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mrfantonel

Quando ti copiano un'idea...

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Ciao a tutti. 

Ho diversi elementi per pensare che un editore importante abbia copiato l'idea di un mio romanzo; si tratta di narrativa di nicchia e di un argomento ancora inedito, fino a poco tempo fa.

Consultato il parere di un avvocato specializzato nel diritto d'autore, mi ha informato che non c'è nulla da fare, e che la legge non tutela l'ideazione dell'opera, ma solo il plagio, praticamente il copia-incolla di intere porzioni di testo (cosa che nessuno con un briciolo di coscienza/furbizia farebbe).

Voi cosa fareste in questo caso?

Incassereste il colpo o vi lascereste trascinare dalla rabbia?

Altri suggerimenti?

Grazie.

 

 

 

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Ciao @mrfantonel , benvenuto.

Di solito, in questa sezione, gli utenti che postano per la prima volta si presentano, come da regolamento.

In seguito puoi postare i tuoi dubbi in aree apposite del forum, come in "questioni legali", per esempio.

Il consiglio è quindi di presentarti, nel frattempo, e attendere che qualche moderatore sposti il tuo post nella sezione apposita.

Buona esplorazione. :benvenuto:

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Benvenuto anche da parte mia. Attendo che la discussione sia spostata nell'area apposita, prima di risponderti.

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Ciao scusate ma sono nuovissimo e non mi riesco a destreggiare all'interno del forum.

Avevo letto alcuni punti del regolamento ma probabilmente non ho letto bene il discorso della presentazione.

Proprio per la particolarità della situazione al momento preferirei non dare troppe informazioni.

Se questa situazione non è in linea con le regole del forum, potete tranquillamente cancellare il mio post, non mi arrabbio :)

 

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@mrfantonel

Ho spostato il tuo quesito in quesitoni legali.

Comunque quando gli utenti fanno riferimento a presentazionine quant'altro, non si intende una carta di identità ma una presentazione dettata dalla buona educazione. Puoi presentarti con un nickname cone fanno in tanti, parlare giusto superficialmente delle tue passioni e di cosa ti ha portato qui e nient'altro.

 

Comunque benvenuto.

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Ciao @mrfantonel , purtroppo cose del genere non sono del tutto rare.

In ogni caso, più che l'editore immagino sia stato un altro scrittore, pubblicato dall'editore importante di cui sopra, a utilizzare la stessa idea.

Alcuni, purtroppo, lo fanno, proprio attingendo alla narrativa di nicchia o ad altri ambiti.

In effetti è come ti hanno detto, l'idea in sé, o un determinato argomento rielaborato con una trama diversa, una storia diversa e personaggi altrettanto differenti, non è plagio. Nessuno può dimostrare che a una stessa idea non ci possano essere arrivate due o più persone diverse documentandosi, o avendo conoscenze nozionistiche simili. Anzi, è più che plausibile. Un conto, inoltre, è la "citazione" palese e non parlo di frasi inserite in un testo e virgolettate, ma riferimenti a un altro romanzo, o film, eccetera, dichiarati a monte dall'autore o intuibili dalla scrittura, un altro è la similitudine del concetto o della situazione, sviluppati in maniera diversa.

In ogni caso, se la domanda è:

2 ore fa, mrfantonel dice:

Incassereste il colpo o vi lascereste trascinare dalla rabbia?

Altri suggerimenti?

Io, di certo, sul momento mi incaccherei come una bestia, ma senza farmi letteralmente trascinare. Sbollita la rabbia iniziale, rifletterei sulla situazione.

Con la giusta lucidità, cercherei di capire quali sono realmente i punti in comune tra i romanzi e se veramente vi sia una forte similitudine o meno.

