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Aporema Edizioni

Aporema Edizioni

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Ho compilato la form on line, con il materiale richiesto, e poi sentito Alessandro Cuccuru con il quale ci siamo confrontati sull'estratto e non solo. Adesso sono nella fase della valutazione vera e propria per la quale la CE chiede, come specificato in un loro intervento, una prelazione di 30 giorni. Tutto molto chiaro, trasparente e assolutamente free.

Vi aggiorno più avanti! :love:

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Desidero chiedere un chiarimento, che naturalmente reputo di una certa importanza, magari potendo ascoltare il parere in merito anche degli editori e dello staff del WD.

Sappiamo, purtroppo, che diventa sempre più difficile stabilire un giusta collocazione per le CE free, doppio binario o a pagamento, in questo caso, reputo molto pericolante la posizione assunta da Aporema Edizioni, che cito testualmente dal loro sito:

 

Quota

A causa della notevole mole di manoscritti ricevuti, per i prossimi mesi la nostra redazione non potrà più esaminare nuove proposte di pubblicazione, a meno che non si tratti di opere che siano già state sottoposte a un editing strutturale da parte di professionisti o agenzie.

 

Quota

non inviarci testi non sottoposti a editing

 

La questione è che per sottoporre un testo a un editing, fatto da un professionista, bisogna "pagare", naturalmente questo può essere anche esterno alla CE, quindi, al momento, occorre dimostrare di aver effettuato un "servizio a pagamento". Questa è la condizione attuale. Ritengo che chiudere completamente ogni possibilità di invio di manoscritti (in quanto l'editing è un costo che dovrebbe sostenere l'editore) poteva far risultare ancora questa CE nella lista free, situazione, per ora, alquanto discutibile.

 

Quota

Gli editori Free (Lista in ordine alfabetico: clicca qui) non chiedono alcun tipo di contributo*.

Gli editori A pagamento (Lista in ordine alfabetico: clicca qui) richiedono sempre un contributo*.

Gli editori Doppio binario (Lista in ordine alfabetico: clicca qui) possono, in varie forme ma non sempre, chiedere un contributo*.

 

Io penso che sia da considerare la possibilità che "in varie forme" venga ora richiesto all'autore un contributo economico ai fini di una pubblicazione con Aporema.

Vi in ringrazio in anticipo per gli eventuali chiarimenti e scusate se la questione, forse solo per me, genera più di un dubbio.

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7 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

Io penso che sia da considerare la possibilità che "in varie forme" venga ora richiesto all'autore un contributo economico ai fini di una pubblicazione con Aporema.

Contrarissima a questa lettura.
Questa postilla significa solo che verranno valutati testi che non richiedano che un editing strutturale, cosa che peraltro è praticamente la norma. 

Se dovessi pubblicare con Aporema, pubblicherei con una casa editrice che non mi ha chiesto nulla (nemmeno mi ha indirizzato verso un editing esterno) e dunque non capisco perché la mia pubblicazione free - e quella di molti altri - dovrebbe diventare a doppio binario.

Al massimo si può consigliare ad Aporema di togliere il suggerimento e selezionare come meglio crede.

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1 minuto fa, ophelia03 ha scritto:

Al massimo si può consigliare ad Aporema di togliere il suggerimento e selezionare come meglio crede.

 

Anch'io ho suggerito questo. Non si può dare come "unica condizione", per inviare un manoscritto, il fatto di aver "pagato" un professionista. Il dubbio da me sollevato è chiaro, da questo punto di vista. Gli autori devono essere tutelati e questa è un condizione che non può essere accettata come regola abituale per tutte le CE.

Aspetto, comunque, un parere dello staff, es. @ElleryQ .

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Resta comunque una casa editrice free che candidamente ammette di non poter selezionare opere troppo "sporche". 
Non offre servizi a pagamento e non obbliga ad alcun esborso l'autore. Si limita a selezionare secondo suoi parametri.

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Concordo in pieno con @ophelia03 .

