Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Ospite Munky

Fantasy

Post raccomandati

Ospite Munky

Stavo leggendo un un interessante blog (qui), un post riguardante la terza ondata di Fantasy. L'autore, cita Abercrombie ed il suo mondo duro e realistico, citando anche Martin e rimanda al Forum di Abercrombie.

L'autore del post chiude con questa domanda:

 

Cita

 

Resta da capire, se questo fantasy realistico è parte della terza ondata, quale sia la seconda… e già che ci siamo anche quale sia di preciso la prima (tutti i fondatori? Il fantasy nordico Tolkeniano? L’epico?).

Mi sembra uno spunto interessante per una bella discussione, no?

Riporto il commento che gli ho lasciato sul blog che, secondo me sintetizza il mio punto di vista.

Resumo questo vecchio post per dare un mio parere: secondo me della prima ondata di fantasy fanno parte in primis Burroughs, con John Carter e a seguire Conan poi Tolkien, Narnia, e tutto il fantasy uscito fino, diciamo agli anni 70, AD&D compreso che, pur non essendo propriamente un libro, ha consolidato l’idea del fantasy diciamo classico (spade, elfi, draghi eccetera). Della seconda ondata direi che fanno parte Moorcook con il suo Elric e il Campione delle ere oltre che tutti quegli autori e romanzi che mescolano il fantasy classico con altri elementi (il new weird).
Della terza ondata direi che parliamo degli autori degli ultimi vent’anni, partendo da Martin per passare su Kadrey, ma anche Pullman o Barker, che aggiungono un tocco di crudo realismo a tematiche spiccatamente fantasy.
Questo ovviamente il mio umilissimo parere di amante del genere:) Personalmente non faccio molte distinzioni fra un’ondata e l’altra (Sanderson è un autore recente, certo, ma il suo è un fantasy abbastanza classico e non per questo poco avvincente, anzi. E dove dovrei catalogarlo?), anche perchè, purtroppo, in italia siamo ancora abbastanza indietro.
Dopo il signore degli anelli che ha rivitalizzato le pubblicazioni ed ora Got, il fantasy in italia si sta di nuovo arenando ad essere considerato “di nicchia”, anche per colpa degli editori che stanno pubblicando alcune delle peggiori schifezze mai viste in vita mia, tralasciando opere di spessore o non pubblicizzandole a dovere (non tutte per carità, ma ho ancora il dente avvelenato per I Bastardi o per Kadray di cui non vedremo nient’altro mentre di libri della Troisi son pieni gli scaffali delle librerie)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem

(mi fai impressione quando ti metti a discutere seriamente, sappilo)

 

 


Dopo il signore degli anelli che ha rivitalizzato le pubblicazioni ed ora Got, il fantasy in italia si sta di nuovo arenando ad essere considerato “di nicchia”, anche per colpa degli editori che stanno pubblicando alcune delle peggiori schifezze mai viste in vita mia, tralasciando opere di spessore o non pubblicizzandole a dovere (non tutte per carità, ma ho ancora il dente avvelenato per I Bastardi o per Kadray di cui non vedremo nient’altro mentre di libri della Troisi son pieni gli scaffali delle librerie)

 

Il problema italiano del fantasy è che è stato smerciato dall'inizio come genere per ragazzini, e adesso gli editori non riescono a renderlo più adulto. Non ho idea del perché abbiano smesso di importare i premi Hugo e Nebula, come facevano un tempo, o perché abbiano paura di liberare il vero fantasy, quello dove non ci sono gli eroi puri e duri e dove può succedere di tutto - i vari sottogeneri possono seguire le mode, però bisogna proporli al pubblico italiano, perché capisca su quali vale la pena puntare. E lo dico da appassionata di sword and sorcery, quello classico, quello senza steam, punk, weird e gothic vari.

Augh.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Munky

(mi son dimenticato di linkare il blog in cui c'è il post, pardon: http://torreditanabrus.wordpress.com/2013/07/24/la-terza-onda)

Hai visto lem, che so anche stupirti?:D

Detto questo: la cosa è strana perchè comunque il grosso del lavoro l'hanno fatto altri mezzi,televisivi e non: tutti conoscono GOT e nessuno si sognerebbe mai di classificarlo come "roba per ragazzini", mentre in italia c'è ancora questa concezione, supportata dai maggiori editori, di considerare il fantasy come un sottogenere di qualcosa. C'è solo quindi da lodare gente come la Gargoyle che sta portando in italia i libri di Abercrombie e non si può fare a meno di supportare queste iniziative, sia per leggere qualcosa di diverso dal solito mago figo e la solita mezz'elfa tettona, sia per aiutare queste piccole-medie realtà a pubblicare roba un po' più matura.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Munky

(anche perchè oramai ci ho praticamente rinunciato: le grosse case editrci non sono interessate al fantasy, quello serio.)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem

E che ti devo dire, per me è un mistero totale. I libri che hanno più venduto al mondo sono fantasy, ma agli editori non interessa. Bah...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In italia vige ancora l'idea che fantasy = roba per bambini. Come gli anime, i manga e  i fumetti.

Secondo me, è un retaggio della nostra letteratura. Ci fanno studiare a scuola tutti i classici e pochi autori moderni, e quei pochi affrontano sempre tematiche complesse che alcuni possono trovare noiose (anche se personlamente le trovo affascinanti).

C'è anche da aggiungere che il fantasy pubblicato in Italia di autori italiani, tranne eccezioni rarissime, sono uno schifo totale (Troisi è il tipico esempio. Non dimenticherò mai la cavolata ''non c'è bisogno di tanta forza per usare un arco''. La Troisi dovrebbe rileggersi il mito di Ulisse e prendere lezioni sulle armi bianche).

