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Michele Profeta

[MI 81] Un garçon e Cristophe Truffaut

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(A) Come quadro-oggetto appeso a una parete, ma ha una facoltà straordinaria (ad esempio può apparire o scomparire, oppure parlare, oppure può muoversi, oppure è in grado di uscire dalla cornice ecc...).

 

 

Nel pieno della luce rossiccia del tramonto, Adam camminava sul lungomare che si trovava sulla punta della Normandia volta ad ovest.
Si trovava lì per dare una svolta alla sua vita noiosa.
Era uno di quelli che per cambiare la propria vita non ragionano dentro sè stessi, ma cambiano qualcosa, fanno qualcosa di nuovo.
In questo caso un viaggio in un paesetto sulle coste francesi, con mare e un paesaggio rurale, era stata la scelta migliore per lui.
Camminando e camminando però, si accorse che l'unica cosa che stava cambiando era il colore dei mattoni ricoperti di sabbia, che prima erano di un giallo logoro, poi sempre più grigi.
E la svolta quale era? Non ci poteva e voleva credere. Era nella stessa identica situazione in cui si trovava prima di partire, fatta eccezione per il meraviglioso paesaggio.
Era ancora statico.
In quel momento una vena di follia si fece strada nella sua testa.
No! Non posso continuare così! Questa è la mia vita!
Un'inaspettata incoscienza lo fece iniziare a correre, e a cercare qualcosa di folle da fare, per cambiare, secondo quella vena di follia, le carte in tavola.
Si fece strada tra le poche persone sul lungomare, scavalcò uno steccato di legno, e corse sopra la sabbia, direzione nessuna.
Poco dopo lo vide: il vecchio faro.
Come un ragazzino incosciente entrò dalla porta di legno, salì le scale a chiocciola, illuminate dalle finestre, e arrivò alla fine.
Lì c'era una porta socchiusa.
Entrò e vide una stanza evidentemente abbandonata.
Nella stanza c'era un velo di polvere, arrossata dalla luce del tramonto che penetrava dalla finestra.
Dopo qualche secondo passato ad osservare le vecchie cornici e il tavolo di legno, vide un quadro, situato ad un'altezza poco più alta di quella umana.

Era particolarmente reale. Di solito questo tipo di pitture intimoriscono; sono troppo reali. Era un uomo non molto bello, con un naso di poco storto e degli occhi tondi e scuri.
Lo osservò per minuti interi, specialmente si fissò sulle sue labbra. Era ammaliato da quelle labbra, restò fisso...poi le vide muoversi e dalla paura si tirò indietro e quasi cadde.
"Buonasera garçon!"
Adam appoggiato alla cornice non si mosse. Non capita tutti i giorni che un quadro con accento francese ci parli.
"Sono Cristophe Truffaut, tu chi sei? Andiamo non avere paura."
Il quadro parlava ad Adam con tono rassicurante, come se fosse una situazione naturale.
"Mi hanno rinchiuso qui circa cinquecento anni fa. Non passa più nessuno da più o meno mezzo secolo, sono diventato polveroso"
Adam si sollevò appoggiandosi alla cornice. Prese coraggio e parlò, seppur tremando.
"S-secondo quale l-legge fisica t-tu...come f-fai..."
"Ah garçon, me lo chiedo pure io. La cosa è surreale, e potrebbe esserlo ancora di più."
Adam non capiva, era confuso già per quanto accaduto, figuriamoci se sarebbe ancora dovuto succedere qualcos'altro.
Però quella cosa gli piaceva. Da una vita noiosa si era trovato senza senso nella stanza più alta di un faro, con un quadro parlante.
"Insomma, je suis 'Il Condottiero', sono stato creato per mano di non so chi. Ho anche viaggiato molto: dai castelli francesi sono passato a quelli di Scozia, fino ad arrivare alle gallerie italiane. Infine, eccomi qui, di nuovo in Francia, abbandonato, come se fossi una cornicetta da quattro soldi."
La confidenza tra i due andava crescendo. Si scambiarono anche qualche confidenza, tanto nessuno avrebbe saputo di quel dialogo.

