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Aporema Edizioni

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Effetti corona virus sul nostro lavoro
 

Questo periodo dell'anno per noi è da sempre dedicato all'editing e alla correzione dei libri che vengono pubblicati prima dell'estate: in pratica in quarantena ci eravamo già messi da soli, a prescindere dal virus. I corrieri per ora non si fermano e quindi le vendite on line possono continuare. A tal proposito abbiamo deciso di allargare a tutti i clienti una promozione che in partenza era riservata solo agli iscritti alla newsletter: comprando un libro, se ne riceve in regalo un secondo, e in più non si pagano le spese di spedizione. Riguardo agli ebook, da domani e fino al 3 aprile, sarà possibile acquistare quelli del nostro catalogo a soli 99 centesimi su tutti gli stores online: è il nostro modo per incentivare la lettura tra coloro che sono costretti a rimanere a casa.
Sul tema abbiamo registrato questo breve video.

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Buongiorno, volevo condividere con voi la mia esperienza con questa casa editrice. Ho mandato il materiale richiesto, ma purtroppo il mio romanzo è stato scartato. Ma questa volta non è stata una mail predefinita o un "non risposta" a decretare il rifiuto del mio manoscritto, ma una telefonata, da parte dell'editore, che è durata circa un' ora. Conoscere i motivi della mancata collaborazione con  @Aporema Edizionimi aiutato a digerire, in parte, il rifiuto. Sono rimasta molto delusa però essere contattata da una persona competente, che tra l'altro mi ha dato anche degli ottimi consigli per migliorare il mio testo,  mi ha permesso di guardare il bicchiere mezzo pieno. Ho avuto il piacere di parlare , tramite mail, con la scrittrice di uno dei due ebook che la casa editrice mi aveva consigliato di leggere. La quale mi ha ringraziato offrendomi il suo aiuto qualora ne avessi avuto bisogno. Spero che questa mia esperienza sia utile a chi è in dubbio se accettare o meno un eventuale proposta di pubblicazione: se un editore usa parte del suo tempo, che non è mai abbastanza per chi lavora, per telefonare all'autrice il cui romanzo è stato rifiutato, figuriamoci quanto impegno e serietà possa riservare agli autori/autrici a cui ha proposto un contratto di collaborazione. Per chi ha già firmato con loro posso dire, tramite la mia esperienza di lettrice, che i libri sono molto curati con un editing minuzioso e si vede, anzi no si legge, che hanno collaboratori molto competenti.

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@Annuccella è una di quelle autrici alle quali, come si suol dire, "manca tanto così!" (dove quel "così" sta per pochissimo) per essere pubblicata ed è per questo che, a differenza di altri casi, abbiamo scelto di chiamarla. All'inizio della nostra attività un testo come il suo sarebbe stato accettato dalla redazione, perché, oltre alla necessità di costruire un catalogo, avevamo più tempo a disposizione da dedicare all'editing. Oggi le nostre incombenze, relative soprattutto alla promozione e alla distribuzione, sono aumentate a dismisura, per non parlare del mostro della burocrazia, che esige il suo quotidiano contributo di sangue. Le forze su cui possiamo contare, però, sono sempre le stesse e per questo motivo abbiamo dovuto alzare l'asticella della selezione all'ingresso. Eseguiamo ancora in proprio l'editing sulla maggior parte dei manoscritti che pubblichiamo, ma possiamo farlo solo su materiale che già in partenza rispetta un certo standard di qualità.
Come abbiamo spiegato ad  @Annuccella , il suo romanzo potrebbe essere pubblicato con una certa facilità da altri editori, anche No Eap, ma se lo desse alle stampe così com'è adesso, perderebbe una grande occasione per migliorarlo e rischierebbe di bruciarlo. Per questo motivo le abbiamo consigliato di utilizzare la palestra del WD, in modo da saggiare le proprie capacità tecniche e ricevere preziosi consigli. Siamo certi che tutti voi vorrete darle una mano. I nostri NO, del resto, non sono mai definitivi e saremo ben lieti in un futuro, anche prossimo, di riesaminare i suoi scritti.

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Molto gentili e veloci nel rispondere. Personalmente mi hanno invitato, prima di inviare loro manoscritti, ad acquistare/leggere libri editi da loro così da poter valutare il lavoro da loro svolto. inzialmente mi è sembrata una proposta un po vincolante anche perché la voglia di pubblicare è forte e tanta, ma ragionandoci a freddo convengo con loro che per il bene di entrambi è giusto  "conoscersi" bene. Valuto positivamente anche se respinto mio manoscritto 

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5 ore fa, Airone87 ha scritto:

@Aporema Edizioni buongiorno, accettate anche manoscritti auto-pubblicati? 