L'editore non richiede alcun contributo economico, in questo momento pretende soltanto che un testo sia scritto in maniera sufficientemente corretta perché altrimenti non avrebbe tempo di farsene carico. 

L'autore sarebbe forse più tutelato se chiudessero gli invii? Non mi pare...  Se avete un'opera che ritenete non necessiti di un editing profondo, gliela potete inviare, altrimenti meglio soprassedere in questo periodo. 

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51 minuti fa, Marcello ha scritto:

L'autore sarebbe forse più tutelato se chiudessero gli invii?

 

Sicuramente, sì. Si tratta di una deriva abbastanza pericolosa imporre come "unica condizione" l'editing da parte di un professionista, che sappiamo essere un servizio a pagamento. Se tutte le CE agissero in questo modo, l'autore che deve citare anche il nome del professionista per certificare l'avvenuto lavoro, ci troveremmo, indubbiamente, "a favorire" una pratica dispendiosa per tutti glia autori. Ricordo ancora che l'editing dovrebbe essere a carico dell'editore e un testo giudicato "non pronto per la pubblicazione" andrebbe scartato.

Se quanto affermato da @Marcello è invece la linea del forum ne prendo atto. La condizione di pagare indispensabilmente un professionista, prima di sottoporre un manoscritto a una CE, la reputo oltremodo penalizzante. Non è più una libera scelta dell'autore.

Mi conformate, quindi, che questa CE non richiede "in nessuna forma" un contributo per la pubblicazione?

Grazie.

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12 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

Mi conformate, quindi, che questa CE non richiede "in nessuna forma" un contributo per la pubblicazione?

In nessun modo! Ho letto il contratto perché è nelle pagine successive rispetto a quello di prelazione che ho sottoscritto per la valutazione. 

 


 

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1 minuto fa, ophelia03 ha scritto:

In nessun modo! Ho letto il contratto perché è nelle pagine successive rispetto a quello di prelazione che ho sottoscritto per la valutazione. 

 

Dato che gli invii sono chiusi, tu hai dovuto dimostrare il "pagamento" dell'editing da parte di un professionista?

Perché è questo che richiedono sul loro sito.

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10 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

Dato che gli invii sono chiusi, tu hai dovuto dimostrare il "pagamento" dell'editing da parte di un professionista?

No, affatto! Hanno solo valutato l'estratto, lo stile, e mi hanno chiesto di poter leggere l'intero manoscritto.
Per questo ti dico che si tratta solo di una specie di disclaimer che disincentiva all'invio di testi troppo acerbi, ma non di un obbligo di legge. 
Spero che possa essere riformulato, onde evitare questa polemica.

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1 ora fa, TuSìCheVale ha scritto:

hai dovuto dimostrare il "pagamento" dell'editing da parte di un professionista?

No, mai. Non mi sono mai avvalsa di editing da parte di professionisti esterni.

Il mio testo è stato accettato sia per la lettura che per la pubblicazione senza che abbia dovuto pagare alcunché. La frase presente sul loro sito è da interpretarsi come ha detto @Marcello: la casa editrice non può farsi carico di testi che necessitino di grossi interventi di editing strutturale, pertanto richiede che il testo sia scritto in maniera il più corretta e presentabile possibile già da subito. Che l’autore arrivi ad avere un testo il più corretto possibile nella struttura e nella forma o per impegno personale, o perché ha pagato un professionista, è del tutto indifferente.

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3 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

La questione è che per sottoporre un testo a un editing, fatto da un professionista, bisogna "pagare", naturalmente questo può essere anche esterno alla CE, quindi, al momento, occorre dimostrare di aver effettuato un "servizio a pagamento". Questa è la condizione attuale. Ritengo che chiudere completamente ogni possibilità di invio di manoscritti (in quanto l'editing è un costo che dovrebbe sostenere l'editore) poteva far risultare ancora questa CE nella lista free, situazione, per ora, alquanto discutibile.

