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Walter D.

Capponi Editore

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Però la mia esperienza è identica a quella di @Francesco5 ed è passata solo qualche settimana. Quindi mi sembrava strano e di conseguenza due episodi identici nell'arco di poco tempo forse indicano qualcosa. Non saprei, forse servirebbe qualche altra testimonianza per chiarire del tutto il loro modo di operare.:s

 

 

 

 

 

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On 27/1/2017 at 18:39, Monica Maratta ha detto:

Buonasera a tutti,

è con gioia che vi annuncio l'uscita del mio libro con Capponi Editore! Il cartaceo in bellezza e qualità è ottimo. Finora esperienza positiva e buona opinione dell'Editore.

 

Buonasera @Monica Maratta a distanza di un anno, è possibile sapere quante copie sono state vendute del tuo libro?

Grazie.

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A me interesserebbe di più sapere quante ne sono stante vendute senza l'intervento diretto e determinate dell'autore. Se mi pubblicano e con i miei contatti vendo personalmente mille copie non è indicativo dell'efficacia di vendita della CE. Quello è solo merito mio. Ma i dati di vendita dei libri sono tra i più segreti al mondo, conservati nell'area 51, sotto un disco volante...

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Si @heightbox è vero, ma penso che l'autrice non abbia problemi a dirci il numero di copie vendute.

Essere pubblicati è importante, certo ma il numero di copie vendute è fondamentale per capire come lavora una casa editrice.

Mi sembra una cosa fondamentale di cui però nessuno parla.

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Carissimi, sono Domenico Capponi e seguirò/seguiremo eventualmente il consiglio dello staff di iscriverci personalmente al vostro forum.

Tengo a precisare alcune cose, poi - abbiate pazienza - non tornerò mai più su tali argomenti, lasciando ad ognuno la possibilità lecita e legittima di pensare quanto gli è più congeniale. 

La CAPPONI EDITORE non è una casa editrice a pagamento. Non chiediamo denaro, né contributi all'autore. Ribadisco che chiediamo in linea di massima che il testo ci venga fornito in formato word o pdf finito, cioè editato; dopodiché sarà compito e onere della nostra Redazione verificare la validità e la qualità di tale correzione iniziale e apportare le dovute e necessarie modifiche. E' chiaro che il nostro business non dipende minimamente dall'Editing, quindi in tutta sincerità da imprenditore trovo abbastanza inutile la maggior parte delle discussioni che ho letto in merito. Parimenti non chiediamo assolutamente agli autori l'acquisto delle copie pubblicate, così come qualcuno ha affermato.

Altresì mi pare semplicistica la definizione dello staff di essere considerata una casa editrice a doppio binario. Il binario è uno.

Il contratto che inviamo - e questo lo dico da ex legale - è semplicemente una bozza (come viene specificato a caratteri cubitali nella mail inviata dalla Redazione) e serve esclusivamente per dare in anticipo risposte generiche all'autore in merito alle più frequenti domande. NON E' UN CONTRATTO DEFINITIVO, lo diciamo sempre, è un semplice fac-simile generico. Successivamente al colloquio conoscitivo intercorso tra me e l'autore, il contratto andrà poi definito insieme l'autore stesso, unicamente in caso di accordo positivo tra noi due. In sintesi, il contratto ricevuto da @Francesco5 e @agostino1980 non aveva nulla di diverso da quello che la Redazione invia a tutti gli autori a cui fissa un colloquio o un incontro con me - quindi alla domanda "Perché, una volta sbilanciati, inviandomi perfino una bozza di contratto, hanno ritratto la mano?" posso solo rispondere che non abbiamo ritratto nessuna mano.

In merito alla promozione, la casa editrice, nel momento in cui decide di investire su un autore, lo segue passo passo, sia nell'organizzazione delle presentazioni, sia nelle strategie di promozione sui canali più adatti per quel volume (social network, sito internet, redazione di comunicati stampa per testate giornalistiche...), sia attraverso la segnalazione dei nostri autori ai più importanti festival letterari nazionali. Inoltre io stesso affianco spesso l'autore nelle presentazioni, come si evince dalle immagini presenti sul nostro sito e i nostri profili social. La questione della promozione è infatti per noi di cardinale importanza, proprio in virtù del fatto che l'investimento sul prodotto libro è totalmente a carico della Casa Editrice.

