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Alae

Come capire quando il tuo libro è davvero concluso?

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Un periodo di "decantazione", quando ne abbiamo la possibilità, può essere utile. Trascorso tale periodo, e ognuno decida per sé quanto deve essere lungo, riprendi in mano il tuo lavoro; ma non dall'inizio: apri qualche pagina a caso e giudica da quelle, se puoi essere abbastanza soddisfatto. Ho detto abbastanza, perché del tutto non lo sarai mai. E poi decidi.
Faccio spesso paragoni con la musica, una passione che a un certo punto della mia vita, al contrario della scrittura, mi ha permesso di vivere in modo dignitoso. Anche lì le prove sono importanti, importantissime, fondamentali direi. Bisogna impegnarsi, sputare sangue, provare e riprovare, e anche lì soddisfatti non lo si è mai fino in fondo: non è possibile e forse nemmeno sarebbe giusto esserlo. Però a un certo punto bisogna uscir fuori, farsi ascoltare, mettersi in gioco, capire se si è in grado di allietare, divertire, impressionare e nel caso anche commuovere il pubblico. O se invece non è il caso di cambiar mestiere o compagni di viaggio.
Vale per il pentagramma, vale anche per il foglio bianco.

 

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Come già detto da altri, si può continuare a revisionare all'infinito ma a un certo punto devi decidere di smettere.

In linea generale sono d'accordo con Nuwanda: un libro non è mai finito, è difficile sentirsi pienamente soddisfatti e ognuno ha le proprie emozioni.

Dalla mia esperienza posso dire che bisogna guardare alla revisione sotto due aspetti: quello della scrittura nel senso di punteggiatura, grammatica, stile, etc. e quello della storia nel senso di trama, cronologia, personaggi, etc.

Ti accorgerai di aver finito solo quando riuscirai a guardare la storia nel complesso ed essere abbastanza soddisfatto sotto entrambi gli aspetti.

Puoi controllare al microscopio e cambiare i piccoli dettagli quanto vuoi, ma nessun libro sarà mai perfetto. Puoi fare questa revisione minuziosa una, due, tre volte, ma alla fine devi prendere una decisione ferma su dove mettere o togliere virgole, punti, aggettivi, avverbi e anche in questo caso guardare al paragrafo, più che alla singola frase, aiuta. Dopo che avrai fatto queste revisioni minuziose, devi rileggere la storia per guardarla nel complesso come se stessi leggendo il libro di qualcun altro. Per riuscirci, può volerci un po' di distacco anche temporale, ma ti accorgerai se il libro è pronto oppure devi ancora lavorarci su. Questo è il metodo che posso consigliarti: revisioni minuziose, lettura d'insieme.
Quando il libro sarà abbastanza buono, allora è concluso.

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22 ore fa, Nuwanda dice:

In realtà un libro non è mai finito... Ciò che ti costringe a mettere la parola "fine" è solo la pubblicazione. Ecco, dopo quel momento puoi dirgli addio.

Avevo una teoria in proposito anni fa, un po' balzana, ma forse non troppo. Pensavo che quando si scrive un libro, romanzo, racconti, poesie, il libro sia "pubblico", ossia di proprietà non ancora dell'autore, ma anche di altri. Questo perché, di solito, quando si scrive, si ha in mente uno o più lettori ideali, onniscenti, le cui obiezioni impegnano lo scrittore a confrontarsi, ed eventualmente a modificare ciò che ha scritto. E che solo quando il libro viene pubblicato diventi di proprietà esclusiva dell'autore, perché non può più venire modificato da alcun lettore, ideale o reale che sia. Infatti a quel punto si dice: il libro di Tizio, quello di Caio, ecc.

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Ospite Andrea.Dee

Personalmente scrivo il finale ancora prima d'essere arrivato alla fine del libro. Questo perchè il finale deve essere d'impatto (e nel mio caso triste), quindi quando mi viene in mente, lo butto giù. Ritrovandomi a pagna 50 con il finale di pagina 100. Per il resto penso che quando una storia termina e l'hai raccontata come volevi e nel modo migliore possibile, la faccenda sia chiusa (sperando che il tuo libro non sia di 30 pagine). Ovviamente bisogna lasciare che nella tua mente le idee prendano forma, quindi l'opera va lasciata stare per qualche tempo e riletta tante volte, in modo da scrivere nuovamente le parti scritte male, eliminare le grossolanerie, correggere gli errori, etc.

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Mah, arriva sempre il momento che non ne puoi più, ti stufa. Hai voglia di cercare una storia nuova o fare qualcos'altro. Un po' come succede con le donne (e con gli uomini, credo).

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On 9/6/2016 at 13:01, Marcello dice:

Concordo in pieno.

Il manoscritto va rivisto più volte.

La prima revisione può anche essere una riscrittura sostanziale - e molto spesso lo è -  ma le successive devono badare allo stile ed è quasi sempre più un togliere che un aggiungere: un avverbio in -mente qua, due possessivi là...  

Completate altre due o tre revisioni stilistiche il manoscritto deve essere pronto.  A quel punto se trovate ancora cose "da stravolgere" significa che avete lavorato male fin da principio: non avevate la trama ben chiara in testa, o avete perso interesse durante la scrittura o non credete più voi stessi in ciò che avete prodotto...

A quel punto meglio aprire una nuova pagina di word e ricominciare daccapo.  

Se invece pensate che si possa migliorare ancora togliendo una virgola a pagina 17 e aggiungendo i due punti nella terzultima riga di pagina 81... lasciate perdere.  Il manoscritto è pronto così e ricordate che se troverete un editore serio deciso a pubblicarlo avrete un editor con cui confrontarvi e discutere appassionatamente di quella maledetta virgola di pagina diciassette.

 

Grazie per questo commento così convincente: lo seguirò come criterio per decidere quando chiudere i miei libri.

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Per me è una combinazione di elementi: da quanto tempo ci lavori su, quante stesure hai accantonato, cosa ne pensano i tuoi primi lettori-cavie, etc. Romanticamente però preferisco pensare che il mio lavoro sia finito quando al termine della mia ultima lettura integrale riesco a leggerlo solo dal punto di vista di un lettore, e non più dell'autore-revisore-censore-critico letterario. Trasformati nel tuo lettore ideale, e il tuo libro sarà finito.

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On 9/6/2016 at 11:00, Kuno dice:

 

Vero, secondo me si arriva ad un punto in cui si sente di dire "Oh, per me, adesso va bene: posso migliorare ancora, ma ora basta sperticarsi su questa storia".

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