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La sinossi: discussione madre

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Quando mi arrivano sinossi che sono, in definitiva, delle quarte di copertina (con tanto di [...]riusciranno a portare a termine il loro arduo compito [...]) mi passa la voglia di leggere l'opera. Anche perché più volte si è soprasseduto e richiesto comunque il dattiloscritto, per poi perdere tempo visto che la storia non attirava per niente. Quando invece la sinossi ci indica tutto (si anche chi è l'assassino) sappiamo già, nell' 80% dei casi, a cosa si va in contro. Tutte le persone a cui abbiamo chiesto la pubblicazione avevano il "secondo tipo" di sinossi. O almeno si avvicinava molto.

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Leggendo i vostri precedenti post mi rendo conto di non essere l'unica a essere disperata a proposito della sinossi... Ho scritto un romanzo per ragazzi e ho raccolto varie informazioni utili per spedirlo alle case editrici (ne ho individuate per il momento una decina che potrebbero interessarmi). Il problema è che da qualche mese continuo a scrivere e riscrivere la sinossi (in diverse forme e lunghezze), ma non riesco mai a trovare una forma che mi convinca. Tempo fa un amico che lavora nell'editoria mi ha mandato un esempio di sinossi ben fatta, e in effetti era, come alcuni di voi hanno detto, un semplice riassunto, sintetico ma completo di tutti i punti essenziali della trama, di una pagina e mezza di word (mi sembra interlinea 1, 5 e corpo dodici, ma non vorrei sbagliarmi). Il problema è che si trattava di un romanzo molto lineare, con un solo personaggio principale che raccontava la storia della sua vita. Il mio romanzo, invece, risulta dall'intreccio di sette o otto storie diverse legate da un filo conduttore, ed è praticamente impossibile riuscire anche solo a descrivere tutti i personaggi a dare un'idea della trama in due pagine. Ho provato a spiegare solo la storia principale, naturalmente esplicitando il fatto che nel romanzo le storie di tutti i personaggi vengono seguite parallelamente, ma mi sembra che in questo modo non renda l'idea dell'atmosfera della storia, e se ne perda la maggior parte... Insomma, se avete consigli da darmi sono bene accetti!

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Trovare questa discussione e' stata una vera fortuna: ho provato a scrivere una sinossi ma mi rendo conto, dopo aver letto le varie risposte, di aver fatto un lavoro terribile. corro a correggere!!

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Trovare questa discussione e' stata una vera fortuna: ho provato a scrivere una sinossi ma mi rendo conto, dopo aver letto le varie risposte, di aver fatto un lavoro terribile. corro a correggere!!

That's what friends are for! : WohoW :

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Mi domandavo se la sinossi debba avere un tono in qualche modo accattivante (come succede spesso nella quarta di copertina), oppure se debba ignorare quel compito e limitarsi a riassumere il lavoro. In poche parole: emozionale o fredda e tecnica?

Non ho potuto però leggere interamente questo thread - posto di corsa, dal lavoro. Lo salvo nei bookmarks e lo studierò con calma, sperando di trovare già scritta la risposta ai miei dubbi. Grazie.

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Mi domandavo se la sinossi debba avere un tono in qualche modo accattivante (come succede spesso nella quarta di copertina), oppure se debba ignorare quel compito e limitarsi a riassumere il lavoro. In poche parole: emozionale o fredda e tecnica?

Non ho potuto però leggere interamente questo thread - posto di corsa, dal lavoro. Lo salvo nei bookmarks e lo studierò con calma, sperando di trovare già scritta la risposta ai miei dubbi. Grazie.

eh, ti conviene leggerlo con calma invece...

Vedrai che le opinioni sono discordanti, così come spesso lo sono le richieste degli editori.

Se poi vuoi allargare le tue informazioni, basta digitare su un qualche motore di ricerca "che cos'è la sinossi" e sarai sommerso da altri pareri e notizie in merito....

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Grazie Marcello!

Un po' di google lo avevo fatto e immaginerai il risultato: una valanga di info in cui predere la testa.

