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ClaudiaB

Promuovere con una pagina facebook

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Ciao a tutti,

c'è una discussione sul blog letterario, una sui siti web... ma di facebook cosa ne pensate per promuovere un romanzo?

Non parlo, di spam selvaggio attraverso facebook, ma di una pagina per il romanzo o per l'autore.

 

Io ho un blog, che in teoria sarebbe un mio blog personale/diario, ma in realtà è nato con la pubblicazione del mio romanzo e la sessione più corposa del blog è quella dedicata al romanzo. È ovvio che siti e blog possono cambiare molto a seconda della personalità dell'autore/blogger e dell'impronta che si vuole dare al blog. Ad esempio nel mio ho creato il progetto parallelo al romanzo, dove pubblico mie foto ispirate al romanzo o dei miei dipinti o disegni riguardanti il romanzo, connettendoli con una citazione.

 

Con il blog sto provando a creare relazioni con altri blog letterari e in un paio di mesi ho 7 follower... che ovviamente non sono molti, però sono comunque sette relazioni create da zero, semplicemente mostrando interesse nei blog di altri.

 

Quello che mi chiedevo, però, è quanto può essere utile facebook.

Credo che su Facebook  una pagina possa crescere più velocemente di un blog, perché il passaparola su facebook è veloce. Invece, un blog di uno sconosciuto è difficile che esca fuori da motori di ricerca e il passaparola funziona più lentamente, perché non tutti visitano blog o sono blogger. Facebook ce l'hanno (quasi) tutti, il "mi piace" alla pagina è molto più facile da ottenere che l'iscrizione di un follower ad un blog.

È vero che il "mi piace" ad una pagina, non significa un lettore, ma spesso è un tuo amico a cui (per forza) piace il tuo romanzo... ma magari significa anche una vecchia conoscenza, che ha altri amici, che ha altre conoscenze... 

 

Secondo... pagina del romanzo o pagina autore? Io su facebook ho solo il mio contatto personale e non so perché, ma l'idea di avere anche la pagina autrice "professionale", mi sembra ridondante... una cosa da disturbo della personalità, mi sembra abbia più senso quella del romanzo... anche se ho già in mente l'obiezione che alcuni potrebbero fare: "e se poi pubblichi un altro libro?"...

 

Insomma, cosa ne pensate di facebook per un romanzo? Qualche vostra opinione per chiarirmi le idee? ...O anche per complicarle ancora un po'! :) 

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Domanda che mi sono posto anch'io all'epoca.

Ho deciso per affiancare a quella del profilo una pagina dedicata ai romanzi.  Parto un po' avvantaggiato, però: scrivo romanzi con personaggi seriali e quindi ho dato alla pagina il nome della collana di libri (due pubblicati, il terzo in arrivo).  Periodicamente pubblico piccoli estratti ai quali aggiungo foto - personali e non - dei luoghi descritti, recensioni, notizie, foto di presentazioni e qualche anticipazione su ciò che sto scrivendo.   Il pubblico nel tempo si è allargato e ho raccolto contatti che vanno oltre la stretta cerchia degli amici.  Niente di eccezionale, per carità, ma ne sono abbastanza soddisfatto.

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Come ha detto Marcello, creare una pagina apposita per il libro va bene se hai una saga, o una serie di romanzi con personaggi ricorrenti.

Se non è questo il caso, meglio abbinare una pagina con la dicitura "scrittrice", o fare direttamente con la tua pagina personale. Su facebook ti puoi muovere molto meglio di un blog, ci sono tanti gruppi dedicati ai libri che ti permettono di pubblicizzarti... però capita (come nel mio caso) che i contatti siano un po' "dormienti" o per nulla interessati. Magari pubblichi un libro o, come nel mio caso, un racconto o una recensione, e non ti si filano. È un'arma a doppio taglio, ma comunque più veloce di un blog.

