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Tyler Durden

Le scelte degli uomini

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Di seguito il primo racconto che ho scritto, perdonate la presenza di qualche parola non proprio elegante, era necessaria per caratterizzare il personaggio. Attendo critiche e suggerumenti thanks.gif

«Isabel, mi vuoi sposare?» chiesi con voce tremante, dopo essermi inginocchiato di fronte a lei e aver aperto la scatolina vellutata che conteneva l'anello.

«Nick...certo che lo voglio!» rispose decisa, nonostante fosse sorpresa.

Le infilai l'anello, la sua mano tremava visibilmente; era emozionata, probabilmente aveva sognato questo giorno per tutta la vita e ora, alla non proprio tenera età di trentacinque anni, era finalmente realtà.

Ordinai subito la più costosa bottiglia di champagne disponibile al ristorante, il momento era certamente di quelli che vanno festeggiati nel migliore dei modi, unico e indimenticabile.

Nei mesi precedenti, soprattutto dopo la mia promozione sul lavoro, con conseguente sostanzioso aumento del salario che ci avrebbe permesso di compiere il “grande passo”, l'argomento matrimonio era stato solo sfiorato.

Alla nostra età sposarsi era una cosa largamente programmabile, e noi avevamo deciso di prendere tale decisione di comune accordo e nel momento opportuno.

La notte successiva alla “proposta” fu di quelle da incorniciare, sebbene abbia impiegato trentasei lunghi anni della mia vita per scoprire come le donne dopo una cena in un ristorante di lusso, un paio di bicchieri di champagne e un anello al dito acquisiscono una marcia in più sotto le lenzuola; non che mi sia mai lamentato di Isabel, per carità.

La mattina ci svegliammo ancora abbracciati, nel letto in camera di Isabel, che a quel tempo viveva in un monolocale di proprietà del padre; se la sera precedente era stata un inno alla spontaneità, ai “sì” decisi, il risveglio sembrava essere colmo di analisi e raziocinio.

Arrivò, come un fulmine durante il temporale, annunciato ma comunque capace di scuotere i passanti, il momento della domanda di Isabel: preventivata e temuta.

Premettendo che in quel momento era la persona più felice del mondo, complimentandosi con me per aver pensato tutto nei minimi dettagli, nonché per la sorprendente eleganza e sicurezza che avevo dimostrato nel farle una proposta così impegnativa, domandò:

«Come ti è venuto in mente di chiedermi di sposarti così, all'improvviso? Avevamo sempre detto che, al momento propizio, avremmo preso insieme la decisione».

Fu il panico.

In un mondo in cui le donne non sono permalose ed accettano di buon grado le risposte sincere degli uomini anche se queste non collimano con i loro film mentali, spontaneo e risoluto avrei risposto: «L'ho deciso ieri mattina, al cesso, mentre cacavo».

Ebbene sì. Ho una teoria tutta mia: gli uomini prendono le decisioni più importanti della propria vite seduti sulla tazza del cesso, ed è stato così anche per me.

Prendete un bagno, eliminate dal mobiletto vicino la tazza tutte le copie di Diabolik e Corto Maltese, lasciando solo le noiosissime riviste di cucina di vostra madre, fate entrare un uomo che ha appena preso il caffè e fumato la sigaretta di rito e state certi che avrà un'idea brillante o prenderà una decisione, anche la più difficile.

Caffè e sigaretta: cagata diretta...e decisione perfetta, aggiungerei.

Una volta sul “News of the World” lessi perfino un articolo riguardo il ritrovamento, da parte di una troupe di archeologi tedeschi, del gabinetto di Martin Lutero, sul quale il teologo scrisse le sue “95 tesi”. L'archeologo intervistato la definiva addirittura una «scoperta eccezionale»; magari tra qualche centinaia di anni ritroveranno il cesso di casa mia e l'intervistato di turno dirà: «Abbiamo ritrovato il mitico water sul quale Nick Miller decise di chiedere alla sua ragazza Isabel di sposarlo, una scoperta eccezionale»

Non potendo svelarle la “versione sincera”, risposi:«Era da un po' di tempo che ci pensavo, con la mia promozione si sono risolti i nostri problemi economici, considerando che da cinque anni

stiamo insieme e che entrambi non siamo più giovanissimi, questo era il momento giusto. Avrei voluto parlartene ma ero certo che la sorpresa ti avrebbe fatto più piacere»

«Nick, ti adoro» disse Isabel, baciandomi passionalmente «Sono felicissima di trascorrere il resto della mia vita con te».

Il mio ego si espanse, alimentato, dalle sue parole, oltre che dall'appiglio che aveva avuto la mia risposta, essendomi mostrato determinato come non mai.

I preparativi per il grande evento andarono avanti in maniera spedita, anche se, scoprii un lato di Isabel che non conoscevo, lei che era sempre stata un tipo alla mano e disinteressata all'apparire, nei giorni che precedevano il matrimonio era diventata minuziosa nella scelta di ogni singolo dettaglio, e in alcuni casi addirittura snob, aggettivo che di certo non le si addiceva.