Bartebly lo scrivano, il famoso personaggio di Melville, risponderebbe "preferisco di no". La questione è già stata dibattuta in altre discussioni qui nel forum, @Airone87 , che ti consiglio di andare a visitare. Ci sono diverse ragioni per questo rifiuto, ne citiamo un paio.
Se prima dell'autopubblicazione l'opera non è stata sottoposta a un editing professionale, significa che sul mercato è stato proposto un libro scadente o, perlomeno, non all'altezza degli standard di qualità che noi ci proponiamo di raggiungere: ergo quel titolo, e forse anche quell'autore, è "bruciato", come si dice in gergo.
Se invece il libro è stato messo in vendita dopo essere stato editato, e magari anche con una buona copertina, in teoria dovrebbe aver raggiunto da solo dei buoni risultati commerciali. A questo punto quale interesse potrebbe avere un editore totalmente free, come noi, a pubblicarlo, visto che il nostro unico introito deriva proprio dalle vendite? Come potrebbe, non dico guadagnarci, ma non perderci?

Provo a spiegarmi con un esempio: è come se voi chiedeste di vendere a un concessionario la vostra auto usata come se fosse nuova. Potrà essere bella quanto volete, potrete averla tenuta con la massima cura, ma resta pur sempre usata e non si può più venderla come nuova. E con questo esempio credo di aver prevenuto anche l'obiezione di quelli che potrebbero proporre "Be', potreste sempre cambiare il titolo, magari dopo averlo rivisto..." Sì, potremmo, ma se non proprio una truffa, sarebbe sempre una mezza truffa nei confronti del lettore.

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Mi permetto di non unirmi al coro degli elogi sperticati a questo editore. Sulla base degli ottimi feedback che sono stati espressi su questo sito al riguardo, ho inviato il mio lavoro, precisando che avrei anche cercato di leggere qualche loro opera. La risposta categorica dell’editore (“Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno [dei loro libri], prima di tornare a interpellarci [!]”) mi è sembrata un tantino arrogante, come per dire “se non leggi qualche nostro libro non mi importa nulla del tuo lavoro”. E’ chiaro che se mando un mio lavoro a una casa editrice sono disposto ad accettare il suo modus operandi: è un atto di fiducia che dovrebbe essere apprezzato dall’editore, a prescindere. Poi, magari, ti potrà rispondere che il tuo lavoro non gli interessa, che devi pagare per pubblicare, che devi acquistare delle copie, ma subordinare il tuo lavoro all’acquisto di un loro libro mi sembra molto… riduttivo. Una formula tipo “ Valuteremo (o non valuteremo) il suo lavoro, nel frattempo le consigliamo di acquistare un nostro libro per avere un’idea del nostro particolare  modus operandi…” sarebbe stata certamente più…simpatica.

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Caro, @Nio59 , l'esperienza, non solo quella da editori, ci ha insegnato che, qualunque cosa tu faccia e qualunque cosa tu scriva, ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire a riguardo. Succede dalla notte dei tempi, del resto, come ben testimonia la celeberrima favoletta di Esopo, dell'asino, il padre e il figlio. Se anche avessimo usato pari pari la formula da lei proposta, siamo certi che qualcuno l'avrebbe criticata. Per fortuna in questo caso, ci sono le parole scritte, a testimonianza delle nostre reali intenzioni, parole che lei, con molta correttezza, ha riportato: "Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno..." Consigliamo, ha inteso? Lei scrive libri e quindi supponiamo debba conoscere il significato di tale verbo. Abbiamo forse scritto da qualche parte, che lei deve comprare un nostro libro? Abbiamo scritto da qualche parte che, se non lo farà non esamineremo il suo materiale? No, non è scritto da nessuna parte e l'arroganza che lei ci attribuisce è solo frutto di una sua supposizione, che non si basa su fatti concreti.

La nostra politica nell'esaminare i manoscritti è quella di dare la precedenza a chi ci conosce in concreto, ovvero avendo letto qualcuna delle nostre pubblicazioni (meglio in cartaceo ma vanno bene anche gli ebook); ma non abbiamo mai detto che tutto il resto finisce direttamente nel cestino. Oppure anche quest'ordine di priorità non va bene e dobbiamo attenerci solo alla cronologia degli arrivi? In tal caso, oltre a farci a suggerire le frasi "giuste" per rispondere alle email e l'ordine di esame dei manoscritti, c'è qualcos'altro che dovremmo fare per soddisfare al meglio le sue aspettative?
Vede, @Nio59 , questo forum è (giustamente, diciamo noi) pieno zeppo di consigli su quello che un editore dovrebbe fare o non dovrebbe fare: molti si somigliano, ma la maggior parte sono in stridente contraddizione l'uno con l'altro. A volte verrebbe davvero voglia di dire "Ma se siete così bravi, perché non l'aprite voi una casa editrice? Noi l'abbiamo fatto!", ma in quel caso faremmo davvero la figura degli arroganti; anche se, lavorando da entrambi i lati della barricata (siamo autori, prima che editori), qualche sassolino dalla scarpa forse avremmo anche il diritto di togliercelo... In ogni caso, noi ascoltiamo tutti, poi ci riuniamo, discutiamo, spesso in modo animato, e alla fine decidiamo noi se portare a spasso l'asino per la cavezza o salirci in groppa, a prescindere da quello che dice la gente.

