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Ospite Linda Rando

Se qualcuno ti dice che non sei un vero scrittore...

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i servizi di stampa su richiesta sono servizi: non sono né un bene in sé, né un male, dipende dall'uso che se ne fa: ma una denigrazione architettata pro domo sua è inaccettabile e serve solo la causa di chi, ternolottista, vuol far pensare che è il marchio della casa a fare lo scrittore, non il buono scrivere

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i servizi di stampa su richiesta sono servizi: non sono né un bene in sé, né un male, dipende dall'uso che se ne fa: ma una denigrazione architettata pro domo sua è inaccettabile e serve solo la causa di chi, ternolottista, vuol far pensare che è il marchio della casa a fare lo scrittore, non il buono scrivere

Armadi', qui i grandi marchi c'entrano come i cavoli a merenda, se mi passi la perifrasi. Ti ho già detto che attualmente i migliori editori sono quelli piccoli, che fanno gli "artigiani" con passione e (ahimé), spesso, vane speranze. Ma in generale, un filtro, qualcuno che discerne e "ne capisce", come diceva mio nonno, ci vuole, n'est pas? Insomma, se uno spende soldi e investe tempo e lavoro su di un testo, il risultato che ne verrà fuori è "tendenzialmente" più decente di un manoscritto lanciato su lulu senza avere una buona cognizione o esperienza, non dico in campo editoriale, ma nemmeno in quello che si sta facendo! Poi, magari, da lì ci passa un genio incompreso e vabbé, ste' cose capitano: pure Einstein venne appellato "signor stupido" dal suo maestro. Ma sono casi rari. Ripeto: non siamo tutti Einstein...

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l'editore può solo stampare, l'editore non è mica la mano santa, la panacea universale, il rimedio di ogni bruttura dello scrivere! quello che cambia, tra autopubblicazione e pubblicazione secondo i canoni consueti è la distribuzione, per il resto l'autore è solo, da lui soltanto dipende la bontà o meno dei libri, riguardo ai contenuti

non credete alle favole; si stampano i libri che servono nel momento: e un buon libro può anche essere rifiutato non perché cattivo, ma a causa della presente congiuntura.

si capisce però da queste risposte come il richiamo irresistibile del marchio che da solo farebbe l'autore è troppo forte e voi preferite quello piuttosto che dimostrare che sapete che sia lo scrivere il che dimostra che non lo sapete o non direste così, d'altra parte avete ragione: "oh... ti ha pubblicato la casa tal dei tali... ma allora sei uno scrittore!" fa la gente, mentre dovrebbero dire: "oh... il vostro stile è personale e lavorato, la costruzione dei periodi elaborata ma chiara al tempo stesso, avete il senso dei nomi, la collocazione delle parole è sempre quella più giusta e naturale ecc... tutto ciò fa di voi un vero scrittore"

essere o apparire? questo è il dilemma

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Ospite Nox A.M. Ruit

sarà che son fatto male, ma pubblicare con un POD come miolibro mi pare di un patetico che meglio l'EAP, guarda.

Io lo uso per farmi le bozze per me medesimo.

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l'editore può solo stampare, l'editore non è mica la mano santa, la panacea universale, il rimedio di ogni bruttura dello scrivere! quello che cambia, tra autopubblicazione e pubblicazione secondo i canoni consueti è la distribuzione, per il resto l'autore è solo, da lui soltanto dipende la bontà o meno dei libri, riguardo ai contenuti

non credete alle favole; si stampano i libri che servono nel momento: e un buon libro può anche essere rifiutato non perché cattivo, ma a causa della presente congiuntura.

si capisce però da queste risposte come il richiamo irresistibile del marchio che da solo farebbe l'autore è troppo forte e voi preferite quello piuttosto che dimostrare che sapete che sia lo scrivere il che dimostra che non lo sapete o non direste così, d'altra parte avete ragione: "oh... ti ha pubblicato la casa tal dei tali... ma allora sei uno scrittore!" fa la gente, mentre dovrebbero dire: "oh... il vostro stile è personale e lavorato, la costruzione dei periodi elaborata ma chiara al tempo stesso, avete il senso dei nomi, la collocazione delle parole è sempre quella più giusta e naturale ecc... tutto ciò fa di voi un vero scrittore"

essere o apparire? questo è il dilemma

Beh, uno perché scrive, scusa? Per farsi leggere, e da quante più persone è possibile. Sui POD (tranne casi eccezionali) ti legge solo tuo padre, tua madre, i tuoi fratelli, le tue sorelle e, se sei fortunato, una quarantina di amici. E poi la mancanza "totale" di qualunque tipo di selezione abbassa il tutto a un livello non professionale. E' come il derby di S.Siro paragonato alla partitella della parrocchia: può anche capitare che durante quest'ultima tu ti imbatta in qualche talento eccezionale, magari il futuro Roberto Baggio, ma è più "normale" che i campioni li si veda nel derby, o no? Poi se vogliamo stravolgere tutto, allora possiamo dire quello che vogliamo, anche che l'Uomo non è mai stato sulla Luna o che le melenzane crescono su Marte...

