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III premio letterario Neri Pozza [scad. 07/04/17]

Post raccomandati

10 ore fa, Pennywise dice:

 

Sono svenuto.

 

Pensa quanto pesi una singola lettera in una frase. Toglici la "s" è cambia parecchio il senso... :)

 

Tornando sul concorso, direi si tratti di uno dei migliori in Italia. Partecipare mi alletta, vincere non la considero nemmeno tra le alternative. 

 

11 ore fa, libero_s dice:

Sarebbe interessante leggere i romanzi pubblicati, qualcuno li conosce? 

Io non li ho mai letti ma sto cercando di farmi un'idea sulla loro linea editoriale dal sito. Spiccano saggi storici, romanzi di attualità e di formazione, storie drammatiche o dal sapore esotico, ambientate in tempi e luoghi difficili. Non mancano però romanzi che, almeno leggendo la trama, possano essere "etichettati" come gialli o thriller.

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1 ora fa, Joyopi dice:

 

Pensa quanto pesi una singola lettera in una frase. Toglici la "s" è cambia parecchio il senso... :)

 

Tornando sul concorso, direi si tratti di uno dei migliori in Italia. Partecipare mi alletta, vincere non la considero nemmeno tra le alternative. 

 

Io non li ho mai letti ma sto cercando di farmi un'idea sulla loro linea editoriale dal sito. Spiccano saggi storici, romanzi di attualità e di formazione, storie drammatiche o dal sapore esotico, ambientate in tempi e luoghi difficili. Non mancano però romanzi che, almeno leggendo la trama, possano essere "etichettati" come gialli o thriller.

 

se sono già d'autore, possano essere "etichettati" come gialli o thriller. probabilmente Le Carré non passerebbe, Graham Greene sì

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Faccio parte ormai da due anni di un book club  di Neri Pozza:).  Tra i suoi testi  prevale il mainsteam, ma le ambientazioni  sono diversificate nello spazio e nel tempo. Un'occhiata ai "libri del mese" potrà essere utile a chi vuole cimentarsi.

Modificato da sefora

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16 ore fa, Tagliacarte dice:

Oddio, @Ljuset , dall'Orlando furioso a Frankestein. passando per Dracula e Cent'anni di solitudine, transitando per 1984, di esempi di storie memorabili e di genere se ne possono trovare a bizzeffe. Anzi, dirò che nell'immaginario collettivo rimane più impressa la solitudine di Frankestein rispetto all'insoddisfazione coniugale di Madame Bovary.

L'Orlando furioso non è un romanzo (e all'epoca non era ancora nato il genere romanzo). Frankenstein nasce da una gara per scrivere un racconto di fantasmi, ma la Shelley non lo scrive subito e si lascia influenzare da elementi che allontanano la sua storia dalle caratteristiche del racconto gotico classico, sconfinando, se vogliamo, nella fantascienza. Dracula possiamo considerarlo di genere gotico (ma anche epistolare). Cent'anni di solitudine da origine al filone del realismo magico (quindi non si ispira, ma crea un nuovo genere). Il cuore di 1984 (come della Fattoria degli animali) è una spietata critica all'ideologia comunista. Ma allora, se vogliamo, Madame Bovary rientra nel genere "realistico".

A voler essere pignoli, almeno a posteriori, a qualsiasi storia è applicabile un'etichetta di genere. Quello che volevo dire è che i capolavori hanno qualcosa in più dei c.d. romanzi di genere e non fingiamo di non capirci.

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Ciao.

 

Una considerazione personale.

Io sono rimasto stupito davanti ai 25000 € di premio. Per quanto poco frequenti i concorsi, una cifra del genere non l'ho mai vista. Che cosa hanno intenzione di fare con un richiamo simile? 

Alla prossima.

 

Edison

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Tutti gli anni rifacciamo la stessa discussione su genere e non genere, un po' siamo testoni, eh? :D

Quello che intendono con "romanzi di genere" gli organizzatori del concorso (e che non vogliono) è la narrativa di puro intrattenimento; credo che cerchino un romanzo con qualche ambizione di "bella scrittura" e che esprima un tentativo di interpretazione del mondo, che abbia un "messaggio" oltre il puro divertimento della storia. Poi se nel romanzo ci sono un paio di morti ammazzati, qualche fantasma o una storia d'amore credo gli vada bene lo stesso.