Il fantasy straniero fa storcere il naso agli italiani fieri della loro cultura classica e finiscono per ignorarlo e ridicolizzarlo, tranne rare eccezioni.  Alla fine, lo usano solo per farci soldi, poi magari, in privato, dopo averci lucrato abbondantemente, ne parlano male.

È un vero peccato a mio parere. Come genere ha potenzialità quasi infinite.

Scrivendo un fantasy puoi affrontare tematiche profonde e importanti (razzismo, violenza, crudeltà, ecc...), come avviene in Got.

Bisogna considerare che gli italiani leggono poco e guardano tanta tv o stanno al pc/cellulare.

Inoltre, quello che scoraggia molto è leggere di elfi, vampiri, orchi e magia buttata a muzzo nel mezzo. Molti autori non rielaborano queste figure interessanti e le hanno rese infantili agli occhi di un adulto.

È un vero peccato che sia così in Italia : Rolleyes :

  • Mi piace 1
  • Non mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Valpur

Ma io lo spero tanto che arrivi una nuova "ondata" (che non è nuova e nemmeno è un'ondata ma rende l'idea) di fantasy! Confido che finalmente venga dato atto al genere di non essere una favoletta colorata per bambini, ma qualcosa che potrebbe attirare anche gli adulti cui spesso è rivolto.

Poi vabbe' che io stia scrivendo un fantasy condito da gente sventrata, impalata e da occhi che scoppiano è secondario :saltello:

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem

Ma io lo spero tanto che arrivi una nuova "ondata" (che non è nuova e nemmeno è un'ondata ma rende l'idea) di fantasy! Confido che finalmente venga dato atto al genere di non essere una favoletta colorata per bambini, ma qualcosa che potrebbe attirare anche gli adulti cui spesso è rivolto.

Poi vabbe' che io stia scrivendo un fantasy condito da gente sventrata, impalata e da occhi che scoppiano è secondario :saltello:

 

A me stupisce molto che non l'abbiano ancora fatto, in realtà. Voglio dire, è più difficile trovare fantasy per bambini che per adulti, è più difficile trovare la cavolatina dell'eroe che salva il mondo grazie alla purezza del suo cuore, rispetto a tutto il resto. E invece niente, continuano a ravanare sempre la stessa trama (non lo stesso genere: la stessa trama, paro paro), scavando sotto il fondo del barile.

Anni fa i premi Hugo e Nebula veniva tradotti di defeault com'è giusto che sia. Adesso, zero. I più grandi premi letterari per la narrativa fantastica, in Italia, non arrivano, con tutto che l'ultimo Nebula l'ha vinto un fantasy che sarebbe pure smerciabile per ragazzini, visto che è una specie di Harry Potter in chiave mediorientale - mi scusino quelli più informati su eventuali imprecisioni mie, ho solo dato una scorsa veloce e poi ho chiusa la pagina, per il nervoso di sapere che non l'avremo mai da noi.

Autori famosissimi negli States qui sono sconosciuti. Perché? Mistero.

Eppure si sono ben inventati il New Adult, dopo aver esaurito il filone del Young Adult! Editori italiani, inventatevi, che so, il Modern Fantasy, e dateci le belle storie di cui il genere è pieno!

Pliiiiis!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Munky

Ma io lo spero tanto che arrivi una nuova "ondata" (che non è nuova e nemmeno è un'ondata ma rende l'idea) di fantasy! Confido che finalmente venga dato atto al genere di non essere una favoletta colorata per bambini, ma qualcosa che potrebbe attirare anche gli adulti cui spesso è rivolto.

Poi vabbe' che io stia scrivendo un fantasy condito da gente sventrata, impalata e da occhi che scoppiano è secondario :saltello:

In realtà la nuova ondata s'è timidamente affacciata anche in italia, grazie ad editori coraggiosi (tipo la nord, la fanucci o la gargoyle). Se vuoi qualche esempio basta chiedere: il già citato Abercrombie, ma anche il ciclo dei Bastardi galantuomini, Sanderson con Mistborn (anche se qui è un caso particolare perchè pur essendo un autore già affermato in patria, Sanderson è diventato famoso qui solo per aver concluso la Ruota del Tempo di Jordan, il che ci fa capire molto). Il problema è che questi libri sono pochi e vendono poco. La nord ha già detto che non continuerà a pubblicare il ciclo dei Bastardi perchè all'epoca vendette poco (ma all'epoca non c'era Got in tv, quindi magari con l'uscita del 3° volume americano potrebbe anche ripensarci, io incrocio le dita), così come non vedremo i seguiti di Sandman Slim della Fanucci per lo stesso motivo.

In italia si rischia poco, è un dato di fatto. Quando uscì got sperai davvero che iniziassero a stampare belle storie e per un po', per pochissimo è stato fatto; ma ora, purtroppo, la situazione sta tornando ai livelli di prima, pur con le debite (e notevolissime) eccezioni.

E' indicativo, fra parentesi, che abbiamo dovuto aspettare tipo 20 anni prima che qualcuno si decidesse finalmente a tradurre e stampare pratchett e il mondo disco, no?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem

Sì ma non basta pubblicare mezzo titolo ogni morte di papa (le dimissioni non valgono XD), tenerlo in libreria sei mesi se va bene, e pensare che un lettore, dopo avere preso per anni sòle epocali, abbia voglia di rischiare a spendere sedici/diciotto euro per un testo sconosciuto. Non funziona così.

Se distruggi il mercato, poi non puoi lamentarti che le vendite sono basse. Anni e anni di libri spazzatura non si cancellano pubblicando tre bei libri di numero, senza nemmeno pubblicizzarli - mentre la spazzatura è stata strombazzata ai quattro venti in ogni modo possibile.

