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Aporema Edizioni

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Io ho inviato il mio racconto lungo-romanzo breve...Dopo tre gg mi hanno risposto che non sono interessati. Sono rimasta colpita dalla velocità. 

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Inviato venerdi pomeriggio, ho ricevuto risposta negativa questa mattina.

Nonostante il rifiuto sono estremamente contento della celerità della risposta. Ci fossero più case editrici così corrette e puntuali con gli autori. Brava Aporema😁

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Dedicheremo l'ultima parte dell'anno, oltre che al completamento delle opere in cantiere, alla promozione dei libri già pubblicati. 
Per questo motivo, fino all'inizio dell'anno prossimo (2019), abbiamo deciso di sospendere l'esame di nuovi manoscritti.
Durante l'ultimo trimestre dell'anno in corso, potremo eventualmente prendere in considerazione testi già editati, a patto che l'editing sia stato eseguito in modo serio e scrupoloso. Tale precisazione, che speriamo non offenda nessuno, ci è parsa doverosa, in quanto troppo spesso ci siamo trovati di fronte a lavori con una patente di "editato", che alla prova dei fatti risultava... "contraffatta".

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3 ore fa, Aporema Edizioni ha detto:


Durante l'ultimo trimestre dell'anno in corso, potremo eventualmente prendere in considerazione testi già editati, a patto che l'editing sia stato eseguito in modo serio e scrupoloso.

Posso avere qualche chiarimento. in merito? Intendi poco. serio per errori formali o strutturali del testo?

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2 ore fa, Lemmy Caution ha detto:

Posso avere qualche chiarimento. in merito? Intendi poco. serio per errori formali o strutturali del testo?

Rispondiamo molto volentieri e, come molti politici nei talk show, ci verrebbe da dire "la ringrazio per la domanda".:)

Per editing eseguito male, o non eseguito affatto, non intendiamo certo riferirci ai refusi, sia chiaro: noi eseguiamo un editing primario, abbastanza tosto, un editing secondario, più leggero e, una volta impaginato, il testo viene esaminato da almeno altri tre lettori; nonostante questo, almeno sulla prima stampa, non è una vergogna ammetterlo, qualcosa ci sfugge sempre. Non ci riferiamo neppure alle formattazioni "fantasiose e molto personali", che ci vengono proposte... a tal proposito, cogliamo l'occasione di ripetere per l'ennesima volta che è sempre meglio inviare un testo non formattato per niente, con solo gli accapo inseriti nei punti giusti, per evitare i famigerati muri di testo.
No. Quando parliamo di patente di editor "contraffatta", ci riferiamo a testi con palesi e ripetuti errori grammaticali (che non possono pertanto esser frutto di sviste occasionali), d eufoniche presenti sempre e comunque, florilegi di avverbi con la desinenza in ente (cinque o sei in tre righe), punteggiatura mancante o messa a casaccio (stile zucchero a velo sparso con setaccio difettoso), congiuntivi assenti o fantozziani, consecutio verbale figlia di una macchina del tempo impazzita,  e via di questo passo. 

Questo solo per quanto riguarda la forma.
Per quanto riguarda il contenuto, ci si trova di fronte a incipit strampalati, pseudopoetici, astrusi, complicati, ermetici (che fanno rimpiangere la banalità del buon vecchio caro "c'era una volta"), seguiti da spiegoni noiosi, assurdi, incomprensibili e, cosa assai più grave, che non spiegano un bel niente, perché il lettore, se ha avuto la pazienza o il masochismo di leggerli, alla fine ci ha capito meno di prima. E a seguire, dialoghi irreali, dove non si comprende chi parli e chi risponda, inseriti in ambientazioni e contesti altrettanto irreali.

Nel complesso il risultato è quello di un appeal letterario paragonabile alla seduzione che potrebbe avere Platinette in reggicalze, ma senza il suo abituale trucco.

A quel punto, se permettete, trama e argomenti passano in secondo piano, perché, anche in presenza dell'idea più originale dell'universo, il libro andrebbe riscritto di sana pianta e noi vorremo fare gli editori, non i ghost writers.
Se tali difetti, si spera non tutti e tutti insieme, li troviamo nel manoscritto di un esordiente, non ce la prendiamo più di tanto.
Diverso è il discorso quando qualcuno ci scrive "il mio testo è già stato sottoposto a un primo editing". A quel punto delle due, l'una: o l'autore ci sta mentendo spudoratamente, sperando che noi non ce ne si accorga; oppure il poveretto, ché in altro modo non ci viene di chiamarlo, è stato truffato.

