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III premio letterario Neri Pozza [scad. 07/04/17]

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BANDO III edizione Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza

IL REGOLAMENTO DEL PREMIO

Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza III edizione 2016/2017

1.ª
I PARTECIPANTI

Il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza è riservato agli autori, esordienti e noti, di qualsiasi nazionalità, che presentino un’opera di narrativa letteraria inedita, scritta in lingua italiana.

Gli autori che abbiano già vinto il Premio sono esclusi dal concorso.

Sono esclusi anche coloro che non rispettano i termini e le condizioni di presentazione delle opere stabiliti dal Premio.

2.ª
LE OPERE

Il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza è riservato a opere di narrativa letteraria inedite, scritte in lingua italiana, che abbiano la forma del romanzo. Raccolte di racconti, poesie, saggi e testi teatrali sono esclusi dal Premio.

Non sono ammesse al concorso le opere di generi quali il giallo, il romanzo poliziesco, il fantasy, il memoir. 

Le opere concorrenti devono essere rigorosamente inedite. Sono escluse perciò dal Premio opere già pubblicate integralmente o parzialmente in formato cartaceo, on line, on demand, sotto forma di self-publishing, in e-book.

Le opere concorrenti non sono tenute a rispettare alcun limite massimo/minimo di lunghezza.

Tutti gli elementi formali come interlinea, battute per pagina, carattere, impaginazione, formato e rilegatura sono a discrezione dell’autore.

Gli autori possono partecipare al Premio con più di un dattiloscritto. Ogni opera deve essere presentata separatamente e secondo le regole di spedizione riportate nel bando di concorso. 

3.ª
PRESENTAZIONE DELLE OPERE AL PREMIO

Gli scrittori che desiderano concorrere al Premio dovranno spedire entro il 7 Aprile 2017 (fa fede il timbro postale, ed è compresa la data del 7) il dattiloscritto in duplice copia a NERI POZZA EDITORE, via Fatebenefratelli, 4, 20121 Milano, attraverso una raccomandata postale con ricevuta di ritorno, specificando sulla busta “Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza”.

La ricevuta di ritorno attesta l’avvenuta ricezione ed è la sola garanzia per l’autore. Non è infatti possibile chiedere alla casa editrice di confermare la ricezione delle opere inviate.

Ogni opera dovrà essere firmata (firma in calce alla prima pagina dell’opera) con nome e cognome dell’autore o con pseudonimo. In questo secondo caso è necessario specificare che si tratta di pseudonimo. Ogni opera dovrà essere accompagnata da una busta a parte, su cui sia riportato nome e cognome o pseudonimo e la data di nascita dell’autore, contenente l'apposito modulo, che dovrà essere compilato in tutte le sue parti con i seguenti dati: 


i) Identificazione dell’autore (nome e cognome e, nel caso lo si utilizzi, lo pseudonimo indicato sull’opera) e titolo dell’opera presentata.

ii) Data di nascita, domicilio e numero di Carta di Identità o passaporto o qualsiasi altro documento ufficiale di identificazione.

iii) Contatti: numero di telefono, indirizzo email

iv) Dichiarazione del carattere originale dell’opera che si presenta.

v) Dichiarazione della piena titolarità dei diritti dell’opera da parte dell’autore.

vi) Dichiarazione di accettazione da parte dell’autore di tutte le condizioni stabilite dal Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza.

vii) Data e firma.

*SCARICA QUI, STAMPA E COMPILA IL MODULO APPOSITO

La busta dovrà essere sigillata solo per le opere presentate sotto pseudonimo, e rimarrà senza eccezioni sigillata, tranne nel caso in cui l’opera venga selezionata come finalista o vincitrice del Premio.

NERI POZZA EDITORE terrà informati i partecipanti al Premio attraverso comunicati stampa e attraverso il proprio sito web www.neripozza.it.

