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Pseudonimo

La sinossi: discussione madre

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Dopo tre giorni ho concluso la sinossi, è una violenza vera e propria ! 275 pagine riassunte in una sola!

Mi piacerebbe leggere la sinossi di qualche libro poi diventato famoso. Il mio sembra un favoletta per i bimbi, ho dovuto segare tutte le parti secondarie, in questo modo non si ha idea dell'intreccio della trama se non superficialmente.

Ora vedrò di inviarla a qualche casa in cerca di fortuna.

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Eccomi qui anch'io a piangere per questa benedetta sinossi.

Ho provato a riassumere la storia e mi perdo persino io (quando rileggo, non a scriverla), il che fa sospettare che non sia la strada giusta. Di fatto, seguire la trama (anche a livello di fabula) non aiuta a capire granché, e per far capire qualcosa dovrebbe così lungo che tanto varrebbe leggere il libro.

La mia storia gira attorno a un giallo e alla scoperta dei colpevoli. Ha più un andamento da thriller che da giallo deduttivo, però niente di trascendentalmente innovativo. Il punto è che la parte indagine è una scusa, non solo per me che scrivo, ma anche per i personaggi stessi, i quali la usano come base per intrighi di potere. Ma anche questi intrighi sono solo uno dei piani su cui si svolge la storia, perché c'è anche il piano delle relazioni interpersonali, dei rapporti di forza tra le componenti dell'impero, ecc. Il libro ha un'ambientazione fantascientifica, ma può essere letto come un thriller o come un intreccio di storie d'amore o come un romanzo di formazione o come la storia di un'amicizia o anche un romanzo sul disgregarsi della famiglia. Ognuno di questi piani avrebbe diritto alla sua sinossi, e sarebbe parimenti descrittiva del libro.

Il problema è con una complessità del genere (unita a un numero cospicuo di personaggi) raccontare solo la trama non è sufficiente, perché mi sembrerebbe necessario far emergere le varie linee di lettura: se uno la dichiara e basta questa complessità, sembra molto più un presuntuoso che qualcuno in grado di reggere e rendere leggibile una struttura complessa. D'altro canto non dichiararla e affidarsi solo alla trama mi sembra un suicidio: la trama non è scontatissima, ma in sé non è particolarmente originale: c'è una vittima, un investigatore, un colpevole, alla fine l'investigatore prende il colpevole. Nel frattempo si scoprono e si svolgono diversi intrighi di palazzo che mettono i bastoni fra le ruote all'investigatore, discesa agli inferi e trionfo finale. Pure il matrimonio alla fine, Propp sarebbe fiero di me.

Una sinossi non lineare sarebbe accettabile? Cioè, posso raccontare il giallo (chi è il colpevole e come ha fatto), quindi dire come la protagonista ci arriva, quali sono gli obbiettivi dei vari personaggi e se ci arrivano o no. Un po' come se si trattasse di sotto trame, anche se in realtà sono modi di vedere diversi sulla stessa storia. Verrà un po' lunga, temo, ma quello che mi preoccupa è che appunto in una sinossi scritta così la storia viene riraccontata più volte, e in realtà sembra più un'analisi che una sinossi.

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Vantaggio di non essere in grado di terminare un romanzo: non dover fare la sinossi.

Swetty non so che dirti, immagino sia difficile. E se partissi da quella che Alain definiva la frase che riassume il significato del libro? E da lì cercassi di mettere in evidenza a grandissime linee la trama e qualcuno dei significati?

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Ospite Lord Snow

Mi piacerebbe leggere la sinossi di qualche libro poi diventato famoso.

Io so che nei Libri di Paolini successivi a Eragon ci sono le sinossi di tutti i precedenti. Per dirtene una Nell'ultimo libro i riassunti dei precedenti tre tomi di almeno 700 pagine sono riassunti in quattro o cinque pagine (!)

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Sì, ma le sinossi dei romanzi di Paolini sono le peggiori che abbia mai letto *fischietta fingendo di non aver comprato i libri*

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Ospite Lord Snow

beh, dovrei leggere quella sull'ultimo per dirtelo con precisione *fischietta assieme a Syg* XD

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Per ora l'ho messa così:

- ambientazione

- come è stato compiuto il delitto

- come avviene l'indagine

- la storia vera

- personaggi e sottotrame

Viene di 6 pagine. : WallBash :

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Oh grazie! Vado a vedere sui libri di Paolini ... me li hanno regalati ma dopo il secondo ... *si unisce ai fischiatori*

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Riporto un po' in auge la discussione perchè con il progetto editoriale Origami che stiamo portando avanti, ci stanno arrivando diversi racconti/romanzi e credo che possa essere utile un punto di vista "dall'altra parte". Noi stessi ci trovviamo in difficoltà quando leggiamo alcune sinossi.