Modificato da simone volponi
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Se dopo aver letto la risposta di Marcello (e dopo aver guardato a fondo la sua pagina fb : Chessygrin :) stavo correndo a fare una pagina Fb, il commento di Simone mi riporta al dubbio di partenza: cioé il rischio di una pagina poco attiva. La pagina di Marcello, ad esempio, è abbastanza attiva nei commenti degli utenti... e se un blog non troppo attivo, dal punto di vista delle partecipazioni esterne, rimane comunque dignitoso, la pagina facebook con i "mi piace" solo di mia madre e del mio gatto non è bella... che poi io il gatto non ce l'ho, quindi, il rischio è reale.

Ovviamente i contenuti postati sono importanti, ho visto molte pagine con solo post sulle offerte e sui link di vendita del romanzo, è ovvio che post del genere non attirino troppo interesse.

Il fatto di postare sul romanzo semplicemente sul profilo personale è in effetti la cosa più semplice, ma non so perché mi piacerebbe di più l'idea di un pubblico più specifico e interessato senza diventare troppo monotematica nel mio profilo.

Continuo a riflettere...

 

Ps: Ovviamente mia madre non si limitirebbe ai "mi piace" avrei anche una vasta gamma di commenti riassumibili con " I figli... so' pezzi 'e core" 

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8 minuti fa, ClaudiaB dice:

Continuo a riflettere...

E nel frattempo compra un gatto...

:asd:

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Su facebook i gatti spopolano, sai i like che becchi mettendo il micetto che pubblicizza il libro? Senza contare gli altri gatti che lo seguiranno (sono una razza che fa gruppo), le gattare... Ah, il marketing! :D

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Ho cominciato a scrivere  (in età ben matura) per divertimento, del tutto digiuna di marketing.  La prima volta mi sono impegnata giusto in un paio di presentazioni e, dato il genere,  ho segnalato il libro ad alcune riviste nautiche; avevo già un blog, dedicato a tutt'altro,  cui ho aggiunto una paginetta. L'editore si è abbastanza mosso, nel suo piccolo, con interviste e recensioni.

I social mi annoiano, confesso: a fb mi sono iscritta da pochissimo,  tanto   per rimanere in contatto con  il mio gruppo di lettura.

Tuttavia nei prossimi mesi pubblicherò un romanzo (o forse due!); visto che c'ero,  ho aperto pure una pagina autrice. Pubblicate due cose, non so bene che farne: Blink :. Graditi i suggerimenti!: Chessygrin :

2 minuti fa, Marcello dice:

E nel frattempo compra un gatto...

Ne ho già cinque! Campagnoli e analfabeti...

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Niente gatto, il mio compagno è allergico al pelo di qualsiasi animale, dal criceto al cavallo.

 

A proposito dei contenuti per la pagina facebook, credo dipenda molto dal target e dalle tematiche del romanzo... ad esempio, ho visto che la pagina di Marcello (che ormai è diventata un esempio per il topic) ha molte foto e riferimenti all'Olanda e ad Amsterdam, perché il romanzo lo consente.

Se il mio fosse un romanzo sui gatti, potrei mettere milioni di foto di gatti (ma nel mio romanzo non c'è neanche una volta la parola gatto).
Credo che uno dei rischi della pagina facebook (ma anche del blog), è esaurire i possibili contenuti abbastanza presto.

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9 minuti fa, ClaudiaB dice:

Credo che uno dei rischi della pagina facebook (ma anche del blog), è esaurire i possibili contenuti abbastanza presto.

Il rischio c'è: a quel punto tocca scrivere un nuovo romanzo... Praticamente diventa una spirale da cui non si esce più!

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22 minuti fa, ClaudiaB dice:

Niente gatto, il mio compagno è allergico

Fagli prendere mezza pastiglia al giorno di delcacortene 25. Io ho fatto così e dopo due mesi l'allergia mi è passata per sempre. 

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2 ore fa, ClaudiaB dice:

Niente gatto, il mio compagno è allergico al pelo di qualsiasi animale, dal criceto al cavallo.

