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Ospite Munky

Fantasy

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59 minuti fa, YumaKuga79 ha detto:

La presenza di creature fantastiche create da te o la tua visione di quelle già note.

Dipende: se i personaggi usassero dei draghi per spostarsi da un punto A ad un punto B, ma la loro presenza non influenzasse la trama, non credo si possa chiamare per forza fantasy.

Per esempio, "Il signore degli anelli" è un fantasy perché ci sono elfi, nani, hobbit, maghi e orchi? Non credo, perché, se tutti i personaggi fossero stati umani, la storia non sarebbe cambiata. Ma se togli la componente "magico-soprannaturale" dall'essenza dell'anello, tutta la storia non avrebbe sensodi esistere.

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Il ‎08‎/‎07‎/‎2018 alle 01:41, Drago96 ha detto:

Secondo voi quali sono le "caratteristiche base" del fantasy?

Possedere elementi che non possono essere spiegati con la razionalità e la scienza, e neppure creati da essa. Esempio.

Un uomo incendia una casa con un lanciafiamme: questo nessuno lo considera fantasy.

Un uomo incendia una casa lanciando fiamme dalle mani o dalla bocca: questo può essere considerato fantasy. A meno che non si dia una spiegazione in cui l'uomo ha subito una manipolazione genetica che gli ha permesso di fare ciò e allora siamo nella fantascienza; ma se non c'è spiegazione logica, allora è fantasy.

Il fantasy è qualcosa che nella normalità non c'è: animali parlanti, creature bizzarre, magia, soprannaturale. Logicamente bisogna stare attenti nell'approccio, perché si può rischiare di scivolare in altri generi, quali a esempio l'horror.

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Il 9/7/2018 alle 18:00, M.T. ha detto:

[...] se non c'è spiegazione logica, allora è fantasy. [...]

Se, per esempio, una persona (o un gruppo di persone) ottiene dei poteri per colpa di una malattia?

Lo chiedo perché tempo fa ho letto un libro fantasy e alcuni anni prima degli eventi narrati c'è stata un'epidemia. E "grazie" a questa epidemia, le persone sopravvissute hanno ottenuto dei poteri che variano da persona a persona.

In questo caso c'è una spiegazione logica, ma senza la "questione poteri" la storia così com'è non avrebbe senso di esistere.

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5 ore fa, Drago96 ha detto:

Se, per esempio, una persona (o un gruppo di persone) ottiene dei poteri per colpa di una malattia?

Lo chiedo perché tempo fa ho letto un libro fantasy e alcuni anni prima degli eventi narrati c'è stata un'epidemia. E "grazie" a questa epidemia, le persone sopravvissute hanno ottenuto dei poteri che variano da persona a persona.

In questo caso c'è una spiegazione logica, ma senza la "questione poteri" la storia così com'è non avrebbe senso di esistere.

Dipende qual è l'origine della malattia.

Se si tratta di una malattia nata da un virus creato dall'uomo che va a modificare il DNA, conferendo poteri, allora non si tratta di fantasy ma di fantascienza. Mi viene in mente la trilogia degli Eliminatori di Brandon Sanderson: ci sono persone che acquisiscono superpoteri grazie all'arrivo di una stella. Non sto a rivelare elementi che rovinerebbero la lettura, ma qui siamo nella fantascienza (non bisogna guardare quanto dice l'ex editore italiano di Sanderson, Fanucci: non è fantasy).

Se fosse una malattia nata, non so, da una maledizione allora potrebbe essere considerato horror (dipende dall'origine della maledizione però).

Per essere fantasy, l'origine della malattia dovrebbe essere qualcosa che non si riesce a spiegare con la scienza: a esempio tutto è scaturito dalla lettura di alcune pagine di un libro in una lingua antica e sconosciuta oppure dal ritrovamento di un oggetto che emana una strana energia.

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10 ore fa, M.T. ha detto:

Dipende qual è l'origine della malattia.

[...]

Per essere fantasy, l'origine della malattia dovrebbe essere qualcosa che non si riesce a spiegare con la scienza [...]

Non mi ricordo con precisione, però mio pare che fosse una "normale" epidemia come ce ne sono nel mondo reale, solo che ti lascia menomazioni e poteri nel caso di sopravvivenza (solo i più giovani -bambini e ragazzini/ragazzi- hanno delle chance di sopravvivere, gli adulti no).

