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ClaudiaB

Promuovere con una pagina facebook

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Io ho due paginette: una da autore e una da grafica.

Sulla seconda i mi piace sono decisamente molti di più, questo perché la pagina viene aggiornata spesso con nuovi lavori etc.etc., ma in quella da "scrittrice" mi ritrovo io stessa a non saper bene cosa pubblicare. Ci sono gli estratti, okay, ma dopo? cosa si può condividere riguardo alla propria opera senza fare troppi spoiler o stufare chi la segue? 

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Anche io ho una pagina autore su Facebook. Purtroppo, il volpone di Zuckenberg ha cambiato l'algoritmo di tali pagine e ora è possibile raggiungere solo il 10% di chi ha il like sulla pagina. Per poter raggiungere tutti i followers bisogna "sganciare". Alla fine, il ragionamento non fa una piega: tu sfrutti il mio canale per vendere, quindi mi paghi. Fatto sta che, per chi ha una pagina e non può permettersi di sborsare tot euro a settimana, vedrà i suoi post ottenere un numero di like di gran lunga inferiore rispetto a quello che otteneva mesi fa. ;(:bandiera:

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On 13/12/2016 at 20:07, Lorenzo Manara dice:


Avete presente gli articoli che vengono condivisi su Facebook? Non so se ci avete fatto caso, ma gli articoli dei siti esterni (anche i più virali) raggiungono al massimo qualche decina di commenti. Commenti scritti su siti esterni, intendo. Su Facebook, invece, quello stesso articolo magari viene commentato decine di migliaia di volte. Cosa succede? In pratica l'utenza clicca sul collegamento esterno, legge l'articolo e torna indietro sul social a commentare. Non resta sul sito, per quanto vi siate sforzati a mettere plugin per l'accesso rapido da social pop up e altre robe. Questo fenomeno ha cominciato a diffondersi da qualche anno e sono certo che chi amministra un blog se n'è sia tristemente accorto da tempo.

 

Facebook ha puntato sull'accentramento, incentivando l'utenza a non varcare i confini e penalizzando con i suoi algoritmi i link esterni. Tutto deve restare all'interno di Facebook, e attualmente è proprio così che vanno le cose. A parte qualche eccezione, i siti web e i blog sono diventati deserti privi di commenti. Le visite ovviamente ci sono ancora, ma è proprio la discussione che manca.

 

Confermo quello che hai scritto, che in realtà ormai non vale solo per i blog, ma anche per tutti i contenuti esterni a Facebook: l'algoritmo che decide quali post appaiono nel nostro news feed dà molto più peso a contenuti come foto e video pubblicati internamente a FB e sempre meno, ad esempio, ai link esterni. Oltre alle dirette live, a breve si potranno addirittura vendere contenuti digitali su FB.


Detto questo, io personalmente ritengo che la strategia migliore sia quella di puntare su Facebook ma anche su un blog ed eventualmente su altri social, perché
1)Il traffico che arriva in un blog dalle ricerche su Google è ancora molto strategico

2)Sempre meglio diversificare

3)Ricordiamoci che su Facebook abbiamo solo l'illusione di controllo: tutto quello che pubblichiamo smette istantaneamente di essere davvero nostro.

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Trovo questa discussione molto interessante, sebbene abbia un paio di dubbi al riguardo. 

 

Il primo ha a che fare con la mia riservatezza: ho sempre pensato che se avessi pubblicato (in forma tradizionale o self) avrei usato uno pseudonimo. Quindi partire con una eventuale "pagina autore" da zero mi sembra una bella sfida. Avrei preferito una pagina dedicata al romanzo a dire il vero, ma tutte le motivazioni contrarie qui espresse hanno logica, perciò mi rendo conto che avrebbe più senso puntare sulla figura dello scrittore. 

 

Il secondo dubbio riguarda la "paternità" di quanto scriviamo, perché mi sembra di capire che una volta postato un contenuto, ne perdiamo automaticamente i diritti. A questo punto o scegliamo di "rischiare" e postiamo estratti prima di pubblicare al fine di ingolosire (ovviamente se il nostro libro è valido) i possibili lettori, oppure lo facciamo dopo aver pubblicato (anche se in questo secondo caso, essendo totalmente estranea alla materia, non so se abbiamo il diritto di rivelare pezzi del nostro romanzo su altri canali).

