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Asopo

Bei libri che non vi piacciono

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Il ritratto di Dorian Gray. Non sono riuscita a finirlo, e per me significa davvero che non c'è nulla che mi prenda. Non fa per me.

 

Poi, Madame Bovary. Sono stata costretta a leggerlo a scuola. Delusione totale: mi ha lasciato così tanto che neanche mi ricordo di cosa parli, nonostante sia oggetto di studio dalle elementari all'università, a momenti. Continuo a non ricordarmene neanche la trama, a dispetto di tutte le ragazzine mie coetanee che lo lessero in contemporanea con me e lo trovarono delizioso. Niente: vuoto totale!

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28 minuti fa, Nox dice:

Poi, Madame Bovary. Sono stata costretta a leggerlo a scuola.

Idem, assieme all'éducation sentimentale, letti entrambi in francese per ragioni di studio.

Ma se si risale indietro nel tempo il discorso sulla "bellezza" si fa ancora più complesso e difficile da inquadrare.  I romanzi di Flaubert sono legati a un concetto di amore e di seduzione molto lontani dalla realtà odierna e non se ne può fare certo una colpa all'autore.  Il sentimento amoroso è universale, ma il modo di raccontarlo dai suoi tempi all'era di internet è mutato in maniera troppo radicale.  L'opera di Flaubert è legata indissolubilmente all'Ottocento e credo sia meglio lasciarla dove sta...

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8 minuti fa, Marcello dice:

L'opera di Flaubert è legata indissolubilmente all'Ottocento e credo sia meglio lasciarla dove sta...

Infatti, proprio per questo continuo a non capire l'accanimento scolastico nei confronti di opere obsolete. Perché non le fanno passare come tali, ma come classici sempre attuali, cosa che non sono affatto!

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@swetty Io preferisco pensare che sia stato io a non riuscire a capirlo. Troppe persone che stimo lo ammirano per pensare di avere ragione io e torto loro.

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Tema ripreso più volte  nella mia lunga carriera di lettrice, di recente da un gruppo di qualche pretesa.

Siamo  è liberissimi, ci mancherebbe, di non trovare gradevole, coinvolgente, adatto a noi un libro celebre, classico, consacrato o come chiamarlo. Tuttavia essi hanno (di solito)  molti elementi di pregio;  il lettore volenteroso (e ovviamente "attrezzato") potrebbe  comunque coglierli e apprezzarli.

Le vicende di madame Bovary sono  antiquate, ok: il suo modo di ragionare e comportarsi, la società in cui vive ecc. non producono immedesimazione emotiva nel lettore odierno.  Quali in questo caso i motivi per indursi alla lettura? Parecchi.

Ecco, a caso,  uno dei molti link disponibili: http://www.cultora.it/madame-bovary-la-moderna-letteratura-perche-tutti-debitori-flaubert/

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On 3/6/2016 at 20:31, Plata dice:

Ho letto quasi tutto Dostoevskij. Lo amo. I fratelli Karamazov sono, per me e tanti altri, uno dei picchi della Letteratura.

Ma l'idiota non sono riuscito a finirlo

 

Aggiungo anche Umiliati e offesi che, per amore e rispetto di Dostoevskij, ho letto fino alla metà. Poi ho mollato, distrutto. Per rimanere in tema di Russo soporifero (oddio quanto sono simpatico), devo ammettere che anche Guerra e Pace non sono riuscito a finire. Il Faust, invece, nonostante tutto, l'ho finito. 

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11 minuti fa, Johnny P dice:

Umiliati e offesi che, per amore e rispetto di Dostoevskij, ho letto fino alla metà.

Eh ma perché hai letto solo gli umiliati, quando arriva agli offesi poi migliora...:asd:

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Io leggo quasi esclusivamente libri di avventura e thriller (Thomas Harris, Tom Clancy, Wilbur Smith...).

Per curiosità ho letto Baricco (La sposa giovane). L'ho trovato prezioso nello stile, impareggiabile.

Però è di una noia tremenda.

Così lo definirei bello, ma non adatto a me. Non di mio gusto.

Potrei dire lo stesso del Manzoni e degli scrittori russi. 

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15 ore fa, Marcello dice:

Eh ma perché hai letto solo gli umiliati, quando arriva agli offesi poi migliora...:asd:

Oddio più che un invito sembra una minaccia :asd: Tra l'altro di Dosto questo mi manca, come La mite, I demoni, Le memorie dal sottosuolo & many more... Un giorno voglio averli letti tutti, ma li devo leggere a grande distanza uno dall'altro, perché per me leggere due Dostoevskij di fila vuol dire fare poi un mese col magone.