Adam, ormai detto 'garçon' si confidò con lui riguardo i problemi. Era l'unica persona, cioè, cosa pensante, che non era una persona, a cui potesse dire quello che voleva.
Dopo qualche minuto di chiacchiere, Il Condottiero fece una proposta ad Adam.
"Avvicinati garçon, ho visto che fissavi le mie labbra."
Adam, ormai preso dal quadro rispose.
"Sono strane, cioè non brutte. Particolari. Quello sotto è meraviglioso."
"Avvicinati dai."
Adam portò il suo volto più vicino a lui. Vedeva meglio i particolari e le crepe minuscole.
Le labbra erano sempre più vicine. Sempre di più. Poteva quasi baciarle.
In una frazione di secondo Adam non vide più nulla. Tutto nero. Come se avessero spento la luce di tutto il mondo.
Riaprì gli occhi come chi si risveglia da un coma. Faticava a mettere a fuoco. Poi li aprì, e capì piano piano.
Non poteva più parlare, ma ora vedeva la stanza, dal punto di vista del Condottiero. Ora vedeva la stanza come se fosse molto alto. Vedeva le cornici e il tavolo polveroso; anche degli oggetti di cui non si era accorto prima: molte penne antiche, quelle con cui si firmavano i vecchi trattati, delle bottiglie probabilmente di vino rosso, e addirittura un proiettore che aveva scritta una data sul lato: 1895.
Il quadro volle spiegare tutto.
"Non ti sto sequestrando tranquillo, ti sto solo regalando dei doni meravigliosi. Non puoi parlare, non hai un corpo ora. Fai parte di me, precisamente il mio labbro inferiore, quello che ti piaceva tanto."
Smise di parlare.
Passò qualche secondo, poi si udì qualcuno salire per le scale.
Quel qualcuno aprì la porta ed entrò. Non era solo.
Erano due persone: un uomo e una donna. L'uomo era praticamente pelato, con dei baffetti neri. Lei indossava un vestito lungo e aveva un fiore ornamentale tra i capelli.
"Qui ti giurò il mio amore eterno, mia Ermione. Sei la mia musa, voglio far l'amore con te. Baciami con le tue rosse labbra fino a logorare le mie."
Lei non rispose, ma sorrideva dolcemente. Lui continuò.
"Ti ho portata in questa mia stanza segreta, davanti a questo quadro magnifico, con questo buon vino rosso delle mie cantine."
Lei, Ermione, diventò seria e rispose.
"Mio Gabriele, io ora, ti bacerò lasciandoti il segno delle mie leggere labbra."
I due amoreggiarono per un po', poi iniziarono a baciarsi, poi ancora ed ancora. Poi cominciarono a spogliarsi e a fare l'amore.
Il Condottiero e Adam rimasero a guardare. Quando i due finirono e se ne andarono, il quadro cominciò a spiegare.
"Sai chi era quello? Conosci la poesia? Quello era Gabriele d'Annunzio, e lei la sua amata."
Adam non poteva credere a quelle parole. Facendo i conti vide che erano tornati indietro nel tempo, più o meno di cento anni. Ma i suoi pensieri vennero interrotti.
"Questa è la terza donna che porta negli ultimi due mesi. A tutte giura amore eterno. Per lui eterno vuol dire al massimo due settimane. Questa però era la più carina, secondo me durerà."
Era telepatia, se Adam non poteva più parlare non importava, non era più necessario. Sarebbe rimasto li per vedere ogni personaggio degli ultimi cinquecento anni. La sua vita era cambiata.

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Ospite
24 minuti fa, Michele Profeta dice:

 

Nel pieno della luce rossiccia del tramonto, Adam camminava sul lungomare che si trovava sulla (punta della Normandia volta ad ovest.)costa ovest della Normandia.
Si trovava lì per dare una svolta alla sua vita noiosa.
Era uno di quelli che per cambiare la propria vita non ragionano dentro sè stessi, ma cambiano qualcosa, fanno qualcosa di nuovo.

questa espressione che ho sottolineato, pur non essendo perfetta è caratteristica e mi piace molto, non sono una purista, potresti usarla come uno slang, mettendola in corsivo.

 

28 minuti fa, Michele Profeta dice:

In questo caso un viaggio in un paesetto sulle( avrei scritto: delle ) coste francesi, con mare( hai già detto che era sulle coste questa potrebbe essere una ripetizione) e un paesaggio rurale, era stata la scelta migliore per lui.
Camminando e camminando però, si accorse che l'unica cosa che stava cambiando(cambiava) era il colore dei mattoni ricoperti di sabbia, che prima erano di un giallo logoro, poi sempre più grigi.
E la svolta quale era? Non ci poteva e voleva credere.(qui inserirei un punto esclamativo) Era nella stessa identica situazione in cui si trovava prima di partire, fatta eccezione per il meraviglioso paesaggio.
Era ancora statico.(qui dovresti specificare meglio chi è il soggetto)

In quel momento una vena di follia si fece strada nella sua testa.
No! Non posso continuare così! Questa è la mia vita! ( ^_^  avrei detto piuttosto che stava rinsavendo)
Un'inaspettata incoscienza lo fece iniziare a correre, e a cercare qualcosa di folle da fare, per cambiare, secondo quella vena di follia, le carte in tavola. (wow io le avrei sbagliate tutte 'ste virgole, ne sono certa! )
Si fece strada tra le poche persone sul lungomare, scavalcò uno steccato di legno, e corse sopra la sabbia, direzione(metti : )nessuna.
Poco dopo lo vide: il vecchio faro.
Come un ragazzino incosciente entrò dalla porta di legno, salì le scale a chiocciola, illuminate dalle finestre, e arrivò alla fine.
Lì(virgola) c'era una porta socchiusa.
Entrò e vide una stanza evidentemente abbandonata.
Nella stanza c'era un velo di polvere, arrossata dalla luce del tramonto che penetrava dalla finestra.

 Questa ultima espressione che ho evidenziato con il grassetto è bellissima, ho proprio visto la scena davanti a me. Bella!

 

42 minuti fa, Michele Profeta dice:

Di solito questo tipo di pitture intimoriscono (avrei messo una semplice virgola) sono troppo reali.

