Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

libero_s

[MI87] Sentinella

Post raccomandati

Commento a Dialogo di un prete e un comunista

 

Mashup prompt di Mezzoggiorno (con coniglio) e Mezzanotte

 

Un fruscio nell’erba. Appoggiò l’occhio al mirino telescopico ed espirò piano. Un coniglio attraversò il prato fermandosi di tanto in tanto ad annusare l’aria. Staccò il dito dal grilletto e si rilassò. La nebbia scendeva sospinta da un freddo vento serale che spirava dalla cima delle montagne. Grossi blocchi sfilacciati intervallati da zone limpide gli ricordavano enormi animali bianchi ricondotti a valle da un pastore invisibile.

Aspettava da ore steso nell’erba, avrebbe voluto cambiare posizione, ma non osava muoversi. Un corvo zampettava lì accanto rassicurato dalla sua immobilità quasi assoluta.

Ricontrollò l’ultima comunicazione ricevuta sul display dell’orologio. MI87 lampeggiava in rosso sul quadrante.

«Povero bastardo» pensò.

Un altro della sua stessa squadra si era beccato il virus, uno in più da eliminare.

Lewis o Brent, o forse Manetti, non riusciva a ricordare. Quella fottuta missione durava da troppo tempo: isolare ed eliminare il focolaio del virus prima che avesse il tempo di diffondersi. Quegli stronzi dei laboratori governativi ne avevano combinata un’altra delle loro, questa volta una davvero grossa, e a chi toccava ripulire? Alla squadra operativa.

Era sembrata una cosa facile, arrivare, sigillare tutto, ripulire e andarsene, anche se ripulire era un eufemismo per nascondere qualcosa di molto peggio: sopprimere i contaminati e bruciare tutto.

Solo che dopo un po’ alcuni della sua squadra avevano iniziato ad ammalarsi e quei poveracci erano armati e molto più coriacei degli scienziati. Mica gli andava tanto a genio di farsi ammazzare. Da lì era andato tutto a puttane.

Spostò una gamba di qualche millimetro, doveva cambiare posizione o sarebbe impazzito. Da quanto era lì immobile a guardare gli elefanti bianchi? Sbirciò ancora il quadrante dell’orologio, le 17:00, ma di che giorno? Gli sembrava di essere lì da mesi.

Ecco perché non riusciva nemmeno a ricordare chi fosse MI87; erano mesi che si erano sparpagliati sul campo, ormai ognuno per conto proprio, con il quadrante dell’orologio come unico contatto con il quartier generale.

Il virus trasformava in assassini letali gli esseri più pacifici: era una specie di rabbia, ma una rabbia fredda che faceva crescere un’odio intenso contro tutti e spingeva ad uccidere qualunque altro essere umano.

Sarebbe stato meglio isolare tutto e aspettare che gli scienziati si eliminassero fra loro, quei bastardi; ma i coglioni del quartier generale avevano dato l’ordine di entrare. E adesso era lui a doversela vedere con i suoi ex colleghi; addestrati come macchine letali erano diventati dei killer perfetti.

E quegli stronzi non si rendevano nemmeno conto di essere contaminati, quei figli di puttana. Ma ti facevano secco appena riuscivano a scorgerti. Erano capaci di stare appostati immobili per giorni, senza mangiare né bere, con una freddezza impossibile per un uomo sano. Perdevano la cognizione del tempo. Ecco cosa gli capitava. Non ricordavano più chi erano, non riconoscevano gli amici, ammazzavano chiunque gli capitasse a tiro.

Il cielo schiariva a oriente, stava albeggiando. «Se quel bastardo non compare nel mio mirino entro i prossimi cinque minuti giuro che me ne vado» mormorò.

«Lo so che non è colpa sua se si è beccato il virus, faceva il suo dovere come tutti noi, ma gli è capitato e adesso gli deve capitare di morire.» Sorrise fra se a quel pensiero, non vedeva l’ora di guardarlo riverso in una pozza di sangue.