Quello che c'è da fare adesso è una ricostruzione da zero, perché rimangono solo macerie. Non so, ormai quando entro in libreria mi prende lo sconforto: infiniti scaffali di gadget, altrettanti infiniti scaffali di libri gioco per bambini/cartoleria/decorazioni, pile del best seller del momento, copertine che preannunciano libri da leggere a cervello spento - proprio quello che vuole una persona che entra in una libreria, direi - e in una parete in fondo, i pochi libri pubblicati in quanto libri. Anche lì, o stai attento, o la sòla è in agguato, che se invece che libri fossero pesci, la pescheria con merce del genere sarebbe già stata chiusa dai NAS.

Non si possono pretendere vendite alte in queste condizioni.

Tutto questo per dire che sono molto, molto pessimista, riguardo una terza ondata di fantasy, malgrado il genere si sia ormai affermato come uno dei più redditizi.

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Gigio_02

In italia vige ancora l'idea che fantasy = roba per bambini. Come gli anime, i manga e  i fumetti.

Secondo me, è un retaggio della nostra letteratura. Ci fanno studiare a scuola tutti i classici e pochi autori moderni, e quei pochi affrontano sempre tematiche complesse che alcuni possono trovare noiose (anche se personlamente le trovo affascinanti).

C'è anche da aggiungere che il fantasy pubblicato in Italia di autori italiani, tranne eccezioni rarissime, sono uno schifo totale (Troisi è il tipico esempio. Non dimenticherò mai la cavolata ''non c'è bisogno di tanta forza per usare un arco''. La Troisi dovrebbe rileggersi il mito di Ulisse e prendere lezioni sulle armi bianche).

Il fantasy straniero fa storcere il naso agli italiani fieri della loro cultura classica e finiscono per ignorarlo e ridicolizzarlo, tranne rare eccezioni.  Alla fine, lo usano solo per farci soldi, poi magari, in privato, dopo averci lucrato abbondantemente, ne parlano male.

È un vero peccato a mio parere. Come genere ha potenzialità quasi infinite.

Scrivendo un fantasy puoi affrontare tematiche profonde e importanti (razzismo, violenza, crudeltà, ecc...), come avviene in Got.

Bisogna considerare che gli italiani leggono poco e guardano tanta tv o stanno al pc/cellulare.

Inoltre, quello che scoraggia molto è leggere di elfi, vampiri, orchi e magia buttata a muzzo nel mezzo. Molti autori non rielaborano queste figure interessanti e le hanno rese infantili agli occhi di un adulto.

È un vero peccato che sia così in Italia : Rolleyes :

Secondo me la narrativa fantastica in Italia è considerata roba per bambini per via della spazzatura che viene pubblicata (perchè diciamocelo, il fantasy italiano e pieno di spazzatura). Ma la frase "roba per bambini" non è mai stata così inadeguata perchè i bambini, proprio per via dell'età, non dovrebbero leggere cagate. La vere opere di letteratura per bambini sono dei capolavori, e i loro autori non sono meno bravi dei loro colleghi da mainstream che tanto fanno acclamare la critica.

Insomma rendiamo grazie alle grandi CE che hanno rovinato un intero genere, facendoci credere che i bambini debbano leggere spazzatura.

  • Mi piace 2

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In questo panorama estramamente triste c'è una piccola, ma splendida, novità positiva: la pubblicazione della rivista americana Fantasy & Science Fiction in lingua dantesca. http://kippleblog.blogspot.it/2013/08/fantasy-science-fiction-nuova-rivista.html

Almeno è un tentativo di far conoscere, anche se solo con qualche racconto, autori mai apparsi in Italia.

 

In ogni caso, il mercato qui da noi è troppo altalenante: mentre la Gargoyle (media realtà editoriale) azzarda la pubblicazione di un Abercrombie, la Nord (colosso ben più piantato) preferisce non continuare la traduzione della saga di Lock Lamora. Non c'è un lavoro univoco, non si rema tutti nella stessa direzione per promuovere appieno il genere. Si piazza un libro e se ne studiano le vendite: se tira bene, se non si tronca e basta. E si pubblica Sapkowski, che con tutto il rispetto ha avuto fortuna (qui da noi) grazie a un videogioco. Così è molto più facile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Pensate che io conosco gente che per giustificare la propria passione per Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco dice "va beh ma GOT non è proprio fantasy, dai". Come se fossero schifati all'idea di ammettere di amare qualcosa appartente a questo genere, e quindi tentano di non classificarlo come tale.

Evidentemente sì, c'è qualcosa che non va in Italia nella concezione media che l'individuo ha della narrativa fantastica.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Pensate che io conosco gente che per giustificare la propria passione per Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco dice "va beh ma GOT non è proprio fantasy, dai". Come se fossero schifati all'idea di ammettere di amare qualcosa appartente a questo genere, e quindi tentano di non classificarlo come tale.

Evidentemente sì, c'è qualcosa che non va in Italia nella concezione media che l'individuo ha della narrativa fantastica.

 

Quoto. Anche a me è capitato. Del tipo: "Il fantasy mi fa schifo, ma mi piace GoT... forse perché non è tanto fantasy".

E io con espressione tipo: ma abbiamo letto lo stesso libro?!  :waaa:

 

 

In italia vige ancora l'idea che fantasy = roba per bambini. Come gli anime, i manga e  i fumetti.

Secondo me, è un retaggio della nostra letteratura. Ci fanno studiare a scuola tutti i classici e pochi autori moderni, e quei pochi affrontano sempre tematiche complesse che alcuni possono trovare noiose (anche se personlamente le trovo affascinanti).

 

Quoto, anche secondo me. E aggiungo, ancora più a monte:

Roba per bambini = favole e fiabe per la buona notte = magia e elementi fantastici = fantasy.

Che si riduce quindi a: fantasy = roba per bambini.  :facepalm:

 

Io sinceramente spero che tutta questa passione per GoT serva a far capire agli editori che forse C'E' qualcuno che comprerebbe dei bei fantasy, se solo li traducessero/pubblicassero. Perché se non cambia questo... non andiamo da nessuna parte.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In italia è sempre stato così. Mi ricordo ancora le dispute tra classicisti e romantici.