4.ª
TITOLARITÀ, ORIGINALITÀ E DIVULGAZIONE DELLE OPERE

La presentazione di un’opera al concorso implica necessariamente l’accettazione totale delle seguenti condizioni da parte dei partecipanti:

1. L’autore acconsente alla eventuale divulgazione di estratti dell’opera sulla stampa e sui media italiani.

2. La garanzia da parte del partecipante, che solleva da qualsiasi responsabilità Neri Pozza Editore, della titolarità e originalità dell’opera presentata e inoltre che essa non sia copia o modificazione totale o parziale di altra opera propria o altrui.

3. La garanzia da parte del partecipante, che solleva da qualsiasi responsabilità Neri Pozza Editore, del carattere inedito in tutto il mondo dell’opera presentata e della esclusiva titolarità da parte del concorrente dei diritti di sfruttamento dell’opera, senza limitazione o onere alcuno sulla stessa nei confronti di terzi, e la garanzia che essa non sia stata presentata a nessun altro concorso in attesa di risoluzione.

La presentazione dell’opera di per sé sola garantisce l’impegno da parte del suo autore a non ritirarla dal concorso.

5.ª
COMITATO DI LETTURA

Il Comitato di Lettura sarà composto dai seguenti membri liberamente designati da NERI POZZA EDITORE


FRANCESCO DURANTE, giornalista e critico letterario
STEFANO MALATESTA, giornalista e scrittore
SILVIO PERRELLA, critico letterario
ROMANA PETRI, scrittrice
SANDRA PETRIGNANI, scrittrice
GIUSEPPE RUSSO, direttore editoriale
MARCO VIGEVANI, agente letterario

Il sistema di analisi, selezione e valutazione delle opere presentate sarà insindacabilmente stabilito da NERI POZZA EDITORE.

Una commissione designata da NERI POZZA EDITORE realizzerà la lettura di tutte le opere ammesse al concorso e sceglierà le dodici opere che considererà migliori.

La longlist delle dodici opere selezionate sarà ufficialmente annunciata nel mese di giugno 2017.

Queste dodici opere saranno sottoposte a lettura e valutazione del COMITATO DI LETTURA che sceglierà, a suo insindacabile giudizio, le cinque opere finaliste, che saranno ufficialmente annunciate nel mese di settembre 2017.

Qualsiasi deliberazione del COMITATO DI LETTURA sarà segreta.

NERI POZZA EDITORE non risponde delle opinioni manifestate dal COMITATO DI LETTURA o da qualunque suo membro, prima o dopo l’assegnazione del Premio, in relazione a qualsiasi opera presentata.

6.ª
PREMIO

L’autore dell’opera vincitrice del Premio ha diritto a un assegno di 25.000 euro e alla pubblicazione dell’opera da parte di NERI POZZA EDITORE. Il concorso non potrà essere dichiarato deserto né si potrà ripartire il Premio tra due o più opere

La decisione del COMITATO DI LETTURA, che sarà inappellabile, sarà resa pubblica nel corso della cerimonia di premiazione che avrà luogo durante il mese di ottobre 2017. 

 

Sezione Giovani - PREMIO NERI POZZA/ FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI

Neri Pozza editore, in collaborazione con la Fondazione Pini , bandisce, all’interno del Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza, il concorso denominato  Premio NERI POZZA/ FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI – Sezione Giovani.

Il Concorso è riservato agli autori partecipanti al Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza  che abbiano età inferiore ai 35 anni (autori che al momento della chiusura del Premio – 7 aprile 2017 - non abbiano ancora compiuto 35 anni).

Tra le opere inedite in concorso per il Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza, il Premio NERI POZZA/ FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI verrà attribuito a un romanzo inedito il cui autore sia di età inferiore ai 35 anni.

L’autore dell’opera vincitrice della Sezione Giovani  - Premio NERI POZZA/ FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI ha diritto alla pubblicazione dell’opera da parte di NERI POZZA EDITORE.

L’opera vincitrice verrà scelta dal COMITATO DI LETTURA del Premio Nazionale di Letteratura NERI POZZA in collaborazione con la FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI grazie a una giuria composta da 10 membri scelti fra i lettori (7) e gli iscritti (3) ai corsi di scrittura creativa di Laura Lepri.