2 ore fa, Nio59 ha scritto:

Mi permetto di non unirmi al coro degli elogi sperticati a questo editore. Sulla base degli ottimi feedback che sono stati espressi su questo sito..,

Ecco, rifletta su questo, piuttosto. Noi ci vediamo costretti a scartare il 95% delle proposte e con il restante 5% non è detto che si arrivi a un accordo per la pubblicazione. Se nonostante tutto questo, ci sono persone che hanno stima del nostro lavoro e si prendono la briga di farlo sapere ad altri, una ragione ci sarà, non crede?
Ultima annotazione. Una volta esaminato il manoscritto, anche se questo fosse ritenuto valido, esistono molti altri fattori di cui teniamo conto, prima di proporre la pubblicazione, e aver letto o meno un nostro libro non è certo il più importante. All'autore viene spedito un questionario, che ci serve per verificare il suo grado di conoscenza della realtà editoriale e saggiare le sue aspettative in merito. Essendo noi prima di tutto autori, cerchiamo altri autori che facciano gioco di squadra e che capiscano come la pubblicazione non è mai un punto di arrivo, ma è un punto di partenza di un cammino lungo, faticoso e irto di insidie.

Modificato da Aporema Edizioni
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23 minuti fa, hyperion80 ha scritto:

Allora mi chiedo: siamo sicuri che questo tipo di politica renda un buon servizio al vostro marchio editoriale, oltre che all'editoria in generale? Siamo sicuri che in questo modo i vostri libri e i vostri autori acquistano pregio?

 

Qui non è messa in dubbio la validità della casa editrice e la sua qualità. Non è neanche questione di rendere un giusto o sbagliato servigio alla categoria, né di reputazione del marchio. Altre case editrici usano lo stesso criterio di priorità selettiva e alcune sono anche note per la loro qualità.

L'unica questione, in tal caso, è che se Aporema utilizza questa procedura per sua ammissione (e non ci vedo nulla di male a stabilire delle priorità per una cifra così minima) la categoria in cui dovrebbe essere spostata è Doppio Binario, anche per una questione di correttezza verso le altre CE che adottano criteri di priorità analoghi.

E ripeto, non c'è nulla di disdicevole, né questo getta ombre sulla CE e la qualità delle sue pubblicazioni e dei suoi autori.

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2 ore fa, Aporema Edizioni ha scritto:

"Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno..." Consigliamo, ha inteso? Lei scrive libri e quindi supponiamo debba conoscere il significato di tale verbo.

Gentile editore, le posso assicurare che conosco il significato del verbo consigliare, e conosco bene la lingua italiana, non fosse altro perchè  la insegno da trent'anni. Detto questo, la sua frase di risposta alla mia mail: "Le consigliamo pertanto di sceglierne almeno uno (dei nostri libri), prima di tornare a interpellarci," significa, senza ombra di dubbio, che se non compro un vostro libro non posso tornare a interpellarvi.

Per me, la cosa è finita qui. Lungi da me l'idea di iniziare una polemica sterile e improduttiva, per carità! Io scrivo semplicemente perché mi piace scrivere, è un passatempo e un piacere che mi rilassa e mi gratifica. Non cerco successi, guadagni o altro, non ne ho bisogno. La mia unica preoccupazione era quella di trovare un editore sincero e simpatico e, per questo, mi sono rivolto a lei, considerando i giudizi che ha ricevuto su questo sito. Sul primo aggettivo, nulla da dire, sul secondo... sono rimasto un po' interdetto: tutto qui.

Le auguro di continuare a ricevere gli apprezzamenti che, sicuramente, merita, anche se, a mio modestissimo parere,   per usare una sua frase su questo blog, le "manca tanto così! (dove quel "così" sta per pochissimo)". 

Un sincero e cordialissimo saluto.

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4 ore fa, Aporema Edizioni ha scritto:

avendo letto qualcuna delle nostre pubblicazioni (meglio in cartaceo ma vanno bene anche gli ebook)

 

Scusatemi, perché meglio in cartaceo? Le parole dell'ebook sono diverse rispetto a quelle del cartaceo? Le frasi nell'ebook sono scambiate di posizione? Sugli ebook manca qualche capitolo? :umh:

Se uno vale l'altro, perché il testo è lo stesso, come mai ci tenete a dire che "è meglio il cartaceo"? Qui non c'entra il gusto personale del lettore sull'odore della carta o sulla scomodità di un lettore di ebook. Mi spiegate il perché di quella precisazione, se "vanno bene anche gli ebook"? Sarà mica perché col cartaceo il lettore spende di più e voi guadagnate di più?

 

La mia non è una critica, non è un'accusa. Sono solo un gatto curiosone che vuole molta soddisfazione. Miao. 

