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Walter D.

Capponi Editore

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@agostino1980 Scusa, ma mi chi ha mai detto che il mio libro si trova negli scaffali delle librerie? Ho detto che lo si può ordinare in qualsiasi libreria, che è ben altra cosa! E comunque, forse, non avete avuto esperienze con altre ce medio/piccole che lavorano allo stesso modo, tranne pochissimi casi. Capisco che siete a favore del selfpublishing, io stessa sono un'autrice ibrida, ovvero uso le due forme di pubblicazione, ma non capisco l'accanimento verso la Capponi Editore che non è un eccezione nel modo di lavorare. Anzi, badate bene che non tutti i libri delle piccole ce sono ordinabili nelle librerie, e su questo sito ne è pieno di testimonianze in cui il cliente si è sentito addirittura dire che l'opera era inesistente o impossibile ordinarla. Io ho firmato nel gennaio 2017 (non 2016) ho sbagliato nell'altro post, e le modalità di organizzare una presentazione esposte a te mi suonano nuove. Forse, come dici, hanno cambiato ora. Resta il fatto che la mia esperienza è positiva.

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@Monica Maratta Sono sicuro che la tua esperienza sia stata positiva, l'avevo inteso dai precedenti post e sono contento per te, ma stavo semplicemente facendo una cronaca di come sono andati i fatti senza volermi accanire contro nessuno e senza giudicare la tua esperienza. Sono dei dati di fatto che riguardano il modo di operare di questa CE e credo, che per chi viene a leggere questi post, possono essere utili in quanto vuole proprio farsi un'idea di cosa potrà accadere inviando un manoscritto a questo o quest'altro editore. E poi, ti posso garantire che non sono pro self publishing, al contrario, ma in questo caso non vedo differenza tra le due modalità. Se pubblico da solo ho la possibilità comunque di far entrare il libro nei circuiti di distribuzione. Credo che chiunque frequenti questi forum, sogni di vedere il proprio libro su uno scaffale di una libreria o quanto meno di ricevere una seria proposta che includa un minimo di organizzazione promozionale. Del resto dovrebbe essere l'editore esperto in materia, non è certo normale chiedere un piano promozionale a una persona che scrive nel tempo libero e fa altro per professione. Per la stamperia, non c'è bisogno di sognare, basta pagare. Non credi?

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Buongiorno a tutti, mi inserisco in questa discussione al fine di fare chiarezza sull'operato della Casa Editrice Capponi Editore, che rappresento.

Mi sembra superfluo, ma a quanto pare necessario, ribadire che la CE non è a pagamento: noi non chiediamo contributi economici agli autori, che pubblichiamo a nostre spese. 

Il nostro modus operandi è trasparente. Nello specifico, a seguito di una valutazione dei manoscritti da parte del comitato di Redazione, viene effettuata una scheda che la Redazione stessa propone a me, l'Editore. Tale scheda ovviamente viene redatta solo per i testi che riteniamo possano avere le caratteristiche per una eventuale pubblicazione.

A questo punto chiedo che mi venga fissato un appuntamento (generalmente telefonico) con l'autore. Il colloquio ha lo scopo di comprendere se tra me/noi e l'autore possano esistere i presupposti per la condivisione di un progetto editoriale. Tenendo conto del fatto che per me questo passaggio del confronto umano con l'autore è imprescindibile e fondamentale, tengo a sottolineare che la mia/nostra sarà una valutazione basata principalmente sulla motivazione espressa e trasmessa dall'autore. Tale motivazione dovrà comunque essere valutata in Redazione sulla base delle strategie promozionali che da anni applichiamo e che ci hanno portato ad avere contratti con i più grandi distributori italiani. 

Il contratto pro-forma che mandiamo a tutti gli autori che hanno superato la prima selezione di cui sopra serve solo ed esclusivamente per cercare di dare in anticipo quante più risposte e informazioni possibili agli autori. 