Ricordo, qualche anno fa, il caso di un giovane scrittore italiano che sollevò il plagio da parte di un regista americano, per aver realizzato, tre anni dopo la pubblicazione del libro, un film con lo stesso titolo e basato su teorie fantascientifiche simili. Lui si fece persino un po' di pubblicità su quest'onda, ma la notizia si affievolì presto, perché se non sei uno scrittore già molto noto, purtoppo, la notizia non fa grande clamore. :(

Ciò che ti consiglio è di valutare bene prima di prendere qualsiasi decisione, perché il rischio, più che l'obiettivo di balzare algi onori o farsi giustizia, può essere invece quello di bruciarsi. :s

 

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A me anni fa è successa una cosa simile, di cui sono stato allo stesso tempo protagonista e spettatore. Avevo tradotto per un'antologia cartacea il racconto breve d'uno scrittore latinoamericano, basato su un'idea molto forte, fulminante, per così dire. Lo scrittore qui da noi era sconosciuto, e la trama del racconto consisteva nel fatto che una giovane coppia di coniugi si recava insieme al lavoro tutte le mattine usando la stessa auto. Un certo giorno il marito, alla guida, sente un oggetto estraneo tra i pedali e, sbirciando, riesce a vedere che si tratta d'una scarpetta di donna. Allora ricorda che la sera prima aveva accompagnato a casa un'amica in macchina e, nel congedarsi, era successo quel che si può ben immaginare. Così, distraendo la moglie con un pretesto, il marito getta dal finestrino la scarpetta in questione, liberandosene. Arrivati al lavoro, la moglie si mette a cercare sul fondo dell'auto la sua scarpetta che non trova più... Ora, è difficile, e molto, secondo me, che un'idea simile venga in mente autonomamente anche a un'altra persona. E invece, mesi dopo l'uscita del libro, alla televisione mi capita di vedere uno spot pubblicitario della Fiat dove era raccontata pari pari la stessa storia, con la variante stavolta che la scarpetta incriminata apparteneva alla suocera, che in auto era seduta dietro la coppia. A quel punto cercai d'attivarmi per il plagio (se c'è una categoria di rubaidee che prevale sulle altre, questa è quella dei pubblicitari - o "creativi", come dicon loro, sempre alla ricerca di nuovi spunti per il loro lavoro, e  in quel caso sia autore del racconto che editore dell'antologia erano di nicchia, dunque quale occasione migliore da parte del pubblicitario per appropriarsi indebitamente di un'idea?), andai a parlaree con l'editore che aveva pubblicato l'antologia di racconti, il quale mi dissuase dall'intraprendere inziative legali, perché è difficile dimostrare il furto di un'idea visto che poi quest'idea viene sviluppata in una storia o racconto, e quindi basta una minima variante (e in quel caso c'era) per rendere l'affaire complicato. Eppoi in quel frangente c'era di mezzo la Fiat... Comunque all'epoca notai che quello spot pubblicitario stranamente durò poco, e venne sostituito con un altro.

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grazie @ElleryQ @don Durito

avevo bisogno di testimonianze come queste.

All'inizio in effetti la sensazione è talmente spiacevole che avresti voglia di spaccare tutto, ma poi a mente fredda direi che è meglio non cavalcare troppo la cosa per non bruciarsi.

Sul discorso editore o autore, credo che la cosa più torbida, che mi spinge a dare la colpa all'editore è dovuta al fatto che questi ha specificatamente commissionato ad un autore di maggiore fama e reputazione di me un argomento molto simile a quello che gli ho sottoposto con il mio manoscritto.

Purtroppo però è impossibile dimostrare se loro avevano già in mente questa idea o se la sono fatta in seguito alla lettura del mio testo. Su suggerimento dell'avvocato gli ho scritto per avere chiarimenti e hanno totalmente glissato, liquidandomi in due righe.