Modificato da Aporema Edizioni
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18 ore fa, Aporema Edizioni ha detto:

Rispondiamo molto volentieri e, come molti politici nei talk show, ci verrebbe da dire "la ringrazio per la domanda".:)

 

Per rispondere a tono, grazie per la risposta. Lo dico in maniera franca, questo forum, con queste risposte, permette confronti utili e schietti. Grazie. (Lo so, ho ripetuto la parola, ma sono convinto che mi perdonerete :D)

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Buongiorno a tutti, anch'io - come diversi utenti del forum - ho ricevuto una rapida risposta all'invio del mio manoscritto che mi informa che non è stato ritenuto idoneo per una pubblicazione. Non mi sorprende più di tanto, considerata la natura atipica del mio romanzo (non propriamente di fiction pura). Un plauso, comunque, per la velocità.

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Stiamo per cominciare la nostra avventura anche nel mondo dell'editoria digitale.
A questo proposito abbiamo lanciato un sondaggio nel nostro sito e saremmo lieti di ricevere anche la vostra opinione in merito.

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Il 30/9/2018 alle 22:26, Aporema Edizioni ha detto:

Rispondiamo molto volentieri e, come molti politici nei talk show, ci verrebbe da dire "la ringrazio per la domanda".:)

Per editing eseguito male, o non eseguito affatto, non intendiamo certo riferirci ai refusi, sia chiaro: noi eseguiamo un editing primario, abbastanza tosto, un editing secondario, più leggero e, una volta impaginato, il testo viene esaminato da almeno altri tre lettori; nonostante questo, almeno sulla prima stampa, non è una vergogna ammetterlo, qualcosa ci sfugge sempre. Non ci riferiamo neppure alle formattazioni "fantasiose e molto personali", che ci vengono proposte... a tal proposito, cogliamo l'occasione di ripetere per l'ennesima volta che è sempre meglio inviare un testo non formattato per niente, con solo gli accapo inseriti nei punti giusti, per evitare i famigerati muri di testo.
No. Quando parliamo di patente di editor "contraffatta", ci riferiamo a testi con palesi e ripetuti errori grammaticali (che non possono pertanto esser frutto di sviste occasionali), d eufoniche presenti sempre e comunque, florilegi di avverbi con la desinenza in ente (cinque o sei in tre righe), punteggiatura mancante o messa a casaccio (stile zucchero a velo sparso con setaccio difettoso), congiuntivi assenti o fantozziani, consecutio verbale figlia di una macchina del tempo impazzita,  e via di questo passo. 

Questo solo per quanto riguarda la forma.
Per quanto riguarda il contenuto, ci si trova di fronte a incipit strampalati, pseudopoetici, astrusi, complicati, ermetici (che fanno rimpiangere la banalità del buon vecchio caro "c'era una volta"), seguiti da spiegoni noiosi, assurdi, incomprensibili e, cosa assai più grave, che non spiegano un bel niente, perché il lettore, se ha avuto la pazienza o il masochismo di leggerli, alla fine ci ha capito meno di prima. E a seguire, dialoghi irreali, dove non si comprende chi parli e chi risponda, inseriti in ambientazioni e contesti altrettanto irreali.

Nel complesso il risultato è quello di un appeal letterario paragonabile alla seduzione che potrebbe avere Platinette in reggicalze, ma senza il suo abituale trucco.

A quel punto, se permettete, trama e argomenti passano in secondo piano, perché, anche in presenza dell'idea più originale dell'universo, il libro andrebbe riscritto di sana pianta e noi vorremo fare gli editori, non i ghost writers.
Se tali difetti, si spera non tutti e tutti insieme, li troviamo nel manoscritto di un esordiente, non ce la prendiamo più di tanto.
Diverso è il discorso quando qualcuno ci scrive "il mio testo è già stato sottoposto a un primo editing". A quel punto delle due, l'una: o l'autore ci sta mentendo spudoratamente, sperando che noi non ce ne si accorga; oppure il poveretto, ché in altro modo non ci viene di chiamarlo, è stato truffato.

Buonasera a tutti,

mi trovo costretto a rispondere perché il virgolettato mi riguarda personalmente. 

Posso assicurare di non aver né mentito, né essere stato "truffato" (l'editor è una persona a me cara e di cui ho profonda stima e rispetto). 