Mi sembra di leggere, in questo topic, troppa gente preoccupata di quante pagine fare il riassunto del loro romanzo, piuttosto che parlare del perchè leggere il proprio romanzo.

La sinossi non è un riassunto del romanzo, o almeno non è solo quello, è il "perchè" leggere quel romanzo e non un altro. Il riassunto è qualcosa che serve per completare la sinossi, ma non è la parte più importante.

Credo che Walden sia riuscito a scrivere un bel post che molti dovrebbero prendere in considerazione.

Un altro elemento da inserire che faciliterebbe non poco chi legge la sinossi del vostro manoscritto è: dove volete andare a parare?

Fate sempre capire cosa succede ai vostri personaggi alla fine del racconto. Sono maturati? Sono cambiati? sono morti? Gli sono cresciute le orecchie da topo e ora "flettono i muscoli e sono nel vuoto"? Questo è importantissimo non perchè così l'editore furbetto non legge tutto il romanzo, ma pechè deve capire se la storia vale il tempo che ci impiegherebbe a leggerla.

Un editore non legge una storia come un normale lettore, deve capire subito se questa può valere un suo investimento di tempo e risorse oppure no e deve capire subito se quel romanzo magari di 800 pagine che gli hanno spedito vale una pubblicazione.

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Eccomi qui anch'io a piangere per questa benedetta sinossi.

Ho provato a riassumere la storia e mi perdo persino io (quando rileggo, non a scriverla), il che fa sospettare che non sia la strada giusta. Di fatto, seguire la trama (anche a livello di fabula) non aiuta a capire granché, e per far capire qualcosa dovrebbe così lungo che tanto varrebbe leggere il libro.

La mia storia gira attorno a un giallo e alla scoperta dei colpevoli. Ha più un andamento da thriller che da giallo deduttivo, però niente di trascendentalmente innovativo. Il punto è che la parte indagine è una scusa, non solo per me che scrivo, ma anche per i personaggi stessi, i quali la usano come base per intrighi di potere. Ma anche questi intrighi sono solo uno dei piani su cui si svolge la storia, perché c'è anche il piano delle relazioni interpersonali, dei rapporti di forza tra le componenti dell'impero, ecc. Il libro ha un'ambientazione fantascientifica, ma può essere letto come un thriller o come un intreccio di storie d'amore o come un romanzo di formazione o come la storia di un'amicizia o anche un romanzo sul disgregarsi della famiglia. Ognuno di questi piani avrebbe diritto alla sua sinossi, e sarebbe parimenti descrittiva del libro.

Il problema è con una complessità del genere (unita a un numero cospicuo di personaggi) raccontare solo la trama non è sufficiente, perché mi sembrerebbe necessario far emergere le varie linee di lettura: se uno la dichiara e basta questa complessità, sembra molto più un presuntuoso che qualcuno in grado di reggere e rendere leggibile una struttura complessa. D'altro canto non dichiararla e affidarsi solo alla trama mi sembra un suicidio: la trama non è scontatissima, ma in sé non è particolarmente originale: c'è una vittima, un investigatore, un colpevole, alla fine l'investigatore prende il colpevole. Nel frattempo si scoprono e si svolgono diversi intrighi di palazzo che mettono i bastoni fra le ruote all'investigatore, discesa agli inferi e trionfo finale. Pure il matrimonio alla fine, Propp sarebbe fiero di me.

Una sinossi non lineare sarebbe accettabile? Cioè, posso raccontare il giallo (chi è il colpevole e come ha fatto), quindi dire come la protagonista ci arriva, quali sono gli obbiettivi dei vari personaggi e se ci arrivano o no. Un po' come se si trattasse di sotto trame, anche se in realtà sono modi di vedere diversi sulla stessa storia. Verrà un po' lunga, temo, ma quello che mi preoccupa è che appunto in una sinossi scritta così la storia viene riraccontata più volte, e in realtà sembra più un'analisi che una sinossi.

Ho scritto 3 sinossi. Non me ne piace una. Non tanto per la lunghezza (la più prolissa è composta infatti da due pagine e mezzo) quanto perchè non riesco a seguire uno schema che risulti semplice ed esaustivo al tempo stesso.

Credo che il mio problema sia stato brillantemente spiegato da Swetty. Il romanzo che voglio proporre è un dark fantasy concepito come trilogia, del quale ho terminato la stesura e la revisione della prima parte. Anche per me il problema sta nello scegliere quale aspetto in particolare far emergere - stori(e) d'amore, intrighi politici, la lotta tra gli Dei - perchè le sottotrame dei vari personaggi sono indissolubilmente intrecciate tra loro. Inoltre non ho un personaggio principale: i miei (stronzi) beniamini sono in quattro. E non posso limare l'importanza di uno a beneficio di un altro. Ergo: casino n. 1. Il casino n. 2 sta invece nella struttura della sinossi stessa, perchè non riesco a rendere pienamente i concetti che mi sembrano più importanti seguendo uno schema ideale. L'unica cosa chiara è il finale: il dolore non muore mai. Quindi niente happy ending. Beh, almeno questo è originale.