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Da giovane, quando credevo di poter scrivere canzoni, ero terrorizzato all'idea che qualcuno se ne appropriasse: il plagio nel mondo della musica non è una cosa rara. Per questo, sborsando anche un po' di soldini, mi affrettai a iscrivermi alla SIAE come autore e compositore. Invecchiando, per fortuna mi sono reso conto che le mie canzoni facevano proprio schifo e che perciò nessuno si sarebbe mai sognato di rubarmele... Oddio, poi sono venuti i talent show, e allora ho cominciato a sentirmi di nuovo Dante, a livello di poetica e di testi, e Mozart, a livello di composizione; ma ormai erano passati troppi anni e avevo perso troppi capelli per espormi alle luci della ribalta.
Quando poi ho finalmente deciso di realizzare il sogno di pubblicare un libro, la saggezza e l'età mi avevano già liberato da ogni timore e soprattutto dalla convinzione di essere un genio. Del resto, caro@mrfantonel, se di idea buona te ne viene una sola nella vita, un genio non lo sei di certo: al limite potresti definirti fortunato, se riesci a realizzarla, sfortunato, se, come mi par di capire sia il tuo caso, questa idea te la rubano. 
Come ho già ripetuto un'infinità di volte qui nel WD, la storia è importante sì, ma è molto più importante come la racconti: vale per le barzellette, figuriamoci se non vale per i romanzi! Quindi, a costo di apparirti cinico e insensibile, ti dico questo: se il tuo lavoro fosse stato confezionato con i controfiocchi,  difficilmente un editore avrebbe scelto di fare a meno del tuo talento.
Lascia perdere le azioni legali, perché proprio non ci sono gli estremi per portarne avanti una e, anche se ci fossero, la giustizia civile in Italia ha tempi da quarto mondo. Mettiti subito al lavoro su una nuova idea e vedi che anche il "contorno" , che poi in realtà è sostanza, ne sia degno.

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@Alexmusic Bravo, Alex. Grazie per farci restare con i piedi saldi in terra.

Un bacio a@mrfantonel , con tutta la mia comprensione; io ho un libro nel cassetto. Chi l'ha letto (pochissima gente) ha detto che è un piccolo gioiello, uno si è offerto di aiutarmi per farlo pubblicare, ma mi sento come una mamma che ha paura di lasciar libero il figlio, di lasciarlo camminare sulle sue gambe capiti quel che deve capitare... sono scema, lo so, ma non sono pronta per separarmene.

Grazie per aver condiviso la tua esperienza.

Ciao.

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Carissima @Ginevra , Erich Fromm , dopo aver fatto una sacrosanta distinzione tra amore paterno, legato a un retto comportamento da parte del figlio, e quello materno, del tutto incondizionato (ogni scarrafone ecc...), sul secondo opera un'ulteriore distinzione. Ci sono in sostanza due tipi di madri: quelle che danno solo il latte, che fa crescere il piccolo ma nel contempo lo obbliga  a restare sempre legato a lei, e quelle che dopo il latte sono capaci di dare anche il miele, che aiuta il bambino a diventare adulto e indipendente. Per amor del cielo, di Dio, di Erich Fromm e anche del mio, ti prego dal profondo del cuore: staccati dalla prima categoria di madri, che nascondono il proprio reale egoismo dietro una patina di finto amore. Lascia che il tuo "piccolo", in questo caso il tuo libro, esca dal nido e provi a volare, ben sapendo che correrai il rischio di vederlo cadere. Perché privare l'umanità, o anche solo una piccola parte di essa, o anche solo chi ti sta vicino, del piacere di leggerti o, perché no, anche del gusto di criticarti? Gli artisti, quando si chiudono nella loro torre d'avorio, hanno già fallito, anche se partoriscono capolavori.

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@Alexmusic Sai quanto io ti stimi: il tuo intervento intelligente ribadisce quello che dentro di me so bene. Adesso me lo rileggo, poi lo mando in giro per il mondo CE. Non ho idea da chi cominciare...

Come se la cava il tuo Sybrium? Lui sì che ha un bravo papà! Gli ha anche preparato il terreno fertile per farlo entrare nella testa e nel cuore dei ragazzi, eredi diretti degli eroi narrati da "lui".

Un abbraccio.

