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Mimì

Scritture Scriteriate

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Ciao a tutti.

Perché fare un editing prima di mandare un testo a un editore che poi farà l’editing? Perché spendere soldi per l’editing quando non si hanno certezze di essere pubblicati?

Capisco perfettamente le vostre perplessità, sono più che legittime.

La risposta, credo, sia già presente nelle mie precedenti considerazioni, e cioè l’onestà.

Fare un editing NON è necessario, semplicemente può essere utile.

Perfezionare il testo prima di inviarlo agli editori significa renderlo migliore (questo è indubbio) e inviare un testo migliore aumenta le possibilità che piaccia, tutto qui.

Poi bisogna valutare caso per caso. A volte, un editing è semplicemente consigliato, e l’autore decide se spendere per aumentare le chances o se vuole comunque provarci.

Altre volte il testo nasconde ottime possibilità, ma i problemi da risolvere sono molti, per cui l’agenzia decide che non può proporlo agli editori se prima non viene migliorato. Se un testo è valido ma ci sono troppi errori, l’agenzia può decidere di non “perdere la faccia” presentandolo così com’è e mette – secondo me giustamente – l’editing come servizio necessario.

Tutto sta, mi ripeto, nell’onestà dell’agenzia: bisogna SEMPRE e CHIARAMENTE dire quali sono i problemi, quali conseguenze può avere presentare un testo imperfetto, dare consigli, motivarli, fornire un preventivo CHIARO e lasciare la scelta all’autore solo dopo avergli dato tutte le informazioni necessarie.

Riguardo uno degli ultimi post, in cui è stato sottolineato il SE, beh, mi sembra normale: l'agenzia letteraria ce la mette tutta per trovare un editore (o meglio, ce la mettono tutta quelle agenzie che lavorano a percentuale e che quindi hanno interesse; quelle che chiedono soldi solo per la ricerca, se non sono oneste, non hanno interesse a sforzarsi) ma poi è solo l'editore che decide, dunque un'agenzia non può dare certezze.

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Ospite Linda Rando
Altre volte il testo nasconde ottime possibilità, ma i problemi da risolvere sono molti, per cui l’agenzia decide che non può proporlo agli editori se prima non viene migliorato.

Beh, se i problemi sono così tanti da nascondere le possibilità di un testo forse è il caso di passare la mano, anziché riscrivere daccapo il romanzo :D

Per il resto, la mia linea di pensiero è la stessa di McLem.

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Però, attenzione: tra editing e "riscrivere daccapo il romanzo" c'è un abisso

che sono

- Soldi

- Ego dell'editatore

le sole correzioni (che fa l'editore comunque) sono gli errori comuni (due punti (non :, ma ..) virgole e poi dopo le maiuscole ecc... Un minimo di cura per mandarlo in stampa, ma è una revisione meccanica che non mette mano al testo. Io già m'immagino cosa avrebbe detto un editatore (o un'agenzia) ad Umberto Eco: taglia qui, metti là, togli quel latino... la lingua del monaco Salvatore che è inventata.. ah non lo è, si tratta di provenzale? e che cos'è, si mangia? Ho avuto una bellissima idea, signor Eco e bla, bla... bla...

ed ecco il Nome della Rosa rovinato e ridotto alla capacità di comprensione di un non scrittore, la stessa rovina a cui i buoni testi sono esposti

seguiranno tentativi maldestri di convincervi che così non è e che le agenzie letterarie hanno più poteri del dolce cuore di Gesù e che trasformano un inetto in uno Stephen King

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Domanda:

Lei ha recentemente inaugurato a Bologna un master per l’editoria. L’editing è un punto dolente della attuale situazione letteraria. Chi dice che se ne fa troppo, chi troppo poco, chi ne lamenta l’inadeguatezza. Qual è il suo parere al proposito?