 

 

L'editing se lo deve accollare la CE se vuole essere una CE. Tutti questi giri a me non piacciono. Ti presento un manoscritto, ti piace ma va editato? Tu CE lo editi se o vuoi pubblicare, altrimenti non lo pubblichi. Non mi pare così difficile... Rischio d'impresa si chiama.

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1 minuto fa, simone volponi ha scritto:

Ti presento un manoscritto, ti piace ma va editato? Tu CE lo editi se o vuoi pubblicare, altrimenti non lo pubblichi. 

Esatto :)

Nel caso di Aporema, se il testo va editato in modo molto “pesante”, allora lo rifiutano, perché non possono permettersi di effettuare un editing di questo tipo. Se il testo necessita di un editing “leggero” di rifinitura, allora lo accettano ed eseguono l’editing in maniera completamente gratuita.

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Suvvia, chi vuole pubblicare con i grossi editori deve passare per qualche agenzia, e pagare l'editing, salvo casi rarissimi. Ho contattato parecchie agenzie, e tutte vogliono solo una cosa,

"il grano", e le più note, pretendono un contributo anche solo per la lettura. Questo cosa significa? Che le grosse case editrici sono a pagamento? Una molto nota mi ha chiesto 5000 euro.

Io ho pubblicato 4 romanzi con Aporema, 3 dei quali ha fatto l'editing la CE. Per l'ultimo mi hanno consigliato un editor, e al termine  hanno comunque editato anche loro.

Probabilmente dipende tutto dalla preparazione e capacità dell'autore, magari la trama è bellissima, ma la scrittura troppo acerba, tutto qui.

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@TuSìCheVale, da quanto comprendo, non si tratta di un'inversione nella politica editoriale e nei criteri di Aporema, ma di una necessità momentanea. 

Sul sito è esplicitato, infatti:

 

Quota

Sarà nostra premura avvertirvi, sempre su questa pagina e nei social in cui siamo attivi, quando potremo procedere a una nuova selezione di manoscritti non editati.

 

Del resto, nelle attuali liste del WD ci sono CE che per prassi (e quindi in modo abituale) secondo testimonianze chiedono ad alcuni autori selezionati di sottoporsi prima a un editing esterno (a pagamento). Formalmente, però, non chiedono contributi. 

D'altra parte, se dovessimo cambiare temporaneamente di lista tutte le CE che (non per prassi) per un periodo limitato drogano alle loro politiche editoriali, avremmo delle liste piuttosto "instabili'. 

Poi, ovviamente, nulla vieterebbe ad Aporema, se decidesse, di fare come altri editori free su citati, adottando il suggerimento di @ophelia03  e ricorrendo a questo criterio temporaneo interno (senza cioè dichiararlo sul proprio sito).

Personalmente apprezzo di più la trasparenza, sempre premettendo che si tratta di un criterio di selezione temporaneo. 

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Per far capire bene e a tutti di cosa stiamo parlando, riportiamo integralmente il testo che appare, da un paio di settimane, sulla nostra pagina relativa all'invio di manoscritti:
"A causa della notevole mole di manoscritti ricevuti, per i prossimi mesi la nostra redazione non potrà più esaminare nuove proposte di pubblicazione, a meno che non si tratti di opere che siano già state sottoposte a un editing strutturale da parte di professionisti o agenzie. In tal caso, nel compilare il form sottostante, vi preghiamo di fornire, oltre ai vostri dati, anche il nome dell'editor che ha eseguito il lavoro.
Sarà nostra premura avvertirvi, sempre su questa pagina e nei social in cui siamo attivi, quando potremo procedere a una nuova selezione di manoscritti non editati.
Vi preghiamo dunque vivamente, almeno per il momento, di non inviarci testi non sottoposti a editing, perché questi non verranno archiviati e, nel caso vogliate che siano esaminati, vi toccherà compilare ex novo il form di contatto
."

