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Bill Denbrough

Riviste che pubblicano inediti di esordienti

Post raccomandati

5 ore fa, Sjø ha scritto:

@loStraniero ottimo lavoro!

Per ora posso garantire per la serietà e la puntalità delle riviste con cui ho poi pubblicato e sto per pubblicare: Risme (2 volte), Cedro mag. e StreetBook Magazine. Ottimo il confronto anche in fase di editing.

Anche riviste come Crack, che ha per ora rifiutato i miei racconti, è puntuale e cortese nella risposta.

 

Sono d'accordo. Ho avuto a che fare con Risme e sono davvero tanto professionali e gentili. Come tante altre, per carità.

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Altro aggiornamento:

 

- La Nuova Verde: esce dalla lista in via temporanea. Da quanto si capisce in un loro post su Facebook asseriscono di aver chiuso, anche se non del tutto. Cosa voglia dire lo sanno solo gli dei delle Riviste,

- Dovrebbe arrivare a breve un'altra rivista: Crauti, ma fino a quando non ha almeno un sito o  non pubblica qualcosa non la inserisco (comunque se qualcuno è interessato ha già una pagina Facebook).

- Ho inserito nella list altre reviste da me involontariamente escluse: Inkroci, Spazinclusi e Spaghetti Writers.

- ho corretto un refuso: la rivista si chiama Neutopia (non Neotopia)

 

Lista RIVISTE in stretto ordine ALFABETICO (ora sono 60):

 

 

Altri Animali
Bomarscè
Carie
Cattedrale – Osservatorio
Cedro mag.
Colla
Crack Rivista
Digressioni
Doctor Tale & Mister Shot
Efemera
Effe - Rivista Femminista
Fantastico Esclamativo
Fillide
Friscospeaks (rivista cartacea)
Il Foglio Letterario
Il Paradiso Degli Orchi
Il Rifugio dell'Ircocervo
Ilmondooniente
In Fuga dalla Bocciofila
in sospeso
Inkroci Letterari
Inutile
L'Elzeviro
L'inquieto
L'Irrequieto
La Nuova Carne
Lunario
Malgrado Le Mosche
Marvin
Micorrize
Morel - Voci Dall'Isola
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Risme Rivista
Rivista Blam
Rivista Inchiostro
Sette Pagine
Smezziamo
Spaghetti Writers
Spazinclusi

Split
Spore Rivista
Squadernauti
Stanza 251
Sulla Quarta Corda
Terranullius
three Faces - StreetBook Magazine
Tina
Traum Rivista (solo cartacceo)
Tre Racconti
Voce del Verbo
Zest - Lettura Sostenibile

 

p.s. La LISTA é in continuo aggiornamento: per cui segnalate se non ne trovate una di vostra conoscenza, se pubblica racconti verrà inserita (anche di esordienti), come sono ben accette segnalazioni di chiusure o eventuali rettifiche a quanto da me riportato.

 

 

 

 

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Rimetti pure Verde in lista, figuriamoci se hanno chiuso. Per capire e apprezzare tutto quello che scrive Verde nei social bisogna seguire molto da vicino tutto quello che accade nel mondo della litweb. È un po' la cartina tornasole che ti fa pensare: "ne faccio parte anche io!".

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1 ora fa, Gastone83 ha scritto:

Rimetti pure Verde in lista, figuriamoci se hanno chiuso. Per capire e apprezzare tutto quello che scrive Verde nei social bisogna seguire molto da vicino tutto quello che accade nel mondo della litweb. È un po' la cartina tornasole che ti fa pensare: "ne faccio parte anche io!".

 

Aspetto ulteriori sviluppi: li seguo da poco, ma se scrivi una cosa su Facebook e quoto dalla loro pagina "Quello che cerchiamo di dirvi è che Verde Rivista "chiude", ma non sta chiudendo, perché noi ci siamo necessari, noi non ci lasciamo in pace. Ma quel che è certo è che Verde non riapre." Spetterebbe a loro chiarire la cosa, non a me capire "il loro momento".

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Verde va interpretata borgesianamente, è tutto finzione e autofinzione, guarda anche il post del 5 ottobre sulla rivista che è collegato a quello su Facebook che hai citato. Questa scissione di Crauti è una delle loro geniali trovate, chissà cosa si inventeranno poi. 

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è già stata fatta una ricerca sul tipo di racconti e sullo stile di ognuna? Sessanta da spulciare e seguire sono tante... Io  vorrei mandare un mio racconto, ma mi perdo e non so a chi mandare!