Gocce di sudore gli correvano sul viso e sul collo, si girò appena a scrutare il sole alto sopra le cima degli alberi. Niente da fare, stando lì non avrebbe beccato nessuno e il merito dell’uccisione sarebbe andato a qualche altro bastardo.

«Maledetti.»

Quelli della sua squadra volevano sicuramente privarlo del suo trofeo. Li aveva sempre odiati quegli stronzi, sempre in gara per dimostrarsi migliori di lui. Ma non lo erano, ah no che non lo erano. Gliel’avrebbe fatta vedere, luridi bastardi. Doveva cambiare postazione, cercare quel dannato MI87 e beccarlo prima di loro.

Si alzò e si lanciò verso il bosco. Ristette un momento, con lo sguardo verso il sole al tramonto, prima di venire sospinto a terra con violenza nel mezzo di un salto. Non si accorse quasi dei colpi che lo raggiungevano alla schiena, laceravano la pelle e la carne. Li guardò sprigionarsi dal suo torace e conficcarsi nel suolo trascinando nella loro corsa lembi del suo corpo. Sorrise felice nello scoprirsi capace di simili meraviglie e crollò a terra. Il sangue che colava dai fori sulla schiena si mescolò al rosso della scritta sulla divisa, MI87.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@libero_s Figo :D Ho letto cose tue con uno stile più pulito, ma in realtà non ho critiche da fare a come hai scritto qui!

Che il protagonista possa essere malato si inizia a sospettare a metà racconto, ma lasci un gradevole dubbio fino alla fine... Che poi lui fosse impazzito al punto da non ricordarsi di essere proprio lui MI87 è stata la ciliegina sulla torta!

Però... MI 87 cosa vuol dire nel tuo racconto? Questo non l'ho capito! 87 presumo sia il numero del soldato; MI è una sigla qualunque?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Lizz. MI87 è semplicemente il suo codice di riferimento, non ha alcun significato particolare.

Posso chiederti cosa intendi con stile più pulito? Faccio fatica a scegliere lo stile con cui raccontare le cose, mi rendo conto che il mio modo di scrivere cambia a seconda del soggetto, ma non mi rendo bene conto di come.

Di solito è la storia a scegliere il modo in cui farsi raccontare.

Mi aiuteresti molto se riuscissi a darmi qualche indicazione più precisa su quello che intendi.

Grazie :)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@libero_s

Visto che hai partecipato per farmi felice (e poi io sono finito fuori, guarda un po' che sfig...) mi sembra giusto iniziare da te il giro dei commenti. :)

 

12 ore fa, libero_s dice:

Grossi blocchi sfilacciati intervallati da zone limpide gli ricordavano enormi animali bianchi ricondotti a valle da un pastore invisibile.

Immagine molto suggestiva. Tutto l'incipit è una descrizione molto bella, che cala lentamente il lettore in un'atmosfera di attesa e tensione.

 

12 ore fa, libero_s dice:

una rabbia fredda che faceva crescere un’odio intenso

Bella variante di un tema fin troppo inflazionato. L'idea di una rabbia "fredda" mi piace molto.

 

12 ore fa, libero_s dice:

Erano capaci di stare appostati immobili per giorni, senza mangiare né bere, con una freddezza impossibile per un uomo sano. Perdevano la cognizione del tempo. Ecco cosa gli capitava

Qui mi sorge un sospettino...se è quello che penso hai "scassato"! :)

 

12 ore fa, libero_s dice:

non vedeva l’ora di guardarlo riverso in una pozza di sangue.

Altro indizio...

 

12 ore fa, libero_s dice:

Li guardò sprigionarsi dal suo torace e conficcarsi nel suolo trascinando nella loro corsa lembi del suo corpo. Sorrise felice nello scoprirsi capace di simili meraviglie e crollò a terra. Il sangue che colava dai fori sulla schiena si mescolò al rosso della scritta sulla divisa, MI87

Avevo ragione! 