PS: so benissimo che lo Scrivere è la parte discriminante, fondamentale per essere pubblicati e giudicati. Ma è proprio per questo che non sono d'accordo con te, anzi è da qui che è partito il discorso o sbaglio? Per essere accettato da un editore serio devi saper Scrivere. Su un POD può pubblicare chiunque, anche uno che ha le terza elementare e non sa coniugare un c... di verbo. E l'eventuale "genio" si perde in mezzo a una miriade di immondizia senza nessuna garanzia né professionalità. E' una questione di statistica. Almeno con un editore c'è un minimo di discernimento. Poi può essere che egli non riconosca il "genio" o lo riconosca e non lo pubblica per logiche di mercato, su questo sono d'accordo con te, può succedere e succede, ma questo è un altro discorso. Tu credi che se fossi il nuovo Manzoni e ti rivolgessi a un POD risolveresti il problema? Avresti successo e verresti scoperto? Qualcuno dice che è successo: BALLE! Sono leggende metropolitane. Moccia (che non è nemmeno un genio) s'inventò sta' storia a tavolino per vendere il suo "Tre metri sopra il cielo". Era uno sceneggiatore di mediaset e ne aveva di amicizie, altro che POD... icon_lol.gif

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si capisce però da queste risposte come il richiamo irresistibile del marchio che da solo farebbe l'autore è troppo forte e voi preferite quello piuttosto che dimostrare che sapete che sia lo scrivere il che dimostra che non lo sapete o non direste così, d'altra parte avete ragione: "oh... ti ha pubblicato la casa tal dei tali... ma allora sei uno scrittore!" fa la gente, mentre dovrebbero dire: "oh... il vostro stile è personale e lavorato, la costruzione dei periodi elaborata ma chiara al tempo stesso, avete il senso dei nomi, la collocazione delle parole è sempre quella più giusta e naturale ecc... tutto ciò fa di voi un vero scrittore"

Ok, palesemente è inutile continuare a insistere, tanto la conversazione è a senso unico.

Solo, visto questo commento, ho voglia di rispondere ancora un minimo.

Armandillo, io è da quando ho cominciato a leggere questo forum che ho avuto il dubbio tu fossi un troll: in teoria, mi ha smentito il fatto che tu commenti con tanta costanza, visto che spero sia stato un caso a sé, quello del tizio che per secoli ha portato avanti le varie farse.

Partendo quindi dal presupposto che tu sia serio, ma... visto che parli delle risposte ricevute, mi ritengo compresa nella categoria di falsi scrittori.

Ora, a parte che mi verrebbe voglia di dirti regolare i toni, ma non ho l'autorità per farlo e quindi fine, non me la sto nemmeno a prendere per davvero visto che a dire "siete tutti vendutoni che non si fregano di essere veri scrittori ma vogliono solo fama e gloria! ;O;" è uno che non conosco e di cui in effetti non m'importa *_*''

Nonostante questo... a me sembra che ci sia un astio e un'acrimonia dietro questi post, che sinceramente fa molto dispiacere leggere. Sembra quasi che tu ce l'abbia con qualcuno, da tanto ti accanisci e te la prendi col mondo.

Ti fanno schifo tutte le case editrici, e chi non è interessato a pubblicare attraverso i POD in mezzo a migliaia di testi senza capo né coda è un falso scrittore che cerca fama e gloria? Bene, allora non pubblicare con nessuno, ed evita di mandare i tuoi testi alle suddette case editrici \*_*/ Non vedo il prolema.

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le mocciosate in realtà non piacciono a nessuno, è che non ci si prende la briga di leggerle davvero sennò se ne disgusterebbero, la gente fa in questo casi come per Hegel (che ha detto solo sciocchezze). Per timore di sembrare ignoranti (quando invece sono li unici ad aver capito) lo lodano acriticamente, come le pecore del Dante che vanno tutte appresso alla prima e lo 'mperché non sanno. ma il matematico Abel (che era una mente fina) e che abitò per un certo tempo al piano di sopra (sopra quello di Hegel), un giorno, di fronte ai reclami di Hegel per il chiasso, disse che avrebbe smesso se lui fosse riuscito a risolvere un semplice problema. Dopo sette mesi Hegel gli portò la soluzione che era sbagliata. Abel volle prenderlo in giro per le sciocchezze che diffondeva nel mondo. Non c'è infatti una sola affermazione di Hegel che abbia senso compiuto

