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Aporema Edizioni

Aspettative di vendita

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1 minuto fa, Monica Maratta dice:

@Marcello Meno male che hai specificato Marcello perchè essendo un' aspirante scrittrice esordiente mi era già preso il magone:lol:

Siamo tutti sulla stessa barca, @Monica Maratta , ci mancherebbe! ;)

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Ospite amleta

Nessuna aspettativa. Non scrivo per vendere. Scrivo perchè mi va. Se avessi qualche aspettativa in questo settore a quest'ora sarei ammuffita. 

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Ospite Alessandro Furlano

Do un po' i numeri anche io.

In particolare legati alle classifiche di vendita dei vari store on line, correlate alle vendite reali.

 

Una mia raccolta di racconti autopubblicata un paio d'anni fa, di genere horror e sotto pseudonimo (quindi con quattro disgrazie insieme: 1) raccolta di racconti; 2) autopubblicata; 3) horror), 4) sotto falso nome per una serie di motivi) nonostante le classifiche più che decorose ha venduto un totale di poco più di cento copie. Che viste le disgrazie di cui sopra, non sono neanche poche.

 

Poi ho scritto un romanzo, stesso genere, sempre con lo stesso pseudonimo, ma un ROMANZO e con tanto di CE. Unico handicap, a parte il genere, pubblicazione solo in ebook

Classifiche di vendita nel settore in questione da capogiro. Primo posto su Kobo, primo posto su IBS e Top100 su Amazon.

Un mese e mezzo dopo il primo resoconto: 23 copie.

E' vero che la gente ama il cartaceo, è vero che l'horror rimane una nicchia, è vero che è solo il primo mese (ma quello di solito del boom), è vero che ho usato un nome di fantasia, ma i numeri sono questi. Col tempo raggiungerà più o meno i numeri di cui sopra (grazie alle recensioni per fortuna buone e alla buona volontà mia), per cui mi chiedo l'utilità della CE in questione, ma va be'.

 

Ora pubblicherò il terzo libro, con una CE che mi pare più propositiva sotto tutti i punti di vista, romanzo NON horror (thriller/noir), col mio vero nome e soprattutto anche in cartaceo.

Spero di potervi aggiornare con altri numeri tra qualche tempo.

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La parte più facile è vendere il primo romanzo, perché è una novità, e te lo compra anche chi non ama leggere, giusto per farti un piacere, perché è un amico. Tutto si complica quando devi vendere il secondo, un po' perché ti viene il timore di rompere le scatole riproponendoti. E un po' perché non tutti lo ricompreranno. Anzi qualcuno scapperà, fuggirà, per paura di trovarsi un altro romanzo in mano! Io tra poco pubblicherò il secondo, e sono allo stadio in cui ho qualche timore nel ripropormi. Per fortuna le vendite del primo ( da novembre 320) sono andate molto bene, e posso dirmi più che soddisfatto. Il secondo è la prova del nove: l'affermazione.

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Ospite Alessandro Furlano

Di fatto il prossimo sarà il primo. Il primo a mio nome, il primo in cartaceo con una CE, il primo di un genere meno di nicchia. 

Mi valuterò su quello e vedrò come e se proseguire. 

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io noto un mercato dell'ebook ancora molto lontano dai numeri dei cartacei. stessa cosa per l'online.

i miei titoli cartacei viaggiano sulle 1000 copie vendute in libreria, mentre in ebook siamo attorno ai 20 e online... credo 10 :D

i miei tuttavia sono libri a carattere locale, per cui immagino che uno magari preferisca scendere in libreria piuttosto che ordinarselo online.

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@Diego79 No hai ragione il mercato ebook è strano e difficile. Probabilmente per il tipo di lettore che cerca qualcosa di rapido e poche noie. Va su quelli con mille mila stelline e commenti, anche se farlocchi, e pace. Soprattutto fantasy ed erotici. 

 

Invece chi si prende il cartaceo ha voglia di leggerselo con calma, commentarlo, conoscerti e magari informarsi sul futuro. Sono tipi di lettori differenti. 

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Rispondo a questo post...ormai un pò datato, perchè ho recentemente avuto i dati di vendita della mia "vecchia" pubblicazione con un piccola CE non a pagamento. Dal 2012 (esattamente cinque anni fa) ho venduto circa 400 copie. L'editore dice che è un buon risultato, raggiunto perchè i primi due anni di uscita del romanzo, mi sono "sbattuto" davvero tanto nel portarlo in giro e nel promuoverlo. Ho scritto anche uno spettacolo teatrale ad hoc per promuoverlo...insomma, davvero ce l'ho messa tutta.

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Ospite Alessandro Furlano

La solfa però è sempre quella. Autopromozione.

Non va bene.