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6 minuti fa, niccat13 ha scritto:

è già stata fatta una ricerca sul tipo di racconti e sullo stile di ognuna? Sessanta da spulciare e seguire sono tante... Io  vorrei mandare un mio racconto, ma mi perdo e non so a chi mandare!


La mappa delle riviste è un ottimo punto di partenza, ma l'avrai già letta, l'abbiamo anche già condivisa qui nel post: http://www.matteobb.com/la-mappa-delle-riviste/


Altrimenti, che dire, è difficile fare un riassunto puntuale per rivista, perché i racconti che pubblicano non sono sempre tutti uguali. Ci sono quelle di indole più punk, quelle più commerciali, quelle dove pubblicano un racconto per volta ogni settimana (lit-blog) e quelle che raccolgono più contributi e pubblicano la raccolta con cadenza temporale più lunga. Puoi fare una macro-scelta del genere e considerarne solo una decina. Comunque il bello di pubblicare nelle riviste è anche e soprattutto conoscerle, seguirle e interagire con i redattori: così facendo troverai velocemente quella che fa per te. 

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a volte basta partire dal nome della rivista, che in qualche modo è identitario (non sempre), poi un'occhiata al sito, alla pagina fb, quindi si, buttare via qualche minutto a leggere i racconti è sempre cosa utile, ma come si dice qui, non è nemmeno facile etichettare il tipo di racconto che cercano le riviste... a volte la difficoltà è proprio questa, comprendere a chi va bene cosa... insomma una fatica, ma in qualche modo si può così appossionarsi a quel mondo lì che poi è anche una via per capire l'aria che tira in prospettiva CE (più o meno eh).

Detto questo, riammettiamo quei casinari de LA NUOVA VERDE e aggiungo pure una rivista che mi ero perso nei labirinti della rete: Il Fuco

 

Lista RIVISTE in stretto ordine ALFABETICO (ora sono 61):

 

Altri Animali
Bomarscè
Carie
Cattedrale – Osservatorio
Cedro mag.
Colla
Crack Rivista
Digressioni
Doctor Tale & Mister Shot
Efemera
Effe - Rivista Femminista
Fantastico Esclamativo
Fillide
Friscospeaks (rivista cartacea)
Il Foglio Letterario
Il Fuco
Il Paradiso Degli Orchi
Il Rifugio dell'Ircocervo
Ilmondooniente
In Fuga dalla Bocciofila
in sospeso
Inkroci Letterari
Inutile
L'Elzeviro
L'inquieto
L'Irrequieto
La Nuova Carne
La Nuova Verde
Lunario
Malgrado Le Mosche
Marvin
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Morel - Voci Dall'Isola
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Narrandom
Nazione Indiana
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Sulla Quarta Corda
Terranullius
three Faces - StreetBook Magazine
Tina
Traum Rivista (solo cartacceo)
Tre Racconti
Voce del Verbo
Zest - Lettura Sostenibile

 

p.s. La LISTA é in continuo aggiornamento: per cui segnalate se non ne trovate una di vostra conoscenza, se pubblica racconti verrà inserita, così come eventuali correzioni.

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... aggiungo che diventa difficile "etichettare" in catgorie le riviste quando le stesse si avvalgono degli stessi autori, ed in fondo lo stile e gli argomenti degli stessi varia in fondo di poco. Poi è così, ma non è così, le differenze ci sono, ma il fatto di capire cosa piaccia alle riviste partendo da una costante è comunque d'aiuto.

Senza mai dare per scontato, che pur essendo tante, non è detto che vi sia spazio per quello scriviamo... in tal caso secondo me ci sono gli strumenti più diversi per pubblicare e sul forum si trova un pò di tutto in tal senso.

 

Altro strumento valido per capire le tendenze (non da prendere alla lettera o troppo "seriamente") è la classifica settimanaledei migliori racconti:

 

https://italiansbookitbetter.wordpress.com/2020/10/12/una-settimana-di-racconti-140/?fbclid=IwAR3T-tM-8wyuPBWdbRPBkR7mRg9_FJw2roru2CqldmCEupOs1iqTvzRQITE

 

 

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Grazie mille per le indicazioni!

io ho fatto una ricerca e cerco di seguirle il più possibile.

mi sembra che le più seguite siano, in ordine: 
 

nazione indiana 

crack

inutile

effe

l’irrequieto

narrandom

risme 

 

la selezione è durissima in tutte, comunque!! 

