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La sinossi: discussione madre

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@Miss Ribston Grazie mille per il riscontro! In effetti mi sono concentrata sul punto cardine "una frase", tralasciando il resto. Mi hai dato un spunto utilissimo sui cui riflettere e l'idea di dividere le due macrotrame è ottima. Finora mi sono sempre preoccupata di intrecciarle il più possibile per il timore che sembrassero troppo scollegate. Ho materia su cui riflettere.

:grazie:

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Sto frequentando un corso di scrittura dove sono mesi che stiamo dietro solo alla sinossi. E' complicata scriverla e tutto quello che posso dirvi è che la sinossi deve presentare il protagonista, il filone principale della storia e il coprotagonista. Essenziale la risoluzione finale. Deve essere scritta in una paginetta, 2500 caratteri spazi inclusi, 3000 forse sono troppi. :o 

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Riprendo questa discussione, perché sto scrivendo proprio ora le lettere di invio non vorrei sbagliare già dall'inizio. Si è già parlato nel topic della lunghezza di una sinossi, ma ho notato che pochissime CE specificano una lunghezza massima. Alcune però parlano di sinossi breve, altre di sinossi dettagliata. In cosa si traduce questa differenza in termini di battute? Per esempio in un concorso davano 5000 come battute come massimo, che forse per molte CE è un po' lunga. Nel mio caso, oltre alla storia vera e propria, c'è un antefatto importante ai fini della comprensione, che però allunga molto il tutto, faccio bene a metterlo o dovrei tagliarlo?

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1 ora fa, Silverwillow ha detto:

Nel mio caso, oltre alla storia vera e propria, c'è un antefatto importante ai fini della comprensione, che però allunga molto il tutto, faccio bene a metterlo o dovrei tagliarlo?

Avendo letto il tuo romanzo (l'antefatto) credo di capire a che cosa ti riferisci, quindi la risposta alla tua domanda è: dipende da come hai deciso di strutturare la sinossi.

 

1 ora fa, Silverwillow ha detto:

ho notato che pochissime CE specificano una lunghezza massima.

In genere una sinossi sui 2000 caratteri è il massimo concesso. Più è breve e concisa, nei limiti della comprensibilità, meglio è. ;)

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Ciao, grazie per la tua risposta. Ho cercato di essere più sintetica possibile, sia sull'antefatto che sulla trama, con gli eventi e i personaggi principali. Ne è venuta circa una pagina e mezza, sui 4000 caratteri. Ho paura che stringendo ancora di più diventi troppo generica e poco comprensibile. Penso che la manderò così a chi la chiede dettagliata, per gli altri cercherò di abbreviarla

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Guardando in giro, la lunghezza non ha uno standard fisso. Alcuni la chiedono da 2000 caratteri, altri da 3000, qualcuno anche più lunga. Il punto è che una sinossi completa dovrebbe contenere ben cinque parti: esposizione dell'elemento esotico che la rende unica, trama sintetica ma particolareggiata (un ossimoro), un cenno ai personaggi principali, la tecnica adottata e magari anche il suggerimento di qualche titolo.

Parlando di romanzi e non di racconti da una decina di cartelle, mi sembra una operazione impossibile. Già condensare la sola trama in 2-3000 battute è quasi impossibile, seppur fattibile (a fatica), figurarsi inserire anche il resto. Insomma, mi sembra che o l'elemento esotico è talmente forte da sopperire a tutto (anche a una trama condensata in dieci-quindici righe) o non vedo altre soluzioni possibili che limitarsi a uno o due dei punti sopracitati. Mi è sorto il dubbio che sia soprattutto questo il vero scopo di una sinossi, più ancora dell'esigenza delle CE di avere materiale veloce da leggere: vedere se l'originalità (soprattutto per un esordiente, immagino) basti a coprire il resto del "bignami".