Non è la prima volta che purtroppo ci tocca constatare che, nonostante questo sia un sito dedicato alla scrittura, il senso di alcune semplicissime parole venga del tutto travisato, oppure, come in questo caso, diremmo completamente, oppure - vogliamo sperare non deliberatamente - ignorato.

"Chi mal intende, peggio risponde", recita un vecchio adagio, che vale, a maggior ragione, anche per "chi mal legge".

Come  ha commentato @Marcello

2 ore fa, Marcello ha scritto:

L'autore sarebbe forse più tutelato se chiudessero gli invii?

Alcuni editori in effetti, per determinati periodi, attuano questa una politica di chiusura degli invii, proprio allo scopo di continuare il lavoro di editing già programmato e impegnarsi nella promozione dei libri già pubblicati. E per questo genere di scelta, in questo stesso forum, sono stati lodati, non dimentichiamolo.

Noi invece, abbiamo preferito lasciare una porta aperta ai manoscritti già a un buon livello di revisione: abbiamo perciò chiesto di indicare anche il nome dell'editor o dell'agenzia, solo perché in passato purtroppo è capitato che alcuni autori spacciassero per editati testi che invece non lo erano.

In ogni caso, se un autore ci assicura che comunque il suo manoscritto è davvero già a un buon livello, perché in modo autonomo ne ha curato la revisione con scrupolo e attenzione, noi lo prendiamo lo stesso in esame: è accaduto proprio in questi giorni e, guarda caso, alla fine il responso è stato più che positivo.

1 ora fa, TuSìCheVale ha scritto:

tu hai dovuto dimostrare il "pagamento" dell'editing da parte di un professionista? Perché è questo che richiedono sul loro sito

Questa, come dimostra il testo che abbiamo pubblicato qui e che è visibile sul nostro sito, è una falsità bella e buona e diffidiamo te e qualsiasi altra persona dall'esprimerla di nuovo qui o in altra sede.

3 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Io penso che sia da considerare la possibilità che "in varie forme" venga ora richiesto all'autore un contributo economico ai fini di una pubblicazione con Aporema.

Questa invece la mettiamo insieme all'altra arguta proposta, quella di farci finire tra gli editori a doppio perché consigliavamo a chi voleva pubblicare di leggersi magari prima qualche nostro libro, cosa che, onde evitare polemiche infinite, abbiamo comunque dovuto smettere di fare. Certo che sarebbe davvero interessante capire come possa configurarsi come "richiesta di contributo" un pagamento non si sa di quale entità, finito nelle tasche di chissà chi, ma di sicuro non in quelle della CE! 

Quindi, ricapitolando:
1) La nostra scelta di non esaminare manoscritti che non siano già sottoposti a editing è del tutto legittima e non può assolutamente farci rientrare nel novero degli editori a pagamento o a doppio binario, anche se non avesse carattere di temporaneità.
2) Tale scelta è comunque, per l'appunto, temporanea e contiamo di tornare a esaminare anche opere non editate, non appena avremo la possibilità di effettuare in proprio l'editing, compreso quello strutturale (in taluni casi), come abbiamo sempre fatto e come stiamo seguitando a fare anche adesso (ovviamente su lavori già programmati).

3) Siamo sempre disponibili a valutare alcune motivate eccezioni, a questa come ad altre nostre scelte, e nei prossimi giorni saremo noi per primi, proprio in questa pagina, a elencarvi tutte le volte che abbiamo cambiato idea riguardo alla nostra politica editoriale, proprio perché esistevano validissime ragioni per farlo; di conseguenza, se davvero qualche autore è convinto della bontà di quello che ha scritto, il nostro "divieto", se così vogliamo chiamarlo, è sempre superabile.


 

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7 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

In tal caso, nel compilare il form sottostante, vi preghiamo di fornire, oltre ai vostri dati, anche il nome dell'editor che ha eseguito il lavoro.

