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Giovanni Ottaviani

La Leggenda de Grande Lupo Bianco (primo capitolo)

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Apro lo scrigno dei miei ricordi per sfogliare le pagine del mio passato…

Eventi che hanno forgiato il flusso della mia vita...

 

 

Mi trovavo a camminare contro la tempesta di neve, eccezionale al punto che sarebbe stata ricordata per decenni.

Il mantello mi difendeva dalle scompigliate raffiche della tormenta, ma il gelo s'infiltrava ugualmente in ogni poro, tagliandomi a volte il fiato. Con le mani infagottate nella pelliccia mi proteggevo il viso, mentre i passi lasciavano impronte impossibili da scorgere. Il terreno scivoloso era invisibile nella notte nevosa.

Le ginocchia esauste reggevano appena il mio corpo zuppo e indolenzito.

La tormenta echeggiava in tutta la valle, entrando in risonanza con ululati lontani che sembravano prendere vita nelle sagome degli alberi, a tratti deformi e traballanti sotto il peso della neve.

Cercavo di dare estro alla mia fantasia per immaginare i profumi dei boschi che si risvegliavano in primavera, con nuovi colori e giochi di luce, e con i ramoscelli degli abeti germoglianti di gemme. Lo sciroppo di gemme era un toccasana per la nostra salute. In quel momento avrei gradito un po’ di quello scioroppo, ma non potevo fare altro che persistere con una smorfia di nostalgia. Proseguii facendo tacere i miei pensieri, mentre il cuore martellava per tutto il corpo. Che sforzo enorme. Il mio sguardo era fisso intensamente in direzione del mio tragitto.

 

Dopo ancora qualche ora, la mia espressione si fece leggermente più distesa quando notai delle figure somiglianti a delle abitazioni. Un piccolo villaggio che contava pressappoco una ventina di capanne. Era quella la prima tappa del mio peregrinare, del mio rituale di passaggio all’età adulta: una prova di sopravvivenza e di coraggio con cui avrei dimostrato di essere degno di far parte della casta dei guerrieri.

In quel villaggio, unito al mio da una forte amicizia, viveva una donna molto anziana. Grazie alla sua prodigiosa abilità nel compiere rituali, guarigioni e alla sua straordinaria conoscenza di miti e lingue antiche, le era stato riconosciuto il ruolo di sciamano, normalente riservato agli uomini. In quanto guide spirituali, alla grande saggezza degli sciamani si affidava la guida della comunità.

La sciamana a cui stavo per fare visita era chiamata Kimi, che nella nostra lingua significa "segreto".

Kimi aveva una profonda conoscenza della leggenda legata al grande lupo bianco, che attraverso i secoli era divenuta simbolo di coraggio per coloro che, giunti alla soglia dell’età adulta, dovevano compiere la mi stessa prova.

 

Per questo, dopo tre giorni di cammino, sarei passato dalla sua casa, prima di continuare il mio viaggio.

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Ciao @Giovanni Ottaviani !

bell'inizio di racconto, ma a parere mio forse un pò troppo breve per essere della misura di un capitolo seppure del capitolo introduttivo. Forse qualche antefatto o flashback sulla vita del protagonista, in questo caso, non avrebbe guastato giusto per capire di chi si tratta e della storia del protagonista fino a lì. Ma probabilmente lo racconterai nel prossimo. Una bella storia, anzi un inizio di storia del genere iniziazione dove il protagonista deve affrontare una prova:

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

una prova di sopravvivenza e di coraggio con cui avrei dimostrato di essere degno di far parte della casta dei guerrieri.

 

Tra l'altro qui ti mantieni ancora sulle generali, ma poi dovrai specificare per filo e per segno in cosa consiste questa prova.

Ma ovviamente, come ho detto, occorre che successivamente ci racconti l'origine e la storia del protagonista altrimenti come potrebbe interessarci di uno che fa una prova che non sappiamo ancora in cosa consiste?

Ti segnalo alcune espressione che non mi tornano:

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

tagliandomi a volte il fiato

Non è meglio togliendomi?

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

con una smorfia di nostalgia

 

Qui un errore di battitura:

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

la mi stessa prova

In complesso, un buon inizio che lascia moto curiosi su come possa continuare.

A rileggerti!

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È un piacere rileggere questo "frammento", riveduto, arricchito e corretto dopo il passaggio nell'altra sezione! 

Voglio subito rimarcare che la struttura e l'equilibrio nell'esposizione funzionano alla perfezione ora, ci si immerge subito nella descrizione, nell'atmosfera, ci si lascia accompagnare e guidare dalla narrazione in prima persona del protagonista senza scossoni o virate brusche. Si entra e si esce in modo fluido e invisibile dalle varie analessi che adesso sono bene amalgamate nella narrazione e generano curiosità per il mondo del personaggio e per la sua storia. Per me, questo incipit cattura in modo deciso l'attenzione e l'interesse del lettore

 

 

Anche se a livello di lingua non mi pare di avere trovato sbavature, ci sono ancora delle piccolezze a livello stilistico e formale che proverei a limare , ma il brano adesso nel suo insieme e nel suo registro funziona benissimo. L'unica nota che ti posso fare è una lievissima monotonia nel fraseggio, specialmente nella prima parte, ma è davvero poco rilevante secondo me, e comunque si può correggere molto facilmente aggiungendo qualche congiunzione e giocando un po' sulla punteggiatura.