Il fatto che il sig. @Francesco5 MINEO abbia allegato l'elenco delle sue proposte e che questo, seppur corposo, non mi abbia convinto, si tratta - ripeto - di una mia personale valutazione, condivisa con la Redazione. Signor @Francesco5MINEO, questa è una impresa e come tale decide su cosa, come e quando fare gli investimenti. 

Cordialmente, Domenico Capponi

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15 minuti fa, CapponiEditore ha detto:

Altresì mi pare semplicistica la definizione dello staff di essere considerata una casa editrice a doppio binario. Il binario è uno.

 

Nel vostro precedente messaggio avete scritto:

 

On 11/7/2017 at 13:50, CapponiEditore ha detto:

Nell'ipotesi in cui il testo dovesse aver bisogno di un intervento massiccio a livello di morfosintassi, dialoghi, tagli o aggiunte, spostamenti di capitoli o porzioni di essi, eccetera, per il momento ci avvaliamo della collaborazione di Editor esterni; di conseguenza, verrà richiesto all'autore un contributo nettamente inferiore a quello mediamente richiesto dagli editor freelance. 

 

Il che significa che ci sono dei casi (anche se rari) in cui chiedete un contributo in denaro all'autore.

 

Se una CE non lo chiede mai, è classificata "free", se lo chiede sempre è classificata "a pagamento" (anche fosse un solo euro e sotto qualsiasi forma). Quando lo fa a volte sì a volte no è classificata "doppio binario".

 

La nostra regola può apparire draconiana, tuttavia nel classificare a un certo punto bisogna porre una soglia e noi queste abbiamo posto.

 

:)

 

 

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Grazie per aver ulteriormente chiarito la questione intervenendo, @CapponiEditore , mi stavo accingendo anch'io a rispondervi, ma sono stato preceduto dalla collega @swetty , con il cui intervento concordo in toto.

La vostra trasparenza nell'aver riferito di casi in cui viene richiesto un contributo per l'editing, seppure rari o limite, è ammirevole. Ricordiamo a @CapponiEditore e a tutti gli editori presenti nelle varie liste che essere "a doppio binario" è solo una classificazione, una caratteristica, non certo un'onta (ciò vale per qualunque lista). Comprendiamo le necessità di alcuni editori di chiedere all'autore di sostenere determinati costi, tuttavia ciò che distingue una CE completamente free è il semplice fatto che non chieda mai all'autore alcun impegno di sorta se non quello di autopromuoversi almeno in parte (che è nell'interesse dell'autore stesso).

La invito inoltre, per cortesia, a evitare le parole completamente in maiuscolo, in quanto contrarie alla netiquette di questo forum, in base al regolamento.

Grazie ancora per il contributo apportato, l'intervento diretto e chiarificatore da parte degli editori è sempre importante, in quanto il confronto costituisce il valore aggiunto di questo forum. :)

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@CapponiEditore scusi rimane un po' oscuro il punto delle proposte di promozione in base alle quali rifiutate una pubblicazione. Forse i motivi che vi spingono a non pubblicare un autore sono anche altri, perché mi pare davvero un po' paradossale che rifiutate un autore che dimostra di volersi fare "il mazzo" in promozione. Potreste chiarire questa cosa? Grazie mille per la vostra disponibilità.

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@CapponiEditore Allora vi suggerisco di tenere un profilo più coerente con la vostra reale politica decisionale. Mi permetto anche di consigliarvi di inviare la bozza solo dopo aver parlato al telefono con l’autore, e una volta accertato che si possa passare -per usare le sue parole- “allo step successivo” . Onde evitare spiacevoli situazioni. 

Saluti

Francesco Mineo 

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1 ora fa, CapponiEditore ha detto:

Carissimi, sono Domenico Capponi e seguirò/seguiremo eventualmente il consiglio dello staff di iscriverci personalmente al vostro forum.