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In attesa di valutazione sospendiamo momentaneamente i commenti al topic. È inutile alimentare polemiche verso un editore che ha avuto la trasparenza di riportare un criterio valutativo interno e puramente personale. Non si parla di un obbligo di acquisto, ma di un suggerimento, che può determinare un ordine di lettura.

Dal canto nostro ci troviamo dinanzi a determinate procedure di classificazione e non appena avremo valutato con attenzione il caso riapriremo il topic, nel frattempo vi chiediamo la pazienza di attendere e un po' di comprensione. Grazie

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Abbiamo capito che, nonostante tutte le nostre dettagliate spiegazioni e rassicurazioni in merito a “consigli” e “obblighi” c’è sempre chi preferisce fraintendere (e questo ci può anche stare) e mette in dubbio la nostra buona fede (e questo ci sta un po’ meno). Per questo motivo, già da ieri sera, abbiamo cambiato la procedura che gli autori dovranno seguire per proporre le proprie opere.
Aporema Edizioni non accetterà più l’invio diretto di manoscritti, o estratti, al proprio indirizzo email. Gli interessati dovranno accedere al nostro sito, andare nella pagina invio manoscritti, leggere con attenzione le avvertenze, compilare e spedire un apposito questionario. Se l’opera sarà giudicata interessante e in linea con le nostre scelte editoriali, risponderemo tramite e-mail, sollecitando l’invio di un estratto. 
Chiediamo pertanto cortesemente agli staffer, con i quali ci scusiamo per i disagi provocati dalla nostra eccessiva volontà di essere sempre trasparenti, di aggiornare il primo post della discussione dedicata alla nostra CE.
Onde evitare il protrarsi di sterili e pretestuose polemiche, specifichiamo da subito che all’interno del questionario è stata inserita la domanda “quali libri di Aporema ha letto o intende leggere”; non solo tale quesito NON comporta alcun obbligo di acquisto: NON è neppure obbligatorio fornire una risposta.
Rimandiamo a un’altra occasione le nostre considerazioni in merito alla grande amarezza che questa vicenda ci ha provocato. 

Modificato da Aporema Edizioni
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18 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Scusatemi, perché meglio in cartaceo?

Ciao, @Ngannafoddi , hai perfettamente ragione quando dici che, se quello che interessa è valutare i contenuti, l'ebook va benissimo. Da quello già si può capire come hanno lavorato gli editor della casa editrice. Se però, per esempio, ti interessa anche il discorso impaginazione, l'ebook è meno utile: spesso nella conversione in digitale è necessario rinunciare a tanti particolari che rendevano la versione cartacea più attraente. Se poi il tuo obiettivo, oltre a essere pubblicato in ebook, è anche quello di una pubblicazione su carta, be' credo che vedere come lavori in concreto il tuo possibile editore non sia male, no?
Noi per esempio adoperiamo copertine di un certo spessore, con tanto di alette, carta avoriata di ottima qualità, ecc. Quando giriamo per le fiere, ovviamente, noi  studiamo anche i prodotti della "concorrenza" e spesso li compriamo. Al di là dei contenuti, sui quali non è il caso di dissertare in questa sede, a volte ci capita di avere tra le mani libri che sono spessi il doppio dei nostri, ma che pesano la metà. Un libro è un oggetto che, in teoria, dovrebbe essere destinato a durare nel tempo e che non sempre riusciamo a trattare con le dovute cure: ce lo portiamo in viaggio, magari sotto l'ombrellone, al tavolino di un bar... Alcune copie dei nostri libri sono state sottoposte a veri e propri stress test, dentro e fuori dagli scatoloni, in rassegne e presentazioni, al caldo, al freddo, all'umidità e dobbiamo dire che hanno retto bene. 
Raggiungere questi risultati però non è stato semplice. Abbiamo faticato a trovare la tipografia con il giusto rapporto qualità prezzo e adesso ce la teniamo stretta. Abbiamo dovuto scartare tipografie rinomate, con una vastissima clientela internazionale, ma che, per quanto riguarda la stampa in digitale, non ci offrivano le giuste garanzie.
Ecco, @Ngannafoddi , tutte queste cose che abbiamo provato a spiegarti per iscritto,  un autore potrebbe capirle semplicemente sfogliando un nostro libro. 

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1 ora fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Abbiamo capito che, nonostante tutte le nostre dettagliate spiegazioni e rassicurazioni in merito a “consigli” e “obblighi” c’è sempre chi preferisce fraintendere (e questo ci può anche stare) e mette in dubbio la nostra buona fede

Gentile editore, non era assolutamente mia intenzione mettere in dubbio qualcosa nei vostri riguardi. Rileggendo tutto ciò che si dice a proposito della sua CE sono sempre convinto che siate una delle realtà più positive del panorama editoriale che conosco. Sicuramente mettete impegno e passione nel vostro lavoro, cosa non certo scontata in queste realtà. La mia voleva essere solo una piccola osservazione, senza sollevare polemiche, magari un contributo a migliorare qualcosa che è già buono. Capisco che per me lo scrivere è soprattutto un piacere e, in fondo, un passatempo, mentre la vostra è una attività lavorativa, impegnativa e dispendiosa: lungi da me l'idea di ostacolarla in qualche modo. Non sono molte le CE che si prendono la briga di intervenire in modo assiduo  su un sito come questo per consigliare, chiarire, precisare... quindi, onore al merito!