 

Allora, lib, inizio con lo stile: ti ho già detto in altre occasioni che mi piace il tuo modo di scrivere che alterna molto bene descrizioni, atmosfere e azione. Anche qui confermo i miei complimenti. È un racconto molto breve che si legge velocemente, ma che riesce comunque a coinvolgere. L'atmosfera che si respira è magnifica, e il contrasto che questa sospensione crea con il tema "action" mi è piaciuto molto. Non mi sembra di aver trovato alcun errore, ma io sono una frana in questo.

Riguardo al tema e alla trama: il virus che trasforma gli umani in mostri è stra-abusato. Tu hai creato una variante che seppur non brilli come originalità, ritengo buona, descrivendolo come una malattia che amplifica l'odio verso gli altri e che acceca tutti gli altri sensi. 

L'idea vincente sta nel rovesciamento finale, che seppur intuibile da prima ha comunque il suo effetto. Credo che tu abbia lasciato degli indizi apposta (e del resto anche il registro e lo stile della narrazione, che amplifica la rabbia e l'odio del protagonista, sembra fatto apposta per condurre il lettore alla rivelazione.) 

L'unica cosa è che, seppur mi sia piaciuta molto l'idea e in generale il racconto, il finale mi ha lasciato leggermente insoddisfatto. Non so spiegare il perché, forse mi aspettavo, mentre leggevo, uno sviluppo diverso. Ad esempio, mi aspettavo che il protagonista uccidesse alcuni colleghi, convinto di star decimando i malati, mentre si trattava di quelli mandati a prenderlo (e lo avremmo capito alla fine). E come se mi fosse mancata la parte centrale della storia. Certo, avresti avuto bisogno di più tempo e più caratteri. Comunque, se vuoi, tieni presente il consiglio se hai intenzione di riprenderlo con più calma! Ne verrebbe fuori un gran racconto. :)

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

 

Figurati: se te lo dico, poi diventi troppo bravo v_v

 

In realtà, non so se riesco a spiegarlo... Ho ridato un'occhiata, e non vorrei che la mia fosse una semplice impressione dovuta al fatto che qui hai usato un linguaggio spezzato, con frasi molto brevi (e con parolacce), mentre di solito ti leggo con frasi più lunghe e complesse. E non dico che sia un male: lo stile che usi qui si adatta bene al personaggio del soldato.

Mi sa che la cosa che non mi ha convinto troppo, soprattutto all'inizio, sono le frasi molto lunghe che crei senza usare punteggiatura: trovo che siano un po' difficili da leggere e, soprattutto nell'incipit di un racconto, frasi lunghe e poco ritmate dalla punteggiatura potrebbero impedire al lettore di entrare subito nella storia.

Ti metto un paio di esempi:

 

> Un coniglio attraversò il prato [,] fermandosi di tanto in tanto ad annusare l’aria

>  La nebbia scendeva [rapida, ] sospinta da un freddo vento serale che spirava dalla cima delle montagne

> Grossi blocchi sfilacciati [,] intervallati da zone limpide [,] gli ricordavano enormi animali bianchi ricondotti a valle da un pastore invisibile. (questa frase lunghissima è davvero ostica: ti consiglierei addirittura di togliere la frase tra le due virgole, o proprio di riformularla)

> Aspettava da ore steso nell’erba, [;] avrebbe voluto cambiare posizione, ma non osava muoversi. Un corvo zampettava lì accanto [,] rassicurato dalla sua immobilità quasi assoluta.

 

Insomma, avrei messo molte più virgole per scandire meglio la narrazione, ma è del tutto possibile che si tratti di una mia fissa, virgolomane come sono! Niente di preoccupante, insomma :P

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@libero_s racconto ben scritto, con un po' troppe digressioni, forse, ma che scorre rapido e piacevole. Ho trovato di troppe alcune precisazioni, come:

14 ore fa, libero_s dice:

Il virus trasformava in assassini letali gli esseri più pacifici: era una specie di rabbia, ma una rabbia fredda che faceva crescere un’odio intenso contro tutti e spingeva ad uccidere qualunque altro essere umano.

