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JaV

Lorem Ipsum

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Eeeee silurato anche qui :D

I tempi di risposta sono stati abbastanza veloci considerata la media; peccato che non venga fornita un'analisi con consigli e motivazioni un po' più approfondite, ma considerata la mole di lavoro è comprensibile.

Detto ciò, mi hanno fatto una buona impressione in ogni caso.

Buona fortuna :D

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@MosquitoHunter come ribadito più volte, ci sembra corretto aprire una finestra sull'Agenzia e accettare un numero mensile di invii gratuiti tale da poter essere gestito con attenzione ma in tempi decorosi.

Adesso però mi metto nei panni di un ragioniere. Se dovessimo anche passare almeno 30 minuti (quelli che ci vogliono, almeno, per scrivere un giudizio approssimativo ma sensato) a commentare ogni rifiuto significherebbero altre 20 ore di lavoro non retribuito (questo nel caso, ottimistico, ma non reale, che i manoscritti siano solo 40). Però, come detto, questo per noi è un lavoro, non un hobby. E quindi le condizioni solo quelle espresse chiaramente nelle nostre FAQ

 

58776a0742a19_Schermata2017-01-12alle12.

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On Thursday, December 01, 2016 at 19:53, JaV dice:

Rispondiamo sempre e comunque, tempo 30/40 giorni massimo. Anche se la giornata odierna ha scombinato non poco i nostri piani...

Salve a tutti!

Anche il mio manoscritto non ha superato la selezione: ho ricevuto un cortese rifiuto giusto poche ore fa, dopo un'attesa durata poco più di un mese. Vorrei comunque ringraziare l'Agenzia Lorem Ipsum per avermi offerto la possibilità di far valutare gratuitamente il mio testo.

Buon lavoro! :-)

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Mi unisco al coro di ringraziamenti. Nonostante il cortese rifiuto, devo dire che sono d'accordo sul giudizio generale espresso. Grazie per la possibilità e per la valutazione in poco tempo. Buon lavoro!

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Anch'io li ringrazio per aver dedicato attenzione al mio scritto, rifiutato. Qualche giorno dopo ho ricevuto una buona proposta editoriale che ho accettato. Questo lo dico per invitare tutti a non scoraggiarsi di fronte ai no, fossero anche migliaia...

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4 ore fa, Rototom dice:

Questo lo dico per invitare tutti a non scoraggiarsi di fronte ai no, fossero anche migliaia..

Su questo non sono molto d'accordo. Di fronte a una marea di rifiuti/silenzi sarebbe bene fermarsi e mettersi in discussione. Potrebbe essere che il testo che a noi piace tanto (in fondo si sa che ogni scarrafone è bello 'a mamma soja :D), sia in realtà ingenuo e pieno di difetti. In altre parole, non pubblicabile. E allora servirebbe un parere professionale, una scheda di valutazione, un editor con cui lavorare assieme, altrimenti si rischia di ricadere sempre negli stessi difetti ai quali a volte ci affezioniamo. A volte la storia può essere buona come idea, ma poi è sbagliata dal punto di vista della narrazione, lo stile è carente, i dialoghi o i personaggi sono piatti. Insomma, la scrittura va anche allenata.  

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@Rototom Era per riallacciarmi anche a quanto scritto da @JaV 

A mio modestissimo avviso, ricevere un parere professionale mirato in certi casi non farebbe male. Anche se mi rendo conto che gratis è sempre bello ;)

 

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@lapidus Certo, chi dice di no. Ma, rientrando in tema: un agente, e nel caso specifio mi pare l'abbia proprio affermato Jav, opera secondo criteri che non sono solo quelli della qualità di un testo, ma deve per forza di cose puntare alla commerciabilità di un prodotto, e cioè scegliere quello che a suo parere, giustamente insindacabile, può fare il botto. Quindi siamo nel campo della soggettività più pura. Mase proseguiamo travalichiamo i limiti della discussione, che in questo caso è l'agenzia Lorem Ipsum e la sua lodevole iniziativa. Per cui mi fermo qui e auguro a tutti,  compreso me, tantissima merda, come dicono in gergo teatrale. Ciao!

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@Rototom io non ho mai sostenuto di lavorare operando seguendo criteri che non sono solo quelli della qualità dei testi; anzi, se questa Agenzia vuole rappresentare un'innovazione nel vasto campo delle (troppe) agenzie che già operano sul territorio, è proprio per l'impostazione di stampo anglosassone che si è data. Ovvero quella di occuparsi della carriera di un autore a tutto tondo, e non solo negli aspetti contrattuali come tendono a fare alcuni colleghi (o sedicenti tali). Io non sono un procacciatore di affari, né tantomeno un avvocato. Sono prima di tutto un editor e Alessandra idem, e dai testi sempre partiamo; chi ha avuto modo di lavorare con me sa che i miei giudizi possono essere spietati ma mai fini a se stessi.

