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Bill Denbrough

Riviste che pubblicano inediti di esordienti

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Ciao @Dianella Bardelli

no, di solito non bisogna scrivere niente. Bisogna esporre il proprio progetto oralmente a un agente o a un editore cercando di convincerlo che è interessante. Se viene ritenuto tale verrà letto il manoscritto. Per me una roba un po' da venditore, senza offesa per i venditori.

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1 minuto fa, ivalibri ha scritto:

Ciao @Dianella Bardelli

no, di solito non bisogna scrivere niente. Bisogna esporre il proprio progetto oralmente a un agente o a un editore cercando di convincerlo che è interessante. Se viene ritenuto tale verrà letto il manoscritto. Per me una roba un po' da venditore, senza offesa per i venditori.

Grazie della spiegazione, ma non penso che in questo periodo se ne facciano.

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18 ore fa, ivalibri ha scritto:

mi sembra comunque un mondo più accessibile alla categoria degli aspiranti scrittori rispetto alle cse editrici.

 

Ciao, sì, senz'altro sono d'accordo su questo. Diciamo che la mia preoccupazione è più sulla pratica letteraria, su come funziona il processo creativo che porta a creare nuova letteratura. Anche col cambiare dei tempi e dei mezzi, comunque rimaniamo umani e il processo creativo può, secondo me, risentirne, in quanto si rischia di concentrarsi su tutto ciò che sta intorno alla scrittura (generi letterari, editing, presentazioni, ecc.), dimenticandosi della scrittura stessa, fatta anche di scambi, di leggersi e influenzarsi a vicenda creando nuove scuole di pensiero.

Gli editori hanno ormai preso tutt'altra strada, un'industria creativa forse più adatta a cinema e tv: la qualità letteraria, la limitata durata e influenza di ciò che viene pubblicato oggi potrebbe essere dovuta, credo, a questo.

I grandi classici nascono da giovani che si sono fatti le ossa nei sottosuoli letterari prima, scrivendo. Il marketing e tutto il resto sono indispensabili ma dovrebbero venire dopo, sennò non si va lontano.

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1 ora fa, Dianella Bardelli ha scritto:

Secondo voi la rivista Il paradiso degli orchi pubblica ancora? È una bella rivista ma il sito non sembra aggiornato 

 

parrebbe di si. La pagina Facebook riporta diversi post ad Ottobre relativi alla pagina de il Paradiso degli Orchi, l'ultimo il 15 ottobre con il collegamento a quella che immagina sia una nuova recensione...

 

 

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Sto frequentando un corso di scrittura presso la Scuola del Libro. Una scrittrice diceva, a proposito delle riviste, che negli ultimi anni ne sono nate decine e decine e che questa NON è una cosa positiva. Diceva che ormai si pubblica un po' tutto e che molti hanno la possibilità di ottenere un poco di visibilità, ma che la qualità ne ha risentito. In soldoni affermava che sì, le riviste sono tante, ma che alla fine della fiera quelle che davvero contano sono poi sempre le stesse (Nuovi Argomenti, 'Tina, Cattedrale, Colla e poche altre).

Stessa cosa per quanto riguarda concorsi e "concorsini" minori.

Cosa ne pensate? Vale la pena inviare a tutti?

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Il 20/10/2020 alle 18:52, Marazani ha scritto:

Una scrittrice diceva, a proposito delle riviste, che negli ultimi anni ne sono nate decine e decine e che questa NON è una cosa positiva. Diceva che ormai si pubblica un po' tutto

 

Sinceramente non sono d'accordo e mi sembra un giudizio sbrigativo e anche abbastanza ingiusto visto il lavoro di lettura, selezione e pubblicazione che fanno molte riviste. Basato su un intuibile pregiudizio non si capisce bene fondato su cosa.

 

Sulla maggior parte delle riviste della lista, gusti a parte, vengono pubblicate ottime cose.

 

Casomai la qualità è ciò che manca sempre di più nei libri, sostituita da altri fattori legati alla vendita e al ritorno economico, che l'hanno fatta passare in secondo piano.