Sarebbe stato meglio isolare tutto e aspettare che gli scienziati si eliminassero fra loro, quei bastardi; ma i coglioni del quartier generale avevano dato l’ordine di entrare. E adesso era lui a doversela vedere con i suoi ex colleghi; addestrati come macchine letali erano diventati dei killer perfetti.

E' una cosa che si intuisce già dalle righe precedenti, quindi si potrebbe togliere, secondo me.

 

Purtroppo si intuisce il finale a metà racconto, ed è davvero un peccato considerando che il testo è breve e gioca soprattutto sul colpo di scena finale. Avrei sperato anch'io in qualche scena di combattimento/azione tra il protagonista e i suoi ex-colleghi, in cui il personaggio è convinto di stare uccidendo persone affette dal morbo. Accidenti! xD

Un saluto! 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
2 ore fa, Joyopi dice:

Visto che hai partecipato per farmi felice (e poi io sono finito fuori, guarda un po' che sfig...

In effetti mi sono sorpreso non vedendo il tuo racconto fra quelli in gara.

 

2 ore fa, Joyopi dice:

Riguardo al tema e alla trama: il virus che trasforma gli umani in mostri è stra-abusato. Tu hai creato una variante che seppur non brilli come originalità, ritengo buona, descrivendolo come una malattia che amplifica l'odio verso gli altri e che acceca tutti gli altri sensi. 

Fino a quando non ho messo le mani sulla tastiera avevo in mente un racconto diverso, volevo raccontare del virus gay. Gli Stati Uniti hanno provato davvero a realizzare la bomba-gay che nelle loro intenzioni avrebbe dovuto sortire l'effetto di far innamorare i soldati nemici che non avrebbero così pensato alla guerra. La mia variante era il virus gay; sarebbe stato facile affrontare il tema con un registro comico o grottesco, ma avevo voglia di scrivere un racconto drammatico e un tema così avrebbe richiesto più tempo per essere trattato con la giusta lievità oltre che un limite di caratteri decisamente superiore. Mi tengo buona l'idea per un'altra volta.

 

1 ora fa, Komorebi dice:

Purtroppo si intuisce il finale a metà racconto, ed è davvero un peccato considerando che il testo è breve e gioca soprattutto sul colpo di scena finale. Avrei sperato anch'io in qualche scena di combattimento/azione tra il protagonista e i suoi ex-colleghi, in cui il personaggio è convinto di stare uccidendo persone affette dal morbo. Accidenti!

  

In effetti non volevo giocare sul colpo di scena. Nonostante il titolo "Sentinella" sia un omaggio all'omonimo racconto di Fredric Brown, quello sì tutto giocato sulla sorpresa finale, non era mia intenzione concentrare tutto il racconto sulla sorpresa. Come giustamente dice @Joyopi avevo infarcito il racconto di indizi per suggerire in modo abbastanza pesante che il protagonista stesso fosse infetto.

Non si ricorda quale dei suoi amici è MI87, perde totalmente la cognizione del tempo:

15 ore fa, libero_s dice:

La nebbia scendeva sospinta da un freddo vento serale

è sera

15 ore fa, libero_s dice:

Sbirciò ancora il quadrante dell’orologio, le 17:00, ma di che giorno? Gli sembrava di essere lì da mesi.

Non sa nemmeno che giorno è

15 ore fa, libero_s dice:

Il cielo schiariva a oriente, stava albeggiando. «Se quel bastardo non compare nel mio mirino entro i prossimi cinque minuti giuro che me ne vado» mormorò.

Poco dopo è l'alba e lui è sempre immobile, si da cinque minuti di tempo e poi si alza ma poco dopo...

 

15 ore fa, libero_s dice:

Gocce di sudore gli correvano sul viso e sul collo, si girò appena a scrutare il sole alto sopra le cima degli alberi.

il sole è già alto

15 ore fa, libero_s dice:

Si alzò e si lanciò verso il bosco. Ristette un momento, con lo sguardo verso il sole al tramonto,

Quando si alza e muore è già sera e per tutto questo tempo si è mosso solo di un millimetro

 

Inoltre il linguaggio e i pensieri del protagonista sono un crescendo di odio, dapprima contro gli scienziati, poi il comando, poi i contaminati e infine contro tutti i suoi commilitoni.

