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Mimì

Scritture Scriteriate

Post raccomandati

Descrizione: rappresentanza, valutazione manoscritti, correzione bozze, editing, trascrizioni, redazione sinossi, quarta di copertina e prefazioni.
Costi (se previsti): su richiesta di preventivo
Sito web: http://www.scritturescriteriate.it/
Facebook: https://it-it.facebook.com/ScrittureScriteriate/
Esperienza personale (se esistente): Per iniziare ho chiesto loro un preventivo ma non me l'hanno voluto fare! Volevano per forza il file della mia opera, un romanzo. Eppure avevo dato indicazioni precise (quelle che chiedevano sul modulo) sul numero di caratteri spazi inclusi, ecc.

Ovviamente non ho mandato nulla... Più che altro volevo solo sapere il prezzo di alcuni servizi. Non dovrebbero essere ben chiari e precisati già sul sito?

Modificato da ElleryQ

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Ospite Linda Rando

Mimì non uppare il post. Abbiamo contattato l'agenzia per conoscere il loro modo di operare e gli editori con cui sono in contatto, appena rispondono incollo qui la loro mail :lol:

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Salve a tutti. Sono Davide Roccetti, titolare dell’agenzia letteraria Scritture scriteriate (l’agenzia che ha, tra gli altri, il sito http://www.agenzialetteraria.org, quello linkato da Mimì).

Intervengo nella discussione per scusarmi con Mimì, con la quale, evidentemente, c’è stato un equivoco, facilmente risolvibile.

Allora, per non scrivere post troppo lunghi, questo l’ho usato per presentarmi, il prossimo per spiegare cosa facciamo e come, il successivo per chiedere di nuovo scusa a Mimì e per invitarla a fornirmi di nuovo la lunghezza del suo testo, in modo che io possa mandarle subito il preventivo per i servizi che vorrà richiedere.

Se avete bisogno di consigli o pareri da chi sta “dall’altra parte” basta chiedere.

Grazie a tutti per l’attenzione

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Allora, noi non abbiamo editori “fissi”, nel senso che ogni volta che abbiamo un testo studiamo quelli la cui linea editoriale sia in sintonia. Dunque, contattiamo editori piccoli, medi e medio grandi tutti con distribuzione nazionale e, soprattutto, editori che non chiedono contributo. Ecco alcuni degli ultimissimi contattati: Di Renzo, Stampa alternativa, Ponte alle Grazie, Guanda, Salani, Edizioni E/O, Minimum fax, Sperling & Kupfer, Piemme, Marsilio, Leone Editore, Zonza Editore, Corbaccio, Bohem Press, Castoro, Orecchio acerbo, Fanucci ecc…

Come funziona?

1) Il potenziale cliente si rivolge a noi compilando il form che è nel sito, o inviando una mail.

La mail standard che invio in genere è questa:

Gentile sig.

Sono Davide Roccetti, titolare dell’agenzia Scritture scriteriate. Innanzitutto la ringrazio per l’attenzione che ha voluto riservarci.

La procedura che siamo soliti seguire prevede la lettura del testo, in seguito alla quale le forniamo un parere (alcune note sugli aspetti positivi e negativi relativi ai contenuti, lo stile, la padronanza della lingua, il rapporto con il mercato editoriale). Sulla base di quanto emerge dal parere ci risentiamo e valutiamo insieme le opportunità di un’eventuale collaborazione.

Il parere è gratuito.

La invito a mandarci il suo testo (non in cartaceo, accettiamo solo allegati a una e-mail) per darci la possibilità di conoscerci meglio.

Se ritiene che scambiare due chiacchiere possa esserle utile, le chiedo di comunicarmi gli orari in cui posso chiamarla senza disturbare.

Per qualunque curiosità, informazione o necessità di ulteriori chiarimenti sono a sua completa disposizione.

