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Jade13

Siete scrittori... in incognito?

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Buonasera a tutti, questo è il mio primo post se si esclude quello di presentazione :asd:
Avrei una curiosità: voi siete scrittori in incognito? Voglio dire se avete mai parlato a qualcuno della vostra passione per la scrittura, se avete mai detto a qualcuno che state scrivendo un libro/un racconto, se avete mai fatto leggere loro i vostri lavori oppure se gli unici a conoscenza di questa vostra passione siete voi stessi e il vostro gatto.

Buona serata :love:

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Ciao @Jade13 ,

 

Prima di tutto benvenuta e bel topic, mi piace. 

Ho scoperto questa passione circa un anno fa quando decisi di partecipare a un piccolo contest locale. Non dissi a nessuno della mia passione per almeno tre o quattro mesi. Poi feci leggere qualche racconto a un'amica di vecchia data, la conosco da così tanto che per me è più di una sorella. 

Avevo bisogno di più fiducia in me stessa e solo con il risultato positivo del contest riuscii a ottenerla.

A oggi non ho mai scritto nulla di più lungo di un racconto e solo poche persone conoscono questa mia passione (con poche intendo sei, amici stretti e famiglia). Avevo molta paura riguardo la reazione che alcune delle persone vicino a me potevano avere verso certi racconti, ma ho ricevuto in cambio grande rispetto e discrezione, nessuno mi ha mai più chiesto insistentemente di fargli leggere quello che scrivevo ma accettano di farlo qual'ora ne abbia bisogno. Al momento non sento il bisogno di condividere questa passione con nessun altro, in futuro si vedrà. 

E tu cosa mi dici? Sei anche tu una scrittrice solo agli occhi di pochi?

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Buonasera a tutti :)

Come già detto da @Thea , benvenuta e complimenti per il topic, che è davvero interessante @Jade13

Io sono tutto meno che una scrittrice in incognito. A dire la verità, mi piacerebbe tantissimo avvolgermi in un qualche alone di mistero, rendendomi così più interessante, ma proprio non ci riesco: sono una "rana dalla bocca larga". Infatti, in molti sanno di questa mia passione (compresi i compagni di scuola e i professori) e molti tra i miei parenti e gli amici (/parenti degli amici) hanno letto i miei romanzi. Nonostante alcune prese in giro, devo ammettere di non essermi mai pentita di aver condiviso questa mia passione, anche se posso perfettamente comprendere che altri non vogliano mettersi in mostra a tal punto.

A questo punto, non vedo l'ora di leggere le risposte degli altri :)

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Sono curiosa di sapere quali saranno le risposte :)

 

Per quanto mi riguarda non è un segreto perciò se capita l'occasione lo dico, ma non sento l'esigenza di dirlo ad amici, parenti e conoscenti.

 

@Jade13

Sposto in agorà perche non è un quesito tecnico sulla scrittura ;)

 

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Per molto tempo l'hanno saputo pochissime persone. Non che lo volessi tenere nascosto, semplicemente tra i miei conoscenti in pochi si interessavano alla narrativa. In più, per certi aspetti, sono una persona abbastanza riservata.

E adesso, che ne sono al corrente quasi tutti quelli che mi conoscono, sento un bisogno di maggiore intimità.

Non so se e quando mi capiterà di pubblicare qualcosa, ma sto riflettendo sull'eventuale uso di uno pseudonimo.

Nello spazio, a volte, si ragiona in maniera strana.

