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Aporema Edizioni

Aspettative di vendita

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Cosa ne dite di sparare un po' di numeri?

E' da un po' che queste domande mi frullano in testa e ora le voglio girare a tutti gli utenti del W.D., esperti o non esperti del settore.
Secondo voi, quante copie può aspettarsi di vendere uno scrittore esordiente che pubblica con una piccola casa editrice? Dopo quante copie vendute, insomma, uno può dirsi minimamente, mediamente o grandemente soddisfatto?
Parliamo di un romanzo di narrativa generica, non specialista, ben scritto, ma non tale da essere considerato un capolavoro o un caso letterario (anche perché quasi mai le due cose sembrano coincidere).
Visto che in questa sezione di parla di marketing, mi sembra giusto chiarire anche quali obiettivi tale marketing si possa o si debba prefiggere.
Su, forza, portate la vostra esperienza, dicendo a quale livello vorreste arrivare, se non avete ancora pubblicato, o a quale siete arrivati, se invece avete già dato alle stampe qualcosa.  Non si tratta di giocare a chi piscia più lontano o di fare confronti che di per sé potrebbero apparire sterili e privi di significato. Si tratta di comprendere se le aspettative degli esordienti o degli emergenti possano considerarsi reali o, come spesso succede, totalmente fuori dal mondo.
Ovviamente il parere di coloro che, oltre a scrivere e a pubblicare, hanno una certa esperienza di librerie, sarà tenuto in grandissima considerazione... vero @Marcello?(y)

 

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7 minuti fa, Alexmusic dice:

Dopo quante copie vendute, insomma, uno può dirsi minimamente, mediamente o grandemente soddisfatto?

Ah, qui il discorso va mediato con le aspettative dell'autore...  Io potrei ritenere che se Tizio vendesse cento copie potrebbe dirsi soddisfatto, ma forse lui potrebbe pensarla in maniera diversa

 

11 minuti fa, Alexmusic dice:

ben scritto, ma non tale da essere considerato un capolavoro

Temo che per un esordiente del tipo che hai descritto, cioè il 99% dell'utenza del WD che ha pubblicato, la qualità del prodotto non sia una discriminante.  E in fondo me ne rammarico.  Intendo dire che l'opera prima di un esordiente che pubblica con un piccolo o piccolissimo editore finisce per avere un bacino di utenza confinato ad amici, parenti e conoscenze sui social.  Gente che comprerà il romanzo per amicizia, affetto, convenienza e non perché conosce le qualità professionali dell'autore.  Per lo stesso motivo cugini, amici, colleghi di lavoro... finirebbero per comprarlo ugualmente  anche se sapessero che la qualità non va oltre a quella di un buon tema di quinta elementare...

Parlo di un quantitativo che va dalle cento alle duecento copie, nella stragrande maggioranza dei casi.

Dalle opere successive la qualità può iniziare a fare la differenza, sempre e comunque parlando di numeri di questo genere.  Parenti e affini non sempre sono disposti ad accordare fiducia a prescindere all'autore: ecco allora che i quantitativi possono scendere a numeri irrisori se la qualità è davvero scadente, o al contrario salire di qualche unità se la prima opera è stata apprezzata.

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Per me duecento copie effettive (extra amici/parenti/presentazioni/omaggi) sono già un quasi caso editoriale e coprono ampiamente i costi di produzione.

Parlando di e book duecento copie portano già tra i top 100.

Impressione mia, ovviamente.

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Rispondo per primo a @camparino .

Io gli omaggi li escluderei a priori: non sono vendite e se uno decide di comprare mille copie del proprio libro, per poi regalarle tutte, mi pare un po' più fesso di quanto sia generoso. 

Discorso diverso invece per quanto riguarda le presentazioni, che fanno parte del marketing: se uno si impegna in un estenuante tour de force e da questo ne ricava anche un utile, buon per lui. Certo, la cosa potrebbe anche non funzionare, se il suo lavoro fa pena e dopo un po', grazie al passa parola, nessuno glielo compra più.