 

 

Provo a darti qualche suggerimento su passaggi puntuali:

 

On August 18, 2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

Apro lo scrigno dei miei ricordi per sfogliare le pagine del mio passato…

Eventi che hanno forgiato il flusso della mia vita...

 

Mi trovavo a camminare [...]

 

Funziona benissimo! Ti vorrei fare un appunto però proponendoti una punteggiatura diversa visto che hai infilato due serie di punti sospensivi di fila, con ho imparato che bisogna essere piuttosto parsimoniosi. Giusto come idea, io lo vedrei più efficace così:

 

Apro lo scrigno dei miei ricordi per sfogliare le pagine del mio passato

...eventi che hanno forgiato il flusso della mia vita.

 

oppure:

 

Apro lo scrigno dei miei ricordi per sfogliare le pagine del mio passato:

eventi che hanno forgiato il flusso della mia vita...

 

On August 18, 2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

Il mio sguardo era fisso intensamente in direzione del mio tragitto.

 

L'avverbio qui è ridondante e astratto, per me toglie forza all'immagine anziché rinforzarla. L'aggiunta di questo avverbio, per come la vedo io, qui ti fa tutta la differenza tra una frase "mostrata" e una "detta".

 

 

On August 18, 2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

Le ginocchia esauste reggevano appena il mio corpo zuppo e indolenzito.

[...]

Dopo ancora qualche ora, la mia espressione si fece leggermente più distesa quando notai delle figure somiglianti a delle abitazioni.

 

C'è qualcosa che non funziona in queste specificazioni temporali. Poiché si è in un tempo generico, non trovo che l'espressione "Dopo ancora qualche ora" abbia qualcosa a cui legarsi nel paragrafo precedente. Immagino che ciò che tu intendi chiarire sia il fatto che la marcia sotto la neve si prolunga già da ore.

Proverei a rielaborare così:

 

Le ginocchia esauste reggevano appena il mio corpo, zuppo e indolenzito già da un pezzo [o "già da tempo" se non ti piace il colloquialismo] .

[...]

La mia espressione si fece leggermente più distesa quando, dopo ore di marcia ininterrotta, notai delle figure somiglianti a delle abitazioni.

 

Ora, sull'avverbio, di suggerisco o di eliminarlo del tutto, o di cambiare con "il mio volto si fece meno teso" , in modo che specifichi che è ancora relativamente teso. Preferirei "volto"  a "espressione"  per un puro fatto di aderenza al punto di vista.

 

On August 18, 2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

[...] notai delle figure somiglianti a delle abitazioni. Un piccolo villaggio che contava pressappoco una ventina di capanne.

 

La seconda proposizione senza verbi per me non si armonizza bene nel registro e nel ritmo narrativo, te potrei suggerire di rivedere così:

 

[...] notai delle figure somiglianti a delle abitazioni, un piccolo villaggio che contava pressappoco una ventina di capanne.

 

Alternativamente, secondo il tipo di enfasi che tu voglia dare, potresti usare i due punti invece della virgola.

Oppure, se provo a indovinare le tue intenzioni:

[...] notai delle figure somiglianti a delle abitazioni. Quindi/Poco dopo/Poi potei distinguere un piccolo villaggio che contava pressappoco una ventina di capanne.

 

On August 18, 2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

In quanto guide spirituali, alla grande saggezza degli sciamani si affidava la guida della comunità.

 

Oltre alla ripetizione, c'è una piccola sbavatura (che però per amor di retorica potrebbe anche rimanere così secondo me) di costruzione sintattica: "in quanto guide spirituali" credo che voglia come soggetto della proposizione "gli sciamani" (ed era il caso mi pare nella tua versione originale). La frase invece ha come soggetto "la guida".

 

Ti propongo di metterla così:

Poiché gli sciamani erano maestri spirituali, alla loro grande saggezza si affidava la guida della comunità.

 

 

Passo alla seconda parte e spero di poterla commentare presto!

 

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Buondì Giovanni Ottaviani;) Vedo che  sei nuovo di pacca! Sarò clemente con te!(y)

 

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

 ma il gelo s'infiltrava ugualmente in ogni poro, tagliandomi a volte il fiato

Non m'immagino questa scena, inolte sostituirei tagliandomi con togliendomi a volte il fiato

 

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

 Il terreno scivoloso era invisibile nella notte nevosa.

Preferirei: in quella notte nevosa

 

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

entrando in risonanza con ululati lontani

Cambierei il termite: risonanza

 

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

mentre il cuore martellava per tutto il corpo

Questa frase non la comprendo

 

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

Era quella la prima tappa del mio peregrinare, del mio rituale di passaggio all’età adulta: una prova di sopravvivenza e di coraggio con cui avrei dimostrato di essere degno di far parte della casta dei guerrieri.

Qui non capisco, perchè il protagonista è il viaggio? Doveva dimostrare qualcosa a qualcuno?

 

On 18/8/2016 at 08:47, Giovanni Ottaviani dice:

la mi stessa prova

Refuso: mia

 

Conclusioni: trama  carina ma molto corta per essere  il primo capitolo. Anche se ci sono delle imprecisioni, la struttura sembra scorrevole. Ti consiglio di ampliare il primo capitolo in modo da aver una primo impatto più chiaro fin dall'inizio.

 

:yupphi:Continuerò a leggerti

 

A presto

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