In merito all'editing, noi chiediamo che il testo ci venga inviato possibilmente nella forma definitiva, pressoché pronto per la stampa. Nel caso in cui il testo dovesse necessitare di una correzione non strutturale e non corposa, tale servizio verrà normalmente svolto dalla Redazione. Nell'ipotesi in cui il testo dovesse aver bisogno di un intervento massiccio a livello di morfosintassi, dialoghi, tagli o aggiunte, spostamenti di capitoli o porzioni di essi, eccetera, per il momento ci avvaliamo della collaborazione di Editor esterni; di conseguenza, verrà richiesto all'autore un contributo nettamente inferiore a quello mediamente richiesto dagli editor freelance. Sulla base della nostra esperienza, posso comunque affermare che si tratta di casi rari ed eccezionali, dal momento che il primo criterio di valutazione e selezione che viene seguito dalla Redazione consiste proprio nella qualità del testo stesso.

Per ciò che concerne l'allusione al fatto che la nostra sia una vendita camuffata, ovvero che obblighiamo gli autori ad acquistare le copie, smentisco assolutamente tale affermazione, che ha tutti gli estremi per essere considerata una lesione del nostro operato. 

Nella speranza di aver dato quante più delucidazioni possibili agli utenti del forum, rimango/rimaniamo a disposizione per qualsiasi altro chiarimento e confronto, sempre in un'ottica di condivisione. 

 

Domenico Capponi

Editore

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Ogni autore è libero di scegliere la CE che più gli piace sulla base delle informazioni che ha. Solo se la CE tenesse qualcosa nascosto all'autore questo potrebbe recriminare. Alla fine può piacere o non piacere come si muove @CapponiEditore , ma a mio avviso ha il pregio di essere assolutamente trasparente nella sua offerta.

Ritengo che l'intervento di questa CE confermi quanto raccontato con entusiasmo e trasporto da @Monica Maratta , ma anche l'esperienza meno positiva raccontata da @agostino1980 quando ci dice che la sua strategia di promozione è stata bocciata dalla CE perché non in linea con il loro modus operandi. Quest'ultima parte è infatti confermata dalla stessa CE quando dice:

1 ora fa, CapponiEditore ha detto:

Tale motivazione dovrà comunque essere valutata in Redazione sulla base delle strategie promozionali che da anni applichiamo e che ci hanno portato ad avere contratti con i più grandi distributori italiani. 

 

Le perplessità di @kimberly e di altri utenti sono più che lecite, bisogna ammettere che se tali perplessità sono emerse però è anche grazie alla trasparenza di questa CE.

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Grazie per aver preso parte personalmente alla discussione e aver apportato i dovuti chiarimenti, @CapponiEditore . Ti chiedo la cortesia di presentarti in maniera formale anche al resto della comunità in Ingresso, non come casa editrice ma come semplice persona; fa parte della nostra prassi. :)

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Grazie mille @CapponiEditore per esservi iscritti e aver partecipato alla discussione, ci fa sempre piacere che un Editore ci metta "la faccia" :) 

 

5 ore fa, CapponiEditore ha detto:

Nell'ipotesi in cui il testo dovesse aver bisogno di un intervento massiccio [...] ci avvaliamo della collaborazione di Editor esterni; di conseguenza, verrà richiesto all'autore un contributo nettamente inferiore a quello mediamente richiesto dagli editor freelance. Sulla base della nostra esperienza, posso comunque affermare che si tratta di casi rari ed eccezionali [...].

Vista la vostra trasparenza (di cui vi ringrazio) sposto la discussione in "Doppio Binario", poiché anche se in casi rari ed eccezionali è possibile che sia richiesto un contributo all'autore.

 

 

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Buongiorno a tutti.

Vorrei condividere con voi la mia recente esperienza con l'editore oggetto della discussione.

Preciso che non è mio intento screditare nessuno e pertanto rimetto a voi le conclusioni.

 

Circa tre settimane dopo l'invio del mio manoscritto ricevo la loro mail nel quale mi comunicavano che il comitato di redazione aveva valutato positivamente la mia opera e mi invitavano a contattare l'editore. Nella stessa mail era allegata bozza di contratto dove non si faceva nessuno riferimento a contributi da parte dell'autore.