 

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Ospite Mirtillasmile

@Pennywise ho dato una spulciata, superficiale, al loro catalogo e ho visto che pubblicano narrativa di genere. Credo che la scelta di escluderla dal bando del concorso dipenda dal fatto che vogliano cominciare ad orientarsi anche su un genere più letterario.

 

P.s. con questo non voglio dire la la narrativa di genere è un sottoprodotto.

 

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Ospite Alessandro Furlano

@Mirtillasmile Sì credo che difficilmente una CE non abbia una serie di collane di genere, che magari non li coprono tutti, ma in parte sì.

Dispiace l'esclusione dal bando perché gli scrittori di genere (che come dici tu non fanno sottoprodotti) possono dire ciao ciao alle 25 mila piotte e alla possibilità di pubblicare con loro.

Ma ripeto è un bando e come tale se non piace non si aderisce, fine.

Ce ne sono alcuni molto più restrittivi, dove ti vincolano non solo al genere, ma anche a un tema specifico, se non addirittura (orrore per me) a una traccia da seguire.

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5 premiati su 1800 partecipanti. Quindi la probabilità statistica di vincita è di 1 su 360. La probabilità di vincita al lotto per l'ambo è di 1 su 400. Quindi più facile essere finalista a questo concorso che fare un semplice ambo al lotto. 

Questo se fosse consentito sommare banane con patate e rape. Ciò che falsifica "l'equazione" è la diversa preparazione e capacità di scrittura dei partecipanti. A leggere l'articolo della giurata nella precedente edizione solo 6 dei partecipanti erano sufficientemente competitivi (1 su 300). Quindi - allegria, ragazzi! - ogni 300 partecipanti, 299 sono schiappe. Che ci vuole ad arrivare in finale!

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Quindi mi confermate che se non si è i vincitori i diritti rimangono allo scrittore e dunque il testo è presentabile (e potenzialmente pubblicabile) con altre case editrici?

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Ospite
1 ora fa, RDP dice:

Quindi mi confermate che se non si è i vincitori i diritti rimangono allo scrittore e dunque il testo è presentabile (e potenzialmente pubblicabile) con altre case editrici?

 

chiedi alla segreteria del Premio. è sempre la strategia più migliore

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On 15/6/2016 at 10:53, Tinucci dice:

Quello che intendono con "romanzi di genere" gli organizzatori del concorso (e che non vogliono) è la narrativa di puro intrattenimento; credo che cerchino un romanzo con qualche ambizione di "bella scrittura" e che esprima un tentativo di interpretazione del mondo, che abbia un "messaggio" oltre il puro divertimento della storia. Poi se nel romanzo ci sono un paio di morti ammazzati, qualche fantasma o una storia d'amore credo gli vada bene lo stesso.

 

 

Però fra i generi espressamente citati che non vogliono c'è il memoir.

Di solito il memoir non è "puro intrattenimento", anzi... È esattamente ciò che tu definisci "che esprima un tentativo di interpretazione del mondo, che abbia un "messaggio" oltre il puro divertimento della storia". Pensa a Primo Levi, a Rigoni Stern e a tante altre testimonianze della nostra letteratura. Se pensate che quello non sia memoir, poi, vi prego allora di spiegarmi cos'è, perché è da due anni che rinuncio a partecipare al premio con un'opera di testimonianza, che suppongo sia un memoir, che sembra non possa quindi concorrere.

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@Lucilla

 

Tu citi autobiografie, hai letto la loro definizione di memoir?

 

"LE DOMANDE PIU' FREQUENTI IN MERITO AL CONCORSO

1. Che cosa si intende per genere "memoir"?

In linea di massima intendiamo per "memoir" un genere affine a quello autobiografico, poichè si prefigge di riportare alla luce dei ricordi appartenenti al passato, presentando, tuttavia, delle differenze fondamentali: innanzitutto i soggetti sono "ordinari" e non personaggi di rilevanza storica; non segue necessariamente un filo cronologico (caratteristica dell’autobiografia), ma può muoversi avanti e indietro lungo l'asse temporale; infine, mentre l'autobiografia ha la pretesa si raccontarci dei fatti, il memoir si limita a riportare ciò che il soggetto ricorda, le sue memorie, per l’appunto."

