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Niko

Guida alla pubblicazione di un romanzo: un passo dopo l'altro

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Concordo con quanto detto da Fraudolente.

Anche io ho scritto ad un sacco di ce, ricevendo diverse proposte. Il problema è che poi uno si può ritrovare nella spiacevole situazioni di dover dire:"no guardi, è vero che gliel'ho mandato io il manoscritto, ma non sono più interessato a voi". Diciamo che uno non ci fa una figura da principe ecco..

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@Nik3004

On 12/10/2017 at 18:46, Nik3004 ha detto:

"no guardi, è vero che gliel'ho mandato io il manoscritto, ma non sono più interessato a voi". Diciamo che uno non ci fa una figura da principe ecco..

Ma quando si manda il manoscritto non sai le condizioni contrattuali che ti propongono, che possono non essere soddisfacenti per te. La ce mi interessa ma se poi manda un contratto che non reputo idoneo, declino con educazione.

Di piccole cose che non mi piacciono sui contratti ne ho trovate parecchie, su alcune ci passo sopra, su altre no. Ad esempio se una piccola ce nememno mi fa la correzione bozze... passo avanti. Un'altra i diritti  di trasposizione cinematografica, radiofonica..etc me li mette a me autore al 30% non mi piace, anche se so che mai succederà che una casa cinematografica si interessi di quel testo. E potrei continuare.

Giustamente Nico parlava di diventare imprenditori di noi stessi, condivido pienamente. Quindi se parlo con una ce lo faccio da imprenditore e non più da autore, scelgo l'opzione migliore per me. Con rispetto, educazione, ma faccio i miei interessi, così come la ce fa i suoi, non ci trovo nulla di male in questo, è un rapporto commerciale e dobbiamo essere soddisfatti in due.

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2 ore fa, nemesis74 ha detto:

Con rispetto, educazione, ma faccio i miei interessi, così come la ce fa i suoi, non ci trovo nulla di male in questo, è un rapporto commerciale e dobbiamo essere soddisfatti in due.

Però, leggendo sul forum, puoi farti un'idea di quale potrebbe essere il tuo editore ideale, e troverai anche parecchie indicazioni sulle clausole contrattuali. 

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Visto che siamo in tema contratto, vorrei segnalare anche che sempre più piccole Case Editrici pubblicano sul proprio sito il contratto di edizione che sottoporranno all'esordiente.

Questa è una buona pratica, perché permette di analizzare anche quell'aspetto prima di mandare un manoscritto in visione. Ed è simbolo di trasparenza e serietà, a prescindere, poi, dal fatto che quel contratto possa piacere o meno.

Quantomeno una realtà che lo fa dimostra di non aver nulla da nascondere. :) 

 

 

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42 minuti fa, Niko ha detto:

Quantomeno una realtà che lo fa dimostra di non aver nulla da nascondere. :)

 

Concordo! E più il contratto è snello e lineare, con clausole standard, al limite personalizzate solo un po' per adeguarle a quella specifica realtà imprenditoriale, più è limpido! :)

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6 minuti fa, ElleryQ ha detto:

Concordo! E più il contratto è snello e lineare, con clausole standard, al limite personalizzate solo un po' per adeguarle a quella specifica realtà imprenditoriale, più è limpido! :)

Verissimo.

Ho modificato la guida aggiungendo un punto sulla lunghezza di un contratto.

Attenzione, ragazzi: se il contratto è molto lungo, non c'è per forza da diffidare, ma ci sono molte ragioni per farlo.

Fatelo leggere a Scrittori in Causa in via privata, o chiedete delucidazioni qui sul forum nella nostra sezione "questioni legali", senza copiare il contratto nella sua interezza, ma chiedendo consigli su alcuni punti poco chiari.

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Abbiamo aggiunto alla guida il link al Contratto editoriale standard (Fac-simile) redatto dallo Staff, grazie al mitico @ElleryQ.

Speriamo che vi sia utile.

 

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Ciao a tutti.

Sono da poco nel forum, ancora non so muovermi bene...

Leggendo il topic mi sorge spontanea una domanda, che è già stata posta in precedenza. Ma non ho trovato risposte esaustive.

Sto terminando il mio primo libro, volevo procedere mandandolo al concorso Italo Calvino.

Altrimenti avevo visto anche Neri Pozzi e Ioscrittore come papabili, per riuscire a emergere.