quindi abbiate coraggio: se il vostro giudizio è sano, affermatelo a chiare lettere che il tale o il talaltro non sa che sia lo scrivere: dietro di voi altri verranno (sempre per il principio delle pecore), solo che stavolta saranno nel giusto

i soldi e la qualità non sempre si congiungono. Voi sarete scrittore se saprete scrivere, non scrittore se non lo saprete fare; vendete poco e sapete scrivere? sarete uno scrittore che vende poco. Vendete molto ma non sapete scrivere? rimarrete un non scrittore, con tanti soldi ma... a che vi gioveranno? Non serviranno certo a darvi il buono scrivere

si può in un certo senso affermare che tra le autpubblicazioni, in percentuale, si trovano più scrittori di quelli del presente mercato editoriale: i secondi infatti, puntano al lucro mentre i primi al diffondere ciò che han scritto, anche in una o due copie che magari verrano rivalutate dopo la sua morte e si venderanno all'impazzata

non prestatevi anche voi alla denigrazione gratuita e interessata per tornaconto personale di quelli che dicono: ah, le autopubblicazioni: tutta robaccia!

che è un errore di logica in primo luogo

ma poi... forse che voi non avete il vostro comprendonio che vi permette di discriminare se una cosa è buona o no? o avete bisogno della balia che vi dica se un libro va bene omeno? ecco lasituazione a cui l'editoria dei grandi gruppi vuole portarvi: ridurvi all'incapacità di selezionare e distinguere l'oro dal piombo, così che possano ficcarvi in gola tutto ciò che a loro pare e piace

di ogni libro che vedo in libreria sempre leggo le prime righe. Se è buono lo degno di attenzione, se no, può portare un qualsivoglia marchio, ma lo lascio sullo scaffale. La stessa cosa con tutti libri si può fare. O forse voi non fate così? Comporate ad occhi chiusi? Se sì, vi meritate il libro che con scarsa avvedutezza comprate. Leggete Masimo Ferraris, torno a ripetere, ne trarrete giovamento e diletto (a meno che non diate invidiosi del suo talento)

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le mocciosate in realtà non piacciono a nessuno, è che non ci si prende la briga di leggerle davvero sennò se ne disgusterebbero

così che possano ficcarvi in gola tutto ciò che a loro pare e piace

Leggete Masimo Ferraris, torno a ripetere, ne trarrete giovamento e diletto (a meno che non diate invidiosi del suo talento)

Io, a questo punto, credo che farò un salto a chiedere ad Ayame di dare un occhio lungo qui, perché la cosa sta degenerando.

:facepalm:

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@Armadillo

la gente fa in questo casi come per Hegel (che ha detto solo sciocchezze)

Qui dovevi aggiungere "secondo me",infatti è un'idea tua. Poi non vedo cosa c'entri il problemino di matematica che non riuscì a risolvere. Hegel NON era un matematico (o sbaglio?)

quindi abbiate coraggio: se il vostro giudizio è sano, affermatelo a chiare lettere che il tale o il talaltro non sa che sia lo scrivere:

Vuoi che ti faccia l'elenco di tutti quelli che secondo me non sanno scrivere? Staremmo qui fino a Natale, armadi'...

i soldi e la qualità non sempre si congiungono.

Mi spieghi chi e dove avrebbe affermato il contrario?

Voi sarete scrittore se saprete scrivere, non scrittore se non lo saprete fare

E' esattamente quello che ti ho detto io sopra. Quanti scrittori su un POD hai incontrato? Uno? Io nemmeno mezzo.

di ogni libro che vedo in libreria sempre leggo le prime righe. Se è buono lo degno di attenzione, se no, può portare un qualsivoglia marchio, ma lo lascio sullo scaffale

E' di preciso quello che ho fatto sempre io, che tu ci creda o no.

Leggete Masimo Ferraris, torno a ripetere, ne trarrete giovamento e diletto (a meno che non diate invidiosi del suo talento)

Si, questo è vero, sono terribilmente invidioso. Odio Dante, Boccaccio, Manzoni a morte. Per non parlare di quanto odi Stephen King e, da musicista, Alan Parson! Sono troppo invidioso del talento altrui...

i secondi infatti, puntano al lucro mentre i primi al diffondere ciò che han scritto, anche in una o due copie che magari verrano rivalutate dopo la sua morte e si venderanno all'impazzata

