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Bibliotheka Edizioni

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Ospite Andrea.Dee

Una casa editrice dubbia non è mai un biglietto da visita di valore, perché c'è chi, quando lo scopre, prende il tuo .doc e lo trascina dalla mail al cestino. Senza volermi riferire a questa in particolare, che non conosco e di cui non mi interesso.

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Anche se non  si è pagato nulla, a mio parere il doppio binario "compromette"  il curriculum dell'autore :s!

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16 minuti fa, sefora ha detto:

Anche se non  si è pagato nulla, a mio parere il doppio binario "compromette"  il curriculum dell'autore :s!

Mi son fregato dici? Ho altre pubblicazioni, poca roba, ma senza lo stesso "problema" :).

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1 minuto fa, Ragno ha detto:

Mi son fregato dici?

Be' non esageriamo, magari scrivi da dio e sarai notato da una big!O_O

Comunque gli inconvenienti ci sono: diversi blog e siti adottano a loro volta il NoEap (riferito all'editore, intendo) e non recensiscono il libro. Anche qui, se non hanno cambiato qualcosa, gli autori possono pubblicizzare i loro testi solo se free "assoluti".

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@sefora in ogni caso io non ho proprio una logica "da scrittore". Mi spiego, perché è facile fraintendere questa affermazione. Quando scrivo cerco di essere professionale e autocritico. Mi pongo anche il punto di vista del lettore (esiste un tot di persone nell'universo interessate a quello che sto scrivendo?).

Però non mi sento uno "scrittore". Conosco degli scrittori, gente pronta a sacrificare la propria vita per la scrittura. Io non sono quel tipo di persona.

Il mio rapporto con la scrittura è "pirandelliano": mi viene in mente un'idea che chiede di "vivere" poi a un certo punto mi viene da pensare: mi piacerebbe leggere una storia o un saggio dove sono ci sono questo argomento o questo personaggio che si chiama. A quel punto mi vien voglia di scrivere per leggere quello che ho pensato.

Scusa la replica troppo lunga e forse anche off topic.

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In un certo senso finché non metto nero su bianco l'idea è come se avessi una specie di sofferenza dentro, un senso di colpa verso l'idea. 

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Giuste domande e considerazioni.  Si scrive per il lettore, sennò terremmo (forse) un diario; idee e personaggi si presentano  spesso con fare "pirandelliano".

La maggior parte di noi, credo, scrive per hobby: motivo in più per non avere tanta fretta di proporsi ai venticinque lettori e per evitare di far nascere in loro sospetti infondati di EAP! 

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3 minuti fa, sefora ha detto:

proporsi ai venticinque lettori e per evitare di far nascere in loro sospetti infondati di EAP! 

Credo di partire da una base più ampia :)... Una delle due pubblicazioni ha superato le 1000 copie. È vero che è passato tanto tempo e non era narrativa.

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