Siamo ostici nell'accettare le influenze letterarie esterne. È un dato di fatto.

Solo oggi, dato che le CA possono ricavarci soldi, si pubblica qualcosa in più scritta da autori stranieri. Giustamente no si noterebbe tanto la mancanza di opere straniere fantasy belle, se gli italiani ne creassero e ne pubblicassero  alcune di un certo valore. Allo stesso tempo, mi domando come si possa scrivere un buon fantasy in Italia se non si possono leggere i grandi autori stranieri di questo genere (sono pochi quelli pubblicati da cui prendere esempio).

Onestamente, non sono così bravo in inglese da leggere le opere in madrelingua.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Giustamente no si noterebbe tanto la mancanza di opere straniere fantasy belle, se gli italiani ne creassero e ne pubblicassero  alcune di un certo valore

 

 

Provate a dare un occhio agli ebook autoprodotti. Tanto del materiale che viene "scartato" dalle CE perchè considerato fuori target (fantasy = roba per bambocci), finisce spesso in autopruduzioni, alcune delle quali si collocano in vetta alle classifiche di vendita di genere, dimostrando nuovamente la cecità degli editori nostrani. 

Saghe come quelle di Bertolino, Lanciotti, e spero anche la mia, si trovano nelle classifiche di Amazon, così come dell'Ibookstore di Apple a "gareggiare" con bestseller dai quali sono stati realizzati colossal cinematografici, con grandi CE alle spalle, promozione, pubblicità e quant'altro ecc... eppure rimangono costantemente in classifica.

Questo significa che fortunatamente gli appassionati ci sono e non sono neppure pochi!

Significa anche che se le CE non sono in grado di recepire la domanda dei lettori, sono questi che devono avere il coraggio di seguire nuove strade, senza pregiudizi.

 

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

In italia vige ancora l'idea che fantasy = roba per bambini. Come gli anime, i manga e  i fumetti.

Secondo me, è un retaggio della nostra letteratura. Ci fanno studiare a scuola tutti i classici e pochi autori moderni, e quei pochi affrontano sempre tematiche complesse che alcuni possono trovare noiose (anche se personlamente le trovo affascinanti).

Mah. Se fosse, sarebbe un retaggio della non conoscenza della nostra letteratura, visto che i più grandi capolavori del fantastico appartengono proprio alla nostra letteratura: quando in Inghilterra ancora non avevano neanche l'inglese, noi avevamo già Dante, Ariosto e tutti i minori del caso. E non è che abbiamo smesso, eh: Calvino, per fare un nome che sia uno, è coetaneo di Asimov. Ma vogliamo parlare di Buzzati?

C'è stato un momento (intorno alla fine degli anni ottanta o forse prima) in cui, chissà perché, il fantastico è uscito dalla nostra percezione letteraria per convolare in quella della letteratura di genere (per ragazzi), tendenzialmente orrida. Ma sinceramente, quale parte della narrativa italiana si è salvata da questo scempio?

A me sembra che l'editoria si comporti come una qualsiasi industria di massa: preferisce livellare la qualità abbassandola al punto di equilibrio costi/ricavi, ma soprattutto, portarla a un livello al quale chiunque sa scrivere, togliendo potere contrattuale agli autori.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie alla nuova catalogazione del forum ho avuto modo di riscoprire questa discussione e mi ci butto a pesce. Posso capire il terrore degli editori di fronte al fantasy e posso anche capire l'italiano medio che davanti a una locandina de Lo Hobbit pensa "deficienti con le orecchie a punta" o "roba da ragazzini".

Non condivido, ma capisco.

 

Quello che non capisco è come sia possibile che su internet ci sia una marea di appassionati di fantasy e nessuno di questi legga o conti ai fini delle vendite. Forse è un po' come il discorso de "la televisione la guardano solo bambini e mummie, ai primi i cartoni animati la seconda Don Matteo e Barbara d'Urso".

Quindi probabilmente il problema è il mezzo e il target del mezzo, l'oggetto libro, che come fantasy non va più bene. E così le case editrici che storicamente si dedicavano ai generi del fantastico cambiano lentamente bandiera, tingendosi di rosa per non fallire (chi ci prova a metà crolla come un castello di carte).

 

Ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

Non siamo forse noi la generazione che dovrebbe risultare il target di parte del mondo letterario?

Non ce l'ho affatto con la letteratura rosa e chi ama quel genere di libri ma non credo che tutti i lettori italiani comprino i libri di Irene Cao o gli Harlequin Mondadori (lo so, la prima non è romance, ma a quanto pare è quello che vende visto che trovo sempre una generosa quantità di loro libri).

Possibile che dobbiamo sempre aspettare che arrivi qualche produzione cinematografica estera per buttarci nel fantasy e farlo nel modo sbagliato? (vendere in libreria i pupazzetti testa grossa de Lo Hobbit sicuramente convincerà la gente che il fantasy non sia roba da marmocchi...)

 

E quando arriva si batte il ferro fino alla nausea: libri, atlanti, pupazzetti, volantini, fino a quando la gente non fa altro che dire "basta". Non so come sia all'esterno dell'Italia, ma da amante della letterua fantasy ciò che vedo in giro è imbarazzante ed è inutile per me girarci intorno: in parte è colpa anche di Martin. Non tanto di quello che ha scritto, ma di come viene vissuto.

Come il nuovo fantasy, quello dignitoso.

Come se chi legge Conan il Barbaro fosse pazzo. O rimasto indietro, poverino.

Ultimamente sto seguendo con interesse il ritorno di Licia Troisi al Mondo Emerso: il cambio di copertine per me è emblematico dell'arrivo di una nuova era.