La scelta della chiesa in cui si sarebbe svolta la funzione e del luogo del ricevimento divenne un' Odissea, per non parlare della decisione riguardo quella che sarebbe stata la nostra futura dimora; in ogni appartamento che andassimo a visitare trovava dei difetti.

La mia pazienza fu più volte messa alla prova.

Inoltre ogni suo discorso era inevitabilmente incentrato su come sarebbe stata la nostra vita coniugale; parlava in continuazione di figli, cosa che mi intimoriva notevolmente, anche perché si ostinava a parlarne sempre al plurale.

Secondo Isabel avremmo anche potuto ricominciare a frequentare amici di vecchia data, nostri coetanei, che però si erano già da qualche anno sistemati e avevano dei bambini.

La cosa che mi fece maggiormente rabbrividire, fu quando iniziò ad accennare di possibili week end in famiglia da passare fuori città.

Attenzione. Attenzione. Attenzione.

Il mio mondo era sotto attacco.

Mi immaginai la domenica pomeriggio nel bel mezzo di una gita nel Lake District, quando avrei dovuto essere con i miei amici Josh e Claus sulle gradinate di Stamford Bridge a guardare l'ennesima partita del Chelsea, quella che magari poteva valere la stagione.

La tradizionale partita di calcetto del giovedì sera sarebbe stata sostituita da una cena a casa dei coniugi Davies o dei Collins oppure, nella peggiore delle ipotesi dai genitori di Isabel.

Al posto del portiere, quel grassone di Chad, che mi bestemmiava dietro e mi intimava di non sbagliare più i gol sotto porta, ci sarebbe stata la madre di Isabel, altrettanto grassa, che mi chiedeva se volevo dell'altro sformato di tacchino.

Chiunque si sarebbe sentito minacciato da tali prospettive.

Arriva il momento nella vita di un uomo in cui delle scelte vanno effettuate.

Non puoi tirarti indietro, devi scegliere, soprattutto se hai già oltrepassato da un lustro i trenta e ti avvii ai quaranta.

Scelte di vita, inequivocabili. Ecco cosa deve fare un uomo.

Il giorno del mio matrimonio, col passo di chi sa di aver fatto la scelta di giusta, imboccai le scale mobili del terminal 3, quello delle partenze internazionali.

La marcia nuziale risuonava ancora nelle mie orecchie, provocandomi i brividi.

Gate 23: volo di sola andata per Johannesburg, il giorno dopo sarebbero iniziati i mondiali di calcio, Josh e Claus erano già lì.

Salendo sull'aereo diventava realtà la mia decisione, non potei fare a meno di pensare alla povera Isabel, piantata in asso sull'altare tra l'incredulità dei presenti.

Era stata una scelta sofferta, senza dubbio.

L'avevo presa in un tempo relativamente breve: il tempo di una cacata.

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del salario

è preferibile stipendio.

ed accettano

D eufonica.

Isabel che non conoscevo, lei che era sempre

Due punti dopo conoscevo.

Odissea

minuscolo.

che andassimo

che andavamo.

A parte questi pochi errori è scritto bene e mi sono davvero sbellicato dalle risate, la psicologia del personaggio è davvero ben fatta e la sua donna è davvero una trasformista con i fiocchi.

Spero solo che con la mia ragazza non finisca come in questo stupendo racconto.

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Anche a me questo racconto ha divertito molto. Scrivi in modo decisamente scorrevole, fantasioso e abbastanza corretto. Si percepisce voglia di comunicare ed estro. E poi la trovata sul cesso di Lutero è decisamente divertente! yahoooooo.gif

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«Nick...certo che lo voglio!» rispose decisa, nonostante fosse sorpresa.

Fosse sorpresa non mi piace. Nonostante la sorpresa mi piace di più. È la stessa cosa, ma mi sento meno oppressa dal narratore.

Le infilai l'anello, la sua mano tremava visibilmente; era emozionata, probabilmente aveva sognato questo giorno per tutta la vita e ora, alla non proprio tenera età di trentacinque anni, era finalmente realtà.

Occhio, con questa riflessione qualcuno potrebbe risentirsi, magari un tuo ipotetico lettore.

La notte successiva alla “proposta” fu di quelle da incorniciare, sebbene abbia impiegato trentasei lunghi anni della mia vita per scoprire come le donne dopo una cena in un ristorante di lusso, un paio di bicchieri di champagne e un anello al dito acquisiscono una marcia in più sotto le lenzuola

acquisiscAno

Premettendo che in quel momento era la persona più felice del mondo, complimentandosi con me per aver pensato tutto nei minimi dettagli, nonché per la sorprendente eleganza e sicurezza che avevo dimostrato nel farle una proposta così impegnativa, domandò

C’è davvero bisogno di questa premessa? Tra l’altro, tu come fai a essere così sicuro che lei in quel momento fosse la persona più felice del mondo? Continui a volermi imporre la tua visione dei personaggi... non mi piace.