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Ospite Andrea.Dee

Se hai più di un romanzo non ha senso creare dieci pagine diverse per ogni libro, distribuisci i like e se hai già due o tre libri diventa un casino.

 

Io ho fatto così:

Pagina del primo libro ormai andata in disuso, che rimane lì a memoria. Con le recensione e i suoi like.

Pagina autore dove ho inserito tutto il necessario per il secondo libro, dove assolutamente non spammo e dove si convogliano i futuri like. Come copertina per ora ho la foto di un reading, ma sarebbe un'immagina fatta da un grafico con le copertine dei tuoi libri.

Sito autore con sezione bio/books/contact, io in books ho messo anche le recensioni che più mi rappresentano. All'inzio il sito autore si troverà a pagina cinquemila di google, ma se la piazzi un po' in giro e ti cominciano a cliccare comincierà a spuntare tra i primi risultati e diventerà il tuo biglietto da visita.

 

Promuoversi su facebook, secondo me serve se spendi centinaia di euro per sponsorizzare il libro (lo fanno in tanti), personalmente non ci penso neanche.

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1 ora fa, Andrea.Dee ha detto:

Promuoversi su facebook, secondo me serve se spendi centinaia di euro per sponsorizzare il libro (lo fanno in tanti), personalmente non ci penso neanche.

 

Spendere dieci euro nel promuovere il proprio libro anziché in due cocktail non la vedo una cosa tanto malvagia...

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Ma se ho capito bene come funziona, non bisogna per forza spendere centinaia di euro in pubblicità su Facebook. Non è il mio campo, ma conosco una social media manager e a volte ha lanciato campagne (si dice così?) anche scegliendo di spendere qualche decina di euro. Ovviamente, in questo caso, la durata della sponsorizzazione è minore ma immagino che porti a dei risultati (altrimenti non avrebbe senso). 

 

Comunque, come scrivevo sopra, il fattore "sponsorizzazione" non è il mio primo dilemma al riguardo. Personalmente, mi incuriosisce soprattutto come impostare la pagina a nostro vantaggio ed eventuali "questioni legali" nel momento in cui pubblichiamo estratti dei nostri scritti. 

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Ospite Andrea.Dee

E cosa te ne fai di 2 euro al giorno spalmati su 7 giorni? Quei post sponsorizzati con migliaia di commenti e la gente che compra o le pagine di un libro sconosciuto con migliaia di like sono frutto di sponsorizzazioni con cifre elevate.

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Ci sono una miriade di pagine autore, o dedicate a libri per lo più sconosciuti. Tutti autori. Mi viene chiesta l'amicizia, aggiungo, e la prima cosa che fanno è:"hey, ma ciao! Vieni a vedere la mia pagina autore!" con tanto di invito a mettere mi piace... no caro, non ci vengo sulla tua pagina autore, ce ne sono troppe, non servono a una beneamata mazza. Se non per amici, parenti, gente di passaggio.

Pubblica almeno tre libri e la tua pagina autore comincerà ad avere un senso, ma della pagina del tuo romance, o del tuo fantasy di bassa lega, non interessa a nessuno.

Non interesserebbe a nessuno nemmeno una pagina dedicata a, che so, A Il nome della rosa, se fosse pubblicato oggi. Troppi autori, troppe pagine autori.

Fate una pagina sulla birra o sulle figure di m. e avrete millemila like, followers e tutta quella roba lì.

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Ma qualcosa bisogna pur farla. Se nulla è utile allora probabilmente non dovremmo nemmeno scrivere...

A mio avviso occorre ideare una strategia precisa, porsi degli obiettivi e andare avanti per la propria strada. Alcune operazioni possono funzionare per uno e magari per un altro no, o viceversa. Di sicuro starsene con le braccia conserte ad aspettare che il libro si venda da solo non porterà a niente.