Tu sicuro che sai scrivere armadi'? oops.gif

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Hegel, grande ciuco in matematica (forse al sud si direbbe ciuccio), si era permesso di scriverne senza alcuna cognizione: Abel intese svergognarlo

tra i libri autopubblicati, (scusate la monotonia ma vedo che non tutti lo hanno ancora letto), Massimo Ferraris sa scrivere, non posso dire altrettanto dei fenomeni da libreria che ci vengono propinati dai grandi gruppi e che buuu...gneee... piagnono che li voliono uciudere che non è vero

il giudizio sullo scrivere non si fa secondo te o secondo me, ma secondo canoni oggettivi

io scusa di latinismo di senso (sua = eorum)

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Anch'io sono convinta della necessità di passare al vaglio di un editore grande o piccolo (quantomeno di riviste e pubblicazioni di genere a seconda di quel che si scrive) NON a pagamento, sia chiaro,per potersi fregiare del titolo di scrittore. Altra cosa stampare in proprio un po' di copie per farsi belli con amici e parenti: costretti, poveracci, a sforzi diplomatici e linguistici cui non sono avvezzi per esprimere il cortese giudizio ( spesso anodino) di prammatica.

Lettrice accanita e ormai "scafata", invito a riflettere su un tema non nuovo ma secondo me poco dibattuto. La pubblicazione presso un editore anche noto non produce in automatico il bravo scrittore, specialmente negli ultimi anni. Molti libri di successo sono divenuti tali perchè "pompati" a dismisura per comprensibili esigenze di cassa, in quanto il genere -magari scadente - va di moda, perchè l'autore viene dalla politica o dallo spettacolo ecc. Persino i premi letterari sono spesso il risultato di un do un des tra case editrici. Forse esistono lavori eccellenti che nessun editore accetta; tutti sanno che Moravia pubblicò in proprio "le ambizioni sbagliate". Concludendo, se qualcuno -o meglio più d'uno - ce lo dice che non sappiamo scrivere, è quasi impossibile che sbagli. Ma se ci sorregge l'incrollabile fiducia di aver prodotto un capolavoro, rechiamoci da un competente scelto con grande oculatezza e paghiamo il suo giudizio. Se ci dà ragione.....pubblicare a nostre spese potrebbe essere un investimento! Avviene di rado, per quel che ne so.

.

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Hegel, grande ciuco in matematica (forse al sud si direbbe ciuccio), si era permesso di scriverne senza alcuna cognizione: Abel intese svergognarlo

tra i libri autopubblicati, (scusate la monotonia ma vedo che non tutti lo hanno ancora letto), Massimo Ferraris sa scrivere, non posso dire altrettanto dei fenomeni da libreria che ci vengono propinati dai grandi gruppi e che buuu...gneee... piagnono che li voliono uciudere che non è vero

il giudizio sullo scrivere non si fa secondo te o secondo me, ma secondo canoni oggettivi

io scusa di latinismo di senso (sua = eorum)

Armadillo, sono mesi che ci fracassi l'anima con questa storia di Saviano che non sa scrivere senza avere nemmeno la decenza di farne il nome. Ora basta, su.

Tra l'altro, non so se ne sei stato informato, ma Mondadori pubblica qualcosa come 900 titoli all'anno, non credo sia il caso di ridurre tutto a Saviano & Co, non trovi? Oppure anche tu, come tutte le persone che finora hai più o meno insultato, sei uno di quelli che si ferma alla pubblicità in tivu, o a quella sui quotidiani? Dai, cerchiamo di mantenere quanto meno la coerenza.

E fossi in te darei un taglio anche allo spam feroce e incondizionato di questo libro di Massimo Ferraris, se vuoi renderci partecipi di cotanto genio, esiste una sezione che si chiama PORTO EMERGENTI (ebbene sì, oltre a Case Editrici questo forum ha anche altre sezioni!) dove recensire i testi degli esordienti.

Detto ciò, ti avviso che se rivedo il nome di questo signore in questa discussione, ti butto fuori dal forum a tempo indeterminato. Perché ignoranti e pecoroni sì, ma deficenti no.

Grazie.

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il giudizio sullo scrivere non si fa secondo te o secondo me, ma secondo canoni oggettivi

Armandillo, i criteri ci sono sicuramente, però esistono cose chiamate gusti, anche ^^''

E' ovvio che ci sono cose orrende che non possono essere chiamate libri senza bestemmiare, e che si trovano in tutti i cataloghi del mondo (per ragioni commerciali o che comunque non hanno niente a che vedere col pubblicare vera letteratura), ma...

Tra l'altro, non so se ne sei stato informato, ma Mondadori pubblica qualcosa come 900 titoli all'anno, non credo sia il caso di ridurre tutto a Saviano & Co, non trovi? Oppure anche tu, come tutte le persone che finora hai più o meno insultato, sei uno di quelli che si ferma alla pubblicità in tivu, o a quella sui quotidiani? Dai, cerchiamo di mantenere quanto meno la coerenza.