Anche gli amici e i conoscenti li inserirei comunque nel computo totale, perché non è affatto detto che tutti quelli che ti girano intorno vogliano sempre acquistare il tuo romanzo (e sulle scuse che adducono a riguardo io e @Niko abbiamo pubblicato su facebook alcuni post esilaranti). Io per esempio ho degli ex compagni di liceo, i quali, nonostante godano tutti di una buona posizione economica, il mio libro se lo son passati l'un l'altro, senza comprarlo. Da un lato la cosa mi ha fatto piacere, perché, se avesse fatto schifo, il prestito reciproco si sarebbe subito interrotto; dall'altro mi son detto "mazza, che braccino!".
Lascerei invece da parte, almeno per il momento, il discorso e-book, sia perché in questa sede mi interessa il dato relativo al cartaceo, sia perché in merito alle statistiche di vendita del formato elettronico, in questo forum e in vari altri blog, ho sentito dire tutto e il contrario di tutto.
 

Riallacciandomi invece a quello che scrive @Marcello , che ringrazio per il suo intervento,  sintetizzando potremmo dire che quando un autore supera la soglia delle cento o duecento copie, a seconda dei casi, potrebbe ritenersi mediamente soddisfatto, in quanto, a meno che non lavori nelle pubbliche relazioni o non sia un personaggio arcinoto, la soglia di amici-parenti-conoscenti potrebbe già dirsi superata.
Molto interessante anche il discorso relativo a una seconda pubblicazione, che potrebbe costituire un test probante sulle effettive capacità dello scrittore:

9 ore fa, Marcello dice:

Dalle opere successive la qualità può iniziare a fare la differenza, sempre e comunque parlando di numeri di questo genere.  Parenti e affini non sempre sono disposti ad accordare fiducia a prescindere all'autore: ecco allora che i quantitativi possono scendere a numeri irrisori se la qualità è davvero scadente, o al contrario salire di qualche unità se la prima opera è stata apprezzata.

Concordo in pieno e aspetto altri interventi.

Modificato da Aporema Edizioni
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Mi unisco un po' al parere già espresso da Marcello e Camparino, anche secondo me le copie vendute da un esordiente pubblicato da una casa editrice piccola ( pressoché zero pubblicità) vanno tra le 100 e le 200 copie, in ebook forse si vende qualche copia in più. E la mia opinione è che il numero può variare in base a:

- gli sforzi personali per farsi pubblicità (che immagino non sarà mai una campagna massiccia),

- le presentazioni,

- la cerchia di persone che si ha intorno disposta a comprare il libro,

- se la pubblicazione è in cartaceo o digitale.

 

Sono d'accordo con Marcello, e me ne rammarico con lui, la variante che fa la differenza per un esordiente non è tanto la qualità, secondo me ció che fa la differenza è la pubblicità. Se 50 sfumature è diventato un caso letterario e ha venduto milioni di copie nel mondo non è perché di qualità, ma per la pubblicità che lo ha spinto. Sono sicura che ci sono molti romanzi di esordienti che hanno venduto un centinaio di copie scritti meglio (molto meglio) di 50 sfumature... e sicuramente ci saranno molti altri romanzi di scarsa qualità di esordienti che hanno venduto lo stesso numero di copie; basta leggersi un po' di recensioni su amazon per trovare segnalazioni di romanzi di esordienti pieni di strafalcioni grammaticali o con trame al limite del ridicolo, eppure le loro 100 copie le avranno vendute anche loro.

 

Le aspettative personali poi sono molto soggettive. La casa editrice (piccola) con cui ho pubblicato ha avuto a che fare con una scrittrice esordiente che ha receduto il contatto dopo pochi mesi dalla pubblicazione, perché si aspettava di vendere migliaia di copie e incolpava la casa editrice per non aver raggiunto, neanche lontanamente, il numero di copie vendute. La sua aspettativa a me appare irrealistica, però evidentemente all'autrice in questione no... purtroppo non conosco il nome dell'autrice, quindi non so se le sue aspettative fossero irrealistiche o meno; magari aveva ragione lei e adesso è una scrittrice affermata, e io sto qui a parlarne male.

