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Ospite

Premio Italo Calvino - edizione numero 30 [scad. 14/10/16]

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1 minuto fa, Hugo Riemann dice:

Scusate, ma le stroncature del sig. Mozzi portano a non pubblicare con nessun editore?

 

Forse no, ma è possibile che peggiorino le cose! :asd:

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Ospite Christopher

a quanto ho capito le case editrici grosse se sono interessate mettono sotto contratto i finalisti praticamente subito, poi ovviamente prendono tempo per pubblicare a seconda di quanto c'è da editare... però diciamo che entro settembre tutte le BIG hanno dato un'occhiata ai testi, quindi è difficile che dopo succeda qualcosa

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Di sicuro vengo pubblicate su you tube, su facebook nella pagina del Calvino e viste da parecchia gente.O_O Io mi chiedo se sia il caso di criticare un romanzo in fase di presentazione. Io mi sarei dimostrato meno remissivo...

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3 ore fa, heightbox dice:

Di sicuro vengo pubblicate su you tube, su facebook nella pagina del Calvino e viste da parecchia gente.O_O Io mi chiedo se sia il caso di criticare un romanzo in fase di presentazione. Io mi sarei dimostrato meno remissivo...

 

Io non ci sarei andato :gokulol:

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3 ore fa, Christopher dice:

a quanto ho capito le case editrici grosse se sono interessate mettono sotto contratto i finalisti praticamente subito, poi ovviamente prendono tempo per pubblicare a seconda di quanto c'è da editare... però diciamo che entro settembre tutte le BIG hanno dato un'occhiata ai testi, quindi è difficile che dopo succeda qualcosa

 

Anche io penso che settembre sia un termine importante. Una volta ho letto che dopo giugno si lavora sulle cose da fare per l'anno successivo, e si è meno interessati ai nuovi arrivi. Per questioni di tempi è evidente che le grandi e le medie case editrici si fanno dare dal PIC i nove/dieci romanzi finalisti e si mettono a leggere sotto l'ombrellone. Per settembre sono pronti.

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In ogni caso, se devo essere sincero, l'autrice non mi è sembrata molto "commerciale". Io come editore cercherei di abbinare un buon prodotto ad un autore spigliato, accattivante che sappia vendersi alla grande. Ad esempio temo che i tredici minuti di lettura abbiano scatenato parecchi sbadigli in sala.:pop:

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Ospite Mirtillasmile

Ragazzi vi riporto un'affermazione del comitato Calvino ( presa dalla loro pagina facebook, in risposta ad un commento) che spero vi faccia piacere. 

 

"Noi cerchiamo di non fermarci all'incipit... Nel caso in cui la prima dozzina di pagine si riveli ostica, a volte è meglio fare una pausa e bere un bicchiere d'acqua. Sperando di non esaurire la bottiglia da 2 litri" 

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6 ore fa, Mirtillasmile dice:

Ma purtroppo non collocabile in un filone letterario e di scarso valore commerciale. (Non dimentichiamoci mai che i libri devono vendere.)

 

 

Per esperienza personale da esordiente, se il tuo romanzo non è collocabile in un preciso genere letterario non viene accettato facilmente anche se gli scaffali sono pieni di opere letterarie "inclassificabili".

 

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Ospite Christopher

 

1 ora fa, heightbox dice:

In ogni caso, se devo essere sincero, l'autrice non mi è sembrata molto "commerciale". Io come editore cercherei di abbinare un buon prodotto ad un autore spigliato, accattivante che sappia vendersi alla grande. 

 

Eccomi!

 

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Ospite Mirtillasmile

@Hugo Riemann e questo è uno dei grandi flagelli degli esordienti. Se poi sei Cara Delavigne o Kandell Jenner (per chi non lo sapesse due modelle) puoi scrivere 

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Non sapevo che fossero ben 4 i vincitori del Calvino rimasti senza editore. Credo che la ragione di questo insuccesso sia da ricercarsi nella scarsa, o addirittura nulla, commerciabilità dei loro testi. E la Pierini credo che si inserisca a buon titolo in questo sfortunato drappello di autori. In fondo, come sostiene  giustamente @Mirtillasmile , i libri devono vendere. Auguro alla Pierini che, col tempo, venga fuori qualche editore di seconda fascia, disposto a scommettere sul valore squisitamente letterario dell'opera. Se il Calvino ha un difetto è forse quello di cercare nei testi la letterarietà piuttosto che la commerciabilità. Penso che la rivista "L'Indice dei libri del mese", promotrice del Premio, sia lo specchio fedele di ciò che dico: una rivista ricercata, di nicchia. Ricordo che quando venne premiato Gazzaniga col suo "A viso coperto" - opera per me gradevole, con un buon ritmo, ma tutt'altro che ricercata - il primo a stupirsene fu proprio Marchetti, il quale chiese a Gazzaniga come fosse riuscito a spuntarla sugli altri concorrenti. Gazzaniga deve forse il suo successo alla presenza, nella giuria, di Renato Barilli, critico di valore, fautore di una narrativa "vista dal basso, aderente al parlato", sulla scia di Nanni Balestrini, anch'egli, come Barilli, appartenente al Gruppo 63. Come dice @Draka , per vincere ci vuole anche fortuna.