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@niccat13 anche StreetBook è molto seguito, oltretutto è in cartaceo e lo spediscono a casa degli abbonati.

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3 ore fa, niccat13 ha scritto:

mi sembra che le più seguite siano

Posso sapere il criterio? In soldoni: seguite dove? Grazie! :-)

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3 ore fa, niccat13 ha scritto:

Grazie mille per le indicazioni!

io ho fatto una ricerca e cerco di seguirle il più possibile.

mi sembra che le più seguite siano, in ordine: 
 

nazione indiana 

crack

inutile

effe

l’irrequieto

narrandom

risme 

 

la selezione è durissima in tutte, comunque!! 

Mi sembra che tu abbia fatto una classifica molto personale non si sa in base a cosa.

  • Grazie 1

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Ottima lista. Come già detto in precedenza credo che ormai le riviste, forse perché "senza scopo di lucro", siano rimaste una delle poche occasioni per fare letteratura, tranne rari casi di editori virtuosi, ma con tempi biblici e possibilità remote.

 

Pubblico da anni racconti sulle riviste e i miei lavori migliori sono proprio questi e non i libri pubblicati, ma negli ultimi tempi mi sembra di notare una tendenza, preoccupante, a voler assomigliare agli editori.

 

In poche parole:

Prima: invio un racconto via mail. È buono, lo pubblichiamo. On-line, visto che ci siamo liberati dal peso della carta.

 

Ora: "è scritto bene, il tema c'è, trama inattaccabile, ma lo rifiutiamo" (ricevuta mille volte da editori e agenti anche di alto livello proponendo i romanzi); cioè quella "dura selezione" che però non sembra basata sulla semplice qualità, perché quando già ti conoscono poi magari pubblicano anche cosette mediocri di cui un po' ti vergogni tu stesso.

 

E poi: Linee Editoriali. Tempi di lettura, comitati di valutazione, editing infiniti, programmazione delle prossime uscite non prima della primavera del prossimo anno. Metodi di invio dissuasivi (chi vuole il form, chi un modulo firmato, chi una recensione, ecc.). Coinvolgimento di tutte le forme di espressione possibili, video, foto, contenuti multimediali, tutto purché non sia semplice parola scritta (una sorta di sfiducia diffusa nel potere e nell'attrattiva del solo testo). E i famigerati "Contest" e "Pitch Days".

 

Mi sembra che si giochi a fare l'editore. Per carità, non voglio demonizzare nulla. Si parla di tendenze, e di punti di vista, si può sempre trovare la rivista che fa per noi. Però è un impressione sempre più forte, mi chiedo se altri l'abbiano avuta pure...

 

E lo scrivo anche perché, magari, a differenza degli editori, i redattori delle riviste bazzicano ancora questi forum e qualcuno potrebbe rifletterci.

 

 

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Ciao @konradin

è interessante quanto dici. Io mi sono avvicinata da poco al mondo delle riviste e devo dire che pur riconoscendo alcuni aspetti che hai descritto, mi sembra comunque un mondo più accessibile alla categoria degli aspiranti scrittori rispetto alle cse editrici. Ho appena partecipato a un contest organizzato da una delle riviste della lista e il mio racconto  (selezionato a settembre) verrà pubblicato la prossima primavera. Quindi sì, contest e tempi lunghi. Però mi pare comunque una realtà accessibile: ho partecipato con un racconto che avevo già scritto e aspettare alcuni mesi non mi pesa. Mentre con agenzie letterarie e case editrici mi sembra molto più difficile essere considerati, senza contare che per chi ama scrivere racconti è una realtà quasi completamente inaccessibile.

Sono invece d'accordo con te per quanto riguarda i famigerati pitch days. Una pratica che escludo a priori perché mi sentirei tremendamente impacciata a proporre qualsiasi cosa in cinque minuti (cercando pure di essere convincente!). Però il pitch day viene usato anche da agenti letterari e case editrici, anzi, non sapevo che fosse una pratica anche delle riviste. Quando vedo questo tipo di selezione scappo a gambe levate, non fa proprio per me.

Ovviamente il mio è il punto di vista di una neofita e quindi magari non riesco a percepire l'evoluzione che può vedere chi pubblica da anni.

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Ciao @Dianella Bardelli

no, di solito non bisogna scrivere niente. Bisogna esporre il proprio progetto oralmente a un agente o a un editore cercando di convincerlo che è interessante. Se viene ritenuto tale verrà letto il manoscritto. Per me una roba un po' da venditore, senza offesa per i venditori.