 

fonte http://www.neripozza.it/premio_dett.php?id_mag=25

 

Per me l'esclusione di certi generi è un'autodifesa della CE, altrimenti quanti testi pieni di Mary Sue si troverebbero? Quanti con schiere di nani nerboruti ubriachi di birra, elfi sessualmente indeterminati, vampiri romantici e glitterati, draghi incompresi? Quante signore in giallo o investigatori sociopatici?

Vogliono bella scrittura, storie con intrecci e personaggi sorprendenti ma credibili.

Più o meno come se gli organizzatori di un concorso tra sarti, invece di chiedere un abito da sposa o da gran gala, dicessero "fateci un tubino nero".

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Ospite Alessandro Furlano
1 minuto fa, Architeo dice:

Vogliono bella scrittura,

 

Ogni volta che sento questa cosa non posso che pensare alle candidate di Miss Italia quando alla domanda "che genere di film preferisci?", rispondono " Mi piaccioni i bei film".

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@Pennywise

Bella scrittura per me significa: corretta, coerente, funambolica nell'uso delle parole, affascinante nello svolgimento da trattenerti sul libro facendoti passare il sonno delle tre del mattino, che ti lasci indifferente di lato a un'alluvione o in mezzo a un'invasione aliena (se si fosse in mezzo a un'alluvione l'acqua potrebbe rovinare le pagine e impedire il continuo della lettura).

La preferisci come descrizione?

Temo sia più lunga.

 

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Ospite Alessandro Furlano

@Architeo Non è che la descrizione non fosse chiara. E' pleonastica. Trovami la CE che cerchi la "brutta scrittura"... :)

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Adesso, Pennywise dice:

@Architeo Non è che la descrizione non fosse chiara. E' pleonastica. Trovami la CE che cerchi la "brutta scrittura"... :)

Quella che ti spilla quattrini propinandoti porcheria tipo, chi ha pubblicato "Twilight" le "Cento sfumature di Grigio" e certi fantasy made in italy.

Domanda ma qualcuno ha letto i vincitori delle scorse edizioni?

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Ospite Alessandro Furlano

Anche per me quella è pessima narrativa, ma (pur non avendola letta, premessa)  dubito che fosse "brutta scrittura", credo che stilisticamente fossero romanzi perfetti.

Allora bisognerebbe dire che si ricerca narrativa non commerciale, non popolare, un po' ricercata nelle tematiche e nello stile, eccetera.

Per il resto ok, ci siamo capiti dai ;)

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41 minuti fa, Architeo dice:

Tu citi autobiografie, hai letto la loro definizione di memoir?

 

@Architeo

Certo e infatti non ho partecipato.

Io non considero quelle di Primo Levi e di Rigoni Stern come autobiografie comunque, ma secondo me sono proprio memoir. Non narrano fatti in generale, ma le memorie ben circostanziate degli autori. Che erano uomini qualunque, appunto, non di rilevanza storica (prima che le scrivessero, almeno).

 

Il mio commento non era riferito alla legittimità della scelta della Neri Pozza, o alla possibilità di parteciparvi (no, non si può se l'opera è di questo tipo), ma al fatto che la "letteratura di genere memoir" non è soltanto "puro intrattenimento senza messaggio" come sosteneva @Tinucci (che comunque a onor di cronaca si riferiva a fantasy ecc. e al memoir neanche stava pensando).

 

Quindi la Neri Pozza la esclude per motivazioni sue più che legittime (altrimenti le giungerebbero milioni di memoir di chi ha combattuto contro il cancro,  di chi ha affrontato questo e quel lutto, ecc. e sapete tutti che spesso i testi così autoreferenziali non sono buoni testi di bravi scrittori né sono facilmente valutabili), ma ciò non vuol dire che esclude a prescindere tutto ciò che è "leggero" per includere solo tutto ciò che è "impegnato".

 

A meno che la testimonianza di rilevanza storica sia altra cosa dal memoir, come nei casi di Levi e Rigoni Stern appunto, e io che ho scritto fedelmente le memorie di un testimone storico tramite un lavoro di interviste, allora, posso partecipare.