Risposta:

L’editing è un’arte. [...] anche su un testo di un autore celebre e affermato, per controllare tutto, perché anche l’autore celebre può aver commesso un errore, può aver sbagliato un verbo, o la punteggiatura, può essere incorso in un lapsus. L’editor, specie se americano, è quello che controlla tutto, che, se legge un testo che dice ’ ci mise sei ore a fare seicento chilometri da Milano a Roma’ , va sull’enciclopedia e controlla quanti chilometri ci sono tra Milano e Roma. Bene, quest’arte in Italia è sempre meno coltivata, abbiamo solo la consolazione che probabilmente è peggiore in Francia ed è peggiore in Ghana, ma non vorrei essere politically uncorrect. Nel nostro Master per redattori editoriali abbiamo dato un’importanza enorme all’editing che, ripeto, è fatto di arte, di conoscenza, di pazienza, di attenzione, di creatività e quindi ci sono lezioni, lezioni e lezioni, non tanto teoriche, quanto pratiche [...]

La risposta è di Umberto Eco...

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Ospite Lem Mac Lem

E' questo che non capisco: dando per scontato che un editore fa comunque l'editing dell'opera (quantomeno per controllare che non ci siano errori tipo un personaggio pelato che dopo trenta pagine si passa una mano tra i capelli), perchè un esordiente dovrebbe pagare lo stesso servizio all'agenzia?

Se l'editore di cui sopra è competente almeno quanto l'agenzia (e diamo per scontato che lo sia, ovviamente), saprà ben riconoscere le potenzialità di un manoscritto, anche se ancora da editare - cosa che farebbe in ogni caso, ergo l'autore si trova a pagare per un lavoro che poi... dovrà rifare! Miiiii, DUE editing sullo stesso libro, non lo augurerei al mio peggior nemico! :D visto che l'autore ovviamente se li sciroppa tutti e due, dal "c'era una volta" al "e vissero tutti felici e contenti".

Non lo chiedo per polemizzare o altro: è che, davvero, non capisco. Se l'editing va comunque fatto, se comunque non c'è certezza di firmare sto benedetto contratto che porterà fama et gloria (e una cena con Hugh Jackman, vabè, diciamo che quella mi accontento di lasciarla tra le postille facoltative), il ruolo dell'agenzia letteraria qual è, di preciso?

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Ospite

Per mia esperienza personale, la mia editor (della casa editrice) era una di quelle che: ...controlla tutto, che, se legge un testo che dice ’ ci mise sei ore a fare seicento chilometri da Milano a Roma’ , va sull’enciclopedia e controlla quanti chilometri ci sono tra Milano e Roma.

Un editor non deve solo correggere gli errori e guardare ai dettagli. Un editor deve anche verificare e sistemare un testo in modo che il testo stesso sia in linea con la linea (scusate il gioco di parole) editoriale della casa editrice.

Quindi un editor di agenzia potrebbe stravolgere un testo che poi un editor di editore potrebbe stravolgere in senso inverso...

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“perché un esordiente dovrebbe pagare lo stesso servizio all'agenzia?”

Non è che l’autore DEVE pagare l’editing all’agenzia. Ci sono casi in cui un testo è potenzialmente valido ma ha bisogno di essere perfezionato; e perfezionarlo significa avere più possibilità, tutto qui!

Come ho già detto, la cosa più importante è che l’agenzia sia seria e spieghi bene all’autore cosa garantisce, cosa è consigliabile, cosa è necessario e i prezzi. Quando l’autore ha conoscenza (e coscienza) di tutti gli elementi, allora decide. Tutto qui.

“Quindi un editor di agenzia potrebbe stravolgere un testo che poi un editor di editore potrebbe stravolgere in senso inverso...”

Se i due editor – per motivi differenti – stravolgono il testo, entrambi hanno fatto un lavoro di ... :oops:

L’editing è il CONTRARIO dello stravolgimento del testo, l’editing è il potenziamento.

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Ospite

Allora mi sono spiegato male...

Metti che tu hai caratterizzato un personaggio X dandogli molto spazio nella vicenda, e l'hai fatto particolarmente bastardo

Poi l'editor di agenzia ti dice: X ha troppo spazio, e poi è troppo bastardo. Dobbiamo snellire alcune scene e renderlo più morbido.