Tengo a precisare alcune cose, poi - abbiate pazienza - non tornerò mai più su tali argomenti, lasciando ad ognuno la possibilità lecita e legittima di pensare quanto gli è più congeniale. 

La CAPPONI EDITORE non è una casa editrice a pagamento. Non chiediamo denaro, né contributi all'autore. Ribadisco che chiediamo in linea di massima che il testo ci venga fornito in formato word o pdf finito, cioè editato; dopodiché sarà compito e onere della nostra Redazione verificare la validità e la qualità di tale correzione iniziale e apportare le dovute e necessarie modifiche. E' chiaro che il nostro business non dipende minimamente dall'Editing, quindi in tutta sincerità da imprenditore trovo abbastanza inutile la maggior parte delle discussioni che ho letto in merito. Parimenti non chiediamo assolutamente agli autori l'acquisto delle copie pubblicate, così come qualcuno ha affermato.

Altresì mi pare semplicistica la definizione dello staff di essere considerata una casa editrice a doppio binario. Il binario è uno.

Il contratto che inviamo - e questo lo dico da ex legale - è semplicemente una bozza (come viene specificato a caratteri cubitali nella mail inviata dalla Redazione) e serve esclusivamente per dare in anticipo risposte generiche all'autore in merito alle più frequenti domande. NON E' UN CONTRATTO DEFINITIVO, lo diciamo sempre, è un semplice fac-simile generico. Successivamente al colloquio conoscitivo intercorso tra me e l'autore, il contratto andrà poi definito insieme l'autore stesso, unicamente in caso di accordo positivo tra noi due. In sintesi, il contratto ricevuto da @Francesco5 e @agostino1980 non aveva nulla di diverso da quello che la Redazione invia a tutti gli autori a cui fissa un colloquio o un incontro con me - quindi alla domanda "Perché, una volta sbilanciati, inviandomi perfino una bozza di contratto, hanno ritratto la mano?" posso solo rispondere che non abbiamo ritratto nessuna mano.

In merito alla promozione, la casa editrice, nel momento in cui decide di investire su un autore, lo segue passo passo, sia nell'organizzazione delle presentazioni, sia nelle strategie di promozione sui canali più adatti per quel volume (social network, sito internet, redazione di comunicati stampa per testate giornalistiche...), sia attraverso la segnalazione dei nostri autori ai più importanti festival letterari nazionali. Inoltre io stesso affianco spesso l'autore nelle presentazioni, come si evince dalle immagini presenti sul nostro sito e i nostri profili social. La questione della promozione è infatti per noi di cardinale importanza, proprio in virtù del fatto che l'investimento sul prodotto libro è totalmente a carico della Casa Editrice.

Il fatto che il sig. @Francesco5 MINEO abbia allegato l'elenco delle sue proposte e che questo, seppur corposo, non mi abbia convinto, si tratta - ripeto - di una mia personale valutazione, condivisa con la Redazione. Signor @Francesco5MINEO, questa è una impresa e come tale decide su cosa, come e quando fare gli investimenti. 

Cordialmente, Domenico Capponi

 

Mi sembra un discorso molto chiaro.

Soprattutto le ultime tre righe.

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A luglio ero a poco meno di 150 copie cartacee vendute, non so dirti per i restanti 4 mesi. Ciò che posso affermare é che non sono mai stata obbligata a nulla e che ho acquistato alcune copie di mia spontanea volontà. Mi dispiace davvero molto che avete inserito questa ce a doppio binario! A mio avviso non lo é.

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10 ore fa, Monica Maratta ha detto:

A luglio ero a poco meno di 150 copie cartacee vendute, non so dirti per i restanti 4 mesi. Ciò che posso affermare é che non sono mai stata obbligata a nulla e che ho acquistato alcune copie di mia spontanea volontà. Mi dispiace davvero molto che avete inserito questa ce a doppio binario! A mio avviso non lo é.

 

Qualche dato:

 

@Monica Maratta

150 copie vendute = 15 euro x 150 = 2.250 euro.