La decisione, che sarà inappellabile, sarà resa pubblica nel corso della cerimonia di premiazione che avrà luogo durante il mese di ottobre 2017. 

A insindacabile giudizio del COMITATO DI LETTURA e della FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI il Premio della Sezione Giovani NERI POZZA/ FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI potrà essere dichiarato deserto.

*Le regole e le modalità di partecipazione al Concorso Sezione Giovani - PREMIO NERI POZZA/ FONDAZIONE PINI/CIRCOLO DEI LETTORI sono le stesse indicate per la partecipazione al Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza, riportate nel presente Bando

 

7.ª
CESSIONE DEI DIRITTI DI SFRUTTAMENTO DELL’OPERA

Il conseguimento del Premio da parte dell’autore dell’opera vincitrice implica che l’autore ceda in esclusiva a NERI POZZA EDITORE tutti i diritti di sfruttamento dell’opera, intendendo con questi i diritti di riproduzione parziale e totale dell’opera in qualsiasi forma, tipografica, elettronica e digitale in Italia e nel mondo.


L’autore dell’opera vincitrice si obbliga a sottoscrivere un regolare contratto di edizione e qualsiasi documento utile alla corretta formalizzazione della cessione dei diritti di sfruttamento dell’opera.

8. ª
RESTITUZIONE DEI DATTILOSCRITTI

I dattiloscritti pervenuti non saranno restituiti agli autori non premiati e in nessun caso sarà possibile richiedere copia delle schede di lettura realizzate per la valutazione dell’opera.

Per quanto qui non espressamente previsto, il presente concorso letterario deve ritenersi disciplinato dalle norme del Codice Civile. Il concorso letterario, in particolare, non è soggetto alla disciplina del DPR 430/2001 relativo al regolamento concernente la disciplina dei concorsi e delle operazioni a premio, avendo ad oggetto la produzione di un’opera letteraria per la quale il conferimento del premio rappresenta un riconoscimento di merito personale e, di conseguenza, opera la fattispecie di esclusione di cui all’art. 6 comma 1 lettera a) del DPR 430/2001.

CONTATTI:

premio.neripozza@neripozza.it   

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Che bello, che bello, che bello! Nel caso riuscissi a ultimare il mio nuovo romanzo, potrei anche farci un pensierino :) (prima dovrei accertarmi della loro disponibilità a valutare minorenni, magari)

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Ospite

@Miss B.

 C'è un secondo bando per i più giovani. Onestamente sono perplessa dall'entitá del premio. Mi sembra una bella cifra. Con 25mila euro mi metterei in aspettativa al lavoro per un anno per poter solo scrivere. <3

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Ospite Alessandro Furlano

"Non sono ammesse al concorso le opere di generi quali il giallo, il romanzo poliziesco, il fantasy, il memoir."

 

Mi sorgono due domande:

1) "...quali..." presuppone che l'elenco successivo sia a titolo di esempio ma non esaustivo? O possiamo ritenerlo esaustivo?

2) Se non lo è, ci vorrebbe l'elenco completo. Se lo è, deduco quindi che l'HORROR, che non viene citato, è accettato? Dato che ne dubito fortemente, si può sapere che generi accettano?

 

Ora azzardo le mie risposte, ma ditemi le vostre:

1) E' a titolo d'esempio, intendono che è esclusa tutta la narrativa di genere.

2) Ergo, sono ammessi solo romanzi della cosiddetta Narrativa Generale, che non vuol dire nulla, ma che ormai ho capito che tradotto siginifica più o meno: attualità strappalacrime. Mettici una coppia di ebrei omosessuali, perseguitati da un neofascista che però da piccolo è stato vittima di bullismo, quindi un po' è da capire, perché ha pure dovuto accudire un fratello autistico. E ovviamente sentimenti a storie di ammmore a piene mani.

 

Conclusione: buon concorso a tutti ;)

Con rammarico perché, a parte questi aspetti, è uno dei bandi migliori che abbia mai visto.

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@Pennywise

Ho il tuo identico dubbio. Capisco voler prediligere un certo tipo di narrativa che ci piaccia o no tira, però escludere il fantasy (e tutti i suoi parenti, come l'horror credo) e il giallo vuol dire davvero limitare di molto il campo.