A chi ce la chiede, forniamo una valutazione scritta, estesa, dettagliata, di tutti i pro e i contro che noi vediamo nel manoscritto. Senza peli sulla lingua: il nostro impietoso parere professionale. E serve all'autore per vedere nel suo testo limiti e i pregi, le aree di debolezza su cui lavorare e i punti di forza su cui fare leva. In altre parole, è uno strumento di crescita personale che va oltre il mero "spedire manoscritti a raffica" nella speranza di venir notati. La commerciabilità è certamente un aspetto che teniamo in considerazione, e se riteniamo che un libro non possa facilmente trovare uno sbocco sul mercato, lo esplicitiamo. Ma di fronte alla qualità assoluta di un testo, non è mai un limite; tra quattro ore incontrerò una giovane autrice offrendole un contratto di agenzia, sebbene non abbia la benché minima idea di dove poter collocare il suo libro. E perché lo faccio, allora? Perché è un libro meraviglioso. Un romanzo che potrebbe divenire oggetto di conversazione; di quelli che i lettori vorranno parlare dei suoi personaggi e di ciò che vi accade. Un romanzo unico. Ed è proprio ciò che cerchiamo.

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@JaV Gentile Editore, essendo lei parte in causa della Lorem Ipsum approfitto di questo spazio nel tentativo (e la ringrazio sin d'ora nel caso sia così gentile da rispondermi) di chiarirmi le idee ulteriormente. E' incredibile quanto i piccoli editori sostengano nei loro siti di cercare autori con storie memorabili, personaggi che invitino alla discussione, scritture mirabili, originali, "uniche" che si discostino da questo e quello, eccetera. Tutto sacrosanto e legittimo ma a questo punto mi chiedo quanti autori si possano trovare con tali inestimabili capolavori racchiusi nel cassetto, mi chiedo perché i grandi numeri (le vendite in libreria) le facciano i romanzi più futili che trattano di storielle d'amore e thriller dalle trame evanescenti e come si possa superare questo benedetto scoglio rappresentato della ricerca da parte degli editori (e degli agenti) del Santo Graal. Perché un buon prodotto commerciale, scritto bene e piacevole da leggere che non ha caratteristiche di romanzo da "premio Nobel" della letteratura deve essere scartato a prescindere? E quì si cela la mia unica vera curiosità: ma esistono così tanti bei romanzi di intrattenimento inediti in circolazione al punto da poter cestinare senza problemi un prodotto con tali caratteristiche? Grazie, un saluto.

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@JaV Ciò non toglie che sia una questione di gusti, e cioè soggettiva. Poi solo il tempo dirà chi ha visto giusto e chi no. Solo ad esempio e senza alcuna polemica, ci mancherebbe, cito il mio caso. Ciò che non è andato bene a te è piaciuto a un editore free. Perciò dico a tutti di non scoraggiarsi di fronte ai rifiuti, né stancarsi di lavorare al proprio testo fino all'ossessione. Di seguire tutti i consigli, ma di non sottovalutare mai il proprio istinto e la propria sensibilità. Questo è quanto. 

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@heightbox punto primo: non sono più un editore, ma un agente o editor, come mi si voglia considerare. Punto secondo, e più importante: ho mai detto che un buon prodotto commerciale debba essere scartato a priori? No, esattamente il contrario. In Agenzia cerchiamo sempre il giusto equilibrio tra commerciabilità e qualità. Se poi mi tolgo lo sfizio di prendere in carica un libro splendido ma per nulla commerciale (vabbè, più di uno, giusto @KenzoKabuto?) lo faccio perché credo che oltre a fare soldi la nostra sia prima di tutto un'operazione culturale. E il thrillerone commerciale che qualche soldo lo racimola mi permette anche di poter fare ciò che più mi piace. 

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@Rototom la polemica sono io a non volerla innescare. Ma esistono criteri assolutamente oggettivi per valutare se un libro è buono o meno. Che poi possa piacere al cugino, al lattaio o al collega tranviere è un altro conto, ma non confondiamo le due cose. 