I "muri di testo" hanno lo scopo di fare da cassa di risonanza emotiva al testo e i dialoghi fanno parte di un progetto più ampio, che trova spiegazione solo andando avanti con la lettura.

Forse un esame completo dell'opera, che vada oltre i primi due capitoli richiesti dall'editore, potrebbe fugare dubbi e perplessità legittime, ma questa è sola la personalissima opinione di un aspirante sognatore.

Perdonate l'incursione e l'OT, ma mi è sembrato doveroso ribattere.

Ah, comunque, ho trovato un editore NOEAP disposto a fare da "ghost writers" e a pubblicare il mio testo.

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23 minuti fa, massimo centorame ha detto:

Perdonate l'incursione e l'OT, ma mi è sembrato doveroso ribattere.

Ma no, @massimo centorame non ce n'era bisogno.

Ammesso e non concesso che l'editore si rivolgesse a te con il virgolettato (ma è probabile che gli sia capitato anche altre volte), nessuno poteva saperlo oltre a voi.  Se hai delle rimostranze, o anche solo dei punti su cui dibattere, lo puoi contattare con un messaggio privato.

Capirai che la disquisizione su elementi specifici della tua opera non può riscuotere l'interesse generale degli altri utenti ;).

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Ringraziamo  per la sua "difesa d'ufficio" @Marcello, che tra l'altro ha visto giusto: noi non intendevamo assolutamente riferirci al signor  @massimo centorame nel nostro post.
Tra l'altro, ricevendo ogni giorno parecchie proposte di pubblicazione, per capire di chi si trattasse, siamo dovuti andare a verificare l'archivio delle e-mail: le conserviamo per un certo periodo, proprio per rispondere a osservazioni di questo tipo. Da dove il signor Centorame abbia tratto la deduzione in base alla quale il virgolettato lo riguardasse personalmente, non riusciamo proprio a comprenderlo: abbiamo avuto modo di esaminare muri di testi ben più ardui da scalare, rispetto a quelli contenuti nel suo manoscritto, e riguardo all'adeguatezza dell'editing, si tratta di una nostra personalissima valutazione, perché ciò che non va bene a noi, va benissimo ad altri.
Questo purtroppo spiacevole episodio ci spinge però ad alcune riflessioni.
Primo.
Da mesi ormai non fornivamo più motivazioni ai nostri rifiuti, per tutta una serie di ragioni che abbiamo ben spiegato in altre discussioni, prima fra tutte la permalosità di taluni autori. Questa volta, data la delicatezza dell'argomento trattato nel manoscritto (che riteniamo molto interessante), avevamo scelto di fare un'eccezione. Abbiamo sbagliato: è un errore che non commetteremo più.
Secondo.

Quando ci sentiamo ripetere che "forse un esame completo dell'opera, che vada oltre i primi due capitoli richiesti dall'editore, potrebbe fugare dubbi e perplessità legittime", la nostra risposta è sempre la stessa: siete sicuri che il lettore, al momento di scegliere il vostro libro al posto di un altro dallo scaffale di una libreria, vi userebbe la stessa cortesia? Oppure, non trovando l'incipit abbastanza interessante e soprattutto ben scritto, costui preferirà scegliere qualcos'altro? E, in ogni caso, davvero credete che ogni editore prosegua nella lettura di tutti i manoscritti che riceve, quando subito scopre difetti sostanziali? Dove attinge le risorse per farlo? Una scrematura iniziale, basata anche sull'istinto e l'intuizione (che a volte possono anche ingannare, chi lo nega?) è comunque indispensabile; ma sui criteri di valutazione è giusto che ciascuno si regoli a suo modo e, appena possibile, apriremo un'apposita discussione in questo forum per chiarire i nostri.
Terzo.
Siamo contenti, quando leggiamo "Ah, comunque, ho trovato un editore NOEAP disposto a fare da "ghost writers" e a pubblicare il mio testo."  L'abbiamo scritto all'inizio e l'abbiamo anche messo in grassetto: ciò che non va bene a noi, va benissimo ad altri. Vale per l'editing, vale ovviamente anche per la pubblicazione. Potremmo portare decine di testimonianze sul fatto che siamo noi i primi a dire agli autori: "Guarda che io non ti pubblico, ma troverai sicuramente chi lo farà, perché il tuo lavoro è comunque valido. Anzi, ti dirò di più: forse te lo pubblicherà così com'è, senza neanche metterci mano." Sta poi a chi scrive decidere quale tipo di romanzo far uscire, con chi e perché. Fate attenzione, però, perché non solo un diamante, anche un libro, una volta stampato, è per sempre.

