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tyreen

Agenzie valide per valutazione manoscritti

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Ciao

il mio compagno vorrebbe farmi un regalo particolare per Natale(ormai andrà per befana... =:P=). Ho inviato il libro che ho scritto, per essere fessa, ad "il filo" e loro per la modica :evil: cifra di 2700 euro me lo avrebbero pubblicato con tutta una serie di bonus, almeno promessi: mega pubblicità, fiere varie e spottoni tv. Ovvio che non voglio pagare per essere pubblicata... anche perchè non è che mi avanzino 2700 euro... :roll: Dato che comunque il mio libro è piaciuto molto a tutti quelli che lo hanno letto, lui vorrebbe regalarmi, se così si può dire, una valutazione da parte di una agenzia letteraria. Il problema è che non sa quale scegliere. Da quanto abbiamo capito, il genere letterario del libro, che nel mio caso è horror, non influisce sulla scelta. La perplessità maggiore resta sul divario di spesa. Alcune chiedono 400 euro ed altre non chiedono nulla. Qualcuno sa darci dei consiglio su come muoverci?

Grazie e Buone Feste!

=:D=

G.

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Ospite

Partendo dal presupposto che per principio secondo me un autore non dovrebbe sborsare mai un centesimo neppure per le agenzie (che secondo me dovrebbero farsi pagare solo in percentuale sul tuo guadagno, e non infilarci spese come editing, valutazione, etc...) ho sentito parlare bene dell'agenzia Contrappunto, ma in verità non ne so molto. Ho solo avuto testimonianze riguardo al loro serietà, ma nulla più...

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Ospite Lem Mac Lem

Avessi trovato un'agenzia letteraria che, dopo essersi sperticata in complimenti, non mi avesse chiesto esborsi folli per un editing (anche 3200 euro). Senza alcuna garanzia che poi il romanzo sarebbe stato piazzato, tengono a precisare tutti, ma l'editing, si sa, serve. Mal che vada, ti ritrovi con il romanzo editato, un affarone!

Peccato che un editore SERIO, se prende in mano il tuo romanzo, lo editi comunque, quindi tutto il 'lavoro' fatto dall'agenzia finisce nello stesso posto dove hai buttato i tuoi soldi.

Se proprio vuoi fare la prova, c'è NABU che per un centinaio di euro legge il tuo libro e decide se intende rappresentarti o no. Se ti rappresenta, non hai altre spese fino alla firma, se no hai buttato solo cento euro che, al paragone di certi preventivi, è quasi spiccioli.

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Ospite Linda Rando

Il mio consiglio è quello di non rivolgerti alle agenzie letterarie. La stragrande maggioranza di loro ha, sugli editori, meno influenza di un qualsiasi aspirante scrittore.

Sono soldi buttati al vento, per come la penso io.

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Ospite Lem Mac Lem

Per la verità, nessuna agenzia ti offre come 'servizio' la rappresentanza presso editori*. Tutte dicono che ti fanno l'editing (a pagamento), e per la rappresentanza - che è quello per cui un autore si rivolge loro - solo dopo aver tirato fuori i soldini. Quella però è gratuita, si prendono la percentuale solo se il romanzo viene piazzato.

Che è un discorso limpido e onesto: in pratica se tu vai a chiedere "rappresentami come autore, dell'editing non mi interessa" (fermo restando che si tratti comunque di cose da poco su un romanzo valido, roba che comunque l'editore farebbe di suo, non certo di correggere la grammatica ^^;;:lol: la risposta è un sano NO. Se vuoi essere rappresentato, devi passare per il pagamento dell'editing. Ed essere rappresentato non significa pubblicare.

Questo tranne casi particolarissimi, ma sinceramente non ho mai sentito di agenzie che abbiano proposto rappresentanze agli autori, a meno che non siano andate loro a cercarli - nel qual caso, ovviamente, non possono pretendere di farsi pagare prima di aver ottenuto dei risultati.