Per fare un confronto:

vecchia copertina

nuova copertina

 

È evidente che il target è cambiato.

Le ragazzine di oggi probabilmente non leggono più Nihal e non la trovano un'eroina (come, non nego, facevo anche io da giovane bambola). Le ragazzine di oggi sono Katniss e Tris, vivono in un mondo opprimente e non sognano le grandi battaglie, ma la serenità che è stata loro negata perché sono speciali. Nihal era sì speciale, ma non ci si può rispecchiare evidentemente.

A volte ho l'impressione che sia tutta questione del periodo storico in cui siamo cresciuti: siamo il retaggio del fantasy e della sua genesi, ma forse è un genere destinato a spegnersi e poi rinascere in qualche modo. Ma non è con Martin che lo farà.

 

Per quanto so che molti qui lo amino, temo che Martin stia solo tirando colpi sui chiodi della bara.

Non a causa sua, ma del modo in cui viene presentato e strumentalizzato come "nuova frontiera accettabile del fantasy" così come le distopie sono "la nuova frontiera commercializzabile della fantascienza".

E noi dobbiamo tornare indietro, leggere libri che non sono mai stati tradotti o che non esistono neanche più nelle librerie e poi si lamentano che non compriamo libri, seppur ci rigettino addosso una varietà nulla. Mi rifiuto di credere che tutti quelli che vanno al Lucca Comics non comprino almeno un libro. Quindi, la crisi del fantasy a cosa sarebbe dovuta?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie alla nuova catalogazione del forum ho avuto modo di riscoprire questa discussione e mi ci butto a pesce. Posso capire il terrore degli editori di fronte al fantasy e posso anche capire l'italiano medio che davanti a una locandina de Lo Hobbit pensa "deficienti con le orecchie a punta" o "roba da ragazzini".

Non condivido, ma capisco.

 

Quello che non capisco è come sia possibile che su internet ci sia una marea di appassionati di fantasy e nessuno di questi legga o conti ai fini delle vendite. Forse è un po' come il discorso de "la televisione la guardano solo bambini e mummie, ai primi i cartoni animati la seconda Don Matteo e Barbara d'Urso".

Quindi probabilmente il problema è il mezzo e il target del mezzo, l'oggetto libro, che come fantasy non va più bene. E così le case editrici che storicamente si dedicavano ai generi del fantastico cambiano lentamente bandiera, tingendosi di rosa per non fallire (chi ci prova a metà crolla come un castello di carte).

 

Ma da qualche parte bisogna pur iniziare.

Non siamo forse noi la generazione che dovrebbe risultare il target di parte del mondo letterario?

Non ce l'ho affatto con la letteratura rosa e chi ama quel genere di libri ma non credo che tutti i lettori italiani comprino i libri di Irene Cao o gli Harlequin Mondadori (lo so, la prima non è romance, ma a quanto pare è quello che vende visto che trovo sempre una generosa quantità di loro libri).

Possibile che dobbiamo sempre aspettare che arrivi qualche produzione cinematografica estera per buttarci nel fantasy e farlo nel modo sbagliato? (vendere in libreria i pupazzetti testa grossa de Lo Hobbit sicuramente convincerà la gente che il fantasy non sia roba da marmocchi...)

 

E quando arriva si batte il ferro fino alla nausea: libri, atlanti, pupazzetti, volantini, fino a quando la gente non fa altro che dire "basta". Non so come sia all'esterno dell'Italia, ma da amante della letterua fantasy ciò che vedo in giro è imbarazzante ed è inutile per me girarci intorno: in parte è colpa anche di Martin. Non tanto di quello che ha scritto, ma di come viene vissuto.

Come il nuovo fantasy, quello dignitoso.

Come se chi legge Conan il Barbaro fosse pazzo. O rimasto indietro, poverino.

Ultimamente sto seguendo con interesse il ritorno di Licia Troisi al Mondo Emerso: il cambio di copertine per me è emblematico dell'arrivo di una nuova era.

Per fare un confronto:

vecchia copertina

nuova copertina

 

È evidente che il target è cambiato.

Le ragazzine di oggi probabilmente non leggono più Nihal e non la trovano un'eroina (come, non nego, facevo anche io da giovane bambola). Le ragazzine di oggi sono Katniss e Tris, vivono in un mondo opprimente e non sognano le grandi battaglie, ma la serenità che è stata loro negata perché sono speciali. Nihal era sì speciale, ma non ci si può rispecchiare evidentemente.

A volte ho l'impressione che sia tutta questione del periodo storico in cui siamo cresciuti: siamo il retaggio del fantasy e della sua genesi, ma forse è un genere destinato a spegnersi e poi rinascere in qualche modo. Ma non è con Martin che lo farà.

 

Per quanto so che molti qui lo amino, temo che Martin stia solo tirando colpi sui chiodi della bara.

Non a causa sua, ma del modo in cui viene presentato e strumentalizzato come "nuova frontiera accettabile del fantasy" così come le distopie sono "la nuova frontiera commercializzabile della fantascienza".

E noi dobbiamo tornare indietro, leggere libri che non sono mai stati tradotti o che non esistono neanche più nelle librerie e poi si lamentano che non compriamo libri, seppur ci rigettino addosso una varietà nulla. Mi rifiuto di credere che tutti quelli che vanno al Lucca Comics non comprino almeno un libro. Quindi, la crisi del fantasy a cosa sarebbe dovuta?

Probabilmente dipende dal "fantasy" di cui si sta parlando: le varie saghe destinate a un pubblico young adult, sul filone di Hunger Games, vendono senz'altro bene. Però sì, se vai in una libreria di catena, alla sezione fantasy trovi praticamente solo quelli e Martin (comprese marchette editoriale di dubbia utilità come un libello sulle citazioni di Tyrion).