Cercavo di capire quale fosse il loro target e ho trovato il libro vincitore del loro primo concorso, una storia simile a quella del pianista sull'oceano...

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Confermo, vogliono narrativa generale. Niente genere, che sia fantascienza, horror, western, giallo e via dicendo. Saghe familiari, storie tristi e/o contemporanee, con qualche sottotesto morale. Insomma, tutto ciò che, personalmente, non mi interessa.

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Integro: il vincitore della seconda edizione è un romanzo di formazione ambientato nel medioevo...beh, almeno lo storico lo accettano allora...

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Lo storico lo accettano anche nella sezione giovani: la vincitrice della scorsa edizione (la mia adorata Francesca Diotallevi) ha scritto un romanzo storico ambientato nella Valle d'Aosta del primo dopo guerra

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Non ho capito se chi partecipa nella sezione giovani concorre anche per quella "principale". Ad ogni modo, sembrava troppo bello per essere vero. Non capisco l'esclusione della letteratura di genere. Concordo con @Pennywise che si tratti di uno dei migliori bandi che abbia mai letto, ma questa pecca è mortale! 

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2 ore fa, Pennywise dice:

intendono che è esclusa tutta la narrativa di genere.

Sì, proprio così. Io ho partecipato lo scorso anno, e per mia esperienza questo premio lo prenderei con le pinze. Con 25.000 euri e pubblicazione come primo premio, anche Umberto Eco uscirebbe da dov'è attualmente per parteciparvi. Comunque, è interessante anche il fatto della pubblicazione assicurata (o perlomeno loro dicono così) alla rosa di finalisti. Ma è meglio fare un giro nei commenti sul premio del 2015 che si trovano nella sezione "Concorsi scaduti". E in particolare la pagina 17 dei commenti.

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18 minuti fa, don Durito dice:

Ma è meglio fare un giro nei commenti sul premio del 2015 che si trovano nella sezione "Concorsi scaduti". E in particolare la pagina 17 dei commenti.

Sì, è meglio. Dubbi e domande qui proposti vengono trattati e chiariti.

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Confermo: narrativa generale, di ambientazione prevalentemente storica (moderna, la più gettonata). Basta guardare il loro catalogo (che io adoro). Ho adorato il commento di Pennywise, ma toglierei alla sua disamina perfetta l'amore. Tutto quello che è anche soltanto velatamente rosa, come tutta la letteratura di genere, non è gradita. Il bando dura un anno, ergo: vi diamo dodici mesi di tempo per confezionare un romanzo per noi.

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Ospite Alessandro Furlano
35 minuti fa, acherusa dice:

Confermo: narrativa generale, di ambientazione prevalentemente storica (moderna, la più gettonata). Basta guardare il loro catalogo (che io adoro). Ho adorato il commento di Pennywise, ma toglierei alla sua disamina perfetta l'amore. Tutto quello che è anche soltanto velatamente rosa, come tutta la letteratura di genere, non è gradita. Il bando dura un anno, ergo: vi diamo dodici mesi di tempo per confezionare un romanzo per noi.

 

Grazie ;)

Non intendevo romanzi rosa, che in quanto tali rientrano nella narrativa di genere, intendevo che alla bozza di trama che ho proposto secondo me non farebbe male l'aggiunta di un giusta dose di sentimentalismo. Una storia tormentata, sullo sfondo della principale, con la morte di uno dei protagonisti per eutanasia in Isvizzera, per dire. :D

Ciò detto, ribadisco, gran concorso davvero, in bocca al lupo a chi parteciperà.

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6 ore fa, acherusa dice:

Confermo: narrativa generale, di ambientazione prevalentemente storica (moderna, la più gettonata).

Ho una certa predisposizione per la Rivoluzione Francese...quasi quasi ci faccio un pensierino...