Tra l'altro, da brava sconsiderata, io neppure l'ho fatto perché non mi ero accorta di doverlo fare!
E questo non ha pregiudicato la lettura dell'incipit. A maggiore conferma che si valuta il testo, non la spesa sostenuta. 

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Sinceramente capisco l'approccio di Aporema. 

Ricevere libri già "editati" riduce i costi, e permette alla CE di dare spazio ad altre attività. 

In un mercato così competitivo è difficile non me la sento di criticare la loro scelta. 

 

Il rovescio della medaglia è che l'importanza di avere il supporto di una CE in questo modo si riduce, togliendo un'altra freccia dall'arco degli editori.

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10 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

In tal caso, nel compilare il form sottostante, vi preghiamo di fornire, oltre ai vostri dati, anche il nome dell'editor che ha eseguito il lavoro.

 

1 minuto fa, ophelia03 ha scritto:

Tra l'altro, da brava sconsiderata, io neppure l'ho fatto perché non mi ero accorta di doverlo fare!

 

2 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Dato che gli invii sono chiusi, tu hai dovuto dimostrare il "pagamento" dell'editing da parte di un professionista?

 

11 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Questa, come dimostra il testo che abbiamo pubblicato qui e che è visibile sul nostro sito, è una falsità bella e buona e diffidiamo te e qualsiasi altra persona dall'esprimerla di nuovo qui o in altra sede.

 

Ho citato questi passaggi solo per dimostrare che io leggo e interpreto benissimo e non sono tollerate altre offese perché io non ne ho rivolte a nessuno.

A questo punto, sarei curiosa di sapere anche quali sono i nomi graditi a queste CE e non perché io ho letto male, anzi...

Sì, @ophelia03, forse in maniera sconsiderata, non avuto tenuto in conto dell'attuale politica della CE. Il fatto poi di richiederne delucidazioni "non è fare polemica", ma approfondire, confrontarsi, in toni magari rispettabili, cosa questa sempre più difficile.

 

25 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

Del resto, nelle attuali liste del WD ci sono CE che per prassi (e quindi in modo abituale) secondo testimonianze chiedono ad alcuni autori selezionati di sottoporsi prima a un editing esterno (a pagamento). Formalmente, però, non chiedono contributi. 

 

Sì, comprendo la vostra posizione. Diciamo che voi vi affidate direttamente alle condizioni contrattuali e tutto quello che avviene prima di arrivare a determinate CE, reso obbligatorio con un form, può destare qualche difficoltà. In definita, sempre perché faccio difficoltà a comprendere:

1. Occorre presentare "testi già editati", "da professionisti riconosciuti dalla CE" (come sotto riportato).

 

19 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

abbiamo perciò chiesto di indicare anche il nome dell'editor o dell'agenzia, solo perché in passato purtroppo è capitato che alcuni autori spacciassero per editati testi che invece non lo erano.

 

 Scopro però che la "scelta è temporanea", quindi, anche "temporaneamente" andrebbero inseriti da "testare" se poi la prassi resta abituale. Quando tutto ritorna come prima, si segnalerà nuovamente la diversa politica adottata.

 

23 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Siamo sempre disponibili a valutare alcune motivate eccezioni,

 

Questo, sempre perché riporto le vostre stesse parole e sono "accusata di falsità", è in netto contrasto con quanto riportato sul vostro sito e anche qui riportato integralmente:

 

25 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Vi preghiamo dunque vivamente, almeno per il momento, di non inviarci testi non sottoposti a editing, perché questi non verranno archiviati e, nel caso vogliate che siano esaminati, vi toccherà compilare ex novo il form di contatto."

 

Questo vuol che non ci saranno eccezioni, i testi "saranno archiviati", in pratica non letti. Ora chi è che legge male?

Grazie ancora.

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3 ore fa, TuSìCheVale ha scritto:

Se quanto affermato da @Marcello è invece la linea del forum ne prendo atto.

Quanto affermato da Marcello è il pensiero di Marcello, che ha letto cosa c'era scritto sul sito dell'editore e ha cercato di spiegarti che cosa ne aveva dedotto.