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Purtroppo non posso essere utile alla statistica del post, perché attualmente rientro nella categoria su definita "specialistica" e all'interno di essa in un'ulteriore categoria specifica.

Paradossalmente, nel mio caso andare sotto a un minimo di 500 copie vendute non avrebbe affatto senso.

Penso però, in base anche a passate esperienze, che nella narrativa non di genere e nella casistica indicata da @Alexmusic più sopra (esordiente, piccola casa editrice, medio valore letterario) sia esattissimo quanto dice @Marcello .

Vero è che vanno considerate diverse variabili: prima tra tutte quanto la CE, se pur piccola, investe in promozione. Non andrebbe neanche sottovalutato il parametro "vita media di un libro", che però non è fisso e varia a seconda dell'argomento. Ci sono libri che continuano a vendere anche nel lungo periodo, benché poche copie all'anno. Un altro parametro a mio parere interessante è (purtroppo) la correttezza dell'editore e questo a prescindere dalla sua grandezza e notorietà. Non tutti sono così puntuali nel riportare all'autore il resoconto annuale e purtroppo so anche di casi in cui questo resoconto non viene mai fatto. Questo impedisce all'autore di avere un controllo effettivo sulle vendite. Tolte quelle fatte nelle presentazioni e di cui si può rendere conto direttamente, ci sono le fiere e l'autore dovrebbe presenziare a tutte, proprio tutte quelle a cui l'editore partecipa (e a volte non è fisicamente presente ma invia le copie in conto vendita a stand generici) per avere certezza delle vendite. Restano poi le librerie (in base alla copertura effettiva della distribuzione) e andare a controllarle tutte diverrebbe un po' dispendioso. ;)

Purtroppo so di amici che non hanno mai ricevuto un resoconto perché: "il magazzino è così incasinato che non è possibile verificare", oppure "il distributore non mi fa la resa", "Il distributore è fallito", "il tipografo è fallito e gli hanno pignorato i volumi", "il magazzino si è allagato"... insomma manca solo l'attacco degli alieni. :asd:

Non dico che alcune risposte non siano vere, ma talvolta si stenta a credere e sembrano rasentare la banale scusa (specie se detta da editori non proprio piccoli). In tutto questo casino, se non si ha un riscontro personale e diretto, è difficile avere delle certezze. Per fortuna esistono almeno gli anticipi.

Le 100-200 copie di cui sopra, quindi, dovrebbero essere quelle direttamente vendute dall'autore e di cui lui abbia certezza. In tal caso sì, direi proprio che è un risultato accettabile, soddisfacente e realistico.

Modificato da ElleryQ
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9 minuti fa, ClaudiaB dice:

perché si aspettava di vendere migliaia di copie e incolpava la casa editrice per non aver raggiunto, neanche lontanamente, il numero di copie vendute.

:no: 

 

11 minuti fa, ClaudiaB dice:

quindi non so se le sue aspettative fossero irrealistiche o meno; magari aveva ragione lei e adesso è una scrittrice affermata

Anche se ora lo fosse non avrebbe avuto ragione ugualmente.

Se Sveva Casati Modignani - per fare un nome a caso - decidesse di pubblicare sotto pseudonimo il prossimo romanzo con un piccolo editore - venderebbe né più né meno le nostre 100/200 copie.  Il primo problema rimane sempre quello della visibilità e vale per tutti.  Ribaltando il concetto, se cinque autori a caso del WD fossero pubblicati da Mondadori con un adeguato lancio pubblicitario, è a quel punto che entrerebbero in gioco la qualità della scrittura, l'originalità della trama, le tematiche...  Vedremmo allora che WD1 venderebbe 800 copie, WD2  4000 e WD3 15000...

Temo però che non succederà.  Non nell'immediato, quanto meno ;) 

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52 minuti fa, ElleryQ dice:

Purtroppo so di amici che non hanno mai ricevuto un resoconto perché: "il magazzino è così incasinato che non è possibile verificare", oppure "il distributore non mi fa la resa", "Il distributore è fallito", "il tipografo è fallito e gli hanno pignorato i volumi", "il magazzino si è allagato"... insomma manca solo l'attacco degli alieni.

