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Niko

Guida alla pubblicazione di un romanzo: un passo dopo l'altro

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56 minuti fa, M. Bamboo G. dice:

Mi chiedo a che punto del percorso inserire questo passaggio.

Be', dipende molto dal tipo di concorsi.

I concorsi non hanno molto a che fare con la pubblicazione di un libro, a meno che il premio per il vincitore non consista proprio nella pubblicazione del romanzo.

Altrimenti la varietà è tale, che difficilmente si può fare un discorso organico da collegare al percorso che va dall'ideazione di un'opera alla sua realizzazione pratica, che è lo scopo primario di questa guida. 

Ci sono concorsi per romanzi già editi che si fanno allo scopo di vincere denaro o guadagnare riconoscimenti che fanno curriculum e contribuiscono a dare visibilità; concorsi per racconti, in cui spesso il premio consiste nell'entrare a far parte di una selezione antologica, concorsi parrocchiali e altri di tale rilevanza ai quali si accede per titoli o per fama...Troppe variabili insomma e poche collegate all'itinerario che porta un aspirante autore a essere un autore esordiente.  Forse è proprio questo il motivo per cui @Niko  non ha ritenuto di dover prendere in considerazione questo aspetto nella sua "guida".

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@M. Bamboo G. e' un'idea, ma s hai un libro che ti e' costato anni di fatiche, difficile che lo mandi ad un concorso, almeno secondo il mio personale pensiero. Perché o lo mandi ad un concorso nazionale dove il premio e' la pubblicazione con qualche grossa ce, e questo stravince, o te lo bruci. Non sarebbe più "inedito".

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On 7/12/2016 at 20:55, M. Bamboo G. dice:

Molto interessante questa guida! Utile a chi, come me, si sente disorientata. Mi sembra però che non sia stato preso in considerazione come passo eventuale, una volta terminato il romanzo, quella di partecipare a dei concorsi letterari. Passo che potrebbe essere o precedente a una pubblicazione o successivo alla pubblicazione con una piccola Ce. Come mai? Chiedo perché immagino che sia anche questa una strada possibile verso la pubblicazione o verso la promozione di un libro già edito, no? Mi chiedo a che punto del percorso inserire questo passaggio.

Il passo di partecipare ai concorsi è molto diverso da quello per pubblicare. Solo alcuni prevedono pubblicazione a fine concorso e le modalità sono sempre diverse. Alcuni gratuiti, altri a pagamento secondo diversi tipi di quote di iscrizione, alcuni accettano tutto (anche romanzi editi) altri solo inediti... insomma

On 7/12/2016 at 22:10, Marcello dice:

Troppe variabili e poche collegate all'itinerario che porta un aspirante autore a essere un autore esordiente.  Forse è proprio questo il motivo per cui @Niko non ha ritenuto di dover prendere in considerazione questo aspetto nella sua "guida".

Il saggio Marcello aveva risposto già per me :D 

 

 

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Innanzitutto, grazie per la guida, molto utile e molto chiara e ben fatta!

Avrei una domanda, sperando di non essere OT: fra l'invio alle grandi case editrici e l'invio più "massivo" alle piccole, quanto tempo conviene far passare? I due passi possono seguirsi nell'arco di due-tre mesi o conviene prima aspettare i sei mesi canonici da "ok, il libro non è piaciuto a nessuno, neeeeext!"?

(Se qualcuno ha già posto la domanda mi scuso in anticipo per aver letto il topic troppo velocemente)

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On 9/1/2017 at 09:46, Yaxara ha detto:

Innanzitutto, grazie per la guida, molto utile e molto chiara e ben fatta!

Avrei una domanda, sperando di non essere OT: fra l'invio alle grandi case editrici e l'invio più "massivo" alle piccole, quanto tempo conviene far passare? I due passi possono seguirsi nell'arco di due-tre mesi o conviene prima aspettare i sei mesi canonici da "ok, il libro non è piaciuto a nessuno, neeeeext!"?

(Se qualcuno ha già posto la domanda mi scuso in anticipo per aver letto il topic troppo velocemente)

Salvo casuali eccezioni, i grandi editori difficilmente riescono in due o tre mesi a valutare i manoscritti a causa della mole enorme che ricevono.