Poi l'editor dell'editore, leggendo il testo, ti dice: X ha poco spazio, dovevi svilupparlo di più. E poi è troppo buono, dovevi farlo più bastardo.

E' più chiaro come esempio?

E aggiungo: che garanzie ti da un'agenzia? NESSUNA se è un'agenzia seria.

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Con l'esempio è più chiaro. E hai ragione, può succedere. Però non è così terribile come credi: dopo aver lavorato sul testo con il primo editor, rimetterci le mani è semplice, hai capito il meccanismo, ti muovi bene. E poi è anche produttivo, impari molte cose, impari a scrivere meglio, a gestire gli elementi del testo, ti assicuro che hai solo da guadagnarci! Questo, ovviamente, non per dire che due editing sono auspicabili o che è sempre giusto far fare l'editing all'agenzia! E' solo per dire che, se capita, non è un dramma ma, al contrario, un'ottima occasione per crescere.

"E aggiungo: che garanzie ti da un'agenzia? NESSUNA se è un'agenzia seria."

Esatto. Se pubblicare o meno lo decide (è naturale!) solo l'editore, dunque l'agenzia seria non può garantire la pubblicazione. Può dire che ha buone possibilità (perché magari è un'agenzia famosa e ha ottenuto sempre buoni risultati), può garantire che ce la metterà tutta (perché ha investito i soldi per la ricerca e, visto che lavora a percentuale, quei soldi li recupera solo se ottiene la pubblicazione), ma non può garantire la pubblicazione. Quelle serie...

Poi ci sono quelle meno serie che garantiscono la pubblicazione e dopo un mese ti chiamano dicendo "Visto?! Ho trovato un editore?!!" E l'editore chiede il contributo.... Bravi! Glie editori che chiedono soldi me li trovo da solo!

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le sole correzioni (che fa l'editore comunque) sono gli errori comuni (due punti (non :, ma ..) virgole e poi dopo le maiuscole ecc... Un minimo di cura per mandarlo in stampa, ma è una revisione meccanica che non mette mano al testo. Io già m'immagino cosa avrebbe detto un editatore (o un'agenzia) ad Umberto Eco: taglia qui, metti là, togli quel latino... la lingua del monaco Salvatore che è inventata.. ah non lo è, si tratta di provenzale? e che cos'è, si mangia? Ho avuto una bellissima idea, signor Eco e bla, bla... bla...

seguiranno tentativi maldestri di convincervi che così non è e che le agenzie letterarie hanno più poteri del dolce cuore di Gesù e che trasformano un inetto in uno Stephen King

non sono d'accordo

lo stesso King ha peraltro affermato che 'scrivere è umano, editare è divino' ;)

l'editing, anche nel caso di piccoli editori che lo praticano, quindi senza che l'autore debba pagarselo, è ben altro (ti parlo per esperienza personale, due casi diversi con editori diversi, e si tratta di editing svolto dopo la firma del contratto di pubblicazione, senza contributo).

editare è riscrivere interi capitoli, tagliare, limare, integrare, valutare se convenga tenere questa canzone o se la conoscono troppo in poch, decidere se cancellare o meno quella bestemmia ecc ecc

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King si riferiva... alle sciocchezzuole, le piccole sviste i due punti (..) i quattro punti (....) invece di tre ecc... tutte cose meccaniche che non toccano nel profondo l'atto creativo

chissà come mai non si parla mai di EDITING in una composizione musicale, chissà perché, forse non ci sono ancora arrivati. la ragione è che si può darla a bere ad uno sprovveduto che crede di improvvisarsi autore ma non ad un musicista che capisce subito l'antifona

sai che matte risate

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chissà come mai non si parla mai di EDITING in una composizione musicale, chissà perché, forse non ci sono ancora arrivati.

non è vero, piaccia o non piaccia il produttore (che è l'editor della musica, per fare un paragone) è fondamentale anche nel mondo delle sette note.

piaccia o non piaccia, la mano di Bob Rock si sente e non poco, per dire, nel Black Album dei matellica.