* Mi è successo più volte che le agenzie, per impressionarmi, mi abbiano scritto la lista degli editori con cui sono in contatto. Peccato che, se leggi "abbiamo INVIATO a Mondadori, Felitrnelli, Piemme ecc ecc", capisci che quel che fanno non è diverso da quello che faresti tu, e probabilmente con risultati analoghi.

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Se è solo una questione di "Scheda di lettura" ti consiglio di rivolgerti a Studio83 o all'Agenzia Letteraria Maestri & Margherite. Ho avuto modo di conoscere ambedue le realtà e di sicuro non manca loro nè l'onesta nè la spietatezza. Il giudizio sarebbe in assoluto veritiero.

Poi c'è la possibilità di inviare il manoscritto in lettura alla casa editrice I Sognatori: se acquisti 4 libri dal loro catalogo ti rispondono dopo 25 giorni con tanto di scheda di valutazione dell'opera (costo complessivo 39,90 euro). A me hanno mandato una scheda molto azzeccata, nella quale si mettevano a nudo i punti forti e i punti deboli del mio romanzo.

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Grazie a tutti per i consigli. Alla fine fabri ha deciso di chiedere info alla nabu e ad un'altra di cui non ricordo il nome (anche perchè teoricamente non ne dovrei sapere nulla di sta cosa ;) ).

Vi farò sapere cosa rispondono.

Baci a buon anno se non mi riconnetto.

=;)=

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Eccomi qua dopo qualche tempo per esporre il responso su Twins dell'agenzia letteraria martin eden. Ecco alcuni estratti della loro risposta, cito alcune cose che mi lasciano più interdetta.

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Alice Miller, giovane ricercatrice impiegata alla Biopharm, una ditta farmaceutica della città di Quebec, è orfana dall’età di cinque anni e non ricorda più il suo passato. Ogni tanto la voce di sua nonna nei sogni, giunge a parlarle di Silvie, la sua sorella gemella. Proprio attraverso i sogni Alice, tra mille difficoltà, cercherà di ricostruire il suo passato, fino a quando non incontrerà un gruppo di amici strampalati, che le racconteranno come stanno veramente le cose. Cercando di contenere lo stupore Alice scoprirà che i suoi genitori non sono morti in un incidente, come avevano voluto farle credere, ma è stato il morso di un vampiro a dividerli nella vita e unirli nella morte. Un vampiro di nome Richard Cutter, rampollo di una ricca famiglia inglese, lo stesso che ha ucciso sua nonna e rapito sua sorella Silvie. Alice ascoltando i racconti di Tom ed Erine scoprirà che questi suoi nuovi amici altri non sono che cacciatori di vampiri, dotati del gene av, l’unico che permetta di rimanere illesi dai loro morsi, lo stesso di cui è in possesso anche lei. Tra di loro c’è Tom, il ragazzo che sin da piccola le è sempre stato vicino e che adesso è libera di amare. Unendosi ai cacciatori di vampiri Alice cercherà di ritrovare la sorella Silvie e di uccidere Cutter, vendicando per sempre la sua famiglia.

Un “emo – horror” chiaramente ispirato alla saga letteraria di Stephenie Meyer e al suo Twilight, che l’autrice sa tratteggiare con lucidità e chiarezza espressiva....

....La familiarità con l’opera della Meyer potrebbe rappresentare un punto di forza se il testo riuscisse a ingraziarsi l’attenzione dei numerosi lettori appassionati del genere, ma le lacune strutturali di cui soffre fanno temere che il compito si dimostrerebbe in effetti piuttosto gravoso. Forse è il caso di rivedere l’intero racconto, ricostituendolo magari in chiave nostrana, cambiando titolo, nomi dei personaggi e ambientandolo in una delle nostre città, così facendo si eviterebbe un confronto, quello con l’autrice statunitense, che potrebbe rivelarsi penalizzante. Ciò richiederebbe certamente un intenso e paziente lavoro di riscrittura, ma come anticipato, questa è solamente un’ ipotesi.....