Resto in attesa di un suo cordiale riscontro

2) Il cliente invia il testo, io lo faccio leggere a uno dei miei lettori e poi invio il parere

3) Dal parere possono emergere tre strade: a) il testo non rientra nei nostri standard, dunque ci salutiamo ;) il testo ha delle potenzialità, ma avrebbe bisogno di essere rivisto per migliorarlo (l’eventualità più frequente) c) il testo è già pronto così com’è per essere presentato agli editori (capita raramente)

4) A questo punto – mi riferisco alla seconda ipotesi - mi sento telefonicamente con il cliente oppure il cliente mi invia un’altra mail per chiedere cosa si deve fare. Allora io spiego cosa si può fare; un esempio con l’ultima mail che ho mandato, alla quale era allegato un preventivo per l’editing:

Credo di poter dividere il giudizio espresso dalla mia lettrice in due parti distinte: da una parte c'è un indubbio apprezzamento per l'opera, che viene giudicata meritevole di pubblicazione. E per questo motivo mi piacerebbe cercare editori disposti a pubblicarla.

D'altra parte è altrettanto evidente che il testo riceverebbe indubbio beneficio da una buona revisione (nello specifico, l'opera se ne gioverebbe sia da un punto di vista prettamente letterario sia dal punto di vista pratico: so per esperienza personale che i lettori delle case editrici - sommersi dai testi - sono molto "sbrigativi" nel cestinare opere che non siano immediatamente appetibili).

A questo punto, a mio avviso, la cosa migliore da fare sarebbe procedere con l'editing e poi passare alla ricerca della casa editrice.

Dal momento però che l'editing ha un costo, le rubo due minuti per darle un'idea ben chiara della situazione, certo che la chiarezza e l'onestà siano le basi per instaurare qualunque tipo di rapporto (o anche, se ciò avvenisse, per salutarci con una stretta di mano).

Mi perdoni se sarò schematico, l'elenco che le propongo mi serve per darle un'idea quanto più precisa e dettagliata possibile:

1) Un agente serio non può garantirle la pubblicazione. Se le dessi questa garanzia farei una promessa che poi altri - l'editore - dovrebbe mantenere.

2) Trovare un editore è per l'agenzia un piccolo investimento - di tempo e di denaro - un investimento che potremmo recuperare solo se riusciamo a pubblicarla (se le troviamo un editore, all'agenzia spetta il 10% delle sue entrate, se non ci riusciamo non ci dovrà nulla). Ecco, a questo punto posso allora darle una garanzia, l'unica, cioè posso assicurarle che ce la metterò tutta perché è nel mio stesso interesse

3) Discorso simile vale per l'editing; l'editing (fatto, le ricordo, in stretta collaborazione tra editor e scrittore) migliora nettamente il testo, questo è fuori discussione, però non garantisce la pubblicazione; aumentano le chances, è vero, però si tratta solo di possibilità. Quindi, se lei decide di fare l'editing, lo fa per avere più possibilità, non per avere certezze

5) Arrivati a questo punto il cliente ha tutti gli elementi: sa che il testo ha delle potenzialità (e se non ce le ha, io non ho motivo di investirci), sa che io ho intenzione di rappresentarlo (senza chiedere denaro, solo se riesco a farlo pubblicare), sa che una revisione aumenta le chances (e non di rado invio al cliente esempi di editing già fatti, in modo che si renda ben conto di cosa si tratta), sa che non offro certezze, conosce il prezzo dell’editing. E decide cosa fare.

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Gentile Mimì, non ricordo di averti contattata (non conosco ovviamente il tuo indirizzo e-mail) ma credo che non ci siamo capiti. Se ti ho chiesto il testo non è perché “lo voglio per forza”, ma solo per avere un’idea di cosa si tratta. In ogni caso, se vuoi conoscere i prezzi dei nostri servizi (in pratica, editing o scheda di valutazione, perché il parere è gratuito e la ricerca di editori è a percentuale, se non riesco a farti pubblicare non mi devi nulla) ripetimi, per favore, la lunghezza del testo espressa in battute, spazi inclusi. Se vuoi, puoi ripetermi privatamente il tuo indirizzo e-mail, così io vado a recuperare la mail e guardo dove ho sbagliato.

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Il signor Roccetti è stato molto gentile a chiarire.

Un Agenzia letteraria può davvero aiutare un autore a pubblicare, se sa il fatto suo ovviamente.

La valutazione gratuita è già una buona cosa. La Grandi e Associati, per esempio fa pagare parecchio una lettura.

Mi piacerebbe sapere, per ulteriore documentazione, qualche titolo supportato da questa Agenzia (scritture

scriteriate).

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Ciao

Se non vi dispiace eviterei "il signor Roccetti", siamo in un forum per chiacchierare, ci vuole il "tu", no?