E dato che l'ambientazione del libro è praticamente quella classica dei fantasy (mondo simil-medievale o simil-rinascimentale), direi che la modificazione genetica di batteri e virus sia un pochetto difficile :eheh:

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2 ore fa, Drago96 ha detto:

Non mi ricordo con precisione, però mio pare che fosse una "normale" epidemia come ce ne sono nel mondo reale, solo che ti lascia menomazioni e poteri nel caso di sopravvivenza (solo i più giovani -bambini e ragazzini/ragazzi- hanno delle chance di sopravvivere, gli adulti no).

E dato che l'ambientazione del libro è praticamente quella classica dei fantasy (mondo simil-medievale o simil-rinascimentale), direi che la modificazione genetica di batteri e virus sia un pochetto difficile

Così le cose sono più chiare: sì, può essere considerato fantasy. Qualcosa del genere c'è nella prima trilogia Mistborn di Sanderson.

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Spero che la sezione sia giusta, se non gli amministratori la toglieranno.

Sarei molto interessato a conoscere le motivazioni di chi detesta la letteratura fantasy.

Sono molto curioso di conoscere pareri differenti dai miei e credo che delle forti critiche (argomentate),, possano aiutare a migliorare le storie.

Ho alcune domande:

Secondo voi quali sono i punti deboli del fantasy?

  • es: trame scontate, personaggi irrealistici, temi trattati stupidi etc...

 

Perchè nonostante opere eccellenti di alcuni autori, il genere è comunque visto di serie b?

E soprattutto  perchè in generale perdiamo 10 a 0 con l'horror:bandiera: (che è 100 volte più irrealistico del fantasy)? Esempio concreto: Stephen King è per gli adulti, il fantasy no.:facepalm:

Grazie a chiunque condivide la sua opinione.

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Forse non sono la più adatta a rispondere, perché a me il genere piace, però provo a immedesimarmi nell'altra parte.

Credo che ci siano diverse ragioni, ma la prima che mi viene in mente è culturale. Nei Paesi anglosassoni il fantasy è considerato a pari merito con l'horror e altri generi (pensate alla considerazione di cui godono Neil Gaiman e Terry Pratchett), perché, forse, è il substrato culturale celtico a permetterlo, così vicino al "sentimento del magico", mentre al contrario, in Italia, credo che abbia avuto fin troppo peso la matrice cattolica della nostra società, che dal magico è lontana. (Della serie: dio fa i miracoli, il diavolo le magie?).

Inoltre, il fantasy attinge molto al mondo della fiaba, cioè al mondo degli archetipi e, come diceva una psicanalista, "noi consideriamo infantile il materiale archetipico". In poche parole, associamo la magia all'infanzia e la respingiamo nell'età adulta, senza capire, tra l'altro, che la magia non è un'alternativa alla realtà, ma è solo un modo di leggerla. Non ricordo chi l'ha detto, ma qualcuno l'ha detto: non esisterebbe il Signore degli Anelli senza la Seconda guerra mondiale.

 

Andando oltre l'aspetto culturale, diciamo poi che non aiuta il fatto che le trame e i personaggi hanno, appunto, molto in comune con le fiabe: le prime sono in certa misura replicabili e, anzi, è molto facile che un clone abbia successo. Quante volte, nella fascetta gialla, si legge "il nuovo Trono di Spade"? Per quanto riguarda i personaggi, l'analisi psicologica spesso non è approfondita e questo contribuisce a dare una sensazione di "già visto".

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Ciao@Giselle

Sono d'accordo sulla seconda parte dell'analisi. il fatto di riferirsi alle fiabe, sicuramente può far percepire un romanzo come infantile, anche se non lo è. mi viene in mente wolf (in italia è poco conosciuto) che è complessissimo da leggere, nn banale, ma cmq ha l'etichetta fanatasy, quindi quando dici che lo leggi, alcuni mi dicono perchè leggi roba da bambini?

 

Sul primo punto, invece, credo che il problema in Italia sia differente. L'inghilterra prima di Tolkien era messa peggio dell'Italia. Tolkien ha scritto il signore degli anelli proprio perchè gli inglesi non avevano saghe. il celtico, come lo conosciamo, lo ha creato di fatto Tolkien perchè se ti leggi le leggende inglesi popolari non sono diverse da quelle italiane.