2.250 euro meno i costi di editing, impaginazione, produzione, distribuzione e promozione (pari a 1.750 euro) danno 500 euro. After tax 250 euro.

 

Il 5% (ovvero quello che ti spetta) è pari a 112 euro.

112 euro meno le copie che spontaneamente (e giustamente) hai acquistato tu (supponiamo 6) da 22 euro.

 

Quindi, una brava (e mi sembra che lo sia!) autrice esordiente pubblicata da una seria (e mi sembra che lo sia!) casa editrice free, dopo un anno genera un ipotetico guadagno di:

 

250 euro per la casa editrice.

22 euro per l'autrice.

 

Ecco, questi sono i dati che dovrebbero far riflettere tutti gli autori che si lamentano perché non vengono considerati...i critici letterari...le case editrici e soprattutto gli operatori del settore.

 

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13 ore fa, Monica Maratta ha detto:

Mi dispiace davvero molto che avete inserito questa ce a doppio binario! A mio avviso non lo é.

È stata la stessa CE a confermarlo in un messaggio precedente. Non parliamo di una CE a pagamento, dove il contributo è sempre presente; a Doppio Binario significa che a volte può essere richiesto un contributo per svariati motivi (in questo caso per l'editing, anche se in casi eccezionali), altre volte no. Tu appartieni quindi al secondo gruppo. :) 

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Devo rettificare un mio post precedente. Dopo chiarimenti mi è stato detto che l'editing leggero del mio testo veniva svolto da loro a pagamento o potevo farlo fare io con un editor di fiducia, a mia scelta. Non è un obbligo farlo con loro. Il fatto che prendano solo testi già perfettamente editati è una loro precisa scelta.

Alla fine ho firmato con un'altra ce.

Non posso che concordare con la visione di@Francesco5  @agostino1980  @kimberly

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Pensandi di rimanere OT, dico solo che @CapponiEditore ha fatto le sue valutazioni come editore ed ovviamente ha speso tempo e denaro investendo su @Monica Maratta e i risultati sono quelli sopra riportati.

Non è facile il mestiere dell'editore, e non può certo fare affidamento sulla fortuna.

Anche perché per lo scrittore puó essere un passatempo, ma per l'editore no.

Quindi, ben vengano editori che richiedono anche un supporto promozionale, almeno è indice di volersi differenziare.

Il mio avatar è splendido ;)

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La mia esperienza è stata la seguente: in trenta giorni è stato rimandato diverse volte il colloquio telefonico per diversi motivi. Io, per carità, capisco il periodo di lavoro e il dover far fronte ad impegni più importanti. La prima volta è stata rimandata per impegni dati dal periodo di Natale. Poi è stato fissato l'appuntamento e, quando ho chiamato, mi è stato comunicato che si doveva rimandare perché era stata fatta confusione con le schede di valutazione. Ho accettato. Dopo aver fissato l'ultimo appuntamento e aver chiamato per più di un'ora senza risposta, ho deciso che non avrei proseguito oltre con i contatti. Ho quindi mandato una mail per informarli della mia decisione. La mail non ha ricevuto ancora risposta dopo diversi giorni.

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Ho inviato il mio romanzo a questa CE. Dopo due giorni mi hanno risposto dicendomi che lo avrebbero letto entro 30 giorni. Un mese esatto dopo mi hanno ricontattato e abbiamo fissato un colloquio telefonico dal quale è emerso che non fanno editing e la promozione del libro è completamente nelle mani dell'autore. Prima di firmare il contratto infatti chiedono di fornire una lista dettagliata di tutti i posti in cui l'autore intende organizzare le presentazioni e, in base a quella, decidono se pubblicarti. Ho declinato l'offerta.

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Sono stato contattato anch'io. Hanno valutato positivamente il mio inedito. Domani avrò un contatto telefonico con il direttore e vi farò sapere.

Oltre a vari aspetti positivi di questa CE, mi intriga molto la loro collocazione geografica che potrebbe dare vita a qualcosa di interessante. A poca distanza da loro si trova un'importante museo, dove potrei avere modo di organizzare la presentazione del libro in occasione della celebrazione dei 40 anni della morte di uno dei protagonisti del mio romanzo. Penso di avere i contatti giusti per farlo.