C'è anche da dire che all'atto pratico la grande maggioranza si affida esclusivamente allo scouting di agenzie e professionisti del settore...  La risposta corretta dunque è: se vuoi metterti l'animo in pace attendi almeno sei mesi (tempo indicativo, perché Sellerio mi rispose dopo venticinque mesi...), se invece hai fretta di accorciare il cammino che può condurre a una pubblicazione puoi già iniziare a spedire.

Ti consiglio però non un invio "massiivo": intasare i piccoli editori, che hanno poco personale addetto alla valutazione, si ritorce contro noi stessi perché allunga i tempi di una risposta, con il rischio che i manoscritti vengano valutati senza la dovuta cura.

Fa' una prima selezione accurata dei piccoli editori, spulciandone senza fretta i cataloghi dopo aver esaminato con attenzione quali sono i loro profili editoriali.  Spedire un romanzo di fantascienza a un editore che non la tratta è una perdita di tempo per tutti.

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@Lemmy Caution Prego, Lemmy.

Ho colto l'occasione per rinfrescare la "guida". Ho aggiunto, quasi all'inizio, il punto sulla lettera di presentazione agli editori (ne arrivano di ogni, ragazzi... :facepalm:) e un altro alla fine, su quanto è importante essere gli impreditori di se stessi, al giorno d'oggi. Che piaccia o meno.

 

Buona notte, sognatori!

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@Niko grazie, me lo ristudio con calma, allora. Vero in un modo o nell'altro bisogna essere imprenditori di noi stessi con la scrittura, anche se non si intende farne un lavoro, ma bisogna spingere le cose per farle uscire dal cassetto.

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Provo a mettere una domanda qui, credo sia in tema, per non ingolfare con nuovi post. @Niko sai che rapporto più o meno potrebbe esserci tra cartella standard (circa 1800 caratteri) e pagina stampata di un libro? So che dipende dal tipo di libro, formato ecc... ma c'è qualche standard? Da esperienze  mi sembra che con una cartella venga un po' più di una pagina di libro, ma capisco sia coplicato... Grazie...

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27 minuti fa, Lemmy Caution ha detto:

So che dipende dal tipo di libro, formato ecc... ma c'è qualche standard?

Non credo, almeno non una relazione stretta a giudicare dalla mia esperienza.

Il mio primo romanzo era circa 740.000 caratteri pari dunque a circa 410 cartelle e ha dato vita a un romanzo di 310 pagine (stampate molto fitte).

Il secondo era circa un milione di caratteri pari dunque a circa 555 cartelle e ha dato luogo a un romanzo di 564 pagine (formato del libro appena più compatto, ma stampa molto più chiara e leggibile).

Fra non molto potrò darti notizie anche del terzo (circa 930.000 caratteri), ma immagino che la proporzione cartelle/pagine sarà la stessa del secondo, visto che uscirà con lo stesso editore.

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@Lemmy Caution no, perché dipende dagli editori. Se vuoi pubblicare in self, devi fare un po' di ricerche e studi per l'impaginazione, ma se vuoi affidarti a un Editore, il minimo indispensabile è che sia leggibile quando lo mandi.

 

Puoi partire da:

  • Font base e comune (times new roman, garamond o similari).
  • Size 12.
  • Rientro speciale prima riga di ogni paragrafo a 0,5 (tranne il primo di ogni capitolo).
  • Testo giustificato.
  • Margini standard.
  • Pagina di 15x21 (o 14x21, uno dei più usati in editoria).

La pagina non corrisponderà mai alla cartella standard, che è solo un'unità di misura, ma ti ci avvicini.

Consiglio vivamente di non essere creativi in questa fase :asd:

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@Marcello Grazie...@Niko perdona, ma a questo punto quali sarebbero i margini standard? E spaziatura a quanto? (Uso Libre Office)Se devo essere ligio, lo sarò fino in fondo... :-) Grazie, maestri :-)

Modificato da Lemmy Caution
correzioni e integrazioni
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@Lemmy Caution Devi considerare che l'impaginazione effettiva di ogni pagina è subordinata alle dimensioni (altezzaxlunghezza) del formato libro che si sceglie. Un esempio concreto è la differenza tra un'edizione prima e una tascabile. Nel mezzo ci sono molte misure differenti.