La mia agenzia è giovane (niente a che vedere con Grandi e Associati, che fanno pagare ma sono a livello ben più alto, non posso competere), la stragrande maggioranza degli autori che rappresento (una quarantina) stanno ancora aspettando i tempi biblici di risposta delle case editrici. I primi li ho sistemati con editori minori (fra un paio di settimane al massimo nel mio nuovo sito ci sarà una sorta di portfolio, con alcuni dei testi a cui ho collaborato), adesso, come avete visto dall'elenco nel precedente post, ho alzato il tiro, ma sono ancora in attesa di risposte.

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Ospite Linda Rando

Ma allora mi domando... A cosa serve essere rappresentati se la rappresentanza non accorcia - come dovrebbe - i tempi di valutazione?

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Le funzioni di un’agenzia sono molteplici: valutare il testo e dare consigli all’autore; fare l’editing del testo, quando necessario; sostituire lo scrittore nella ricerca di un editore (e questo significa studiare gli editori adatti, studiare le relative collane, redigere una lettera di presentazione; stampare il manoscritto; spedire il manoscritto; accertarsi periodicamente che il testo venga effettivamente letto e valutato; e questo significa anche accollarsi tutte le spese necessarie per le operazioni elencate); assistere lo scrittore nella stipula del contratto editoriale.

Tutti questi servizi sono importanti e l’autore che si affida a un’agenzia di certo ne trae giovamento.

Il discorso del tempo è più delicato: i tempi di lettura degli editori sono molto lunghi; per aggirarli ci sono solo due modi: o si conosce qualcuno all’interno della casa editrice oppure ci si affida a un’agenzia che ha spesso una corsia preferenziale: i testi inviati da un’agenzia sono già stati sottoposti a giudizio, spesso sono anche già corretti, quindi gli editori leggono più volentieri e prima quei testi. Però questo non significa annullare i tempi di attesa, che rimangono comunque molto lunghi, specie per le case editrici più grandi

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Ciao Davide (ti do del tu come da te richiesto e visto che siamo omonimi), dato la tua disponibilità volevo farti alcune domande.

Premetto che mi sono rivolto a un'agenzia letteraria con un mio manoscritto e che, dopo aver ricevuto una valutazione positiva mi è stato detto che il lavoro aveva bisogno di un editing e che, per quel servizio, avrei dovuto pagare una discreta somma.

A quel punto mi sono fermato.

Nella mia visione idealistica del mondo editoriale credevo che le cose seguissero un copione di questo tipo:

un'agenzia ritiene un lavoro valido e ha un canale privilegiato con alcuni editori segnala l'autore dicendo una cosa tipo “Guarda, fatto salvo che bisogna lavorare sul testo per metterlo a punto, credo che valga la pena pubblicarlo”

L'editore legge il manoscritto e, se lo trova buono, decide che vale la pena di pubblicarlo e, a questo punto, entra in scena l'editing (che dovrebbe essere a carico dell'editore)

Capirei se l'agenzia si facesse pagare un servizio quale l'assistenza legale nella stipula del contratto ma questa dell'editing è una cosa che mi sfugge.

Per chiarire meglio il concetto, se ho la sfortuna di rivolgermi a un' agenzia non proprio seria che si limita a mandare a tutti coloro che inviano manoscritti una lettera in cui si dichiarano entusiasti della loro opera avvertendo però che la stessa necessita di un servizio di editing e che il suddetto servizio ha un costo di 1200 euro, che tipo di assicurazione ho che l'agenzia, una volta incassati i soldi, si muova seriamente per cercare di far pubblicare il libro?

In fondo con tre o quattro editing al mese si può campare benissimo senza fare altri sforzi. L'editing a pagamento non somiglia in maniera inquietante alla pubblicazione a pagamento?

Non sarebbe meglio chiedere, per esempio, un contributo di 50 euro per la lettura e poi, in caso di valutazione positiva un altro contributo di 150 euro a copertura delle spese per un anno di rappresentanza?