A questo punto direi che la soluzione alle richieste di sinossi da 2000-3000 caratteri sia l'invio della sola trama, per chi non riesca nel miracolo di cui sopra.

Voi che dite?

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@Robz Io ho sempre dato per scontato che la sinossi fosse solo la trama. Se dentro ci dovessi mettere anche il resto mi servirebbero tre pagine O_O . Dal momento che indicazioni standard non esistono, io mi sono organizzata così: una breve presentazione (genere, numero di caratteri, elemento distintivo, informazioni sulla serie, ecc.) e a parte la sinossi con solo la storia completa. Mi sembra anche più chiaro e ordinato così, poi se a qualcuno non va bene, che mettano indicazioni più precise... I personaggi cerco di presentarli brevemente nella trama. Il titolo ho messo quello che ho già scelto, poi se lo volessero cambiare con uno migliore ben venga. In genere penso che dipende molto da quanto è lunga e complessa la storia. Mi auguro che nessuno scarti un romanzo solo perché la sinossi è un po' più lunga di una pagina. Se dovessimo riassumerle in poche righe, molte storie finirebbero per somigliarsi

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Non vorrei dire corbellerie, ma certe CE (alcune qui sul WD) annunciano che, in caso di una saga, sono un po' più permissivi in fatto di lunghezza della sinossi. E se non erro @Silverwillow  ha scritto tre/quattro tomi...

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sarebbe interessante vedere le sinossi inviate dagli autori di romanzi di successo, per avere un riscontro pratico.

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@Yaxara Sì, in effetti i miei sono quattro. Infatti circa un terzo della sinossi serve come introduzione dell'antefatto che vale per tutta la saga. Però io le ho messe distinte, cioè una per il primo libro e un'altra, più breve e generica, con una visione d'insieme dei libri seguenti. Nelle lettere specifico che l'ho aggiunta solo in caso fossero interessati a una visione d'insieme. Non so se sia la prassi fare così. Io personalmente se leggessi la trama di un primo libro vorrei avere un'idea di come continua la serie prima di decidere. 

@Robz Sì, sarebbe interessante. Non è detto però che fossero perfette. Se la storia ha un qualcosa di particolare che colpisce e il testo è scritto bene, penso che non stiano a guardare il capello

 

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Trama e sinossi spesso vengono confuse, ma sono due cose differenti.

Trama, come dice la parola stessa, è l'intreccio narrativo, cioè il come è raccontata una storia. La sinossi, invece, è il cosa: di cosa parla la storia.

La sinossi, alcune volte, può includere anche la trama e specificare in che modo la storia verrà raccontata (specie se si tratta di una particolarità che caratterizza in maniera determinante il romanzo), ma non è strettamente necessario.

In 20-30 righe (cioè tra le 1800 e le 2000 battute circa spazi inclusi... a volte sono ammesse anche 3000) va detto tutto lo stretto indispensabile, compreso il finale, ma ciò deve necessariamente avvenire in maniera molto sintetica.

Alcuni editori consentono eccezioni alla lunghezza della sinossi, altri hanno form con contatori di caratteri tassativi. Va da sé che quanto più riuscirete ad attenervi ai parmetri richiesti e riuscirete a essere sintetici, più verrete apprezzati. La sinossi non è un esercizio di stile e non deve servire a far capire all'editore quanto siete bravi, ma convincerlo sull'idea e sulla "spendibilità" dei contenuti; il valore narrativo e la vostra bravura come scrittori arrivano al passo successivo, ma prima bisogna concentrarsi sul superare il primo scoglio. :)

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@ElleryQ Tutto giusto. Manzoni avrebbe dovuto scrivere:

genere: storico (Italia 1600);

location: Lombardia;

trama: il matrimonio tra due giovani è osteggiato da un ricco castellano...

altri personaggi: un prete pavido, una monaca scostumata, un cardinale...

finale: il prepotente muore di peste, i due giovani si sposano.