Ho bisogno di scremare e scegliere una linea-guida definitiva, adesso. Partirò stasera da qui.

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Ragazzi, vi confermo anch'io che la sinossi non è una quarta di copertina. Per convincere i più scettici, basta riflettere sul fatto che "synopsis" voglia proprio dire "sguardo di insieme". Questo è quello a cui serve: dare un'idea generale e completa dell'opera che il lettore andrà a valutare.

Non è un banale riassunto asettico dei fatti, ma deve essere la chiave di lettura della narrazione della vostra opera. Per questo è così importante.

Che poi ci siano editori fantasiosi che intendono altro con "sinossi" è probabilissimo, ma non è il concetto comune ;)

Mi è capitato di leggere sinossi scritte come quarte di copertina... e mi hanno particolarmente irritato :D Io, lettore, devo sapere come finisce la storia e chi è l'assassino (come diceva Marcello), se no non potrò mai comprendere le dinamiche reali della storia.

Vendere un libro in libreria è un conto, interessare un lettore di una casa editrice è un altro. Mi interessa di più una bella sinossi che spieghi bene la storia che una piena di lacune e presunte pause di suspance. Se ho l'idea generale del romanzo, lo leggerò molto più volentieri.

E ora veniamo al perché dell'odiata sinossi?

Per i motivi che vi ho detto prima e... perché svela tantissimo dell'autore, proprio per la sua complessità di stesura. Nessuno chiede una sinossi perfetta, sappiamo che è la prova più difficile per uno scrittore ;) Serve solo per aiutarci nella lettura e compresione del testo.

Ogni autore odia fare sinossi, è una costante, non preoccupatevi. :D

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Ogni autore odia fare sinossi, è una costante, non preoccupatevi

 

questa frase credo rincuori un po' tutti, perché ho sentito le opinioni più disparate sulla sinossi, qui e altrove, ma mai nessuno che abbia affermato: "..oh, come mi sono divertito/a a far la sinossi del mio romanzo!..." :asd:

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Ogni autore odia fare sinossi, è una costante, non preoccupatevi

 

questa frase credo rincuori un po' tutti, perché ho sentito le opinioni più disparate sulla sinossi, qui e altrove, ma mai nessuno che abbia affermato: "..oh, come mi sono divertito/a a far la sinossi del mio romanzo!..." :asd:

Sarebbe un masochista :li:

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Pongo un nuovo quesito: ho trovato CE che chiedono una sinossi dettagliata e altre che chiedono una breve sinossi. Dunque, esistono due tipi di sinossi?

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Pongo un nuovo quesito: ho trovato CE che chiedono una sinossi dettagliata e altre che chiedono una breve sinossi. Dunque, esistono due tipi di sinossi?

Non mi sembra così nuovo: se hai pazienza di tornare a pag. 6 di questa discussione puoi leggere l'elenco di quelle che hanno chiesto a me, quando ho iniziato a spedire i manoscritti... e come a me anche agli altri immagino...

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Leggendo questa discussione mi vengono i crampi allo stomaco...

Io ho scritto una sinossi che in pratica è una quarta di copertina (sul web in cerca di aiuto avevo trovato si facesse così, ovviamente prima di trovare WD) questo significa che sarò automaticamente scartata da tutte le case editrici a cui l'ho spedita?

Mi vien da piangere

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Scartata per quello non credo proprio, però certamente può contribuire a irritare chi deve leggerti, che dalla sinossi vuole apprendere come hai sviluppato la trama e i personaggi e non perché un potenziale lettore dovrebbe sentirsi attratto dalla tua opera.

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Mai titolo fu più azzeccato per una discussione ! La sinossi per me è proprio un vero e proprio incubo.

Non la so fare ed ho paura che molte volte le mie opere siano state scartate per questo motivo, magari se gli editori si fossero presi la briga di leggere la mia opera completa gli sarebbe pure piaciuta.