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1 minuto fa, ivalibri ha scritto:

Ciao @Dianella Bardelli

no, di solito non bisogna scrivere niente. Bisogna esporre il proprio progetto oralmente a un agente o a un editore cercando di convincerlo che è interessante. Se viene ritenuto tale verrà letto il manoscritto. Per me una roba un po' da venditore, senza offesa per i venditori.

Grazie della spiegazione, ma non penso che in questo periodo se ne facciano.

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18 ore fa, ivalibri ha scritto:

mi sembra comunque un mondo più accessibile alla categoria degli aspiranti scrittori rispetto alle cse editrici.

 

Ciao, sì, senz'altro sono d'accordo su questo. Diciamo che la mia preoccupazione è più sulla pratica letteraria, su come funziona il processo creativo che porta a creare nuova letteratura. Anche col cambiare dei tempi e dei mezzi, comunque rimaniamo umani e il processo creativo può, secondo me, risentirne, in quanto si rischia di concentrarsi su tutto ciò che sta intorno alla scrittura (generi letterari, editing, presentazioni, ecc.), dimenticandosi della scrittura stessa, fatta anche di scambi, di leggersi e influenzarsi a vicenda creando nuove scuole di pensiero.

Gli editori hanno ormai preso tutt'altra strada, un'industria creativa forse più adatta a cinema e tv: la qualità letteraria, la limitata durata e influenza di ciò che viene pubblicato oggi potrebbe essere dovuta, credo, a questo.

I grandi classici nascono da giovani che si sono fatti le ossa nei sottosuoli letterari prima, scrivendo. Il marketing e tutto il resto sono indispensabili ma dovrebbero venire dopo, sennò non si va lontano.

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1 ora fa, Dianella Bardelli ha scritto:

Secondo voi la rivista Il paradiso degli orchi pubblica ancora? È una bella rivista ma il sito non sembra aggiornato 

 

parrebbe di si. La pagina Facebook riporta diversi post ad Ottobre relativi alla pagina de il Paradiso degli Orchi, l'ultimo il 15 ottobre con il collegamento a quella che immagina sia una nuova recensione...

 

 

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Sto frequentando un corso di scrittura presso la Scuola del Libro. Una scrittrice diceva, a proposito delle riviste, che negli ultimi anni ne sono nate decine e decine e che questa NON è una cosa positiva. Diceva che ormai si pubblica un po' tutto e che molti hanno la possibilità di ottenere un poco di visibilità, ma che la qualità ne ha risentito. In soldoni affermava che sì, le riviste sono tante, ma che alla fine della fiera quelle che davvero contano sono poi sempre le stesse (Nuovi Argomenti, 'Tina, Cattedrale, Colla e poche altre).

Stessa cosa per quanto riguarda concorsi e "concorsini" minori.

Cosa ne pensate? Vale la pena inviare a tutti?

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Il 20/10/2020 alle 18:52, Marazani ha scritto:

Una scrittrice diceva, a proposito delle riviste, che negli ultimi anni ne sono nate decine e decine e che questa NON è una cosa positiva. Diceva che ormai si pubblica un po' tutto

 

Sinceramente non sono d'accordo e mi sembra un giudizio sbrigativo e anche abbastanza ingiusto visto il lavoro di lettura, selezione e pubblicazione che fanno molte riviste. Basato su un intuibile pregiudizio non si capisce bene fondato su cosa.

 

Sulla maggior parte delle riviste della lista, gusti a parte, vengono pubblicate ottime cose.

 

Casomai la qualità è ciò che manca sempre di più nei libri, sostituita da altri fattori legati alla vendita e al ritorno economico, che l'hanno fatta passare in secondo piano.

 

Il problema degli editori è proprio quello di non pubblicare nessuno se è solo valido come autore, mentre sono di manica larga se si assicura loro un ritorno economico (e pubblicano pure troppo, Grandi compresi).

 

Discorso totalmente diverso per i concorsi, che spuntano come funghi non per il bisogno di esprimere letteratura, ma per la tentazione di raccogliere quote d'iscrizione.

 

Insomma, le riviste non ci guadagnano niente altro che fare bella figura. E per farla devono proporre testi di qualità.

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Il 21/10/2020 alle 19:39, konradin ha scritto:

 

Sinceramente non sono d'accordo e mi sembra un giudizio sbrigativo e anche abbastanza ingiusto visto il lavoro di lettura, selezione e pubblicazione che fanno molte riviste. Basato su un intuibile pregiudizio non si capisce bene fondato su cosa.