Diglielo tu Ellery. Che io mi imbarazzo.

 

 

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Diciamo che così sarebbe stato fin troppo schematico. :lol:

Chissà come scrisse la sinossi Manzoni, per proporre il manoscritto all'editore.

La Treccani riporta questa (che ahimé definisce trama):

 

I fatti si svolgono sullo sfondo della campagna lombarda e della città di Milano, tra il 1628 e il 1630. Don Abbondio è il curato incaricato di celebrare le nozze di due giovani filatori, Renzo e Lucia. Gli scagnozzi di Don Rodrigo, il signorotto del paese, gli intimano di non celebrare il matrimonio. Il prete non sa opporsi alle minacce e inventa delle scuse per rimandare il matrimonio arrivando poi a confessare che chi si oppone è Don Rodrigo. Renzo e Lucia, insieme alla madre di questa, Agnese, e a padre Cristoforo, loro guida spirituale, tentano di porre rimedio al sopruso. Renzo si reca dall'avvocato Azzeccagarbugli, mentre padre Cristoforo va al castello di Don Rodrigo per tentare di convincerlo a cambiare idea. Entrambi saranno scacciati in malo modo. Ai giovani non resta che tentare un matrimonio a sorpresa. Arriva la cosiddetta 'notte degli imbrogli': falliscono le nozze dei due giovani filatori, ma anche il tentativo di rapimento di Lucia architettato da Don Rodrigo. Intanto, padre Cristoforo ha organizzato la fuga dei due giovani che porterà Renzo a Milano e Lucia insieme ad Agnese in convento a Monza, sotto la protezione di Gertrude. Renzo capiterà in città in un periodo scosso da rivolte popolari; in questa occasione il giovane farà un'invettiva contro i potenti che lo porterà a essere ricercato dagli sbirri come capo dei rivoltosi. Don Rodrigo tenta ancora il rapimento di Lucia affidandosi a un oscuro signore del tempo, l'Innominato, che ne incarica il primo dei suoi bravi, il Nibbio, con la connivenza della monaca di Monza e di Egidio, il suo amante. Lucia viene rapita e portata al castello dell'Innominato: lì fa voto di castità impietosendo così il suo rapitore. Pentito, l'Innominato lascia andare Lucia e questa si ritrova coinvolta nelle "sciagure milanesi": la discesa dei lanzichenecchi e l'epidemia di peste. Saranno contagiati dalla peste anche Lucia, padre Cristoforo e Don Rodrigo e condotti al lazzaretto dove, al termine di varie peripezie, arriverà finalmente anche Renzo. Quest'ultimo perdona il morente Don Rodrigo, mentre padre Cristoforo scioglie il voto di castità fatto da Lucia. Finita la peste, i due giovani possono finalmente ritrovarsi e cominciare un futuro prospero insieme.

 

23 righe per 2.243 battute spazi inclusi.

Stavolta, però, diglielo tu a Manzoni, @camparino , che a disturbarlo due volte m'imbarazzo anch'io. ;)

 

P.S.: @camparino, adoro la definizione della Monaca di Monza: "Monaca scostumata" mi piace assai, è geniale! :lol:

Modificato da ElleryQ

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22 minuti fa, ElleryQ ha detto:

adoro la definizione della Monaca di Monza: "Monaca scostumata" mi piace assai, è geniale! :lol:

Io non la chiamerei così. Ho sempre avuto simpatia per Gertrude. Il colpevole vero, oltre a suo padre e a una certa mentalità dell'epoca, era quel giovanotto di Egidio che la guardava dalla finestra della sua stanza dirimpetto al convento. Egidio, che oggi sarebbe un grande personaggio, macho e vitellone da palestra e discoteca, presente in tutti i reality, telefilm spazzatura e quant'altro, pieno di soldi senza lavorare, osannato e idolatrato dalla folla femminile e maschile... tiremm innanz...