 

Il problema degli editori è proprio quello di non pubblicare nessuno se è solo valido come autore, mentre sono di manica larga se si assicura loro un ritorno economico (e pubblicano pure troppo, Grandi compresi).

 

Discorso totalmente diverso per i concorsi, che spuntano come funghi non per il bisogno di esprimere letteratura, ma per la tentazione di raccogliere quote d'iscrizione.

 

Insomma, le riviste non ci guadagnano niente altro che fare bella figura. E per farla devono proporre testi di qualità.

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Il 21/10/2020 alle 19:39, konradin ha scritto:

 

Sinceramente non sono d'accordo e mi sembra un giudizio sbrigativo e anche abbastanza ingiusto visto il lavoro di lettura, selezione e pubblicazione che fanno molte riviste. Basato su un intuibile pregiudizio non si capisce bene fondato su cosa.

 

Sulla maggior parte delle riviste della lista, gusti a parte, vengono pubblicate ottime cose.

 

Casomai la qualità è ciò che manca sempre di più nei libri, sostituita da altri fattori legati alla vendita e al ritorno economico, che l'hanno fatta passare in secondo piano.

 

Il problema degli editori è proprio quello di non pubblicare nessuno se è solo valido come autore, mentre sono di manica larga se si assicura loro un ritorno economico (e pubblicano pure troppo, Grandi compresi).

 

Discorso totalmente diverso per i concorsi, che spuntano come funghi non per il bisogno di esprimere letteratura, ma per la tentazione di raccogliere quote d'iscrizione.

 

Insomma, le riviste non ci guadagnano niente altro che fare bella figura. E per farla devono proporre testi di qualità.

Grazie per la risposta. Nemmeno io sono troppo d'accordo con le affermazioni che riguardano la scarsa qualità di ciò che si pubblica e penso, come te, che le riviste lavorino con una serietà e una passione unici.

Detto ciò, credo comunque che questa persona intendesse più che altro dire che se si dà visibilità a un numero così elevato di scrittori ogni settimana/mese/anno è un po' come non darne a nessuno. E che una pubblicazione su una rivista meno conosciuta non ha lo stesso peso di una pubblicazione su Tina o Nuovi Argomenti. Sono d'accordo con te che la qualità è elevata perché frutto di una selezione seria (anche in base alla mia esperienza non basta inviare una roba qualsiasi per essere pubblicati. Le riviste rifiutano eccome). Però stiamo parlando di 60/70 riviste che circolano al momento, riviste che spesso nascono e muoiono nel giro di poco. Se parliamo di soddisfazioni personali, ok, essere pubblicati è sempre un'ottima cosa. Ma se parliamo di visibilità e percezione in termini di prestigio, forse il discorso cambia un poco.

Poi la serietà è fuori discussione. Io ho conosciuto persone entusiaste, appassionate, molto più legate alla scrittura di tante CE. 

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1 ora fa, Marazani ha scritto:

Ma se parliamo di visibilità e percezione in termini di prestigio, forse il discorso cambia un poco.

 

In effetti questo è un altro discorso, che va oltre le sole riviste letterarie, e coinvolge tutto l'ambiente, in cui popolarità e prestigio hanno assunto un carattere al limite del ridicolo.

 

Non conosco la scrittrice in questione, ho però conosciuto scrittori che sono riusciti a entrare tra gli “eletti” e che difendono questa loro posizione, dimenticando chi sono in realtà, quale era ed è (perché certe cose non si possono cambiare a prescindere dello status raggiunto) il loro valore.

 

Sappiamo che riuscire a essere tra i pochi non dipende solo dalla bravura, e di solito proprio i meno bravi che ce l'hanno fatta liquidano tutti gli altri con sufficienza. Mentre gli scrittori davvero validi ammettono di avercela fatta anche per fortuna e opportunità al momento giusto. A fin di bene ovviamente, perché questo permette loro di produrre letteratura di qualità che però venga letta da più persone possibili.

 

Ritornando alle riviste, ritengo il “numero chiuso” pericoloso quanto quello delle università. La selezione insomma andrebbe fatta per strada, una selezione naturale in cui solo i più bravi restano alla fine.