Il giorno seguente telefono all'editore. Mi viene fatta qualche domanda su come avrei eventualmente gestito la promozione del libro e quale iniziativa avrei preso.

Su due piedi non seppi fornire un piano ben preciso, in quanto non mi aspettavo una simile domanda perciò convengo con l'editore che avrei stilato un piano promozionale.

Nei giorni seguenti mi sono scapicollato, ho chiesto a diverse librerie il permesso di poter presentare il libro, ho interpellato gente della stampa locale, tutto riassunto poi nella mail col quale avrei dovuto convincerli, sottolineando di mettermi a completa disposizione.

Il giorno dopo ricevo una mail dove le mie proposte venivano sbrigativamente liquidate come non in linea con il loro progetto editoriale.

La notizia mi atterrisce. Non capisco. Eppure nella mail iniziale mi ero presentato come un inquieto impiegato trentatrenne col pallino della scrittura, ben lontano quindi dalla personalità influente che ad uno schiocco di dita ti riempie la libreria di intellettuali pronti ad acquistare il tuo libro.

Tuttavia, chiedo ulteriori spiegazioni ma inizialmente non ottengo risposta.

Dopo mio sollecito ricevo due righe dove vengo nuovamente liquidato con l'affermazione da parte dell'editore di non avere nulla a cui rimediare e che lo ritenevano di avermi già risposto.

In sostanza la mie domande rimaste in sospeso sono le seguenti:

 Potrebbe chiarirmi cosa esattamente non fosse in linea col vostro progetto editoriale?

-Perché non sono stati loroi ad istruirmi sulle iniziative da mettere in atto, nonostante gli abbia espresso a voce e per iscritto di essere a completa disposizione? 

-Perché, una volta sbilanciati, inviandomi perfino una bozza di contratto, hanno ritratto la mano? 

Ma sopratutto perché, visto che si proclamano innovativi, fautori di libertà e immaginazione, scrivendo in rosso e grassetto sul loro sito di non essere un editore a pagamento, non è bastata la valutazione positiva dela mia opera?

Cosa siiaspettavano che un comune impiegato trentatrenne (come già indicato nella mail di presentazione) potesse fare per promuovere il suo libro oltre quello che ho proposto?

Come ben potrete leggere tra le righe trovo molto scorretto e poco professionale il loro modo di operare. Non lo trovo affatto coerente con le belle parole scelte con cura con le quale si presentano e sarà mia premura mettere in guardia altri inediti che come me non smettono di credere nel proprio lavoro.

 

" ...Nel bene e nel male, purché se ne parli"

O.W.

 

Francesco Mineo

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Vorrei anche aggiungere che la scheda di valutazione del mio manoscritto, rilevava la necessità di un editing minimo e definito il mio un “buono stile”. 

In altre parole, il testo non aveva neanche bisogno di questo gran lavoro di editing e su questo mi permetto la presunzione di dire che ne ero sicuro perché solo io so quanto tempo e fatica ci ho speso. 

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@Francesco5, a me sembra che la tua vicenda sia in linea con la loro procedura:

 

On 11/7/2017 at 13:50, CapponiEditore ha detto:

Il nostro modus operandi è trasparente. Nello specifico, a seguito di una valutazione dei manoscritti da parte del comitato di Redazione, viene effettuata una scheda che la Redazione stessa propone a me, l'Editore. Tale scheda ovviamente viene redatta solo per i testi che riteniamo possano avere le caratteristiche per una eventuale pubblicazione.

A questo punto chiedo che mi venga fissato un appuntamento (generalmente telefonico) con l'autore. Il colloquio ha lo scopo di comprendere se tra me/noi e l'autore possano esistere i presupposti per la condivisione di un progetto editoriale. Tenendo conto del fatto che per me questo passaggio del confronto umano con l'autore è imprescindibile e fondamentale, tengo a sottolineare che la mia/nostra sarà una valutazione basata principalmente sulla motivazione espressa e trasmessa dall'autore. Tale motivazione dovrà comunque essere valutata in Redazione sulla base delle strategie promozionali che da anni applichiamo e che ci hanno portato ad avere contratti con i più grandi distributori italiani. 

