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Asopo

Bei libri che non vi piacciono

Post raccomandati

6 minuti fa, simone volponi dice:

Ti Con Zero è illeggibile eppure Calvino rivive nell'osanna generale.

Ragazzi, per la miseria...

 

Qualcuno dello staff può cancellare il mio account, per piacere?

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20 minuti fa, Marcello dice:

Il bello oggettivo?  Continuo a essere perplesso... 

Qui il discorso rischia di ampliarsi, ma in campo artistico per me l'oggettività è faticosa da concepire.  

Dovrei dire che un'opera è bella perché molti la trovano bella?

Mmm...

ma se l'arte è espressione dell'essere umano si deve per convenzione associargli una visione oggettiva, non trovi?

Modificato da Plata

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@Marcello non voglio venderti un libro che non ti piace :trollface:, è solo che l'argomento mi attrae parecchio.

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29 minuti fa, Plata dice:

ma se l'arte è espressione dell'essere umano si deve per convenzione associargli una visione oggettiva, non trovi?

 

Sì, ma il problema è che l'oggettività è soggettiva, o meglio lo sono i criteri con cui la si valuta.

 

Prendiamo un libro come "Il Gattopardo". È un bel libro, piacevole da leggere, con un messaggio tutt'altro che banale. Quando l'ho letto mi è piaciuto. 

 

Tuttavia, sul piano oggettivo, per me è un brutto libro, perché è un libro pubblicato nel 1958. Fosse stato scritto nell'ottocento  sarebbe stato un capolavoro. Ma nel XX secolo non si può scrivere un libro con un italiano più pulito di quello di Manzoni, senza un accenno di dialetto, senza particolarismi regionali, con una struttura lineare da narrazione romantica (inteso come corrente letteraria). È un libro fuori tempo massimo. È la critica che gli ha fatto Vittorini, e sono tutti punti che Visconti ha superato nel film (che difatti è un capolavoro più del libro, imho).

 

Eppure, per molti resta grande letteratura, perché lo giudicano con altri parametri.

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15 minuti fa, simone volponi dice:

Manzoni è una piaga.

Manzoni, Volponi. Brutte bestie. :muu: :wah:

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3 ore fa, Kuno dice:

E prendi me, per esempio: magari posso non piacerti, ma è oggettivo che io sia stupendo e geniale, no?

Tu sei carino, sì.

 

Il paragone con la musica non calza del tutto, a mio avviso. Lo dico anche per @Plata, che prima ha parlato del jazz.

Dicono - e io sono poco d'accordo anche con quell'affermazione, pur se le riconosco una qualche validità - che per valutare una disciplina artistica occorre intendersene: discussione che ebbi anni fa con un amico patito, guarda caso, di jazz.  Gli dissi che quella musica non mi trasmetteva alcuna emozione e che dunque non mi piaceva.  In un dialogo andato avanti per ore, lui tentò di convincermi in ogni modo che per giudicare il jazz bisogna conoscerlo: solo quando sai, puoi apprezzare e bla bla...

Ammesso e non concesso - ma concesso proprio per nulla - che tutto ciò sia vero, se c'è una disciplina artistica in cui mi sento di poter dire qualcosina è la letteratura.  Allora perché se un libro non mi piace devo affermare che è bello?

Ma proprio mi rifiuto di farlo.  Potrò riconoscergli un certo valore per avere, che so, segnato un distacco dalla tradizione o indagato una materia poco trattata o salcazzo, per dirla alla Bango, ma non dirò mai che è bello se non mi è piaciuto.

E non ci provate nemmeno a farmi cambiare idea.  Se non c'è riuscito il mio amico appassionato di jazz, voi non avete speranza.

Nemmeno quel genio di @Kuno, diteglielo se vi capita di incontrarlo.

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3 ore fa, Plata dice:

ma se l'arte è espressione dell'essere umano si deve per convenzione associargli una visione oggettiva, non trovi?

E' proprio necessario?

 

Non so, forse sono troppo ignorante in materia.  Io sono fermo a Boskov: "E' rigore quando arbitra fischia".  Parafrasandolo: "E' bello quando mi piace".

Ok, ho esagerato un po', ma la mia lunghezza d'onda è quella.  

Del resto anche nei libri è così: ogni parere è soggettivo.

Se scendiamo di livello e parliamo di autori contemporanei, senza pretesa dunque di accostarci a dei capolavori, si verifica la stessa cosa.

Faccio un esempio di giallisti, visto che me ne intendo più di altri generi.

La prima volta che ho preso in mano un libro di Manuel Vazquez Montalban ero sicuro che mi sarebbe piaciuto.  Giallo letterario, con taglio psicologico, molte descrizioni e frequenti excursus culinari, autore antifranchista... Insomma: non poteva non piacermi.  Ne ho letto uno e non mi è piaciuto.  Ho pensato: "sarò stato sfortunato nella scelta".  Ne ho letto un altro: idem.  Poi un altro e un altro ancora, quattro o cinque in tutto.  Alla fine mi sono dovuto rassegnare: ha tutto per piacermi, ma non mi piace.  Non potrò mai dire che ho letto un bel libro di Manuel Vazquez Montalban.