Era un uomo non molto bello, con un naso di poco storto e degli occhi tondi e scuri.
Lo osservò per minuti interi, specialmente si fissò sulle sue labbra. Era ammaliato da quelle labbra, restò fisso...poi le vide muoversi e dalla paura si tirò indietro e quasi cadde.
"Buonasera garçon!"
Adam appoggiato alla cornice non si mosse. Non capita tutti i giorni che un quadro con accento francese ci parli.
"Sono Cristophe Truffaut, tu chi sei? Andiamo non avere paura."
Il quadro parlava ad Adam con tono rassicurante, come se fosse una situazione naturale.
"Mi hanno rinchiuso qui circa cinquecento anni fa. Non passa più nessuno da più o meno mezzo secolo, sono diventato polveroso"
Adam si sollevò appoggiandosi alla cornice. Prese coraggio e parlò, seppur tremando.
"S-secondo quale l-legge fisica t-tu...come f-fai..."
"Ah garçon, me lo chiedo pure io. La cosa è surreale, e potrebbe esserlo ancora di più."
Adam non capiva, era confuso già per quanto accaduto, figuriamoci se sarebbe ancora dovuto succedere qualcos'altro.(fosse accaduto qualcos'altro)
Però quella cosa gli piaceva. Da una vita noiosa si era trovato senza senso(senza rendersene conto o inaspettatamente) nella stanza più alta di un faro, con un quadro parlante.
"Insomma, je suis 'Il Condottiero', sono stato creato per mano di non so chi. Ho anche viaggiato molto: dai castelli francesi sono passato a quelli di Scozia, fino ad arrivare alle gallerie italiane. Infine, eccomi qui, di nuovo in Francia, abbandonato,(qui toglierei la virgola) come se fossi una cornicetta da quattro soldi."
La confidenza tra i due andava crescendo. Si scambiarono anche qualche confidenza(puoi usare "confessione" per non ripetere la stessa parola), tanto nessuno avrebbe saputo di quel dialogo.

Adam, ormai detto 'garçon' si confidò con lui riguardo i problemi(quali problemi? potresti scrivere: riguardo i suoi problemi).

Era l'unica persona, cioè, cosa pensante, che non era una persona, a cui potesse dire quello che voleva.(qui ti sei un pò incartato. Si potrebbe riformulare così: Era l'unica persona, pur non essendo che un oggetto pensante, a cui potesse dire quello che voleva.)
Dopo qualche minuto di chiacchiere, Il Condottiero fece una proposta ad Adam.
"Avvicinati garçon, ho visto che fissavi le mie labbra."
Adam, ormai preso dal quadro rispose(due punti e segue il minuscolo. Altrimenti scrivi: gli rispose e metti il punto)
"Sono strane, cioè non brutte.(qui avrei usato una virgola) Particolari. Quello sotto è meraviglioso."
"Avvicinati dai."
Adam portò il suo volto più vicino a lui(si capisce a chi si avvicina lo toglierei).

Vedeva meglio i particolari e le crepe minuscole.
Le labbra erano sempre più vicine. Sempre di più. Poteva quasi baciarle.
In una frazione di secondo Adam non vide più nulla. Tutto nero. Come se avessero spento la luce di tutto il mondo. 
Riaprì gli occhi come chi si risveglia da un coma. Faticava a mettere a fuoco. Poi li aprì, ( per non ripetere potresti scrivere: poi ci riuscì) e capì piano piano.
Non poteva più parlare, ma ora vedeva la stanza,(toglierei la virgola qui) dal punto di vista del Condottiero. Ora vedeva la stanza(l'hai già detto prima, potresti scrivere: La guardava dall'alto) come se fosse molto alto(questo non servirebbe più).

Vedeva le cornici e il tavolo polveroso; anche degli oggetti di cui non si era accorto prima : molte penne antiche, quelle con cui si firmavano i vecchi trattati, delle bottiglie probabilmente di vino rosso, e addirittura un proiettore che aveva scritta una data sul lato : (non puoi mettere i due punti due volte)1895.
Il quadro volle spiegare tutto.
"Non ti sto sequestrando tranquillo, ti sto solo regalando dei doni meravigliosi. Non puoi parlare, non hai un corpo ora. Fai parte di me, precisamente il(meglio: del) mio labbro inferiore, quello che ti piaceva tanto."
Smise di parlare.
Passò qualche secondo, poi si udì qualcuno salire per le scale.
Quel qualcuno aprì la porta ed entrò. Non era solo.(questo lo avrei tolto, lo spieghi dopo)
Erano due persone: un uomo e una donna. L'uomo era praticamente pelato(nel senso di senza capelli?), con dei baffetti neri. Lei indossava un vestito lungo e aveva un fiore ornamentale tra i capelli.
"Qui ti giurò(volevi scrivere giurerò ?)il mio amore eterno, mia Ermione. Sei la mia musa, voglio far l'amore con te. Baciami con le tue rosse labbra fino a logorare le mie."
Lei non rispose, ma sorrideva dolcemente. Lui continuò.
"Ti ho portata in questa mia stanza segreta, davanti a questo quadro magnifico, con questo buon vino rosso delle mie cantine."
Lei, Ermione, diventò seria e rispose.
"Mio Gabriele, io ora, ti bacerò lasciandoti il segno delle mie leggere labbra."
I due amoreggiarono per un po', poi iniziarono a baciarsi, poi ancora ed(refuso) ancora. Poi cominciarono a spogliarsi e a fare l'amore.
Il Condottiero e Adam rimasero a guardare. Quando i due finirono e se ne andarono, il quadro cominciò a spiegare.
"Sai chi era quello? Conosci la poesia? Quello era Gabriele d'Annunzio, e lei la sua amata."
Adam non poteva credere a quelle parole. Facendo i conti vide che erano tornati indietro nel tempo, più o meno di cento anni. Ma i suoi pensieri vennero interrotti.
"Questa è la terza donna che porta negli ultimi due mesi. A tutte giura amore eterno. Per lui eterno vuol dire al massimo due settimane. Questa però era la più carina, secondo me durerà."
Era telepatia, se Adam non poteva più parlare non importava, non era più necessario. Sarebbe rimasto li per vedere ogni personaggio degli ultimi cinquecento anni. La sua vita era cambiata.

