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ClaudiaB

Promuovere con una pagina facebook

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@GattoQuantico

quando consigli di creare una pagina dedicata al libro e agganciarla a un gruppo, cosa intendi? A un gruppo creato in precedenza e incentrato su altro? O a un gruppo creato ad hoc? Stesso dubbio mi sorge quando nel tuo intervento parli di costruire una community affiatata. Questa community ha una sua vita indipendente dal libro (cioè magari risponde ad altri tuoi interessi, attività ecc.), o l'hai creata appositamente per fini promoziionali? Se non vuoi/puoi parlare in particolare del tuo caso, potresti fare un esempio, anche inventato?

 

@Niko ti va di indicare qualche titolo le cui campagne social a tuo avviso sono riuscite bene?

 

Personalmente, da profana, ho trovato ben fatto questo articolo, che affronta un po' tutti gli aspetti della promozione su FB.

http://ilmiolibro.kataweb.it/articolo/scrivere/11241/come-usare-facebook-per-promuovere-un-libro/

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20 minuti fa, franka ha detto:

ti va di indicare qualche titolo le cui campagne social a tuo avviso sono riuscite bene?

Vuoi proprio i nomi? Farei pubblicità indiretta :asd: 

Tutti i self publisher che hanno fatto successo (o quasi) hanno usato promozione anche social. Abbiamo un esempio anche sul forum...

Cerca autonomamente su google e troverai vari riscontri, non vorrei fare nomi di libri o autori e andare contro regolamento :asd: 

 

Non esiste una "ricetta" per avere successo, nemmeno con le campagne social. Però esiste una base su cui poggiare: un lavoro di qualità, una promozione ben strutturata. Anche solo partendo da Facebook, come diceva giustamente @GattoQuantico nell'articolo, in quanto social più adatto a promuovere libri o autori.
Però bisogna aver ben chiaro il target di riferimento (le campagne di facebook si basano su un pubblico enorme, quindi partire con le idee confuse è come sparare nel mucchio senza molto senso. Avere invece età, interessi e genere di riferimento (alcune volte anche il genere è importante, sì) è di grande aiuto.
La pagina essere costruita bene e sempre attiva. Bisogna puntare al "dare", più che ad avere; non bisogna sfrantumare i "maroni" delle persone per comprare qualcosa. Su facebook non si va per comprare, ma per cazzeggiare. Quindi bisogna offrire svago, se vuoi utile e di alto livello, ma svago. A quel punto costruire una chiamata all'azione per ogni post (che sia immagine, articolo, eccetera) che porti a conversione effettiva.

 

Il discorso è lungo, @franka, e non vorrei semplificare cose che semplici non sono. Per questo batto e ribatto sul fattore "conoscenza".

Su internet si trovano molte guide per promozioni social (alcune brutte, altre meno, altre ancora molto utili): basta informarsi un po'. E perderci tempo. Purtroppo il fattore più importante è quello. Tempo da investire. E qualche soldino, s'intende :asd: 

 

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9 minuti fa, franka ha detto:

@GattoQuantico

quando consigli di creare una pagina dedicata al libro e agganciarla a un gruppo, cosa intendi? A un gruppo creato in precedenza e incentrato su altro? O a un gruppo creato ad hoc? Stesso dubbio mi sorge quando nel tuo intervento parli di costruire una community affiatata. Questa community ha una sua vita indipendente dal libro (cioè magari risponde ad altri tuoi interessi, attività ecc.), o l'hai creata appositamente per fini promoziionali? Se non vuoi/puoi parlare in particolare del tuo caso, potresti fare un esempio, anche inventato?

 

No, è il contrario.

 

Il giro è stato il seguente:

 

1) Creo la pagina

2) Inserisco articoli inerenti l'argomento in oggetto, intervallandoli con articoli del blog (i quali possono includere stralci di libri - in questo caso saggi)

3) Creo un gruppo per consentire libero scambio di info

4) Linko il gruppo alla pagina

 

La community ha vita indipendente, ma si chiama come il libro (e ne condivide colori e copertina).