 

Gli editori ormai la fanno a monte invece, e scrittori poco validi, che dentro di loro lo sanno bene ma non lo ammetteranno mai, ovviamente difendono questo stato di cose.

 

Come detto in altri commenti temo quindi che questo diventi sempre di più anche il caso delle riviste, che mi sembra sempre  di più cerchino di “assomigliare agli editori”.

 

Invece il mondo delle riviste ha fatto tanto in passato, anche in musica per esempio, in quel sottosuolo invisibile dalle parti di Nuovi Argomenti (un tempo, oggi sarebbe più Vecchi Argomenti), dove nascono le idee più forti.

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Il 25/10/2020 alle 18:57, konradin ha scritto:

 

In effetti questo è un altro discorso, che va oltre le sole riviste letterarie, e coinvolge tutto l'ambiente, in cui popolarità e prestigio hanno assunto un carattere al limite del ridicolo.

 

Non conosco la scrittrice in questione, ho però conosciuto scrittori che sono riusciti a entrare tra gli “eletti” e che difendono questa loro posizione, dimenticando chi sono in realtà, quale era ed è (perché certe cose non si possono cambiare a prescindere dello status raggiunto) il loro valore.

 

Sappiamo che riuscire a essere tra i pochi non dipende solo dalla bravura, e di solito proprio i meno bravi che ce l'hanno fatta liquidano tutti gli altri con sufficienza. Mentre gli scrittori davvero validi ammettono di avercela fatta anche per fortuna e opportunità al momento giusto. A fin di bene ovviamente, perché questo permette loro di produrre letteratura di qualità che però venga letta da più persone possibili.

 

Ritornando alle riviste, ritengo il “numero chiuso” pericoloso quanto quello delle università. La selezione insomma andrebbe fatta per strada, una selezione naturale in cui solo i più bravi restano alla fine.

 

Gli editori ormai la fanno a monte invece, e scrittori poco validi, che dentro di loro lo sanno bene ma non lo ammetteranno mai, ovviamente difendono questo stato di cose.

 

Come detto in altri commenti temo quindi che questo diventi sempre di più anche il caso delle riviste, che mi sembra sempre  di più cerchino di “assomigliare agli editori”.

 

Invece il mondo delle riviste ha fatto tanto in passato, anche in musica per esempio, in quel sottosuolo invisibile dalle parti di Nuovi Argomenti (un tempo, oggi sarebbe più Vecchi Argomenti), dove nascono le idee più forti.

La penso come te su moltissimi punti. E poi, onestamente, devo dire che ho letto racconti strepitosi, a parer mio migliori di quelli di certi autori pubblicati.

 

Ho notato anche io, purtroppo, la "piega" presa da alcune riviste che, come dite voi, provano a imitare le CE diventando sempre più selettive, e scegliendo di pubblicare sempre meno esordienti assoluti. Non tutte per fortuna. 

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Il 17/10/2020 alle 11:33, konradin ha scritto:

Ottima lista. Come già detto in precedenza credo che ormai le riviste, forse perché "senza scopo di lucro", siano rimaste una delle poche occasioni per fare letteratura, tranne rari casi di editori virtuosi, ma con tempi biblici e possibilità remote.

 

Pubblico da anni racconti sulle riviste e i miei lavori migliori sono proprio questi e non i libri pubblicati, ma negli ultimi tempi mi sembra di notare una tendenza, preoccupante, a voler assomigliare agli editori.

 

In poche parole:

Prima: invio un racconto via mail. È buono, lo pubblichiamo. On-line, visto che ci siamo liberati dal peso della carta.

 

Ora: "è scritto bene, il tema c'è, trama inattaccabile, ma lo rifiutiamo" (ricevuta mille volte da editori e agenti anche di alto livello proponendo i romanzi); cioè quella "dura selezione" che però non sembra basata sulla semplice qualità, perché quando già ti conoscono poi magari pubblicano anche cosette mediocri di cui un po' ti vergogni tu stesso.