Potrei cambiare la tipologia dei miei incontri e aprirmi un varco intrigante.

Più ci penso, più mi piace...

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Aggiungo la mia esperienza, che è molto simile ad alcune precedentemente indicate:


Ho inviato il mio manoscritto a questa CE nonostante alcuni dubbi, di cui certamente il maggiore era rappresentato dalla inconsueta richiesta (più volte palesata in questo forum) di un "giudizio", preventivo alla firma del contratto, della CE in merito alle possibili presentazioni e strategie editoriali indicate dall'autore stesso.
A convincermi era però stata la cordialità del Dr. Domenico Capponi che spesso ha partecipato in maniera costruttiva a questa stessa discussione con i vari autori.
Ho ricevuto risposta positiva dopo circa un mese e mi è stato fissato un colloquio telefonico con l'editore. Andata a vuoto la prima chiamata, mi è stata comunicata una seconda data in cui avrei potuto parlare con il Dr. Capponi.
Il colloquio si è rivelato essere una chiaccherata informale in cui l'editore spiega come il prossimo passo, decisivo al fine della valutazione, sia quello di redigere ed inviare un piano d'azione con i luoghi e le possibili strategie di presentazione e commercializzazione del libro. Vengono dati alcuni suggerimenti (ad esempio che le presentazioni siano da svolgersi in luoghi differenti dalle librerie), mentre non viene fatta nessuna allusione alla tipologia di contratto, alle condizioni di pubblicazione (num. di copie, editing) ne al testo inviatogli (l'editore infatti non conosce personalmente il testo, ma riceve semplicemente una scheda di valutazione dalla sua redazione).
In seguito al colloquio telefonico, i miei dubbi si sono radicati e ho pensato inizialmente di non proseguire il percorso. Dopo due settimane circa ho però deciso di fare un tentativo, incuriosito dall'idea che, se fosse andata a buon fine anche questa fase, avrei avuto perlomeno un ulteriore elemento di comparazione con altre proposte ricevute; perciò ho provato a stilare (senza alcuna base conoscitiva dell'argomento) un possibile piano di presentazioni che, ammetto, cozzava fin da subito coi suggerimenti avuti dall'editore.
Un paio di settimane dopo ho ricevuto un parere negativo, ma cordiale, che ha messo fine al mio rapporto con la CE, della quale mantengo la stessa identica idea che avevo prima di inviare il manoscritto: cordiali nel porsi, ma molto particolari nei metodi, al punto che certamente non danno l'impressione di essere realmente interessati al valore delle storie proposte.

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2 ore fa, ilGallo ha detto:

Vengono dati alcuni suggerimenti (ad esempio che le presentazioni siano da svolgersi in luoghi differenti dalle librerie)

Sì questa è una particolarità. Mi dissero la stessa cosa.

Del resto è molto meglio farle in luoghi non usuali. Io stesso in libreria vado per comprare un etto di prosciutto... mica i libri! :)

Diciamo che vedono le cose in modo inusuale. 

All'epoca alla  mia domanda, ma allora dove le facciamo le presentazioni?

La risposta ancora non l'ho compresa. Sì ok i locali... caffè letterari.. e.....?

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14 ore fa, nemesis74 ha detto:

Diciamo che vedono le cose in modo inusuale.

 Mi pare che la giustificazione data sia di carattere economico, ma non l'ho ben compresa.

14 ore fa, nemesis74 ha detto:

All'epoca alla  mia domanda, ma allora dove le facciamo le presentazioni?

La risposta ancora non l'ho compresa. Sì ok i locali... caffè letterari.. e.....?

Ad esempio nelle mie zone usano molto delle sale in ville o palazzi di proprietà comunale, ma sono tutti luoghi di grandi dimensioni che vengono riempiti solo da eventi e presentazioni di un certo spessore. La questione è semmai che, a mio parere, per un esordiente, l'appoggio di una libreria indipendente di "quartiere" e del suo giro di clienti sia fondamentale. Per questo io ho comunque avanzato ipotesi di questo genere.