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Ciao @Thea , ti ringrazio e sono contenta che ti sia piaciuto il mio topic :love:
Mi è sempre piaciuto molto scrivere, a scuola ero sempre quella che consegnava per ultima il tema perché aveva sempre mille cose da scrivere. Alle elementari avevo già il così detto callo dello scrittore sull'anulare della mano destra, e ce l'ho tutt'ora.
La passione vera e propria per la scrittura è però nata recentemente, ad aprile. Una notte di quel mese ho fatto un sogno che mi ha ispirato l'idea per il romanzo che tuttora sto scrivendo. Ricordo ancora di essermi messa al pc dopo qualche giorno di riflessione e di avere iniziato a scriverlo. Quella sera ho scoperto quanto lo scrivere sarebbe diventato importante per me. È stato qualcosa che è arrivato a me come una sorpresa, una delle sorprese più belle che abbia mai ricevuto. Ho sempre scritto qualche canzone da suonare con la mia chitarra, ma dare vita ad una storia e ad altre vite è tutta un'altra cosa.
Inizialmente non volevo parlarne con nessuno, io sono una persona molto riservata, ma alla fine mi sono detta che avevo bisogno di qualcuno che mi potesse dare un parere sulla trama, che magari potesse ispirarmi delle idee, e che, perché no, mi supportasse. In primis ne ho parlato con il mio migliore amico, poi pian piano l'ho detto anche alle mie tre migliori amiche. Tutti loro insistevano affinché mandassi loro i capitoli da leggere man mano che li scrivevo, allora mi sono fatta coraggio e ho mandato loro il primo. Ho ricevuto dei riscontri molto positivi, senza tuttavia essere esentata da piccole critiche costruttive. Sono stata contenta di essermi rivolta a loro e decisi che lo avrei fatto ancora in futuro, con i successivi capitoli.
La mia famiglia non ne sa nulla, avevo accennato la cosa solo a mia mamma senza andare nel dettaglio, ma va bene così per il momento.

Questa è la sintesi della mia storia, sono contenta di aver potuto conoscere la tua, vedo che anche tu hai scoperto la tua passione per caso, ma penso che sia così che inizi un sogno <3

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Buonasera @Miss B. , ringrazio anche te :P
Io credo che non ci sia nulla di male ad essere "uscita allo scoperto", ognuno ha il suo carattere e non siamo tutti uguali, e poi il fatto che tu abbia condiviso questa passione con più persone non ti ha fatto perdere quell'alone di mistero di cui parli, anzi: quando una persona ama scrivere, secondo me, è molto più in contatto con il proprio mondo interiore rispetto magari ad altre persone, il ché conferisce alla persona ancora più fascino!

Non riesco ad immaginare come possano esserci state persone che ti abbiano preso in giro per via di questo tuo hobby, ma sinceramente non mi stupisco più di nulla. Evidentemente fai una cosa che loro non sanno fare, e le persone tendono sempre a sminuire quelli che invece lo fanno, e parlo per esperienze personali che non hanno nulla a che fare con la scrittura. L' importante è non farsi mai influenzare dal parere di questa gente (y)

Grazie per aver condiviso la tua storia! (Approfitto per chiedere scusa per aver scritto in grassetto, non so se è il mio Pc ma le lettere digitate sono troppo chiare e non vedo nemmeno quello che scrivo AHAHAHAH)

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@wyjkz31 pensa che ho controllato quattro volte prima di scegliere la sessione in cui scrivere questo topic, ma evidentemente dovevo guardarci una quinta :asd: Scusami davvero, mi sto ancora ambientando.

Pure io sono come te, per carattere non sento il bisogno di dirlo a nessuno, ma se capita l'occasione senza problemi dico che a me piace scrivere, senza andare oltre ;)

@unacasanellospazio molto bello il tuo nickname ^_^  Pure io ogni tanto penso in grande e mi metto a fantasticare su un eventuale pubblicazione e penso che quasi sicuramente non userei il mio nome e cognome. Mi farebbe sentire più "protetta", non so come spiegarlo. Quando arriverà il momento, se arriverà, lo sapremo :D