 

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Riporto la mia esperienza sulla questione. Il mio saggio è stato scelto dalla casa editrice, senza nessun tipo di richiesta pregressa. Dopo una lunga telefonata in cui l'editore mi ha spiegato con chiarezza e trasparenza il loro modo di lavorare, ho ricevuto dei validi suggerimenti su come modificare alcune parti del testo per renderlo più fruibile. L'editore per fornire un esempio su quelle che erano solo indicazioni orali, mi ha invitato a leggere un loro saggio già pubblicato, suggerendomi addirittura di scaricare solo l'abstract dell'E-book, giusto per capire quale piega dare al saggio. Sinceramente non ci ho trovato niente di male. Già altre case editrici chiedono all'invio di opere inedite di uniformarsi sia nella forma che nei contenuti al loro "stile" o modo di lavorare, è un modo anche per capire se si è in sintonia. Personalmente, ho rifiutato alcune proposte proprio guardando il catalogo o leggendo dei testi delle case editrici che avevano formulato la proposta, perché non mi sembravano consone al mio modo di scrivere e non soddisfacevano le mie aspettative. Come in ogni rapporto, se si parte da una base comune, sarà più semplice collaborare e portare avanti il progetto insieme. Credo sia questo l'intento della casa editrice, che ricordiamolo, non è di grandi dimensioni e deve gestire al meglio le proprie risorse. 

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Buongiorno a tutti!

Lo staff ha deciso che in seguito ai chiarimenti dati da Aporema e alla modifica del processo di valutazione delle proposte editoriali, non c'è motivo di spostare di lista la CE e pertanto rimarrà in Free. Il link al form di invio manoscritti è stato aggiunto al post d'apertura.

Buon proseguimento!

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Personalmente credo che questa faccenda, è stata oltre misura ingigantita, perciò fuorviata; ciò ha portato a una prevaricazione della sensibilità umana di tutti (autori, editori, staff) da parte di tutti, e forse se ognuno fosse disposto a fare un piccolo passo indietro, si potrebbe presto e facilmente cestinare il tutto come uno spiacevole equivoco.

Noi autori ad esempio, siamo sempre fin troppo attenti a scovare ogni pelo nell’uovo, non ci sfugge niente, Sherlock Holmes ci farebbe un baffo :asd: e giustamente condividiamo esperienze, perplessità e critiche a beneficio di tutta la categoria.

In questo caso però, il nostro eccesso di zelo, ha giustamente urtato la sensibilità delle “persone umane” che stanno dietro al marchio Aporema, che fino a prova contraria ha sempre operato in modo esemplare, e per che cosa? Per l’acquisto di un libro. Qualunque sia il motivo per cui ci viene “consigliato”, trovo esagerato rischiare di infangare la credibilità di una tra le poche realtà gratuite del campo, appigliandoci al cavillo, senza contare che rischiare di perdere l’ausilio dei preziosi consigli generosamente elargiti da Alexmusic, dai quali c’è tanto da imparare, sarebbe una gravissima privazione, per tutti noi, ne vale la pena? Inoltre, col nostro zelo, abbiamo costretto lo staff a porsi il problema di prendere decisioni a mio avviso eccessivamente drastiche.

Lo staff ci informa, di star valutando addirittura la possibilità di spostare Aporema tra le CE a doppio binario, e perché non tra gli EAP a questo punto, visto che il “consiglio di lettura” è rivolto a tutti, senza nessuna distinzione di sorta? Ma la “pubblicazione”, se ho ben capito, è sempre stata e rimarrà free, quindi semmai, se esiste una sezione per la “valutazione dei manoscritti”, è lì che andrebbe a posizionarsi tra i “forse, chissà, magari”, tenendo conto anche del fatto che la Rossini è ancora tra le free, malgrado il mal celato obbligo di acquisto di almeno 30 copie, in veste di “obbligo di almeno una presentazione dove le copie sono a carico dell’autore”, altro che lettura di un libro. (Ops, mentre scrivo leggo che Sira ci informa della decisione presa, a mio avviso giusta.)

Per ciò che concerne gli editori, ritengo che il loro unico ingenuo errore, sia stato non tenere conto di due fattori molto semplici: 1) Non si può piacere a tutti. 2) Il troppo stroppia. L’eccessiva mole di spiegazioni, sondaggi, toni confidenziali con noi monellacci, vi ha resi vulnerabili, tanto da indurvi addirittura a cambiare la procedura che gli autori dovranno seguire per proporre le proprie opere.