Capisco che alcune case editrice abbiano la mail bombardata di proposte editoriali ma ci sono altri modi per snellire questo traffico, ad esempio chiedere estratti dell'opera e non l'intero manoscritto.

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Ospite Lem Mac Lem

La sinossi è il sunto della storia da inviare alla CE, per far capire che cosa si sta proponendo. La quarta di copertina, invece, è il sunto che si trova appunto in quarta di copertina, e che ha lo scopo di invogliare il lettore a leggere la storia.

Sembrano la stessa cosa, e invece sono diversissime. Perché, laddove un lettore magari può avere voglia di scoprire perché mai Ambra ha perso la memoria e Sergio non le dice quello che sa, all'editore, detta brutalmente, non gliene può fregare di meno. L'editore vuole sapere poche, semplici cose: in che genere si inquadra la tua storia? Trama? Elementi particolari (es: retelling fiabesco, ispirazione a un classico letterario, protagonista insolito, intreccio lineare o a flashback, eccetera)? Come finisce? Se c'è un messaggio sotteso, qual è? (tipo: ho scritto un thriller per enfatizzare la drammatizzazione di Ambra che ha dimenticato di avere un marito e dei figli, che sono sequestrati in Aspromonte e moriranno, se lei non decide di amarli malgrado si sia dimenticata che esistano, e non va a salvarli massacrando tutti) (occappero, mica male questo plot, quasi quasi :asd: )

Una sinossi da mandare a un editore ammazza tutta la bellezza di un romanzo. Credo sia per questo che abbiamo tante difficoltà a scriverle :sss:

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Grazie per la spiegazione esaustiva. Ora ho capito finalmente... Ed in effetti non deve essere semplice, anche perché è in un certo senso la prima impressione che si da all' editore del proprio lavoro, e sappiamo quanto conta la prima impressione un po' in tutte le cose.

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Personalmente posso aggiungere che scrivere la sinossi e' un po' come spogliarsi dal dottore. Magari ti imbarazza un po' ma devi farlo. È un po' imbarazzante perché devi cercare di svelare tutto del tuo libro, e quindi anche un po' di te, nella speranza di far passare davvero l'idea di ciò che hai voluto scrivere.

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Ospite Stefano Olivieri

Assolutamente non più di due pagine, quale che sia la lunghezza del romanzo. Se poi riuscite a farla stare tutta in una pagina ancora meglio, perché le CE odiano sfogliare.

La sinossi deve raccontare soltanto i topics della trama e spiegare ambientazione e personaggi. Senza commenti, perché è una cronaca. Se il romanzo è pieno di colpi di scena, dettagliate soltanto i più significativi e importanti per la storia. Deve essere scritta in ottimo italiano, non è importante che sia effervescente. La sinossi non deve affascinare, è soltanto una guida alla dissezione della vostra storia, istruzioni per l’uso, elenco degli ingredienti adoperati. Perciò non barate, siate umili e onesti e vedrete che riuscirete così a far leggere le prime pagine del romanzo. A quel punto se son rose fioriranno.

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Non né ho mandata mai una ne mai scritta, ma devo dire che sembra una cosa da curare nei minimi dettagli. Sembra da come descrivete la situazione, che l' editore al primo errore la carbonizzi con un getto di fuoco dalla bocca come un drago! :fiamme:

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Forse non vi aiuterà a fare una buona sinossi ma io trovo utile una cosa che ci disse un insegnante a un corso di sceneggiatura.Parlavamo di storie di genere e fumetti seriali in particolare ma io penso si adatti, con le dovute differenze, a qualunque tipo di storia.

Rispondete a queste domande, possibilmente poche righe per ognuno di esse:

Di che genere è la vostra storia?

Dove è ambientata la vostra storia (insomma, luoghi e tempo)?

Chi è il protagonista? Qual'è il suo obiettivo?

Quali sono gli ostacoli del protagonista per arrivare all'obiettivo? Magari porre l'accendo tra quello principale (esempio: protagonista giornalista alle prese con narcotrafficanti) e i secondari (colleghi che non lo stimano, moglie esosa da cui sta divorziando ecc.)