 

E poi: Linee Editoriali. Tempi di lettura, comitati di valutazione, editing infiniti, programmazione delle prossime uscite non prima della primavera del prossimo anno. Metodi di invio dissuasivi (chi vuole il form, chi un modulo firmato, chi una recensione, ecc.). Coinvolgimento di tutte le forme di espressione possibili, video, foto, contenuti multimediali, tutto purché non sia semplice parola scritta (una sorta di sfiducia diffusa nel potere e nell'attrattiva del solo testo). E i famigerati "Contest" e "Pitch Days".

 

Mi sembra che si giochi a fare l'editore. Per carità, non voglio demonizzare nulla. Si parla di tendenze, e di punti di vista, si può sempre trovare la rivista che fa per noi. Però è un impressione sempre più forte, mi chiedo se altri l'abbiano avuta pure...

 

E lo scrivo anche perché, magari, a differenza degli editori, i redattori delle riviste bazzicano ancora questi forum e qualcuno potrebbe rifletterci.

 

 

 

La cosa che mi sorprende è che al rifiuto non venga nemmeno accompagnato un riferimento al motivo per il quale il racconto è stato rifiutato. È già molto se rispondono! Capisco che ricevano moltissimi testi, ma basterebbe scrivere "non ci è piaciuto lo stile", o "la scrittura non è sufficiente buona / matura etc", o "non ci è piaciuto il tema"... insomma, basterebbe una mezza riga. Perché dietro i racconti, per lo meno nel mio caso, ci sono tante ore di lavoro, di studio, di lettura e rilettura. E non avere il benché minimo riscontro è molto frustrante.

Io sono riuscita a pubblicare solo un testo in tanti mesi di invii, e vi assicuro che mando solo cose su cui ho lavorato molto.

 

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Il 29/10/2020 alle 12:19, Dianella Bardelli ha scritto:

Nell'elenco delle riviste che voi sappiate ci sono quelle che accettano racconti su animali, nello specifico cani? Grazie Dianella 


penso che dipenda sempre dal genere e dallo stile. 

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Il 27/10/2020 alle 20:22, niccat13 ha scritto:

 

La cosa che mi sorprende è che al rifiuto non venga nemmeno accompagnato un riferimento al motivo per il quale il racconto è stato rifiutato. È già molto se rispondono! Capisco che ricevano moltissimi testi, ma basterebbe scrivere "non ci è piaciuto lo stile", o "la scrittura non è sufficiente buona / matura etc", o "non ci è piaciuto il tema"... insomma, basterebbe una mezza riga. Perché dietro i racconti, per lo meno nel mio caso, ci sono tante ore di lavoro, di studio, di lettura e rilettura. E non avere il benché minimo riscontro è molto frustrante.

Io sono riuscita a pubblicare solo un testo in tanti mesi di invii, e vi assicuro che mando solo cose su cui ho lavorato molto.

 

 

da qualche parte, qualcuno si chiedeva quali fossero le riviste più importanti, ecco Io non lo so, ma per quanto mi riguarda, se dovessi suddividerle per categoria, sceglierei come parametro discriminante: la serietà. E rispondere con almeno una mail anche preconfezionata dopo aver letto  il racconto è appunto indice di serietà ed educazione. Le motivazioni (dell'eventuale rifiuto) sarebbero una cosa utile, ma immaginando queste povere riviste sovraccariche di milioni di racconti diventano, immagino, un lusso.

In tal senso ultimemente ho avuto esperienze imbarazzanti (evito di fare nomi o scendere nel dettaglio), con gente che non si capisce nemmeno quale risposta (se accettato o rifiutato!!!) mi abbia dato, che risponde in tono amichevole e poi scompare, o dopo sei mesi ti dicono di avere pazienza oppure ti pubblicano dopo  sei mesi, un anno (nel frattempo uno pubblico Guerra e Pace) . Io ho deciso di prendermi una lunga pausa da quel mondo lì e mi dedicherò ad altro, togliendo per altro il supporto a quelle riviste che mancano di educazione e un minimo di correttezza. 