...In conclusione Twins dimostra il buon impegno dell’autrice che riesce a proporci un testo scorrevole e pulito anche a livello sintattico e la sua naturale confidenza con la scrittura, caratteristiche tutt’altro che facili da riscontrare nei lavori degli autori emergenti.

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Ho letto la saga di Twilight ma non ci vedo alcuna somiglianza (cosa che si evince anche dalla breve sinossi da loro riportata all'inizio della risposta) e questo mi lascia perplessa. Non sono dispiaciuta perché sostanzialmente lo hanno cassato, sono consapevole che devo metterci le mani per migliorarlo, ma perché mi sembra che colui/coloro che lo hanno letto rapportano il mio lavoro solo con i 4 libri della Meyer identificandoli con tutto l'universo letterario legato ai vampiri.

Ringrazio la martin eden per il lavoro fatto poichè sicuramente il loro giudizio è legato all'esperienza, ma desidererei avere un secondo parere. Quindi, vi chiedo, a chi altri posso rivolgermi? Cerco qualcuno che abbia un minimo di conoscenza dell'universo letterario legato all'horror vampiresco.

Un abbraccio.

G.

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L'esperienza di tyreen fa riflettere. Il libro parla di vampiri? E subito si è messi a confronto con Twilight nonostate la storia non ha nulla a che fare, a parte i vampiri, ovviamente.

E come se si scrivesse un libro che parla di magia e di adolescenza e tirano fuori Harry Potter.

Anche io stavo scrivendo un libro sui vampiri, ma ho deciso appena oggi di fermarmi. Il fatto è che adesso scrivono un poco tutti della stessa cosa. Vampiri belli e umane sfigate. Ci potrebbe essere un buon potenziale ma tutto viene disfatto dalla quantità di pattume gettato negli scaffali delle librerie. Roba tutta uguale. Il mercato è saturo e le vendite si spalmano su più titoli, ed è difficile che una casa editrce spinga in maniera sostanziosa un'opera di un esordiente, o di un autore poco conosciuto per farlo emergere più degli altri.

Quello che per me è avvilente è che il divario su ciò che è commerciabile e ciò che è realmente buono si allarga.

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io penso che sia doveroso sottolineare una differenza.

Tra agenzia letteraria e agenzia di servizi.

Agenzia letteraria è quella che piglia i soldi solo sulle vendite del libro, come Nicolazzini.

L'agenzia di servizi è quella che ti fa pagare Valutazione, editing...

Ovviamente quest'ultime sono anche agenzie letterarie, vedi Grandi e Associati.

Mentre la prima è per gli scrittori già conosciuti, la seconda è per gli esordienti e/o le case editrici che cercano certi servizi (come traduzioni, ecc..).

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Ospite

Una piccola testimonianza e un consiglio:

Per ciò che mi riguarda, una volta ho acquistato e recensito un libro per avere in cambio una valutazione del mio romanzo da parte di un editore.

L'ho fatto per due motivi: il primo era perché oltre alla valutazione promettevano una possibile pubblicazione, il secondo era perché quel libro che avevo recensito, già era in mio possesso.

Il risultato fu (a parte l'assenza di proposta di pubblicazione, fatto piuttosto prevedibile) che i punti deboli del mio romanzo (almeno secondo il genio che me l'0ha valutato) sono stati invece i motivi che hanno spinto il mio attuale editore a pubblicarmi.

Il consiglio è: se il mercato è invaso da vampiri e parenti stretti, buttarsi in quel genere equivale a un suicidio.

Mettete da parte, cambiate genere, ripescate il lavoro sui vampiri fra qualche anno, quando il vostro romanzo non sarà più "un altro patetico scimmiottamento di Twilight" ma un libro che, fra le altre cose, parla di vampiri.