Pensate che sia la giusta strada o è meglio affidarsi direttamente ad agenti e case editrici?

Forse sono io ingenua pensando che questi concorsi diano una reale possibilità di venire notati?

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@d1a9r9i1a , ti suggerisco di leggere le discussioni relative ai singoli premi nell'apposita sezione, al fine di farti un'idea su ciascuno. :)

  • Grazie 1

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Mi inserisco in questo post perché ho visto un richiamo (con conseguente chiusura e re-indirizzamento qui) di un altro post e non voglio commettere lo stesso errore.

Nemmeno questo mi sembra il post appropriato, ma seguo il richiamo del moderatore e incrocio le dita per non farmi sgridare (di nuovo!).

 

Si parlava di "dimensioni" delle case editrici.

 

Premetto che sono due settimane che passo 5-6 ore al giorno a leggere ogni singolo post su WD (lo considero un investimento per il futuro).

Eppure ancora non mi sono chiare molte cose sulle case editrici. Sono riuscita a identificare alcune big (quelle ovvie, insomma).

E, se riesco a riconoscere qualche big (ma neanche tutte), proprio non ho la più pallida comprensione di quale siano quelle medie!

 

Leggendo ogni singolo post di ogni singola casa editrice, spesso non riesco a capire di che fascia sia, ma nemmeno lontanamente. E' possibile che sul forum non ci sia un elenco a grandi linee che raggruppi big, medio-grandi, medie, piccole, piccolissime?

Anche solo nella descrizione della casa editrice, insieme al link! Io sono davvero confusa e giuro che mi sto impegnando come una pazza per leggere tutto. Mi esplode la testa.

 

Io sto creando un file excel con tutte le CE che potrebbero interessarmi e le sto anche suddividendo per fascia, sarei felicissima di condividerlo con voi una volta "terminato", ma ho bisogno di aiuto nel farlo. Se esiste un post che le raggruppa, qualcuno potrebbe indicarmelo? Altrimenti avreste voglia di collaborare per creare questa lista e aiutare tutti a visualizzare a colpo d'occhio la situazione?

 

 

  • Confuso 1

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@Xal La tua domanda non ha una risposta univoca, forse proprio non ce l'ha.

Non esiste un metodo per dividere le Case Editrici per fascia o per indicarle chiaramente e senza alcuna ombra di dubbio come "medie".

Le big sono facili da identificare (fai un giro in libreria; i nomi presenti ovunque sono big).

Le piccole sono le Case Editrici di paese, di regione, quelle che comunque non hanno un grande volume di fatturato.

Forse l'unico metodo valido per dividere in fasce le Case Editrici sarebbe proprio sul fatturato (le CE sono azienda, niente di più e niente di meno). Il fatto è che non conosciamo il fatturato di tutte le Case Editrici :P 

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Verissimo, Niko, penso che la mia confusione derivi soprattutto da questo!

Tuttavia è così impossibile creare una lista "approssimativa"? Fare un grosso raggruppamento, che di certo non rende giustizia alle vere dimensioni di ogni CE, ma che ci permette di avere una visione globale?

 

Io sto prendendo appunti, tagliuzzo qua e là informazioni che riesco a scovare su queste pagine, ma questo aspetto resta sempre molto vago! :( 

  • Non mi piace 1

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11 minuti fa, Xal ha detto:

Leggendo ogni singolo post di ogni singola casa editrice, spesso non riesco a capire di che fascia sia, ma nemmeno lontanamente. E' possibile che sul forum non ci sia un elenco a grandi linee che raggruppi big, medio-grandi, medie, piccole, piccolissime?

 

Sì, sarebbe un dato davvero utile. Per aiutarti a capire, come ragionano gli addetti ai lavori, ti propongo questo link che è puramente indicativo:

Piccoli editori crescono

 

Quota

I piccoli editori – intendendo quei marchi editoriali indipendenti con un venduto a prezzo di copertina sotto i 16milioni di euro

 

Chi guadagna meno, poi, non viene preso in considerazione in questi articoli...

L'unica cosa da fare è frequentare le fiere di settore (in rete trovi gli elenchi delle CE che partecipano) e poi effettuare delle scelte personali, in base anche alla capacità d'investimento di questi editori per il singolo autore. Il tuo lavoro in excel sembra davvero una cosa positiva, soprattutto per chi non può permettersi neanche un piccolo editore, magari se ne potrebbe discutere in un altro topic.

