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baffoloco83

L’indifferenza di un gigante

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Il terremoto che sta sconvolgendo la mia regione (le Marche) e che sembra non voglia arrestarsi, mi ha portato a scrivere questi versi.  

 

Cita

 

L’indifferenza di un gigante

 

L’urlo cupo di un gigante

La realtà ti sfugge, il fiato si strozza

I giri del cuore rallentano

Pace.

Il gigante si altera, batte i pugni sul mondo

L’anima traballa, respiri sbarrati

Grucce che sbattono, cristalli si spezzano, animali impazziscono

Si smorza.

Menzogna.

Una coppia di giganti si azzuffa

La terra sconquassa, battiti di tamburo

Secondi infiniti, la volatilità della ragione.

L’ultimo tintinno.

L’ineluttabile.

Silenzio.

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Buona sera baffolocco83:)

 

certe volte si fa davvero fatica a commentare questi avvenimenti, un mi dispiace o vi sono vicina possono diventare stupide maschere senza rispetto. Posso solo immaginare quello che state passando, la poesia la trasmette benissimo.

 

3 ore fa, baffoloco83 dice:

L’urlo cupo di un gigante

qui ci metterei un punto. Così sembra una fase abbandonata a se stessa

 

La sto rileggendo più volte e mi sembra più una poesia ad impatto che ti lasciaa senza fiato. Purtroppo non è bella ma è dannatamente drammatica.

 

Non mollare

 

Floriana

 

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Ospite

Salve baffoloco.

 

coinvolge ciò che hai scritto. Il gigante, il titano e noi, piccole, piccolissime formiche, inermi.

Vittime della loro ira, in mezzo alle loro diatribe.

10 ore fa, baffoloco83 dice:

L’anima traballa, respiri sbarrati

Grucce che sbattono, cristalli si spezzano, animali impazziscono

belle immagini, poi anche l'accostamento fra quello che è lo sgomento interno e il fracasso esterno.

10 ore fa, baffoloco83 dice:

la volatilità della ragione.

L’ultimo tintinno.

L’ineluttabile.

Silenzio.

Ho apprezzato molto anche questo finale, soprattutto la "volatilità della ragione". Anche se non utilizzo molta punteggiatura nei miei scritti, nel tuo la trovo funzionale, come a creare attimi, silenzi, pause tra un verso e l'altro, come l'angosciante attesa che si può avvertire quando quelle interminabili pause avvengono tra una scossa e l'altra.

Sembra di vivere una cronaca di quegli eventi, ma le tue parole non lasciano indifferenti.

 

Ti faccio i miei compimenti, ma soprattutto ti auguro che la situazione migliori e ritorni la serenità.

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Allora, un paio di cosette.

 

1) Secondo me hai sbagliato scrivendo quella riga di presentazione alla poesia. Hai subito spoilerato tutta la poesia, e dopo quella frase già dal titolo ho iniziato ad annoiarmi. Prova la prossima volta a scrivere solo la poesia senza aver paura di non essere capito: il bello della poesia sta proprio lì, nella ricerca del significato. Altrimenti scriveresti un diario.

 

2) Ci sono tante immagini e forse un po' poca "filosofia". La poesia è fatta di alternanza di concetti a immagini forti, potenti e spesso inaspettate. Tipo: "grucce che sbattono" mi sembra una immagine efficacie (che però dovrebbe farti risparmiare poche righe sotto l'"ultimo tintinno", ripetizione superflua). Meno efficacie mi sembra invece "animali che impazziscono" (come impazziscono? forse c'era da andare più a fondo).

 

In conclusione ti posso dire che spesso ti ripeti. Questo, unito alla riga di spiegazione, fa pensare al fatto che tu sia ancora un po' spaventato dal potere della poesia, che in quanto strumento potentissimo va temuto. Questo è un bene, perché significa che la rispetti. Al tempo stesso però ci sono delle immagini potenti. Tipo i giganti che si azzuffano, i tamburi e le grucce. Ti consiglio di ripartire da questi elementi, e magari essere un po' più conciso, dato che ancora non padroneggi al meglio la distribuzione dei versi. Inoltre, avresti potuto aggiungere qualche riga di intermezzo e dividere la poesia in stanze per dare ritmo, come un terremoto che parte lento, si intensifica, e poi finisce. Per esempio intorno al si smorza ci si poteva ricamare, magari anche scrivendo così:

 

...

Grucce che sbattono, cristalli si spezzano, animali impazziscono

 

Si smorza.

 

Menzogna.

...