 

L'Italia ha un substrato fantasy pauroso: per esempio ci sono le leggende sui basilischi dalle quali puoi tirarci fuori un romanzo. i draghi italici sono più pericolosi di quelli inglesi (portano la febbre gialla). Esistono un sacco di storie del folclore italiano che si stanno perdendo. Ho fatto solo una ricerca sul nord italia (perchè vive al nord e mi è più facile capire i dialetti) e c'è da impazzire. Inoltre l'Italia, ha differenza del nord, è strapiena di essere dispettosi che non ti amazzano, ma ti fregano (chissà perchè sono stati inventati in italia?)

 

Nonostante ciò il substrato fantasy italiano non è mai esploso pur non avendo nulla da invidiare dal celtico

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Io non leggo fantasy perché i protagonisti son sempre i "migliori", gli eroi belli e bravi (o brutti e cattivi) che vincono sempre. Chissà perché son sempre loro i predestinati, che trovano le soluzioni a tutti i problemi e così via. (In verità è lo stesso motivo per cui non leggo i libri di avventura di Wilbur Smith...)

In sostanza la maggioranza dei libri fantasy sono scontati e banalotti. (opinione mia eh!)

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@Fantom Unisco la discussione al topic madre dedicato al Fantasy.

15 ore fa, Fantom ha detto:

se non gli amministratori la toglieranno.

Sì, ma se prima di aprire un topic leggeste il regolamento di sezione (che, in questo caso, ha soltanto due regole: 1) Controllate che non esista già la discussione sul genere prescelto. 2) Titolo: indicate solo il genere interessato.) ci togliereste del lavoro inutile. ;)

 

Detto questo, provo a dire la mia. Il Fantasy è un genere di nicchia e viene considerato infantile qui in Italia, come ti è già stato fatto notare. Nelle altre nazioni è messo alla pari con gli altri generi, e non c'è un vero motivo per cui debba essere considerato inferiore.

In Italia si tende a distinguere ciò che è reale e quindi da adulti con ciò che non è reale e quindi da bambini. Una concezione stupida, se mi permetti, dato che è possibile scrivere storie irreali profonde e dirette a lettori adulti come anche storie concretissime e reali ma nel contempo superficiali e banali.

Qui si assiste a un circolo vizioso: da una parte c'è un forte pregiudizio nei confronti del Fantasy che porta a considerarlo puerile; dall'altra parte, chi lo scrive o lo pubblica tende a rilasciare testi puerili, se non scritti male. A questo contribuisce il fatto che il Fantasy piace soprattutto agli adolescenti, che lo preferiscono ad altri generi.

Finché non verrà superata questa barriera (qualcosa si sta muovendo, anche se lentamente), il Fantasy in Italia continuerà a essere considerato un genere di nicchia, mentre all'estero è uno dei più fertili e produttivi.

 

Il vero problema, però, sta nella concezione del Fantasy, che non è un vero e proprio genere, ma più un meta-genere (sebbene, a sua volta, rientri nel meta-genere del Fantastico). Quando pensiamo al Fantasy, tendiamo a immaginare un'ambientazione di stampo medievale, draghi e cavalieri pronti a sconfiggerli; eppure anche Harry Potter è un Fantasy. Lo stesso vale per Star Wars, The Dark Tower o la saga del Mondo Disco. Il genere può essere adattato e usato in combinazione con qualunque genere. L'ambientazione, i personaggi, la trama... tutto può essere plasmato in modi differenti senza uscire dal genere Fantasy.

 

Per questo motivo alla tua domanda:

15 ore fa, Fantom ha detto:

Secondo voi quali sono i punti deboli del fantasy?

Ti rispondo che non è possibile trovare dei punti deboli nel genere (in qualunque genere, in verità), ma nei singoli testi. Analizzando i romanzi Fantasy italiani, ne troverai pochi ben sviluppati, e non perché sono Fantasy, ma perché gli autori non sono stati in grado di scriverli. Se un testo non funziona, non bisogna guardare il genere di appartenenza ma l'abilità dell'autore nello sfruttarlo.

 

1 ora fa, meryj ha detto:

Io non leggo fantasy perché i protagonisti son sempre i "migliori", gli eroi belli e bravi (o brutti e cattivi) che vincono sempre. Chissà perché son sempre loro i predestinati, che trovano le soluzioni a tutti i problemi e così via. (In verità è lo stesso motivo per cui non leggo i libri di avventura di Wilbur Smith...)