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Ospite Rica

Ciao, buongiorno a tutti*.

Intanto mi dispiace @mrfantonel che ti abbiano rubato un'idea e so che fa male. Mi auguro tu possa assorbire il colpo, visto che da quello che ho capito non puoi fare nulla. :(

 

Volevo raccontare qui la mia esperienza, e sottoporvela perché, leggendo i commenti precedenti forse posso impugnarla...

A me non è stata rubata un idea, mi è stata rubata la mia ricerca di tesi, una tesi sperimentale per la quale ho dovuto costruirmi da sola il materiale bibliografico durante un periodo di permanenza in Bolivia. Lì mi interessavo di ricerca teatrale, ero ricercatrice free lance di teatro indigeno campesino.

Per farla breve, mi si chiede un estratto del mio lavoro. Me lo chiede un ricercatore dell'Università di Pisa, non farò nomi. Allora esistevano ancora i dischetti, i floppy...Mi laureo nello specifico su un gruppo di teatro, il regista di quel gruppo di teatro era un fuoriuscito dell'Odin Teatret, ma non esisteva nulla sul suo nuovo gruppo. Lui per tre anni è la persona a cui affido la mia vita professionale, mi trasferisco in Bolivia e mi occupo della rivista di Arti Sceniche, editor e segretaria di redazione.

Quando mi dice di dare il floppy al suo amico-fratello, io non mi preoccupo più di tanto. Specifica che tale ricercatore deve scrivere un articolo sul gruppoin questione, e che estrapolerà un testo mio da pubblicare.

Bene, non mi dice mai di aver pubblicato nulla, non mi contatterà mai. A Roma, dove torno a vivere dopo tre anni, presenta una sera il libro sul gruppo. Lo so da un giornale locale. Vado alla presentazione. Compro il libro.

E' la mia tesi.

 

Ora vi chiedo, è vero che un'idea può essere rubata e non si può, a volte, dimostrarne la paternità. Ma io ho la mia tesi, stampata e discussa anni prima della pubblicazione. Il testo è nero su bianco, comprese le parti rubate, quasi tutto.

 

Voi cosa fareste?

Grazie a chi vorrà rispondere.

 

A leggervi in giro...

 

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Cara @Rica , che aspetti a rivolgerti a un bravo avvocato? O anche un mediatore civile, per non spendere molto tempo e risorse.

Se la tua tesi è pubblicata (stampata e depositata presso la segreteria universitaria), hai prove più che congrue a tuo carico.

Anche il solo averne estrapolate delle parti (se non l'intero) senza aver citato l'autore (cioè tu) è un azione contestabile.

Il diritto alla paternità fa parte dei diritti morali d'autore ed è inalienabile. Hai tutto il diritto a rivendicare la paternità dell'opera o di parti di essa; che il tuo nome sia citato chiaramente nel nuovo libro, quale co-autrice, o almeno indicato negli interni tra le note o nella bibliografia di riferimento.

Qui non si tratta di una semplice idea o di una similitudine. C'è la violazione di un tuo diritto sacrosanto.

L'opera, tra l'altro, è tale anche se non ha larga diffusione. Basta che l'idea fuoriesca dalla mente che l'ha concepita e prenda forma in un supporto. La LdA afferma che "Il sorgere della tutela giuridica nasce dalla semplice fissazione dell'opera. Non sono necessari altri adempimenti perché ci sia il riconoscimento della paternità dell'opera". Inoltre, il primo comma dell'art. 20 L.d.A. stabilisce che “indipendentemente dai diritti di utilizzazione economica dell'opera [...] ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera".

Direi che è proprio il tuo caso e che ci sono tutti gli estremi perché il tuo diritto sia rivendicato.