Come pensa il protagonista di superare gli ostacoli tra lui e il suo obiettivo?

Chi è l'antagonista ( che puó essere anche il protagonista stesso, o una parte di sé)?

Chi sono la spalla, gli amici o tutti coloro che finiranno con lo schierarsi dalla parte del protagonista?

E gli antagonisti secondari, se ce ne sono?

Altri personaggi rilevanti della storia?

Qual'è il passato del protagonista? I suoi punti deboli? I suoi punti di forza?

E dell'antagonista?

Breve accenno del profilo di tutti gli attori coinvolti nella vostra storia.

Forse ho dimenticato qualcosa ma basta rispondere a queste domande per avere uno scheletro della vostra sinossi. Da rimaneggiare, in ogni caso.

Per un romanzo, potreste qualcosa sullo stile, punto di vista, sul "cosa ti spinge a scrivere proprio questa storia e non altre", l'eventuale punto di riferimento, ecc.

Diciamo che trovo questo modo di fare sia utile prima di iniziare una storia, per schiarirsi le idee, ma anche per utilizzare il risultato in un'eventuale scheda riassuntiva.

Ma è un metodo che trovo pratico per me, non è detto valga per tutti.

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Vabbè, mi sacrifico. Mi offro come stilatore di sinossi. A pagamento, s'intende.

[Come suona "sinossatore"?]

Fa rima con "strangolatore"...

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Non fate come quel simpatico autore che, avendomi mandato in lettura un giallo complicato e - su richiesta - la sinossi, si rifiutava di includervi la rivelazione dell'assassino!

La trama dev'essere lineare, semplificata, completa. Per il resto, ma sono già intervenuta più volte sul tema, sono abbastanza d'accordo con Stefano O.

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Anch'io mi astengo dall'intervento: le mie "perversioni da sinossi" sono già sparse lungo la discussione...

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Ospite Stefano Olivieri

Avevo conservato sul mio pc il post di un forumista del torneo Ioscrittore (nickname : Noname) che era intervenuto sull'argomento sinossi in modo puntuale ed esaustivo. Può darsi che il forumista, a sua volta, l'abbia ripresa dal web, perciò mi scuso preventivamente con l'autore. Posto il testo del suo intervento anche qui, sperando che sia d'aiuto per qualcuno:

 

COME SCRIVERE UNA SINOSSI PERFETTA (e tutto il resto)

 

#156 da NoName il 12/1/2012 scrive: Scrivere una sinossi

 

Scrivere una sinossi di presentazione del proprio romanzo è un’operazione che troppo spesso gli autori, per pigrizia o per “ignoranza”, dimenticano di fare. E così rinunciano a uno strumento importantissimo per presentarsi agli editori e per stimolarli a leggere la loro opera. Ecco come si scrive una sinossi in piena regola

 