 

p.s. se poi  uno non vuole proprio rispondere basterebbe scrivere sul sito che se entro tot mesi non viene data una risposta il racconto non è stato accettato.

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Vedo che la mia esperienza si rispecchia nelle vostre. Si potrebbe fare noi una Good List , o come si dica, delle buone e serie riviste che rispondono e che danno riscontro, anche se negativo non importa ! Io avrei già un paio di nomi...

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18 ore fa, loStraniero ha scritto:

 

da qualche parte, qualcuno si chiedeva quali fossero le riviste più importanti, ecco Io non lo so, ma per quanto mi riguarda, se dovessi suddividerle per categoria, sceglierei come parametro discriminante: la serietà. E rispondere con almeno una mail anche preconfezionata dopo aver letto  il racconto è appunto indice di serietà ed educazione. Le motivazioni (dell'eventuale rifiuto) sarebbero una cosa utile, ma immaginando queste povere riviste sovraccariche di milioni di racconti diventano, immagino, un lusso.

In tal senso ultimemente ho avuto esperienze imbarazzanti (evito di fare nomi o scendere nel dettaglio), con gente che non si capisce nemmeno quale risposta (se accettato o rifiutato!!!) mi abbia dato, che risponde in tono amichevole e poi scompare, o dopo sei mesi ti dicono di avere pazienza oppure ti pubblicano dopo  sei mesi, un anno (nel frattempo uno pubblico Guerra e Pace) . Io ho deciso di prendermi una lunga pausa da quel mondo lì e mi dedicherò ad altro, togliendo per altro il supporto a quelle riviste che mancano di educazione e un minimo di correttezza. 

 

p.s. se poi  uno non vuole proprio rispondere basterebbe scrivere sul sito che se entro tot mesi non viene data una risposta il racconto non è stato accettato.

Condivido il tuo pensiero.

Pagine addietro qualcuno parlava di un mondo di appassionati, di redazioni nottambule, ecc, e io mi sono lasciato trasportare da questa visione romantica e un po' fuori dal tempo.

La realtà è che ci sono riviste che non danno proprio segni di vita, nel senso che una volta inviato il racconto cade in un buco nero. E secondo me non è bello perché in questo caso ogni autore acconsente a cedere le propria opera gratuitamente (a differenza di quanto avviene per un romanzo), quindi a fronte di tutto questo volontariato mi sembrerebbe quantomeno corretto fornire un riscontro. 

Poi ho trovato quelle che rispondono "ti faremo certamente sapere" e invece nulla. L'ultima mi è capitata in risposta a una call a tema in cui si garantiva risposta in ogni caso, mai avuta. Alla mia richiesta di chiarimenti mi è stato risposto una roba del tipo: "sai com'è, può succedere, c'è stata di mezzo l'estate". Peccato che avevo inviato alla fine di settembre.

Per fortuna non sono tutte così, ci sono anche quelle puntuali e organizzate. In ogni caso c'è una selezione dura un po' dappertutto, bisogna avere racconti molto buoni per pubblicare, mirabolanti per arrivare alle più importanti.

Io con qualcuna pubblicherò. Mi domando però quanto sottoporsi a tutta questa trafila di mesi e mesi e mesi sia effettivamente così divertente o formativo a livello di curriculum. Forse 15 anni fa era così, adesso ho i miei dubbi. 

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@niccat13 una cosa che possiamo fare è aggiornare la lista riportando la distinzione tra quelle che rispondono e quelle che non danno segni di vita, senza specificare ulteriori dettagli. Eviterei qualsiasi polemica di sorta, in modo da mantenere la cosa su un piano di rispetto ed educazione. @lapidus , penso che la passione muova le cose, poi com'è normale che sia tutti cercano in qualche modo visibilità o almeno un riconoscimento. Così non è detto che scelgano il racconto migliore o più originale, ma semplicemente quello che si allinei a determinate tendenze dell'editoria, quello che può magari consentirti di avere visibilità indiretta: pensa che figo dire, "la nostra rivista ha pubblicato racconti di uno che ha vinto il Calvino", oopure, "siamo in contatto in Adelphi, con Einaurdi!" (in entrambi i casi non sto speculando, non sto inventando nulla). E' un discorso che vale per una minoranza per le riviste, ma la domanda è come mai pur essendo in sessanta (e rotte),  le stesse non coprano tutto lo spettro di possibilità narrative?