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28 minuti fa, Pennywise dice:

 

Grazie ;)

Non intendevo romanzi rosa, che in quanto tali rientrano nella narrativa di genere, intendevo che alla bozza di trama che ho proposto secondo me non farebbe male l'aggiunta di un giusta dose di sentimentalismo. Una storia tormentata, sullo sfondo della principale, con la morte di uno dei protagonisti per eutanasia in Isvizzera, per dire. :D

Ciò detto, ribadisco, gran concorso davvero, in bocca al lupo a chi parteciperà.

e un titolo tipo: il rumore delle cose che cosano, e il libro è servito :D

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Ospite
4 ore fa, bioseum dice:

e un titolo tipo: il rumore delle cose che cosano, e il libro è servito :D

 

e Il cosare delle cose che cosano? lo vogliamo buttare via? :D

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In fondo nessuna storia reale è di genere. Il genere è solo un punto di vista. Limitante: come mostrare una foto escludendo tutto ciò che non è entrato nel campo visivo dell'obiettivo. Una storia memorabile difficilmente si trova tra i romanzi di genere.

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9 ore fa, Ljuset dice:

 Una storia memorabile difficilmente si trova tra i romanzi di genere.

Oddio, @Ljuset , dall'Orlando furioso a Frankestein. passando per Dracula e Cent'anni di solitudine, transitando per 1984, di esempi di storie memorabili e di genere se ne possono trovare a bizzeffe. Anzi, dirò che nell'immaginario collettivo rimane più impressa la solitudine di Frankestein rispetto all'insoddisfazione coniugale di Madame Bovary.

:o

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Non ricordo se da regolamento sia possibile mettere il collegamento a un articolo, quindi nel dubbio lo riporto qui. È legato al Neri Pozza e, oltre a tanti passaggi interessanti, sottolinea chiaramente che non è un concorso per letteratura di genere (lo sapevamo, ma nel dubbio qualcuno avrebbe magari inviato un proprio testo di genere, in questo modo si risparmierà il denaro delle due copie stampate.)

 

È un articolo a firma Sandra Petrignani.

 

"

Assegnato il premio Neri Pozza

Diario di una giurata

Quali rovelli vive chi deve decretare la vittoria o la sconfitta d'uno scrittore? Sandra Petrignani, giurata d'un premio intitolato a un grande editore, racconta la sua esperienza. E ci spiega perché ha vinto Marco Montemarano

Marguerite Duras pensava che essere fra i giurati di un premio letterario fosse ingiusto e prepotente. Per questo si dimise dopo pochi anni dalla giuria del prestigioso Prix Médicis negli anni ’60. Giudicare i libri degli altri le sembrava un insopportabile sopruso. Ho pensato parecchio a questa sua posizione, radicale e paradossale come era sempre lei nelle dichiarazioni pubbliche, durante i giorni scorsi. Giorni da giurata, appunto, in un nuovo premio intitolato al fondatore della casa editrice omonima, Neri Pozza, e destinato a incoronare un’opera inedita di scrittori noti o sconosciuti, non necessariamente giovani, purché in lingua italiana e non di genere.

Quando mi erano arrivati i testi dei dodici finalisti non avevo avuto molti dubbi nello scartarne almeno cinque. E non mi sentivo addosso troppa responsabilità ad attribuire voti da 1 a 10 agli altri sette: i miei giudizi si sarebbero comunque dovuti confrontare con quelli di altri giurati e il mio margine di errore aveva ampie chance di venire corretto strada facendo. I dolori sono cominciati alla riunione milanese, quando dovevamo comporre la cinquina. Eravamo tutti e sette (il direttore editoriale della Neri Pozza Giuseppe Russo, due agenti letterari, Luigi Bernabò e Marco Vigevani, lo scrittore di viaggio, ex inviato di guerra, giornalista culturale Stefano Malatesta, due critici e scrittori, Francesco Durante e Silvio Perrella, e io) seduti intorno a un tavolo ovale a dichiarare i voti e a discutere. Vedevo subito cadere uno dei miei “candidati” (piaceva solo a me pur fra molti dubbi), ma per fortuna sugli altri sei nomi ci trovavamo d’accordo. E già. Il problema è che in una cinquina non ce ne puoi pigiare sei, di autori: devono essere irrimediabilmente cinque! Il sesto piaceva molto a molti di noi, la maggior parte in realtà, ma con uguale sicurezza non ci convinceva come possibile vincitore. Gli riconoscevamo una capacità immaginifica prodigiosa, un’innovazione linguistica rara, un gran carattere, ma uno scrittore è fatto anche di disciplina, abilità nel costruire una storia, coerenza interna. Davide Morganti, così si chiama il primo degli esclusi, manca di tutto questo, è un vulcano in piena e non sai dove ricadranno i lapilli. A volte anche fuori dalla storia che scrive…. Come si fa? Avrebbe bisogno di un suo Ezra Pound, il poeta che che indicò al giovane T.S.Eliot come tagliare e riscrivere The Waste Land, e in effetti il suo romanzo, Consonante K, è una sorta di Terra desolata in prosa. Così Morganti è stato sacrificato e insieme salvato: subito fu eletto fra noi un Pound deciso ad assumersi il compito nella persona di Francesco Durante, perché Russo si dichiarava disposto a pubblicare Consonante K una volta pronto nella versione rilavorata.