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Quando mi affacciai in questo mondo non ero un ragazzino come tanti qui (abbiamo dei sedicenni autori già di due o tre romanzi), tutt'altro: avevo già passato i cinquanta...  Avevo alle spalle una vita passata fra i libri, da lettore, studente e libraio, ma non avevo mai pensato di scrivere qualcosa di mio.  In libreria avevo spesso clienti/amici che mi dicevano: perché non provi a scrivere un romanzo?  Non li ho mai presi sul serio, perché non me ne ritenevo capace e anche perché non sentivo quella spinta interiore che tanti provano.  Avevo sempre "scritto bene": bravo a  scuola, quello a cui ci si rivolgeva quando c'era da scrivere una lettera ufficiale (che fosse una protesta del quartiere per la mancanza di cassonetti o una lettera a un avvocato, non importava), ma da qui a pensare di scrivere un romanzo passava moltissima acqua sotto i ponti.  Poi è capitato che due grandi passioni della mia vita che avevano sempre occupato spazi separati - quella per i gialli e quella per l'Olanda - venissero in contatto, fino a farmi pensare di scrivere un poliziesco ambientato in Olanda.  Così iniziai.  Ma io, che da libraio avevo sempre manifestato un notevole intuito nel giudicare i libri degli altri, mi ritrovavo del tutto incapace di capire se quei primi due o tre capitoli che avevo scritto potessero suscitare un qualsiasi interesse o fossero privi di ogni valore.  Così li indirizzai a quattro amici, del cui giudizio sapevo di potermi fidare perché appassionati di gialli e incapaci di mentire per adularmi.  Ricevetti un invito unanime a proseguire ed eccomi qua...

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@Jade13 non è consentito pubblicare in grassetto.

Se hai problemi a visualizzare la pagina, puoi scrivere in grassetto, ma priva di inviare il messaggio evidenzialo e premi il bottone in alto con la T e la x a pedice, che elimina la formattazione.  Poi premi invio.

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@Marcello Mi era sfuggita la sua risposta alla mia domanda, della quale ho ammirato il modo in cui è stata scritta per via della sua accuratezza, ma anche della sua spontaneità e simpatia. Come dicevo prima alle persone che hanno risposto al mio topic, i sogni, gli hobby e le passioni più belle nascono per caso. Sono come delle sorprese, e come tali possono arrivare quando meno ce lo si aspetta... anche a cinquant'anni ;) 

Grazie per aver condiviso la sua esperienza con me.

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@Jade13 ti prego, dammi del tu: non farmi sentire più vecchio di quanto non sia! :D

Scherzi a parte siamo tutti giovani qui (chi lo è un po' di meno cerca di rimediare con lo spirito...) e il "tu" è il pronome ufficiale del forum.  Fai finta di scrivere in inglese... ;)

 

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Ospite

L'unica passione che mi riconosco, potrei morirci. Ho una visione cristiana del termine passione. C'è chi mi ha detto, una persona a me vicina, che avessi come hobby la scrittura, io risposi che il golf sarebbe un modo per passare il tempo, ma per questa cosa ho rinunciato, perso e... si vabbé, anche cose buone. La scrittura non è il mio talento, ne son privo, so solo attaccare insieme parole come mi insegnarono a scuola, prima che anche la scuola dovette farmi ciao con la manina... anche i sassi sanno che scrivo, chi? quel tipo lì? solitario, schivo, rinchiuso in casa? almeno penso che le persone sappiano che quando posso scrivo, in effetti possono anche sospettare di peggio, e a ragione dato che non essendo un talento nella scrittura non ho ancora completato niente, se non raccolte di libricini di scritti che non so definire... un diario in versi. Ma fin quando non leggeranno qualcosa di mio, questi sconosciuti temo pensino di me il peggio, magari, lo spero, che non so manco io cosa pensare. Chi mi conosce, sa. Conosce la mia malattia, e mi trova incurabile, e se ne fanno una ragione. Alcuni la sfruttano per i loro interessi, vedi la musica o altro, ho scritto e cantato i miei testi per sette anni, e forse riprenderò la cosa, con più serietà. Ho scoperto la scrittura, la mia, a dieci anni. Da bambini è facile andar bene a scuola, ero il classico Superbravissimo 10 e lode, poi qualcosa è scattato in prima media (parte intanto come sottofondo adatto Another brick in the wall). L'insegnante ci assegnò una poesia credo per l'analisi del testo, Vicolo di Salvatore Quasimodo. Nella mia testa il professorino represso del video dei Pink Floyd rideva "poesia? questa è una poesia?"... sarà che avevo in testa solo Shakespeare e Dante che chissà come già conoscevo, soprattutto l'autore di Romeo e Giulietta, avevo già letto per hobby quattro suoi drammi (che ci vuoi capire a 10 anni di Amleto, bah) e mi dissi: se questa è una poesia (Vicolo di Quasimodo) posso benissimo scriverne anch'io. Dov'è la donna tanto amata? Dov'è il nemico da combattere? Dove sono quelle parole desuete che ti fanno capire che stai leggendo una poesia? E così scrissi la mia prima schifezza, in rima baciata sul vero amore, che adesso si nasconde negli scatoloni dell'infanzia, conscia che se la trovassi la darei in pasto alle arpie o semplicemente la brucerei. Al rogo! Comunque è da lì che è scattato qualcosa. Da lì ho iniziato a scrivere, a parlare di me, della ragazzina che mi piaceva, del bullo che mi odiava, dell'amico che mi difendeva e via discorrendo. E niente... spero di aver condiviso quel che tu volevi sapere. A me è servito per fare un ripasso del motivo per cui di sabato sera sto qui davanti al pc nel tentativo di scrivere un maledetto romanzo.