Ti sei scordato le cavallette, @ElleryQ :asd:


Per il momento vi ringrazio tutti per i vostri interventi. Ne attendo altri, prima di commentare a mia volta.

Modificato da Aporema Edizioni
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38 minuti fa, Marcello dice:

se cinque autori a caso del WD fossero pubblicati da Mondadori con un adeguato lancio pubblicitario, è a quel punto che entrerebbero in gioco la qualità della scrittura, l'originalità della trama, le tematiche...  Vedremmo allora che WD1 venderebbe 800 copie, WD2  4000 e WD3 15000

Non poniamo limiti alla provvidenza, @Marcello :)

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32 minuti fa, Marcello dice:

Se Sveva Casati Modignani - per fare un nome a caso - decidesse di pubblicare sotto pseudonimo il prossimo romanzo con un piccolo editore - venderebbe né più né meno le nostre 100/200 copie.  Il primo problema rimane sempre quello della visibilità e vale per tutti.  Ribaltando il concetto, se cinque autori a caso del WD fossero pubblicati da Mondadori con un adeguato lancio pubblicitario, è a quel punto che entrerebbero in gioco la qualità della scrittura, l'originalità della trama, le tematiche...  Vedremmo allora che WD1 venderebbe 800 copie, WD2  4000 e WD3 15000...


Assolutamente d'accordo.
 

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2 ore fa, ElleryQ dice:

Le 100-200 copie di cui sopra, quindi, dovrebbero essere quelle direttamente vendute dall'autore e di cui lui abbia certezza. In tal caso sì, direi proprio che è un risultato accettabile, soddisfacente e realistico.

Un autore che riesce a vendere da soo 100-200 copie ha tutta la mia stima. Vuol dire che si è impegnato davvero tanto.

Secondo me, se tra autopromozione e lavoro dell'editore si arriva a 300 copie si è un caso editoriale :lol: Comunque conosco esordienti che lavorando tanto da soli hanno superato le mille copie, il che è molto rimarchevole.

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Io credo che anche con una major, se non sei conosciuto, se non sei spinto e se il libro non è commerciale, si viaggi sulle duecento copie.

Tanti libri sono pubblicati magari da Einaudi per lo spessore culturale e non vendono niente.

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21 minuti fa, camparino dice:

Io credo che anche con una major, se non sei conosciuto, se non sei spinto e se il libro non è commerciale, si viaggi sulle duecento copie.

Tanti libri sono pubblicati magari da Einaudi per lo spessore culturale e non vendono niente.

Verissimo.

Infatti nel mio molto ipotetico esempio ho precisato:  fossero pubblicati da Mondadori con un adeguato lancio pubblicitario perché Mondadori, e con lui altri big, pubblicano una quantità di esordienti, soprattutto italiani, che abbandonano al proprio destino.

E a quel punto è meglio vendere duecento copie con Pincopallo che con Mondadori.  Perché vendere duecento copie con Mondadori equivale a una bocciatura, anche se l'editore ti mette nelle stesse condizioni di non-aiuto di Pincopallo.

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Ospite
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1)Secondo voi, quante copie può aspettarsi di vendere uno scrittore esordiente che pubblica con una piccola casa editrice?

2)Dopo quante copie vendute, insomma, uno può dirsi minimamente, mediamente o grandemente soddisfatto?

 

1)Dipende dal testo ma anche dalle capacità imprenditoriali della casa editrice. Bisognerebbe sapere qual è la soglia minima, riferita al numero di vendite, che permette di non essere in perdita e allo stesso modo valutare qual è il gradino da raggiungere per diventare un best seller per quella determinata CE.

2)Molto soddisfatto dopo aver superato quella soglia minima, in grado di permettermi un nuovo tentativo, a qualsiasi livello.

 

Infine, esistono delle CE che chiedono quali siano le aspettative di vendita e in base alle risposte fanno già selezione… Altre che per garantirsi di non essere in perdita chiedono un contributo all’autore (sia materiale sia fisico).