In pratica diffonde articoli scientifici intervallandoli con stralci dei libri (scientifici anch'essi).

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3 minuti fa, Niko ha detto:

La pagina essere costruita bene e sempre attiva. Bisogna puntare al "dare", più che ad avere; non bisogna sfrantumare i "maroni" delle persone per compare qualcosa.

 

Concordo.

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Grazie @GattoQuantico e @Niko per i chiarimenti. Non volevo una ricetta, anzi chiedevo esempi appunto perché spesso fanno capire meglio delle generalizzazioni.

Che su Facebook si debba "dare" mi è molto chiaro, e credo sia appunto questo il cuore della difficoltà di promuoverci un'opera, specialmente di narrativa: i contenuti dedicati che si possono condividere senza stufare o scadere nella fuffa totale sono molto limitati.

Forse per questo gli scrittori pubblicati tendono a usare il loro profilo personale per promuovere le proprie opere: in fondo il brand da promuovere è l'autore almeno quanto il singolo libro, e la visione dell'autore sul tal fatto (di attualità, cultura, costume...) o anche solo la sua "voce" negli status possono costituire contenuti interessanti per i lettori. Almeno per me, da lettrice, spesso è così.

Certo invece i self publisher devono per forza spremere al massimo la strada social... Io non sono interessata al self publishing, ma credo che dal punto di vista promozionale da quel mondo si possa sicuramente imparare qualcosa.

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1 minuto fa, franka ha detto:

Grazie @GattoQuantico e @Niko per i chiarimenti. Non volevo una ricetta, anzi chiedevo esempi appunto perché spesso fanno capire meglio delle generalizzazioni.

Che su Facebook si debba "dare" mi è molto chiaro, e credo sia appunto questo il cuore della difficoltà di promuoverci un'opera, specialmente di narrativa: i contenuti dedicati che si possono condividere senza stufare o scadere nella fuffa totale sono molto limitati.

Forse per questo gli scrittori pubblicati tendono a usare il loro profilo personale per promuovere le proprie opere: in fondo il brand da promuovere è l'autore almeno quanto il singolo libro, e la visione dell'autore sul tal fatto (di attualità, cultura, costume...) o anche solo la sua "voce" negli status possono costituire contenuti interessanti per i lettori. Almeno per me, da lettrice, spesso è così.

Certo invece i self publisher devono per forza spremere al massimo la strada social... Io non sono interessata al self publishing, ma credo che dal punto di vista promozionale da quel mondo si possa sicuramente imparare qualcosa.

 

Conta che, almeno nel mio caso, "dare" è stato più semplice, trattandosi di saggi.

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Interessante tenere conto anche dei gruppi Facebook collegati alle pagine, anche se secondo la mia modesta opinione sta diventando un po' una "moda", con molti gruppi puramente autoreferenziali (se voglio solo promuovere direttamente i miei libri e i miei articoli, non ha senso creare un gruppo).
Altro discorso se la strategia promozionale è ben strutturata e coinvolge anche l'interazione con soggetti "terzi": se si riesce effettivamente a sviluppare il gruppo in una piccola community di interesse compatibile con temi e stile dei nostri libri, abbiamo fatto centro.

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Se si pensa di fare successo o vendere con i blog, Facebook o altro temo che ci si illuda. Diversamente, più pagine o posizioni Web si hanno, più potrebbe succedere che qualcuno inciampi sui nostri libri. Magari si inciampa proprio chi può cambiare le cose. Se vendessi con tutti i "mi piace" che ho per ogni pagina, blog, sparsi sul Web, mi accontenterei seppur non sono molti. :) Vale sempre la pena di fare comunque.