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5 ore fa, camparino ha detto:

@simone volponi Ciao Simone. A questo punto non ci resta che comprare una pagina del Corriere della Sera.

O del Le Ore

 

7 ore fa, simone volponi ha detto:

Ci sono una miriade di pagine autore, o dedicate a libri per lo più sconosciuti. Tutti autori. Mi viene chiesta l'amicizia, aggiungo, e la prima cosa che fanno è:"hey, ma ciao! Vieni a vedere la mia pagina autore!" con tanto di invito a mettere mi piace... no caro, non ci vengo sulla tua pagina autore, ce ne sono troppe, non servono a una beneamata mazza. Se non per amici, parenti, gente di passaggio.

Pubblica almeno tre libri e la tua pagina autore comincerà ad avere un senso, ma della pagina del tuo romance, o del tuo fantasy di bassa lega, non interessa a nessuno.

Non interesserebbe a nessuno nemmeno una pagina dedicata a, che so, A Il nome della rosa, se fosse pubblicato oggi. Troppi autori, troppe pagine autori.

Fate una pagina sulla birra o sulle figure di m. e avrete millemila like, followers e tutta quella roba lì.

Ciò che credo succeda è il crearsi di "circoli", piccoli o più grandi, in cui autori (o gente che scrive, se preferite) supportano altri autori (...) che li supportano a loro volta. Sono uno scarsone coi social ma frequentando assiduamente il WD, credo che le cose non siano molto diverse. Leggendo racconti di utenti che non conoscevo ho imparato a conoscere la loro scrittura, quindi quando un utente che mi piace pubblica un racconto, so quasi per certo che quella lettura sarà di mio gradimento. Ho anche acquistato pubblicazioni di tali utenti. Questo per dire che se succede qui, succederà anche sui social tradizionali.

Poi l'utilizzo sapiente di Facebook e simili è un discorso in cui non saprei argomentare, ma son sicuro che, se ti ci sai muovere, quella ventina o più di copie riesci a venderle.

Io non ci ho nemmeno provato, l'unica traccia che ho lasciato su FB riguardo la mia pubblicazione è un tristissimo post sulla mia pagina personale. Invidio chi riesce a gestirne una apposita con passione.

Modificato da Plata
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1 minuto fa, Plata ha detto:

l'unica mia traccia lasciata su FB è un tristissimo post sulla mia pagina personale

:D Ho anche scorto un tristissimo post in un gruppo di promozione, senza nemmeno aggiungere una postilla, una frase... solo l'immagine del libro! Ho riso con amore <3

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1 ora fa, Writerock ha detto:

Ma qualcosa bisogna pur farla

Confrontarsi con chi ha intrapreso il percorso già da tempo e ne sa di più, e con gli esperti del settore. Allacciare rapporti è sempre utile per capire e conoscere, e farsi conoscere.

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Sono passati ormai più di due anni da quanto ho aperto la pagina facebook dedicata al mio primo romanzo e credo di poter tracciare un bilancio più che positivo.

Intendiamoci: non mi ha certo fatto vendere migliaia di copie in più, nemmeno centinaia credo, ma qualche decina direi proprio di sì e di certo mi ha aiutato a uscire dalla ristretta cerchia degli amici e dei conoscenti che frequento abitualmente: prima di tutto perché mi ha rimesso in contatto con quelli che incontro di meno, oppure con quelli da me geograficamente piuttosto lontani; secondariamente perché mi ha fatto conoscere, in modo indiretto, i loro amici e i loro conoscenti. Sono stati i secondi a darmi le soddisfazioni maggiori, non solo in termini di vendite: ho anche avuto la possibilità di confrontarmi con giudizi obiettivi, non inficiati dalla malintesa educazione, in base alla quale non devi mai criticare il lavoro delle persone alle quali sei affezionato.
Grazie a facebook sono poi venuto a conoscenza di diverse iniziative collaterali al mondo dell'editoria (fiere, mercatini, rassegne varie), che davvero hanno incrementato il fatturato del mio romanzo. E infine, sempre grazie a facebook, hanno saputo di me enti, associazioni, biblioteche e altre realtà culturali, che poi mi hanno invitato a parlare del libro o del periodo in esso trattato.
Riguardo al fatto di investire somme modeste nella pubblicità su questo social, mi sentirei di sconsigliarlo. E' vero che, nell'immediato, si ottengono più "like",; ma è altrettanto vero che spesso questi "mi piace" sono effimeri e ti verranno poi tolti, con la stessa facilità con la quale ti sono stati messi.
Molto positivo poi il riscontro ottenuto da facebook, nella mia nuova veste di socio di una cooperativa editoriale. Ma di questo parlerò in un altro post... 