Ciao Michele, ho tratteggiato un po' il tuo racconto, che aldilà dei refusi e di qualche ripetizione o distrazione, mi è piaciuto.

Le modifiche che ti ho suggerito sono naturalmente dei suggerimenti che, a mio avviso, potrebbero rendere il tuo scritto più pulito.

Il protagonista, Adam, è tratteggiato abbastanza bene. Tu non gli attribuisci un'età, e lasci che sia chi ti legge a immaginare. 

Per quanto mi riguarda l'ho visto davanti a me come un ragazzo giovane, non ancora ventenne, con nell'anima quell'insaziabile agitazione tipica di molti giovani di oggi, sempre in cerca di nuove emozioni, che siano ogni volta più scioccanti delle precedenti.

Mi piace quando spieghi con due parole, con lo slang :"non ragionano dentro sé stessi" quell'abitudine di agire, di fare e ancora fare, che molti hanno quando sentono che c'è qualcosa che non va, e invece di fermarsi a riflettere e razionalizzare il loro malessere, lo subiscono accelerando il loro ritmo di vita.

Mi piacciono anche alcune immagini che riesci perfettamente a evocare in chi ti legge, quella della polvere è la più bella.

E trovo davvero originale la motivazione per cui il quadro ingloba Adam.

Mi piacerebbe che mi spiegassi perché proprio una parte del labbro inferiore e perché perde la parola, e se sono collegate le due cose?

Aspetto di leggere le tue risposte con grande curiosità.

:flower:

 

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Cita

Nel pieno della luce rossiccia del tramonto, Adam camminava sul lungomare che si trovava sulla punta della Normandia volta ad ovest.

 

Bell’inizio, anche se toglierei il “volta a ovest”, che toglie un po’ di poesia alla scena. Sostituirei con “punta occidentale della Normandia”, magari.

 

Cita

Si trovava lì per dare una svolta alla sua vita noiosa.


Puoi anche eliminare noiosa, la frase è chiarissima lo stesso.

 

Cita

Come un ragazzino incosciente entrò dalla porta di legno, salì le scale a chiocciola, illuminate dalle finestre, e arrivò alla fine.


Qui sarebbe apprezzabile anche una descrizione delle finestre, o delle scale, giusto per prolungare l’attesa del lettore prima dell’arrivo in cima alle scale. Ti consiglierei anche di specificare “alla fine” di cosa arriva: arrivò alla fine delle scale/ arrivò in cima/arrivò all’ultimo pianerottolo.

Cita

Entrò e vide una stanza evidentemente abbandonata.
Nella stanza c'era un velo di polvere, arrossata dalla luce del tramonto che penetrava dalla finestra.

Potresti collegare le due frasi così, invece che andare a capo --> Entrò e vide una stanza evidentemente abbandonata: ogni superficie era ricoperta da un velo di polvere, arrossata dalla luce del tramonto che penetrava dalla finestra.
Giusto per spezzettare meno il testo! Ad ogni modo, mi piacciono le descrizioni che fai, ti consiglierei di metterne un po’ di più qui e là, perché potrebbero arricchire ulteriormente il tuo testo.

Cita

Era particolarmente reale.


Qui ti consiglierei di usare “realistico”, più che “reale”... Però è un parere personale, perché penso che in senso metaforico si possa accettare anche la tua versione :)

Cita

come se fosse una situazione naturale.

Qui potresti specificare un po’ meglio, magari semplicemente aggiungendo “come se quella fosse una situazione del tutto naturale”

Cita

Adam non capiva, era confuso già per quanto accaduto, figuriamoci se sarebbe ancora dovuto succedere qualcos'altro.


Qui il condizionale “sarebbe” proprio non ci sta! Un’alternativa: “figurarsi se fosse dovuto succedere qualcos’altro ancora”. La frase rimane comunque un po’ laboriosa, però.
“Adam non capiva: già era confuso per quello che era accaduto, figurarsi se gli fosse capitato qualcos’altro ancora”. Insomma, vedi tu :)

Cita

Da una vita noiosa si era trovato senza senso nella stanza più alta di un faro, con un quadro parlante.


Il “senza senso” qui è  proprio senza senso :asd: Potresti sostituirlo con “senza alcun motivo”

Cita

come se fossi una cornicetta da quattro soldi."


Qui, più che di cornice, ti consiglierei di parlare di una tela da quattro soldi, visto che parliamo di un quadro

Cita

Adam non vide più nulla. Tutto nero. Come se avessero spento la luce di tutto il mondo.


Bello!

Cita

Fai parte di me, precisamente il mio labbro inferiore, quello che ti piaceva tanto."


Originale!

Cita

Qui ti giurò

refuso

Cita

"Ti ho portata in questa mia stanza segreta, davanti a questo quadro magnifico, con questo buon vino rosso delle mie cantine."