Inoltre, forse questi articoli potrebbero esserti d'aiuto:

http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2007/10/13/TP2PO_TP230.html

 

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2010/02/26/news/la-prof-mi-ha-copiato-br-le-ho-fatto-causa-1.18832?refresh_ce

 

Purtroppo casi simili al tuo sono all'ordine del giorno sin dalla notte dei tempi, nelle Università. Solo che molti neo laureati non hanno il coraggio di denunciare professori o ricecatori. :(

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Ciao @Rica . Concordo con @ElleryQ : qui gli estremi per un'azione legale ci sono, eccome. Prima di rivolgerti a un legale, contattata il pirata e il suo editore attraverso una raccomandata e proponi un accordo; ma se nicchiano, non perdere tempo e citali in giudizio. 
Per @Ginevra : Sibrium va bene, anche se ancora non cammina con le sue gambe, cresce un po' ogni giorno. Dallo spettacolo teatrale con gli alunni delle elementari è stato tratto un mini volumetto e un DVD, ma solo per uso interno alla scuola: peccato, è sicuramente meglio del romanzo :asd:

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Ospite Rica

Grazie @Alexmusic@ElleryQ ...

Forse devo prima prendere la mia tesi, fare una comparazione con il libro pubblicato dal ricercatore, segnalare le parti copiate, fare un doc di riferimento che supporti la mia eventuale richiesta, no? Che dite? 

Mi leggo i tuoi link ora @ElleryQ .

Grazie per le risposte. 

Voi mi istigate. :) 

 

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Questo mi riporta alla mente una discussione di qualche tempo fa qui sul forum, che riguardava proprio la paura che qualcun altro rubasse le idee di noi scrittori. Quasi tutti escludevamo che potesse farlo un editore. Forse dobbiamo ricrederci.

In quella discussione, comunque, la maggior parte degli utenti asseriva di non avere paura, che gli editori non sono interessati a copiare ma piuttosto a scoprire autori e coltivarne le doti nel tempo.

 

Sono convinta che il 99% dei manoscritti che mandiamo a un editore non siano "copiabili", nel senso che hanno belle storie ben scritte ed è l'insieme di trama e stile narrativo che ne decreta il successo. Eppure ci sarà almeno un 1% che presenta un'idea nuova e originale che rischia di essere copiata.

@mrfantonel se ti può consolare, ma so che non ti consola, anche io ho provato più volte questa "paura". In due casi su tre, però, ho scoperto successivamente che le mie idee (che reputavo originalissime) erano già state utilizzate da qualcun altro (una addirittura per una serie televisiva!). Forse non erano così originali come pensavo, o forse la creatività è un processo che si può ripetere contemporaneamente e in maniera similare in molti soggetti diversi dallo stesso (o simile) background culturale. La terza, comunque, a quanto pare non ha avuto successo (sono stati sbagliati i tempi, perché era innovativa 10 anni fa, quando il mercato editoriale non era maturo per riceverla, e quando è stato maturo per riceverla si era trasformata in una narrazione quasi "normale" con niente di innovativo o rivoluzionario).

 

Non credo che potrai ottenere mai nulla da quell'editore per le vie legali (non c'era niente di già pubblicato a tuo nome, non sono stati copiati interi paragrafi): ti rimarrà sempre il dubbio sull'idea copiata o meno.

L'unica tua arma, quando sarà passata la rabbia, è quella di tirare fuori altre idee e sperare, con quelle, di avere maggior successo. E questo arriverà quando ci saranno tutta una serie di fattori armonicamente concomitanti (idea, stile di scrittura, trama, mercato pronto ad accoglierti, fortuna, coincidenze, editore con la luna buona...).

Non ti scoraggiare e in bocca al lupo!

P.S. Io i fattori armonicamente concomitanti li sto ancora aspettando...

 

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7 ore fa, Rica dice:

Forse devo prima prendere la mia tesi, fare una comparazione con il libro pubblicato dal ricercatore, segnalare le parti copiate, fare un doc di riferimento che supporti la mia eventuale richiesta, no? Che dite? 

@Rica , penso che sia questa la giusta procedura: individuare le parti copiate per dimostrare il plagio, assicurandoti che tu non sia stata citata neanche nelle note o nella bibliografia di riferimento.