Per evitare che sorgano malintesi voglio chiarire che non conosco la tua agenzia e che l'esempio sopra fatto non era in nessun modo rivolto a te (piuttosto erano i ragionamenti che ho fatto riguardo all'agenzia che ho contattato). Mi interessava invece approfittare della tua disponibilità per conoscere il parere di un esperto del settore e magari capire dove e perché il mio ragionamento fa acqua.

ciao

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Ciao

Il tuo ragionamento non fa acqua, nel complesso, però è da valutare meglio. Ti dico la mia, prendendo punto per punto le tue considerazioni.

L'editore legge il manoscritto e, se lo trova buono, decide che vale la pena di pubblicarlo e, a questo punto, entra in scena l'editing (che dovrebbe essere a carico dell'editore)In teoria dovrebbe essere così: l’agente vede le potenzialità del testo e lo propone, l’editore vede le stesse potenzialità e si assume l’onere dell’editing. È giusto, però mi permetto di darti alcune informazioni che, se non giustificano appieno certi comportamenti, per lo meno li spiegano.

Ammettiamo che il tuo testo abbia delle potenzialità e che alcune lacune ne ostacolino il pieno attuarsi. Cosa dovrebbe fare l’agente? Dovrebbe provare in ogni caso a cercare un editore o dovrebbe aiutarti a eliminare i problemi del testo (a pagamento: su questo, credo, non si sono discussioni da fare. Un discorso a parte andrebbe fatto su quanto pagare il lavoro, ma è, appunto, un altro discorso, se vuoi ne riparliamo). Se pensi che ogni anno arrivano in redazione centinaia (e non esagero) di manoscritti, non è vero che un testo migliorato ha maggiori possibilità di emergere? Io ho lavorato in casa editrice, e posso assicurarti che la lettura di un testo è piuttosto “sbrigativa”: se non c’è subito appeal, lo si cestina e le potenzialità rimangono inespresse. Dunque, sul tuo ragionamento (che, ripeto, è giusto) bisognerebbe applicare una serie di parametri: il testo ha un livello tale da far vedere subito il proprio valore? L’editing è consigliabile ma l’agente vuol comunque provare la ricerca (quindi decide l’autore se investirci o provare) o necessario? E qui arriviamo al nocciolo della questione: l’onestà.

Un agente potrebbe puntare solo all’editing, e con quello guadagnare. È vero: io stesso guadagno con l’editing, con la rappresentanza (in attesa di un bel “colpo”) ci si ripagano (a volte) le spese.

Un agente serio però dice le cose come stanno: se il testo fa schifo lo dice, se il testo ha delle potenzialità ma ci vorrebbe un editing lo dice (specificando se la revisione è consigliabile o necessaria), se il testo è pronto per la ricerca si parte con la ricerca. Quindi, il discorso non verte tanto sulla necessità di un editing (di testi che non ne hanno bisogno io ne ho visti ben pochi) quanto sull’onestà dell’agente. Un agente onesto, quando vede un testo che non ha bisogno di editing lo dice e parte con la ricerca di un editore; però l’agente onesto deve anche dire se una revisione aumenta le possibilità di successo. Io, quando parlo di editing, specifico sempre che questo lavoro non dà garanzie, semplicemente aumenta le chances. Poi sta all’autore decidere.

Che tipo di assicurazione ho che l'agenzia, una volta incassati i soldi, si muova seriamente per cercare di far pubblicare il libro

A priori questa assicurazione non ce l’hai. Però con il tempo puoi valutare, il tuo agente è sempre sotto esame: deve presentarti un elenco di editori che intende contattare, quell’elenco tu lo devi approvare e, se ritieni, integrare; deve mostrarti le lettere di presentazione che invierà agli editori (le quali, a loro volta, dimostrano il suo impegno nel promuovere il libro e nel farlo esattamente con quella singola casa editrice, con quella specifica collana); infine deve mandarti copia della ricevuta di spedizione del manoscritto. Ti ripeto, a priori non lo sai, lo vedi con il tempo.

L'editing a pagamento non somiglia in maniera inquietante alla pubblicazione a pagamento?Le due pratiche hanno in comune una spesa per l’autore, è vero, però farei dei distinguo. Con l’editore a pagamento sei pubblicato, e poi – quasi sempre – il tuo libro marcisce in magazzino, quindi più che di pubblicare (rendere pubblico) io parlerei di stampare. Allora tanto vale farsi un po’ di copie da regalare agli amici e inviare ai concorsi. Anzi, meglio ancora, si apre la partita IVA come editore, si investono poche centinaia di euro con google adwords e si vende il libro in internet.