Troppi “questo” vicini! Gli ultimi due si potrebbero togliere tranquillamente, senza rovinare la frase :)

Cita


Il Condottiero e Adam rimasero a guardare.

 

Razza di guardoni! :asd:

 

Racconto interessante! Mi ha stupito il finale della storia, in cui sostanzialmente il protagonista, che all’inizio viene presentato come uno che agisce per cambiare la sua vita, alla fine sia ben contento di trascorrere la sua vita in piena passività ad osservare le tresche amorose degli altri.
Interessante l’ambientazione storica, e belle le descrizioni, che secondo me sai fare molto bene.
Avrei voluto vedere un po’ più dialogo tra il protagonista e il quadro, all’inizio, perché mi ha fatto una strana impressione vedere che Truffaut parlava e parlava senza che Adam gli avesse chiesto nulla. Avrei anche apprezzato una scena in cui si vedeva effettivamente che anche Adam si confidava un po’ con lui, anche se capisco la difficoltà di farci stare tutto in 8000 caratteri!

Buon inizio! E’ da lavorare un po’ sullo stile e su qualche incongruenza, ma hai una buona fantasia, delle idee originali, caratterizzi bene i personaggi e riesci a organizzare bene la struttura inizio-svoglimento-fine del racconto! Solo, ti consiglierei di lavorare un po’ di più sull’equilibrio tra l’importanza di certe scene e la lunghezza che dai loro nel testo; qui, secondo me, avresti potuto accorciare certe scene di ambientazione all’inizio e allungarne un po’ altre nello sviluppo, quando Adam si confronta col quadro! E se riesci, vai anche un po' più a fondo nella psicologia del personaggio :) 

A rileggerci :)

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Ciao @Ezbereth, per quanto riguarda OGNI SINGOLO errore grammaticale, svista, e cambiamento che avresti apportato, sono certo che nel 90 % dei casi, sia stato dato dal fatto che non sono uno 'scrittore' decente. Sono sicuro di avere delle buone idee, ma al momento dello sviluppo riesco solo a far venire fuori le idee principali.

 

Le ripetizioni che ho fatto sono tutte sbagliate (cioè io ho sbagliato a farle, senza rendermene conto).

 

Cita

 

Cita

IN GRASSETTO LE SPIEGAZIONI

 

Di solito questo tipo di pitture intimoriscono ; (avrei messo una semplice virgola) sono troppo reali.

Era un uomo non molto bello, con un naso di poco storto e degli occhi tondi e scuri.
Lo osservò per minuti interi, specialmente si fissò sulle sue labbra. Era ammaliato da quelle labbra, restò fisso...poi le vide muoversi e dalla paura si tirò indietro e quasi cadde.
"Buonasera garçon!"
Adam appoggiato alla cornice non si mosse. Non capita tutti i giorni che un quadro con accento francese ci parli.
"Sono Cristophe Truffaut, tu chi sei? Andiamo non avere paura."
Il quadro parlava ad Adam con tono rassicurante, come se fosse una situazione naturale.
"Mi hanno rinchiuso qui circa cinquecento anni fa. Non passa più nessuno da più o meno mezzo secolo, sono diventato polveroso"
Adam si sollevò appoggiandosi alla cornice. Prese coraggio e parlò, seppur tremando.
"S-secondo quale l-legge fisica t-tu...come f-fai..."
"Ah garçon, me lo chiedo pure io. La cosa è surreale, e potrebbe esserlo ancora di più."
Adam non capiva, era confuso già per quanto accaduto, figuriamoci se sarebbe ancora dovuto succedere qualcos'altro.(fosse accaduto qualcos'altro) Errori grammaticali, ormai fanno parte di me.
Però quella cosa gli piaceva. Da una vita noiosa si era trovato senza senso(senza rendersene conto o inaspettatamente)Qui ho usato un termine che uso spesso io, involontariamente l'ho inserito. Non suona bene in un italiano 'formale' nella stanza più alta di un faro, con un quadro parlante.
"Insomma, je suis 'Il Condottiero', sono stato creato per mano di non so chi. Ho anche viaggiato molto: dai castelli francesi sono passato a quelli di Scozia, fino ad arrivare alle gallerie italiane. Infine, eccomi qui, di nuovo in Francia, abbandonato,(qui toglierei la virgola)Come hai potuto vedere, uso molto spesso periodi pieni di virgole. Penso che riescano a dare giusto peso. Rallentarsi durante la frase è una tecnica che mi piace molto. come se fossi una cornicetta da quattro soldi."
La confidenza tra i due andava crescendo. Si scambiarono anche qualche confidenza(puoi usare "confessione" per non ripetere la stessa parola)Povertà di vocabolario,non ci ho pensato, tanto nessuno avrebbe saputo di quel dialogo.

Adam, ormai detto 'garçon' si confidò con lui riguardo i problemi(quali problemi? potresti scrivere: riguardo i suoi problemi).