Gertrude non era scostumata, era debole. La sventurata rispose. Era sventurata. Pagò per la sua colpa. Ma chi doveva pagare, e caro, erano tutti gli altri che approfittarono di lei e della sua vita.

(Se non si è capito, sono dalla parte di Gertrude...)

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2 ore fa, Unius ha detto:

La sventurata rispose. Era sventurata. Pagò per la sua colpa. Ma chi doveva pagare, e caro, erano tutti gli altri che approfittarono di lei e della sua vita.

 

Di sicuro ebbe un'infanzia segnata e travagliata, ma, se non ricordo male, nella prima stesura del romanzo il Manzoni fu un po' meno indulgente sulla figura di Gertude, indugiando sui particolari della torbida relazione con Egidio e sulla complicità con lui circa l'assassinio della conversa. Certo, le motivazioni sono sempre quelle e lei è comunque una debole vittima degli eventi; del resto la pìetas è proprio ciò che emerge dal romanzo.

Però nella definizione di @camparino ho ugualmente trovato interessante l'estrema sintesi, che del resto ha caratterizzato tutta la sinossi da lui proposta. :D

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Se per una volta mi sento sicura del manoscritto, quando arriva il momento di scrivere la sinossi, tutto si sgretola.

La sinossi è come uno schiacciasassi che spunta, lima e comprime tutto quello che rendeva unico il mio manoscritto. Il romanzo viene privato della sua voce, dei suoi spigoli, delle sue peculiarità, e diventa solo una pappardella monotona.

Come si fa, mi chiedo, a trasformare un romanzo di 500.000 battute (a malapena definibile romanzo, come lunghezza) in sì e no 2000 battute? Includendo colpi di scena e finale?

Mi sento strangolare ogni volta che tento di scrivere questa maledetta sinossi.

 

Consigli? Pareri? Esperienze?

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54 minuti fa, Xal ha detto:

Consigli? Pareri? Esperienze?

Qui trovi tredici pagine di consigli, pareri, esperienze...

Sarà la ventesima volta che aggiungo alla discussione madre una discussione aperta da un nuovo utente sugli stessi argomenti... :sob:

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Domanda:
Ho in mente una SAGA lunga almeno dieci romanzi.
Se finisco di scrivere il 1° romanzo di tale saga cosa scrivo nella SINOSSI?
Limitarmi solo alla SINOSSI  del 1° romanzo oppure fare una sinossi di TUTTA la saga?
Cioè...all'editore, nei riguardi delle saghe, interessa sapere come FINISCE la saga oppure è disposto a leggere anche solamente la sinossi del primo romanzo?

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È sempre buona norma includere un sunto dell'eventuale saga che non rientra nel romanzo spedito.

L'editore, se è interessato, vaglia anche il lato economico di pubblicare "enne" libri con te al posto di uno solo.

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@gidan73 Attento, da regolamento non è consentito l'uso del maiuscolo. ;)

 

In linea generale, ti consiglio di seguire il suggerimento di @nanoFatato.

Il 13/10/2018 alle 23:50, gidan73 ha detto:

Cioè...all'editore, nei riguardi delle saghe, interessa sapere come FINISCE la saga oppure è disposto a leggere anche solamente la sinossi del primo romanzo?

Questo dipende dall'editore. Ci sono editori a cui non interessa degli eventuali romanzi successivi; ciò che conta è il romanzo che vuoi pubblicare. Altri, invece, vogliono ricevere tutta la saga completa prima di procedere alla pubblicazione. In mezzo trovi gli editori a cui basta il primo romanzo, ma che vogliono conoscere la trama completa.

Ricordati che in caso di dubbi puoi sempre contattare i singoli editori. :) 

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È buffo come questa “paginetta” possa influire sull'esito finale della proposta editoriale. Mettiamo caso, per assurdo, di aver scritto un romanzo impeccabile ma di esser stati pigri nello stilare la sinossi. Con ogni probabilità saremo cestinati, a meno che l’editor non decida di darci una seconda possibilità. Improbabile.