In un mondo in cui le donne non sono permalose ed accettano di buon grado le risposte sincere degli uomini anche se queste non collimano con i loro film mentali, spontaneo e risoluto avrei risposto: «L'ho deciso ieri mattina, al cesso, mentre cacavo».

Questa frase è carinissima icon_cheesygrin.gif

Ebbene sì. Ho una teoria tutta mia: gli uomini prendono le decisioni più importanti della propria vite seduti sulla tazza del cesso, ed è stato così anche per me.

Qualcuno le prende anche sotto la doccia blink1.gif

Non potendo svelarle la “versione sincera”

Versione sincera, anche se tra virgolette, è brutto. Non potendo svelarle la verità è meglio.

e che entrambi non siamo più giovanissimi

Aridaje. Ma vuoi essere mandato a quel paese per direttissima?

Non puoi tirarti indietro, devi scegliere, soprattutto se hai già oltrepassato da un lustro i trenta e ti avvii ai quaranta.

Vedi sopra.

Un’impepata di cliché conditi da qualche lampo di simpatia. Non tutto da rifare, ma buona parte sì. Ho visto nel tuo profilo che hai ventuno anni, posso dirti che escono fuori in maniera troppo prepotente? Si percepisce che non hai la sensibilità e l’esperienza per descrivere scene di vita come questa, per entrare nei panni di un trentacinquenne, e grazie al cielo, aggiungerei, beato te. Ti assicuro che un trentacinquenne come quello che descrivi tu, non direbbe mai "non siamo più giovanissimi" oppure "alla non proprio tenera età di".

Nell'immaginario comune i trent'anni sono la linea di confine che separa la giovinezza dall'età adulta. Ma il mondo è cambiato, e di molto, te l'assicuro.

Questo testo mi dà l’impressione di essere stato ripreso a pié pari da una commedia americana, con l’aggiunta, come dicevo all’inizio, di qualche trovata simpatica come quella del cesso.

Il trentacinquenne che sente le pressioni dell’età, fidanzato da anni, con gli amici tutti sposati, che decide di fare una proposta di matrimonio in un ristorante di lusso davanti a champagne e cibo di classe, a una donna che sogna di avere tanti bambini e che gli toglierà tutta la bellezza di stare con gli amici e fare cose da uomini… capisci che è tremendamente banale?

Tra l’altro, grazie al cielo per la seconda volta, la vita non è affatto così. Chi si godeva la vita da single a vent’anni se la gode anche a trenta e a quaranta, magari in coppia.

Stilisticamente parlando rivedrei alcune cose, come la tua tendenza a voler per forza far vedere al lettore i personaggi con i tuoi occhi. Il lettore li deve vedere con i propri, attraverso le azioni dei protagonisti, altrimenti non c'è alcun gusto nella lettura.

Alla prossima icon_wink.gif

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Grazie simon per avermi fatto notare quelle imprecisioni.

sono contento che ti abbia divertito, stesso dicasi per Ansuc.

Premettendo che in quel momento era la persona più felice del mondo, complimentandosi con me per aver pensato tutto nei minimi dettagli, nonché per la sorprendente eleganza e sicurezza che avevo dimostrato nel farle una proposta così impegnativa, domandò

C’è davvero bisogno di questa premessa? Tra l’altro, tu come fai a essere così sicuro che lei in quel momento fosse la persona più felice del mondo? Continui a volermi imporre la tua visione dei personaggi... non mi piace.

Non è imporre la mia visione dei personaggi, in questo caso è il protagonista/narratore che riporta le parole di Isabel.

Probabilmente la stessa frase, detta in prima persona, dalla protagonista femminile avrebbe reso meglio.

grazie comunque anche per gli altri suggerimenti, riguardo la scelta del tema e la descrizione dei personaggi, cercherò di farne tesoro la prossima volta che scriverò qualcosa thanks.gif

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Ospite

Dove si svolge l'azione?

Lui che fa la proposta, con tanto di anello, in ginocchio in un ristorante: solo USA.

Nick e Isabel: paese anglofono.

Diabolik e Corto Maltese: solo Italia.

Lake Distruct: USA e Scozia.

Chelsea (squadra di calcio): Inghilterra.

Per il resto concordo con Nayan.

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Dove si svolge l'azione?

Lui che fa la proposta, con tanto di anello, in ginocchio in un ristorante: solo USA.

Nick e Isabel: paese anglofono.

Diabolik e Corto Maltese: solo Italia.

Lake Distruct: USA e Scozia.

Chelsea (squadra di calcio): Inghilterra.

Per il resto concordo con Nayan.

Londra.

solo i fumetti potrebbero non concordare con il luogo dove si svolge l'azione, grazie per avermelo fatto notare..correggerò!

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Ospite

Non ho informazioni precise su come gli inglesi facciano le dichiarazioni di nozze, ma la scena del richiedente in ginocchio con un anello in un locale pubblico la ricordo solo in film americani. L'amore per la privacy inglese noncredo consenta tali manifestazioni.

Ti ricordo che uno stesso gesto può essere considerato variamente nelle varie culture: da noi è lecito soffiarsi il naso ma non ruttare in un ristorante, in Giappone al contrario.

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