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On 12/8/2017 at 15:27, ValeErre ha detto:

Trovo questa discussione molto interessante, sebbene abbia un paio di dubbi al riguardo. 

 

Il primo ha a che fare con la mia riservatezza: ho sempre pensato che se avessi pubblicato (in forma tradizionale o self) avrei usato uno pseudonimo. Quindi partire con una eventuale "pagina autore" da zero mi sembra una bella sfida. Avrei preferito una pagina dedicata al romanzo a dire il vero, ma tutte le motivazioni contrarie qui espresse hanno logica, perciò mi rendo conto che avrebbe più senso puntare sulla figura dello scrittore. 

 

Il secondo dubbio riguarda la "paternità" di quanto scriviamo, perché mi sembra di capire che una volta postato un contenuto, ne perdiamo automaticamente i diritti. A questo punto o scegliamo di "rischiare" e postiamo estratti prima di pubblicare al fine di ingolosire (ovviamente se il nostro libro è valido) i possibili lettori, oppure lo facciamo dopo aver pubblicato (anche se in questo secondo caso, essendo totalmente estranea alla materia, non so se abbiamo il diritto di rivelare pezzi del nostro romanzo su altri canali).

In materia di diritti d'autore, la cosa migliore è di promuovere brevi estratti dal libro in formato immagine, il titolo del libro e il nostro nome (e/o marchio dell'editore) funge da "watermark".
Riguardo ai post sponsorizzati, possono essere uno strumento molto potente SE il nostro libro ha un target già preciso, in ogni caso è molto facile sbagliare qualcosa nelle impostazioni e finire per buttare via soldi (parlo per esperienza personale! Ad esempio, le inserzioni per ottenere mi piace a una pagina spesso servono a ben poco), se si è interessati consiglio di studiarsi bene l'argomento con qualche articolo/ebook e poi di provare con un budget limitato, o di affidarsi alla consulenza di un professionista.
 

Modificato da Nativi Digitali Edizioni
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Ospite masterofnumbers

Insomma, o hai molto tempo da perdere oppure ti puoi permettere un agente marketing che lo fa per te:lol:

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@Nativi Digitali Edizioni Grazie mille per il suggerimento! :) 

In effetti, postare in formato immagine è un'ulteriore tutela (una volta pubblicato, almeno).  

 

Per Andrea.Dee: credo che questa social media manager, per le sponsorizzazioni, abbia speso sui 30 euro ogni volta. Se la rivedo le chiederò più informazioni comunque. 

 

Ho una curiosità da chiedere ad Alexmusic: la pagina dedicata al tuo primo romanzo l'hai aperta prima o dopo la pubblicazione? 
 

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On 13/8/2017 at 15:34, Writerock ha detto:

Ma qualcosa bisogna pur farla. Se nulla è utile allora probabilmente non dovremmo nemmeno scrivere...

A mio avviso occorre ideare una strategia precisa, porsi degli obiettivi e andare avanti per la propria strada. Alcune operazioni possono funzionare per uno e magari per un altro no, o viceversa. Di sicuro starsene con le braccia conserte ad aspettare che il libro si venda da solo non porterà a niente.

Assolutamente d'accordo. Noi (siamo in due a scrivere) e al momento abbiamo creato una pagina autore e un blog.

 

Vero che promuovere un romanzo su internet è difficile, vero che certe volte è sconfortante. Vero tutto. Ma vero anche che stare con le mani in mano a lagnarsi di com'è duro promuovere il proprio libro è perfettamente inutile. Tanto valeva nemmeno scriverlo allora.