 

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2 ore fa, Marcello dice:

Alla fine mi sono dovuto rassegnare: ha tutto per piacermi, ma non mi piace

Allora non sono l'unica! Che sollievo! Quest'estate ho mollato I mari del sud... adoro i gialli, ma non c'era il verso per farmelo piacere! Ho provato e riprovato, ma niente! Oltre a questo, avevo letto solo La bella di Buenos Aires, ma non è stata proprio un'esperienza entusiasmante. 

 

Ad esempio, a miei amici piacque Tess dei D'Urbervilles di Hardy, per me invece è stato uno strazio. È soggettivo. 

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La trilogia del vampiro di Jeanne Kalogridis. Nella mia vita non ho mai interrotto un libro. Ho sempre finito anche i più terribili, per mettere un punto fermo su ciò che proprio non avrei mai voluto scrivere. Gli esempi negativi servono tantissimo, a mio avviso.

Ma quella trilogia, Dio mio. Sono arrivato a metà del secondo e volevo bruciarli. Di una pesantezza e lentezza mai più riscontrate.

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10 ore fa, Marcello dice:

Se non c'è riuscito il mio amico appassionato di jazz, voi non avete speranza.

Ammettilo Marcello, tu sei il Lupo della Steppa!

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14 ore fa, Kuno dice:
14 ore fa, simone volponi dice:

Ti Con Zero è illeggibile eppure Calvino rivive nell'osanna generale.

Ragazzi, per la miseria...

 

Qualcuno dello staff può cancellare il mio account, per piacere?

ti capisco, ma anziché cancellarci tutti in blocco, mo' vado a cancellare solo volponi... :asd:

 

13 ore fa, simone volponi dice:

Manzoni è una piaga.

e volponi è un provocatore.

 

Che dite? lo cancello per davvero?

:esplosione:

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5 minuti fa, Asopo dice:

Ammettilo Marcello, tu sei il Lupo della Steppa!

E anche Hesse non mi fa impazzire... :asd:

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5 minuti fa, Marcello dice:

E anche Hesse non mi fa impazzire... :asd:

Il Lupo l'ho mollato dopo una decina di pagine. Non si capisce niente, ma per molti questo equivale a essere geniale... una palla assoluta!

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15 minuti fa, simone volponi dice:

Il Lupo l'ho mollato dopo una decina di pagine. Non si capisce niente, ma per molti questo equivale a essere geniale... una palla assoluta!

Posso capire: non ci sono mostri, niente carta igienica... Una porcheria come Calvino e Manzoni, ovvio! :rosa:

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Manco una scoreggia in... quante pagine sono? Troppe, comunque, senza una scoreggia.

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7 minuti fa, Emy dice:

Ho letto il Lupo a liceo

Anche io, e me lo ricordo come il più grande trip da droghe pesanti della mia vita.

 

E comunque io Hesse lo amo...sarà dipendenza chimica.

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1 minuto fa, Thea dice:

Anche io, e me lo ricordo come il più grande trip da droghe pesanti della mia vita.

L'ho eliminato, insieme a Maestro e Margherita (mi perdoni Bulgakov) 

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21 ore fa, Marcello dice:

E non ci provate nemmeno a farmi cambiare idea.  Se non c'è riuscito il mio amico appassionato di jazz, voi non avete speranza.

Eccellenza, per quanto mi riguarda non voglio farti cambiare idea, io ho posto delle domande con tanto di punto interrogativo, non cercavo di dare delle risposte.

 

A proposito, ultima domanda:

se un libro ti piace, - quindi per te è "bello" - , e dopo anni per qualsiasi motivo non ti piace più, diventa "brutto"? :angelo:

 

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1 ora fa, Plata dice:

Eccellenza, per quanto mi riguarda non voglio farti cambiare idea, io ho posto delle domande con tanto di punto interrogativo, non cercavo di dare delle risposte.

 

A proposito, ultima domanda:

se un libro ti piace, - quindi per te è "bello" - , e dopo anni per qualsiasi motivo non ti piace più, diventa "brutto"? :angelo:

 

Dai, scherzavo: tu hai tutto il diritto di volermi far cambiare idea.  Volevo solo dire che se quell'amico mi ha tenuto lì per ore per cercare di convincermi e non c'è riuscito era difficile che ci riuscisse qualcun altro.  

Io nella vita ho cambiato idea su tante cose e non reputo certo che sia un limite, tutt'altro...

 

Non mi sono posto mai posto il problema che sollevi: credo che non mi sia mai capitato... E' rarissimo che rilegga i libri, anche se due o tre volte è successo e in quel caso il mio giudizio non era cambiato.

E comunque, se mai dovesse capitarmi, non sarebbe altro che un'ulteriore prova della soggettività del concetto di bellezza.   Non mi stupirebbe se un libro letto a quattordici anni non mi piacesse più a quasi sessanta.  Si cambia, come è naturale che sia, e non solo per ragioni di età.