 

Ti domandavi se ne vale la pena di perdere tutto questo tempo a riconcorrerli? Dipende. Dubito però che le CE facciano realmente selezione leggendo i racconti e comunque il tempo speso a farti pubblicare dalle riviste lo avresti potuto impiegare a scrivere un libro e invarlo a qualche CE o al limite ad autopubblicarti e farti autopromozione. E' formativo? Se mandi un racconto a Narrandom, almeno ti fanno l'editing e vedi cosa non va, ma anche lì dubito che capirai per quale motivo non è stato scelto e se leggerai quelli invece selezionati... le idee ti saranno ancora meno chiare. E' formativo più che altro per capire che il mondo, come quando vai a fare collloqui di lavoro, è in troppi casi, senza rispetto... se una CE non mi risponde, me la prendo di meno, visto che in quel caso gli sto comunque chiedendo soldi, ma onestamente per le riviste ci sono meno scuse.

Poi magari quel mondo lì ti piace e il tuo fine è farne parte, allora bisogna armarsi di pazienza e in qualche modo andargli incontro., avendo ben presente che però si tratta, in alcuni casi, di qualcosa più vicino ai club eslcusivi che non alle palestre.

 

Io passo, almeno per un pò, mi dedicherò a progetti lasciati indietro per scrivere racconti ed è da un pò che sto valutando l'idea di mettere in piedi il mio sito/rivista, qualcosa che si apra al mondo, che non sia snob e che sia invece inclusivo. Vedremo...

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Il 6/11/2020 alle 13:04, loStraniero ha scritto:

"la nostra rivista ha pubblicato racconti di uno che ha vinto il Calvino"


A me sembra una garanzia di qualità della rivista. L'autore prima ha pubblicato i racconti, e poi ha vinto il Calvino. E quindi le riviste hanno saputo scegliere a priori un autore validissimo dal punto di vista letterario (il Calvino è un premio letterario e non commerciale), che è di solito proprio la ragion d'essere delle riviste.

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57 minuti fa, Gastone83 ha scritto:


A me sembra una garanzia di qualità della rivista. L'autore prima ha pubblicato i racconti, e poi ha vinto il Calvino. E quindi le riviste hanno saputo scegliere a priori un autore validissimo dal punto di vista letterario (il Calvino è un premio letterario e non commerciale), che è di solito proprio la ragion d'essere delle riviste.

 

In parte hai ragione, ma il problema è quando il tuo metro di giudizio  per il prossimo racconto è settato su uno stile che sia accettato dai canoni di quel premio o di una CE. Quello è l'esatto momento in cui  ti perdi per strada voci, magari anche più originali, che non otteranno spazio per una sorta di tacita esclusione in favore di una tendenza. Poi magari è anche una questione di gusti o di formazione di chi sceglie: queste cose qui non sono così nette, ma a leggere  alcuni racconti scartati per poi paragonarli a quelli scelti... qualche dubbio me lo fa venire (e NON sto parlando di me stesso, sono bipolare quando si tratta di valutare quanto scrivo!).

 

Tengo a precisare che quanto sto asserendo è perchè vorrei che quel mondo lì fosse un pò più vario e aperto, tutto lì (si, magari, in alcuni casi,  anche più rispettoso). Mica è tutto da buttare, anzi.

 

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@loStraniero Di solito però se un racconto è buono trova la sua pubblicazione, bisogna insistere un pochino e inviarlo, una alla volta, a diverse riviste. I redattori sono diversi, quindi una cosa valida da qualcuno verrà scelta. E, sempre di solito, l'originalità è premiata, le riviste amano le sperimentazioni.

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Il 6/11/2020 alle 13:04, loStraniero ha scritto:

@niccat13 una cosa che possiamo fare è aggiornare la lista riportando la distinzione tra quelle che rispondono e quelle che non danno segni di vita, senza specificare ulteriori dettagli. Eviterei qualsiasi polemica di sorta, in modo da mantenere la cosa su un piano di rispetto ed educazione.