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eh ma una piccola casa editrice, fa una piccola promozione. Con quali risorse ne farebbe una maggiore? Sarebbe una media casa editrice :D

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Ho letto tutta la discussione e beh la depressione sta prendendo in me il sopravvento. Cioè, anni a scrivere, inizialmente come hobby, contratti non rispettati dagli editori, sbattimento per l'editing, contatto con agente letterario, per cosa? 100 copie?

Belle prospettive ci sono, quasi quasi mi butto sul self ;(

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scusate, qualora non sia una questione di troppa privacy, posso chiedere in quale regione italiana avete pubblicato? Anche se parrebbe uno scherzo, la questione è determinante. 

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Ospite Alessandro Furlano

@Kyrian Piccola promozione ok.

ZERO è un po' troppo piccola, non credi? ;)

 

PS: e parlo esclusivamente di promozione web, mica presentazioni nelle Feltrinelli...

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9 ore fa, Pouzinha ha detto:

a questione è determinante. 

determinante per cosa?

Ma soprattutto non ho capito cosa intendi con:

9 ore fa, Pouzinha ha detto:

in quale regione italiana avete pubblicato?

"pubblicare in una regione" non mi pare un'espressione sensata...

Volevi forse chiedere in quale regione opera l'editore con cui abbiamo pubblicato?  Non capisco tuttavia come questa informazione possa essere "determinante". :grat: Il mio editore è nel Lazio, ma io vivo in Emilia-Romagna ed è qui che si sono vendute, e si vendono, la maggior parte delle copie

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@Pennywise Allora la mia non è stata zero. Una presentazione da Fnac, e un paio di inviti da associazioni culturali. So che nel frattempo la CE è cresciuta e fa un lavoro più intenso di promozione, mi pubblicò quando era all'inizio, comprensibile avesse meno risorse. All'epoca però, si limitò a questo. Tutto il resto l'ho fatto io.@Pouzinha la regione è la Campania.

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On 6/5/2017 at 01:18, Pouzinha ha detto:

scusate, qualora non sia una questione di troppa privacy, posso chiedere in quale regione italiana avete pubblicato? Anche se parrebbe uno scherzo, la questione è determinante. 

 

friuli venezia giulia, libri riguardanti trieste ;)

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On 5/5/2017 at 11:17, Diego79 ha detto:

io noto un mercato dell'ebook ancora molto lontano dai numeri dei cartacei. stessa cosa per l'online.

i miei titoli cartacei viaggiano sulle 1000 copie vendute in libreria, mentre in ebook siamo attorno ai 20 e online... credo 10 :D

i miei tuttavia sono libri a carattere locale, per cui immagino che uno magari preferisca scendere in libreria piuttosto che ordinarselo online.

Per i libri di interesse locale non c'è proprio partita, il cartaceo (ovviamente se c'è distribuzione nelle librerie e/o si organizzano eventi) è molto più efficace.
Per il mercato italiano attuale, l'ebook è competitivo per generi specifici (romance e alcuni sottogeneri del fantasy) o se l'autore ha una buona presenza online.

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Ma invece, se parliamo di Grandi Editori, quanto ci si può aspettare di vendere?
Non parlo di casi editoriali o di quelli più pompati (che poi, in genere, diventano casi editoriali), Ma di uno dei tanti titoli pubblicati da Mondadori, Salani e simili.
Quante copie vende un libro che va mediamente bene, parlando di Grandi Editori?

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Ospite Alessandro Furlano
17 ore fa, Nativi Digitali Edizioni ha detto:

Per il mercato italiano attuale, l'ebook è competitivo per generi specifici (romance e alcuni sottogeneri del fantasy) o se l'autore ha una buona presenza online.

 

Più che una "o" è una "e" congiunzione.

E ne aggiungo un'altra..."e" se la CE ti aiuta nella promozione online.

Se ci sono questi tre fattori allora si può vendere bene anche in ebook.

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@GiD Bella domanda...dipende. Sulla base di quanto appreso da amici autori e dall'agenzia per cui sono sotto contratto: 4000 copie è il risultato medio dei grandi editori. 20.000 copie sono un risultato da top ten in classifica. Casi rarissimi sfondano il muro delle 100.000 copie. Un famoso scrittore della mia città, ampiamente best seller con einaudi, ha recentemente festeggiato 1.000.000 di copie in carriera in circa 8 anni. E' un caso straordinario, ma dai suoi libri sono tratte anche fiction ecc ecc.

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Grazie della risposta, @Kyrian.
Posso chiederti che genere scrivi?
Così, per farmi un'idea. Credo che anche il genere, e quindi il target di riferimento, sia un elemento determinante.

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On 10/5/2017 at 11:42, Pennywise ha detto:

 

Più che una "o" è una "e" congiunzione.

E ne aggiungo un'altra..."e" se la CE ti aiuta nella promozione online.

Se ci sono questi tre fattori allora si può vendere bene anche in ebook.