Il contratto pro-forma che mandiamo a tutti gli autori che hanno superato la prima selezione di cui sopra serve solo ed esclusivamente per cercare di dare in anticipo quante più risposte e informazioni possibili agli autori. 

 

Evidentemente andavi bene per il loro comitato di redazione, per cui sei stato contattato in via preliminare, prima che il libro arrivasse al vaglio finale dell'editore. Ma magari il tuo libro non gli piace o non rientra in quello che vuole pubblicare (per genere, argomento o chissà che altro), o forse hanno semplicemente riempito il catalogo e quindi non sono in grado di accettarlo.

 

Non credo sia proficuo indagare oltre: incassa la buona valutazione e passa al prossimo editore. :)

 

 

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6 minuti fa, swetty ha detto:

Non credo sia proficuo indagare oltre: incassa la buona valutazione e passa al prossimo editore

(y)

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Però scusatemi, dando per scontato la mia completa disponibilità, io preferirei che nella telefonata fosse l'editore a spiegarmi in che modo intende pubblicizzare, valorizzare e diffondere tra il grande pubblico il mio lavoro. Non il contrario.;)

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@Valentina Capaldi Erano le mie proposte: 

 

- Presentazione libro presso Mondadori Store di Massa (MS)

- Presentazione libro presso libreria “ Libri in armonia “ di Massa (MS), punto di riferimento per moltissimi lettori massesi   

- Possibilità di registrare un’intervista per emittente locale Antenna Tre (reperibile, oltre a canale tv, su canale YouTube), all’interno di rubrica culturale “ Un caffè con… "

- Pubblicare intervista e uscita del libro su quotidiano “ il Tirreno” 

- Presentazione libro nella provincia di La Spezia e nella provincia di Lucca.

- Presentazione libro presso Mondadori di Parma, città dove ho vissuto tanti anni e che ben conosco.

Inoltre, ritengo opportuno, presentare il libro anche a Palermo, città nella quale è ambientato il romanzo e nella quale conservo molte conoscenze, tra le quali il professore di lettere Salvatore Bellantonio, autore di tre libri Fantasy, che si è messo subito a disposizione.

Tengo a precisare che è mia intenzione sfruttare anche i social network per promuovere il libro. Oltre al mio profilo personale di Facebook l’anno scorso creai una pagina dedicata ad un grande scrittore scozzese, autore dal quale ho subito forse maggiore influenza. Tale pagina fu pensata proprio in vista di una futura pubblicazione, in questo modo avrei garantito già una prima visibilità al libro, verso un pubblico già amante di questo specifico genere.

Desidero aggiungere che tante altre iniziative potranno essere messe in atto lungo il percorso e che sarò lieto di collaborare attivamente in questa direzione.”

 

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A mio avviso è un’editoria a pagamento 2.0, un nuovo modo di non accollarsi tutto il rischio, condivisibile o no, poi comunque come suggerisce qualcuno, incasso la valutazione positiva e vado avanti. 

 

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12 minuti fa, heightbox ha detto:

Non riuscirei a organizzare nemmeno la metà di quello che hai proposto...:aka:

Nemmeno io temo ;(

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5 minuti fa, Francesco5 ha detto:

A mio avviso è un’editoria a pagamento 2.0, un nuovo modo di non accollarsi tutto il rischio, condivisibile o no, poi comunque come suggerisce qualcuno, incasso la valutazione positiva e vado avanti. 

 

Ma sono tutte cose che avresti organizzato tu; non vedo dove fosse il rischio, era tutto guadagnato per l'editore.