Ecco un’altra particolarità di questo Premio che mi è piaciuta: tutti e cinque i finalisti (almeno per questa prima edizione) verranno pubblicati, con buona pace di Duras e dei suoi mal di pancia per le ingiustizie commesse dalle giurie. Ora veniva fuori che persino un escluso aveva il suo premio nella pubblicazione. Che dire? Sono partita tranquillissima per Vicenza, dove «nella magnifica cornice» del palladiano Teatro Olimpico, si sarebbe svolta, il 3 ottobre, la proclamazione del vincitore. A Vicenza, perché in quella splendida città era nato Neri Pozza (lì fondò la casa editrice nel 1946) e di Vicenza era uno dei suoi primi autori, quel Goffredo Parise che più avanti nel tempo lo stesso Neri si permise di criticare perché aveva ceduto, a suo avviso, a una certa facilità commerciale. (Gli altri erano gente come Gadda, Montale, Buzzati, Cardarelli…)

Ma dunque a Vicenza stiamo per due giorni a contatto, giurati e autori in gara, li ascoltiamo descrivere i loro romanzi, li vediamo cercare di mascherare l’ansia, fare amicizia malgrado la sfida in corso. Sono tutti e cinque simpaticissimi, dal giovane Alessio Arena, musicista napoletano che vive a Barcellona, accompagnato da un padre charmant che assomiglia a Anthony Hopkins, alla graziosissima Nóvita Amadei alla quale due genitori fantasiosi hanno inventato un nome che significa “nuova età”; dalla poetessa – apprezzatissima da Giovanni Raboni, ex attrice di teatro dallo sguardo malinconico – Wanda Marasco alla già affermata scrittrice per l’infanzia Angela Nanetti che ha occhi celesti celesti e acume mordace, a Marco Montemarano, che risulterà poi il vincitore, ma per tutto il tempo il più convinto di perdere.

Come pensate che si senta una povera giurata che ha fatto in tempo ad affezionarsi a tutti e cinque i concorrenti, immedesimandosi nelle loro aspettative? (È vero, saranno tutti pubblicati entro i prossimi 24 mesi, che è poi quello che vuole un autore, ma non è facile perdere per un soffio un premio di 25 mila euro e l’immediata realizzazione di un sogno). Così, mentre sulla lavagna, montata dentro il Teatro Olimpico, scorrevano i nostri voti che modificavano di volta in volta la graduatoria facendo sussultare i finalisti, io ripensavo ai loro bei romanzi e desideravo arrivassero tutti primi: La ricchezza (effettivo vincitore) di Montemarano, storia della falsa prospettiva in cui uno avvolge il racconto della sua vita; La letteratura Tamil a Napoli di Arena, intreccio favoloso e insieme realistico di diverse tradizioni letterarie, religiose, esistenziali in una Napoli sotterranea ed esplosiva; Dentro c’è una strada per Parigi di Amadei, ritratto di solitudini femminili che ridisegnano la mappa delle relazioni di un nuovo codice amoroso fra le persone; Il genio dell’abbandono di Marasco, dedicato allo scultore Vincenzo Gemito con un’audace reinvenzione del dialetto napoletano; Il bambino di Budrio, di Nanetti, romanzo storico su un’infanzia negata in tempi in cui non si riconoscevano ai bambini i diritti di oggi, ma che oggi tornano a essere minacciati.