 

O cambia compagno (ma che siete, due pappagalli? Compagno... )

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Ospite
3 ore fa, ClaudiaB dice:

Credo che uno dei rischi della pagina facebook (ma anche del blog), è esaurire i possibili contenuti abbastanza presto.

 

Io ho un blog e abbino a questo una pagina facebook. Non ho quindi una pagina facebook "monotematica", legata a un unico libro, ma condivido su questa tutti i miei interessi letterari. Si tratta perciò di una sorta di diario, che si aggiorna in maniera propozionale alla mie attività di scrittura, un modo per valutare anche come si evolve questa mia passione e quanto ancora sono disposto a fare per migliorarmi ;-)

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Ragazzi, non sono un moderatore e non aspiro a diventarlo, ma cerchiamo di restare in tema, se possibile...:)

Cara @ClaudiaB , ti porto la mia esperienza, che non è detto debba valere per tutti. Io ho creato una pagina specifica per il libro, che in meno di un anno ha ottenuto più "mi piace" di quanti siano i miei stessi "amici". Anzi, ti dirò di più: su circa 300 amici di facebook, meno della metà ha messo il suo "like" su Sibrium, che alla fine comunque ne ha già raggiunti circa 450. Ora, sia ben chiaro: non è che tutti quanti abbiano poi acquistato il romanzo, ma perlomeno vuol dire che sono uscito dalla solita cerchia di amici e parenti della vita reale. E a proposito di parenti, è proprio grazie alla pagina facebook che ho potuto informarli del fatto di aver pubblicato, altrimenti quelli che non vedo da molto tempo, o che abitano parecchio lontano, difficilmente avrebbero potuto saperlo.
Non avendo poi la possibilità economica di creare un sito decente, il social network ti dà inoltre l'opportunità di mettere al corrente parecchie persone delle tue iniziative: presentazioni, interviste, conferenze o, nel mio caso, un laboratorio teatrale. Alcuni dei miei post sono stati visti da oltre 2000 utenti e per un signor nessuno quale il sottoscritto credo sia un traguardo di tutto rispetto.
Certo, per poter ottenere qualche risultato concreto devi seguirla quotidianamente, la tua pagina, cosa che io nelle ultime due settimane non ho fatto, ma solo perché sono in fase di rinnovo contratto. Però sono sicuro che, non appena riprenderò a pubblicare post e a condividerli, i contatti "dormienti" si risveglieranno.

Conclusione. Visto che in ogni caso si tratta di pubblicità gratuita, perché non approfittarne? Abbiamo ben poco da perdere e tutto da guadagnare.

Modificato da Alexmusic
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In effetti, la conclusione di Alexmusic ha senso: " Visto che in ogni caso si tratta di pubblicità gratuita, perché non approfittarne? Abbiamo ben poco da perdere e tutto da guadagnare".

Girando su facebook, ho trovato una pagina di un romanzo della Garzanti, che era molto ben fatta. È vero che è Garzanti, ma in fondo facebook dal punto di vista di aspetto e grafica è davvero poco personalizzabile, quindi non è un risultato irraggiungibile (non parlo di utenti, ma di aspetto della pagina).

 

Per concludere, mi sto orientando verso la pagina per il romanzo, per le eventuali pubblicazioni future si vedrà.

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Da asociale non avevo una pagina FB. Ho dovuto aprirla per forza maggiore e, in effetti, se quella pagina non avrei concluso un bel nulla.

La mia campagna di crowdfunding è stata condotta interamente su FB. Un lavoraccio, lungo e che ha richiesto estrema costanza e attenzione.

Ho preferito separare la pagina del libro da quella personale.

Sulla prima pubblico soltanto informazioni e aggiornamenti riguardo il romanzo (e quelli che lo seguiranno); sulla seconda anche qualcosa di personale.