Aiutatemi vi prego. :arrendo:

Voglio morire! :eyebleed:

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Eccomi qui anch'io a piangere per questa benedetta sinossi.

Ho provato a riassumere la storia e mi perdo persino io (quando rileggo, non a scriverla), il che fa sospettare che non sia la strada giusta. Di fatto, seguire la trama (anche a livello di fabula) non aiuta a capire granché, e per far capire qualcosa dovrebbe così lungo che tanto varrebbe leggere il libro.

La mia storia gira attorno a un giallo e alla scoperta dei colpevoli. Ha più un andamento da thriller che da giallo deduttivo, però niente di trascendentalmente innovativo. Il punto è che la parte indagine è una scusa, non solo per me che scrivo, ma anche per i personaggi stessi, i quali la usano come base per intrighi di potere. Ma anche questi intrighi sono solo uno dei piani su cui si svolge la storia, perché c'è anche il piano delle relazioni interpersonali, dei rapporti di forza tra le componenti dell'impero, ecc. Il libro ha un'ambientazione fantascientifica, ma può essere letto come un thriller o come un intreccio di storie d'amore o come un romanzo di formazione o come la storia di un'amicizia o anche un romanzo sul disgregarsi della famiglia. Ognuno di questi piani avrebbe diritto alla sua sinossi, e sarebbe parimenti descrittiva del libro.

Il problema è con una complessità del genere (unita a un numero cospicuo di personaggi) raccontare solo la trama non è sufficiente, perché mi sembrerebbe necessario far emergere le varie linee di lettura: se uno la dichiara e basta questa complessità, sembra molto più un presuntuoso che qualcuno in grado di reggere e rendere leggibile una struttura complessa. D'altro canto non dichiararla e affidarsi solo alla trama mi sembra un suicidio: la trama non è scontatissima, ma in sé non è particolarmente originale: c'è una vittima, un investigatore, un colpevole, alla fine l'investigatore prende il colpevole. Nel frattempo si scoprono e si svolgono diversi intrighi di palazzo che mettono i bastoni fra le ruote all'investigatore, discesa agli inferi e trionfo finale. Pure il matrimonio alla fine, Propp sarebbe fiero di me.

Una sinossi non lineare sarebbe accettabile? Cioè, posso raccontare il giallo (chi è il colpevole e come ha fatto), quindi dire come la protagonista ci arriva, quali sono gli obbiettivi dei vari personaggi e se ci arrivano o no. Un po' come se si trattasse di sotto trame, anche se in realtà sono modi di vedere diversi sulla stessa storia. Verrà un po' lunga, temo, ma quello che mi preoccupa è che appunto in una sinossi scritta così la storia viene riraccontata più volte, e in realtà sembra più un'analisi che una sinossi.

Ho scritto 3 sinossi. Non me ne piace una. Non tanto per la lunghezza (la più prolissa è composta infatti da due pagine e mezzo) quanto perchè non riesco a seguire uno schema che risulti semplice ed esaustivo al tempo stesso.

Credo che il mio problema sia stato brillantemente spiegato da Swetty. Il romanzo che voglio proporre è un dark fantasy concepito come trilogia, del quale ho terminato la stesura e la revisione della prima parte. Anche per me il problema sta nello scegliere quale aspetto in particolare far emergere - stori(e) d'amore, intrighi politici, la lotta tra gli Dei - perchè le sottotrame dei vari personaggi sono indissolubilmente intrecciate tra loro. Inoltre non ho un personaggio principale: i miei (stronzi) beniamini sono in quattro. E non posso limare l'importanza di uno a beneficio di un altro. Ergo: casino n. 1. Il casino n. 2 sta invece nella struttura della sinossi stessa, perchè non riesco a rendere pienamente i concetti che mi sembrano più importanti seguendo uno schema ideale. L'unica cosa chiara è il finale: il dolore non muore mai. Quindi niente happy ending. Beh, almeno questo è originale.

Aiutatemi vi prego. :arrendo:

Voglio morire! :eyebleed:

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Mi dispiace, ho dovuto cliccare su "Riprova" perchè il server non mi caricava la pagina e il mio post è stato pubblicato due volte. Chiedo venia, la mia connessione oggi fa schifo!

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Io ho provato a scrivere una sinossi - con un bruciore di fegato, mentre lo facevo - ma è uscita una quarta di copertina.

:facepalm:

La vita è dura.

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Io ho provato a scrivere una sinossi - con un bruciore di fegato, mentre lo facevo - ma è uscita una quarta di copertina.

:facepalm:

La vita è dura.