 

Sulla possibilità di inserire qualche combattimento in più sì, avete ragione entrambi, ma in effetti non avrei avuto il tempo di sviluppare ulteriormente la trama.

 

@Lizz tu sei affetta da virgolite cronica! ;) A parte gli scherzi io con le virgole ci litigo sempre, come tanti altri mi pare. Recentemente mi sono letto ben due manuali di punteggiatura, il risultato è che nessun ha proprio le idee chiare su come e quando mettere le virgole. Ci sono alcune regole, ma le eccezioni sono talmente tante che le regole sono quasi inutili. Inoltre oltre al modo "regolare" di usare le virgole esiste anche il modo "espressivista" (i termini fra virgolette sono miei). In pratica le virgole si possono usare per dare l'intonazione e il ritmo alla frase, cercando di riprodurre la cadenza della recitazione delle frasi. È l'uso che preferisco io, anche perché nessuno può dirti che è sbagliato. :D

 

Grazie a tutti e tre per i commenti

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
14 minuti fa, libero_s dice:

Gli Stati Uniti hanno provato davvero a realizzare la bomba-gay che nelle loro intenzioni avrebbe dovuto sortire l'effetto di far innamorare i soldati nemici che non avrebbero così pensato alla guerra.

Dici sul serio? O.O (scusa l'off topic)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

E cosi' siamo i tuoi luridi bastardi eh, libero xD

Non mi ricordo se e' la prima volta che ti leggo o quasi, ma in ogni caso mi sei piaciuto. Anche se si intuisce l'andamento del fiume che placido placido si adagia fino a un finale abbastanza noto, trovo che hai gestito bene la zattera, che altri forse avrebbero fatto affondare!

E in effetti, alla fine le ultime due righe sono quelle che ti rimangono piu' impresse anche se magari gia' te le aspettavi. Non e' cosa da poco.

Non sono pratico del tuo stile, ma anche se con qualche sbavatura mi e' sembrato assolutamente godibile.

A presto :)

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Letto.

 

Formalità 

  • Un'odio -> un odio.

 

Storia e stile

  • Un virus della rabbia fa arrabbiare chi non dovrebbe arrabbiarsi e trasforma gli infetti in dei cazzo di killer. Esteticamente ci sono cambiamenti? Come si fanno a riconoscerli? Scusa se mi è sfuggito.
  • "Fottuto" è un termine da traduzione, occhei che mi sembra un'ambientazione lontana da Vercelli, ma userei parole colorite nostrane - ne abbiamo a bizzeffe.
  • Ah, in generale il turpiloquio scritto è pesante da leggere, vale come dieci insulti detti a voce: potresti cercare un altro modo per fargli esprimere rabbia? Magari bestemmie bippate.
  • Pure "killer" non mi convince: ma è un problema mio verso certe parole che mi ricordano dei film brutti.

Conclusioni.

  • Mi convince in parte: stile denso e poroso, bello, bello; storia già vista - come tutte le trame esistenti - e rivista da un punto di vista distorto; però non termina in un modo... sarà che sei entrato così nella mente del protagonista che non si è sentita la sorpresa - ma magari non era tua intenzione - nella sua morte, cioè troppo dentro di lui che poi il tutto è parso... conseguente?

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Comincio da te, perchè, ora, sei il primo in lista. ;)

 

Ti dico velocemente cosa ho apprezzato e cosa no:

Il POV mi ha ricordato molto "Giro di vite" anche se è mancato il finale che ti lascia nel dubbio, perchè poi fai intendere chiaramente che il protagonista si è infettato. Scelta personale che però non condivido.

Sono tonta di certo ma non ho capito perchè alla fine lui è felice.

Il tema del racconto non è molto originale, ma la lettura e scorrevole e arrivi in fondo senza particolari intoppi.