Amen.

io scusa di latinismo di senso (sua = eorum)

Giuro che NON è una provocazione (sarebbe quantomai idiota), ma... tu utilizzi spesso latinismi, rendendo tavolta molto confusa la lettura dei tuoi messaggi. Io ci arrivo anche, a quello che vuoi dire, ma sinceramente non vedo il senso di parlare in un lat-italiano inesistente.

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Ospite

Stavolta sono d'accordo con quello che dice Armandillo

*non ci crede manco lei* o.o

E' chiaro che il filtro di una casa editrice e di un editor siano importanti, un buon editing può migliorare un romanzo che già è buono, non può far diventar buono un romanzo mediocre...

Di libri pubblicati da editori grandi e piccoli si trova roba buona ma anche delle gran schifezze e i novelli Manzoni si contano comunque sulla punta delle dita, se mai esistono.

Il considerare tutte le autoproduzioni come immondizia è un pregiudizio difficile da superare, conosco alcuni autori che si autoproducono a volte perché scrivono un genere di nicchia e difficile da collocare eppure scrivono libri piacevoli anche se l'assenza di editing è una grave pecca e sono la prima a essere infastidita dagli errori evidenti... ma ci sono vari motivi dietro la scelta dell'autoproduzione e considerla solo una "velleità letteraria" mi sembra un po' riduttivo ^^

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Il considerare tutte le autoproduzioni come immondizia è un pregiudizio difficile da superare

Ma infatti, sicuramente di buoni(o anche splendidi) ce ne possono essere, quello che si contesta davvero è il discorso del "L'editoria vera è morta da essi l'editoria risorgerà" icon_lol.gif : sicuramente ci sono delle perle anche lì, ma non è vero che l'editoria "grande" tutta faccia schifo e sia piena solo di falsi scrittori che fanno schifo O_O

Io personalmente non ne farei mai uso, lo dico tranquillamente, ma non dubito che, qualunque sia il motivo che spinge a farlo si possano trovare dei libri veri anche lì (semmai trovo ancora più difficoltoso trovarvene rispetto a quanto lo sia girando in libreria, ma questo non toglie che ce ne possano essere) :lol:

(Azoto liquido, non lo sto dicendo come se tu avessi affermato una cosa del genere, non fraintendere >_< spiegavo solo qual'era il motivo delle risposte piccate ad Armandillo)

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Ospite

(Azoto liquido, non lo sto dicendo come se tu avessi affermato una cosa del genere, non fraintendere >_< spiegavo solo qual'era il motivo delle risposte piccate ad Armandillo)

Nessun fraintendimento tranquilla :lol:

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io scusa di latinismo di senso (sua = eorum)

Latinismo o no, in lingua italiana è un orrore di grammatica (soggetto al plurale, predicato al singolare). Se lo introduci in un testo, anche il più scriteriato degli editori ti cestina a tambur battente. Naturalmente, poi puoi rivolgerti a un POD... icon_cheesygrin.gif

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Il considerare tutte le autoproduzioni come immondizia è un pregiudizio difficile da superare, conosco alcuni autori che si autoproducono a volte perché scrivono un genere di nicchia e difficile da collocare eppure scrivono libri piacevoli anche se l'assenza di editing è una grave pecca e sono la prima a essere infastidita dagli errori evidenti... ma ci sono vari motivi dietro la scelta dell'autoproduzione e considerla solo una "velleità letteraria" mi sembra un po' riduttivo ^^

Hai ragione Azoto, ma Armadillo non sta dicendo questo, o almeno non solo questo.

Credo che tutti qui siamo d'accordo sul fatto che un editore grande o medio-grande possa pubblicare capolavori così come cagate (che vendono più dei capolavori); stesso discorso vale per le autopubblicazioni, dove si possono trovare bei testi così come immani schifezze. Il punto è che frequentando questo mondo da un po', ho capito che sono davvero pochi quelli che si autopubblicano perché trattano un genere di nicchia o perché vogliono dare una copia stampata del proprio libro ad amici e parenti. E non mi stancherò mai di ripeterlo: questo forum NON è un microcosmo attendibile, qui siamo più o meno tutti addentrati nel mondo scrittevole.

Ora, sembra che per aver trovato UN romanzo decente in mezzo a migliaia e migliaia di titoli pubblicati su Lulù, Armadillo consideri Lulù più attendibile di Feltrinelli. Io credo ci sia qualcosa che non va, in questo ragionamento.