Era l'unica persona, cioè, cosa pensante, che non era una persona, a cui potesse dire quello che voleva.(qui ti sei un pò incartato. Si potrebbe riformulare così: Era l'unica persona, pur non essendo che un oggetto pensante, a cui potesse dire quello che voleva.)Doveva essere qualcosa di umoristico. Come se nemmeno il personaggio avrebbe saputo dire cosa realmente fosse quel quadro
Dopo qualche minuto di chiacchiere, Il Condottiero fece una proposta ad Adam.
"Avvicinati garçon, ho visto che fissavi le mie labbra."
Adam, ormai preso dal quadro rispose(due punti e segue il minuscolo. Altrimenti scrivi: gli rispose e metti il punto)
"Sono strane, cioè non brutte.(qui avrei usato una virgola) Particolari. Quello sotto è meraviglioso."
"Avvicinati dai."
Adam portò il suo volto più vicino a lui(si capisce a chi si avvicina lo toglierei).

Vedeva meglio i particolari e le crepe minuscole.
Le labbra erano sempre più vicine. Sempre di più. Poteva quasi baciarle.
In una frazione di secondo Adam non vide più nulla. Tutto nero. Come se avessero spento la luce di tutto il mondo. 
Riaprì gli occhi come chi si risveglia da un coma. Faticava a mettere a fuoco. Poi li aprì, ( per non ripetere potresti scrivere: poi ci riuscì)Povertà di vocabolario e capì piano piano.
Non poteva più parlare, ma ora vedeva la stanza,(toglierei la virgola qui)Il classico gioco delle virgole dal punto di vista del Condottiero. Ora vedeva la stanza(l'hai già detto prima, potresti scrivere: La guardava dall'alto)Lo scopo era di rafforzare il concetto di: ORA POTEVA GUARDARLA COSI' come se fosse molto alto(questo non servirebbe più).

Vedeva le cornici e il tavolo polveroso; anche degli oggetti di cui non si era accorto prima : molte penne antiche, quelle con cui si firmavano i vecchi trattati, delle bottiglie probabilmente di vino rosso, e addirittura un proiettore che aveva scritta una data sul lato : (non puoi mettere i due punti due volte)Ho letto testi dove lo hanno fatto1895.
Il quadro volle spiegare tutto.
"Non ti sto sequestrando tranquillo, ti sto solo regalando dei doni meravigliosi. Non puoi parlare, non hai un corpo ora. Fai parte di me, precisamente il(meglio: del) mio labbro inferiore, quello che ti piaceva tanto."
Smise di parlare.
Passò qualche secondo, poi si udì qualcuno salire per le scale.
Quel qualcuno aprì la porta ed entrò. Non era solo.(questo lo avrei tolto, lo spieghi dopo)
Erano due persone: un uomo e una donna. L'uomo era praticamente pelato(nel senso di senza capelli?)SI,il classico pizzico di umorismo.Non fa per me, con dei baffetti neri. Lei indossava un vestito lungo e aveva un fiore ornamentale tra i capelli.
"Qui ti giurò(volevi scrivere giurerò ?)Giuro*il mio amore eterno, mia Ermione. Sei la mia musa, voglio far l'amore con te. Baciami con le tue rosse labbra fino a logorare le mie."
Lei non rispose, ma sorrideva dolcemente. Lui continuò.
"Ti ho portata in questa mia stanza segreta, davanti a questo quadro magnifico, con questo buon vino rosso delle mie cantine."
Lei, Ermione, diventò seria e rispose.
"Mio Gabriele, io ora, ti bacerò lasciandoti il segno delle mie leggere labbra."
I due amoreggiarono per un po', poi iniziarono a baciarsi, poi ancora ed(refuso)Si ancora. Poi cominciarono a spogliarsi e a fare l'amore.
Il Condottiero e Adam rimasero a guardare. Quando i due finirono e se ne andarono, il quadro cominciò a spiegare.
"Sai chi era quello? Conosci la poesia? Quello era Gabriele d'Annunzio, e lei la sua amata."
Adam non poteva credere a quelle parole. Facendo i conti vide che erano tornati indietro nel tempo, più o meno di cento anni. Ma i suoi pensieri vennero interrotti.
"Questa è la terza donna che porta negli ultimi due mesi. A tutte giura amore eterno. Per lui eterno vuol dire al massimo due settimane. Questa però era la più carina, secondo me durerà."
Era telepatia, se Adam non poteva più parlare non importava, non era più necessario. Sarebbe rimasto li per vedere ogni personaggio degli ultimi cinquecento anni. La sua vita era cambiata.

Per quanto riguarda le espressioni che ti sono piaciute, bhe, sono molto contento. Quella in particolare della polvere che sembra rossa vista la luce del tramonto è stato possibile grazie ad un piccolo momento di poesia, che ogni tanto colpisce ahah. :)

 

Ho scelto il labbro inferiore perchè già solo immaginandomi o sentendo 'labbro inferiore', non so, c'è qualcosa che mi colpisce. Poi guardando l'immagine del dipinto mi ha subito colpito. Sinceramente avevo subito pensato ad un capello o alla guancia, ma il labbro inferiore mi piaceva di più.

Ho scelto di non far parlare Adam una volta inglobato perchè così il gesto di Cristophe sarebbe parso come quando, per esempio, un papà obbliga il figlio piccolo a fare qualcosa per il suo bene, senza che lui sappia il perchè e non debba fare domande. Una sorta di 'Ora vieni con me, lasciati andare senza fare domande'.

Alla prossima :)

Grazie per i consigli!

 

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Ospite
8 minuti fa, Michele Profeta dice:

 

Ho scelto di non far parlare Adam una volta inglobato perchè così il gesto di Cristophe sarebbe parso come quando, per esempio, un papà obbliga il figlio piccolo a fare qualcosa per il suo bene, senza che lui sappia il perchè e non debba fare domande. Una sorta di 'Ora vieni con me, lasciati andare senza fare domande'.