Modificato da Aporema Edizioni
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Non aggiungo e non ribatto, anche perché siamo abbondantemente OT. 

Dico solo che l’email, che mi avete inviato e in cui  vengono toccati i punti relativi all editing, ai dialoghi e ai muri di testo, ha la stessa data di pubblicazione del post sopra citato, quindi mi risulta un po’ difficile credere che non vi ricordiate di me e che non ci sia nessun nesso.

Comunque, mettiamoci una pietra sopra e buona vita a tutti.

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48 minuti fa, massimo centorame ha detto:

mettiamoci una pietra sopra

Eh no, gentile signor @massimo centorame , la pietra proprio non ce la mettiamo, perlomeno fino a quando a lei seguita a lanciare allusioni più o meno velate: se permette, ne va della reputazione della nostra casa editrice, oltre che della serietà di chi le scrive. E in tal senso credo che non stiamo affatto andando fuori argomento, dato che la discussione in cui ci troviamo riguarda proprio noi.
Lei è libero di pensare che la coincidenza della data del post "incriminato" con quella della risposta inviata a lei, non sia frutto del caso. Forse lei ritiene se stesso e il proprio manoscritto così importanti, da far passare in secondo piano tutti i nostri impegni, compreso quello di rispondere a @Lemmy Caution , che sul tema "editing serio" ci aveva rivolto una precisa domanda: è stato per quella domanda, e solo per quella, che siamo intervenuti a spiegare la nostra filosofia aziendale. Oppure, azzardiamo, lei aveva la "coda di paglia" (espressione che abbiamo volutamente evitato nella risposta precedente, ma che ora non possiamo fare a meno di usare) riguardo ai difetti contenuti nel suo lavoro: coda di paglia alla quale noi di certo non volevamo dar fuoco, visto che, tra la dozzina di difetti da noi citati, il suo manoscritto ne presentava sì e no un paio, per giunta in forma neppure grave. In ogni caso, come dicevamo, pensi pure quello che vuole, ma prima di esprimere le sue considerazioni pubblicamente, la invitiamo a usare una maggior cautela.

Per noi dire di no a un autore, a qualsiasi autore, rappresenta sempre una sofferenza, oltre che una possibile perdita culturale, prima ancora che economica. Il suo, lo ripetiamo era un buon romanzo, che partiva da un'eccellente idea. Portarlo però ai nostri standard abituali avrebbe richiesto un lavoro troppo faticoso e impegnativo, che non potevamo e non possiamo permetterci. Qualcun altro, a quanto lei scrive, lo farà al posto nostro: ne siamo lieti. 
 

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Intervento Staff

 

@Aporema Edizioni@massimo centorame

Come già ventilato da @Marcello, in questa sede non è opportuno avere discussioni di questo genere. Le rispettive posizioni sono chiare e tanto basta.

Vi invito a parlarne tra voi (se volete) in privato e vi ricordo che essendo questo un intervento ufficiale, continuare a scrivere in questa sede significherebbe costringerci a richiami a punti.

Grazie a entrambi e buon proseguimento a tutti.

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2 ore fa, Aporema Edizioni ha detto:

@massimo centorame far passare in secondo piano tutti i nostri impegni, compreso quello di rispondere a @Lemmy Caution , che sul tema "editing serio" ci aveva rivolto una precisa domanda: è stato per quella domanda, e solo per quella, che siamo intervenuti a spiegare la nostra filosofia aziendale.
 

Risposta che ho gradito moltissimo.

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Buonasera a tutti. Aggiornamento doveroso: l'editing del mio romanzo è in dirittura d'arrivo e per la prima decade di dicembre dovrebbe essere pubblicato. Adesso, per avere una splendida opportunità di fare una valutazione concreta del lavoro di Aporema ... comprate il mio libro!! :yahoo: 

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9 ore fa, Aporema Edizioni ha detto:

Portarlo però ai nostri standard abituali avrebbe richiesto un lavoro troppo faticoso e impegnativo, che non potevamo e non possiamo permetterci.

Colgo l'occasione per porvi una domanda a mio parere interessante.

Quanto può influire l'essere una piccola ce di fronte ad un buon romanzo che necessita di grandi "ristrutturazioni"?

In soldoni: quanto è probabile che un romanzo valido, che necessita di editing approfondito, venga scartato da una piccolina per costi di gestione nonostante la bontà "grezza" del testo?