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Ospite

Sono gelosa della mia unica passione (citando @Sigismondo  che spero non se ne abbia  a male).

Ho quaderni e quaderni di prosa poesia e pensieri scritti dall'età di 12 o 13 anni sino ai 27.

Poi il lavoro, la famiglia, i figli, i problemi, il divorzio, il cambio di città, insomma il tutto che mi circondava e che pretendeva da me la massima dedizione e attenzione, mi ha deviata, inducendomi a relegare in un cantuccio nascosto una parte così importante di me stessa.

L'anno scorso un evento mi ha causato un dolore immenso, e mi sono ritrovata a scriverne per non somatizzare.

Credo di aver aperto il vaso di Pandora, perché non ho più smesso né ho intenzione di farlo e sono gelosissima al punto  che ho deciso di usare uno pseudonimo, anche a causa del mio lavoro.

Quindi, nessuno sa che scrivo, a parte la mia famiglia ( quella ristretta che condivide e sopporta le mie follie).

:flower:

 

Modificato da Ezbereth

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Ricordo un giorno delle elementari: tema con disegno finale. Rimasi stupito e oltre modo imbarazzato quando la maestra, Rosanna, quella severa, mi portò in altre classi e lesse il mio tema a tutti. Applausi, complimenti... Avrei voluto sparire. Il disegno mi venne orribile, però credo sia nato tutto lì. Oggi scrivo, dopo anni di inattività, ma non è la prima cosa che dico di me. Solo se si presenta l'occasione. Chi mi è vicino invece lo sa. Alcuni selezionati leggono e commentano, ma son pochini.

Oh, poi ho imparato anche a disegnare :D

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Non è tra le prime cose che racconto, anzi, di solito non ne parlo con persone che conosco poco, ma familiari e amici lo sanno tutti, avendo poi anche pubblicato diverse cose. 

Che gli interessi, poi, è un altro paio di maniche... :nuo:

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On 19/8/2016 at 17:50, Jade13 dice:

Avrei una curiosità: voi siete scrittori in incognito?

 

Bella domanda. Alla quale tenderei a rispondere... ni! Cioè, in molti sanno bene ciò che faccio, familiari compresi (cani e gatti inclusi). Se invece devo rispondere a un perfetto sconosciuto che esordisce con il classico "cosa fai nella vita", tergiverso, perché l'incubo dello scrittore è il tipico interlocutore che poi aggiunge: - Ok, ma per lavoro cosa fai? - Rimarcando puntualmente la parola lavoro.

Ecco, in tal caso preferirei ripiegare su "serial killer". Tanto neanche quello è un lavoro vero e proprio. E' più una sorta di... passione istintuale. :asd:

Più che in incognito, quindi, direi che sono uno scrittore schivo.