Tu preferisci che un editore chiuda gli invii quando non ha materialmente il tempo di esaminare i manoscritti che riceve? O che faccia finta di nulla e li trasferisca direttamente nel cestino? Per carità, non c'è nulla di male: è un pensiero tuo e vale quanto quello di chiunque altro.

Solo non definire quella procedura come "editoria a pagamento" perché non lo è; lo è quando un editore ti chiede di sottoporre l'opera a un servizio editoriale che lui stesso, direttamente o indirettamente, fornisce. In quel caso il sospetto che tu stia pagando per pubblicare con quell'editore è più che legittimo.

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Ho pubblicato con Aporema senza dover pagare nessun editing.
Al contrario, ho ricevuto gratuitamente un buon editing, anche se può considerarsi solo "di rifinitura", che mi ha fatto crescere molto.

In realtà la pretesa di "manoscritto già editato" non nasconde la richiesta di un pagamento di editing o altro, ma si potrebbe tradurre in: "se il vostro libro ha bisogno di troppo lavoro strutturale, non ce lo possiamo permettere".
Il che è più che legittimo per un piccolo editore. Anzi, per essere una casa editrice piccola, io ritengo che sia una delle più serie. La selezione a monte e l'editing di rifinitura che offre, per nulla banale, ne sono la garanzia.
I trucchi per chiedere soldi sono ben altri, e ne ho sperimentati con altri editori, tutto un altro atteggiamento, in verità. Nulla a che vedere con questa politica. Non si può certo paragonarla alle CE doppio binario!

Suggerisco di non distorcere il significato di "già editato".
Io ho dichiarato che il mio manoscritto NON era editato (la verità)... e mica mi hanno respinto o chiesto di pagare un editing! Ciò che contava era solo che fosse sufficientemente ben revisionato da consentire a loro di editarlo senza dover riscrivere tutto da capo.
La logica è quella della "qualità sostenibile" non dello spillar quattrini!
 

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11 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

1. Occorre presentare "testi già editati", "da professionisti riconosciuti dalla CE" (come sotto riportato).

 

 

Questo punto potrebbe far pensare a servizi editoriali in qualche modo connessi con la CE, pratica usata comunque da altri editori da quello che ho visto in giro.

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1 minuto fa, Marcello ha scritto:

Tu preferisci che un editore chiuda gli invii quando non ha materialmente il tempo di esaminare i manoscritti che riceve? O che faccia finta di nulla e li trasferisca direttamente nel cestino?

 

Se un editore "non ha materialmente il tempo di esaminare i manoscritti", non ne può "addebitare" il costo agli scrittori e in più se una cosa che non può fare, semplicemente, non lo fa. Se vuole mettere i manoscritti nel cestino è sempre una sua scelta. Bisogna saper accettare i "rifiuti", non può passare il principio che "pagando" si hanno delle vie preferenziali. Si meglio chiudere che dire, per esempio, accettiamo solo testi per i quali avete pagato un professionista. Questa deve essere una "scelta" dell'autore e non può essere una discriminante.

Su questo penso che concordiamo tutti. Non possiamo favorire o agevolare delle strade dove bisogna pagare per poter esprimere una propria storia. Questo, naturalmente, è un pensiero rivolto a un ipotetico editore, così come indicato nella domanda di Marcello.

Certo, qui ognuno parla a titolo personale e non se anche la versione data da @ElleryQ risponde poi alla metodologia che vuole seguire il forum.

15 minuti fa, Marcello ha scritto:

quando un editore ti chiede di sottoporre l'opera a un servizio editoriale che lui stesso, direttamente o indirettamente, fornisce. In quel caso il sospetto che tu stia pagando per pubblicare con quell'editore è più che legittimo.

 

43 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

A causa della notevole mole di manoscritti ricevuti, per i prossimi mesi la nostra redazione non potrà più esaminare nuove proposte di pubblicazione, a meno che non si tratti di opere che siano già state sottoposte a un editing strutturale da parte di professionisti o agenzie.