Molte volte editori e autori sono divisi da “aspettative” diverse, dove si tende a mischiare il sacro (il romanzo) con il profano (i soldi). Un libro che non vende non è detto sia pessimo e viceversa un best seller non può sempre essere eccellente, anche se riesce comunque a coprire le sue pecche grazie al dio denaro. Un romanzo per il quale si decide d’investire e quindi di pubblicarlo, per me, ha già vinto la sua scommessa.

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10 minuti fa, Nuwanda dice:

Molte volte editori e autori sono divisi da “aspettative” diverse, dove si tende a mischiare il sacro (il romanzo) con il profano (i soldi).

Vero, ma il mescolarli non è negativo in sé.

L'editore che si chiuda nella propria torre d'avorio in cui pubblicare solo sillogi di sconosciuti poeti bielorussi è destinato a fallire, nonostante il plauso che riceverà dalle autorità della Bielorussia.  Quello che invece pubblica il romanzo del garzone della panetteria perché "in lui si intravedono già i presupposti di una fulgida carriera" e gli chiede duemila euro per le spese di stampa, ché sapete quanto è aumentato il costo della carta, andrebbe forse derubricato dalla lista degli editori e spostato in altro elenco.

In mezzo ci sono tanti onesti professionisti e appassionati piccoli editori che cercano di pubblicare prodotti di qualità senza rimetterci.

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Post interessante e soprattutto per me consolante. Infatti, con il mio primo romanzo (e attualmente unico pubblicato) sono arrivata a quasi 200 copie. Il numero preciso, però, non l'ho mai saputo e credo non lo saprò mai. Al numero qui sopra ci sono arrivata facendo i miei calcoli (sulla base delle copie vendute a fiere, presentazioni e a conoscenti). Il resoconto dell'editore, infatti, è stato rettificato (con le sue scuse) sulla base di questi calcoli. Insomma, penso che esordire con una piccola casa editrice comporti talvolta (spero solo talvolta) da parte dell'autore non solo darsi da fare per vendere, ma anche per capire effettivamente quanto si è riusciti a vendere. E detto ciò non sto parlando male della piccola casa editrice free che mi ha pubblicato (mi hanno spiegato che anche loro, spesso, hanno difficoltà a fare i conteggi, anche se non ne ho compreso bene il motivo).

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1 ora fa, Nuwanda dice:

Infine, esistono delle CE che chiedono quali siano le aspettative di vendita e in base alle risposte fanno già selezione…

Questo non mi è mai capitato di sentirlo... davvero?

49 minuti fa, RitaMas dice:

mi hanno spiegato che anche loro, spesso, hanno difficoltà a fare i conteggi, anche se non ne ho compreso bene il motivo

Perché hanno i resi delle librerie che viaggiano con tempi biblici

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54 minuti fa, Valentina Capaldi dice:

Perché hanno i resi delle librerie che viaggiano con tempi biblici

Vero, ma quando accade molta responsabilità ricade sull'editore.  

Perché se io ti faccio un conto vendita al trenta settembre e quando siamo all'inizio di settembre ti mando una comunicazione per richiamare il conto vendita, tu libraio sai benissimo che se non li rendi entro la scadenza sei tenuto a pagarli tutti, indipendentemente da quante copie ne hai vendute.  Se poi richiami la resa dopo due anni, non lamentarti che il libraio non abbia provveduto a farla sua sponte...

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Ospite
1 ora fa, Valentina Capaldi dice:

Questo non mi è mai capitato di sentirlo... davvero?

 

Segnalo, a titolo d'esempio, questa CE cosa chiede nello specifico:

http://www.0111edizioni.spruz.com/invio-anteprime.htm

Nel particolare la domanda: Qual è il motivo per cui vorresti pubblicare?

Un caso che è possibile seguire nel topic della CE, qui riportato solo nella tematica inerente alle apettative di vendita.