Perché? Per le critiche di quanti, 10, forse neanche, utenti del forum? Che penseranno gli autori che ignorano il forum, trovandosi dinanzi al cambiamento? Probabilmente vi riterranno poco coerenti, indecisi, pragmatici, quando per tacitare tutti sarebbe bastato dire: “Questa è la nostra politica, vi piace? Bene, non vi piace? Non è un nostro problema.” Il che, a parer mio ma potrei anche sbagliare, non avrebbe denotato altro che sicurezza, fermezza, mestiere, maturità, affidabilità, chiarezza. State pur certi, cari editori di Aporema, che venisse qui domani mister Mondadori in persona (si fa per dire) e parlasse tanto quanto voi, noi birichini troveremmo di che ridire anche a lui. Solo chi non fa niente non sbaglia mai.

 

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10 minuti fa, Spidocchiatore ha scritto:

vi ha resi vulnerabili, tanto da indurvi addirittura a cambiare la procedura che gli autori dovranno seguire per proporre le proprie opere.

 

A mio parere non si tratta di vulnerabilità, ma di flessibilità e di capacità di venire incontro alle richieste di autori e staff, per una maggiore chiarezza e trasparenza. :)

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6 ore fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Per questo motivo, già da ieri sera, abbiamo cambiato la procedura che gli autori dovranno seguire per proporre le proprie opere.
Aporema Edizioni non accetterà più l’invio diretto di manoscritti, o estratti, al proprio indirizzo email. Gli interessati dovranno accedere al nostro sito, andare nella pagina invio manoscritti, leggere con attenzione le avvertenze, compilare e spedire un apposito questionario. Se l’opera sarà giudicata interessante e in linea con le nostre scelte editoriali, risponderemo tramite e-mail, sollecitando l’invio di un estratto. 

Secondo me, questa idea è in generale molto intelligente, tanto che in futuro potrebbe essere addirittura ampliata con eventuali e ulteriori quesiti... Vi potrà aiutare (come credo potrebbe aiutare molte altre CE se l'applicassero) a scremare un'invio sconsiderato/selvaggio di manoscritti, di chi - magari per abitudine o prassi - delle informazioni di una casa editrice legge solamente "non a pagamento" e "indirizzo email a cui spedire" e spedisce di conseguenza la sua opera in valutazione...

Ne parlavamo nella discussione che avete aperto in merito al "farsi pubblicare da chi non si conosce"... la vostra idea in merito al conoscere una CE, mi pare sia sempre stata per lo più chiara (e non obbligatoria) ed io sono d'accordo... ciao!

 

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6 ore fa, Aporema Edizioni ha scritto:

Se però, per esempio, ti interessa anche il discorso impaginazione

 

6 ore fa, Aporema Edizioni ha scritto:

adoperiamo copertine di un certo spessore, con tanto di alette, carta avoriata di ottima qualità

 

Ora il gatto è molto soddisfatto. Miaooo!

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Buon pomeriggio, io sono tra le autrici che, nonostante la mia opera sia stata rifiutata , ho espresso un' opinione positiva nei confronti di @Aporema Edizioni . Sinceramente più che irritata dalla domanda,(tramite la mail che hanno ricevuto anche gli altri) se avessi o meno letto un libro pubblicato da loro, ho provato un certo imbarazzo a rispondere in maniera negativa, ero quasi tentata a dire una piccola bugia. Io credo che sia giusto capire, soprattutto per il bene dell'autore, se il tuo libro serve soltanto a riempie il catalogo di una piccola realtà editoriale. Il lavoro che c'è dietro un manoscritto è sempre lo stesso, grande o piccola che sia la CE. Io ho scaricato due ebook, che ho letto, (i libri si leggono altrimenti non ha senso aspirare a diventare scrittori) e mi è stato chiesto, espressamente, di dare un parere tramite una mail . Con i soldi che ho speso, non sono finita sul lastrico e in compenso ho potuto appurare con mano che ci sono piccole CE che lavorano bene, non solo con la parte tecnica , ma anche nella scelta dei temi trattati e degli autori. Questo aspetto,negli ultimi anni, è carente anche nelle blasonate grandi realtà editoriali che pubblicano autori abbastanza discutibili alla cui spalle, però,  c'è solo un grande nome. Allora ho pensato: perché non contribuire alla crescita di chi cerca di promuovere gli emergenti, fornendo loro gli strumenti giusti per pubblicare uno scritto di un certo valore? A me piace leggere, tanto vale scegliere per le mie letture future chi cerca di emergere nel campo dell'editoria insieme a noi. 

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Credo che un buon scrittore debba essere anche un forte lettore, la richiesta di acquistare in un catalogo vasto un, e sottolineo un, libro non mi sembra tanto assurda. Il cartaceo inoltre permette di contribuire ad alimentare una filiera che è importante per l'economia del settore. Quando si acquista un cartaceo presso un libraio si contribuisce al suo reddito, a quello del corriere, a quello della stamperia e la visibilità della CE ne giova, in ogni caso. Meno libri ma frutto di scelte ponderate piuttosto che ebook a prezzi stracciati scelti a caso. Mi permetto di supporre che sia questo il pensiero della CE.