 

Sulla maggior parte delle riviste della lista, gusti a parte, vengono pubblicate ottime cose.

 

Casomai la qualità è ciò che manca sempre di più nei libri, sostituita da altri fattori legati alla vendita e al ritorno economico, che l'hanno fatta passare in secondo piano.

 

Il problema degli editori è proprio quello di non pubblicare nessuno se è solo valido come autore, mentre sono di manica larga se si assicura loro un ritorno economico (e pubblicano pure troppo, Grandi compresi).

 

Discorso totalmente diverso per i concorsi, che spuntano come funghi non per il bisogno di esprimere letteratura, ma per la tentazione di raccogliere quote d'iscrizione.

 

Insomma, le riviste non ci guadagnano niente altro che fare bella figura. E per farla devono proporre testi di qualità.

Grazie per la risposta. Nemmeno io sono troppo d'accordo con le affermazioni che riguardano la scarsa qualità di ciò che si pubblica e penso, come te, che le riviste lavorino con una serietà e una passione unici.

Detto ciò, credo comunque che questa persona intendesse più che altro dire che se si dà visibilità a un numero così elevato di scrittori ogni settimana/mese/anno è un po' come non darne a nessuno. E che una pubblicazione su una rivista meno conosciuta non ha lo stesso peso di una pubblicazione su Tina o Nuovi Argomenti. Sono d'accordo con te che la qualità è elevata perché frutto di una selezione seria (anche in base alla mia esperienza non basta inviare una roba qualsiasi per essere pubblicati. Le riviste rifiutano eccome). Però stiamo parlando di 60/70 riviste che circolano al momento, riviste che spesso nascono e muoiono nel giro di poco. Se parliamo di soddisfazioni personali, ok, essere pubblicati è sempre un'ottima cosa. Ma se parliamo di visibilità e percezione in termini di prestigio, forse il discorso cambia un poco.

Poi la serietà è fuori discussione. Io ho conosciuto persone entusiaste, appassionate, molto più legate alla scrittura di tante CE. 

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1 ora fa, Marazani ha scritto:

Ma se parliamo di visibilità e percezione in termini di prestigio, forse il discorso cambia un poco.

 

In effetti questo è un altro discorso, che va oltre le sole riviste letterarie, e coinvolge tutto l'ambiente, in cui popolarità e prestigio hanno assunto un carattere al limite del ridicolo.

 

Non conosco la scrittrice in questione, ho però conosciuto scrittori che sono riusciti a entrare tra gli “eletti” e che difendono questa loro posizione, dimenticando chi sono in realtà, quale era ed è (perché certe cose non si possono cambiare a prescindere dello status raggiunto) il loro valore.

 

Sappiamo che riuscire a essere tra i pochi non dipende solo dalla bravura, e di solito proprio i meno bravi che ce l'hanno fatta liquidano tutti gli altri con sufficienza. Mentre gli scrittori davvero validi ammettono di avercela fatta anche per fortuna e opportunità al momento giusto. A fin di bene ovviamente, perché questo permette loro di produrre letteratura di qualità che però venga letta da più persone possibili.

 

Ritornando alle riviste, ritengo il “numero chiuso” pericoloso quanto quello delle università. La selezione insomma andrebbe fatta per strada, una selezione naturale in cui solo i più bravi restano alla fine.

 

Gli editori ormai la fanno a monte invece, e scrittori poco validi, che dentro di loro lo sanno bene ma non lo ammetteranno mai, ovviamente difendono questo stato di cose.

 

Come detto in altri commenti temo quindi che questo diventi sempre di più anche il caso delle riviste, che mi sembra sempre  di più cerchino di “assomigliare agli editori”.

 

Invece il mondo delle riviste ha fatto tanto in passato, anche in musica per esempio, in quel sottosuolo invisibile dalle parti di Nuovi Argomenti (un tempo, oggi sarebbe più Vecchi Argomenti), dove nascono le idee più forti.

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Il 25/10/2020 alle 18:57, konradin ha scritto:

 

In effetti questo è un altro discorso, che va oltre le sole riviste letterarie, e coinvolge tutto l'ambiente, in cui popolarità e prestigio hanno assunto un carattere al limite del ridicolo.

 

Non conosco la scrittrice in questione, ho però conosciuto scrittori che sono riusciti a entrare tra gli “eletti” e che difendono questa loro posizione, dimenticando chi sono in realtà, quale era ed è (perché certe cose non si possono cambiare a prescindere dello status raggiunto) il loro valore.

