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Lorem Ipsum

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Figurati, io ho inviato a tutte quelle gratuite. Non sono così tante e di esordienti ne accettano pochi. A loro non conviene (i dati sul numero di copie vendute per ogni libro stampato si trovano dappertutto... Mi pare sia un numero vicino alle due dozzine). Spesso le agenzie che leggono gratuitamente smettono di farlo dopo aver messo sotto contratto un pugno di autori (ma LI legge ancora gratis, anche se in tempi biblici, quindi questo argomento è OT). 

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Il discorso non è se mandare a tanti o a uno. Il discorso che fa @Axolotl è che per le agenzie investire su un esordiente è quasi certamente un esercizio in perdita. Può senza dubbio capitare che, nella mole di materiale ricevuto e nei ritardi che si accumulano, un'agenzia perda un potenziale fenomeno. Le probabilità, tuttavia, sono infinitesime.

 

Credo comunque che sia un discorso generico e non specifico per la LI, quindi meglio proseguirlo, se necessario, altrove.

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Concordo. Tuttavia, natura vuole che anche gli scrittori affermati presto o tardi vadano al Creatore, per cui un ricambio è in ogni caso necessario, innestando (per nostra fortuna) nuovi autori esordienti (in serie A ogni squadra di calcio oculata coltiva una propria squadra di allievi "primavera" :asd:) e quelle che non lo fanno sono destinate col tempo a finire in serie B o C... 

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Ragazzi, riuscite a mostrare un po' di disciplina e rimanere in topic? Per favore!

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Mandare in lettura un manoscritto è come inviare il proprio curriculum. In entrambi i casi si è in cerca di un'opportunità e in entrambi i casi è giusto e normale inviare a più interlocutori possibili personalizzando e motivando la propria proposta.

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Alle 8/3/2018 at 11:58, KatiaCecca ha detto:

Mandare in lettura un manoscritto è come inviare il proprio curriculum. In entrambi i casi si è in cerca di un'opportunità e in entrambi i casi è giusto e normale inviare a più interlocutori possibili personalizzando e motivando la propria proposta.

Questo credo che nessuno lo mettesse in dubbio (quello che io avevo cercato di sottolineare è che, purtroppo, essere presi in carico in quanto esordienti è una cosa che con ogni probabilità converrà solo a noi, quindi è comprensibile lo scarso entusiasmo che ci mettano gli agenti).

 

In ogni caso... Tempo di libri è finito, dite che adesso si metteranno a smaltire manoscritti arretrati xD? Prima che cominci  Bookpride...

 

:eyebleed:

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9 minuti fa, Axolotl ha detto:

 che ci mettano gli agenti).

 

*mettono. scusate. non ho ancora bevuto nessun caffè

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ciao, qualcuno ha mai utilizzato la funzione lettura 3mium di questa agenzia?

dopo quanto vi è arrivata la scheda e come vi siete trovati?

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30 minuti fa, curry23 ha detto:

ciao, qualcuno ha mai utilizzato la funzione lettura 3mium di questa agenzia?

dopo quanto vi è arrivata la scheda e come vi siete trovati?

Ci sono tipo tre milioni di risposte, più indietro ;)

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Ci fu un'altra (credo) utente che tempo fa se ne uscì con qualcosa tipo: "non ho davvero tempo per andare a rileggere la discussione, troppo lunga, e io ho tanti impegni; qualcuno può rispiegarmi le cose?". Fantastico! :D

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6 ore fa, cuido ha detto:

Ci fu un'altra (credo) utente che tempo fa se ne uscì con qualcosa tipo: "non ho davvero tempo per andare a rileggere la discussione, troppo lunga, e io ho tanti impegni; qualcuno può rispiegarmi le cose?". Fantastico! :D

beh e sarebbe veramente la cosa più incredibile e fantastica e assurda da dire?

intendevo recentemente e comunque non sapevo appunto ci fossero stati esempi simili in passato in questa discussione che riguarda l'agenzia in generale e non questo prodotto specifico che ho citato.

andrò a rileggere, grazie per avermelo detto.

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Vi segnalo due piccole novità che ho scoperto per caso, facendo vedere il sito di LI a un'amica scrittrice.

 

1) La prima è un nuovo servizio, la lettura XXX (se ve lo state chiedendo no, non è una finestra per l'invio di testi erotici ;P). Riporto quanto scritto sul sito: "Anche in questo caso leggiamo 3 vostre cose: una presentazione personale e una sinossi, non più lunga di 1 cartella, ma il romanzo lo leggiamo per intero, dall'inizio alla fine, che ci convinca da subito o meno.

Entro 30 giorni lavorativi vi diciamo se sì, ci interessa rappresentarlo, oppure se no, non ha catturato il nostro favore. E, se andasse male,  in 300 battute vi spieghiamo perché."