 

2 minuti fa, camparino dice:

Per curiosità ho letto Baricco (La sposa giovane). L'ho trovato prezioso nello stile, impareggiabile.

Però è di una noia tremenda.

Io ricordo di aver cercato di leggere City, ho avuto la sensazione che non avesse né capo né coda. Ero anche molto piccolo, avrò fatto le medie. In generale però da allora mi è rimasto un grosso punto interrogativo su Baricco, che si è ingrossato quando ho sentito che aveva riscritto l'Iliade escludendone gli dei, ma, non avendo più letto nulla di suo, non posso neanche giudicare.

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2 ore fa, Asopo dice:

Io ricordo di aver cercato di leggere City, ho avuto la sensazione che non avesse né capo né coda. Ero anche molto piccolo, avrò fatto le medie. In generale però da allora mi è rimasto un grosso punto interrogativo su Baricco, che si è ingrossato quando ho sentito che aveva riscritto l'Iliade escludendone gli dei, ma, non avendo più letto nulla di suo, non posso neanche giudicare.

Mi sono piaciuti alcuni libri di Baricco, City per me è uno dei migliori. 

L'Iliade l'ho trovato veramente illeggibile e la Sposa Giovane ha annoiato anche me. 

Forse quello che mi è piaciuto di più è stato Mr. Gwyn.

 

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1 ora fa, Thea dice:

Mi sono piaciuti alcuni libri di Baricco,

Io ho letto solo Novecento, ricordo che mi piacque. Mi hanno regalato Seta, ma devo ancora leggerlo. 

 

Quest'anno, parlando sempre di libri belli, per una lettura di gruppo ho dovuto leggere Memorie di una ragazza per bene di Simone de Beauvoir. A tutti era piaciuto, a me solo fino a un certo punto, poi non ce l'ho proprio fatta a proseguire. 

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A scuola ci fecero leggere Io non ho paura di Ammaniti e non mi piacque affatto.

Non so il motivo, forse eravamo troppo piccoli o forse perché la lettura fu in classe, a turno e ad alta voce :aka:

Probabilmente in futuro lo riprenderò in mano.

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Il barone rampante di Italo Calvino (apprezzai invece molto Il visconte dimezzato), i libri di Patricia Cornwell e, *si prepara a ricevere la frutta marcia*, Hemingway. Ho letto il vecchio e il mare e di là dal fiume e tra gli alberi. Mi sono bastati. Credo di essere arrivato al fondo per mera soggezione nei confronti di uno scrittore tanto osannato. Ne riconosco la grandezza, ma non lo digerisco proprio.

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Per esperienza un buon libro non si abbandona mai davvero. Ha sempre una seconda possibilità.  Ci sono libri che ho abbandonato a 18 anni e poi ho letto con passione a 30. L'unico che non ho ancora affrontato nuovamente è La nausea di Sartre. Per due volte mi sono fermata allo stesso punto senza riuscire ad andare avanti: la puntigliosa descrizione di un albero. Con tutti gli altri è finita con un happy ending. Persino con i Promessi Sposi che la scuola ce la mette tutta per fartelo odiare.

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@Sinoe Grazie, la prima volta che vado in libreria lo chiedo.

Magari non è il tuo genere, ma per me nel noir il migliore è ancora il classico Raymond Chandler, con il suo Philippe Marlowe struggente.

Mi ricordo una battuta.

Lui "Perché si è rivolta a me?"

Lei "Perché ha un nome triste"

 

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Vado pericolosamente sulla linea dell'OT. Da piccolo ho diligentemente divorato i classici della mia età: Verne, London, Twain, Salgari, etc.

Ma c'era un titolo che rifiutavo di leggere con tutte le mie forze, nonostante mia madre (la persona che ha coltivato la mia passione della lettura) mi dicesse che mi sarebbe piaciuto sicuramente: Michele Strogoff.

Ho provato una volta a leggerlo ma mi sono arenato dopo una ventina di pagine. Il motivo? la copertina della mia edizione era qualcosa che mi disgustava, mi sembrava stupida e mi attirava come una dichiarazione dei redditi.

L'ho riletto con vergogna solo parecchi anni dopo e, indovinate un po', mi è piaciuto. Alle volte le esperienze che ci precludiamo hanno radici in cose molto sciocche. :muu:

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Sembrerà strano, visto che sono abituato a leggere mattoni stracolmi di descrizioni puntigliose e di paroloni, ma il Vecchio e il Mare di Hemingway non sono riuscito nemmeno a finirlo. La parte iniziale è a dir poco soporifera e quella in barca è pressoché incomprensibile se non si è esperti di pesca. Un mattone di 100 pagine rispetto al quale "La Nausea" di Sartre (grande libro ma indubbiamente pesante) mi è scivolata liscia come l'olio.                                                      Infine, un libro che mi è piaciuto ma che non capisco perché goda di così tanta fama è "Il Grande Gatsby". 