O di rick parashar in spirito dei litfiba e nei pearl jam

così come si sente, ahimè, che steve harrs non è un produttore, pur rimanendo gli iron maiden mia band preferita...

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uno parla di MUSICA e si aspetta che si replichi almeno coi Beatles (che la musica sapevano cos'era), già me lo vedo Rossini che manda l'Italiana in Algeri all'editor... sicuramente, la nostra lingua, non essendo insegnata e l'educazione letteraria del tutto travisata a scuola, questi sono i frutti che se ne hanno, persone che si espongono al ridicolo, nonché al prelievo di denari da parte delle cosiddette agenzie letterarie, in buonafede o non, credendo cioé o davvero di saper scrivere o volendo farlo credere agli altri.- io voglio una sola cosa dall'agenzia, che mi piazzi il testo (non accettandolo se fa schifo); gli dò tutti i soldi che vuole, ma non per blandirmi con la storia dell'editing

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uno parla di MUSICA e si aspetta che si replichi almeno coi Beatles (che la musica sapevano cos'era), già me lo vedo Rossini che manda l'Italiana in Algeri all'editor... sicuramente, la nostra lingua, non essendo insegnata e l'educazione letteraria del tutto travisata a scuola, questi sono i frutti che se ne hanno, persone che si espongono al ridicolo, nonché al prelievo di denari da parte delle cosiddette agenzie letterarie, in buonafede o non, credendo cioé o davvero di saper scrivere o volendo farlo credere agli altri.- io voglio una sola cosa dall'agenzia, che mi piazzi il testo (non accettandolo se fa schifo); gli dò tutti i soldi che vuole, ma non per blandirmi con la storia dell'editing

ai tempi di Rossini, come ai tempi di Svevo e Lovecraft, non esisteva la figura del produttore/editor.

volenti o nolenti, questa è la realtà di oggi.

oggi la figura dell'autore atuoreferenziato non esiste più.

e sono alquanto convinto che l'editing venga effettuato anche sui libri di un autore del calibro di Eco.

il ruolo dell'agenzia è tutto un altro discorso, e qui sono d'accordo con te. ma la necessità di editare un testo, prima o poi, ma di sicuro prima che venga pubblicato, è innegabile.

e quando King ringrazia il suo editor, non ri riferisce al correttore automatico di Microsoft Word che scova e cancella refusi di pinteggiatura.

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Ospite akikorossella

oggi la figura dell'autore atuoreferenziato non esiste più.

e sono alquanto convinto che l'editing venga effettuato anche sui libri di un autore del calibro di Eco.

il ruolo dell'agenzia è tutto un altro discorso, e qui sono d'accordo con te. ma la necessità di editare un testo, prima o poi, ma di sicuro prima che venga pubblicato, è innegabile.

e quando King ringrazia il suo editor, non ri riferisce al correttore automatico di Microsoft Word che scova e cancella refusi di pinteggiatura.

E gli editor che scrivono libri? xD

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beh quelli sono i ghost writers... e guai se non ci fossero!

pensa uno come Crichton, o Clancy... gente che in un modo o nell'altro da alvoro a decine di persone, e fanno girare milioni di dollari... in un modo o nell'altro, ogni paio d'anni un titolo DEVE uscire B)

poi ci sono anche figure affascinanti e discusse come l'editor di raymond carver...

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Ospite
E gli editor che scrivono libri? xD

Ne conosco una molto in gamba.

E anche io mi ritengo una figura del genere...

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Gentili lettori del forum

Sono Davide Roccetti, dell'agenzia letteraria Scritture scriteriate. In un mio post (datato 4 novembre 2009) avevo riportato la mail standard che invio a chi mi chiede informazioni. Nella mail è scritto che, dopo la lettura, del testo, mandiamo un parere e che il parere è gratuito.

Dal 22 gennaio 2010 la filosofia aziendale è cambiata per cui IL PARERE NON E' GRATUITO MA HA UN COSTO DI 36 EURO.