Tutto il fenomeno dei vari fandom è palese su internet, ma anche al Lucca Comics che hai citato. Però, evidentemente, è un pubblico vasto che però si ferma ai nomi famosi e "di moda". E questo anche per colpa degli editori.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite Lem Mac Lem
È evidente che il target è cambiato.

Le ragazzine di oggi probabilmente non leggono più Nihal e non la trovano un'eroina (come, non nego, facevo anche io da giovane bambola). Le ragazzine di oggi sono Katniss e Tris, vivono in un mondo opprimente e non sognano le grandi battaglie, ma la serenità che è stata loro negata perché sono speciali. Nihal era sì speciale, ma non ci si può rispecchiare evidentemente.

 

Quoto questa parte perché rispecchia, secondo me, l'errore in cui cadono molti (tutti) gli editori di fantasy italici. Oltreoceano la situazione è molto diversa, non particolarmente rosea, ma lavorando su ben altri numeri, è più facile trovare storie belle da leggere. In Italia, invece, la mentalità è proprio questa: "dobbiamo dare ai lettori qualcosa in cui possano identificarsi".

Ma anche no, ma anche no, ma anche no proprio per niente. Capisco che alle ragazzine piaccia immaginare di diventare eroine e salvare il mondo, ma il fantasy non è un genere che esiste per questo. A dire il vero, non credo che esista un solo genere al mondo che esista per questo, forse il romance, ma anche lì, se è buon romance, va molto oltre le voglie di pancia dei lettori. E, quando questo succede, i lettori impazziscono.

I lettori riconoscono la qualità, quando la trovano. Se non la trovano, per un po' si accontentano, poi, comprensibilmente, preferiscono spendere altrimenti i loro soldi. Su questo avevo già postato un intervento qui sopra, confermo il mio pensiero (anzi, è diventato ancora più pessimistico).

Martin, che citi come quello che sta finendo di seppellire il genere, gli ha invece dato nuova vita: ricordo ancora quando non era di moda ed erano usciti al massimo un paio di libri delle Cronache. Oh, a leggerlo mi sono riconciliata con il fantasy. E lui tra l'altro è un autore capace di grande originalità, spazia dalla scifi alla comicità al fantasy orrorifico con grande disinvoltura, scrivendo sempre belle storie (depressogene, però. Quando c'è un lieto fine, ti chiedi se hai letto bene :asd: )

Adesso è diventato commerciale e tutti vogliono solo le Cronache, non sono interessati a nient'altro, ed è un vero peccato. Il mercato, va detto, non aiuta. Le altre opere di Martin stanno sugli scaffali a languire, e alzi la mano chi sa che è appena uscito il nuovo libro di Gaiman. Gaiman, non l'ultimo fesso arrivato ieri. Uno che andrebbe pubblicato con fanfare e tappeto rosso. E sta in mezzo ai mainstream, perché la copertina non è bimbominkiosa quindi non può essere fantasy.

Pullman lo trovi nella sezione libri per bambini (non ragazzi: bambini), Ende idem, ovviamente SE lo trovi, perché l'ultima bojata uscita ce l'hanno sicuro, ma i long sellers devi chiederli firmando l'ordine con il sangue.

Abercrombie, Sanderson, gli italiani, se va bene stanno sugli scaffali un mese, poi devi rabboccare su Internet.

Il problema non sono gli autori di fantasy, che sono tanti e sono bravi. Il problema è che per trovarli occorre educarsi da soli alla passione per il genere.

Cosa che a me va benissimo, io sono una bestia asociale e i soldi spesi in pubblicità con me sono sprecati al 100%, ma la gente normale, magari, avrebbe piacere di entrare in libreria e trovare un bel cartello che dice allegro che è uscito l'ultimo libro di Gaiman, uno dei migliori se non il miglior autore fantasy vivente, comprate gente, comprate.

Invece, zero.

In queste condizioni, come può il pubblico uscire dall'idea che il fantasy sia roba per bambini stupidi?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sono d'accordo con il discorso di Lem, e adesso che sto in Inghilterra vorrei aggiungere una differenza che ho notato.

 

Nelle librerie italiane, come ha fatto notare Lem, si tende a focalizzarsi sull'autore e i romanzi del momento. Martin ovunque, così come le varie saghe dispotiche di Hunger Games, Divergent e The Maze Runner. Pochissimo spazio per il resto.

Sono entrato in alcune librerie qui in Inghilterra e non ci sono paragoni. Trovo sempre scaffali pieni di romanzi fantasy e di fantascienza di un sacco di autori (fra cui il già citato Gaiman), c'è spazio per tutti e gli scaffali non sono riempiti con gli stessi libri.

Penso che almeno metà di questi romanzi non vengano nemmeno tradotti in italiano, ma gli altri? Perché non dare spazio anche a loro?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Nelle librerie italiane, come ha fatto notare Lem, si tende a focalizzarsi sull'autore e i romanzi del momento. Martin ovunque, così come le varie saghe dispotiche di Hunger Games, Divergent e The Maze Runner. Pochissimo spazio per il resto.

Sono entrato in alcune librerie qui in Inghilterra e non ci sono paragoni. Trovo sempre scaffali pieni di romanzi fantasy e di fantascienza di un sacco di autori (fra cui il già citato Gaiman), c'è spazio per tutti e gli scaffali non sono riempiti con gli stessi libri.

Penso che almeno metà di questi romanzi non vengano nemmeno tradotti in italiano, ma gli altri? Perché non dare spazio anche a loro?

 

E' una situazione un po' kafkiana, ma riesco a intravedere un perché di fondo.