Pagando l’editing, semplicemente, si investe per avere più possibilità di essere letti da case editrici serie (sempre a condizione che l’agente sia serio, si impegni davvero, l’editing sia necessario o consigliabile). L’autore che ha di fronte un agente serio ha la possibilità di decidere se investire o meno. Chi si trova nelle mani di un agente disonesto, ci rimette. Ma questa è una banalità, dato che vale in ogni campo della vita.

Non sarebbe meglio chiedere, per esempio, un contributo di 50 euro per la lettura e poi, in caso di valutazione positiva un altro contributo di 150 euro a copertura delle spese per un anno di rappresentanza? Sicuro? Ci potrebbe essere l’agente disonesto che chiede un contributo di 100 euro (è facilmente dimostrabile che 50 euro non bastano a coprire le spese di lettura, quindi di autori disposti a pagarne 100 se ne trovano in quantità), poi ne chiede altri 150 per la rappresentanza e vive di quello, senza fare l’agente. Di nuovo, il discrimine è tra onesti e disonesti.

Per concludere: io non voglio dire che l’autore deve per forza spendere, dico semplicemente che l’agente onesto deve metterlo in condizione di scegliere con cognizione di causa.

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Ciao Davide, grazie per la cortese e esauriente risposta. Hai sicuramente ragione sul fatto che, alla fine, la discriminante è l'onestà dell'agente. Il problema è riuscire a capire con che tipo di persona si tratta.

Le tue risposte e la tua disponibilità sono, in questo senso, già un indicazione positiva.

grazie ancora

ciao

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Grazie! :D

Devo dire però che di gente onesta ce n'è; il problema fondamentale nasce da una sorta di distanza fisiologica tra gli scrittori e chi lavora (con qualunque mansione, in qualunque modo) nell'ambiente dell'editoria.

Lo scrittore vuole solo essere pubblicato, e ha ragione. Però lo scrittore ha un lavoro, la scrittura è una soddisfazione personale. Chi lavora in questo ambiente, invece, ha questo come lavoro (che ovvietà!). C'è dunque una specie di contrasto tra chi ritiene di meritare la pubblicazione e chi deve guadagnare. Il discrimine, lo ripeto, è sempre l'onestà, ma qui sorge, per lo scrittore, un altro problema. Come si individuano gli onesti? Se qualcuno mi dice che ho scritto una bella cosa, io mi inorgoglisco e quindi, annebbiato dall'orgoglio, più facilmente posso essere abbindolato. L'unica cosa da fare è non fermarsi: chiedere sempre, chiedere tanto, farsi dare spiegazioni su tutto, non temere di passare per petulanti o malfidati o sciocchi: meglio fare mille domande, rompere le scatole e capire piuttosto che accettare subito quello che ci viene proposto. In realtà non sto dicendo niente di nuovo né di esclusivo a questo ambiente: prima di ogni acquisto (che si tratti di un oggetto o di un servizio) bisogna mettere il venditore in condizione di non mentire, di spiegare tutto. Insomma, non comprare subito il primo prodotto ma confrontare, studiare. Magari si perde un po' di tempo, ma si guadagna di certo nel risultato. E ve lo dice uno che, in genere, fatica a comportarsi in modo così razionale: se mi piace una cosa (e ha un costo che credo di poter affrontare) la compro e basta, poi scopro pochi secondi dopo che avrei potuto fare acquisti migliori.

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Buongiorno Davide,

chissà se frequenti più questo dibattito? Nel dubbio, ti lascio comunque una mia domanda che riguarda una mia curiosità sulla ripartizione dei guadagni derivanti dalle vendite. Di norma i diritti di autore si aggirano attorno al 10% del prezzo di copertina (circa); il resto va a coprire i sempre elevati costi di distribuzione e, ovviamente, c'è la parte per la casa editrice. In caso di intermediazione con una agenzia letteraria (che si riserva, come tu hai scritto, il 10% circa) da dove viene di solito "limato"? Un po' dal compenso dell'autore e un po' da quello dell'editore? Solo una curiosità, perché me lo sono sempre chiesto, ma non ho avuto mai il piacere di poterlo sperimentare sulla mia pelle.