Il costo è di 99 euro.

 

2) La prossima finestra per gli invii gratuiti sarà il 7 Maggio, quindi salteranno quella di Aprile.

 

Spero vi possano essere utili. A me personalmente la nuova modalità di lettura ispira molto e non la ritengo eccessivamente onerosa; non avessi usufruito della valutazione gratuita l'avrei senz'altro presa in considerazione.

 

 

  • Grazie 1

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Guarda, ci credo tantissimo e sono pronto a metterci la mano sul fuoco sul fatto che, dopo aver incamerato i 99€, il romanzo lo leggano sempre per intero, senz'ombra di dubbio fino all'ultima riga, anche nei casi in cui ricevano malloppi di 850 cartelle o romanzi illeggibili e sgrammaticati fin dall'incipit.

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3 ore fa, Aspirante Scrittore ha detto:

Guarda, ci credo tantissimo e sono pronto a metterci la mano sul fuoco sul fatto che, dopo aver incamerato i 99€, il romanzo lo leggano sempre per intero, senz'ombra di dubbio fino all'ultima riga, anche nei casi in cui ricevano malloppi di 850 cartelle o romanzi illeggibili e sgrammaticati fin dall'incipit.

 

Oltre ad essere offensivo, il tuo commento non è supportato da nessun tipo di elemento concreto, né da un'esperienza diretta.

 

Per quanto riguarda il concetto di fondo (che  avresti potuto esprimere  in modo più adeguato) d'accordo: con 300 battute di commento sarebbe difficile capire se in agenzia abbiano letto davvero ogni singola pagina. Ma è un discorso fine a se stesso che potresti applicare anche a qualunque altra agenzia che fornisce brevi schede di lettura. Ciò che si paga in questo servizio - se l'ho compreso appieno - è anche e soprattutto la rapidità del responso.

 

Prima di mettere in dubbio la buona fede e la professionalità di un'agenzia dovresti, per lo meno, avvalorare ciò che dici con qualche dato concreto.

 

Altrimenti puoi benissimo evitare di commentare la discussione.

 

 

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Grazie per gli aggiornamenti, Redman. Sono entrambi interessanti e mi erano sfuggiti. E' da un pezzo che, a mio avviso, avrebbero dovuto limitare la ricezione mensile di manoscritti: in periodo di fiere mi sembra più che mai necessario.

 

Secondo me la scheda porno... la scheda XXX non è una cattiva idea. A me piacciono queste modalità "tempi brevi e sicuri - tassa ragionevole". 

 

Quello che mi chiedo è se riusciranno davvero a rispettare l'idea del responso in trenta giorni... Se si dovessero pagare i 99 euro, la garanzia di non cadere nel limbo dell'indecisione è completa? Se sì, è davvero un vantaggio per lo scrittore (perché i pochi casi che finora finivano nel famoso limbo magari avevano qualche speranza, ma nel caso in cui gli agenti siano "obbligati" dalle loro stese regole a pronunciarsi entro quattro settimane, suppongo che i forse diventerebbero piuttosto dei no...)

 

Stiamo a vedere, comunque. Io spero tanto che anche altre agenzie adottino sistemi simili. Io non voglio la scheda, voglio sapere se sono disposti a rappresentarmi (gli agenti, in generale). 

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9 ore fa, Redman ha detto:

 

Oltre ad essere offensivo, il tuo commento non è supportato da nessun tipo di elemento concreto, né da un'esperienza diretta.

 

Per quanto riguarda il concetto di fondo (che  avresti potuto esprimere  in modo più adeguato) d'accordo: con 300 battute di commento sarebbe difficile capire se in agenzia abbiano letto davvero ogni singola pagina. Ma è un discorso fine a se stesso che potresti applicare anche a qualunque altra agenzia che fornisce brevi schede di lettura. Ciò che si paga in questo servizio - se l'ho compreso appieno - è anche e soprattutto la rapidità del responso.

 

Prima di mettere in dubbio la buona fede e la professionalità di un'agenzia dovresti, per lo meno, avvalorare ciò che dici con qualche dato concreto.

 

Altrimenti puoi benissimo evitare di commentare la discussione.

 

 

"Il dubbio è scomodo, ma solo gli imbecilli non ne hanno." (Voltaire)

 

Ad ogni modo, visto che scrivi che preferisci parlare solo di dati concreti, Redman, molto bene: parliamo di dati concreti. Lo scorso 16 febbraio lamentavi il fatto che a marzo sarebbe passata la bellezza di un anno dall'invio del tuo lavoro a quest'agenzia, senza aver ricevuto alcuna risposta. Ebbene, ora siamo a (fine) marzo e ti chiedo: l'agenzia, di cui fai pubblicità dei nuovi servizi e di cui pur difendi a spada tratta l'onore offeso, ti ha più fatto sapere niente? Oppure dopo un anno stai aspettando ancora? Grazie per questo bel dato concreto.