Considerate un novellino, che scrivendo su google "pubblicare un libro" vede comparire i primi due link: sono il gruppo Albatros e Lulù, nell'ordine. La maggioranza delle persone che scrive per la prima volta, manderà il proprio testo indiscriminatamente a tutti gli editori che troverà, e sceglierà il POD nel caso in cui le proposte degli EAP non lo allettino. Ma il mancato riscontro da parte di case editrici "serie" (e per serie non intendo le major, ma quelle non a pagamento) sebbene possa dipendere da tanti fattori, è comunque (sempre nella maggioranza dei casi) sintomatico del fatto che il testo non è abbastanza valido per essere pubblicato. Quindi l'equazione mi sembra facile.

Quello che contesto ad Armadillo nello specifico è la filosofia secondo cui l'esistenza del POD sarebbe da benedire perché tra tanta merda può venir fuori un buon libro. Mi sembra una motivazione davvero poco solida, visto che lo stesso discorso è applicabile in maniera identica sia alle EAP che alle major che alle medio-piccole free. Ovunque può venir fuori un capolavoro, con la differenza che se il capolavoro finisce in mano a una casa editrice, c'è la possibilità che emerga. Se viene autopubblicato, no. Tutto qui.

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Il considerare tutte le autoproduzioni come immondizia è un pregiudizio

NO è una strategia ben precisa, spostando l'attenzione dal contenuto al marchio dell'editore, si porta la gente a badare principalmente a quello, invece che al contenuto ed a chi giova? Ma a quei ternolottisti che, per una via o per l'altra, ottenuto un contratto con un grosso editore (e non dimentichiamo che certi grossi editori pubblicano anche libri che non meritano di essere definiti tali), e carendo in contenuti, non gli resta da giocare che la carta della suggestione data dal nome dell'editore

altrimenti perché denigrare a tutto spiano e gratuitamente?

I veri scrittori invece non mettono in giro queste voci: vi potranno essere altri bravi, ma loro cercano di esserlo di più

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A beneficio di tutti posto alcuni stralci del libro di Massimo Ferraris, "Facce da funerale", e credo di non far torto a nessuno visto che il download del pdf è gratuito.

Chi la conosce mi ha riferito che le più tante lacrime le versa pulendo la propria immagine, invece di quella del marito.
un funerale per pur discreto e lineare che possa essere
Quando le prospettai la soluzione della cremazione mi parve molto contraria
una strana razza che agisce in fede di non so quale ideale
Nei più anziani è rimasto radicata la convinzione
tipe che la morte ha rapito loro il caro marito

Questo è quanto ho trovato nel primo terzo del libro, volendo avrei altre cento pagine da leggere, ma evito.

Zeppo di d eufoniche (anzi, in realtà ci sono solo d eufoniche, a ogni vocale), maiuscole apostrofate anziché accentate, e simili. Mi risparmio le osservazioni sulla trama e sulla capacità narrativa dell'autore perché non è questa la sede. Ma ho una domanda per Armandillo.

In conclusione ti chiedo, Armandillo, e perdona la brutalità: se trovi ottimo un testo di questo livello al punto da consigliarlo caldamente a noi, lo hai mai letto un libro vero, tu?

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Però, forse non è carino nei confronti dell'autore!... Il quale, tra l'altro, non ha mai messo bocca nella vostra discussione...

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liggete lo passo de li becchini, cu la descrizione de li tre tipi, picché è bello? picché non ha subito appiattimento da parte di terzi

le piccole disattenzioni segnalatele all'autore che le curreggerà, ma le disattenzioni nel curreggere sono:

Nei più anziani è rimasto radicata la convinzione

non

Chi la conosce mi ha riferito che le più tante lacrime le versa pulendo la propria immagine, invece di quella del marito.

e via! crescete! non rimanete agli spauracchi del ma però (che si deve dire se è il luogo suo) e agli altri miti della grammatica appresa alla scuola dell'obbligo elementare, poiché la realtà è molto più complessa, e se voi fate di queste osservazioni subito vi identificano e vi classificano

ma chi è quel tipo di persona che liggendo invece di trovare le bellezze, s'affanna a reperire le mende inevitabili allo scopo di sparlarne (e quindi già cul precuncetto)? e che piglia qualche scusabile disattenzione e un altro paio di passi con grammatica troppo lontana da quella che egli (l'autore delle osservazioni) ha studiato dai 6 ai 10 anni, per poterla comprendere?