 

Inoltre non si ragiona in caratteri/pagina, ma su margini&bordi, quindi la distanza dello scritto dal bordo del foglio.

 

Non ci sono misure precise, ogni CE ha le sue (chiaramente predefinite) ma sempre quelle ha. In definitiva è una questione di colpo d'occhio e bontà di lettura.

 

Puoi partire così: una volta che hai impostato un A5 la distanza da destra/sinistra deve essere circa 1.5 e alto/basso deve essere circa 1.1 (senza header e footer). Da queste misure puoi partire per vedere cosa ti sembra meglio, e aggiungere header e footer che dovrebbero tenere circa 0.3. A questo punto puoi sistemare la misura considerando i caratteri che vuoi a pagina, che dovrebbero variare tra 1500 e 1800.

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@Lemmy Caution i margini standard di libre office dovrebbero essere uguali a quelli di word. Mi pare 2,5cm ai lati e 3 superiore e inferiore, ma controlla perchè non li guardo in cifre da un bel po' e potrei sbagliare.

Con spaziatura intendi interlinea? Singola.

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Adesso, Lemmy Caution ha detto:

quali sarebbero i margini standard?


a seconda del rapporto fra le dimensioni della gabbia di testo, ne derivano necessariamente dei margini di proporzioni fisse (proporzioni, non dimensioni) poiché variano al variare delle dimensioni  della pagina

 

il manuale della classe memoir per LateX
http://wwwcdf.pd.infn.it/localdoc/memman.pdf

 

contiene i fondamenti essenziali della teoria (capitolo 2 - the page -) validi universalmente al di là dell'utilizzo specifico per lateX

http://retinart.net/graphic-design/secret-law-of-page-harmony/

 

nota bene che i margini devono sempre essere modificati per grosse paginazioni (onde non affogare il testo troppo vicino alla cucitura/rilegatura interna o evitare che, nelle rilegature costituite da segnature di quartini e suoi multipli, lo stesso finisca troppo vicino al margine esterno e venga così a trovarsi pericolosamente vicino al bordo che è rifilato dalla lama trilaterale - page creeping = slittamento di pagina - in italiano). Createspace ci sta molto attento a questo dettaglio e te lo segnala

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  • Grazie 1

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Adesso, JPK Dike ha detto:

un A5

che è un formato proporzionalmente parlando, brutto, ma brutto assai, strapropinato solo per la sua convenienza pratica dato che chiunque può improvvisarsi stampatore con fogli A4 e da questi produrre un A5 ottimizzando il foglio in rapporto di 4 a 1 e senza sfrido. I formati in cui le dimensioni hanno un rapporto maggiore sono più belli (12x19 è molto bello ad esempio) e aiutano a creare gabbie di testo armoniose senza dover lasciare margini enormi

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@tom_bombadillo Si be' ma è una base di partenza. E' evidente che poi a seconda del formato del libro la dimensione della pagina va adattata e personalizzata. Però con un a5 e quei margini indicati viene fuori una buona pagina da 1600 caratteri ca. E puoi utilizzare tranquillamente un carattere 14 e permettere una lettura facile. Era questo che volevo dire.

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Adesso, JPK Dike ha detto:

@tom_bombadillo Si be' ma è una base di partenza. E' evidente che poi a seconda del formato del libro la dimensione della pagina va adattata e personalizzata. Però con un a5 e quei margini indicati viene fuori una buona pagina da 1600 caratteri ca. E puoi utilizzare tranquillamente un carattere 14 e permettere una lettura facile. Era questo che volevo dire.

certamente, purtroppo non sempre si possono sostenere economicamente libri di qualità e, ad esempio nei centopaginemillelire della Newton (ma quando ritorna la lira?) l'armonia della gabbia di testo era sacrificata per accogliere quante più partole possibili in una pagina

 

però ci sono 2 modi per ridurre il numero di pagine e avere comunque un testo leggibile

 

1 - scegliere un carattere con l'occhio dei glifi ampio (la famiglia dei garamond generalmente lo ha più ampio) così che siano leggibili anche in piccolo corpo

 

2 - usare un carattere coi corpi ottici per tutte le dimensioni generalmente utilizzate nel testo (da 8 a 14 punti). A differenza dei caratteri che vengono scalati ogniqualvolta selezioniamo un valore per il corpo, quelli con corpi ottici sono creati includebdone versioni a

 

8

9

10

11

12

13

14

ecc...