Forse il memoir riguarda solo la testimonianza personale di vicende private? Ecco, se così fosse, questo potrebbe cambiare tutto. Ma Neri Pozza non lo dice e io temo proprio che non sia così (Memoir nella Wikipedia Inglese)

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@Pennywise Per esempio la storia di una famiglia di impagliatori di sedie uzbeka, scritta in uno stile estetizzante, con contenuti di profondo simbolismo.

"Memoir di un impagliatore di sedie".  

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Ospite Alessandro Furlano
1 ora fa, camparino dice:

@Pennywise Per esempio la storia di una famiglia di impagliatori di sedie uzbeka, scritta in uno stile estetizzante, con contenuti di profondo simbolismo.

"Memoir di un impagliatore di sedie".  

 

Sì, basta che sia scritto bene. Do buone chances anche a "Le mie memoir".

Du' palle così, ma scritte bene bene bene.

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Ospite Mirtillasmile
On 11/6/2016 at 16:04, Ezbereth dice:

CESSIONE DEI DIRITTI DI SFRUTTAMENTO DELL’OPERA

Il conseguimento del Premio da parte dell’autore dell’opera vincitrice implica che l’autore ceda in esclusiva a NERI POZZA EDITORE tutti i diritti di sfruttamento dell’opera, intendendo con questi i diritti di riproduzione parziale e totale dell’opera in qualsiasi forma, tipografica, elettronica e digitale in Italia e nel mondo.


L’autore dell’opera vincitrice si obbliga a sottoscrivere un regolare contratto di edizione e qualsiasi documento utile alla corretta formalizzazione della cessione dei diritti di sfruttamento dell’opera.

@RDP assolutamente si. 

La cessione avviene solo in caso di pubblicazione.

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19 ore fa, Architeo dice:

Domanda ma qualcuno ha letto i vincitori delle scorse edizioni?

 

Sto leggendo Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi, vincitrice della passata edizione per la sezione giovani. Il romanzo è ambientato nel primo dopoguerra a Saint Rhémy, sono appena all'inizio e mi sta piacendo. Lo stile dell'autrice è scorrevole e pulito, senza fronzoli, la storia tira che è un piacere.

La Neri Pozza cerca testi di qualità letteraria, non pura narrativa mainstream. È una delle case editrici che più stimo, per i titoli in catalogo e perché se ne infischia delle mode editoriali.

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On 13/6/2016 at 12:04, Joyopi dice:

@Pennywise

Capisco voler prediligere un certo tipo di narrativa che ci piaccia o no tira, però escludere il fantasy (e tutti i suoi parenti, come l'horror credo) e il giallo vuol dire davvero limitare di molto il campo.

 

Con qualche dubbio sul giallo (che comunque il suo bel calo ce l'ha da un po') la risposta quanto al perché è semplice: con horror e fantasy non limitano nessun campo perché non ce n'é uno. In Italia sono generi che non vendono. (per cortesia nessuno citi King e Martin perché le eccezioni non fanno le primavere, editorialmente parlando)

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Ospite Mirtillasmile

@Arkady credo, ma è un mio personale parere, che con i concorsi si voglia privilegiare un livello alto, storie alla Pasolini, Moravia, ect., che raccontano una storia e non solo più che il lato commerciale (comunque un testo anche "alto" deve vendere. Le Ce sono agenzie con un bilancio da far quadrare).

Comunque concordo con te: io ho lavorato in una libreria e esclusi i grandissimi nomi: Rowling, Mayer, King, Martin, i grandissimi insomma il resto non si vendeva. Questa è la mia esperienza. ovviamente.

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Ospite Alessandro Furlano
1 ora fa, Arkady dice:

In Italia sono generi che non vendono.

 

È vero. Solo in Italia esistono generi che non vendono però. I best seller sono i romanzi intrisi di ammmore e i libri di Corona e dei personaggi famosi. 

Magari se le CE si impegnassero (una volta fatti quadrare i bilanci, sia chiaro) ad aprire e soprattutto promuovere altri generi, ecco che all'improvviso forse cominceremmo a parlare di una rinascita dei romanzi di genere 

Certo mi rendo conto che dopo tutte le energie profuse per far tornare i conti, ne rimangano poche per provare a fare un po' di cultura. D'altronde sono solo case editrici, che ci azzeccano con la cultura? 

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