 

Sembra una stupidata, ma aiuta la lettura a trovare il giusto ritmo, che in un testo come questo è importantissimo! Ti consiglio di riscriverla.

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Ciao @baffoloco83

non so se questa poesia ti sia uscita di getto (anche se dalla postilla introduttiva desumo di sì), ma in una prima e semplice lettura ho trovato l'impatto emotivo di una sua notevole portanza. Il muoversi quasi per "frame", con un ritmo sincopato (senza voler fare facili quanto inopportune analogie, visto il contesto specifico) ne rende la drammaticità e lo sconquasso interiore di quelle "macerie invisibili" che albergano solo in chi è stato coinvolto.

Ed al riguardo "la realtà ti sfugge" e "la volatilità della ragione" mi sono arrivati come due pugni allo stomaco e trovo che si leghino quasi in una sorta di sintesi adamantina di quelle "macerie invisibili".

Ad una seconda lettura, incentrata più sulla forma, mi permetto di riportare alcune osservazioni.

Riguardo la punteggiatura, che trovo incostante, io la eliminerei del tutto e frangerei ulteriormente i versi più lunghi con le virgole; ad esempio

On 18/11/2016 at 16:26, baffoloco83 dice:

Il gigante si altera, batte i pugni sul mondo

L’anima traballa, respiri sbarrati

Grucce che sbattono, cristalli si spezzano, animali impazziscono

lo scriverei così:

Il gigante si altera

Batte i pugni sul mondo

L'anima traballa

Respiri sbarrati

Grucce che sbattono

Cristalli si spezzano

Animali impazziscono

 

e rivedrei il verso

On 18/11/2016 at 16:26, baffoloco83 dice:

I giri del cuore rallentano

che mi dà più un senso di meccanicità, magari con un più semplice:

Il cuore rallenta

 

Ma ripeto, se questa poesia è stata scritta di getto, così com'è stata sentita, allora penso che il suo valore intrinseco stia tutto lì e perciò sia immodificabile.

Un saluto.

Vincenzo Iennaco

I giri del cuore rallentano

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On 19/11/2016 at 17:27, Pierpiero dice:

Allora, un paio di cosette.

 

1) Secondo me hai sbagliato scrivendo quella riga di presentazione alla poesia. Hai subito spoilerato tutta la poesia, e dopo quella frase già dal titolo ho iniziato ad annoiarmi. Prova la prossima volta a scrivere solo la poesia senza aver paura di non essere capito: il bello della poesia sta proprio lì, nella ricerca del significato. Altrimenti scriveresti un diario.

 

2) Ci sono tante immagini e forse un po' poca "filosofia". La poesia è fatta di alternanza di concetti a immagini forti, potenti e spesso inaspettate. Tipo: "grucce che sbattono" mi sembra una immagine efficacie (che però dovrebbe farti risparmiare poche righe sotto l'"ultimo tintinno", ripetizione superflua). Meno efficacie mi sembra invece "animali che impazziscono" (come impazziscono? forse c'era da andare più a fondo).

 

In conclusione ti posso dire che spesso ti ripeti. Questo, unito alla riga di spiegazione, fa pensare al fatto che tu sia ancora un po' spaventato dal potere della poesia, che in quanto strumento potentissimo va temuto. Questo è un bene, perché significa che la rispetti. Al tempo stesso però ci sono delle immagini potenti. Tipo i giganti che si azzuffano, i tamburi e le grucce. Ti consiglio di ripartire da questi elementi, e magari essere un po' più conciso, dato che ancora non padroneggi al meglio la distribuzione dei versi. Inoltre, avresti potuto aggiungere qualche riga di intermezzo e dividere la poesia in stanze per dare ritmo, come un terremoto che parte lento, si intensifica, e poi finisce. Per esempio intorno al si smorza ci si poteva ricamare, magari anche scrivendo così:

 

...

Grucce che sbattono, cristalli si spezzano, animali impazziscono

 

Si smorza.

 

Menzogna.

...

 

Sembra una stupidata, ma aiuta la lettura a trovare il giusto ritmo, che in un testo come questo è importantissimo! Ti consiglio di riscriverla.

@Pierpiero Grazie mille per tutti i consigli utili che mi hai dato, ne terrò conto in seguito. Come hai specificato tu sono spaventato dalla potenza della poesia. Sono uno scrittore di thriller e forse è uscita fuori una creatura grezza, una via di mezzo tra la poesia e la prosa che utilizzo spesso nei miei scritti. In merito al fattore tecnico hai ancora ragione, sono totalmente ignorante in campo poetico, ma l'ho proposta proprio per accogliere i consigli di chi ne sa più di me :-)

 

Ps: per la presentazione, pensavo andasse fatta per regolamento, ma rileggendolo mi rendo conto di aver letto male. 