 

Questo era il mio sospetto. Grazie. 

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Mi sembra che l'editore abbia già risposto su questo punto. Ha specificato che lo richiede solo perché alcuni scrittori hanno spacciato loro testi non editati per editati. 

Non mi sembra che questo significhi imporre un editor in particolare. 

Tornerei comunque a suggerire ad @Aporema Edizioni di mantenere privati alcuni suoi criteri interni. Per quanto trasparente, talvolta un criterio interno può ingenerare dubbi ed essere mal interpretato. 

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Dato che Aporema Edizioni ha pubblicato un ottimo (a mio avviso) manuale pratico su come evitare di finire nel cestino dell'editore, per consentire dunque allo stesso autore di scongiurare tutte quelle carenze di forma e/o contenuto che in genere comportano il rifiuto di un'opera e/o la necessità di un editing strutturale, forse potrei suggerire all'editore una piccola integrazione in quel disclaimer: 

A causa della notevole mole di manoscritti ricevuti, per i prossimi mesi la nostra redazione non potrà più esaminare nuove proposte di pubblicazione, a meno che non si tratti di opere che siano già state sottoposte a un editing strutturale da parte di professionisti o agenzie... o a meno che tali opere non rispondano pienamente alle indicazioni e i consigli contenuti nel nostro libro "Maloscritto - I dodici errori da evitare per non finire nel cestino dell'editore".

;)

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@TuSìCheVale, io ho risposto in base ai criteri attuati generalmente dal forum.

Noi spostiamo in DT quando sospettiamo un cambio permanente nelle politiche editoriali, non quando lo stesso editore parla di una necessità temporanea. 

 

3 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

Questo era il mio sospetto. Grazie. 

 

@Marcello ha appena detto esattamente il contrario. Aporema non suggerisce propri editor o propri servizi, come specificato, vuole solo appurare che l'autore che si propone dica il vero.

In ogni caso, come ha specificato Ophelia che ha inviato il proprio testo senza accorgersi della richiesta, il criterio editor/non editor sembra passare in secondo piano rispetto alla validità di un manoscritto. 

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30 minuti fa, TuSìCheVale ha scritto:

forse in maniera sconsiderata

La sconsiderata ero io - ironicamente - perché dal messaggio di Aporema mi sono accorta di aver saltato quel passaggio. 

 

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31 minuti fa, Marcello ha scritto:

Tu preferisci che un editore chiuda gli invii quando non ha materialmente il tempo di esaminare i manoscritti che riceve? O che faccia finta di nulla e li trasferisca direttamente nel cestino? Per carità, non c'è nulla di male: è un pensiero tuo e vale quanto quello di chiunque altro.

Solo non definire quella procedura come "editoria a pagamento" perché non lo è;

Sono perfettamente d'accordo con quanto dice @Marcello.

 

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2 minuti fa, ElleryQ ha scritto:

il criterio editor/non editor sembra passare in secondo piano rispetto alla validità di un manoscritto. 

 

Sì, ma questo lo stiamo valutando adesso, perché anche tu facevi cenno a una cattiva interpretazione di quanto invece è scritto sul loro sito:

 

57 minuti fa, Aporema Edizioni ha scritto:

non inviarci testi non sottoposti a editing, perché questi non verranno archiviati e, nel caso vogliate che siano esaminati, vi toccherà compilare ex novo il form di contatto.

 

Certo, se solo io interpreto che i testi "verranno archiviati", quindi, non presi in considerazione e nessuna seconda possibilità. Non lo so @ophelia03 come abbia fatto ad aggirare le condizioni richieste dal form, che dovrebbero essere uguali per chiunque voglia inviare un manoscritto. Questo mi lascia oltremodo perplessa. Posso solo immaginare che loro si siano espressi male e che adesso si possa fare maggiore chiarezza.

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