 

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Sono in fase di prossima pubblicazione e ho letto la discussione con interesse :)

 

Pensavo di aprire una pagina autore collegata al profilo che provi ad attivare i miei amici personali e da questo nucleo provi a espandere la visibilità del romanzo. Qui sta il punto, secondo me: i social non ti fanno necessariamente vendere, ma ti aiutano a costruire una rete di relazioni con potenziali lettori, altri scrittori (con cui si possono fare eventi tematici condivisi) e anche editori utili alle successive pubblicazioni (proprio grazie a facebook ho stretto una buona relazione con il possibile editore del romanzo che ho in cantiere...e che è decisamente piú "di peso" del mio editore attuale con cui non ho vincoli di prelazione.)

 

Certo poi facebook e anche twitter vanno saputi usare, con aggiornamenti quotidiani e la volontà di spendere qualche euro per la pubblicità, che aiuta molto. 

 

Tra l‘altro: pensavo di aprire la pagina prima dell‘uscita del romanzo e fare un count down. Che ne pensate?

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On 11/10/2017 at 08:39, Dale ha detto:

Sono in fase di prossima pubblicazione e ho letto la discussione con interesse :)

 

Pensavo di aprire una pagina autore collegata al profilo che provi ad attivare i miei amici personali e da questo nucleo provi a espandere la visibilità del romanzo. Qui sta il punto, secondo me: i social non ti fanno necessariamente vendere, ma ti aiutano a costruire una rete di relazioni con potenziali lettori, altri scrittori (con cui si possono fare eventi tematici condivisi) e anche editori utili alle successive pubblicazioni (proprio grazie a facebook ho stretto una buona relazione con il possibile editore del romanzo che ho in cantiere...e che è decisamente piú "di peso" del mio editore attuale con cui non ho vincoli di prelazione.)

 

Certo poi facebook e anche twitter vanno saputi usare, con aggiornamenti quotidiani e la volontà di spendere qualche euro per la pubblicità, che aiuta molto. 

 

Tra l‘altro: pensavo di aprire la pagina prima dell‘uscita del romanzo e fare un count down. Che ne pensate?

Esatto, è importante chiarirlo: i social servono in primo luogo per comunicare con potenziali lettori che abbiamo già tra i nostri contatti, e a fare "networking". Possono servire anche ad allargare il pubblico, certo, ma quella è la parte più difficile, soprattutto sul Facebook di oggi che purtroppo dà veramente poca visibilità ai post non a pagamento.
Il countdown è un'idea simpatica se fatto con una certa cura, con piccole anteprime, teaser etc.

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Vorrei aprire un altro tema collegato a Facebook:le sponsorizzazioni.

 

Ho visto che anche con poche decine di euro, possiamo far arrivare il nostro post in luoghi dove non sarebbe mai potuto arrivare prima. :asd:

 

La domanda mia è: voi avete provato? Dà risultati concreti proporzionati ai soldi messi ? Meglio Twitter o Instagram ?

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@Nik3004 Con poco più di 1 euro al giorno, si riesce ad avere dai 9 ai 13 click, se fatto bene anche di più. Però un click è solo una visita alla pagina del libro. In media servono 100 click per una vendita. Ed è una buonissima media. Quindi ci sta ne servano anche di più.

 

Ti consiglio di farlo per far girare nome tuo come scrittore e per racimolare le tue prime vendite. Ma se vuoi vendere davvero, devi lavorare per raggiungere la prima pagina su amazon di popolarità. Allora vendi anche 5/6 libri al giorno. 

 

Attenzione: parlo di classifica popolarità non per vendità che è falsa e conteggia i libri che l'autore si autocompra. Quella per popolarità (che la raggiungi cercando le categorie dalla prima pagina amazon) conta solo la singola vendita per account. Le vendite oltre la prima non valgono.

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Essendo il mio primo libro voglio tentare la strada della sponsorizzazione, mettendoci un centinaio di euro(soldi che ho messo da parte proprio "da investire" nel libro durante il periodo di scrittura), però è molto più complesso di quanto mi aspettassi.