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Possiamo gentilmente tornare a parlare di esperienze dirette con questo editore e limitarci solo a quelle?

I topic delle case editrici a questo servono.

Grazie.

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2 ore fa, hyperion80 ha scritto:

quello per cui a volte gli autori si prodigano in eccessive lodi e in difese d’ufficio, forse perché sperano di ingraziarsi gli editori

Ciao @hyperion80

Ignoro il motivo per cui mi hai citata in tal merito, (portando tra l'altro l'argomento off topic), ma visto che lo hai fatto ti debbo rispondere, o il mio suonerebbe come un tacito assenso a quanto di grave mi imputi senza nessuna cognizione di causa: ti assicuro che non è il mio caso, e a onor del vero debbo dire che, quand’anche ricevessi da Aporema una eccellente proposta di contratto, mi vedrei costretta a rifiutarla, dal momento che il massiccio impegno richiesto dalla loro “lampante politica”, in merito alla pubblicizzazione dell’opera da parte dell’autore (tornando in topic), non si confà, purtroppo, alla mia naturale misantropia acuta, che non intendo plasmare. Sono stata tra le più “cattive” nei confronti di Aporema nell’altro post riguardante il “sondaggio”, questo è il solo motivo che mi ha spinta, constatando la drastica ed esagerata piega che la questione stava assumendo (a mio modesto avviso), a farmi un esame di coscienza, muovendo un passo indietro e mettendomi (anche) nei panni degli altri. Sempre a onor del vero debbo ammettere (o mentirei) di essere tra quelli che ha inviato un’opera in valutazione alla CE, sbagliando clamorosamente, mea culpa, per due motivi: 1) Avendo fretta (maledetta) di ricevere un responso, un’opinione, più che una proposta di pubblicazione, ho commesso l’infantile errore più che ampiamente sviscerato da AndC, spedendo a destra e a manca senza guardare in bocca al caval donato :asd: 2) Ancor peggio, l’ho fatto il primo giorno che ho messo piede qui, prima di ricevere le critiche preziose e far tesoro degli insegnamenti ricevuti, quindi con annessi e connessi i vari qualunquementemente (come direbbe Cettola Qualunque), issimissimi, suoi, tuoi e miei superflui, d eufoniche, ecc. ecc. Potessi tornare indietro non lo rifarei, ma come ho detto, e spero valga anche per me, solo chi non fa niente non sbaglia mai. Ciò detto, condivido il tuo pensiero, ciao.

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Perchè in questo topic alle persone che, per loro stessa ammissione, non hanno avuto contatti con la casa editrice, è consentito commentare, esprimere pareri, dare giudizi?

Ma soprattutto è consentito loro di continuare la loro opera di commento e dissertazione filosofica nonostante: l'editore abbia modificato la strategia al fine di chiudere le polemiche e risolvere la questione; i moderatori hanno valutato la situaizone e considerata chiusa.

 

E' un topic di feedback e comunicazioni, non di dissertazioni sfilosofiche sulle scelte di una CE. Ci sono altre sedi per questo tipo di argomentazioni.

Suggerireri di spostare in altra sede (se non di eliminare in toto) i commenti non pertinenti con la discussione.

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18 ore fa, Marcello ha scritto:

Possiamo gentilmente tornare a parlare di esperienze dirette con questo editore e limitarci solo a quelle?

Cosa c'è di poco chiaro nell'aggettivo "dirette" citato da @Marcello ? Dopo aver sottolineato la differenza tra "obbligo" e "consiglio", dobbiamo metterci a discutere anche di questo? Qualcuno appunto ha avuto un'esperienza diretta con noi, tramite email, non l'ha presa bene e ha ritenuto opportuno farlo presente agli altri utenti: benissimo, era un suo diritto, e noi abbiamo risposto a lui, spiegando i motivi del nostro agire. Poi qualcun altro, che non ha avuto un'esperienza diretta, ha ritenuto opportuno commentare: un po' meno bene, perché non è questa la sede per decidere le linee generali di comportamento delle case editrici, ma transeat. Senonché tale intervento ha scatenato quello di altri utenti e il secondo commentatore, quello che non ha avuto esperienze con noi, si è sentito in diritto di replicare a tutti (o quasi), come se questa fosse la sua pagina personale: malissimo. Se, a quanto pare, a costui garbano le polemiche, comprese quelle che non portano da nessuna parte, si apra una discussione per conto proprio, con il titolo che ritiene più adeguato; oppure intervenga in una di quelle già aperte sul tema di come dovrebbero rispondere le CE all'invio di manoscritti. Abbiamo già segnalato l'eccessivo zelo "precisatorio" dell'utente in questione allo Staff e non tollereremo ulteriori ingerenze.