Va bene, il vincitore non poteva essere che uno. Il migliore? Credo sinceramente di sì, nel senso che fra i cinque La ricchezza è sembrato il più risolto, in grado di uscire subito in libreria a novembre come voleva l’editore. Io ne ho amato la scrittura calma e sicura, direi classica, la vicenda complessa di rapporti difficili fra fratelli, fra amici, fra innamorati in anni lunghi che vanno dai Settanta a oggi in una bella prospettiva di evoluzione e svelamenti dalla giovinezza all’età adulta. E gli altri autori si prenderanno un pò di tempo per dare ai loro romanzi quella piccola perfezione cui ogni scrittore che si rispetti aspira.

I giurati, invece, in attesa della prossima edizione, continueranno a condividere il disagio che denunciava Duras, ma pur sempre soddisfatti di aver pescato fra i tanti (circa 1800 sono stati i manoscritti inviati al premio e sottoposti a una prima drastica scrematura) i cinque, anzi sei autori, che davvero meritano di essere letti."

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Il genere è solo un'etichetta commerciale. Una buona storia è una buona storia. Se ci sono omicidi la chiami giallo, se ci sono mostri la chiami horror eccetera, ma se è una buona storia rimane una buona storia.

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@libero_s Perfetto, ma questo concorso esclude a priori testi su cui si possono mettere etichette di tal genere. Occorre che sia una storia il più possibile neutra, rientrante nella letteratura mainstream. Sei libero di inviare una storia che per l'intreccio creato si configura come "giallo", ma non passerebbe nemmeno la prima selezione perché la richiesta del bando è precisa.

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@acherusa hai ragione. In effetti la mia era una riflessione generica e una risposta a @Ljuset più che una cosa legata al concorso.

Intendevo dire che il genere può essere visto in due modi, come una traccia  da seguire a priori o come un'etichetta da appiccicare a posteriori.

Se decido di scrivere un romanzo di genere (esempio vampiri innamorati) perché so che in questo momento va di moda, sicuramente il genere diventa limitante perché cercherò di stare in un solco già coltivato. Se invece io scrivo un romanzo e lo faccio liberamente, come mi piace e poi ci appiccicano un'etichetta perché in qualche modo rientra in un genere allora non è più limitante. Il genere è solo un'etichetta commerciale.

Detto questo è ovvio che da questo concorso sono tagliate fuori molte cose.

Sarebbe interessante leggere i romanzi pubblicati, qualcuno li conosce? 

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Beh, il target richiesto dall'editore è chiarissimo.

Credo sia anche quello del suo catalogo, che non ho presente.

Direi che è anche più difficile dello standard Calvino.

Per vincere bisogna essere bravi bravi e avere spessore. Uno che vince il premio, è anche capace di scrivere qualsiasi cosa.

Io credo proprio di non avere quello spessore di ispirazione che richiedono.

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Ospite Alessandro Furlano
11 ore fa, Ljuset dice:

Una storia memorabile difficilmente si trova tra i romanzi di genere.

 

Sono svenuto.

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Ospite
2 ore fa, Pennywise dice:

 

Sono svenuto.

 

so per certo che al Neri Pozza è stato scartato un tizio che aveva presentato una storia ambientata in guerra. Storia di guerra = romanzo di genere = bocciatura. Per di più l'autore non era neanche italiano. Un certo Omero o qualcosa del genere

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1 ora fa, Beckford dice:

 

so per certo che al Neri Pozza è stato scartato un tizio che aveva presentato una storia ambientata in guerra. Storia di guerra = romanzo di genere = bocciatura. Per di più l'autore non era neanche italiano. Un certo Omero o qualcosa del genere

:D:D:D

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