 

Immaginavo che ci fosse una motivazione particolare, non avevi lasciato niente al caso.^^

Grazie per la spiegazione, alla prossima!:)

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@Michele Profeta Wé! Ti segnalo solo che ti ho commentato anche io, ma avevo dimenticato di taggarti :asd: 
La recensione è proprio qui sopra! 

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23 ore fa, Michele Profeta dice:

sè stessi

Sono d'accordo sul mettere l'accento. E' diacritico perché lo distingui da se (ipotetico) + congiuntivo.
Solo che l'accento è al contrario. Sé.

23 ore fa, Michele Profeta dice:

quale era?

Qual era

23 ore fa, Michele Profeta dice:

Non ci poteva e voleva credere

A rigor di logica dovrebbe essere "non ci poteva né voleva credere".


Mi è piaciuto, a parte qualche cosa che io avrei reso diversamente, mi sarei soffermata più su alcune cose rispetto ad altre.
Molto bello il tirare fuori quel cascamorto di D'Annunzio.
Sei riuscito ad unire più periodi storici in maniera organica e pulita.
 

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Mi piace molto l'inizio del racconto, meno la conclusione che trovo un po' deludente. L'impulso prepotente che prova il protagonista, che decide all'improvviso di fare qualcosa per cambiare la propria vita finisce per naufragare nel diventare uno spettatore.

On 22/5/2016 at 21:04, Michele Profeta dice:

Camminando e camminando però, si accorse che l'unica cosa che stava cambiando era il colore dei mattoni ricoperti di sabbia, che prima erano di un giallo logoro, poi sempre più grigi.

Molto bella questa descrizione che in un colpo solo racconta il paesaggio e l'interiorità del personaggio.

Tutta la parte iniziale mi piace, finché non entra nel faro, poi quando inizia a parlare con il quadro mi sembra meno efficace.

On 22/5/2016 at 21:04, Michele Profeta dice:

Entrò e vide una stanza evidentemente abbandonata.

evidentemente puoi toglierlo, anzi direi che devi toglierlo

 

Il dialogo con il quadro e tutto ciò che accade da lì in poi è un po' debole. Troppo facile il modo in cui il ragazzo entra in confidenza con il quadro.

 

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@libero_sLa prima parte doveva essere un tornaconto di quello che stava accadendo ad Adam. La storia doveva rimanere statica, l'unica cosa che nelle prime righe andava avanti erano i passi sul lungomare, il resto solo pensiero. Ho voluto spezzare passando da una situazione statica ad una dinamica, per risvegliare il lettore e rendere più vigoroso il tutto.

Quando entra nella stanza al faro, e si ritrova a parlare riconosco pienamente che è tutto un po' tirato avanti, non molto pensato.

L'unica scusa che posso usare è quella di dirvi che i blocchi della storia sono stati scritti a qualche ora l'uno dall'altro, se fatto tutto insieme sarebbe stato molto più omogeneo.

"Entrò e vide una stanza evidentemente abbandonata." Questa frase, è un po' nascosta la logica forse, doveva essere qualcosa di 'amichevole', e avrebbe dovuto in qualche modo descrivere quello che Adam vedeva. Quando si entra in una stanza, non si può essere sicuri al cento per cento che sia abbandonata, possiamo solo fare un'ipotesi, anche se molto vicina alla verità.

 

@EarenIl 'non ci poteva e voleva credere', fà evidentemente parte del mio modo di esporre le cose, sbagliato o giusto che sia. Rende 'diverso' l'andamento del pensiero di Adam penso, o solo solo un matto.

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a si tirò indietro e quasi cadde...Adam appoggiato alla cornice non si mosse/ decidi: si tira indietro o rimane appoggiato?

Mi hanno rinchiuso qui circa cinquecento anni fa. Non passa più nessuno da più o meno mezzo secolo/ in prima battuta intende: rinchiuso nel quadro, in seconda dovrebbe parlare della stanza del faro, ma cinquant'anni di abbandono mi sembrano tanti...

si sollevò appoggiandosi alla cornice/ a questo punto mi arrendo...

Se sarebbe ancora dovuto succedere/ se fosse ...

...una cornicetta/ ma lui è un dipinto!

Adam portò il suo volto più vicino a lui/ avvicinò il viso

...parte di me, precisamente (sei) il mio labbro inferiore

salire per le scale

qui ti giurò/ ti giurai

 

Commento-lampo

Un racconto strano, indubbiamente originale, che mi ha fatto ridere fino alle lacrime nel finale: il povero D'Annunzio, che si credeva tanto furbo, spiato da due guardoni nascosti dentro un quadro mentre fa l'amore con la sua Ermione. (Pioveva?)

Ci sono imprecisioni formali, a volte i passaggi sono poco chiari, ma ti ringrazio per il buonumore e la levità del pezzo. Ciao.
 

@Michele Profeta

Modificato da Ginevra

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Ti hanno già fatto tante pulci e mi limito a dire che ci sono molti errori, di punteggiatura, di sintassi e di distrazione. Ho letto che però ne sei consapevole, e volevo rispondere alla tua risposta ad Ezbereth. Cito:

On 22/5/2016 at 23:43, Michele Profeta dice:

per quanto riguarda OGNI SINGOLO errore grammaticale, svista, e cambiamento che avresti apportato, sono certo che nel 90 % dei casi, sia stato dato dal fatto che non sono uno 'scrittore' decente. Sono sicuro di avere delle buone idee, ma al momento dello sviluppo riesco solo a far venire fuori le idee principali.