Con chi sa bene ciò che faccio, invece, mantengo il riserbo solo sui contenuti di un nuovo lavoro editoriale; almeno fino al momento in cui non è pubblicato.

In conclusione: schivo con gli sconosciuti, riservato con gli altri (serial killer nell'intimo :lol:).

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@Jade13 ciao! Benvenuto/a nel forum. Per rispondere alla tua domanda, sì, sono in incognito. Scrittrice? Figuriamoci E poeta? Parolona! Mi piace questo mondo così come mi piace da morire leggere, ma lungi da me dal parlarne agli altri. Un giorno forse quando e se avrò fatto qualcosa di concreto... Per ora, se escludo una mia amica, il mio compagno e la mia famiglia che sanno che scribacchio ma non quanto sia fondamentale per la mia anima,  non posso contare altre persone. Non mi piace sbandierare ai quattro venti qualcosa che potrebbe non portare mai a niente e rimanerne poi delusa io stessa in primis ed in più con quel senso di vergogna di chi ha fallito davanti agli altri, preferisco sminuirne l'importanza o non mostrare affatto. È una passione che mi fa bene ed è terapeutica contro lo stress quotidiano, e questo mi basta, per ora. 

Modificato da millika

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@Jade13 benvenuta! Che bel topic! Scrivo da quando ho ricordi. Ho iniziato alle elementari, spronata dalla mia insegnante in Serbia che mi ha convinto di partecipare a un concorso indetto dalla regione. Vinsi, ma la scrittura era solo un gioco. Non capivo ancora quanto in realtà ci tenessi. A liceo scrivevo le poesie e i racconti brevi: grazie alla professoressa di letteratura arrivai a collaborare con il giornale scolastico. Durante i bombardamenti della Serbia capii che la scrittura poteva essere un'ottima medicina al male che sentivo dentro. Spesso dico che in un certo senso mi ha salvato in quei mesi di pura follia. Poi, arrivata in Italia, spinta da una forte nostalgia e una paura di dimenticare l'idioma materno, cominciai a lavorare al mio romanzo serbo. Quando lo pubblicarono nel 2009 fu un momento particolare: solo allora capii che non era più un gioco; forse era qualcosa di molto più importante. Invece di gioire andai in crisi. Una passione semplice stava minacciando la mia vita e tutto quello che avevo costruito nel frattempo. Per un anno boicottai la scrittura; nei momenti bui sognavo di bruciare il libro. Nel 2010 il libro amato e odiato al contempo mi portò al giornalismo. Ma solo l'anno scorso ho voluto ritrovare la scrittrice in me, scrivendo il mio primo romanzo in italiano. In un momento di pura follia lo inviai alla sede regionale della Rai e con immensa sorpresa, ad aprile, scoprii di essere arrivata nella fase nazionale de La Giara. Da allora non ho smesso di scrivere; soprattutto da quando sono arrivata al forum. Prima mi leggeva al massimo mio papà, o i miei amici; ora non ho timori, sono felice di condividere i miei scritti con gli appassionati come me.  

 

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Scrittore in incognito no, dato che parte di quanto ho scritto l'ho messo in rete e non uso uno pseudonimo: quindi, se uno fa ricerche su internet, può trovare racconti, romanzi e articoli per siti e riviste che portano in firma il mio nome. Difficilmente ne parlo di persona, a meno che non mi venga posta la domanda precisa o non sia in una conversazione con persone che condividono questo interesse. Le rare volte che ho provato a parlarne di mia iniziativa, ho trovato o reazioni freddine o sguardi quasi schifati (cosa che si verifica anche quando dico che mi piace leggere: un marziano pervertito otterrebbe accoglienza migliore); quindi, per evitare certe situazioni e far sì che non venga sminuito (o peggio) quello che faccio, citando un brano famoso, preferisco non dare le perle ai porci. Non si può mettere in piazza tutto quello che si fa; se proprio lo si vuole fare, si devono selezionare l'ambiente, le persone e il momento giusto per farlo. 