Non dirlo a me, lol ! Se poi pensi che la stesura della sinossi determina o meno l'attenzione dell'editor nei confronti del tuo lavoro... mi vengono i brividi.

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Ospite Jack Shark

Odio scrivere sinossi :nein:

Le sinossi dei miei romanzi sono a dir poco vergognose :facepalm:

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Nella sinossi di una mia raccolta di poesie ho scritto quattro righe per non sembrare che me la tiro, più di questo non saprei che fare.

Ho usato spesso le espressioni "credo che", "secondo me" ed "a mio parere", proprio per dare una parvenza di umiltà.

Spero che questa mia scelta non si riveli sciagurata...

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Ospite Jack Shark

L'umiltà paga sempre!

Anche la mia sinossi era molto umile.

Questo mi dovrebbe far capire che iniziare la mia con "Sono il Dio della scrittura" non è stata una gran mossa :sss:

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ma secondo voi la sinossi è necessaria anche per le raccolte di racconti?

quando porgo questa domanda alle CE ricevo solo risposte sfuggenti (inteso quelle rarissime volte che mi degnano di una risposta)

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ma secondo voi la sinossi è necessaria anche per le raccolte di racconti?

quando porgo questa domanda alle CE ricevo solo risposte sfuggenti (inteso quelle rarissime volte che mi degnano di una risposta)

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Ospite Jack Shark

ma secondo voi la sinossi è necessaria anche per le raccolte di racconti?

quando porgo questa domanda alle CE ricevo solo risposte sfuggenti (inteso quelle rarissime volte che mi degnano di una risposta)

La vogliono per la poesia, figuriamoci se non la vogliono per i racconti.

Mi pare ovvio infatti che la vogliano.

Solo che la sinossi di una raccolta è ben diversa rispetto alla sinossi di un romanzo. A mio parere credo sia molto più difficile raccontare una raccolta di racconti in una sinossi, e ancora più difficile farlo per una raccolta di poesie.

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ma qualora la raccolta comprenda vari generi, con quindi trame e ambientazioni completamente differenti, occorre una sinossi per ogni racconto?

Non sò perchè ma rabbrividisco all'idea... XD

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Vi porgo una domandina...

Come trattare i flashback nella sinossi?

Diciamo che un mio personaggio, l'affabile sig.Rossi, ha avuto un passato tremendo fatto di insufficienze scolastiche e violente sgridate della madre, che lo hanno condotto ad un matrimonio infelice e all'odio per la moglie. Ora ha 90 anni.

Ovviamente la storia si sviluppa su un gran numero di pagine, e la vita del caro sig.Rossi (che non è il protagonista) viene mostrata attraverso almeno 7 brevi flashback disseminati lungo tutto il romanzo.

Come parlare allora della vita passata del sig.Rossi nella sinossi, premesso che questa è fondamentale per comprendere il suo agire nella storia e quindi non posso assolutamente tagliarla?

Raccontare il suo passato tutto in una volta quando lo nomino per la prima volta? Inserire ogni volta il flashback in corrispondenza di quando si presenta nel romanzo, quindi in modo funzionale volta per volta alla trama che vado dipanando?

Ciao Pseudonimo,

anch'io ho avuto qualche blocco con la sinossi. Ritoccandola quella decina di volte alla fine sono riuscita a crearne una, a mio parere piuttosto soddisfacente, in una sola pagina word. Non che sia determinante, è vero, ma nella stragrande maggioranza dei casi, le CE chiedono espressamente che sia breve. Ho letto molti pareri autorevoli al riguardo e ciò che mi sono appuntata è questo: deve comprendere le linee essenziali della vicenda narrata ma facendo anche capire in qualche modo come viene narrata, lasciando trasparire il nostro stile di scrittura; deve essere piacevole, dotata insomma anch'essa di ritmo, di musicalità. Deve essere frutto della nostra 'voce', per intenderci.

Fossi in te non inserirei un flashback ogni qualvolta lo hai fatto nel racconto, perché in questo modo appesentiresti il tuo 'riassunto'. Piuttosto farei semplicemente presente che la storia del protagonista si snoda e chiarifica attraverso dei flashback, appunto. Poi, almeno così ho fatto io e ne sono stata soddisfatta, uscirei un attimo dalla trama per descrivere le strategie che il narratore utilizza nel prosieguo del proprio racconto. Per esempio nella mia sinossi ad un certo punto dico che la storia si infittisce di enigmi che la narratrice tenta di decifrare, quasi invitando il lettore a scovare gli indizi che di volta in volta le si presentano ma che solo a tratti lei stessa riesce a raccogliere.

Spero di esserti stata in qualche modo d'aiuto.

Buon lavoro

Ery

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Ho letto tutta la discussione e una cosa ancora non mi è chiara: nella sinossi deve esserci anche scritta la fine o non è necessaria?

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