 

punti. Quando si seleziona una dimensione, nel caso dei font con corpi ottici non viene scalato il carattere, ma adoperato quel corpo corrispondente alla dimensione. il risultato è una stampa più netta e definita e soprattutto più leggibile in piccolo corpo

 

un font coi corpi ottici (solo 8 e 12 punti se ben ricordo) è lo

 

Ebgaramond

http://www.georgduffner.at/ebgaramond/download.html

 

o LatinModern (che ne ha di più)

http://www.gust.org.pl/projects/e-foundry/latin-modern

 

i vecchi torcolieri stampatori grazie alla nettezza della stampa e alla sapiente scelta di caratteri producevano libri leggibili in piccolissimo formato (centoventottesimo)  - quei minilibri che stanno nel palmo della mano che si vedono spesso sulle bancarelle 

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3 ore fa, Niko ha detto:

@Lemmy Caution no, perché dipende dagli editori. Se vuoi pubblicare in self, devi fare un po' di ricerche e studi per l'impaginazione, ma se vuoi affidarti a un Editore, il minimo indispensabile è che sia leggibile quando lo mandi.

 

Puoi partire da:

  • Font base e comune (times new roman, garamond o similari).
  • Size 12.
  • Rientro speciale prima riga di ogni paragrafo a 0,5 (tranne il primo di ogni capitolo).
  • Testo giustificato.
  • Margini standard.
  • Pagina di 15x21 (o 14x21, uno dei più usati in editoria).

La pagina non corrisponderà mai alla cartella standard, che è solo un'unità di misura, ma ti ci avvicini.

Consiglio vivamente di non essere creativi in questa fase :asd:

Grazie a tutti... Niente, @Niko, devo sbagliare qualcosa, non mi viene nulla di simile a una cartella :-) Diciamo per per ora non devo stampare io in self, è giusto per avere un'idea delle cartelle e di quanto scrivo e per potere proposse in maniera ordinata... Ma per mandare ad editori non è meglio prevedere un formato A4? Non so come funzioni la lettura, faranno a video o stampano (e in questo caso sarebbe utile un formato A4, no?) (Grazie davvero a tutti)

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Adesso, Lemmy Caution ha detto:

non mi viene nulla di simile a una cartella

l'impaginazione è una cosa, la predisposizione dai margini per la cartella editoriale un'altra

 

per calcolare la gabbia di testo della cartella, devi sempre e solo utilizzare caratteri monospaziati

 

per una cartella di 1800 caratteri (30x60)

 

ripeterai per 6 volte la sequenza (con un carattere mnonospaziato = mono nei nomi dei font)

 

0123456789

 

012345678901234567890123456789012345678901234567890123456789

 

in orizzontale e limiterai il numero di righe della pagina a 30

 

per orientarti in fase di bozza puoi visualizzare una riga d'intestazione in cui incollerai 6 volte la sequenza 0123456789 e attivare la numerazione righe così da poter visualizzare a occhio in ogni pagina questi due dati (poi puoi eliminare l'intestazione e disattivare la numerazione righe e puoi inviare a chi vuoi il file o anche lasciarlo così)

 

file d'esempio che ho creato in openoffice con intestazione e numerazione righe (assicurarsi di avere il font bitstream vera sans mono - è gratuuto - o qualunque altro carattere monospaziato che è uguale, i caratteri monospaziati hanno tutti lastessa larghezza)

http://s000.tinyupload.com/index.php?file_id=46602904322375744903

 

 

 

 

 

 

 

 

 

352860_30x60.png

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Per pubblicare bisogna spedire un libro dai contenuti validi e dalla forma perlomeno decente e, alle ce con cui si vuole realmente pubblicare. Se editato bene, ancora meglio, visto che le ce piccole spesso editano alla cavolo di cane e rimangono degli errori. Spedire alle big con la casella di posta serve solamente ad attendere sei mesi, nella quasi totalità dei casi. Scrivere dei romanzi tutti uguali sull'amore come i diecimila romanzi self che vedo su fb, serve a non farsi pubblicare. Questo è quello che ho visto e provato io, che nel bene o nel male sono già al secondo pubblicato.