Inoltre sono dubbioso se facebook sia o no la piattaforme migliore, Twitter non sarebbe meglio? Grazie agli hashtag della gente la pubblicità credo sia più mirata, o sbaglio?

Purtroppo me ne intendo poco, quindi QUALUNQUE opinioni/esperienza riguardo sta cosa fa comodo..

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@Nik3004 Di base non funziona. Non hai un marchio famoso né mille mila commenti. Senza una di queste cose, o tutte e due, il 99,9% delle persone non ti compra. Nem

meno legge la preview. Quindi la qualità del libro passa in secondo piano.

 

Per risolvere questo problema puoi:

 

1) trovarti una bella CE

2) comprare una sessantina o più di commenti a 5 stelle

3) non avere fretta, ma scrivere tanto e scrivere bene, e tirare su un lettore alla volta.

 

Ti consiglio o la numero 1 o la numero 3, a seconda di cosa tu voglia e ti senta. La numero due può farti schizzare in cima alle classifiche, anche in top 100 amazon, ma tanto poi più di lì non vai. Perché alla fine della fiera non importa quanti lettori fai in 6 mesi, sul lungo periodo (chiamiamola vita) la qualità è non fondamentale, di più. Senza qualità c'è il dimenticatoio.

 

Se vuoi spendere quei soldi bene investili su di te, sulle tue capacità e competenze.

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Scrivi un libro. Mettilo su amazon con Kindle Unlimited... adoperati per venderlo una 50ina di volte in KU e tieni conto delle pagine lette.

 

Chi lo prende lo finisce? Se no, ritiralo e scrivine uno nuovo e ripeti l'operazione. Se sì, scrivine uno nuovo e affiancalo al primo.

 

Chi prende e finisce il primo, compra il secondo? E lo finisce? E di nuovo. Se no, ritira e cerca di migliorare. Se sì, metticene un terzo.

 

Nel mentre tieni una pagina fb, magari stai su qualche social con capitoli in promozioni, e adoperati per fidelizzare lettori e accumulare commenti "veri".

 

E così via. Tieni però conto, che se un libro non viene finito. Mai. Lo devi ritirare e cestinare. Non esiste tenerlo fuori tanto per fare numero. Un lettore che non finisce un tuo libro, è un lettore perso. Probabilmente per sempre. E questo, poiché non siamo la Mondadori che se ne può fregare, è fondamentale.

 

 

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@Nik3004 Taggami quando mi rispondi, almeno vedo.

 

Questo è anche il mio problema eh. Ed è anche il problema delle CE, non credere. Puoi cominciare a essere attivo su internet (social e forum), e lasciare i link ai tuoi libri. Puoi fare promozioni gratuite. Puoi conoscere persone e fare comprare e commentare il tuo libro al di fuori di internet. Puoi tenere una pagina su fb dove raccogliere i lettori fidelizzati. Puoi creare immagini e disegni con cui fare pubblicità. Puoi anche fare advertising. Puoi e devi fare tutto, ma con la consapevolezza che la cosa più importante è continuare a scrivere e pubblicare.

 

E ti assicuro che alla fine della fiera vendi. Però è una maratona, non uno sprint.

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@JPK Dike Sono d'accordo. La domanda che però mi sto facendo è: come posso far sapere dell'esistenza del mio libro al mondo? Sembra sia una cavolata, ma parte tutto da qui. E tra 10 giorni viene pubblicato, il tempo per scegliere un strategia è sempre minore..

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@Nik3004 Ma sei con una CE o sei self?

 

Comunque un primo modo è partire mettendo un link nella tua firma e aprire un 3D apposito nella categoria "I Nostri Libri". Poi sopra ti ho elencato altri metodi.

 

Se vuoi sapere se esiste un posto dove mettere il tuo libro, affinché migliaia di persone lo vedano giornalmente, ti dico subito che non esiste. Ti puoi fare un sito, o aprire un blog e roba del genere. Ma il traffico sarà sicuramente quasi nullo.