Faccio questa precisazione su segnalazione di un mio cliente che mi ha fatto notare la discrepanza tra quello che avevo scritto nel Forum e quello che poi ho chiesto a lui. Il cliente ha ragione, qui nel forum avevo detto una cosa, poi ho cambiato e mi sono dimenticato di segnalare il cambiamento.

Chiedo scusa, auguro a tutti in bocca al lupo

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Visto che sto usufruendo dei servizi di Davide Roccetti ho pensato di aggiungere un post a questo thread.

Dato che alcune delle case editrici a cui volevo inviare il mio manoscritto erano irrangiugibili se non tramite agente ho dato un'occhiata a questa parte del forum, mi è piaciuto il modo in cui Davide ha presentato il suo lavoro e l'ho contattato via mail.

Dopo qualche scambio di informazioni gli ho inviato il manoscritto per la lettura, al prezzo da lui indicato nel post precedente. Un paio di settimane dopo Davide mi ha inviato il parere in formato pdf. Ben fatto, ha colto i punti salienti del romanzo (generi, caratteristiche dei personaggi e via dicendo) ma anche i punti deboli del linguaggio: ripetizioni, stile a volte un po' pesante... le solite cose, insomma.

Siamo quindi passati alla fase dell'editing, ci siamo accordati sul prezzo e all'inizio di giugno abbiamo iniziato. Davide ha fatto di persona il lavoro e dopo ogni passata io ho dovuto confermare i suoi suggerimenti, riscrivere paragrafi, trovare alternative a ripetizioni, eccetera. Dopo il terzo passaggio il testo era palesemente più scorrevole e molto più presentabile (per non parlare del fatto che ne ho approfittato per ritarare il modo in cui stavo scrivendo il secondo romanzo :) ).

Ora il testo è partito alla volta degli editori, accompagnato da una sinossi e da un'ottima lettera di presentazione redatta una collaboratrice di Davide.

Conclusioni: se il lavoro fatto da Scritture Scriteriate non ha certamente portato a 100% le probabilità di pubblicazione, il modo in cui il manoscritto si presenterà alle case editrici l'ha sicuramente valorizzato e ha aumentato le probabilità di trovare uno sbocco in libreria.

Agente consigliato.

Ciao a tutti :)

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Ospite Lem Mac Lem

Quali scrittori pubblicati da editori medio-grandi rappresenta Scritture Scriteriate?

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Ho conosciuto il Signor Davide Roccetti telefonicamente,mi ha mandato un esempio di editing,avevo già pagato l'Oliva Alessandra come ho già più volte detto sul forum.Ho deciso di farle l'editing assieme all'editore che mi ha dato fiducia,ma soprattutto ricorregendo e rivedendo il testo,senza le mie emozioni,come "l'opera d'arte dovesse sembrare essersi fatta da sè"parole del Verga Neppure lui ebbe successo,eppure oggi lo stiamo ancora studiando.Davide si è disposto a darmi consigli,io non lo disturbo,ma posso solo dirgli GRAZIE!

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E' molto gentile e mi ha mandato un esempio di editing sul mio testo!Disposto a darmi una mano anche se lo sto editando con la casa editrice che me lo pubblica!Grazie Davide!

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Ospite

La tariffa per la scheda di lettura è salita a 50,00 €

al momento è troppo per le mie tasche y.y preferisco provare altre strade prima...

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Davvero un peccato, questa agenzia mi ispira fiducia, ma chiedendo una tassa di lettura purtroppo non si differenziano molto dagli altri.

Immagino che le agenzie letterarie siano sommerse di manoscritti, e proprio per questo offrire la lettura a pagamento serve da una parte ad avere un rientro economico immediato sul lavoro svolto, dall'altra a ridurre la mole di materiale inviato da parte di aspiranti scrittori. Questo modo di agire è dunque comprensibile, ma ammetto di non condividerlo. Non lo condivido perché se da una parte penso che sì, sia giusto "scremare", dall'altra penso che farlo usando questo criterio sia errato, perché la disponibilità economica non ha nulla a che vedere con il talento dello scrittore.