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Intervento di moderazione

 

La discussione non nasce per battibeccare, quindi prego @Aspirante Scrittore@Redman di smetterla e di litigare in privato, se volete.

Il prossimo messaggio di risposta (a questo messaggio ufficiale o al battibecco tra di voi) sarà sanzionato.

Limitatevi a novità ed esperienze, grazie.

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Buongiorno a tutti. Seguo la discussione su questa agenzia fin dall’inizio, e finalmente mi sono decisa a intervenire. Ho spedito il mio manoscritto alla LIAE nell’autunno del 2016. A febbraio del 2017 ho firmato il contratto di rappresentanza. Riguardo a questo specifico argomento (tempistica) sono convinta che dipenda molto dal periodo di riferimento. Sono stata fortunata a spedire il mio romanzo quando l’agenzia era in rodaggio. Al di là del fatto che si possa essere pubblicati tramite agente con una grossa casa editrice, bisogna considerare diversi altri aspetti che non sono ancora stati accennati. Il primo fra tutti è che tramite professionisti del settore è possibile comprendere finalmente le dinamiche che rimangono oscure all’aspirante autore che si muove in maniera indipendente. Questo si traduce di conseguenza  in un’analisi sui tuoi punti deboli e potenzialità su cui puoi ancora lavorare. Sono molti anni ormai che faccio la gavetta ma devo dire che ciò che ho imparato in pochi mesi con loro non lo avrei mai potuto immagazzinare in altra maniera. Per il primo romanzo (quello del 2016) ho firmato con una casa editrice la settimana scorsa, e ora mi ritrovo con più strumenti per avere padronanza del mio stile e continuare il percorso. Spero che questo commento possa essere utile a qualcuno.

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@Amy Grazie per il tuo cntributo a questa discussione. Purtroppo  non é facile leggere  commenti di chi  é riuscito ad arrivare al contratto. Riuscire a  "sbirciare" ciò che si cela oltre questo traguardo ambito da molti. Anzi, da tutti noi che siamo ancora qua.

Un sincero in bocca al lupo.(y)

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Bisogna perseverare, @NiP, se si è convinti che ne valga la pena, e purtroppo avere pazienza.

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@Amy figurati! Pazienza e perseveranza ne ho da vendere, anche se a volte... . Comunque il mio intervento, oltre nel ringraziarti e farti i complimenti, voleva sottolineare la particolarità del forum di avere molte testimonianze sulle situazioni di approccio alle c.e. e a.e. mentre scarsi sono i contributi su ciò che accade dopo il contratto. Basta scorrere queste pagine per registrare di quante voci si siano eclissate dalle discussioni una volta raggiunto l'obiettivo. Dispiace perché sarebbe molto interessante capire "di come sono andate avanti queste storie".

Un saluto.;)

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Sarebbe interessante anche sapere di che livello sono queste ce che gli autori di Lorem ipsum raggiungono, o se si tratta nella maggior parte dei casi della solita digitale con pod che molti si sono sentiti proporre. La cosa, se permettete, fa una grande differenza.

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18 minuti fa, Artemisia Winter ha detto:

Sarebbe interessante anche sapere di che livello sono queste ce che gli autori di Lorem ipsum raggiungono, o se si tratta nella maggior parte dei casi della solita digitale con pod che molti si sono sentiti proporre. La cosa, se permettete, fa una grande differenza.

Non sono d’accordo sul fatto che faccia differenza. Innanzitutto devo premettere che dal mio personale punto di vista sempre di più negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle esigenze e spesso capricci degli aspiranti scrittori (non di tutti, ovviamente, ma di molti). Sembra sempre più “normale” voler approdare immediatamente alla grande casa editrice, fare molte vendite, essere riconosciuti come scrittori vincenti alla prima opera. Purtroppo (lo diceva anche Eco) la gavetta e il sacrificio fanno parte del percorso di uno scrittore tanto quanto quello del medico, dell’avvocato, del cantante. È vero, ci sono esordienti che arrivano immediatamente a pubblicare con grossi editori. Ma forse non sai (o non vuoi prenderne coscienza) che anche con una big puoi vendere mille copie e finire nel dimenticatoio. Oltretutto con un enorme svantaggio, perché soltanto l’esperienza e gli anni di lavoro possono creare una carriera solida (se mai ci sarà) con cui affrontare le insidie di questo ambiente spesso spietato. In questo senso mi sento di rispondere che “la solita digitale” probabilmente è, nel caso di questa agenzia, una collana digitale di una importante casa editrice. E ormai sempre più editori hanno collane soltanto digitali (una a caso che mi viene in mente quella dedicata ai romanzi rosa della Rizzoli) e vorrei che mi spiegaste perché per alcuni di voi, questo non costruirebbe un solido curriculum che deve necessariamente prendere forma lentamente e con fatica. Ogni opera scritta è sempre più ricca di esperienza, conoscenza, attenzione. A meno che si pensi di aver scritto un capolavoro che non potrà mai più essere replicato. Ma se sei bravo, lo sarai ancor di più domani, giusto?