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@Andrea28 A me Il Grande Gatsby non mi è piaciuto per niente ed mi è ancora più incomprensibile la sua fama :)

 

Un altro libro che non mi è piaciuto, e qui sarò blasfemo per molti, è stato IT. So che per molti King è appunto il Re dell'horror, ma tutte le sue divagazioni per costruire alla perfezione ogni minimo e singolo personaggio a me non va giù :D Non mi interessa il carattere e la vita del vicino del cugino della madre, se questo nella storia ha solo una battuta (ovviamente il concetto è forzato, ma solo per farmi capire). Secondo me King lo poteva scrivere in due/trecento pagine. Forse quattro. Ma non mille e passa :D 

Sono arrivato alla fine, ma non l'ho trovato eclatante. Anzi, vista la fatica che ho fatto per andare avanti, mi è sembrato poco piacevole.

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2 ore fa, AlexComan ha detto:

 

Un altro libro che non mi è piaciuto, e qui sarò blasfemo per molti, è stato IT.

Mi associo, pur avendo letto "mattoni" in quantità l'ho trovato noiosissimo;  neppure il finale, cui per "tigna" volevo arrivare senza salti di pagine, l'ha riscattato.

Di recente ho invece abbandonato la  trilogia di Izzo (riedita da E/O in volume unico). Mi sentivo quasi in colpa per l'ignoranza di questo autore molto lodato; lo stile -tutto frasette sincopate- mi ha subito infastidita, come pure l'eccesso di topografia marsigliese:S.

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1 minuto fa, sefora ha detto:

Un altro libro che non mi è piaciuto, e qui sarò blasfemo per molti, è stato IT.

Condivido. Nel senso che non è piacciuto neanche a me.

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Ma non saprei, libri che mi hanno annoiato a morte...Il trono di spade! Penso sia l'unico fantasy che non sono riuscita ad andare oltre le 200 pagine. Adesso potete anche tirarmi due pietre, ma ho preferito Madame Bovary. Un altro classico che ho trovato noioso è "Orgoglio e Pregiudizio", ho preferito di gran lunga "Mansfield Park " della Austen.

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Di solito quando i libri mi annoiano, me ne accorgo dal fatto che non riesco a superare le cinquanta pagine. Uno di questi è Gli Indifferenti: sarà che l'ho dovuto leggere alle superiori, ma non mi è proprio piaciuto, tant'è che per anni non ho più letto altre opere di Moravia. Invece, con mia sorpresa, poco tempo fa mi è capitato di acquistare in un mercatino una copia di "La ciociara" e l'ho divorato. 

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Mi associo a @Nox per il pochissimo entusiasmo che mi ha trasmesso Il ritratto di Dorian Gray, anche se di Wilde ho apprezzato molto Il fantasma di Canterville e, soprattutto, L'importanza di chiamarsi Franco (Ernesto).

Altri libri che non mi sono per nulla piaciuti: Un albero cresce a Brooklyn, di Betty Smith (anche se mi sono costretta a leggerlo tutto); La coscienza di Zeno, di Italo Svevo (non ho retto oltre il secondo capitolo); I misteri di Udulpho, di Anne Radcliffe (ancora non capisco il senso di fare capitoli da venticinque pagine in cui ventitrè sono di descrizione continua e ininterrotta della paesaggistica, e le ultime due riservate a una trama, a mio sentire, ancora più noiosa della descrizione).

Poi, per amante del fantasy che sia, non mi piace per nulla Martin. Non riesco a leggerlo: mi fa arrabbiare.

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Devo dire che io non sono mai riuscita a finire di leggere Gli Indifferenti di Moravia e Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Entrambi dati come lettura delle vacanze tra quarto e quinto anno dell'itis che frequentavo, ma facevo fatica a superare le prime 50 pagine. Ho tentato di affrontarli da capo recentemente, che ho 10 anni di più di allora, e mi sono bloccata di nuovo intorno alla cinquantina di pagine... temo non facciano proprio per me :)

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Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez.

Per me sono stati cent'anni di noia, sbadigli e confusione. Non ho mai desiderato la morte più di quella volta in cui ho provato a leggere tutto questo orrore che ha vinto pure il Nobel. :morte::rosa:

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