Ai posteri l'ardua sentenza

Stanley Kubrick ha lasciato nei titoli di testa di Shining, l'ombra dell'elicottero che fa le riprese. Diremo perciò che Kubrick è un imbecille?

ma no: Kubrick ha visto che c'erano alcuni fotogrammi con l'errore, ma era piccolo e durava poco e allora ha pensato: la scena è buona e io non cangio: non perdo minestra per acino sale. Così accade nell'arte in molti casi

lo colpa più grande, l'invidia maggiore:

esprimersi chiaro: pensar superiore

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Però, forse non è carino nei confronti dell'autore!... Il quale, tra l'altro, non ha mai messo bocca nella vostra discussione...

quell'autore si merita ogni bene, ma talvolta i meriti di una persona possono renderlo avverso, egli, con meravigliosa noncuranza, possiede naturalmente il buono scrivere: eh! che mai non farebbe se ripigliasse lo libro e levasse chilli dui o tri sbagli di digitazione?

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Oddio Armadillo, in questa lunga e interessante disquisizione ci sono diversi passaggi in cui mi ritrovo a condividere le tue opinioni, d'altro canto, pensare che l'arte sia al di sopra di alcune basilari regole - in questo caso grammaticali - mi pare un tantino velleitario solamente pensarlo... Sostenerlo poi è un pò come perseverare diabolicamente in qualcosa che arreca danno a sé stessi e a chi ci sta intorno.

A me pare che alle volte - e non è solo il caso di Armadillo - ci si intestardisca a sostenere le proprie convinzioni fregandosene altamente del "ragionevole dubbio", entrando in una logica di prevaricazione tipica non tanto di una discussione, quanto di una visione dogmatica delle cose.

Non entro nel merito di ciò che il Ferraris ha scritto, perché non mi piace come parte del suo scritto è stato introdotto all'interno della discussione, e in conclusione mi limito soltanto a dire: è vero che un marchio non può inopinabilmente considerarsi indice di assoluta qualità, però, allo stesso tempo credo che quel marchio abbia tutto l'interesse a fare suo un testo dalle indubbie qualità.

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Io posso dire che, articolo a parte (dallo stralcio che vedo in OP mi pare di leggere perlomeno due fesserie ma non mi metto nè a giudicare né a provare di capire perché o per cosa lo faccia, sono opinioni personali) i Print On Demand non mi vedono affatto contrario.

Anzi, partendo dal presupposto che sono per la totale "liberalizzazione" dell'editoria (che, spero non serva precisarlo, non ha niente a che vedere con la democratizzazione dello spot sul cinque) i Pod sono quanto più si avvicina alla mia idea.

Tutti devono poter scrivere e mettersi alla prova al pari degli altri, se una selezione deve esserci deve avvenire all'interno del mercato, non fuori come accade oggi.

Io devo poter leggere quello che voglio, non quello che gli altri scelgono mi arrivi.

Poi è ovvio che così come stanno le cose ora un Pod non ha valore ma sono ottimista (a mio modo)...

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questo se le vendite di un testo dipendessero solo dalla sua bontà, ma purtroppo oggi i marketingisti prospettano all'editore di poter vendere di tutto: e prova ne sia il fatto che scritti di una nullità assoluta, smercino copie su copie sospinti da motivi d'acquisto CHE NULLA A CHE FARE hanno con la letteratura:

nel caso del Ferraris, visto che lo si è tirato in ballo, uno editore, se leggesse il testo, certo direbbe: bono, a me piacere, io fare piccola cerca di sbagli di digitazione e stampare as is

sempre lo scrivere sulle grammatiche si fonda e basa ma c'è una grammatica elementare, quella povera e basilare dei temi scolastici e ce n'è una superiore che conosce anacoluti, costrutti simmetrici e asimmetrici, prolessi dei pronomi, piccole acirologie (d'ogni luce muto), metafore ecc... che fanno ricca la lingua ed il linguaggio, il guaio è che i cosiddetti editor che tanti guai fanno sui testi sopra i quali mettono le grinfie, mostrano di conoscere solo la grammatica della scuola dell'obbligo ed appiattiscono tutto

non ci credi? leggi qui:

http://www.u-book.it/editing.htm

«Peppino entrò in casa di corsa in preda a un raccapricciante terrore aprendo la porta, poi la chiuse con violenza dando tutte le mandate a tutte le serrature. Si tolse frettolosamente il cappotto firmato e la sciarpa di seta e li appese all’appendiabiti, si sfilò velocemente i guanti di cachemire e li poggiò sul tavolo di legno bruno. Poi si diresse a larghi passi verso il grande divano e vi si sedette; il pericolo incombente sembrava essersi dileguato e finalmente si concesse un po’ di respiro».

diventa:

«Peppino corse in casa e si serrò dietro la porta. In pochi attimi si era liberato dei suoi lussuosi abiti per abbandonarsi sul divano. Solo allora, sentendosi al sicuro, iniziò a calmarsi».

O MIO DIO!!!