 

7 ore fa, Rica dice:

Voi mi istigate. :) 

 

Quel che è giusto è giusto. Se hai subito un torto, tacerlo non fa che alimentare un meccanismo corrotto e prevaricatore; l'importante è che tu agisca con razionalità e con tutte le prove dimostrabili a tuo favore. ;)

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Io penso che si  possa fare qualcosa soltanto se si è in grado di dimostrare la propria paternità dell'opera a una certa data, c'è poco da fare.

Mi pare che un testo lo si possa depositare, ma ora non ricordo in quale ufficio preposto, dove viene registrata anche la data ovviamente, ma si pagano fior di quattrini per questa registrazione, così ho sentito.

Oppure un metodo empirico: quando si spedisce un'opera a un editore, mettiamo sotto forma cartacea, contemporaneamente un'altra copia uguale va spedita a noi stessi, con tanto di pacco, franchigia e bolli postali. Quando auto riceviamo per posta la  nostra copia, la lasciamo intatta e la conserviamo. Se ci copiano o plagiano l'opera, noi portiamo la nostra copia sigillata da un avvocato, il quale potrà benissimo dimostrare che a una certa data noi eravamo in posseso di un certo scritto, che se compare uguale  a posteriori vuol dire o che è nostro o che qualcuno lo ha copiato.

 

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Ma pubblicare lo stesso il libro anche se l'idea ce l'hanno copiata? Io ho scoperto che titolo e sottotitolo del mio già esistono in commercio, ma dovrei pubblicarlo comunque così com'è...

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Ospite Rica

ciao @Unius

 

credo tu abbia ragione da vendere. Sulla dimostrazione empirica, oltre le possibilità che elenchi, credo che oggi abbia piena legalità anche spedirsi un testo con una casella PEC, anche a se stessi, dallo stesso indirizzo o da altra casella personale, ma spedire da una PEC.

La PEC ha assunto un valore legale assoluto, dalla Pubblica Amministrazione al campo giuridico. E' una raccomandata a tutti gli effetti. 

 

Per quanto riguarda invece 

22 ore fa, Unius dice:

dimostrare la propria paternità dell'opera a una certa data, c'è poco da fare.

 

nel mio caso specifico la tesi era depositata in segreteria di facoltà, già discussa e valutata al momento della pubblicazione del testo editato. Tale pubblicazione è successiva di un paio di anni. E credo questo risolva il problema. di cui parli.

 

Sempre nel mio caso, avendo realizzato la maggior parte dei contenuti intervistando personaggi della cultura e del teatro boliviano, non so quanto possa dimostrare che quanto si è detto a me non sia stato detto a lui. Potrebbe dire di aver fatto lo stesso. Certo, io ho le cassette registrate, lui non essendo stato mai in Bolivia, se non dieci giorni ospite nostro, dovrebbe dimostrare di aver intervistato le stesse persone.

 

Non so. 

 

Un'altra cosa è certa la rottura dentro non me la ricuce nessuno.

Mi prendo l'estate per pensarci, magari intanto procedo con il confronto empirico e confronto il testo pagina pagina, passo, passo.

Ciao!

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1 ora fa, Rica dice:

Sempre nel mio caso, avendo realizzato la maggior parte dei contenuti intervistando personaggi della cultura e del teatro boliviano, non so quanto possa dimostrare che quanto si è detto a me non sia stato detto a lui. Potrebbe dire di aver fatto lo stesso. Certo, io ho le cassette registrate, lui non essendo stato mai in Bolivia, se non dieci giorni ospite nostro, dovrebbe dimostrare di aver intervistato le stesse persone.

 

Questo, però, modifica un po' le cose: si può parlare di plagio se lui ha usato le tue stesse identiche parole. Se ha preso stralci del tuo libro e li ha copiati e incollati pari pari. Diversamente, se i concetti sono gli stessi ma rielaborati usando parole simili e non identiche alle tue, la situazione cambia.