Sì, sì, vai avanti, ci mancherebbe. E' solo che una persona che conosco è stata contatta da questo stesso editore e quindi ero curiosa di capire 

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@Valentina Capaldi Se dai un’occhiata ai loro autori, salvo qualche caso, è tutta gente più o meno autorevole (giornalisti, medici) gente che si suppone abbia già molti potenziali lettori. 

Questo lo capisco, molti miei amici non sanno neanche che scrivo, immagina quante copie potrei vendere io alla prima presentazione tra l’altro autopromossa :)

 

 

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3 minuti fa, Francesco5 ha detto:

@Valentina Capaldi Se dai un’occhiata ai loro autori, salvo qualche caso, è tutta gente più o meno autorevole (giornalisti, medici) gente che si suppone abbia già molti potenziali lettori. 

Questo lo capisco, molti miei amici non sanno neanche che scrivo, immagina quante copie potrei vendere io alla prima presentazione tra l’altro autopromossa :)

 

 

Ah, vabbé, così ha senso. Ecco spiegato il motivo del colloquio telefonico :asd:

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18 minuti fa, Francesco5 ha detto:

A mio avviso è un’editoria a pagamento 2.0, un nuovo modo di non accollarsi tutto il rischio, condivisibile o no, poi comunque come suggerisce qualcuno, incasso la valutazione positiva e vado avanti. 

@Francesco5

Si può discutere nel merito finché si vuole, ma l'editoria a pagamento è un'altra cosa.

Nessuno ti ha chiesto di tirare fuori denaro dalla tasca.

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10 minuti fa, Valentina Capaldi ha detto:

Ma sono tutte cose che avresti organizzato tu; non vedo dove fosse il rischio, era tutto guadagnato per l'editore.

Sì, sì, vai avanti, ci mancherebbe. E' solo che una persona che conosco è stata contatta da questo stesso editore e quindi ero curiosa di capire 

Per rischio intendo quello economico. Costi di stampa, grafica, distribuzione eccetera.

.

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Non lo chiedono esplicitamente e questo dovrebbe giustificare il loro modo di operare.

In realtà, l'errore di @Francesco5  , è stato fondamentalmente quello di prevedere presentazioni nelle librerie per le quali è necessario vendere tramite distributore, riducendo i profitti della casa editrice. La mia conclusione, a valle dell'esperienza raccontata qualche post addietro, è che bisogna garantire l'acquisto personale di un bel pò di copie. In caso contrario, niente pubblicazione nonostante l'interesse all'opera (attenzione, l'autore viene scartato per incompatibilità con il piano promozionale, non per la qualità dell'opera). Ma da quando è l'autore a dover elaborare la promozione? E il loro merito, qual'è se non garantire la diffusione di un libro in cui hanno dichiarato di credere. Se c'è una condizione alla pubblicazione che obbliga l'autore ad investire denaro oltre alle energie, a mio avviso non è altro che una forma di editoria a pagamento, pertanto mi trovo pienamente d'accordo con @Francesco5 .

Inutile nascondersi dietro slogan e giri di parole. 

 

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@agostino1980 Non mi pare di aver letto di alcuna condizione per la pubblicazione, in questo caso. Neppure @Francesco5 sa perché hanno cambiato idea.

Dato che la Capponi rientra fra le CE a Doppio Binario è normale leggere di contratti con contributo, ma in questo specifico caso mi pare assurdo parlare di editoria a pagamento.

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22 minuti fa, Black ha detto:

@agostino1980 Non mi pare di aver letto di alcuna condizione per la pubblicazione, in questo caso. Neppure @Francesco5 sa perché hanno cambiato idea.

Dato che la Capponi rientra fra le CE a Doppio Binario è normale leggere di contratti con contributo, ma in questo specifico caso mi pare assurdo parlare di editoria a pagamento.

E' diventata a doppio binario, e giustamente a mio avviso, dopo l'intervento di @Niko di qualche giorno fa e dopo che sono state evidenziate le nostre osservazioni. Nessuno sta mettendo in discussione il fatto che non sia a pagamento, ma non è certamente free come precedentemente catalogata.

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