Se un'agenzia si vede sommersa dai manoscritti dovrebbe trovare un criterio per poter ricevere solo quelli tendenzialmente più validi, non per poter ricevere solo quelli di chi ha i soldi.

A parte quello, come ho già detto questa agenzia mi ispira fiducia, soprattutto perché offre il servizio di rappresentanza presso gli editori (anche grandi, a quanto pare).

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Non lo condivido perché se da una parte penso che sì, sia giusto "scremare", dall'altra penso che farlo usando questo criterio sia errato, perché la disponibilità economica non ha nulla a che vedere con il talento dello scrittore.

Se un'agenzia si vede sommersa dai manoscritti dovrebbe trovare un criterio per poter ricevere solo quelli tendenzialmente più validi, non per poter ricevere solo quelli di chi ha i soldi.

non penso sia questione di disponibilità economica dello scrittore. Semplicemente se ti vedi sommerso di richieste a meno che tu non lo faccia per puro samaritanesimo aumenti le tariffe e anche se perdi clienti guadagni comunque come prima e lavori pure di meno. Meglio di così (per loro).

Un criterio "giusto" per individuare manoscritti validi non credo esista, se non leggi non puoi sapere. Al massimo dalla sinossi o dal primo capitolo puoi capire se si tratta di pura immondizia o se qualcosa di salvabile potrebbe anche esserci.

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non penso sia questione di disponibilità economica dello scrittore. Semplicemente se ti vedi sommerso di richieste a meno che tu non lo faccia per puro samaritanesimo aumenti le tariffe e anche se perdi clienti guadagni comunque come prima e lavori pure di meno. Meglio di così (per loro).

Appunto, ma i clienti che perdono non sono gli scrittori meno bravi, sono solo quelli che hanno meno soldi.

Un criterio "giusto" per individuare manoscritti validi non credo esista, se non leggi non puoi sapere. Al massimo dalla sinossi o dal primo capitolo puoi capire se si tratta di pura immondizia o se qualcosa di salvabile potrebbe anche esserci.

Beh, che un criterio totalmente "giusto" non esista è vero, però come dici tu farsi mandare la sinossi e i primi capitoli potrebbe essere una buona soluzione. Non sarà una cosa del tutto corretta per fare una prima scrematura, ma almeno si basa sul talento degli scrittori e non sul denaro.

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beh,oddio, se davvero si vuole non è poi così difficile mettere da parte 50 euro. Uno dev'essere proprio povero in canna per non riuscire a metter da parte nemmeno una lira. Ma in ogni caso, cosa vuoi che a un libero professionista importi di perdere i clienti più poveri anche se bravi?

A meno che uno non abbia davvero un grande amore per il prossimo e una gran passione per quello che fa di certo non gli piange il cuore. Perchè gli architetti più famosi non progettano le case di gente squattrinata e il chitarrista più bravo del mondo non viene a suonare nel paesello di provincia?

E li capisco benissimo. Io se fossi un qualche, chessò, famosissimo correttore di bozze mi farei pagare alla grande cercando di non ammazzarmi di lavoro e godermi il tempo libero. Poi farei un tot di "beneficenza" all'anno correggendo gratis roba di squattrinati che sembra interessante, ma stop. Chi me la farebbe fare di lavorare a prezzi da dilettante, tutto i santi giorni dell'anno e per tutte le sante ore del giorno?

A meno che il mio obiettivo non sia fin da subito quello di far beneficienza, ma in giro ce ne è mooolta poco di gente così.

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Secondo me, per questa agenzia letteraria, le letture dei manoscritti, i 50 euro, sono il maggior introito. Di sicuro non tirano avanti con la loro percentuale sui guadagni degli autori, sembrano collaborare solo con Leone Editore che non mi sembra un big. Quindi, da come la vedo io, loro puntano ad avere manoscritti da leggere, proporre ai più meritevoli un editing, ed ecco il loro guadagno. Poi, se va di lusso, il testo viene pubblicato. In fin dei conti, non mi sembra una buona strada affidarsi a certe agenzie, non si discostano più di tanto dall'editoria a pagamento.

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