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Ospite

Anzi, partendo dal presupposto che sono per la totale "liberalizzazione" dell'editoria (che, spero non serva precisarlo, non ha niente a che vedere con la democratizzazione dello spot sul cinque) i Pod sono quanto più si avvicina alla mia idea.

Tutti devono poter scrivere e mettersi alla prova al pari degli altri, se una selezione deve esserci deve avvenire all'interno del mercato, non fuori come accade oggi.

Io devo poter leggere quello che voglio, non quello che gli altri scelgono mi arrivi.

Ecco, esattamente è questo il mio pensiero, quoto ogni sillaba *_*

http://www.u-book.it/editing.htm

«Peppino entrò in casa di corsa in preda a un raccapricciante terrore aprendo la porta, poi la chiuse con violenza dando tutte le mandate a tutte le serrature. Si tolse frettolosamente il cappotto firmato e la sciarpa di seta e li appese all’appendiabiti, si sfilò velocemente i guanti di cachemire e li poggiò sul tavolo di legno bruno. Poi si diresse a larghi passi verso il grande divano e vi si sedette; il pericolo incombente sembrava essersi dileguato e finalmente si concesse un po’ di respiro».

diventa:

«Peppino corse in casa e si serrò dietro la porta. In pochi attimi si era liberato dei suoi lussuosi abiti per abbandonarsi sul divano. Solo allora, sentendosi al sicuro, iniziò a calmarsi».

Questa cosa è agghiacciante icon_eek.gif mi ha trasformato un mostrato in un raccontato icon_eek.gif

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A beneficio di tutti posto alcuni stralci del libro di Massimo Ferraris, "Facce da funerale", e credo di non far torto a nessuno visto che il download del pdf è gratuito.
Chi la conosce mi ha riferito che le più tante lacrime le versa pulendo la propria immagine, invece di quella del marito.
un funerale per pur discreto e lineare che possa essere
Quando le prospettai la soluzione della cremazione mi parve molto contraria
una strana razza che agisce in fede di non so quale ideale
Nei più anziani è rimasto radicata la convinzione
tipe che la morte ha rapito loro il caro marito

Questo è quanto ho trovato nel primo terzo del libro, volendo avrei altre cento pagine da leggere, ma evito.

Zeppo di d eufoniche (anzi, in realtà ci sono solo d eufoniche, a ogni vocale), maiuscole apostrofate anziché accentate, e simili. Mi risparmio le osservazioni sulla trama e sulla capacità narrativa dell'autore perché non è questa la sede. Ma ho una domanda per Armandillo.

In conclusione ti chiedo, Armandillo, e perdona la brutalità: se trovi ottimo un testo di questo livello al punto da consigliarlo caldamente a noi, lo hai mai letto un libro vero, tu?

Allora, allora: se l'autore regala il suo PDF, vuol dire che si espone volontariamente al pubblico arbitrio, quindi mi pare che Nayan non abbia fatto nulla di male. Dunque...

Un funerale per pur discreto non è un errore ma un inestetismo, così come le "d" eufoniche a iosa e, tosto, lasciamo perdere.

La tastiera del computer non ti permette di accentare le maiuscole, ergo, essendo un POD non ci si può aspettare la correzione in offset (la stampa digitale riproduce il testo dal file, così com'è).

Molto contraria è un bel refuso, tutto qui.

Le più tante lacrime: qui non ci vedo errori (è una frase un po' anomala, semmai) e, volendo, ha ragione Armadillo. Ma tipe che la morte ha rapito il loro marito è qualcosa di così scandalosamente obbrobrioso, di così visceralmente letale e umiliante per la nostra nobile lingua da aver prodotto in me uno sforzo non indifferente onde evitare di scoppiare in lacrime. Se questo è uno scrittore, caro Armadillo, io sono Marco Polo...

C'è però un risvolto positivo: costui non suscita in me nessuna di quella invidia più su paventata dots.gif

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Ospite queenseptienna

Il considerare tutte le autoproduzioni come immondizia è un pregiudizio difficile da superare, conosco alcuni autori che si autoproducono a volte perché scrivono un genere di nicchia e difficile da collocare eppure scrivono libri piacevoli anche se l'assenza di editing è una grave pecca e sono la prima a essere infastidita dagli errori evidenti... ma ci sono vari motivi dietro la scelta dell'autoproduzione e considerla solo una "velleità letteraria" mi sembra un po' riduttivo ^^

Tu si che mi capisci ç_ç *si aggrappa ad una gamba* il mio è uno di quei generi xD

Però sono dell'idea che se uno si trova un editor a tempo perso, il problema dell'editing è facilmente risolvibile. Almeno, io faccio così ò_ò

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