 

Che piaccia o meno è un modo rapido, semplice e diretto per raggiungere una quantità di contatti altrimenti impossibile. Deve essere usato con competenza e attenzione. Senza farsi prendere da facili entusiasmi o dalle delusioni. Uno strumento dalle grandi potenzialità.

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On 2/5/2016 at 20:31, Montezuma dice:

 

Che piaccia o meno è un modo rapido, semplice e diretto per raggiungere una quantità di contatti altrimenti impossibile. Deve essere usato con competenza e attenzione. Senza farsi prendere da facili entusiasmi o dalle delusioni. Uno strumento dalle grandi potenzialità.


Concordo.
Aprire una pagina per Facebook "perché ce l'hanno tutti" non serve a un tubo, detto questo è in effetti un'alternativa più economica (a livello di tempo e/o danaro) a un sito per avere un minimo di presenza online, e se ci si prende gusto e si pubblicano contenuti di interesse per i potenziali lettori del libro, può essere utile anche per vendere.
In generale, consiglio di non essere autoreferenziali, di limitarsi alla promozione vera e propria all'uscita di un libro o per segnalare uno sconto, e vale la regola "se è un contenuto che non vorrei leggere, perché dovrei pubblicarlo"?

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Io sono in fase di pubblicazione, ma ancora non ho pensato bene a come muovermi sui vari social. A mio modesto parere però, vedendo anche le esperienze altrui, "attira" più la pagina autore che quella del libro, per il fatto che se uno arriva a scrivere più romanzi, avrà poi la possibilità (tra un libro e l'altro) di rinfrescare la memoria anche su quelli pubblicati in precedenza. Una pagina dedicata a un romanzo specifico, a meno che non si tratti di un bestseller, sarebbe destinata a morire, e tutta la fatica fatta per accumulare "mi piace" verrebbe vanificata, con l'aggravante di aprirne una nuova per il secondo e ripartire quindi da capo con il "rastrellamento" dei consensi. Ma tutto ciò resta una mia opinione.

Altra cosa che vedo fare è: pubblicare le medesime cose sia sulla pagina autore che sul profilo privato. Ecco lì farei un distinguo. Se inviti tutti i tuoi contatti a mettere "mi piace" alla tua pagina autore, per logica, quelli che lo fanno dovrebbero essere interessati, gli altri no. Per questo credo che sia bene scindere le due cose. Poi ovviamente non è uno scandalo se uno scrittore (ogni tanto) posti qualcosa riguardante il suo libro su entrambe le pagine.  :super:

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3 ore fa, baffoloco83 dice:

Per questo credo che sia bene scindere le due cose. Poi ovviamente non è uno scandalo se uno scrittore (ogni tanto) posti qualcosa riguardante il suo libro su entrambe le pagine.  

Più o meno faccio così. Ma con scarso zelo:rolleyes:

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On 10/5/2016 at 15:37, baffoloco83 dice:

Io sono in fase di pubblicazione, ma ancora non ho pensato bene a come muovermi sui vari social. A mio modesto parere però, vedendo anche le esperienze altrui, "attira" più la pagina autore che quella del libro, per il fatto che se uno arriva a scrivere più romanzi, avrà poi la possibilità (tra un libro e l'altro) di rinfrescare la memoria anche su quelli pubblicati in precedenza. Una pagina dedicata a un romanzo specifico, a meno che non si tratti di un bestseller, sarebbe destinata a morire, e tutta la fatica fatta per accumulare "mi piace" verrebbe vanificata, con l'aggravante di aprirne una nuova per il secondo e ripartire quindi da capo con il "rastrellamento" dei consensi. Ma tutto ciò resta una mia opinione.