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Ospite Linda Rando

Jack di editori che chiedono l'acquisto di un libro per la valutazione conosco solo I sognatori... Parli di loro?

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capisco la tua perplessità sul proporre un romanzo "sui vampiri" ma nel mio caso il romanzo è venuto proprio per caso... ero partita ascrivere un racconto per baloccarmi che poi è diventato un romanzo. Alcune care amiche che lo hanno letto hanno reagito positivamente e allora ho deciso di farlo valutare. Non ho scritto un romanzo di vampiri per sfruttare il momento.

So che devo rimetterci le mani e che devo imparare molto ma rimango comunque dispiaciuta di certe affermazioni. Il fatto è che tutti quelli a cui l'ho regalato (circa 20 persone) hanno detto che non "riuscivano a smettere di leggere" e invece dalla martin eden mi dicono:

"...Le pagine scorrono sorrette da una buona impalcatura che assicura l’unità strutturale del testo, ma la partecipazione del lettore non è solleticata abbastanza...."

Le due affermazioni non tornano.

Comunque sia, sto rileggendo e modificando alcune cose per rendere più fluida la lettura in alcune parti effettivamente legnosa. Sto sottoponendo il romanzo alla mamma editori e ritengo che il loro apporto sia davvero notevole.

Speriamo bene!

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Ospite Lem Mac Lem

Per la mia esperienza, credere al parere di amici e parenti significa credere alle persone sbagliate: vuoi per educazione, vuoi perchè magari ti vogliono bene e quindi 'perdonano' tante cose, o magari ti conoscono e riconoscono il tuo stile (ed essendo familiare, non colgono gli errori) il loro parere è SEMPRE inficiato. Molto, ma molto meglio sottoporlo a chi non ti conosce e non si preoccupa per te.

Purtroppo, scrivere sui vampiri di questi tempi significa fare i conti con Twilight. La cosa migliore è far smembrare qualche povera fanciulla dai propri vampiri, così il problema è risolto :D

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Ciao a tutti....probabilmente sarò la milionesima che fa questa domanda, ma come si fa a scegliere l'agenzia giusta per proporre il proprio lavoro?

grazie a tutti per l'eventuale risposte...

Arianna

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Ciao Arianna,

cercherò di fugare il tuo dubbio:

le agenzie che accettano manoscritti possono essere divise fra quelle che richiedono delle reading fee, vale a dire che fanno delle letture a pagamento (rilasciando solitamente una scheda di valutazione del manoscritto inviato, più o meno ampia a seconda del prezzo e della serietà dell'agenzia) e quelle che invece accettano di visionare manoscritti a titolo gratuito.

Diciamo che secondo me solo le seconde dovrebbero essere prese in considerazione - a meno di non aver migliaia di euro a disposizione da spendere - perché la valutazione di un manoscritto è sempre soggettiva; voglio dire, cioè, che quello che non piace a un agente magari può piacere a un altro, per cui vale la pena certamente fare più tentativi possibile con le agenzie che non chiedono contributi per la lettura. Ovviamente non rilasciano schede di valutazione.

Detto questo, poi, è opportuno secondo me - al fine di distinguere le agenzie serie da quelle meno serie (o comunque che hanno meno agganci, perché alla fine ci interessa che un'agenzia, nel momento in cui decide di rappresentarci, contatti gli editori più adatti al nostro testo); un'idea te la puoi fare guardando sui siti delle agenzie, dando un'occhiata agli autori rappresentati e agli editori a cui solitamente vendono romanzi.

Infine, sempre guardando i testi che hanno portato alla pubblicazione, fatti un'idea dei gusti del singolo agente. Hai scritto un noir e l'agente in questione sembra vendere solo romanzi chick-lit? Non è una coincidenza, è un segno che ti deve far capire di passare oltre.

Mi sembra di aver fatto una buona scrematura.

p.s. non voglio dire che gli agenti che chiedono soldi sono cattivi, offrono un servizio e come tale va pagato, ma sono tante le alternative gratuite e alcune di queste collaborano con editori di primissimo piano (Mondadori, Einaudi, ecc.).