Un conto è l'opinione dell'uomo della strada, bello/brutto/mi è piaciuto/non mi è piaciuto, tutt'altra cosa il giudizio che si riceve da un professionista esperto e qualificato. Che dell'opera fornisce una valutazione asettica e oggettiva, né più né meno quella che è chiamata a dare qualunque esperto o perito, e che tiene conto di elementi ponderabili e non emotivi. Lasciamo per favore da parte il dilettantismo. Non conta il proprio gusto estetico, ma il valore intrinseco dell'autore e dell'opera; il fatto che a me personalmente Jonathan Franzen non piaccia non implica che non ne riconosca il grandissimo merito. 

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@JaV L'autrice di Harry Potter, tanto per citare un caso eclatante, vide il suo romanzo rifiutato da tutti i big dell'editoria e sappiamo com'è anndata a finire. Nel mio piccolo caso, minimo davvero, il romanzo è stato valutato negativamente dalla vostra agenzia e positivamente da un editore, non da un lattaio. Se esistessero criteri "soggettivi e univoci" nel giudicare un opera letteraria vedremmo pubblicati solo capolavori e perfettamente simili. Sai che noia? Per fortuna non è così. Viva la varietà, compresa quella di giudizio. E con questo riitengo chiusa la discussione, da parte mia. In bocca al lupo a tutti, a Lorem Ipsum, di cuore, e anche a me. Ciao!

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...beh, del resto ci tengo a precisare, nel caso a qualcuno interessasse, che non sono "sognatore" e neppure uno "scrittore" come indica il mio avatar!:lol:

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46 minuti fa, JaV dice:

Ma esistono criteri assolutamente oggettivi per valutare se un libro è buono o meno.

E' un discorso interessante.

Un libro non è un prodotto chimico o industriale, per il quale esistono specifiche tecniche di qualità.

E' legato al gusto del momento, lasciando stare la Divina Commedia (che scritta oggi, sarebbe pubblicata solo per curiosità).

In un concorso di bellezza, la miss di oggi non lo sarebbe stata ieri.

Credo che la valutazione di un libro sia più dovuta alle antenne, che si rizzano quando si incontra un prodotto destinato a incontrare.

Così credo se stia nelle antenne la bravura di un editor. Non lo chiamerei un criterio oggettivo in assoluto.

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Ospite Rica

@JaV Che bella cosa. Mi sembra molto interessante. Credo di passare a trovarti.

 

Ciao e buon lavoro!

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Che io sappia nella costruzione di un libro ci sono criteri tecnici che sono oggettivi. Ad es. il rispetto dello "show, don't tell". Spesso gli esordienti abbondano in spiegazioni e commenti che sono assolutamente superflui e dannosi. Oppure la costruzione e l'utilizzo dei dialoghi nei modi e bei posti giusti.

Quindi un libro deve prima di tutto essere costruito con una certa tecnica (questo è fondamentale e oggettivo), poi è ovvio che ci sono fattori soggettivi: l'autore deve avere stile, la storia deve essere bella, ecc... e poi subentra il discorso commerciabilità che è un'altra cosa ancora.

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Vi chiedo la cortesia di rientrare in argomento e di attenervi più nello specifico alle esperienze con/di Lorem Ipsum.

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Ospite

Io non ho mandato nulla a questa agenzia, ma mi sono ritrovata iscritta alla loro newsletter. È successo anche ad altri? 

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Ospite
17 minuti fa, JaV dice:

@Rototom la polemica sono io a non volerla innescare. Ma esistono criteri assolutamente oggettivi per valutare se un libro è buono o meno. Che poi possa piacere al cugino, al lattaio o al collega tranviere è un altro conto, ma non confondiamo le due cose.

Nonostante io sia, o sarebbe meglio dire sia stato collega di JaV - nel senso che faccio/ho fatto il suo stesso mestiere, non che ci ho lavorato insieme -, su questo punto mi trovo molto più d'accordo con Rototom: la soggettività dell'editor o agente che sia, per quanto lo stesso si impegni a ridurla al minimo e magari ci riesce pure, non potrà essere completamente azzerata. Potrei dirvi perché, seppur l'editor o agente che sia riuscisse a mettere il morso alle proprie sensazioni, ci sono sempre le sensazioni - assai poco metafisiche e ben più materiali, nella quasi totalità dei casi - degli editori e dei titolari d'agenzia che intervengono e decidono qual è il libro splendido dei cui personaggi e delle cui vicende i lettori vorranno parlare e quale quello da buttare metaforicamente nel cesso. Ma non ve lo dico perché: punto primo, credo che chiunque qui su WD lo possa ben immaginare - chi non lo immagina è perché lo sa, JaV e me su tutti -, ed è uno dei pochi luoghi comuni sul mondo editoriale ad avere solide radici nel reale; punto secondo, potreste pensare si tratti anche questa di una valutazione soggettiva.