Ciò è vero per alcuni sotto-generi del Fantasy, come l'Epic Fantasy o l'High Fantasy. Non tutti le storie di genere Fantasy ruotano intorno a predestinati o a eroi intenti a "salvare il mondo". Il Grimdark, per esempio, parte da presupposti contrari. Lo stesso vale per il Low Fantasy o il Weird, che si allontanano dai canoni che di solito attribuiamo al genere.

Come ho detto, qualunque tipologia di storia può essere ascritta al genere Fantasy. Gli unici punti fermi sono la presenza di forze inspiegabili, come la magia, oppure l'esistenza di ciò che viene considerato mito o leggenda.

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Intanto ringrazio @Black per le precisazioni. Questa:

6 minuti fa, Black ha detto:

Quando pensiamo al Fantasy, tendiamo a immaginare un'ambientazione di stampo medievale, draghi e cavalieri pronti a sconfiggerli; eppure anche Harry Potter è un Fantasy. Lo stesso vale per Star Wars, The Dark Tower o la saga del Mondo Disco. Il genere può essere adattato e usato in combinazione con qualunque genere. L'ambientazione, i personaggi, la trama... tutto può essere plasmato in modi differenti senza uscire dal genere Fantasy.

e questa:

7 minuti fa, Black ha detto:

Come ho detto, qualunque tipologia di storia può essere ascritta al genere Fantasy. Gli unici punti fermi sono la presenza di forze inspiegabili, come la magia, oppure l'esistenza di ciò che viene considerato mito o leggenda.

Perché, dopo aver letto questa discussione, c'è stata una discussione in chat su quali siano i limiti del sottogenere "fantasy" rispetto al "fantastico". Non siamo riusciti a metterci del tutto d'accordo, quindi avevo deciso non intervenire. Commentare qualcosa senza prima aver chiaro cosa si commenta sarebbe da sciocchi.  

 

A questo punto posso dire: il fantasy è talmente variegato che giudicarlo tutto è impossibile.

Dal mio punto di vista strettamente personale, però, il pregiudizio di cui soffre in Italia non è dovuto molto a una matrice cattolica. Fa molto di più, ormai, il fatto che si pubblichino un sacco di "fantasy" di bassa lega destinati agli adolescenti. Come se gli adolescenti potessero gradire solo il ripetersi di certi temi (bisogna salvare il mondo da forze oscure), di certi personaggi (predestinato che, dopo le esitazioni del caso, prende in mano il destino del mondo) di certe ambientazioni (ucronia simil-medievale/mondo postapocalittico).

In Italia spesso il "fantasy" è identificato con il tipo di romanzo di cui parla @meryj. E c'è un sacco di "fantasy" di quel tipo in giro, così, se in libreria devo scegliere un libro che non conosco, preferisco buttarmi su generi che mi hanno (statisticamente) delusa di meno. Evito quindi i libri con draghi, elfi, cupe foreste e oggetti magici perché ho avuto troppe delusioni.

Il fantasy inteso nella sua accezione più ampia (quella vera), invece, mi piace moltissimo.

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40 minuti fa, mercy ha detto:

quali siano i limiti del sottogenere "fantasy" rispetto al "fantastico".

Premettendo che non esiste una definizione univoca di Fantasy o di Fantastico, potremmo dire che i limiti sono proprio i due che ho citato: la forza inspiegabile oppure la concretizzazione di miti e leggende. Al Fantastico appartiene anche la Fantascienza, dove all'irrealtà viene data una spiegazione scientifica razionale (magari irriproducibile nel nostro mondo, ma comunque tale nel mondo in cui è ambientata la storia).

Un esempio: la saga di Ender scritta da Card. In questa serie di quattro romanzi incontriamo creature simili a maiali antropomorfi che, al momento della morte, si trasformano in alberi senzienti; oppure altre creature che agiscono come gli insetti sociali e comunicano telepaticamente. Entrambi i fenomeni vengono spiegati razionalmente: hanno delle motivazioni scientifiche e non sono frutto di forze inspiegabili, di poteri divini o concezioni simili. La saga rientra quindi nel Fantastico, ma non nel Fantasy.

