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bluesanimal

La sillabazione quando si propone un testo

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Buonasera a tutti!

Vorrei chiedervi alcuni quesiti e precisazioni riguardo alla scrittura di un testo tramite Word da proporre alle case editrici.

Prima di tutto, la sillabazione, che a me piace mettere per questioni di estetica, di ridurre gli spazi eccessivi etc., è un bene metterla?

Per quanto riguarda il resto dei paramentri che si dovrebbero seguire riguardo al formato della pagina e della scrittura, molti chiedono righe da circa 60 battute e pagine da 30 righe, con una spaziatura tra le righe di 1,50, quindi molto distanti tra di esse. E' sempre un formato consigliabile o ve ne sono altri altrattanto consigliabili?

Ad esempio, io di solito utilizzo un carattere "garamond" 12, margine superiore 3, inferiore 3,5 (perché c'è il numero di pagina, che risulta troppo attaccato al testo), spazio a sinistra 4 cm con prima riga 0,75, spazio a destra 4 cm. Interlinea singola.

Vi ringrazio anticipatamente, buona serata.

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Be', voglio sperare che nessuna casa editrice cestini un testo solo perché non ne gradisce la formattazione :) 

 

A meno che vengano richieste impaginazioni specifiche, e allora riformattare è questione di qualche minuto, non starei a preoccuparmi troppo dell'estetica purché il testo sia ordinato e leggibile. 

 

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Non mi farei troppi problemi, se fossi in te.

Ogni editore ha il proprio sistema di impaginazione, per cui non credo valga la pena di spenderci troppo tempo dietro.  

La mia pagina standard è sui 4000-4200 caratteri, ma nessun editore mi ha mai respinto un testo perché la pagina non corrisponde alla cartella editoriale.  Se non ci sono precise richieste consiglio di non formalizzarsi troppo. 

È meglio dedicare quel tempo a un'ulteriore revisione ;)

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Io vado di Times New Romans 12, interlinea singola, margini 2.5 tranne 2.0 basso (mi pare).

Ma non credo sia importante. Mi hanno pubblicato un racconto inviato senza gli importanti capoversi per esempio, poi chi indica le cartelle di solito specifica anche quanti caratteri sono.

Mi sembra che in generale si suggerisca il formato più semplice. Conta quello che scrivi e come lo scrivi, penso.

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Sono d'accordo con @Marcello e @wyjkz31: nessun editore rifiuterà mai un testo, perché scritto in un formato anche insolito.
Tuttavia io non sottovaluterei troppo il problema della formattazione. Fino a quando si tratta di corpo dei caratteri, margini ecc, il problema del trasferimento di un testo in un altro tipo di carattere è relativo e facilmente risolvibile. Ma quando, come molti fanno, si incominciano a introdurre sillabazione, giustifica, capoversi, piè di pagina e (orpello degli orpelli) intestazioni, vi assicuro che la vita di chi dovrà impaginare il tutto si complica di parecchio. E così come a un editore piacerebbe ricevere sempre testi che siano già stati sottoposti a un buon editing, allo stesso editore piacerebbe ricevere testi che non contengano formattazioni non necessarie, per non dire dannose.
Il mio consiglio, dunque, come ho già diffusamente spiegato in quest'altra discussione, è sempre quello di lavorare sulla cara, buona, vecchia (e purtroppo brutta) cartella editoriale. Se poi vi piacerebbe comunque vedere come apparirebbe il vostro libro stampato nel classico A5, a lavoro ultimato o anche in corso d'opera, potete sempre fare un bel copia incolla in quel formato.

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Comunque, venendo incontro alle richieste di qualche utente, nei prossimi giorni, oltre alla Cartella Editoriale Tipo che vi abbiamo già fornito, pubblicheremo un'altra sorta di "maschera", questa volta in formato A 5, con margini e carattere preimpostati, solo per darvi un'idea di come vedreste il vostro libro, nel caso fosse pubblicato dalla nostra C.E.   

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Bravo, Aporema: le tue dritte, semplici e chiare, aiutano a stare tranquilli e a concentrarsi sul contenuto anzichè sul contenente.:asd:(y)

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