A tutti gli effetti, lui potrebbe anche addurre di aver intervistato le stesse persone ascoltate da te (in quei dieci giorni) e non è neanche necessario che abbia delle cassette o file registrati, potrebbe dire di aver preso appunti scritti.

Per cui, fai molta attenzione. Fa' come hai detto: prenditi l'estate per pensarci e opera un confronto accurato!

 

2 ore fa, simone volponi dice:

Io ho scoperto che titolo e sottotitolo del mio già esistono in commercio, ma dovrei pubblicarlo comunque così com'è...

Usare lo stesso titolo è possibile, ma con "prodotti" differenti. Per esempio: libro e film, canzone e libro, eccetera. Oppure se l'argomento trattato è completamente differente. Per dire... un libro di economia che ha lo stesso titolo di un romanzo. Infatti, il primo comma dell’art. 100 L.d.A statuisce che

“Il titolo dell’opera, quando individui l’opera stessa, non può essere riprodotto sopra altra opera senza il consenso dell’autore”, ma l'intento del legislatore non è applicabile alle opere di specie e carattere talmente diverso da risultare esclusa ogni possibilità di confusione.

Se due libri hanno lo stesso titolo, inoltre, il discorso cambia a seconda del "peso" dell'editore. Se è un piccolo editore a utilizzare un titolo già esistente, il caso sarà valutato in via più "bonaria" dal giudice, al contrario se sarà un colosso dell'editoria vi ravviserà concorrenza sleale.

Un po' di nozioni in merito è possibile trovarle qui.

 

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Il 1/8/2016 alle 12:19, mrfantonel ha detto:

Ciao a tutti. 

Ho diversi elementi per pensare che un editore importante abbia copiato l'idea di un mio romanzo; si tratta di narrativa di nicchia e di un argomento ancora inedito, fino a poco tempo fa.

Consultato il parere di un avvocato specializzato nel diritto d'autore, mi ha informato che non c'è nulla da fare, e che la legge non tutela l'ideazione dell'opera, ma solo il plagio, praticamente il copia-incolla di intere porzioni di testo (cosa che nessuno con un briciolo di coscienza/furbizia farebbe).

Voi cosa fareste in questo caso?

Incassereste il colpo o vi lascereste trascinare dalla rabbia?

Altri suggerimenti?

Grazie.

 

 

 

Ciao, to scrivo perché mi è successa una cosa simile, so che il topic è vecchio ma se per caso leggi il messaggio, potremmo parlarne. 

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@Anoni8 , non so se riceverai risposta dall'utente da te citata, visto che non entra nel forum da quasi un anno. In ogni caso, ci farebbe piacere che i nuovi iscritti si presentassero in Ingresso, prima di postare in altre sezioni. Ti attendiamo. :)

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Il 12/12/2018 alle 14:17, Anoni8 ha scritto:

Ciao, to scrivo perché mi è successa una cosa simile, so che il topic è vecchio ma se per caso leggi il messaggio, potremmo parlarne. 

Ciao, anch'io ho il sospetto che a settembre del 2018 sia stato utilizzato il mio manoscritto. Il fatto di avere lo storico delle mail, di averlo già pubblicato da tempo in formato ebook  su Amazon e di averne una copia cartacea a casa con codice ISBN (sempre da Amazon), non sono prove sufficienti per dimostrare che sia mio?

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Il 24/7/2019 alle 14:27, Celeste.Tara ha scritto:

Ciao, anch'io ho il sospetto che a settembre del 2018 sia stato utilizzato il mio manoscritto. Il fatto di avere lo storico delle mail, di averlo già pubblicato da tempo in formato ebook  su Amazon e di averne una copia cartacea a casa con codice ISBN (sempre da Amazon), non sono prove sufficienti per dimostrare che sia mio?

 

Se ti riferisci al "furto" di un'idea, come da titolo di questa discussione, non c'è niente da fare: le idee non sono protette da copyright.