 

Grazie ancora per il tuo intervento.

 

Roberto

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On 18/11/2016 at 19:38, Floriana dice:

Buona sera baffolocco83:)

 

certe volte si fa davvero fatica a commentare questi avvenimenti, un mi dispiace o vi sono vicina possono diventare stupide maschere senza rispetto. Posso solo immaginare quello che state passando, la poesia la trasmette benissimo.

 

qui ci metterei un punto. Così sembra una fase abbandonata a se stessa

 

La sto rileggendo più volte e mi sembra più una poesia ad impatto che ti lasciaa senza fiato. Purtroppo non è bella ma è dannatamente drammatica.

 

Non mollare

 

Floriana

 

@Floriana Grazie mille per il consiglio. Non molliamo ;-)

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On 19/11/2016 at 02:51, Sigismondo dice:

Salve baffoloco.

 

coinvolge ciò che hai scritto. Il gigante, il titano e noi, piccole, piccolissime formiche, inermi.

Vittime della loro ira, in mezzo alle loro diatribe.

belle immagini, poi anche l'accostamento fra quello che è lo sgomento interno e il fracasso esterno.

Ho apprezzato molto anche questo finale, soprattutto la "volatilità della ragione". Anche se non utilizzo molta punteggiatura nei miei scritti, nel tuo la trovo funzionale, come a creare attimi, silenzi, pause tra un verso e l'altro, come l'angosciante attesa che si può avvertire quando quelle interminabili pause avvengono tra una scossa e l'altra.

Sembra di vivere una cronaca di quegli eventi, ma le tue parole non lasciano indifferenti.

 

Ti faccio i miei compimenti, ma soprattutto ti auguro che la situazione migliori e ritorni la serenità.

@Sigismondo Grazie per le belle parole. Volevo proprio accostare queste due "immagini": lo sconquasso esterno che provoca a catena quello interiore. Sono sensazioni difficili da spiegare se non si vivono. Con questa "poesia" ho cercato di rievocare le azioni che si mescolano alle emozioni negative di quegli istanti.

 

Al momento la situazione sembra essersi tranquillizzata :-)

 

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On 19/11/2016 at 20:31, Vincenzo Iennaco dice:

Ciao @baffoloco83

non so se questa poesia ti sia uscita di getto (anche se dalla postilla introduttiva desumo di sì), ma in una prima e semplice lettura ho trovato l'impatto emotivo di una sua notevole portanza. Il muoversi quasi per "frame", con un ritmo sincopato (senza voler fare facili quanto inopportune analogie, visto il contesto specifico) ne rende la drammaticità e lo sconquasso interiore di quelle "macerie invisibili" che albergano solo in chi è stato coinvolto.

Ed al riguardo "la realtà ti sfugge" e "la volatilità della ragione" mi sono arrivati come due pugni allo stomaco e trovo che si leghino quasi in una sorta di sintesi adamantina di quelle "macerie invisibili".

Ad una seconda lettura, incentrata più sulla forma, mi permetto di riportare alcune osservazioni.

Riguardo la punteggiatura, che trovo incostante, io la eliminerei del tutto e frangerei ulteriormente i versi più lunghi con le virgole; ad esempio

lo scriverei così:

Il gigante si altera

Batte i pugni sul mondo

L'anima traballa

Respiri sbarrati

Grucce che sbattono

Cristalli si spezzano

Animali impazziscono

 

e rivedrei il verso

che mi dà più un senso di meccanicità, magari con un più semplice:

Il cuore rallenta

 

Ma ripeto, se questa poesia è stata scritta di getto, così com'è stata sentita, allora penso che il suo valore intrinseco stia tutto lì e perciò sia immodificabile.

Un saluto.

Vincenzo Iennaco

I giri del cuore rallentano

@Vincenzo Iennaco Sì, Vincenzo. L'ho scritta di getto, così come ho vissuto più volte quei secondi di sgomento. Prima c'è il boato (l'urlo) poi si parte a tremare (i pugni sul mondo). Di solito rallenta (si smorza) e poi riprende più forte (i giganti che si azzuffano). Le immagini e le sensazioni mi hanno suggerito le parole e io mi sono limitato a trascriverle. Per la forma, sono uno scrittore di thriller, quindi sono più consapevole delle mie lacune poetiche :-P

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