 

On 12/8/2017 at 17:23, Writerock ha detto:

Spendere dieci euro nel promuovere il proprio libro anziché in due cocktail non la vedo una cosa tanto malvagia...

In effetti neanche io, e non escludo che potremmo tentare anche questa strada.

 

On 14/8/2017 at 20:29, ValeErre ha detto:

credo che questa social media manager, per le sponsorizzazioni, abbia speso sui 30 euro ogni volta. Se la rivedo le chiederò più informazioni comunque. 

A tal proposito, se hai ulteriori informazioni ti pregherei di condividerle. La cosa mi interessa.

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On 14/8/2017 at 09:03, Nativi Digitali Edizioni ha detto:

In materia di diritti d'autore, la cosa migliore è di promuovere brevi estratti dal libro in formato immagine, il titolo del libro e il nostro nome (e/o marchio dell'editore) funge da "watermark".

 

 

 

Ed è efficace?

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Ho controllato un campione di autori italiani che leggo, non autori di best seller, ma neppure sconosciuti, pubblicati da case editrici di diversa misura tra cui anche grandi (Einaudi, E/O, Harper Collins, Marsilio, Mondandori, Piemme, Feltrinelli) -  e non ho trovato neppure una pagina autore dedicata, separata dal profilo personale. Tipicamente come immagine profilo c'è la copertina del libro in uscita, e nei post ci sono le presentazioni, le recensioni, ecc. insieme ai contenuti personali pubblici. Immagino che non abbiano avuto tutti la stessa idea per caso, ma che siano stati consigliati da editori e/o agenti, e che quindi sia ritenuta questa la strada che paga di più (ripeto, per questa fascia di autori)?

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On 25/8/2017 at 14:43, franka ha detto:

Ho controllato un campione di autori italiani che leggo, non autori di best seller, ma neppure sconosciuti, pubblicati da case editrici di diversa misura tra cui anche grandi (Einaudi, E/O, Harper Collins, Marsilio, Mondandori, Piemme, Feltrinelli) -  e non ho trovato neppure una pagina autore dedicata, separata dal profilo personale. Tipicamente come immagine profilo c'è la copertina del libro in uscita, e nei post ci sono le presentazioni, le recensioni, ecc. insieme ai contenuti personali pubblici. Immagino che non abbiano avuto tutti la stessa idea per caso, ma che siano stati consigliati da editori e/o agenti, e che quindi sia ritenuta questa la strada che paga di più (ripeto, per questa fascia di autori)?

La scelta di usare un profilo fb invece che una pagina autore secondo me ha senso per autori che, al momento di iscriversi a facebook, sono già professionalmente conosciuti come autori. Per capirci, se col mio profilo pubblico più che altro foto di biciclette d'epoca perché è l'hobby mio e di miei amici/conoscenti, non ha molto senso che poi passi a parlare solo di libri (beh, a meno che i libri non trattino di bici d'epoca!). Inoltre entra anche un discorso di privacy: Selvaggia Lucarelli (per dire la prima che mi viene in mente) usa il profilo personale in modo decisamente pubblico perché evidentemente non le interessa usarlo "privatamente", ma io magari sì.

 

On 24/8/2017 at 00:23, TFT ha detto:

 

 

Ed è efficace?

Se lo si fa a caso, di solito no. All'interno di una strategia di promozione ben pensata, di solito sì.

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Ciao,

se posso vorrei segnalarvi il seguente link: *Editato dallo Staff*

 

Secondo me la promozione su FB andrebbe fatta in modo molto più strutturato.

 

Fatemi sapere che ne pensate ;)

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@GattoQuantico Ciao! Che ne dici di presentarti in Ingresso? :)

In ogni caso l'articolo che hai condiviso parla, devo essere sincero, di banalità, senza approfondire nulla. Ed è ormai risaputo che spammare nei vari gruppi di Facebook il proprio testo/libro/altro è veramente inutile. Insomma, chi ha scritto l'articolo ci capisce poco, a mio parere, o comunque non tanto da essere attendibile.