Un altro esempio di Fantastico, ma non Fantasy, è l'Ucronia, ambientata in una versione alternativa della nostra storia, nel passato, nel presente o nel futuro.

  • Grazie 1

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Ringrazio molto @Giselle @meryj @Black @mercy

Ho trovato molto utili i commenti. Sono nella seconda fase di  riscrittura di un romanzo fantasy ed in questo momento ho bisogno di sentire le critiche peggiori per poterlo migliorare.

Anche se per adesso nessun personaggio è perfettino, anzi forse è troppo l'opposto.

Comunque vi ringrazio moltissimo.

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@Fantom Le ragioni possono essere tante, molte volte personali, ma ai più il fantasy non piace perché considerato una lettura per bambini o ritardati. Se poi ci si aggiunge che nel periodo del boom del fantasy in Italia, molte ce hanno pubblicato mediocrità, per molti il fantasy è anche sinonimo di scarsa qualità e tanta banalità. A questo va aggiunto che il genere veniva fatto vertere praticamente solo sulle storie adolescenziali dei protagonisti: poteva anche crollare il mondo, ma tutto quello che contava erano i problemi dei giovani, trattati spesso in modo superficiale.  

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7 ore fa, meryj ha detto:

Io non leggo fantasy perché i protagonisti son sempre i "migliori", gli eroi belli e bravi (o brutti e cattivi) che vincono sempre. Chissà perché son sempre loro i predestinati, che trovano le soluzioni a tutti i problemi e così via. (In verità è lo stesso motivo per cui non leggo i libri di avventura di Wilbur Smith...)

In sostanza la maggioranza dei libri fantasy sono scontati e banalotti. (opinione mia eh!)

 

 

Non ho niente contro di te, ovviamente, ma basta leggere la storia di Ged di Terramare, che è una delle grandi saghe fantasy, per vedere che non è così. Per non parlare dei romanzi di Martin o Abercrombie per il fantasy più sporco o Sanderson e Jordan per il fantasy "alto". Personaggi che non sono infallibili e alle volte neanche belli e bravi e non combattono un cattivone stereotipato spesso e volentieri.

 

19 minuti fa, M.T. ha detto:

@Fantom Le ragioni possono essere tante, molte volte personali, ma ai più il fantasy non piace perché considerato una lettura per bambini o ritardati. Se poi ci si aggiunge che nel periodo del boom del fantasy in Italia, molte ce hanno pubblicato mediocrità, per molti il fantasy è anche sinonimo di scarsa qualità e tanta banalità. A questo va aggiunto che il genere veniva fatto vertere praticamente solo sulle storie adolescenziali dei protagonisti: poteva anche crollare il mondo, ma tutto quello che contava erano i problemi dei giovani, trattati spesso in modo superficiale.  

 

Spero di non dire amenità, ma ho come l'impressione che certi studiosi del fantastico in Italia tengano di più a fare tira e mola riguardo a di quale colore vestire sempre i soliti autori, anziché aprirsi al mondo e cominciare ad essere più attenti a certi grandi nomi (N.K. Jemisin per esempio) che sono semi-sconosciuti in Italia. E nel loro segno, potremmo scrivere fantasy un po' più mediterranei, che guardano verso i miti greci, romani, etruschi. Mi sembra che siamo un po' stagnanti su questo versante, ad imitare gli altri che ci stanno simpatici senza mai andare oltre e capire le meccaniche del fantasy, ma solo facendo calco di quelli famosi - infatti prima ho parlato di studiare i grandi nomi esteri, non solo tradurli.

 

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Il 22/2/2019 alle 19:36, Max91 ha detto:

E nel loro segno, potremmo scrivere fantasy un po' più mediterranei, che guardano verso i miti greci, romani, etruschi.

Auspicabile, ma la vedo dura. Per farlo bisognerebbe andare a scavare sotto la razionalissima classicità e riscoprire il romanticismo dell'arcaismo. Andare letteralmente a 'colpire il Bronzo', come si dice in gergo archeologico. Peccato che tutto quel po po' di roba non penetri mai nelle aule scolastiche (e quindi nella cultura di massa), a causa principalmente della scarsa preparazione degli insegnanti in tali campi: salvo interessi personali, per loro il mondo comincia il 21 Aprile del 753 a.C.