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Ospite

Ma vuoi proporre il tuo lavoro a una sola agenzia? Sei molto ottimista!

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On 2/3/2016 at 19:17, Rez dice:

p.s. non voglio dire che gli agenti che chiedono soldi sono cattivi, offrono un servizio e come tale va pagato, ma sono tante le alternative gratuite e alcune di queste collaborano con editori di primissimo piano (Mondadori, Einaudi, ecc.).

 ciao! quali sono queste agenzie gratuite che collaborano con editori di primo piano? :)

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@Denise Miceli ce ne sono diverse: Silvia Meucci, Vicki Satlow, Kylee Doust, Laura Ceccacci, Raimondi e Campbell... Quello che consiglio sempre è di contattare solo agenzie che sul sito riportano gli editori con cui collaborano, o gli ultimi titoli venduti.

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On Tuesday, March 15, 2016 at 20:40, Rez dice:

@Denise Miceli ce ne sono diverse: Silvia Meucci, Vicki Satlow, Kylee Doust, Laura Ceccacci, Raimondi e Campbell... Quello che consiglio sempre è di contattare solo agenzie che sul sito riportano gli editori con cui collaborano, o gli ultimi titoli venduti.

Grazie 

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Un'agenzia letteraria serve a un esordiente quanto il ghiaccio a un eschimese. Nel migliore dei casi vi terranno a bagno maria gratis, altrimenti idem ma dietro compenso. Farsi fare una scheda di lettura a pagamento, poi, ha più o meno la stessa utilità di avere un personal shopper: godi dell'impagabile soddisfazione di spendere per ciò che potresti avere gratis.

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2 ore fa, Marco Scaldini dice:

Un'agenzia letteraria serve a un esordiente quanto il ghiaccio a un eschimese. Nel migliore dei casi vi terranno a bagno maria gratis, altrimenti idem ma dietro compenso. Farsi fare una scheda di lettura a pagamento, poi, ha più o meno la stessa utilità di avere un personal shopper: godi dell'impagabile soddisfazione di spendere per ciò che potresti avere gratis.

Sai che scrivi proprio bene? E' un piacere leggere queste similitudini. L'unica cosa che mi rende perplesso su quanto dici, è l'apoditticità delle tue asseverazioni.

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@don Durito

Sono andato prima a controllare sul vocabolario se ricordassi bene il significato di apodittico.

Hai ragione.

Facendo psicologia spicciola, credo che derivi dal senso generale di disllusione e disincanto che provo. E poiché sono un insegnante e vedo ogni giorno le future generazioni, questo disincanto aumenta. Ci sono le eccezioni, certo, e magari anche numerose. Ma rimangono appunto confinate nelle eccezioni.

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2 ore fa, Marco Scaldini dice:

E poiché sono un insegnante e vedo ogni giorno le future generazioni, questo disincanto aumenta.

Anche il mio (e il mestiere è lo stesso)

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Concordo nel sostenere che le agenzie, almeno in Italia, esistono solo per confermare autori già noti o per assecondare i capricci di gente che è già qualcuno e ha voglia di arrotondare ancora un po' a fine mese. Agli esordienti non guardano per nulla a meno che non ti presenti con un ottimo (ma ottimo!) curriculum. Io ormai ho smesso di sognare la bella favola dello scrittore famoso perché è una favola che forse si avvera altrove ma non qui da noi. E sono stanco anche di sentire editor vari che sostengono che se sei davvero bravo, ci riesci. Basta balle. L'italia è questa e non cambia molto dalla politica alla letteratura. Arrivi da qualche parte se sei raccomandato, altrimenti è meglio se te resti a casa a fare i compitini da bravo bambino. Questa almeno è l'idea che mi sono fatto in venti anni di esperienza nel mondo editoriale.

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