Modificato da Nuwanda
ripetizione

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1 ora fa, Marcello dice:

Vero, ma quando accade molta responsabilità ricade sull'editore.  

Perché se io ti faccio un conto vendita al trenta settembre e quando siamo all'inizio di settembre ti mando una comunicazione per richiamare il conto vendita, tu libraio sai benissimo che se non li rendi entro la scadenza sei tenuto a pagarli tutti, indipendentemente da quante copie ne hai vendute.  Se poi richiami la resa dopo due anni, non lamentarti che il libraio non abbia provveduto a farla sua sponte...

Ah, sì, certo, non stavo insinuando fosse solo colpa dei librai :)

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Anche per la mia esperienza, 100/200 copie vendute sono una cifra difficile da superare per uno sconosciuto.

 

Ma continuo a domandarmi, da anni: a chi serve questo tipo di editoria, che non permette a un autore di oltrepassare la cerchia dei propri contatti (amici, parenti, amici degli amici, amici dei parenti e qualche visitatore occasionale)?

Al lettore? All'autore? All'editore? Al sistema editoria in generale? Alla cultura?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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3 minuti fa, unacasanellospazio dice:

Ma continuo a domandarmi, da anni: a chi serve questo tipo di editoria, che non permette a un autore di oltrepassare la cerchia dei propri contatti (amici, parenti, amici degli amici, amici dei parenti e qualche visitatore occasionale)?

Al lettore? All'autore? All'editore? Al sistema editoria in generale? Alla cultura?

 

Mi aspettavo di più. Bè se le cifre sono queste e tutto resta comunque tra amici e parenti, cosa cambia allora fare il print on demand? Perché se è così si esce dal cassetto sì, ma non si va più in là del cortile.

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34 minuti fa, Ratalos dice:

Mi aspettavo di più. Bè se le cifre sono queste e tutto resta comunque tra amici e parenti, cosa cambia allora fare il print on demand? Perché se è così si esce dal cassetto sì, ma non si va più in là del cortile.

Per evitare questo, io non ho quasi detto né ad amici né a parenti dell'esistenza del mio ultimo romanzo. Ho venduto tramite le segnalazioni sui blog, facendo presentazioni, partecipando a fiere e sicuramente anche un po' grazie all'editore.

Non ho un resoconto delle vendite perché ancora non me l'hanno dato, ma almeno cento copie in un anno credo di averle piazzate.

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Il mio primo romanzo me lo sono stampato, non pubblicato, semplicemente stampato con il print on demand. In qualche mese, senza fare salti mortali, ne ho piazzati un centinaio e più. Sì qualcuno a dire il vero l'ho anche regalato a chi mi stava simpatico o a chi volevo lo leggesse a tutti i costi. Il problema è che gli amici e i parenti si saturano in fretta e un secondo libro (anche se il primo è andato bene), fai più fatica a piazzarlo. E poi vorresti soprattutto che la tua opera prendesse il largo, vorresti diffonderla e farla uscire dalle mura domestiche. Ma se le cifre sono queste perché cercare a tutti i costi un editore? Forse per la voglia di farlo, di stare lì ad arrabattarsi a venderlo e promuoverlo e questo ci sta, per carità. Ma a conti fatti la fatica vale lo sforzo? A me, lo confesso, più che vendere e promuovermi, mi piace scrivere e leggere. Forse allora non sono adatto alla piccola editoria?

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14 ore fa, Ratalos dice:

Il problema è che gli amici e i parenti si saturano in fretta e un secondo libro (anche se il primo è andato bene), fai più fatica a piazzarlo.

Secondo me l'approccio è sbagliato, perdonami.

Tu non devi piazzare il libro, devi cercare di creare dei lettori fedeli, sinceramente fedeli.  Quando esci con un nuovo romanzo è auspicabile che Pinco Pallino che ha acquistato il primo pensi: dai, che bello, è uscito il nuovo di @Ratalos , anziché oh, che palle: ne ha fatto un altro e mi toccherà anche di comprarlo.  È solo con questa speranza che possiamo pensare di riuscire a farci conoscere sempre un po' di più.