La "E" sicuramente aiuta :P anche se qualche casi di successo in cui una delle due "condizioni" non è rispettata per fortuna c'è già stato, giusto per citare il primo che mi viene in mente ed è sul forum @Francesco Wil Grandis, che non scrive né romance né fantasy!

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On 12/5/2017 at 10:30, Nativi Digitali Edizioni ha detto:

La "E" sicuramente aiuta :P anche se qualche casi di successo in cui una delle due "condizioni" non è rispettata per fortuna c'è già stato, giusto per citare il primo che mi viene in mente ed è sul forum @Francesco Wil Grandis, che non scrive né romance né fantasy!

 

Si. Cosa? Di che si parla? No, non scrivo né romance né fantasy. Ma avevo una presenza online decente, non direi esagerata: all'epoca della prima pubblicazione la mia pagina FB contava credo 8000 follower o giù di là, non arrivavo ai 10k. Non parliamo di cifre immense, insomma. 

Ma io mi astengo da queste discussioni perché ogni volta che apro bocca sull'argomento mi dicono che sono un'eccezione! xD

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On 7/5/2017 at 10:38, Marcello ha detto:

determinante per cosa?

Ma soprattutto non ho capito cosa intendi con:

"pubblicare in una regione" non mi pare un'espressione sensata...

Volevi forse chiedere in quale regione opera l'editore con cui abbiamo pubblicato?  Non capisco tuttavia come questa informazione possa essere "determinante". :grat: Il mio editore è nel Lazio, ma io vivo in Emilia-Romagna ed è qui che si sono vendute, e si vendono, la maggior parte delle copie

buona serata Marcello (qui non sono ancora andata a nanna), intendevo dire regione in cui operate voi. Non avevo fatto caso al pensiero che la casa editrice si potesse trovare in una regione diversa da quella di vostra residenza, forse perchè sono abituata unicamente ai sistemi elettronici. Perchè a seconda del luogo di abitazione, le opportunità cambiano radicalmente, è innegabile l'incidenza di concomitanti fattori culturali:notte:

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Sono davvero lieto che questa discussione abbia prodotto tanti interventi; ma, proprio a causa di ciò, mi vedo costretto a riportare tutti in argomento, precisando quelli che sono i tre parametri principali che avevo posto all'inizio, e ribadito in seguito, riguardo alle aspettative di vendita:

1) Scrittore esordiente

2) Piccola casa editrice

3) Copie in cartaceo (no e-book).

Tutte le altre varianti (scrittore già affermato o semi esordiente, casa editrice media o grande, libro elettronico, ecc) non è che non siano interessanti, per me o per gli altri utenti del forum: semplicemente preferirei fossero trattate in un altro contesto. Prevedendo e prevenendo i rimbrotti degli strenui difensori dell'e-book, ai quali suggerisco nel caso di aprire un'apposita discussione, ribadisco che, a livello aritmetico e commerciale, non è corretto sommare o sottrarre pere con mele, anche se sempre di frutta si tratta. Nel caso specifico, un e-book spesso costa un decimo della versione cartacea, quando non viene addirittura "omaggiato". 

Ringrazio tutti anticipatamente per la comprensione e la collaborazione.

 

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Sera a tutti. 

Tempo fa lessi un'intervista a Donato Carrisi, che sosteneva che senza un editore serio non puoi aspettarti di vendere perché probabilmente non sei pronto per gli scaffali della Feltrinelli. Tra le righe: qualità della CE uguale qualità dell'autore. My 2 cents... tutte cazzate. Ovvio che se vinci la lotteria hai un budget che ti favorisce nell'unica (UNICA) cosa che conta per vendere, ovvero la visibilità. Ma se il lettore base, non appassionato, compra il nome sulla copertina, il lettore medio (che è quello a cui presumo ognuno di noi ambisca) compra per curiosità e ispirazione, che devono essere in qualche modo scatenate.

Se sei un esordiente e pubblichi con una CE lontana dal mercato major, conta la qualità del tuo lavoro, la possibilità di essere visto e, condizione sine qua non per affrontare questo discorso, un culo spaziale. Sto per pubblicare il mio romanzo d'esordio e le mie aspettative saranno direttamente proporzionali a quello che leggerò in giro sulla mia storia. Se su IBS (per fare un esempio) le recensioni lo stroncheranno, non mi potrò certo lamentare di aver venduto a quattro gatti. Se le opinioni disinteressate (mia madre non conta) saranno positive, allora bisogna spingere e puntare a ben più di duecento copie. Credo che la qualità sia fondamentale per fare previsioni di vendita.

Poi è altrettanto ovvio che le variabili sono infinite.

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Ponendola sotto un diverso punto di vista, secondo voi quali sono le aspettative di chi pubblica in inglese?C'è qualcuno con esperienze simili?

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