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13 ore fa, M.T. dice:

ho trovato o reazioni freddine o sguardi quasi schifati (cosa che si verifica anche quando dico che mi piace leggere: un marziano pervertito otterrebbe accoglienza migliore)

Quanto ti capisco! Quando leggo sui mezzi di trasporto (ho sempre il lettore in borsa) mi guardano come fossi un'aliena. Se sapessero che scrivo anche...

 

@Jade13 Grazie a te per averci dato l'input per parlarne! :) 

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Perdona...non so cosa ho schiacciato ma è partito il post ancor prima che lo scrivessi (e questo dice tutto del mio essere "scrittore") O_O.

 

Mettiamola così : sì, lo sanno tutti che scrivo (parentado, amici, amici degli amici e adesso anche qui).

Peccato che mi hanno sempre identificato come: " Hey, è quasi Natale, ci facciamo scrivere un pensiero da Mauro?" oppure "Hey, è il compleanno di... lui saprà cosa scrivere. Come chi? Ma Mauro!"

Il vero dramma è che io non so scrivere, almeno lo scrivere come conclamato e auspicato in questo forum.

Mi spiego meglio, anzi riformulo : diciamo che riesco a combinare le parole in modo così assurdo che appaiono belle. A volte risultano piacevoli addirittura a me e mi tocca rileggerle rimanendo (sempre a volte) basito!

 

Scherzi a parte.

 

Ho letto i vari interventi e trovo molte similitudini con quello che la vita mi ha permesso di gioire. Dal tema in quinta elementare con vergogna pubblica (io nel contempo NON ho imparato a disegnare), al fatto di mettersi di notte a "buttare" giù un pensiero.

Non ho una formazione classica e nemmeno umanistica e questo risulta essere un grosso handicap : lo so, lo capisco e me lo porto a casa.

Non amo leggere testi se non che siano tecnici o che parlino del volo. Vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di tempo.

Nonostante questo enorme scoglio ho già pubblicato (insieme ad altri) e le vendite sono andate anche bene, sopra le aspettative (ti confesso che giocai facile visto che l'argomentazione trattata era di mia piena padronanza e piuttosto "poco sfruttata".

Da lì mi sono quel pelo gasato e ho scritto un romanzo.

 

No,non ho ancora pubblicato, ma attendo il verdetto.

 

Probabimente sono una anomalia di questo forum. Non sono stressato nell'attesa (saranno le dosi di valium che mi sparo), non sento in continuazione la voglia di scrivere ma...  quando mi viene (la voglia), lì mi alieno (e così incontro unacasanellospazio :o).

Scrivo, quasi senza pensare, come se l'immagine, l'azione fossa impressa nella mente e alla fine dello scrivere mi sento spossato, svuotato al limite dell'emicrania.

L'insieme dei capitoli  mi nasce così: come un puzzle che poi devo ricomporre.

(Poi vi fornisco il numero della prima neuropsichiatria della mia zona).

In questo modo è nato il mio romanzo e per questo, forse, ci ho impiegato quasi sette anni per redigerlo (non continuativi eh?).

 

Cosa mi aiuta? Forse credere che il bicchiere sia sempre, e ripeto sempre mezzo pieno.

 

Un abbraccio a tutti,

M.

 

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Ps: ma come si fa a correggere gli errori di un post?

Leggo,in alcuni, post modificato, ma ammetto di essere impedito (o non ho capito) come si deve procedere.

 

Scusate l'OT

 

PS : specifico che non prendo psicofarmaci (leggi Valium)...era un battuta :lol:

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On 13/9/2016 at 18:17, ranocchio dice:

Ps: ma come si fa a correggere gli errori di un post?

Leggo,in alcuni, post modificato, ma ammetto di essere impedito (o non ho capito) come si deve procedere.

 

Scusate l'OT

 

Solo i sostenitori possono correggere i post (per un periodo di tempo limitato) :) 

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