Stendere la sinossi di un romanzo non è un lavoro semplice. Eppure si tratta di un elemento fondamentale per presentarsi agli editori, il mezzo che consente di fare la differenza tra il solito dattiloscritto lasciato a morire nella polvere e una concreta possibilità che l’editor di una casa editrice possa interessarsi al vostro progetto. Di che cosa si tratta, esattamente? La sinossi di un romanzo è la calibrata miscela di alcuni ingredienti che servono a mettere subito in chiaro il progetto del vostro libro e come lo avete strutturato. La lunghezza complessiva di una sinossi non deve superare le tre cartelle dattiloscritte, per non far passare subito la voglia al vostro interlocutore di affrontarne la lettura. Poche cartelle agili e ben scritte, invece, danno soddisfazione a chi, lavorando nelle case editrici, si trova generalmente ad avere a che fare con esordienti che spediscono dattiloscritti alti una spanna e pretendono di essere letti subito. La sinossi fa un’ottima impressione: dà idea di professionalità, di intelligenza e di rispetto per il lavoro altrui. Restare nelle tre cartelle dattiloscritte è il primo passo per spingere un editor ad affrontare la lettura del testo, ma non basta. La sinossi va accompagnata da una breve lettera di presentazione in cui si spiega chi è il mittente (che cosa si fa nella vita e che cosa si ha già pubblicato) e che si desidera porre all’attenzione della casa editrice il progetto del romanzo, prima di prendere in considerazione l’eventualità di spedire l’intero dattiloscritto, cosa che potrà avvenire solo se l’editore sarà interessato. Ecco un esempio di breve lettera di accompagnamento: Gentile dott. ……. mi chiamo Mario Rossi, sono nato a Milano e ho 32 anni. Laureato in Ingegneria elettronica, mi interesso da sempre di letteratura. Sino a oggi ho pubblicato alcuni articoli su riviste come ………. e …….., ho ottenuto lusinghieri risultati a diversi premi letterari e due miei racconti sono apparsi sulle pagine di ….. e ……. Di seguito a questa lettera troverà la sinossi del mio primo romanzo, su cui non mi dilungo ora, a cui mi auguro avrà il tempo di dare un’occhiata. Si tratta di un thriller medievale che ritengo interessante e ben costruito, ma ovviamente lascio a lei qualsiasi commento in merito. Se ritenesse interessante il mio progetto, me lo faccia sapere: le invierò all’istante i primi capitoli del romanzo o, se preferisce, l’intero dattiloscritto. Cordiali saluti, Mario Rossi Dopo la lettera, breve ma efficace nello spingere l’editor a dare un’occhiata alla sinossi, bisogna essere certi di potersi garantire la sua attenzione fino al termine delle tre cartelle di presentazione del romanzo. Ma vediamo nei particolari come dev’essere strutturata una sinossi. Per prima cosa occorre mettere in evidenza l’elemento esotico del libro, quel qualcosa che lo contraddistingue da quanto già esiste sul mercato e che può essere un punto di interesse e di attrazione per il lettore. Verificate se nel vostro romanzo c’è questo elemento, anche se si tratta di una semplice ambientazione o di una situazione collaterale alla vicenda principale. Come si vede, già questo primo passo offre la possibilità di verificare quanto il proprio libro sia davvero interessante. Se non esistono elementi di suggestione tali da poter parlare subito di un’idea, di un personaggio o di un’ambientazione affascinanti, capaci di catturare l’attenzione del lettore (e, nel caso specifico, dell’editor che deve affrontare la lettura della sinossi), allora bisogna rendersi conto che c’è qualcosa che non va. Non basta raccontare una storia e mettere insieme personaggi più o meno interessanti. Bisogna inserire almeno un elemento originale e, appunto, “esotico”, che caratterizzi la nostra storia. Facciamo un esempio concreto. Ne Il collezionista d’ossa di Jeffery Deaver, un thriller mozzafiato tradotto anche per il grande schermo, la storia potrebbe essere presentata così: un ex poliziotto in caccia di un serial killer a New York. Questo è esattamente quello che succede, è l’anima e la struttura portante del romanzo, ma che presa avrebbe su un editor che dev’essere invogliato a scegliere un libro tra altri mille? La solita storia del serial killer! Eppure, nel romanzo di Deaver gli elementi esotici non mancano. Il personaggio principale è sì un ex poliziotto, ma è anche un paralitico bloccato a letto, che riesce a muovere solo la testa e un dito. Attorno a lui ci sono apparecchiature elettroniche quasi fantascientifiche, che lo aiutano a sostenere