 

La promozione su FB va fatta solo in modo strutturato, tramite le campagne di ads ben congegnate (farle in modo amatoriale è semplice, farle in modo professionale un po' di meno, e vanno studiate un po' di cose) e non spammando ad amici, parenti o gruppi, cosa completamente inutile.

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Permettimi di dissentire. L'articolo l'ho scritto personalmente e tramite quelle tecniche due dei miei libri sono tra i best seller amazon da più di 2 anni (spesso e volentieri tra i primi tre).

 

Conta che del primo ho venduto quasi 3000 copie e non ho mai pagato un euro per farmi pubblicità.

 

Non parlo per sentito dire :)

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@GattoQuantico Quindi era un modo per pubblicizzare un tuo articolo qui? Furbo! :asd: 

Puoi pubblicizzare il tuo blog nella sezione apposita: http://www.writersdream.org/forum/forums/forum/101-blog-tour/

Nelle altre parti del forum non è consentito inserire propri articoli. Per questo provvedo a editare il tuo messaggio precedente (prima non l'avevo fatto perché pensavo fosse di terzi).

 

Tornando all'argomento del topic, fare spam nei gruppi di Facebook (soprattutto se di scrittori, ma anche in quelli da lettori) è ritenuto inutile dalla maggioranza perché induce sensazioni negative nel target, invece che positive; inoltre sei molto vago nell'articolo citato, al riguardo, ed è per questo che è poco utile. Se invece tu ritieni utile quella determinata azione e hai anche dati a supportare la cosa, sarebbe meglio spiegare per filo e per segno perché lo è e come hai fatto.

Nella mia filosofia o si danno consigli utili e pratici, o è meglio evitare frasi vaghe e poco approfondite.

Poi è anche vero che non sono il guru o il maestrino di nessuno e nemmeno voglio esserlo: sottolineo che è un parere personale, soggettivo.

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No, non era un modo per pubblicizzare un mio articolo, volevo solo regalarvi la mia esperienza (non ho bisogno di elemosinare qualche visitina :))

 

Ti assicuro che lavorare in maniera costruttiva sui social ha reso i suoi frutti.

L'idea è stata quella, prima di tutto, di creare una community affiatata. Solo successivamente ho poi provveduto a pubblicizzare i miei testi (intervallandoli comunque con articoli interessanti ed inerenti l'argomento trattato). Ed è un hobby che continua tuttora!

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4 minuti fa, GattoQuantico ha detto:

No, non era un modo per pubblicizzare un mio articolo, volevo solo regalarvi la mia esperienza

 

Che è sicuramente un ottimo intento, @GattoQuantico . Per questo motivo, che ne diresti di presentarti in Ingresso come già suggerito da @Niko ? Sarebbe di certo un buon modo per farti conoscere dalla comunità. Dopo di che potrai segnalare il tuo blog nella sezione apposita, oppure continuare a contribuire tra i vari topic. Le esperienze dirette sono sempre molto gradite sul WD. :)

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6 minuti fa, GattoQuantico ha detto:

No, non era un modo per pubblicizzare un mio articolo, volevo solo regalarvi la mia esperienza (non ho bisogno di elemosinare qualche visitina :))

Ma lo fanno in molti, ed è per questo che esiste un regolamento al riguardo. Porta la tua esperienza, in questi topic, possibilmente in prima persona e non citando o riportando tuoi articoli: quelli puoi pubblicizzarli (se vuoi) nella sezione che ti ho indicato.

7 minuti fa, GattoQuantico ha detto:

Ti assicuro che lavorare in maniera costruttiva sui social ha reso i suoi frutti.

L'idea è stata quella, prima di tutto, di creare una community affiatata. Solo successivamente ho poi provveduto a pubblicizzare i miei testi (intervallandoli comunque con articoli interessanti ed inerenti l'argomento trattato). Ed è un hobby che continua tuttora!

Io non solo sono d'accordo, ma appoggio queste iniziative. La promozione strutturata sui social è utilissima, per gli scrittori del nostro tempo. "Criticavo" i toni vaghi dell'articolo, non le idee in sé. 

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