Grazie

Manuela

ps: la tua agenzia valuta qualisiasi genere letterario? grazie

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Ciao

Intanto devo "rettificare" un po' la percentuale che indichi come destinata all'autore. Le case editrici NON a pagamento, molto difficilmente danno all'autore esordiente una percentuale superiore al 5% (il motivo è che la ripartizione dei guadagni è così divisa: dal 20 al 30% al libraio, dal 50 al 60% al distributore, e siamo quindi all'80%; rimane un 20% per la casa editrice, che deve pagare la stampa, la promozione e i costi aziendali: se dà il 10 all'autore, chiude).

I soldi che vanno all'agente glieli deve dare chi l'ha contattato. Cioè, se un autore chiede il servizio all'agenzia, è normale che sia l'autore che deve pagare l'agenzia, quindi l'agenzia prende il 10% sulle entrate dell'autore. Mi spiego con un esempio pratico:

Testo venduto a 15 euro - per ogni copia all'autore vanno 75 centesimi - all'agenzia, l'autore dà 7,5 centesimi.

Tutto chiaro?

Sì, noi valutiamo ogni tipo di testo, poi decidiamo di rappresentare solo quelli che, secondo noi, meritano (o direttamente o dopo averli "puliti", in base alle procedure che ho spiegato in interventi precedenti).

Di nuovo tutto chiaro?

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Sì, garzie, molto chiaro.

Torno solo sul genere valutato, in quanto scrivo favole illustrate (scritte da me, illustrate da una disegnatrice). Valuti anche questa tipologia particolare di testi?

Grazie

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Ospite
Ciao

Intanto devo "rettificare" un po' la percentuale che indichi come destinata all'autore. Le case editrici NON a pagamento, molto difficilmente danno all'autore esordiente una percentuale superiore al 5%

Nel mio caso, prendo l'8% e ho un 10% garantito per un'eventuale seconda pubblicazione

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Sì valutiamo anche quelli; recentemente abbiamo inviato favole illustrate a questi editori:

ORECCHIO ACERBO

BABA LIBRI

IL CASTORO

IDEEALI

PIEMME EDIZIONI

DAMI EDITORI- GIUNTI EDITORI

BRADIPOLIBRI

LA COCCINELLA

SALANI

EMME EDIZIONI

EL

BOHEM EDIZIONI

8 e 10%?! Beh, complimenti! Davvero non è facile arrivare a quelle percentuali! Allora mi piacerebbe essere il tuo agente! :P

Scherzi a parte, le percentuali sono molto variabili, conosco editori che partono con un 3% e arrivano al 6% dopo le 5000 copie, insomma, c'è un po' di tutto in giro, e il 5% mi sembra una media ragionevole. Posso sapere qual è la casa editrice? Ovviamente se vuoi dirlo

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Ospite
8 e 10%?! Beh, complimenti! Davvero non è facile arrivare a quelle percentuali! Allora mi piacerebbe essere il tuo agente! :D

Non credo, visto le copie che ho venduto :P

La casa editrice è Foschi Editore

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Io sto lavorando ad un romanzo; prevedo tempi ancora lunghi, ma credo che certi interventi mi torneranno in mente quando sarà ora di cercare un agente! Quel giorno ripasserò qui, in attesa che qualcuno pubblichi altre testimonianze.

Ne approfitto per ringraziare chi ha creato questo punto d'incontro (intendo ovviamente il forum), più leggo e più trovo consigli d'indubbia utilità.

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Ok, testimonianza diretta.

Il signor Davide è stato gentilissimo sia per telefono sia nella corrispondenza tramite mail.

Grazie a lui e ai suoi collaboratori ho potuto apportare modifiche al mio manoscritto, quali errori di distrazione nella punteggiatura e ripetizioni di termini uguali. Devo dire che la mia raccolta di racconti è più leggibile. Purtroppo, per questioni personali (economiche) non posso permettermi in questo periodo di spendere soldi per pagare l'editing del testo.

Detto ciò aggiungo che Davide Roccetti mi è sembrato un professionista serio e personalmente lo consiglio come agente. Parere mio logicamente.

p.s. credo di aver letto da qualche parte su questo forum (spero di non sbagliare) che ci sono utenti che si occupano di leggere il manoscritto e di fare una specie di editing. E' vero o sono in errore?