Così come non tollereremo più, cogliamo l'occasione per precisarlo, che si citino stralci incompleti, e quindi travisabili, tratti dal nostro sito internet o dalla nostra corrispondenza. La pagina di un forum è equiparabile da un punto di vista legale, a quella di un qualsiasi altro giornale e se riveleremo intenti diffamatori nei nostri confronti, agiremo nelle sedi opportune per tutelarci. Ci spiace essere arrivati a questo punto, ma qualcuno potrebbe scambiare la nostra trasparenza e la nostra disponibilità per dabbenaggine. Speriamo di non essere costretti a dimostrargli il suo errore.
Esaurita questa lunga ma doverosa premessa, crediamo spetti a noi, come principale parte in causa, trarre delle conclusioni.
@Spidocchiatore  ci ha rimproverato un'eccessiva accondiscendenza ai mugugni di pochi, rispetto alle esigenze dei molti. Non ha tutti i torti. Pur di onorare il nostro motto "dalla parte di chi scrive, dalla parte di chi legge", a volte ci siamo sbilanciati troppo a favore dei primi. In passato, per esempio, per colpa di pochi polemici permalosi, abbiamo smesso di inviare a tutti le motivazioni per i rifiuti dei loro manoscritti.
Ogni esperienza, tuttavia, compresa questa, deve comunque insegnarci qualcosa.
Dato che il nostro catalogo era ormai abbastanza ampio, avevamo creduto che proporre la lettura di almeno uno dei nostri libri a chi intende pubblicare con noi fosse, non solo legittimo, ma addirittura utile. La maggior parte di chi ci ha scritto l'ha capito, altri invece non hanno apprezzato il "modo" o lo "stile" con cui abbiamo fatto la proposta. Pazienza.
Da tempo stavamo comunque studiando metodi per alzare l'asticella in ingresso ed effettuare una selezione più accurata. In accordo con lo staff del WD, che ringraziamo per la collaborazione, abbiamo perciò deciso di cambiare sistema, realizzando un apposito form sul nostro sito, da compilare e inviare prima dell'esame dei manoscritti. Del resto, già da tempo, anche se solo agli autori per noi più interessanti, inviavamo un questionario, con lo scopo di saggiare la loro conoscenza del mercato editoriale italiano e valutare le loro aspettative: non abbiamo fatto altro che ridurne le domande, semplificarle e renderle "preventive" all'invio di materiale.
Un'ultima precisazione. Lo spunto ce l'ha fornito sempre @Spidocchiatore

17 ore fa, Spidocchiatore ha scritto:

...quand’anche ricevessi da Aporema una eccellente proposta di contratto, mi vedrei costretta a rifiutarla, dal momento che il massiccio impegno richiesto dalla loro “lampante politica”, in merito alla pubblicizzazione dell’opera da parte dell’autore (tornando in topic), non si confà, purtroppo, alla mia naturale misantropia acuta, che non intendo plasmare.

Oh, finalmente! Ecco qualcuno che, non solo ha seguito i nostri interventi, qui nel forum, ma magari si è pure preso la briga di leggersi quello che, da ben prima di questa discussione, è scritto sul nostro sito, che, per completezza riportiamo qui sotto.
"Se non l’avete appreso altrove, ve lo diciamo ora: Aporema è una cooperativa fondata e formata in buona parte da autori, i quali, ben consapevoli di come la pubblicazione sia solo il primo passo di un cammino lungo e faticoso, si sono sempre impegnati in prima persona nella promozione continua del proprio lavoro. Se dunque la vostra filosofia è quella del “io penso solo a scrivere, a tutto il resto ci deve pensare l’editore”, ci spiace, ma siete capitati nel posto sbagliato e non saremo mai in grado di aiutarvi."
Da tre giorni siamo qui a dissertare di "librò sì libro no, di cartaceo sì cartaceo no, obbligo sì no obbligo no, consiglio sì consiglio no", dimenticandoci forse che, una volta servito, il piatto potrebbe non essere di vostro gradimento. Insomma è come se al ristorante vi mettiate a litigare col cameriere perché il menù non è stampato con i caratteri giusti, invece di stabilire se la cucina è all'altezza o meno... Oppure è come se vi lamentiate sul fatto che la bistecca non è cotta a dovere, quando la vostra intenzione è quella di ordinare la pasta in bianco.

Noi non vogliamo che i nostri autori diventino nostri amici. No, di più: noi vogliamo che diventino nostri compagni d'arme, perché là fuori, signori, si sta combattendo una guerra e non ci riferiamo a quella contro una pandemia, ma a quella per far emergere nuovi validi scrittori in un modo in cui il merito conta sempre meno. Noi non diciamo ai nostri autori "armiamoci e partite", ma nemmeno ce lo vogliamo sentir dire da loro. Pertanto, "se a qualcuno non basta l'animo di prender parte a questa battaglia, sarà data licenza di andarsene..." Noi però non gli metteremo nella bisaccia qualche corona per le spese di viaggio, ma novantanove centesimi per comprare un nostro ebook, magari, visto che per alcuni questo investimento era davvero troppo oneroso.


 

 

Modificato da Aporema Edizioni
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