Però sono curioso: che insegnamento dovrei trarne a tuo giudizio, se mai mi capitasse?

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@Marcello

ti ho posto così tante domande perché erano quelle che mi frullavano in mente mentre leggevo i tuoi commenti. Come, credo, sai ti stimo e sono curioso specialmente verso chi non la pensa come me.

 

Io penso che la bellezza, o il suo contrario, sia insita nelle cose, anche quando non c'è nessuno che può coglierla. Credo che il David di Michelangelo, un dipinto a caso del Caravaggio o uno scritto di Hemingway siano belli a prescindere, anche se non piacciono.  E credo che se l'essere umano dovesse un giorno scomparire, la loro bellezza rimarrebbe inalterata. Questo perché i canoni oggettivi per definire bello qualcosa esistono: canoni definiti dall'uomo, che poi è anche quello che crea e si esprime secondo gli stessi.

 

È un discorso generico, e io sono troppo pigro in questo periodo per approfondire. Ma a grandi linee la penso così.

Modificato da Plata
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2 minuti fa, Plata dice:

Hemingway

Il Vecchio e il Mare è noioso, eppure celebre, anche più di Per chi suona la campana, che è decisamente più bello.

Così, tanto per dire qualcosa.

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4 minuti fa, Plata dice:

 E credo che se l'essere umano dovesse un giorno scomparire, la loro bellezza rimarrebbe inalterata. Questo perché i canoni oggettivi per definire bello qualcosa esistono: canoni definiti dall'uomo, che poi è anche quello che crea e si esprime secondo gli stessi.

E' inutile: questo è un discorso da fare in una sera d'inverno davanti a un caminetto, con un bicchiere in mano...

Io però il caminetto non ce l'ho, e tu?:D

Battute a parte è davvero un discorso complesso  e da affrontare con calma.

E mi piacerebbe... pensa che nelle primissime pagine del mio primo romanzo un personaggio ragiona proprio di questo: solo per dirti quanto l'argomento mi affascini...

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8 minuti fa, simone volponi dice:

Il Vecchio e il Mare è noioso, eppure celebre, anche più di Per chi suona la campana, che è decisamente più bello.

Così, tanto per dire qualcosa.

Concordo in pieno.

 

Oddio, la cosa un po' mi spaventa...

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12 ore fa, Marcello dice:

Concordo in pieno.

 

Oddio, la cosa un po' mi spaventa...

Ti capisco: il problema è serio...:aka:

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Quella dolce follia di Patricia Highsmith: intenso, scritto bene, ottima caratterizzazione del personaggio, perfettamente riuscito nel trasmettere la follia di cui si parla nel titolo. Un libro ben fatto, ma non lo annovero tra le letture che mi sono piaciute.

Saranno classici, ma Mastro Don Gesualdo di Verga, L'assommoir e La bestia umana di Zola non mi sono piaciuti per niente: mattoni di prima categoria. Capisco il verismo e lo trovo anche utile, ma è davvero pesante.

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Se devo essere sincero, quasi tutti i libri che ho letto e mi sono piaciuti (alcuni anche molto, roba che citerei tra le mie influenze principali, roba alla quale mi ispiro, del tipo "vorrei scrivere così"), a rileggerli, non mi piacciono più. Più passa il tempo più l'emozione diventa analisi, così mi ritrovo ad apprezzare più i meriti (e anche i demeriti) letterari di un opera e del suo autore che a farmi coinvolgere dall'emozione.

 

Inoltre, mi capita spesso di non sentirmi pronto per una determinata opera. Mi capita di iniziarla e di capire dalle prime pagine che non è che non mi piaccia, solo non ho lo spirito giusto in quel momento per affrontarla (capita anche di leggere merda, in quel caso la cestino nel giro di un nanosecondo).

 

Una esperienza curiosa è avvenuta con Romanzo criminale di De Cataldo: essendo stato viziato dalla serie televisiva, non sono riuscito a leggere il libro, nonostante di De Cataldo compro, leggo, e generalmente apprezzo, tutti i titoli in uscita.

 

Un'altra cosa che spesso capita è che dei grandi autori apprezzo più i titoli che ingiustamente, a mio avviso, sono snobbati dalla critica: il libro migliore di Hemingway, secondo me, è Avere e non avere. L'avete mai sentito nominare per caso? Ecco, appunto. Dello stesso De Cataldo, uno dei libri più riusciti secondo me è Io sono il libanese, nonostante sia una chiara operazione commerciale fatta per sfruttare fino all'osso la scia di successo della serie televisiva tratta da Romanzo criminale.

 

Gli unici autori veramente grandi, ma Grandi con la G maiuscola, sono quelli che si riescono ad apprezzare in qualsiasi momento della vita, che ad ogni rilettura danno un qualcosa di diverso. Per adesso questo mi è capitato solo con Calvino e Pirandello. La chiudo qui. Come vedete il concetto bei libri che non mi piacciono è molto relativo.

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