 

Rispondo ora a @Fantom che poneva la domanda. Oltre a quanto detto dagli altri, aggiungo che spesso è solo questione di gusti. C'è chi, semplicemente, non ama le cose che sembrano loro troppo irreali. E non perché siano infantili, ma perché sono percepite come troppo strane o assurde. Esempio metaforico: la mia ragazza non apprezza particolarmente certi classici Disney perché trova assurdo che gli animali possano parlare. Puoi immaginarti cosa pensi allora di Cars... :asd:

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Ohibò! In primavera esce un mio romanzo fantasy dove ci sono draghi parlanti, elfi fighissimi, incroci tra nani e uomini che vivono in un monte cavo, predestinati che devono salvare se stessi e il mondo, brutti cattivi resuscitati dall'oltretomba, ecc.

 

:cazzo:

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Il genere é vaaaaaastissimo e si trova veramente, ma veramente di tutto. Purtroppo il fantasy nostrano non mi piace, Cecilia randall e Alan Altieri non li digerisco proprio nonostante siano stati ampiamente pubblicizzati.

Purtroppo anche oltre oceano in tempi di revival vampirico e in generale dell'urban fantasy o del paranormal romance é stato pubblicato di tutto. Di solito i veri protagonisti sono, purtroppo, gli ormoni impazziti di giovincelli che, alle prese con minacce universali e realtà che si disvelano, pensano solo al bello di turno. Sconsolante.

I miei gusti personali sono figli della mia formazione da ruolista: sono cresciuta a pane e White Wolf (ce di gdr che ha partorito l'ambientazione del world of darkness) e il dolce era il D&D, altro gdr storico.

Quindi, se devo scegliere, andrò sempre verso il fantasy sporco, dove i personaggi sono fallaci, i confini deboli e dove domina il grigio.

Il Fantasy epico, grande amore della mia giovinezza per ora non credo abbia molto di nuovo da offrire. Lo ammetto, avere Tolkien come paragone ti preclude parecchie letture.

Il low Fantasy per ora sembra avere più da offrire, ma bisogna scegliere con accuratezza. Di porcate ne ho lette a iosa,di buoni libri solo una manciata. Oggi, in un altro topic, dicevo di non ricordare l'ultimo bel libro Fantasy letto, l'ho ripescato dalla memoria e credo che sia la trilogia delle fate delle tenebre di holly black. 

 

 

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35 minuti fa, AnnaL. ha detto:

Quindi, se devo scegliere, andrò sempre verso il fantasy sporco, dove i personaggi sono fallaci, i confini deboli e dove domina il grigio.

Il Fantasy epico, grande amore della mia giovinezza per ora non credo abbia molto di nuovo da offrire. Lo ammetto, avere Tolkien come paragone ti preclude parecchie letture.

Il low Fantasy per ora sembra avere più da offrire, ma bisogna scegliere con accuratezza. Di porcate ne ho lette a iosa,di buoni libri solo una manciata. 

 

Volevo limitarmi a mettere una freccina verde al commento di @AnnaL., ma oggi ho finito le freccine. Così riporto questa parte del suo commento che esprime esattamente anche il mio pensiero. Fare high fantasy è difficile, ragazzi, difficilissimo. A meno che nel vostro nome non ci sia una doppia "R" puntata, intendo. A meno che non vi chiamiate Ursula Le Guin, Frank Herbert o Philip Pullman. Ma ci sono infinite possibilità: urban fantasy, il "fantasy steampunk", il new weird, il dark fantasy  [...]. C'è pure il "realismo magico", volendo - fate un po' voi.

 

Scrivete tutto il fantasy che volete e io lo leggerò volentieri, ma se mi proponete:

46 minuti fa, AnnaL. ha detto:

gli ormoni impazziti di giovincelli che, alle prese con minacce universali e realtà che si disvelano, pensano solo al bello di turno

soprattutto se ci sono buoni-buoni e cattivi-cattivi - beh, io passo.

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@mercy lo steampunk! Meraviglioso. Prima o poi ci faccio il cosplay e ho giocato avventure davvero belle con questa ambientazione. Di romanzi ne ho letto uno, soulless, terribile. Mentre la protagonista, priva dell'anima, era prigioniera con il licantropo con cui aveva una relazione ti amo-non ti amo, più che capire come liberarsi erano impegnati a palpeggiarsi. Terribile. Di nuovo. Perché non ha senso e perché in epoca vittoriana vigeva una certa morale. É un Fantasy ok, ma con una buona base sociale in questo mondo. Se la usi, la usi tutta o niente.