Altra cosa che vedo fare è: pubblicare le medesime cose sia sulla pagina autore che sul profilo privato. Ecco lì farei un distinguo. Se inviti tutti i tuoi contatti a mettere "mi piace" alla tua pagina autore, per logica, quelli che lo fanno dovrebbero essere interessati, gli altri no. Per questo credo che sia bene scindere le due cose. Poi ovviamente non è uno scandalo se uno scrittore (ogni tanto) posti qualcosa riguardante il suo libro su entrambe le pagine.  :super:

Concordo: la pagina da autore ha più senso di quella del singolo libro (a meno che non sia una saga di più volumi, forse), detto questo una pagina da autore in cui si condividono le stesse cose che pubblichi nel tuo profilo personale non serve a un tubo, servono toni e contenuti appropriati, altrimenti non si esce dalla propria cerchia di contatti.

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2 ore fa, Nativi Digitali Edizioni dice:

Concordo: la pagina da autore ha più senso di quella del singolo libro (a meno che non sia una saga di più volumi, forse), detto questo una pagina da autore in cui si condividono le stesse cose che pubblichi nel tuo profilo personale non serve a un tubo, servono toni e contenuti appropriati, altrimenti non si esce dalla propria cerchia di contatti.

Sì, infatti. Intendevo proprio quello. Le due pagine devono essere scisse. Ogni tanto può capitare (raramente) di pubblicare lo stesso post su entrambi, magari per condividere un traguardo raggiunto. Però, per il resto, lascerei le due cose su binari paralleli, ma differenti. 

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A prescindere dai contenuti pubblicati, ho l'impressione che la pagina autore attiri maggiormente se si è già un autore affermato, forse quando si tratta di autori emergenti il lettore si ricorda maggiormente il libro (romanzo, il titolo, la copertina...) anziché il nome di una persona poco (o per niente) conosciuta.

Ad esempio, anche al di fuori di facebook, se sono interessata al romanzo di un autore che non conosco, mi viene spontaneo cercare informazioni attraverso il titolo del libro; se invece si tratta di un autore noto, cerco direttamente "Camilleri", "Mazzantini" e cerco qual è il nuovo romanzo...

Credo che per Facebook valga lo stesso discorso: c'è più possibilità che qualcuno sia attratto dalla pagina fb del mio romanzo (appunto per questioni di titolo, copertina...) che dal mio nome su facebook.

Parlo davvero di una mia impressione personale. 

 

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1 ora fa, ClaudiaB dice:

A prescindere dai contenuti pubblicati, ho l'impressione che la pagina autore attiri maggiormente se si è già un autore affermato, forse quando si tratta di autori emergenti il lettore si ricorda maggiormente il libro (romanzo, il titolo, la copertina...) anziché il nome di una persona poco (o per niente) conosciuta.

Ad esempio, anche al di fuori di facebook, se sono interessata al romanzo di un autore che non conosco, mi viene spontaneo cercare informazioni attraverso il titolo del libro; se invece si tratta di un autore noto, cerco direttamente "Camilleri", "Mazzantini" e cerco qual è il nuovo romanzo...

Credo che per Facebook valga lo stesso discorso: c'è più possibilità che qualcuno sia attratto dalla pagina fb del mio romanzo (appunto per questioni di titolo, copertina...) che dal mio nome su facebook.

Parlo davvero di una mia impressione personale. 

 

Dipende dai punti di vista.

Però ho notato che alcuni scrittori, al loro terzo romanzo, continuano a fare la pagina fb del libro. Il problema è che poi per ogni libro devi ripartire da capo, mentre se inizi come "personaggio/autore" (anche se non famoso) piano piano cresci, specialmente se la sponsorizzi (perché è chiaro che io vedo questa cosa come un investimento e come tale devi cercare di attirare nella rete anche quelle persone/lettori che non conosci ma che sono amici di amici). Ho conosciuto scrittori che hanno la loro pagina autore e che sponsorizzandosi sono arrivati oltre i 2000 likes in un anno (periodo di vita più o meno del libro). Ipotizziamo che quei 2000 likes li prenda anche con la pagina del libro, una volta che esco con il mio secondo romanzo dovrei ripartire da capo perdendo tempo ad accumulare consensi che invece avrei nella pagina personale. In tal caso potrei partire con una promozione anticipata del secondo libro con un bacino di utenti maggiore.