 

Il perché della situazione inglese che hai descritto, penso sia ovvio: se librai ed editori si possono permettere di far stampare, girare e tenere in scaffale tanti libri diversi anche non recentissimi, è perché riescono a venderli con regolarità. E quindi allora parte del perché sta dalla parte dei lettori: evidentemente c'è un mercato alimentato da dei lettori 'responsabili' che leggono e si appassionano a un po' di tutto, non solo al successo del momento. Altra parte del perché sta invece nelle risorse economiche di editori e librai, che possono 'correre il rischio' e fare investimenti di questo tipo.

 

In Italia la situazione economica per librai ed editori è un po' tirata: tolta qualche big (e neanche tutte), non hanno grandissime risorse. Il numero dei lettori poi è limitato: in Italia non si legge.

In altre parole, non c'è il mercato per sostenere tanti autori diversi sugli scaffali. L'unico mercato che c'è, è quello del sensazionale, del best-seller straniero.

 

Ai normali 4 gatti infatti, coi grandi successi stranieri si aggiungono tutta una serie di lettori occasionali o "esordienti" che vengono attirati dalla 'grande novità' proposta come 'bellissima, emozionante, avvincente etc.'.

Questo è un mercato un po' più grande, ma più instabile: per poter stare a galla con questo mercato, devi per forza andare di novità in novità sfruttandola al massimo. Sfruttarla al massimo vuol dire, di fatto, saturare il mercato: dapprima con la novità-best seller in sé per sé, poi con una serie di opere derivate, che siano eventuali sequel e prequel, altre opere dello stesso autore, o opere italiote d'imitazione. Questo processo è sotto gli occhi di tutti e può essere notato sia per Martin sia per i distopici oggi, sia in tutte le ondate passate.

 

La kafkianità della cosa in parte è stata già discussa in questo topic, ma vale la pena ripeterla per questo confronto con una situazione alternativa.

I nostri imprenditori dell'editoria per campare con un mercato ristretto, fatto in gran parte di lettori occasionali/accidentali più pochissimi lettori forti, non possono (o almeno pare che ne siano convinti, specialmente i grandi) vivere su un'offerta variegata, ma devono puntare tutto su un'offerta monocolore, ma dal successo sicuro. Paradossalmente, così facendo si storpiano da soli, perché, dovendo fare cassa puntando su un'offerta limitata, devono sfruttarla al massimo, ovvero devono pomparla con annessi e connessi finché non saturano il mercato disponibile. Fatto questo, si ritrovano daccapo, perché il mercato è saturo, cioè non c'è più e loro non ne hanno costruito uno nuovo nel frattempo. E allora il giro ricomincia, in un circolo vizioso: si dà un'occhiata all'estero o ai grossi concorsi nazionali (ma questo vale più per il mainstream), si trova quello che è o si decide dover essere il successo del momento e lo si pompa di nuovo al massimo finché il mercato non è di nuovo saturo anche di quello.

 

Da questo punto di vista, è quasi irrilevante che il fantasy sia considerato un genere per sub-adulti: non viene considerato e proposto come tale solo perché quelli di Neri Pozza c'hanno la puzza sotto il naso, per dirla brutalmente. Viene considerato e proposto come tale perché quei lettori occasionali/accidentali di cui sopra sono per l'appunto per lo più bambini e ragazzini adolescenti (tolti gli adulti, ma a quelli gli si vendono Osho e Fabio Volo). E' quasi una necessità: il mercato disponibile è composto in gran parte di sub-adulti, quindi bisogna vendergli roba per sub-adulti (o proporla come tale).

 

In realtà, uscire da questa situazione non è affatto difficile, perché il mercato si può creare e si può educare. Preso il successo del momento, invece di pomparlo al massimo fino allo sfinimento, lo si potrebbe sfruttare come un mezzo per introdurre i lettori ad un certo genere: quando il successo è avviato, ancora sull'onda della novità, si possono proporre opere del medesimo genere, ma completamente differenti, e promuovere intere collane secondo una logica del tipo "ehi, ragazzi, bello Martin, vero? Ma guardate, c'abbiamo anche Sanderson, Gaiman etc.". Qualcuno, incuriosito, le comprerebbe e si creerebbe così nuova domanda, una domanda più ampia e più variegata, con un mercato quindi più stabile, più ampio e più forte che permetterebbe agli editori di avere finalmente linee editoriali e non semplicemente cataloghi a seconda di come tira il vento.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Il problema (tra i tanti) è che in Italia si segue la moda, non si ha concezione e preparazione del fantasy. Prima è stata l'era di Paolini e dei draghi (è grazie a questo autore che Licia Troisi ha avuto successo), poi Harry Potter, i vampiri, gli angeli e ora questo fantasy (Martin, Abercrombie) dove di fantasy c'è poco ed è tutto fango, crudeltà, cinismo, insomma il peggio della razza umana. Si punta solo sull'argomento del momento, saturando il mercato e non considerando che la varietà è invece un valore da tenere sempre presente.

Se poi si considera il basso stato di cultura dei più in Italia e il fatto che si legge poco (come già detto da Alexander e nell'articolo che ho linkato sopra) va aggiunta anche la questione prezzi, che per una questione o l'altra (tiratura minore, voglia di guadagnare tanto) non aiuta le vendite; queste si abbassano e allora o gli editori aumentano i prezzi o smettono di pubblicare e puntare su certi autori. 

Per avere varietà, dato che passerà del tempo prima che le ce arrivino ad avere il coraggio di cambiare, ci si può rivolgere al mercato degli autori autoprodotti, ma qui sorge un problema non da poco: come trovare in un mare di pubblicazioni qualcosa di qualitativamente valido? Anche qui il mercato è stato bruciato con pubblicazioni non all'altezza e il pubblico, una volta scottato, fa fatica a fidarsi di nuovo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il problema (tra i tanti) è che in Italia si segue la moda, non si ha concezione e preparazione del fantasy.