le indagini senza muoversi da casa. Quest’uomo è più abile, astuto e pignolo di Sherlock Holmes, e limitandosi a studiare indizi apparentemente insignificanti riesce a incastrare l’assassino. Ma non è tutto. C’è un altro elemento importante: il serial killer è un esperto della New York di fine ‘800, e quando si muove per la città a caccia di vittime crede di essere ancora all’epoca del vapore, e incarna le imprese dei più famosi criminali di quel tempo. Sono questi gli elementi forti della storia di Jeffery Deaver, gli aspetti “esotici” su cui puntare per attirare subito l’interessere dell’editor che si apprestasse a leggere la sinossi del libro. Questo a prescindere dal fatto che poi la storia procede a modo suo, con sviluppi e colpi di scena che acquistano valenza indipendentemente dall’esotismo dei personaggi principali. Ecco quindi come potrebbe essere scritta una presentazione più efficace de Il collezionista d’ossa: Lyncoln Ryhme, ex polizotto inchiodato al letto da una grave paresi, sfrutta la sua abilità deduttiva per mettersi in caccia di un assassino che ripercorre le gesta dei grandi criminali dell’800, sullo sfondo di una New York inedita e suggestiva. Che dite, non vi sembra più accattivante? Eppure stiamo parlando della stessa storia. Tutto sta nel presentarla nel modo giusto. Arriviamo dunque al secondo punto importante di una sinossi. Dopo avere messo bene in luce gli aspetti “particolari” della nostra storia, dobbiamo raccontare quello che succede nel libro. Brevemente, nella maniera più sintetica ma efficace possibile, la storia dev’essere descritta in tutti i suoi aspetti, senza dimenticare nulla e, soprattutto, senza cadere nell’errore (tipico degli esordienti) di tenere in sospeso il finale pensando di stimolare la curiosità del nostro interlocutore. E’ uno sbaglio colossale! L’editore deve sapere come va a finire il romanzo, deve sapere che fine fanno i personaggi e se, dunque, la storia regge. L’editor non è il lettore, e la sinossi non è una quarta di copertina che deve stimolare all’acquisto. Per cui, nella sinossi tutto deve essere descritto e ben spiegato, mettendo in luce le proprie capacità di costruire una trama avvincente e ben congegnata (altra verifica valida anche per se stessi. Siamo sicuri che il nostro libro abbia tutti questi elementi? Che sia effettivamente avvincente, che la storia abbia abbastanza sussulti, colpi di scena e un meccanismo interno perfetto come quello di un orologio?). Il terzo elemento da mettere bene in evidenza in una sinossi sono i personaggi. Bisogna far capire all’editor che non si è trascurata questa parte fondamentale del romanzo. I personaggi sono essenziali, sono coloro in cui i lettori si immedesimano, e devono dunque avere un’anima e un corpo, essere il più possibile realistici e affascinanti, lontano da cliche e da stereotipi più o meno convenzionali. Quarto passaggio per stendere una sinossi professionale è descrivere brevemente quale tecnica narrativa si è utilizzata per scrivere il romanzo. Bisogna far capire se si è usata la prima persona singolare o la terza persona, quale punto di vista si è scelto, se la narrazione procede a flashback oppure è lineare, se ci sono inserimenti di articoli di giornale o disegni, schemi o fotografie che si reputano indispensabili per l’economia del romanzo. Infine, occorre avere abbastanza umiltà (e intelligenza), per capire che di solito gli editori tendono a scegliere loro i titoli da dare ai romanzi che pubblicano. Certo, però, accettano di buon grado i suggerimenti dell’autore, mentre se si cerca di imporre loro un titolo si irritano e si sentono ancora più stimolati a cercarne uno diverso. La vera sinossi professionale riporta, come ultima voce, una serie di possibili titoli (due o tre al massimo) che l’autore propone all’editore, affermando naturalmente che si tratta solo di suggerimenti. Per ricapitolare, dunque, ecco i punti in cui dev’essere strutturata una sinossi: 1) Elemento “esotico” del romanzo 2) Trama sintetica ma particolareggiata della storia 3) Descrizione dei personaggi 4) Tecnica adottata 5) Suggerimento di qualche titolo Adesso che si avete approntato la vostra sinossi, siete in grado di provare a sondare l’interesse degli editori. Se il progetto piacerà, saranno loro stessi a mettersi in contatto con voi e a chiedervi la consegna del dattiloscritto completo, magari durante un cordiale colloquio che possa dare inizio a una fortunata collaborazione editoriale.

 

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