Il personaggio è caratterizzato a sufficienza, peccato solo (mi ripeto) che tu riveli la vera natura del suo POV alla fine, a mio avviso avrebbe guadagnato se avessi lasciato il lettore nel dubbio.

Grazie per averlo condiviso.

:flower:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao@libero_s , sono fuori forma e non mi soffermo molto sulle sbavature linguistiche che possano esserci. Vado dritto alla struttura e all'idea. Già dal titolo "Sentinella" e dalla descrizione iniziale mi sono subito ricordato del "La sentinella" di Brown, quindi il ribaltamento  di trama l'ho indovinato da subito. Ciononostante devo dire che hai condotto tutto benissimo e il climax con cui hai seminato gli indizi l'ho trovato equilibratissimo e appropriato allo scopo. Non ho letto ancora la traccia di questo MI, ma già di per sé questo mi sembra un racconto valido con tutti i crismi. Io sono un fan particolare dell'ideologia che vuole i racconti "vincitori per KO" e non "ai punti", cioè con un finale che esploda tutto il potere narrativo del testo, tu secondo me qui ci sei riuscito in pieno con una congruenza straordinaria, un livello di complessità adeguatissimo alla brevità del testo, e senza neanche trascurare descrizioni, ambientazione, ritmo e caratterizzazione del protagonista - punto di vista. 

Modificato da KMR

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ciao Libero.

Bella storia, mi è piaciuta. Un racconto che oltre ad essere scritto bene sa persino essere originale.

A questa affermazione qualcuno griderà allo scandalo chiedendosi cosa ci sia di originale in una storia sugli zombi. La prospettiva, rispondo io.

Fin qui gli zombi sono stati rappresentati essenzialmente come la massa famelica che falcidiava i buoni e che, a loro volta, erano usati dagli eroi di turno per  fare qualche punto con il tiro a bersaglio. Avete presente, tre palle per un soldo? Pure io ho scritto un racconto a puntate (a proposito dovrei terminarlo) in cui una supergirl ragazzina usa un incauto zombetto per mostrare a chi legge quant'è brava.

In questo racconto, invece, il lettore vive le sensazioni del mutato, ragiona con lui, più in generale, vede il mondo con i suoi occhi. C'è, senz'altro il ribaltamento finale del personaggio (che dà senso a tutto il racconto), ma c'è soprattutto il ribaltamento della visuale.

Bello lo stile, con descrizioni accurate del paesaggio e assai convincente la resa complessiva dell'atmosfera.   

C'è poco altro da aggiungere: quando un lavoro è buono bastano poche parole per dirlo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@sioux, grazie per il commento. Come giustamente dici non ho cercato un percorso innovativo o particolarmente originale con sorprese e colpi di scena. Sono contento che sia risultato comunque efficace. 

@Rewind, non amo usare il turpiloquio, ma vista la situazione mi sono sentito autorizzato a farlo. Il protagonista è un soldato e per di più contaminato da un virus che gli fa odiare tutti, quindi penso che ci possa stare. La sorpresa finale (mancata) era evitata coscientemente riempiendo il racconto di indizi che preparavano alla chiusura.

@Ezbereth, non volevo giocare sulla sorpresa e nemmeno sul dubbio, mano a mano che si procede nella lettura la situazione del protagonista risulta evidente. Mi interessava mostrare la storia dall'interno, dal punto di vista di un contaminato, di uno di quelli che di solito (vedi Resident Evil) vengono fatti a pezzi senza che la cosa turbi nessuno.

@KMR, hai colto giustamente il riferimento a Brown, era un indizio in più per svelare fin da subito il finale. Sono contento che ti sia piaciuto.

@Pulsar, grazie anche a te per il commento. Ho cercato proprio di mostrare una situazione già vista, usata e abusata in tanti racconti e film, ma da un punto di vista originale.

 

Grazie a tutti per i commenti

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 16/10/2016 at 23:38, libero_s dice:

Un fruscio nell’erba. Appoggiò l’occhio al mirino telescopico ed espirò piano. Un coniglio attraversò il prato fermandosi di tanto in tanto ad annusare l’aria. Staccò il dito dal grilletto e si rilassò. La nebbia scendeva sospinta da un freddo vento serale che spirava dalla cima delle montagne. Grossi blocchi sfilacciati intervallati da zone limpide gli ricordavano enormi animali bianchi ricondotti a valle da un pastore invisibile.