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Per pubblicare bisogna prima saper scrivere, ed avere una storia nuova da raccontare. Un consiglio su tutti, evitate le piccole case editrici. Se riuscite a sfondare con una brande, bene, altrimenti lasciate perdere, vi faranno spendere solo tempo e illusioni. Per le piccole case editrici voi non siete artisti, ma clienti. Fate pagare caro il vostro ingegno!

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Innanzitutto grazie per questa utilissima guida, pero c'è una cosa che non capisco, perchè è controproducente mandare la propria opere a tutte le CE disponibili ?

Cita

Mandate la vostra sinossi a tappeto. Questa è una politica grezza e non molto efficace; anzi, è controproducente. Ma se non vi rimane altra scelta... lasciate perdere, o fate quest'ultimo tentativo.

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@Nik3004 Perché sparare nel mucchio è inutile. Si dovrebbe trovare una realtà adatta a te e al tuo romanzo, non una realtà qualsiasi. 

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Ospite cashh

Grazie dell'esaustiva presentazione. 

Nei prox giorni magari approfondiro' meglio alcuni passaggi .

Cashh

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Buongiorno, finalmente ci siamo, sto per buttarmi in questo mondo, mandando le prime mail. Ho una domanda, come la dovrei impostare?

Nel senso, oltre agli allegati di libro, sinossi ecc..cosa dovrei scrivere nel corpo dell'e-mail? Grazie in anticipo. 

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@Nik3004 ciao, ho letto la tua domanda è vorrei dirti ciò che ho capito fin'ora.

 

Ogni casa editrice lavora in modo differente, per esigenze di gestione.

Per ciò, dopo aver accuratamente selezionato le CE a cui vuoi proporre il tuo manoscritto, dovresti fare uno studio approfondito di ognuna.

Infatti alcune ti richiederanno nel primo invio solo un tot. di cartelle, per poi in seguito se il tuo lavoro rientra nei loro interessi richiederti il testo completo.

 

Detto ciò, l'e-mail che invii è una presentazione, una richiesta di essere preso in considerazione e valutare la tua opera se idonea a essere pubblicata tramite loro. Una domanda di collaborazione. 

 

Nel forum trovi discussioni sull'e-mail da inviare, magari può esserti d'aiuto questo link: 

Spero di esserti stata di aiuto.

 

Comunque nel forum puoi fare ricerche mirate cliccando la lente in alto.

 

A presto! 

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Dopo quasi un anno, almeno così mi pare, che bazzico il forum, e dopo tre libri, di cui il primo autopubblicato e gli altri, invece, dati alle stampe da piccoli editori, oggi scopro la guida di @Niko. Condivido pienamente i suoi consigli, in particolare quello sulla selezione iniziale delle prime cinque o poco più case editrici alle quali proporsi. Sull'onda dell'entusiasmo si corre il rischio di dover rinunciare a contratti molto promettenti per aver già firmato con altri... Non che mi lamenti del mio primo editore, bravissima persona, serio e preparato, ma un po' troppo a corto di liquidità...

Se questa guida mi fosse capitata sotto gli occhi cinque anni fa, forse mi sarei comportato in modo diverso.

 

Mi rimane un po' di amaro in bocca constatando che la guida non spiega come arrivare a essere davvero uno scrittore professionista. Ci proverò io, in poche parole:

1) diventate famosi o sposatevi con qualcuno che lo sia e, se sapete scrivere, fatelo, anche se avete poco o nulla da raccontare;

2) se, invece, siete semianalfabeti e comunque celeberrimi, cercate un bravo writer a pagamento che scriva per voi;

3) fatevi raccomandare da un amico di famiglia che sia un personaggio molto importante;

4) se siete una bella donna o un bell'uomo è inutile che vi spieghi come usufruire della vostra beltà.

 

Potrei continuare ancora, ma è un elenco molto triste. Pubblicare con un buon editore, se non avete angeli custodi in paradiso e anche se siete capaci o, meglio, bravissimi, è davvero come vincere al superenalotto. 

 

Eh, sì, ci vorrebbe un bel colpo di c...! 

 

 

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