione, di contenuti diversi dai vostri. Non ce la potete fare a creare una perfezione alternativa... carrube.

Oppure il lavoro non è piaciuto affatto e voi lo sapete bene che è giusto così, visto che il lavoro perfetto non è stato letto e, sempre ammesso che a quel punto accettino di dargli un'occhiata (ipotesi decisamente remota), vi tocca comunque un altro giro di giostra solare da attendere... carrube.

 

In conclusione non saprei che dire. Non ho ben chiaro quando (e se) valga la pena spedire, visto che le revisioni si alimentano dei giudizi, ma i giudici non accettano le revisioni.

Confesso che, smaltita ormai da tempo sia l'euforia sia la frustrazione che si accompagnano allo status di esordiente, trovo che l'esperienza di cercare uno sbocco editoriale, nella sua follia, abbia anche risvolti decisamente divertenti. Se scopro come si fa a mangiare ciliegie prometto che diffonderò la notizia.

 

Per le persone precise aggiungo che questo intervento può apparire fuori tema in questa discussione, ma lo è solo in apparenza ;(

 

POST SCRIPTUM: se son carrube, fioriranno! :sorrisoidiota::love3:<3

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Racconto la mia esperienza fino ad ora: proposto manoscritto 3mium, dopo 2 giorni esatti ho ricevuto la risposta come concordato, quindi tutto bene. Mi è stato richiesto il manoscritto, nella mail c'era scritto l'impegno di rispondere entro tot giorni lavorativi. Ne sono passati quasi il doppio e nessuna risposta. Per quanto possa essere un buon segno (?), l'unico appunto da fare per ora all'agenzia è di non specificare una risposta entro tot giorni se effettivamente ne occorrono di più (e questo è comprensibile e umano). Ho sentito anche di altre persone con la stessa esperienza: a un certo punto l'agenzia ha cambiato la scritta in "entro tot giorni circa". Io dico: non smontatemi il mito della puntualità milanese!!! Ditemi entro massimo 360 giorni riceverai una risposta. Dolce è l'attesa. Dire invece una cosa per un'altra secondo me non è proprio il massimo.  Ah, anche la fattura non l'ho mai vista. Ma vabbè dai, siamo in Italia, e che si fattura pure!??! :pirata2:

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@Skywalker , ti ricordo che da Regolamento non è consentito l'abuso di punteggiatura. Siamo pur sempre su un sito di scrittura. ;)

 

4 ore fa, Skywalker ha detto:

puntualità milanese!!!

 

4 ore fa, Skywalker ha detto:

pure!??!

 

:nono:

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Ho fatto la stessa esperienza. Richiesta del manoscritto dopo la lettura di 25 pp. per 36 euro (che sono come 360 euro per 250 pp.) senza fattura e senza scheda di valutazione e poi silenzio. Meno male che nel frattempo ho potuto firmare con una CE

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Intervengo perché veniamo con troppo leggerezza accusati di frode fiscale, che per quanto mi riguarda è ancora un reato, e sono calunnie che dispiace molto leggere. 

Il nostro sistema genera in automatico un documento con valore di ricevuta fiscale che viene trasmesso all'acquirente e all'Agenzia delle Entrate. 

 

Chi acquista il servizio si suppone abbia letto cosa sta acquistando - copio/incollo dalla pagina Termini del servizio: (A) Lettura 3MIUM che consente all'acquirente di inviare all'Agenzia 30.000 battute (spazi inclusi) di una propria opera. Il Servizio consente altresì agli acquirenti di ricevere entro 3 giorni lavorativi un sintetico giudizio (300 battute) sul testo inviato

Il servizio 3MIUM è a disposizione di chi non vuole aspettare la successiva finestra per l'invio gratuito, di sicuro non per chi voglia ricevere una scheda di lettura.

 

Ben consapevoli dei ritardi nelle letture, nel nuovo sito stiamo cercando di implementare - stiamo finendo i test e speriamo di poterlo proporre già da marzo - un sistema che consenta a ogni utente di scegliere il giorno esatto in cui ricevere la propria risposta, ovviamente sino a esaurimento delle disponibilità. 

 

Aggiungo anche una considerazione: posso capire meglio di chiunque altro la fatica dell'attesa - in alcuni casi particolarmente lunga - ma mettere un autore sotto contratto con l'Agenzia e poi tenerlo mesi in attesa di uno sbocco ci sembrerebbe ancor meno corretto, a maggior ragione visto che nulla prima lo vincola a noi, né moralmente né materialmente, e che quindi è libero di accasarsi altrove, nel frattempo.
Quello che noi cerchiamo di capire, attraverso il giudizio (pagato) dei nostri lettori esterni che condividiamo con buona parte delle grandi case editrici milanesi, è se - oltre a essere indicustibilmente una buona opera - il romanzo in questione possa avere anche un appeal commerciale e, di conseguenza, se abbia delle concrete possibilità di arrivare a pubblicazione, perché in caso contrario sarebbe alquanto fuori luogo offrire un un contratto di rappresentanza.

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4 ore fa, PatriziaV ha detto:

Ho fatto la stessa esperienza. Richiesta del manoscritto dopo la lettura di 25 pp. per 36 euro (che sono come 360 euro per 250 pp.) senza fattura e senza scheda di valutazione e poi silenzio.

 

Ciao @PatriziaV a quando risale la richiesta del manoscritto intero, se posso chiedere?

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1 minuto fa, Sjø ha detto:

 

Ciao @PatriziaV a quando risale la richiesta del manoscritto intero, se posso chiedere?

Al 6 novembre 2018

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