È possibile che il presunto testo in questione venga accettato da una ce più grande, ma con possibilità economiche maggiori per far fronte ai costi di editing, mentre viene scartato da una piccola per costi troppo elevati?

È solo fantaeditoria oppure è possibile, seppur con la rarità del caso, un evento simile?

 

Un saluto,

Folletto.

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Caro, @Folletto ripetiamo a te quello che già avevamo detto a @Lemmy Caution: ti ringraziamo per la domanda, anche se le tue in realtà sono quattro... :);) 
Affrontiamole una alla volta.

8 ore fa, Folletto ha detto:

Quanto può influire l'essere una piccola ce di fronte ad un buon romanzo che necessita di grandi "ristrutturazioni"?

Moltissimo. Una piccola CE ha risorse piuttosto limitate, sia umane sia economiche, e deve scegliere con molta oculatezza dove investirle. Un grande editore, invece, ha più ampi margini di manovra e può decidere di rischiare gli utili, realizzati magari attraverso opere di successo, in altre opere acerbe, che hanno bisogno di "grandi ristrutturazioni".

8 ore fa, Folletto ha detto:

In soldoni: quanto è probabile che un romanzo valido, che necessita di editing approfondito, venga scartato da una piccolina per costi di gestione nonostante la bontà "grezza" del testo?

Molto probabile, se la CE in questione è seria, poco probabile, se non lo è; perché la seconda di eseguire l'editing se ne sbatterà con sano e preriflessivo candore. Come già scritto in un intervento precedente, noi non ci prendiamo gioco degli autori, quando diciamo loro che, prima o poi, un editore, anche no EAP, lo troveranno: si tratta solo di vedere che tipo di libro alla fine andrà in stampa. Se l'intento di uno scrittore è quello di farsi pubblicare a ogni costo, a prescindere dal risultato finale, state tranquilli che ci riuscirà.

8 ore fa, Folletto ha detto:

È possibile che il presunto testo in questione venga accettato da una ce più grande, ma con possibilità economiche maggiori per far fronte ai costi di editing, mentre viene scartato da una piccola per costi troppo elevati?

Possibile, ma non troppo probabile. Vale quanto già detto nelle risposte precedenti. Da un lato sulla carta un grande editore ha maggiori risorse (come poi decida di utilizzarle, è un altro discorso); dall'altro non sono tantissimi i piccoli editori che scartano un testo per via di un possibile editing impegnativo, semplicemente perché a fare l'editing manco ci pensano!

8 ore fa, Folletto ha detto:

È solo fantaeditoria oppure è possibile, seppur con la rarità del caso, un evento simile?

Possibile, ma... I puntini di sospensione sono d'obbligo. Bisognerebbe in effetti conoscere le logiche dei grandi editori, che sono diverse dalle nostre. Noi possiamo solo ipotizzarle e dire ciò che faremmo se fossimo al posto loro. Certo qui, essendo in Italia, entrano in giochi altri fattori che prescindono dal talento degli autori... tipo amicizie, segnalazioni, raccomandazioni e altri interessi più o meno trasparenti. Oltretutto, abbiamo avuto testimonianze di alcuni autori, contattati da una grande casa editrice, che prometteva di pubblicarli gratuitamente, ma che poi "consigliava" loro di rivolgersi a quella tale agenzia o a quel tal editor, che invece gratis non erano. Casi isolati, è vero, ma pur sempre significativi.
Conclusioni.

Quando abbiamo cominciato questo lavoro ci siamo buttati anima e corpo su tutti i manoscritti che ritenevamo dotati perlomeno di un po' di quella "bontà grezza", alla quale @Folletto si riferisce. Quelli "meno grezzi" ci hanno impegnato per un tempo abbastanza lungo e li abbiamo trasformati in romanzi davvero validi. Anche da quelli "più grezzi" alla fine abbiamo tirato fuori dei bei libri... già, ma a che prezzo? Di tempo ne abbiamo impiegato almeno il triplo, rispetto ai primi, e ci siamo dissanguati fisicamente, psicologicamente e anche economicamente (anche solo per la fatica di togliere tutti gli avverbi con desinenza in ente!). Seppure i risultati di vendita in qualche caso siano stati soddisfacenti, non ci hanno affatto ripagato di tutta la fatica e di tutti i sacrifici. Continuando su quella strada, saremmo stati destinati al fallimento: da qui la decisione di alzare un po' l'asticella in ingresso.
 