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Una cosa che non mi torna di tutto il discorso (ben illustrato) sul lavoro da fare e sui costi. Premetto che non voglio sparare a zero sulle Agenzie Letterarie, e mi scuso se la cosa è stata già discussa: ho letto il thread un po' di corsa e potrei non essermene accorto. Arriviamo al punto: il (costoso) servizio di editing da parte dell'Agenzia Letteraria mi sembra un servizio del tutto superfluo se uno scrittore sta cercando una casa editrice che lo pubblichi (e di solito sta proprio cercando quello, no?).

Se l'opera pur priva di editing ha qualche valore, può accorgersene, vedendola così com'è, l'esaminatore della Casa Editrice così come se ne è accorta l'Agenzia Letteraria, giusto? Anche perché se l'Agenzia presenta il libro deve credere nell'opportunità, per quell'Editore, di farlo uscire.

Posto che sia necessario un editing (e sperando che la Casa Editrice sia attrezzata adeguatamente per farlo) il risultato potrebbe essere che la Casa debba nuovamente intervenire (magari perché non gradisce la maniera in cui l'editing a pagamento è stato fatto). Inoltre se è una Casa Editrice senza contributo (e si spera che una Agenzia Letteraria trovi proprio questo allo scrittore, visto che la pubblicazione a pagamento se la trovano tutti senza nessun'altra fatica che tirare fuori del denaro) l'editing sarà senz'altro uno dei servizi a suo carico, visto che è nell'interesse della Casa Editrice stessa produrre un buon libro.

Pertanto, stringendo: se uno scrittore cerca la pubblicazione, perché mai dovrebbe farsi fare un editing a cura di una Agenzia Letteraria? Capisco i costi per leggere e rappresentare un libro, ma non capisco perché in questa fase sia necessario l'editing. Soprattutto perché si tratta di un grosso esborso che potrebbe essere non necessario per lo scrittore. Se è abbastanza bravo perché un Editore creda in lui, beninteso.

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8 e 10%?! Beh, complimenti! Davvero non è facile arrivare a quelle percentuali! Allora mi piacerebbe essere il tuo agente! :lol:

Non credo, visto le copie che ho venduto :)

La casa editrice è Foschi Editore

io ho il 10% con Montag e Tespi dalla prima copia e il 10% con Creativa ma dalla 500 in su (cifra penso quasi irraggiungibile)

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Ospite Lem Mac Lem
Una cosa che non mi torna di tutto il discorso (ben illustrato) sul lavoro da fare e sui costi. Premetto che non voglio sparare a zero sulle Agenzie Letterarie, e mi scuso se la cosa è stata già discussa: ho letto il thread un po' di corsa e potrei non essermene accorto. Arriviamo al punto: il (costoso) servizio di editing da parte dell'Agenzia Letteraria mi sembra un servizio del tutto superfluo se uno scrittore sta cercando una casa editrice che lo pubblichi (e di solito sta proprio cercando quello, no?).

Taglio il resto perchè concordo abbastanza.

Quello che infatti mi blocca, a parte le cifre veramente esose che spesso mi sono state sparate, è proprio l'incongruenza tra domanda e offerta: io non mi rivolgo a un'agenzia perchè mi faccia editing, ma perchè mi rappresenti presso un editore. E quando mi arrivano risposte che dicono "il tuo libro è molto interessante, 800 euro grazie, poi vediamo ***SE*** lo piazziamo", devo ammetterlo, un po' mi girano.

Perchè ***SE*** lo piazzano, io pago il servizio che volevo (essere rappresentata), e lo pago col sorriso sulle labbra, ci mancherebbe.

Ma per l'editing... mah.

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Ospite

In teoria, l'agenzia ti dice che, se fai l'editing, per l'agenzia stessa sarà più semplice piazzare meglio il tuo romanzo.

Discorso che non fa una grinza.

La casa editrice che ti pubblica (ammesso di trovarla) farà di sicuro un secondo editing, ma a noi che ci frega? mica lo paghiamo...

Però paghiamo il primo, e allora, posti gli 800 euri (circa, la cifra può variare) e la percentuale per l'agenzia, ne risulta che il nostro libro deve vendere tipo 1500 copie solo per far pari.

Siccome la maggior parte degli esordienti, a meno che non becchi un pesce grosso, non supera le 200 copie... ne vale la pena?

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