 

Sappiamo che riuscire a essere tra i pochi non dipende solo dalla bravura, e di solito proprio i meno bravi che ce l'hanno fatta liquidano tutti gli altri con sufficienza. Mentre gli scrittori davvero validi ammettono di avercela fatta anche per fortuna e opportunità al momento giusto. A fin di bene ovviamente, perché questo permette loro di produrre letteratura di qualità che però venga letta da più persone possibili.

 

Ritornando alle riviste, ritengo il “numero chiuso” pericoloso quanto quello delle università. La selezione insomma andrebbe fatta per strada, una selezione naturale in cui solo i più bravi restano alla fine.

 

Gli editori ormai la fanno a monte invece, e scrittori poco validi, che dentro di loro lo sanno bene ma non lo ammetteranno mai, ovviamente difendono questo stato di cose.

 

Come detto in altri commenti temo quindi che questo diventi sempre di più anche il caso delle riviste, che mi sembra sempre  di più cerchino di “assomigliare agli editori”.

 

Invece il mondo delle riviste ha fatto tanto in passato, anche in musica per esempio, in quel sottosuolo invisibile dalle parti di Nuovi Argomenti (un tempo, oggi sarebbe più Vecchi Argomenti), dove nascono le idee più forti.

La penso come te su moltissimi punti. E poi, onestamente, devo dire che ho letto racconti strepitosi, a parer mio migliori di quelli di certi autori pubblicati.

 

Ho notato anche io, purtroppo, la "piega" presa da alcune riviste che, come dite voi, provano a imitare le CE diventando sempre più selettive, e scegliendo di pubblicare sempre meno esordienti assoluti. Non tutte per fortuna. 

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Il 17/10/2020 alle 11:33, konradin ha scritto:

Ottima lista. Come già detto in precedenza credo che ormai le riviste, forse perché "senza scopo di lucro", siano rimaste una delle poche occasioni per fare letteratura, tranne rari casi di editori virtuosi, ma con tempi biblici e possibilità remote.

 

Pubblico da anni racconti sulle riviste e i miei lavori migliori sono proprio questi e non i libri pubblicati, ma negli ultimi tempi mi sembra di notare una tendenza, preoccupante, a voler assomigliare agli editori.

 

In poche parole:

Prima: invio un racconto via mail. È buono, lo pubblichiamo. On-line, visto che ci siamo liberati dal peso della carta.

 

Ora: "è scritto bene, il tema c'è, trama inattaccabile, ma lo rifiutiamo" (ricevuta mille volte da editori e agenti anche di alto livello proponendo i romanzi); cioè quella "dura selezione" che però non sembra basata sulla semplice qualità, perché quando già ti conoscono poi magari pubblicano anche cosette mediocri di cui un po' ti vergogni tu stesso.

 

E poi: Linee Editoriali. Tempi di lettura, comitati di valutazione, editing infiniti, programmazione delle prossime uscite non prima della primavera del prossimo anno. Metodi di invio dissuasivi (chi vuole il form, chi un modulo firmato, chi una recensione, ecc.). Coinvolgimento di tutte le forme di espressione possibili, video, foto, contenuti multimediali, tutto purché non sia semplice parola scritta (una sorta di sfiducia diffusa nel potere e nell'attrattiva del solo testo). E i famigerati "Contest" e "Pitch Days".

 

Mi sembra che si giochi a fare l'editore. Per carità, non voglio demonizzare nulla. Si parla di tendenze, e di punti di vista, si può sempre trovare la rivista che fa per noi. Però è un impressione sempre più forte, mi chiedo se altri l'abbiano avuta pure...

 

E lo scrivo anche perché, magari, a differenza degli editori, i redattori delle riviste bazzicano ancora questi forum e qualcuno potrebbe rifletterci.

 

 

 

La cosa che mi sorprende è che al rifiuto non venga nemmeno accompagnato un riferimento al motivo per il quale il racconto è stato rifiutato. È già molto se rispondono! Capisco che ricevano moltissimi testi, ma basterebbe scrivere "non ci è piaciuto lo stile", o "la scrittura non è sufficiente buona / matura etc", o "non ci è piaciuto il tema"... insomma, basterebbe una mezza riga. Perché dietro i racconti, per lo meno nel mio caso, ci sono tante ore di lavoro, di studio, di lettura e rilettura. E non avere il benché minimo riscontro è molto frustrante.

Io sono riuscita a pubblicare solo un testo in tanti mesi di invii, e vi assicuro che mando solo cose su cui ho lavorato molto.

 

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