 

 

Mi sono presa la briga di dare un mio feedback in base alla mia personale esperienza. Le riviste senza commento sono quelle a cui (ancora) non ho inviato niente.

Io sono riuscita a farmi accettare da due riviste, dopo molti invii, scritture e riscritture. Senza Polemiche! solo per darci una mano a vicenda ;-)

 

Altri Animali. - Non Rispondono
Bomarscè. - Rispondono motivando il rifiuto
Carie - Rispondono
Cattedrale – Osservatorio. - Non Rispondono
Cedro mag.   - Rispondono
Colla - Rispondono a volte
Crack Rivista. - Rispondono non motivando il rifiuto
Digressioni. - 
Doctor Tale & Mister Shot - 
Efemera 
Effe - Rivista Femminista. - Non Rispondono
Fantastico Esclamativo. 
Fillide. - 
Friscospeaks (rivista cartacea). 
Il Foglio Letterario 
Il Fuco. 
Il Paradiso Degli Orchi. 
Il Rifugio dell'Ircocervo. 
Ilmondooniente.  
In Fuga dalla Bocciofila
in sospeso
Inkroci Letterari
Inutile - Email in cui dicono che rispondono solo se accettano il racconto
L'Elzeviro
L'inquieto.  
L'Irrequieto  Email in cui dicono che rispondono solo se accettano il racconto
La Nuova Carne 
La Nuova Verde.  Rispondono
Lunario Non Rispondono
Malgrado Le Mosche.  Rispondono
Marvin. Non Rispondono
Micorrize. 
Morel - Voci Dall'Isola
Nadja Rivista
Narrandom. Non Rispondono
Nazione Indiana. Non Rispondono
Neutopia - Rivista del Possibile. 
Nuovi Argomenti
Oblique Studio. Non Rispondono
Offline
Pastrengo. Non Rispondono
Racconticon
Retabloid
Risme Rivista. Rispondono e motivano il rifiuto
Rivista Blam. Non Rispondono
Rivista Inchiostro
Sette Pagine
Smezziamo
Spaghetti Writers
Spazinclusi
Split
Spore Rivista
Squadernauti.  Rispondono e motivano
Stanza 251
Sulla Quarta Corda. Rispondono
Terranullius
three Faces - StreetBook Magazine
Tina. Non Rispondono
Traum Rivista (solo cartacceo)
Tre Racconti.  Rispondono e motivano
Voce del Verbo
Zest - Lettura Sostenibile

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1 ora fa, niccat13 ha scritto:

 

Mi sono presa la briga di dare un mio feedback in base alla mia personale esperienza. Le riviste senza commento sono quelle a cui (ancora) non ho inviato niente.

Io sono riuscita a farmi accettare da due riviste, dopo molti invii, scritture e riscritture. SENZA POLEMICHE! solo per darci una mano a vicenda ;-)

...

 

Ottimo lavoro. Ho avuto gli stessi riscontri su buona parte delle riviste da te menzionate. L'unica cosa che non mi torna è Narrandom: quelli di solito funzionano con le CALL mensili e lì rispondono anche con l'editing. Tu hai provato a inviarne uno senza rispondere alla CALL e non ti hanno risposto? Al limite specifichiamo poi nella lista...

 


 

 

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Hai ragione @loStraniero su Narrandom mi sono venuti dei dubbi. Ho riguardato le email e probabilmente pensavo di aver inviato un racconto ma poi non l'ho mandato. Quindi ricopio la lista qui corretta con in aggiunta i vostri feedback:

 

 