 

Ma ripeto, secondo me non è tanto quello il problema: il pubblico si può educare, basta avere pazienza e soldi da investire. Il problema secondo me è proprio quello che dici anche tu più sotto, che gli editori, alla faccia dell'essere 'imprenditori', non hanno coraggio. O forse intendevi dire che oltre che coraggio, gli editori italiani mancano anche di preparazione e concezione del fantasy? Perché in tal caso penso tu abbia proprio ragione.

A tal proposito, più che gli auto-pubblicati, perché non cercare tra le piccole CE, magari tra quelle nuove a base digitale? Sì, pur sempre un ago in un pagliaio, ma magari lì uno potrebbe contare su un curatore esperto ed amante del genere che cerchiamo. O no?

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

La mancanza di coraggio degli imprenditori è una piaga non solo dell'editoria, ma di tutti i settori dell'imprenditoria: un problema che ha radici profonde e che è difficile da sradicare, perché vige una mentalità consolidata purtroppo da tempo (fare soldi senza sforzi, senza investimenti, oltre che agendo da furbi).

Il discordo che facevo sul fantasy e sugli editori oltre alla mancanza di coraggio, è che manca pure la preparazione e la concezione del fantasy: in Italia ci si è improvvisati per sfruttare la moda, pensando che fosse facile scrivere di fantasy, bastasse niente, ritenendolo una cosa superficiale. Si è seguito gli altri, ma non ci si è preparati, non si è studiato il modo di fare altrui. Anche all'estero c'è mediocrità, non è tutto un Eldorado, ma c'è più professionalità, perché dietro a un romanzo c'è un progetto, c'è un team, che crede nella cosa, che è preparato, che sa quel che fa: l'autore viene seguito e supportato. In Italia non avviene, basta un niente che l'autore pubblicato venga scaricato e rinnegato (vedere Dazieri con G.L.D'Andrea); senza contare che spesso per l'editing del testo se lo deve pagare l'autore di tasca propria con un editor esterno perché la ce non fa questo servizio (e allora non si capisce a cosa serva l'editore).

 

Sul discorso che il pubblico si possa educare, è una cosa lunga e ci vuole volontà, cosa che al momento non c'è perché le cose fanno comodo così. Occorrerebbe che cambiasse tutto il sistema, tutto il modo di ragionare, perché finché esiste un sistema politico come quello attuale e anche passato che guida, fatto di prese in giro, urla, favoreggiamenti e raccomandazioni, dove merito, preparazione e qualità sono disprezzate, le cose saranno sempre uguali. 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Girando in rete mi sono in battuto in questo: 
http://www.prismomag.com/storia-fantasy-italiano/

trattasi di una valutazione a mo' di saggio della corrente fantasy nella letteratura Italiana, dalle poesie 'fiabesche' del Carducci all'Ariosto, dal Tasso fino ai giorni del secondo dopoguerra. E' un saggio tosto, bello lungo, ma molto interessante per più aspetti:

1) Avere una panoramica della corrente fantasy italiana (che ebbene sì, esiste e si studia anche in letteratura)

2) Si attua un confronto, durante il saggio, tra il fantasy italiano e quello straniero, mostrando non solo le differenze tra i due, ma la diversità di tematiche a seconda delle correnti che più hanno influenzato le opere, varie a seconda delle tradizioni del paese in esame. Qui da noi abbiamo il bosco, la cavalleria, il medioevo; all'estero pure, ma i miti celtici prevalgono al nord Europa.

3) Ci si domanda quanto in effetti valgano gli emuli dei grandi scrittori fantasy, quanto sia importante (ri)trovare una nuova individualità all'interno del genere fantasy e smarcarsi da copie e modelli.

4) Si fa notare come il fantasy, anche per la sua tradizione, non è e non deve essere un genere per pochi nerd privo di contenuti, ma che anzi ha tutto il diritto di elevarsi a genere 'nobile' di intrattenimento e insegnamento.

 

Un punto del saggio mi è piaciuto molto, precisamente dove si dice: [...]La riflessione di Tasso è così matura e sottile che egli mette a fuoco anche quale tipo di fantastico funzioni davvero, ossia quello che possa essere creduto come verisimile.
Insomma: il fantasy è tanto più bello quanto più è verosimile.

Riassumendo: si tratta di un saggio tosto e impegnativo, bello lungo, ma consiglio agli appassionati del genere di leggerlo. L'ispirazione ai modelli, da che mondo è mondo, ha sempre generato idee per nuove storie. 

 

p.s. spero di non aver infranto qualche regolamento nel postare il link a un sito esterno. Nel caso, punitemi scagliandomi sulla luna: lì, forse, troverò un po' di senno.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

@Komorebi

 

Ho letto con grande attenzione questo saggio.

Finalmente qualcuno che riconosce e mette in evidenza la storia di questo genere letterario bistrattato da molte case editrici.

Quado ho appreso che la prima novella horror è del Boccaccio, e il primo fantasy ce lo giochiamo fra dante e Ariosto beh, concedetemi fiera di amare la letteratura delle meraviglie.

Non sbagliavo nella mia atavica antipatia per il Petrarca!

Grazie Komorebi, davvero un saggio che consiglio a tutti di leggere e che mi adopero a diffondere  fin da subito.

Baci.

 

:flower:

Modificato da Ezbereth

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Bravo. Lo leggerò a @Marcello ogni sera prima che lo metta a letto (o mi metta lui e mi rimbocchi le coperte... Fin sopra alla testa, così da soffocare :asd: )

 

Bel saggio.

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Certo @Niko lo consiglierò anch'io.

Ho giusto un paio di amici che soffrono d'insonnia...:asd:

 

P.S.

@Komorebi @Ezbereth non abbiatevene a male, eh! E' solo un vecchio scherzo fra me e Niko che dura da... sempre!

Il saggio sarà di sicuro appassionante per gli amanti del genere, non intendevo sminuirlo.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×