14 ore fa, Ratalos dice:

Forse allora non sono adatto alla piccola editoria?

temo che anche passando alla media e medio-grande non cambi granché.  Certo, riceverai più aiuto - forse - ma dovrai comunque sempre spenderti in prima persona.

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Sono davvero contento che gli interventi si susseguano: se avessi venduto una copia per ogni commento, sarei già in testa alle classifiche! :D
Scherzi a parte, mi piace cercare di capire i vostri diversi punti di vista, sui quali a volte concordo e altre no, com'è giusto che sia. 
Per esempio dissento da @Ratalos , quando afferma che

2 ore fa, Ratalos dice:

gli amici e i parenti si saturano in fretta e un secondo libro (anche se il primo è andato bene), fai più fatica a piazzarlo

Io credo che se il primo è andato bene, il secondo dovrebbe andare meglio. A meno che ti abbiano solo detto che gli è piaciuto, per non mortificarti, ma in realtà non l'hanno affatto apprezzato. 
E per lo stesso motivo concordo con @Marcello , quando scrive

25 minuti fa, Marcello dice:

 Quando esci con un nuovo romanzo è auspicabile che Pinco Pallino che ha acquistato il primo pensi: dai, che bello, è uscito il nuovo di @Ratalos , anziché oh, che palle: ne ha fatto un altro e mi toccherà anche di comprarlo...

Comunque, prima di tirare le somme, attendo nuovi commenti, soprattutto da molte firme "storiche" o "glamour" del WD che ancora non si sono fatte vive.

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E' un mese che ho fatto la mia prova di pubblicazione quindi ho i risultati di Amazon:

 

dal 9/10 al 31/10: 167 copie fra vendute e quelle in promozione gratuita i primi giorni, + circa 100 copie (99.6  se divido il totale delle pagine lette per il numero delle pagine della pubblicazione) con il programma Unlimited.

 

Dal 1/11 a oggi: 1 copia venduta  e 4 lette con unlimited.

 

Al netto di una copia che si sono fatti rimborsare (credo non gli sia piaciuto ghghg):asd:

 

Considerate che era una short story horror  e che ho pubblicizzato solo qui e su facebook.

Naturalmente non ho contato i dati del Il mio libro perchè nemmeno saprei come fare.

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La media per un esordiente potrebbe in effetti essere quella di 100 copie o poco più, ma sono dati molto relativi, considerati gli investimenti fatti e il prezzo di vendita.
Quello che fa lievitare le vendite è una politica di promozioni particolarmente aggressiva (soprattutto per gli ebook) e l'organizzazione di eventi, presentazioni e fiere (per i cartacei).
Poi, soprattutto se è un libro che si vende online, entra in gioco l'indicizzazione su Amazon. Se riesci a inserirti in una nicchia di interesse e a "collegare" il tuo libro con altri simili magari più famosi, un libro può vendere le sue sue 20, 10 o 5 copie ogni mese per lungo tempo, spesso a prescindere dalla sua effettiva qualità.

Nel nostro  piccolo, siamo lieti di aver superato la soglia psicologica delle 500 copie con numerosi ebook, anche se è veramente difficile, se non impossibile, trovare una "ricetta" che possa funzionare regolarmente.

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Scusate se intervengo di nuovo per riportare tutti in argomento: gli e-book non ci interessano. Non in questa sede, perlomeno, perché aprirebbero tutta una serie di altre problematiche che al momento non abbiamo né il tempo, né la voglia di affrontare. 
Parliamo di solo di cartaceo, per favore.
In particolare @Ezbereth , non ho capito appunto se il tuo libro è un e-book o un cartaceo.
Nel secondo caso, mi piacerebbe conoscere numero di pagine e prezzo di vendita. 
Ringrazio di nuovo te e tutti gli altri, per la vostra collaborazione.

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Ospite

@Alexmusic   5 libri cartacei a 5,50 euro

tutto il resto si tratta di ebook, che per 5 giorni erano gratuiti, poi sono stati venduti a 0,99 centesimi e gratuiti per Unlimited Amazon.

 

 

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