Anche il signor brooks prima maniera ha detto la sua nel fantasy epico, un bel distopico cammuffato da high fantasy.

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@AnnaL. hai provato con Luca Tarenzi?

 

2 ore fa, AnnaL. ha detto:

sono cresciuta a pane e White Wolf

Bella la White Wolf. Mondo di Tenebra davvero ricco di spunti.

 

2 ore fa, AnnaL. ha detto:

Il Fantasy epico, grande amore della mia giovinezza per ora non credo abbia molto di nuovo da offrire

Le Cronache della Folgoluce di Brandon Sanderson.

 

2 ore fa, AnnaL. ha detto:

Il low Fantasy per ora sembra avere più da offrire, ma bisogna scegliere con accuratezza.

Con Joe Abercrombie vai sul sicuro.

 

1 ora fa, mercy ha detto:

Scrivete tutto il fantasy che volete e io lo leggerò volentieri, ma se mi proponete:

2 ore fa, AnnaL. ha detto:

gli ormoni impazziti di giovincelli che, alle prese con minacce universali e realtà che si disvelano, pensano solo al bello di turno

soprattutto se ci sono buoni-buoni e cattivi-cattivi - beh, io passo.

concordo

 

8 minuti fa, AnnaL. ha detto:

Anche il signor brooks prima maniera ha detto la sua nel fantasy epico, un bel distopico cammuffato da high fantasy.

Terry Brook, fino a Il viaggio della Jerle Shannara, era un valido scrittore. A parte La spada di Shannara, aveva scritto buone serie. Belle anche le serie di Landover e la saga del Verbo e del vuoto. Poi è andato calando. La serie di Shannara è stata un declino continuo, che è andata davvero rovinandosi quando ha voluto unirla a quella del Verbo e del Vuoto (ma non perché le ha unite, ma per come le ha unite); è riuscito a rovinare la serie di Landover con La principessa di Landover, squallido ya che era meglio non avesse scritto.

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@M.T. mi segno gli autori, grazie! 

Con Shannara non sono mai andata oltre le pietre, ho provato, ma non ce l'ho proprio fatta. Sentivo il suo cucchiaio che raschiava il fondo.

Il mondo di tenebra é uno dei miei amori ruolistici, ci ho giocato tanti anni, vampiri, mage, changeling... Poi si é passati oltre.

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4 ore fa, AnnaL. ha detto:

Con Shannara non sono mai andata oltre le pietre, ho provato, ma non ce l'ho proprio fatta

Se non sei riuscita andare oltre Le Pietre Magiche, allora penso che Shannara non rientri nelle tue corde. Io ho iniziato a leggere Brooks con il ciclo degli Eredi, che è quello successivo alla prima trilogia.

 

4 ore fa, AnnaL. ha detto:

Il mondo di tenebra é uno dei miei amori ruolistici, ci ho giocato tanti anni, vampiri, mage, changeling...

Io l'ho conosciuto dopo: il primo è stato il glorioso AD&D.

 

3 ore fa, Busca ha detto:

Oltre ai già citati, vorrei ricordare anche un certo Patrick Rothfuss. 

Vero.

Ci sono poi altri autori che si potrebbero leggere, come Margaret Weis e Tracy Hickman, R.A.Salvatore, se si vuole andare sul fantasy classico (occorre però scegliere tra le loro opere).

 

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@M.T. Salvatore per me è il Dio del fantasy commerciale. Nei suoi lavori c'è di tutto, mistery, azione, ironia, introspezione, sbuffi di erotismo e romance, e attenzione a temi sociali che a me stanno particolarmente a cuore. E il tutto viene mixato alla grande per portare in vita universi come quello di Forgotten Realms.

 

Martin sarà serio e magistrale, Sanderson epico, ma Salvatore è dannatamente divertente e appassionante. E per un ragazzino di 14/15 anni come lo ero io, parecchio istruttivo.

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23 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Salvatore per me è il Dio del fantasy commerciale

Sì: Salvatore ha realizzato opere fantasy di stampo commerciale. Ma lo ha fatto bene. Adesso sono più critico, ma da adolescente i suoi libri li ho letti molto volentieri. La prima trilogia degli elfi oscuri rimane però tuttora per me una serie valida.

  • Grazie 1

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