Adunque, esemplificherò la mia posizione a riguardo con una testimonianza oggettiva: fate conto che un povero diavolo di mezza età, per nulla sprovveduto e che anzi da anni campa scribacchiando, investa ventimila (20.000) €uri nella collaborazione con un gw di fama per l'opera che spera possa segnare la svolta della sua carriera autoriale; un anno dopo, l'opera della svolta è pronta. E, secondo la mia personalissima opinione, può veramente fargli fare il salto di qualità. Il povero diavolo porta l'opera della svolta dal proprio agente - parliamo di uno dei più importanti agenti in Italia, non dell'ultimo arrivato -, il quale non solo gliela rifiuta, accampando come scusa che, tanto nella forma quanto nella sostanza, il romanzo "devia" troppo da ciò a cui l'autore ha abituato i propri lettori. Ben altre tre agenzie "di ripiego" ricusano il testo, l'autore già rimpiange i propri ventimila €uri e sta seriamente pensando di tornare strisciando dal primo agente quando questo pezzo di scemo che vi sta scrivendo fa capocella e lo porta da un quinto agente. Il quale, come me tempo prima, subodora la bontà del prodotto, lo fa arrivare sulla scrivania di uno dei "big four" e questi, in tempo quasi di valore europeo, blinda immediatamente opera e - soprattutto - autore con un contratto di esclusiva forte di un anticipo che francamente pensavo nessuno proponesse neanche più. Morale: le prime quattro agenzie dovrebbero chiudere baracca e burattini per aver rifiutato un lavoro che sarà pubblicato da un grande editore? Assolutamente no. Perché? Semplicemente perché "criteri assolutamente oggettivi per valutare se un libro è buono o meno" non esistono, non sono mai esistiti e, per una serie di semplicissime ragioni tra le quali alcune tirate in ballo dall'amico camparino, non esisteranno mai.

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*Intervento dello Staff*

Per la seconda volta e prima di assegnare dei richiami, chiedo a tutti di rientrare in argomento. Le esperienze personali possono essere riportate in topic appositi nella sezione "Consigli sulle agenzie".

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@guia caracciolo Sì, a me è successo. Credo sia per via del mio precedente invio alla Baldini e Castoldi, altrimenti non so come spiegarmelo perchè la mail che uso qui e quella per l'invio del manoscritto sono differenti.

Comunque anche io sono stata gentilmente rifiutata dall'agenzia:

Cita

Gentile Pamela, 

siamo lieti di avere avuto la possibilità di leggere il tuo manoscritto. 

Ne abbiamo apprezzato alcuni aspetti, altri decisamente meno; ma complessivamente non ci ha convinto del tutto, lo riteniamo ancora troppo acerbo per arrivare a pubblicazione. 

Non ci sentiamo quindi in grado di poterti offrire un contratto di rappresentanza con l'Agenzia. Ti invitiamo però a non demordere e ti auguriamo le migliori fortune editoriali.

 

Non nascondo il mio dispiacere, visto che ormai sono giunta alla frutta e con quel manoscritto non so più che fare. A questo punto richiederò o il loro servizio di valutazione a pagamento o direttamente l'editing sul testo, così capisco meglio cosa non funziona. Per il resto, pace, me ne farò una ragione. :perchè:

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Anche io ho ricevuto un garbato rifiuto dall'agenzia Lorem Ipsum, che ringrazio di cuore per l'opportunità concessami. Nel frattempo che decido che fare col mio manoscritto, invito tutti a non demordere. Avere successo è senz'altro un'esperienza bellissima, ma non arrendersi credo che sia la più significativa di tutte.

Auguri a tutti ragazzi.

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1 ora fa, guia caracciolo dice:

Io non ho mandato nulla a questa agenzia, ma mi sono ritrovata iscritta alla loro newsletter. È successo anche ad altri? 

Anche io mi sono ritrovata nella newsletter senza sapere chi fossero, quindi confermo Baldini e Castoldi, da cui ero stata rifiutata.

Stupidamente non ho valutato che gli attori sono i medesimi e ho ricevuto la stessa risposta di @Pamily Soul.

Apprezzo comunque la professionalità di questa agenzia, la grafica del sito e se posso dare un consiglio personale: inutile spendere soldi in valutazioni, se la scintilla scatta bene, altrimenti meglio orientare le vele verso altri lidi.

 

 

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