Però queste, come le tue, sono soltanto mie supposizioni visto che non ho mai pubblicato nulla. ;)

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@baffoloco83 Su questo hai ragione,  un profilo autore è più utile nel tempo e i like si sommano ad ogni romanzo.

In fondo lo scopo di una pagina fb cambia a seconda dell'autore: i già citati Camilleri e Mazzantini venderebbero a prescindere dalle pagine facebook, per un autore emergente una pagina facebook serve per espandersi e farsi conoscere un po' col passaparola virtuale.

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12 minuti fa, ClaudiaB dice:

@baffoloco83 Su questo hai ragione,  un profilo autore è più utile nel tempo e i like si sommano ad ogni romanzo.

In fondo lo scopo di una pagina fb cambia a seconda dell'autore: i già citati Camilleri e Mazzantini venderebbero a prescindere dalle pagine facebook, per un autore emergente una pagina facebook serve per espandersi e farsi conoscere un po' col passaparola virtuale.

Pienamente d'accordo. Poi su facebook ci sono dinamiche strane. Basti pensare che la pagina ufficiale italiana di Donato Carrisi ha meno like dell'omonima pagina francese (8000 contro i 12000 che sono a loro volta pochi per uno scrittore che in questo momento è il miglior "thrillerista" nostrano). O che una CE come Lettere Animate (con rispetto della suddetta CE)abbia più "consensi" della Longanesi. Spesso ci sono dinamiche imprevedibili sui social che portano a questi risultati, in parte sorprendenti. Tutto ciò per dire che magari ci scervelliamo a creare pagine, o ad affannarci per promuoverci, e poi vedi la sgallettata che scrive idiozie e che ti sovrasta di mila e mila "adepti". O_o

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A mio parere la pagina autore o profilo autore su FB ha molto più senso della pagina relativa al libro, anzitutto perchè è meno dispersiva nel caso si abbiano più pubblicazioni: fai conto che su una pagina autore puoi  "sponsorizzare" anche semplici racconti o storie che scrivi qui sul WD e farti conoscere in modo più ampio rispetto al front-end che avresti relativamente ad un'unica pubblicazione. Personalmente avevo una pagina relativa al primo romanzo ma, quando ho pubblicato il secondo e mi sono trovato a gestirne due, ho deciso di fonderle.  Sia chiaro, FB è solo un altro dei mezzi che ti consentono di farti conoscere praticamente gratis, tuttavia credo che il blog o anche la sola partecipazione a forum tematici sia imprescindibile.

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Mi intrufolo nel discorso che è interessante. Credo che dipenda anche e soprattutto dal tipo di libro, come si diceva anche qualche post più in alto: una serie di libri sullo stesso argomento, o una saga, a mio parere ha maggiore visibilità se accompagnato da una pagina che riguardi proprio la saga stessa, c'è possibilità di aggiornare con molto più materiale e mantenere vivo l'interesse dei lettori tra un'uscita e l'altra, senza contare che si possono pubblicizzare tutti gli eventi accumulando follower e concentrandli su un certo lavoro.

Non credo sarebbe molto utile al contrario una singola pagina Facebook per ogni libro autoconclusivo pubblicato da un autore, anche non esordiente, perché il suo interesse si esaurirà probabilmente nei primi mesi di uscita; anche l'autore, una volta che avrà pubblicato un estratto, un'intervista di un blog, un secondo estratto, una seconda intervista, un post con le motivazioni del suo scrivere, ennesima intervista, ennesimo estratto e così via, se dovesse tenere sempre attiva quella pagina finirebbe per pubblicare in pratica l'intero libro online nel giro di pochi mesi. Stesso dicasi per i temi trattati: se scrivo un libro d'avventura magari quel titolo è più vendibile come titolo a sé rispetto a un trattato sulla cucina tipica etrusca, per dire ;)

 

Secondo me un autore deve avere una mentalità da marketing in questi casi: se il mio progetto deve avere una vita molto lunga, devo puntare sul titolo e farlo diventare il più possibile virale, se invece ho in mente moltissimi progetti diversi ma dalla vita breve, mi conviene puntare su di me come autore, creandomi una cerchia di affezionati.