 

Diventare uno scrittore è un lavoro che richiede tempo. Tanto tempo. Anche i grandi odierni (per vendite), che magari sono arrivati al cinema, sono partiti dal nulla e hanno sudato anche tanti anni prima di "arrivare".

 

Uno come Sanderson ci ha messo 6 anni e 12 libri.

Quello di The Martian mi pare 4 anni dall'autopubblicazione della prima edizione.

La Collins ha alle spalle una triologia di poco successo, e una vita da sceneggiatrice.

 

e così via...

 

Non esistono scorciatoie, né successo facile.

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Per il mio saggio, mi sono fatta aiutare da una social media manager che ha organizzato il tutto e, ovviamente, da amici e conoscenti. Non sta andando affatto male. E' una pre-promozione, perché la promozione della casa Editrice inizierà a fine gennaio, ma ci tenevo a far conoscere il libro prima di Natale, dato che si presta molto come regalo, per certi gruppi facebook dai quali, fra l'altro, è scaturita l'idea.

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Una pagina di un libro serve poco più di niente. Certo, riesci a comunicare nell'immediatezza a più persone che il tuo libro è uscito. Le pagine di facebook difficilmente vengono visualizzate dopo i primi periodi. Farla va bene, ma non contarci più di tanto.

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2 minuti fa, Alessandro Pedretta ha detto:

Una pagina di un libro serve poco più di niente. Certo, riesci a comunicare nell'immediatezza a più persone che il tuo libro è uscito. Le pagine di facebook difficilmente vengono visualizzate dopo i primi periodi. Farla va bene, ma non contarci più di tanto.

Aspetta, però.

Sulla prima sono essenzialmente d'accordo: una pagina di un libro serve a poco. Ma la pagina autore può essere molto utile.

Questo nell'ottica di inserire almeno tre post a settimana, tenerla attiva e non solo con lo spam dei propri lavori, ma con attività più o meno interessanti e più o meno frivole per mantenere un po' di interesse e di seguito.

Utilizzando le ADS, poi, le cose cambiano e allora non diventa solo poco utile, ma molto utile. Bisogna solo saper usare facebook e avere la pazienza e il tempo di starci dietro.

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Sì, hai ragione @Niko, la pagina autore è altra cosa. Spesso però forse è ancora meglio usare direttamente il proprio profilo come pagina autore. E' assolutamente meglio. Ho visto autori che col profilo andavano alla grande, lo hanno chiuso e hanno fatto la pagina: che non va. Guarda Massimiliano Santarossa, che pure è gestita in maniera continuativa.

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1 minuto fa, Alessandro Pedretta ha detto:

Sì, hai ragione @Niko, la pagina autore è altra cosa. Spesso però forse è ancora meglio usare direttamente il proprio profilo come pagina autore. E' assolutamente meglio. Ho visto autori che col profilo andavano alla grande, lo hanno chiuso e hanno fatto la pagina: che non va. Guarda Massimiliano Santarossa, che pure è gestita in maniera continuativa.

Quello dipende molto dalla volontà dell'autore e se è tanto conosciuto da poter usare il suo profilo.

Il problema è che gli esordienti fanno affidamento sulla cerchia di amici/parenti/conoscenti, e invece è la prima cosa da evitare. Bisogna uscire fuori, ed è meglio farlo con una pagina autore, a mio parere. Anche per evitare per il proprio profilo privato diventi di fatto pubblico e senza più limiti di privacy.

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Secondo me avete ragione entrambi, dipende dalla "strategia" che si vuole adoperare, dando per scontato che buttare lì link e copertine senza una strategia serve ovviamente a poco. Generalmente è vero che oggi il profilo personale è più efficace di una pagina, almeno per un autore poco conosciuto (a meno che non abbia un bel budget per le inserzioni, per le quali è necessaria la pagina), tenendo sempre conto che magari uno vuole scindere la propria identità virtuale "privata" (si fa per dire!) da quella "pubblica" di autore, e in quel caso ha più senso usare la pagina.
 

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