Una editor mi disse di prestare attenzione poiché si tratta di un vero e proprio “biglietto da visita”. Rischiamo un cartellino rosso come David Pratt (Chippenham Town-Bashley), dopo soli 3 secondi dal fischio di inizio. Perdonate il paragone xD

 

Si possono avere anche distinte capacità di sintesi, saper riassumere Dante in poche righe, evitare il superfluo, schematizzare con astuzia ecc., ma quando si tratta del nostro lavoro le cose si complicano, ammettiamolo. Ci siamo legati, affezionati addirittura, dopo mesi o anni di revisioni. Vorremmo dire di più su ambientazioni e personaggi poiché, per noi, ogni rigo è importante, interessante, cruciale...

 

 

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Ho una domanda. Ho scritto la sinossi del mio primo romanzo ma ho un dubbio. Trattandosi di una trilogia (gli altri due romanzi sono in fase di stesura) cosa che, in un certo senso, giustifica anche il titolo del romanzo e degli altri volumi della saga, devo specificarlo nella sinossi o è sufficiente dare l'informazione nella mail/lettera di presentazione?

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1 ora fa, Lizina ha detto:

devo specificarlo nella sinossi o è sufficiente dare l'informazione nella mail/lettera di presentazione?

Io lo scriverei nella presentazione, purché sia concisa come è auspicabile.

La sinossi è un riassunto, meglio limitarsi a quello.

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Non ho letto tutte e 13 le pagine di discussione quindi chiedo scusa in anticipo se la domanda è già stata posta.

Se ho letto uno o più libri della casa editrice a cui invio il manoscritto (a maggior ragione se appartengono alla stessa collana in cui spero venga pubblicato il mio) conviene specificarlo nella lettera di presentazione?

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2 ore fa, Jackie93 ha detto:

Non ho letto tutte e 13 le pagine di discussione quindi chiedo scusa in anticipo se la domanda è già stata posta.

Se ho letto uno o più libri della casa editrice a cui invio il manoscritto (a maggior ragione se appartengono alla stessa collana in cui spero venga pubblicato il mio) conviene specificarlo nella lettera di presentazione?

Se fossi un editore lo prenderei per uno spudorato tentativo di captatio benevolentiae... 

Io non lo farei mai.

E comunque con la sinossi non ha molto a che fare...

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Lo so che non c'entra con la sinossi, però di solito alla sinossi si allega una lettera di presentazione con una breve biografia dell'autore.

Una roba del tipo "Buongiorno, mi chiamo Mario Rossi ho tot anni e sono di Milano. Sono appassionato di romanzi del genere X (dei quali ho letto e apprezzato i romanzi Y e Z della vostra collana taldeitali) e ho deciso di inviarvi il seguente manoscritto di cui segue la sinossi..." credete che possa funzionare o il dettaglio di aver letto qualche romanzo pubblicato dallo stesso editore è meglio evitarlo?

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Secondo il mio punto di vista non è determinante specificarlo. Se però si tratta di un commento sincero, perché no? Denota interesse per il catalogo della casa editrice in questione e attenzione alla linea editoriale adottata. 

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Salve ragazzi. Ho cercato un po' in giro e a quanto pare ci sono due correnti di pensiero per quanto riguarda le sinossi: chi dice che è un vero e proprio riassunto affinché la c.e. possa capire di cosa tratta il romanzo (quindi va inserito anche il finale), e chi la indentifica con la quarta di copertina, quindi un testo che serve ad attirare potenziali lettori.

Io cosa cacchio devo scrivere quindi? :)

Sto cercando di partecipare a un concorso gratuito per romanzi dov'è richiesta la sinossi. Aiutatemi, vi prego!

:sss:

p.s. non ho trovato argomenti simili nel forum. Perdonatemi se ce ne sono già.

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