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6 minuti fa, RitaM dice:

Secondo me un autore deve avere una mentalità da marketing in questi casi: se il mio progetto deve avere una vita molto lunga, devo puntare sul titolo e farlo diventare il più possibile virale, se invece ho in mente moltissimi progetti diversi ma dalla vita breve, mi conviene puntare su di me come autore, creandomi una cerchia di affezionati.

Sono d'accordo. Dipende tutto dai progetti che ha in mente l'autore.

Saga = pagina del libro.

Libro autoconclusivo = pagina autore.

Certo è che con una pagina autore puoi postare aneddoti o altri contenuti e non solo parlare dei tuoi scritti. E quindi renderla attiva più facilmente. Dunque gli euro spesi per sponsorizzare la pagina te li ritroverai all'infinito, ammesso che scriverai all'infinito :D 

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On 24/5/2016 at 17:57, baffoloco83 dice:

Spesso ci sono dinamiche imprevedibili sui social che portano a questi risultati, in parte sorprendenti. Tutto ciò per dire che magari ci scervelliamo a creare pagine, o ad affannarci per promuoverci, e poi vedi la sgallettata che scrive idiozie e che ti sovrasta di mila e mila "adepti". O_o


Vero, ricordiamoci inoltre sempre che il numero di "mi piace" non corrisponde al numero di potenziali lettori, ma nemmeno alla portata effettiva dei post della pagina! Senza entrare nei dettagli dell'algoritmo, una pagina con alcune decine di migliaia di mi piace, specie se datata e se i "mi piace" sono stati acquisiti con modalità non troppo ortodosse, può avere una portata dei post minore di una con due o tremila "like", dipende molto dall'efficacia che ha un autore (o un editore) nel comunicare contenuti d'interesse al suo pubblico.

Infatti una terza via, oltre alla pagina dell'autore e a quella del libro, può essere una pagina tematica su argomenti correlati a quelli dei propri libri, magari "agganciata" a un blog, dove ovviamente bisogna stare però più attenti a non  esagerare con i post prettamente promozionali.

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Facebook è fondamentale per la promozione, molto più di qualsiasi altro social o web-media.
Avete presente gli articoli che vengono condivisi su Facebook? Non so se ci avete fatto caso, ma gli articoli dei siti esterni (anche i più virali) raggiungono al massimo qualche decina di commenti. Commenti scritti su siti esterni, intendo. Su Facebook, invece, quello stesso articolo magari viene commentato decine di migliaia di volte. Cosa succede? In pratica l'utenza clicca sul collegamento esterno, legge l'articolo e torna indietro sul social a commentare. Non resta sul sito, per quanto vi siate sforzati a mettere plugin per l'accesso rapido da social pop up e altre robe. Questo fenomeno ha cominciato a diffondersi da qualche anno e sono certo che chi amministra un blog se n'è sia tristemente accorto da tempo.

 

Facebook ha puntato sull'accentramento, incentivando l'utenza a non varcare i confini e penalizzando con i suoi algoritmi i link esterni. Tutto deve restare all'interno di Facebook, e attualmente è proprio così che vanno le cose. A parte qualche eccezione, i siti web e i blog sono diventati deserti privi di commenti. Le visite ovviamente ci sono ancora, ma è proprio la discussione che manca.

 

Perciò, secondo me un autore deve assolutamente puntare su Facebook. Non saprei dire quali saranno gli scenari futuri, ma attualmente non consiglierei di tirare su un sito o un blog, ma di fare tutto con i social.

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