Se, invece, intendi dire che qualcuno ha pubblicato stralci di testo provenienti direttamente da un tuo manoscritto, quello è senza dubbio plagio e violazione dei tuoi diritti. La pubblicazione di un libro su Amazon in formato ebook è più che sufficiente a dimostrare la paternità dell'opera, visto e considerato che Amazon può confermare la tua identità (anche se avessi pubblicato con pseudonimo) e che la data di pubblicazione è certa.

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19 ore fa, L'antipatico ha scritto:

 

Se ti riferisci al "furto" di un'idea, come da titolo di questa discussione, non c'è niente da fare: le idee non sono protette da copyright.

Se, invece, intendi dire che qualcuno ha pubblicato stralci di testo provenienti direttamente da un tuo manoscritto, quello è senza dubbio plagio e violazione dei tuoi diritti. La pubblicazione di un libro su Amazon in formato ebook è più che sufficiente a dimostrare la paternità dell'opera, visto e considerato che Amazon può confermare la tua identità (anche se avessi pubblicato con pseudonimo) e che la data di pubblicazione è certa.

Si, mi riferisco al furto di un idea. Deve essere perfettamente fedele al testo, quindi, per trattarsi di plagio? Se venissero invece utilizzati sinonimi, se la frasi venissero capovolta, ecc. non avrei nulla per dimostrare il furto?

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15 minuti fa, Celeste.Tara ha scritto:

Si, mi riferisco al furto di un idea.

Ciao @Celeste.Tara :) 

Purtroppo nulla esclude che un altro autore abbia avuto un'idea molto simile alla tua: succede!

Diverso è se la trama, i personaggi, l'ambientazione sono gli stessi. Per parlare di plagio, però, è necessario che l'altro autore abbia letteralmente copiato passaggi dal tuo testo: solo in questo caso si configura un reato vero e proprio. Questo è quello che so io, ma passerà sicuramente qualcuno di più esperto a darti nozioni più precise.

 

Ne approfitto, dato che non l'hai ancora fatto, per invitarti ad aprire una nuova discussione nella sezione "Ingresso" a questo link, così possiamo darti ufficialmente il benvenuto nel forum.

Ti lascio anche il link alla pagina per i nuovi iscritti, così potrai orientarti facilmente.

In bocca al lupo e buona permanenza. :) 

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28 minuti fa, mercy ha scritto:

Ciao @Celeste.Tara :) 

Purtroppo nulla esclude che un altro autore abbia avuto un'idea molto simile alla tua: succede!

Diverso è se la trama, i personaggi, l'ambientazione sono gli stessi. Per parlare di plagio, però, è necessario che l'altro autore abbia letteralmente copiato passaggi dal tuo testo: solo in questo caso si configura un reato vero e proprio. Questo è quello che so io, ma passerà sicuramente qualcuno di più esperto a darti nozioni più precise.

 

Ne approfitto, dato che non l'hai ancora fatto, per invitarti ad aprire una nuova discussione nella sezione "Ingresso" a questo link, così possiamo darti ufficialmente il benvenuto nel forum.

Ti lascio anche il link alla pagina per i nuovi iscritti, così potrai orientarti facilmente.

In bocca al lupo e buona permanenza. :) 

Grazie mille.

Ho omesso anche un piccolo particolare. L' autore in questione fa parte della stessa casa editrice e si avvale dello stesso agente letterario. 

In più, il suo testo inedito è stato utilizzato in un concorso "inediti" a quale è arrivato primo, nel periodo in cui il mio testo era in visione al già citato agente letterario.

Non ho abbastanza materiale per dimostrare il plagio?

Tra l'altro, se proprio la vogliamo dire tutta, il concorso non l'avrebbe nemmeno potuto fare, trattandosi di un testo già pubblicato su Amazon da me.

 

Grazie mille per le informazioni @mercy. 

E crepi il lupo!!!

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