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@Niko

Scusa, io sono un po' tardo, e forse faccio domande sceme, che magari vanno anche uun po' off-topic, ma...

Qui in officina, vengono pubblicati brani/parti di brani/racconti e quant'altro.

La  mia domanda (scema) e': Quanto e' consigliabile sottoporre all'attenzione del Forum parti del manoscritto che si intende in seguito pubblicare?

Non mi riferisco a un eventuale problema di proprieta' intellettuale, ma piu' al fatto che, probabilmente, cosi' facendo, uno si "brucia" la storia prima ancora di aver provato con un editore...

 

 

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Se è una idea tanto originale da essere una bomba editoriale, meglio evitare, certo. 

Ma stiamo parlando di probabilità infinitesimali, non è originale l'idea, ormai, ma il come la si racconta.

Inoltre gli scrittori preferiscono creare da sé la propria idea e storia (che nella testa degli aspiranti è sempre migliore delle altre) piuttosto che perdere tempo a scrivere basandosi sulla tua (o di terzi).

Se vuoi migliorare, vai in Officina senza preoccuparti. 

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  • Grazie 1

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Caro @NikoSe l'andazzo è cosi, hai piena ragione a definirlo una giungla. Difatti  stavo per caderci anch'io e grazie a WD non c'è l'anno fatta a mettermi nel sacco. Si è vero scrivo da cane,  ma se oltre a scrivere da cane, sovvenziono anche un inganno addirittura architettato nei confronti di un lavoro che comporta anche dei sacrifici, già chè scrivere un romanzo o un libro di racconti anche da cani  non è una cosa da niente, lo sto constatando di persona. Tutto questo mi fa ricordare  un famoso racconto della volte e la cornacchia,  che tu conosci benissimo. Ti ringrazio di avermi aperto gli occhi, augurandoti una buona settimana e tanta fortuna.

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Salve a tutti, avevo una domanda: è meglio una casa editrice più grande ma generalista oppure una più piccola ma fortemente focalizzata sul genere dell'opera?

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Ciao a tutti,

provo anche io a riprendere questo topic in quanto ho una domanda. 

Parliano di sinossi per la casa editrice. Per voi deve essere un riassunto del romanzo che spieghi un po' cosa succede nel libro così che se è interessato alla storia possa poi addentrarsi nella lettura o più come la sinossi per i lettori quando viene pubblicato un libro che da un'idea della trama, invoglia a leggere, ma svela poco o niente? 

 

Grazie mille

 

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3 minuti fa, Jeky Imhof ha detto:

Parliano di sinossi per la casa editrice.

Vai a questa discussione e parlane lì:

 

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No, devi svelare tutto, incluso il finale.

La casa editrice non è un lettore a cui rischi di spoilerare tutto, ma un soggetto che ha bisogno di capire bene e rapidamente cos’ha in mano prima ancora di leggerne il contenuto e saggiarne la qualità. 

Questo almeno è quello che ho capito io...

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2 ore fa, unacasanellospazio ha detto:

No, devi svelare tutto, incluso il finale.

La casa editrice non è un lettore a cui rischi di spoilerare tutto, ma un soggetto che ha bisogno di capire bene e rapidamente cos’ha in mano prima ancora di leggerne il contenuto e saggiarne la qualità. 

Questo almeno è quello che ho capito io...

Grazie mille. È quello che ho fatto con il primo romanzo infatti, ma poi mi è venuto il dubbio :D

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Questo topic è davvero interessante e molto, molto, utile.

Fa anche nascere delle considerazioni.

Che la promozione di una piccola ce sia limitata, è comprensibile e non gliene si può fare una colpa. Alla fine, però, al povero autore in erba tocca pagarsi gli spostamenti, pasti fuori casa, promozioni, copie del proprio libro acquistati a spese proprie (succede anche per le ce free, da quello che mi pare di capire, anche se si ha lo sconto), eccetera. 

Alla fine, dati gli esuli guadagni, bisognerebbe farci un pensierino prima di imbarcarsi in questa impresa. 

 

Sarebbe interessante avere testimonianze anche dal punto di vista economico da parte di chi ha già avuto esperienze di promozione (non per fare i conti in tasca, solo per avere un'idea delle possibili spese ;)).  

 

 

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