Sei già a metà dell'opera, nel senso che essendo consapevole dei tuoi tanti errori, puoi cominciare a sistemarli. Non sono invece per niente d'accordo sul tuo disfattismo "non sono uno scrittore decente".

Se ti impegni, continui a scrivere e sperimentare, ben presto eliminerai gli errori più grossolani e, col tempo, anche quelli più leggeri. L'importante è volerlo fare e impegnarsi, ovviamente!

 

Il contenuto del racconto (lasciando perdere la forma) mi ha fatto sorridere. Manca però qualcosa che renda il racconto "qualcosa di più" che un semplice passatempo. Non vi ho letto messaggi di sorta (l'unico accenno è fatto all'inizio, quando il protagonista vuole cambiare vita, ma poco dopo si perde nel nulla e nella triste fine che fa).

 

Simpatico il riferimento a D'Annunzio.

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Ci sono un po' di errori e frasi qua e là da limare. In particolare occhio alle ripetizioni: ne hai fatte tante e appesantiscono moltissimo il testo. Ci sono parole che si ripetono quattro o cinque volte in poche righe.

L'idea invece è buona e il racconto è nel complesso apprezzabile, a mio avviso. Bravo.

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@Ginevra

Bhe, quando una persona si tira indietro e sta quasi per cascare penso che non sia per terra ma appoggiata a qualcosa per sorreggersi, c'è la via di mezzo tra il cadere e l'appoggiarsi. Che poi non è un'azione unica, ma prima si tira indietro e quasi cade, penso sia non proprio in posizione eretta, quindi per tornare diritto si appoggia alla cornice.

 

Per quanto riguarda la cornicetta, penso tu non abbia capito il paragone. Essendo un quadro, mettiamo il caso anche di buon valore, lui si è sentito trattare come una cornice che non vale niente. Come se per esempio tu avessi una chitarra tra le migliori, e io vedendo che tu la stia lasciando per molto da parte io dicessi "Non è mica un mandolino!"

 

Il "precisamente" poteva non esserci, ma essendoci non vedo un errore particolare.

 

"Giurò", qui ho sbagliato decisamente a battere sulla tastiera, doveva essere un "Qui ti giuro".

 

Non ho commentato tutto perchè il resto era indifendibile.

 

Ti ringrazio per il commento :)

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@Niko

Il racconto nella mia testa sembra una cosa fatta bene, non parlo di errori che non ci sono, perchè ci sono, ma del contenuto. Ovviamente come per tutte le storie, il tutto risuona meglio nella testa dello scrittore, forse perchè ha avuto più tempo per maturare l'idea.

 

Sperimenterò e migliorerò, mi state aiutano molto non ve ne rendete conto. Grazie :)

 

Ps

Gli errori grammaticali penso siano dati dal fatto che frequento un istituto tecnico ahah

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@Michele Profeta Sei simpatico, non ci piove.

Comunque le mie non sono "correzioni", ma soltanto pareri.

Del resto ognuno di noi ha uno stile e un personalissimo modo di vedere le cose: con il MI si può arricchire il punto di vista e limare qualche imprecisione formale...

Ciao.

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@Michele Profeta

Ciao Michele, mi sembra che si tratti del tuo esordio al MI; se così, direi che puoi assolutamente ritenerti soddisfatto. Non è facile scrivere in poche ore, spesso ritagliate tra un impegno e un altro, su un tema "imposto". Il tuo racconto risente di un po' di imprecisioni e di mancanza di limatura (ti hanno già segnalato tanto), ma nel complesso l'ho trovato molto piacevole. Forse avresti potuto abbreviare un po' l'inizio, sviluppare meglio il centro della storia (Adam che entra nel dipinto) e preparare il finale con più cura. Ma è facile dopo, lo so...

Ho apprezzato particolarmente l'idea originale di far entrare il protagonista nel dipinto e l'inserimento di uno spaccato "storico" divertente con il D'Annunzio provolone... :)

Bella anche l'atmosfera, soprattutto sulle righe iniziali e nella descrizione del poeta e la sua donna. Buon lavoro, al prossimo MI!

 

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@KunoLe ripetizioni sono date dalla povertà di vocabolario purtroppo. Ti ringrazio molto :)

 

@JoyopiPrecisamente è il mio secondo MI. Il primo, due settimane fa è stato un completo errore mi ricordo ahah.

Le imprecisioni ormai fanno parte di me, sono contento che ti sia piaciuta la parte iniziale (quella su cui mi ero concentrato di più) e la part del d'Annunzio provolone, lo sto studiando proprio ora e mi piace molto la sua figura, alla prossima :)

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Commento veloce perché devo votare stasera. Lunga storia.

Molti errori, ma racconto originale e affascinante. Ritmo incalzante nella prima parte e poi la singolare amicizia con la "fusione".

Belli i continui riferimenti alle labbra.

Finale strano. Rimanere dei meri osservatori è  davvero una valida ricetta per fuggire da una vita noiosa?

Se riesco ripassero' con più calma nei prossimi giorni.

 

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