Bell'incipit. 

 

On 16/10/2016 at 23:38, libero_s dice:

ma una rabbia fredda che faceva crescere un’odio intenso contro tutti e spingeva ad uccidere qualunque altro essere umano.

Una descrizione bellissima. Non ho mai pensato alla rabbia in questi termini. Una scelta molto particolare. 

 

Allora, ho apprezzato molto lo stile di narrazione, pulito, senza sbavature. E anche la storia, nonostante non sia il mio genere, si legge con piacere. L'unica cosa, non sono riuscita ad entrare in sintonia con il protagonista, l'ho trovato, come dire, lontano. Sì, hai fatto in modo di farci conoscere il personaggio dall'interno, però sarà per l'assenza del nome (ammetto di aver storto il naso sin dall'incipit), non mi ha dato alcuna sensazione. Tutto sommato, però, è una buona prova. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie @Emy, il nome del protagonista non era necessario, visto che c'è solo lui in tutto il racconto, ma soprattutto lui stesso ha finito per dimenticarlo a causa del virus.

Non è un protagonista positivo, è più difficile empatizzare con un personaggio così, soprattutto quando inizia a capire che è lui il "mostro" da uccidere.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Ezbereth, mi ero dimenticato di rispondere alla tua domanda sul perché lui è felice.

On 16/10/2016 at 23:38, libero_s dice:

Non si accorse quasi dei colpi che lo raggiungevano alla schiena, laceravano la pelle e la carne. Li guardò sprigionarsi dal suo torace e conficcarsi nel suolo trascinando nella loro corsa lembi del suo corpo. Sorrise felice nello scoprirsi capace di simili meraviglie e crollò a terra

Alla fine è talmente malato che diventa insensibile ai colpi, le sue percezioni sono distorte. Vede i proiettili fiorire dal suo corpo e gli sembrano una cosa meravigliosa, gli pare di essere lui stesso a generarli, come se sgorgassero dal suo petto.

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Avevo capito la direzione in cui volevi andare a parare :D Di racconti in cui c'è il rovesciamento finale ne ho letti tanti, ma qui ti va il merito di averlo scritto da Dio. Ho amato i lembi di carne che vengono tirati via dai proiettili! Complimenti ;)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
On 16/10/2016 at 23:38, libero_s dice:

Non si accorse quasi dei colpi che lo raggiungevano alla schiena, laceravano la pelle e la carne. Li guardò sprigionarsi dal suo torace e conficcarsi nel suolo trascinando nella loro corsa lembi del suo corpo. Sorrise felice nello scoprirsi capace di simili meraviglie e crollò a terra.

Quei momenti in cui pensi: "volevo-vorrei scriverla anch'io una scena del genere!"

Racconto piaciuto. Brava scimmia! :D

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

grazie per i commenti.

 

@Lo scrittore incolore: non voleva essere un racconto con sorpresa finale, il rovesciamento era annunciato e anticipato in tanti modi e fin dal titolo. Volevo che il lettore capisse dove si andava a parare, ma che lo vivesse momento per momento dal punto di vista del "mostro". Grazie per il giudizio lusinghiero.

 

@simone volponi: grazie. Sono contento che ti sia piaciuto e che il finale funzioni bene. Anche una scimmia se batte abbastanza a lungo su una tastiera ne può cavare qualcosa di buono ;)  https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_della_scimmia_instancabile

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 minuti fa, libero_s dice:

 

@simone volponi: grazie. Sono contento che ti sia piaciuto e che il finale funzioni bene. Anche una scimmia se batte abbastanza a lungo su una tastiera ne può cavare qualcosa di buono ;)  https://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_della_scimmia_instancabile

 

 

State gettando scompiglio nella mia già scompigliata esistenza spirituale... non vi frequento più :P

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×