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29 minuti fa, Amy ha detto:

Non sono d’accordo sul fatto che faccia differenza. Innanzitutto devo premettere che dal mio personale punto di vista sempre di più negli ultimi anni si è assistito a un aumento delle esigenze e spesso capricci degli aspiranti scrittori (non di tutti, ovviamente, ma di molti). Sembra sempre più “normale” voler approdare immediatamente alla grande casa editrice, fare molte vendite, essere riconosciuti come scrittori vincenti alla prima opera. Purtroppo (lo diceva anche Eco) la gavetta e il sacrificio fanno parte del percorso di uno scrittore tanto quanto quello del medico, dell’avvocato, del cantante. È vero, ci sono esordienti che arrivano immediatamente a pubblicare con grossi editori. Ma forse non sai (o non vuoi prenderne coscienza) che anche con una big puoi vendere mille copie e finire nel dimenticatoio. Oltretutto con un enorme svantaggio, perché soltanto l’esperienza e gli anni di lavoro possono creare una carriera solida (se mai ci sarà) con cui affrontare le insidie di questo ambiente spesso spietato. In questo senso mi sento di rispondere che “la solita digitale” probabilmente è, nel caso di questa agenzia, una collana digitale di una importante casa editrice. E ormai sempre più editori hanno collane soltanto digitali (una a caso che mi viene in mente quella dedicata ai romanzi rosa della Rizzoli) e vorrei che mi spiegaste perché per alcuni di voi, questo non costruirebbe un solido curriculum che deve necessariamente prendere forma lentamente e con fatica. Ogni opera scritta è sempre più ricca di esperienza, conoscenza, attenzione. A meno che si pensi di aver scritto un capolavoro che non potrà mai più essere replicato. Ma se sei bravo, lo sarai ancor di più domani, giusto?

Lo so benissimo invece, e in linea di massima sono d'accordo con te e ho avuto varie esperienze a proposito. Tuttavia, personalmente (e lo sottolineo) questa proposta non è quello che mi aspetto da una ce che dice di giocare in serie A, tanto più che non è necessaria per forza un'agenzia letteraria per giungere a questo risultato. Ma la differenza naturalmente in questo caso la fa ciò che ognuno di noi si aspetta da un agente, e dalle ragioni per cui si propone a esso. 

Ripeto, in linea di massima sono perfettamente d'accordo con te, soprattutto sul solido curriculum da costruire giorno per giorno. 

Per il resto preferisco non dilungarmi. 

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Amy, però non si può dire che far pubblicare i propri autori con "la solita digitale" sia giocare in champion's league

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Forse dipende dal fatto che stiamo guardando la questione da un punto di vista differente. Un’agenzia buona (ovvero che ha all’interno persone competenti e che hanno lavorato a stretto contatto con realtà importanti) ti consente di essere preso in considerazione anche dalle case editrici meno accessibili. Se questo non si traduce in una pubblicazione con una grossa casa editrice, è innanzitutto una buona occasione per capire cosa possiamo migliorare (se questo è fattibile) per crescere ancora. Muoversi da soli (come ho fatto anch’io per molti anni) non ti permette di avere le stesse possibilità. Per essere chiari, se hai scritto un capolavoro, probabilmente non ti serve nessuno, ma se hai scritto un bel romanzo con delle potenzialità l’agenzia ti può dare tutti gli strumenti necessari per “tentare” puntando in alto. Ciò però potrebbe non essere ancora sufficiente, purtroppo. Ma lì entrano in gioco dinamiche misteriose e spesso casuali. Essere nel mood giusto, nel periodo storico giusto, e con chi ti sta valutando con l’umore giusto.

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Come dice anche Artemisia per arrivare a una CE con pod ci si arriva da soli, non serve l'agente. L'agente serve per arrivare dove da solo non riesci ad arrivare. Sempre che i meriti ci siano s'intende.

 

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Credo che ci sia stato un errore di fondo nel commento. Un conto è la grande casa editrice con una collana digitale, un altro una piccola casa editrice con POD o POS, che in questo ultimo caso, è facilmente accessibile. Artemisia forse dovrebbe chiarire a cosa si riferiva con il commento. 

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