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Vorrei condividere con voi la mia esperienza. Sono stato contattato per un colloquio telefonico dalla redazione e abbiamo fissato l’appuntamento con l’editore Domenico Capponi. Chiamo e mi confronto con lui che non accenna minimamente al mio romanzo e mi fa capire che dovrei preparare un piano pubblicitario per il mio manoscritto. Rispondo solo per curiosità e poca speranza visto il loro approccio poco chiaro (fortunatamente ero già in trattativa con diverse case editrici) e dopo aver pensato per una settimana a come pubblicizzarlo e dove presentarlo, propongo, inviando loro una email, una programmazione dettagliata. Ho dato loro tutta la mia disponibilità  specificanto che, credendo fortemente nel mio romanzo, sarei disposto a fare di tutto pur di  pubblicare a patto che dall’altra parte ci sia  la mia stessa voglia.

Dopo la mia risposta non mi hanno più cercato, né una email, né un “No grazie non ci interessa collaborare con lei perché la sua programmazione non è in linea con la nostra linea editoriale”. Niente di niente.

Adesso mi chiedo a cosa serva il passaggio della chiamata. Perché se credi in un romanzo è perché questo ti ha trasmesso qualcosa e vuoi puntare sull’autore. E’ vero, non metto in dubbio che un autore sconosciuto debba mettersi a disposizione collaborando con la propria casa editrice per pubblicizzare il proprio romanzo. *Editato dallo Staff*

Intanto ho firmato con una Super FREE.

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16 ore fa, Danam ha detto:

Dopo la mia risposta non mi hanno più cercato, né una email, né un “No grazie non ci interessa collaborare con lei perché la sua programmazione non è in linea con la nostra linea editoriale”. Niente di niente.

A onor del vero con me sono sempre stati gentilissimi e cortesi, e hanno risposto alle mia mail.

Anche quando ho declinato la loro offerta, hanno risposto con una mail di ringraziamenti per averli avvisati.

Su questo nulla da dire.

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Per completezza finisco di riportare la mia esperienza, anche se risale a qualche mese fa e non aggiunge molto a quanto riportato da altri utenti:

 

Alla fine ho avuto un colloquio telefonico con Domenico Capponi, che è stato cordiale e tranquillo e senza rimandamenti continui. Non aveva letto il mio lavoro personalmente ma si basava su una scheda di valutazione fatta da qualche suo collaboratore, il che non lo considero affatto un male, ma anzi tendo a diffidare di quelle CE in cui il direttore fa tutto da solo, dalla selezione delle proposte alle copertine, dato che non credo si possa essere specializzati in tutto, ma forse sto andando OT.

Una cosa che mi ha detto è che al mio lavoro serviva un editing "leggero", senza ulteriori precisazioni su chi, cosa e come avrebbe dovuto farlo.

Mi è stato subito richiesto un piano di presentazioni, cui come già hanno detto altri danno molta importanza, e gli ho detto che non avevo molti contatti al riguardo. Ci siamo lasciati con l'idea di pensarci su e la possibilità di risentirci, cosa che non è più successa: qualche mese dopo ho ricevuto altre proposte e alla fine ho firmato con un'altra CE.

 

Preciso che non ho nulla contro la loro strategia, ognuno imposta il proprio lavoro come meglio ritiene, ma di sicuro affidarmi a loro non fa per me.

*Editato dallo Staff* Sarebbe interessante sapere se a qualcuno è stata rifiutata l'opera, così da accertarsi che ci sia almeno una base di valutazione sul lavoro in sé.

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Le mia esperienza mi porta a dare un giudizio negativo.

Dopo aver espresso  parere favorevole al mio inedito , mi hanno fornito un orario a cui chiamare, ma nessuno mi ha risposto. Può capitare a chiuque un inconveniente, ho pensato... ma poi ho inviato un'email per richiedere un nuovo appuntamento e non ho ricevuto risposta.

Non ho più insistito e ho riposto la Capponi nel cassetto delle CE da dimenticare.

Può darsi ci sia stato un equivoco.

 

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