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43 minuti fa, Aporema Edizioni ha detto:

I puntini di sospensione sono d'obbligo. Bisognerebbe in effetti conoscere le logiche dei grandi editori, che sono diverse dalle nostre.

Ecco @Folletto, dalla gentile risposta dell'editore dovresti trarre da solo le conclusioni di essere off-topic.

Se rivolgi domande di carattere generale sull'editing, o su qualsiasi altro aspetto dell'editoria, nella specifica discussione di un editore, quello ti potrà rispondere in base alla sua personale esperienza e ai propri criteri, ma non potrà certo assumersi la responsabilità di rispondere per conto terzi.

Nelle discussioni relative a una singola casa editrice non vanno postate domande di carattere generale; per quelle ci sono altre sottosezioni de "Il mondo dell'editoria".

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Comunichiamo agli utenti del forum che da ieri siamo partiti ufficialmente con la pubblicazione e la distribuzione dei nostri primi e-book. Nei prossimi giorni aggiungeremo un po' alla volta la maggior parte dei titoli già presenti nel catalogo cartaceo, chiedendo ai nostri solerti staffer di aggiornare le discussioni relative ai singoli titoli. 

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Bene! Ora che ho il libro in mano posso pronunciarmi. Da oggi sono in ripubblicazione con questo editore, (tra qualche mese con un altro inedito) e devo dire che la qualità cartacea è veramente notevole, e ben allineata con il prezzo di copertina: direi congruo. Copertina lucida con alette,  carta avorio, carattere 12 palatino come piace a me, e trama di 4° ben costruita. 

Essendo il primo romanzo: ripeto "in ripubblicazione" devo confessare che qualche mio peccato di gioventù ha fatto tremare la buona @Melanie e il suo editing ma ora finalmente è ben strutturato.

Osservando questo editore da parecchi mesi ormai, e vedendolo partecipare a parecchie fiere e affini, lo consiglio vivamente. Tutto free ovviamente.

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Ripetiamo sempre a chi ci scrive che, prima di chiedere a noi di valutare i loro manoscritti, dovrebbero esser loro a valutare i nostri libri.
Chi volesse seguire questo consiglio, questa settimana (da oggi fino a sabato) ha l'occasione giusta per farlo, perché, in occasione del black friday, abbiamo predisposto offerte molto vantaggiose. Per informazioni potete andare sul nostro sito www.aporema.com.

Modificato da Aporema Edizioni
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Girando in rete per verificare la nostra, chiamiamola così, "reputazione", ci siamo imbattuti in questa pagina, che vi invitiamo a leggere, per capire lo spirito che anima la nostra casa editrice.

Spoiler

Siamo abbastanza d'accordo sul fatto di non essere sempre stati politicamente corretti, come dice l'autore dell'articolo, ma non crediamo di aver mai "risposto male" agli aspiranti autori; se però ne abbiamo dato l'impressione, è giusto chiedere scusa. A nostra parziale discolpa, è giusto che sappiate che se a Luca abbiamo dedicato poco più di mezzora, ad altri abbiamo dedicato ancora più tempo e senza mai pretendere nulla in cambio.

 

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Siamo davvero lieti di comunicare a tutti gli utenti del WD e ai suoi visitatori di aver raggiunto in anticipo tutti gli obiettivi che ci eravamo prefissi per l'anno che sta per finire.

  1. Pubblicazione di dieci nuovi titoli, che vanno ad aggiungersi ai dieci pubblicati nel 2016.
  2. Inserimento di tutto il nostro catalogo nel circuito di distribuzione di Fastbook.
  3. Realizzazione del sito internet www.aporema.com e potenziamento della pagina Facebook.
  4. Fornitura diretta di Amazon libri.
  5. Partecipazione mirata a fiere, rassegne e presentazioni.
  6. Creazione di una pagina youtube dedicata ai nostri booktrailer.
  7. Pubblicazione in formato e-book (Kindle o Epub) di tutti i nostri libri.
  8. Distribuzione degli e-book in tutte le principali piattaforme di vendita on line in Italia e all'estero.

L'anno venturo, oltre alla pubblicazione di almeno altri dieci titoli (alcuni dei quali già in lavorazione), e al miglioramento degli obiettivi già raggiunti, contiamo di riuscire finalmente a partire anche con il nostro corso di scrittura creativa.

Grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto, autori e lettori, e a coloro che vorranno farlo in futuro.

 

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