Altri Animali. - Non Rispondono
Bomarscè. - Rispondono motivando il rifiuto
Carie - Rispondono
Cattedrale – Osservatorio. - Non Rispondono
Cedro mag.   - Rispondono
Colla - Rispondono a volte
Crack Rivista. - Rispondono non motivando il rifiuto
Digressioni. - 
Doctor Tale & Mister Shot - 
Efemera 
Effe - Rivista Femminista. - Non Rispondono
Fantastico Esclamativo. 
Fillide. - 
Friscospeaks (rivista cartacea). 
Il Foglio Letterario 
Il Fuco. 
Il Paradiso Degli Orchi. 
Il Rifugio dell'Ircocervo. 
Ilmondooniente.  
In Fuga dalla Bocciofila
in sospeso
Inkroci Letterari
Inutile - Email in cui dicono che rispondono solo se accettano il racconto
L'Elzeviro
L'inquieto.  
L'Irrequieto  Email in cui dicono che rispondono solo se accettano il racconto
La Nuova Carne 
La Nuova Verde.  Rispondono
Lunario Non Rispondono
Malgrado Le Mosche.  Rispondono
Marvin. Non Rispondono
Micorrize. 
Morel - Voci Dall'Isola
Nadja Rivista
Narrandom. Rispondono
Nazione Indiana. Rispondono a volte (dipende dai redattori)
Neutopia - Rivista del Possibile. 
Nuovi Argomenti
Oblique Studio. Non Rispondono
Offline
Pastrengo. Non Rispondono
Racconticon
Retabloid
Risme Rivista. Rispondono e motivano il rifiuto
Rivista Blam. Non Rispondono
Rivista Inchiostro
Sette Pagine
Smezziamo
Spaghetti Writers
Spazinclusi
Split
Spore Rivista
Squadernauti.  Rispondono e motivano
Stanza 251
Sulla Quarta Corda. Rispondono
Terranullius
three Faces - StreetBook Magazine
Tina. Non Rispondono
Traum Rivista (solo cartacceo)
Tre Racconti.  Rispondono e motivano
Voce del Verbo
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perfetto @niccat13 , aggiorno la lista con un paio riviste che non rispondono, L'Ircocervo E L'Inquieto:

 

Altri Animali. - Non Rispondono
Bomarscè. - Rispondono motivando il rifiuto
Carie - Rispondono
Cattedrale – Osservatorio. - Non Rispondono
Cedro mag.   - Rispondono
Colla - Rispondono a volte
Crack Rivista. - Rispondono non motivando il rifiuto
Digressioni. - 
Doctor Tale & Mister Shot - 
Efemera 
Effe - Rivista Femminista. - Non Rispondono
Fantastico Esclamativo. 
Fillide. - 
Friscospeaks (rivista cartacea). 
Il Foglio Letterario 
Il Fuco. 
Il Paradiso Degli Orchi. 
Il Rifugio dell'Ircocervo. 
Ilmondooniente.  
In Fuga dalla Bocciofila
in sospeso
Inkroci Letterari
Inutile - Email in cui dicono che rispondono solo se accettano il racconto

Ircocervo Non rispondono
L'Elzeviro
L'inquieto.  Non rispondono
L'Irrequieto  Email in cui dicono che rispondono solo se accettano il racconto
La Nuova Carne 
La Nuova Verde.  Rispondono
Lunario Non Rispondono
Malgrado Le Mosche.  Rispondono
Marvin. Non Rispondono
Micorrize. 
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18 ore fa, niccat13 ha scritto:

Altri Animali. - NON RISPONDONO

 

 

 

Non so se intendete che non rispondono in caso di rifiuto o che non rispondono in generale. Se si trattasse del secondo caso, vi informo che a me Altri Animali ha risposto due giorni dopo l'invio con una mail personalizzata, dicendo di aver messo in lettura il racconto e di averlo assegnato a una loro editor (messa in cc nell'email)

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10 minuti fa, Carli Téio ha scritto:

 

 

Non so se intendete che non rispondono in caso di rifiuto o che non rispondono in generale. Se si trattasse del secondo caso, vi informo che a me Altri Animali ha risposto due giorni dopo l'invio con una mail personalizzata, dicendo di aver messo in lettura il racconto e di averlo assegnato a una loro editor (messa in cc nell'email)

 

Non rispondono ovviamente in caso di rifiuto, perché se accettano il racconto è ovvio che tutti rispondono ;-)

 

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