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Ospite Christopher
1 ora fa, Mirtillasmile dice:

Ragazzi vi riporto un'affermazione del comitato Calvino ( presa dalla loro pagina facebook, in risposta ad un commento) che spero vi faccia piacere. 

 

"Noi cerchiamo di non fermarci all'incipit... Nel caso in cui la prima dozzina di pagine si riveli ostica, a volte è meglio fare una pausa e bere un bicchiere d'acqua. Sperando di non esaurire la bottiglia da 2 litri" 

 

Sinceramente più che piacere mi preoccupa una simile affermazione. Loro sono pagati da noi per leggere integralmente i testi. Non devono cercare di non fermarsi. Devono andare avanti in ogni caso. Quindi leggo in questa affermazione una conferma delle testimonianze di alcuni utenti che ho letto nei topic dedicati alle precedenti edizioni del Calvino, secondo cui a volte non vanno avanti nella lettura e per stilare la scheda allungano semplicemente la sinossi e leggono l'ultimo capitolo per far finta che l'hanno letto integralmente.

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Ospite Mirtillasmile

@Christopher è vero loro sono pagati però ti assicuro che leggere una porcata è forse una delle punizioni più dure da affliggere ad una persona. A me è capitato di leggere (fino a metà poi mi sono arresa) un testo di un esordiente (si era auto-pubblicato) che posso descrivere così: uno scellerato spreco di carta. Poveri alberi.

 

Io ho estrapolato il commento in risposta ad una discussione ( la discussione era su un articolo pubblicato su Il Foglio di Matteo Marchesini)  circa gli incipit orripilanti.

Una persona commentava dicendo che spesso non si va oltre le prima pagine e il CI risponde come su detto.,

Poi loro non dicono di abbandonare il testo però scusa Chris è un pretenzioso da parte nostra obbligarli a gioire di quello che leggono, il "sperare di non esaurire la bottiglia da 2 litri" la dice lunga

 

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Ospite Christopher
3 minuti fa, Mirtillasmile dice:

Poi loro non dicono di abbandonare il testo però scusa Chris è un pretenzioso da parte nostra obbligarli a gioire di quello che leggono, il "sperare di non esaurire la bottiglia da 2 litri" la dice lunga

 

 

No, no ma figurati non devono gioire per forza, però devono leggere e dare consigli a tutti perché i partecipanti li pagano anche per quello. Le schede dovrebbero essere uguali per tutti: non una di cinque righe e una di due pagine.

 

Trovo molto giusto il commento a cui ti riferivi: "nell'ossessione per gli incipit vedo un altro sintomo: la spiacevole tendenza a giudicare il tutto da una parte. Superficialità da social network più che ADHD"

 

Anche secondo me non si può giudicare il tutto da una parte, proprio perché un libro, come ha detto un altro utente in un successivo commento, si evolve. Se uno lo molla dopo venti pagine come può sapere cosa accade dopo? Poi è chiaro che se un incipit è scritto male, con errori grammaticali, eccetera... allora è un altro discorso :asd:

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19 minuti fa, Boyle22 dice:

Se il Calvino ha un difetto è forse quello di cercare nei testi la letterarietà piuttosto che la commerciabilità

Non sono sicuro che sia un difetto. Il fatto che i giurati guardino anche oltre l'aspetto commerciale, per me è un aspetto positivo.

E poi è un premio intestato a Italo Calvino, lasciamo da parte la commerciabilità per una volta.

 

Per quanto riguarda il video, l'ho visto e devo dire che da quello che avevo letto sul forum mi ero un po' irritato. Poi però non mi è parso che Mozzi fosse così distruttivo come avevo capito dai commenti.

Ecco, se volete la mia, penso che avrebbe potuto essere un po' più elegante elencando i pregi del romanzo (che dovevano pur esserci, altrimenti si sarebbe dovuta ammettere l'incapacità dei giurati) dopo aver (anche giustamente) sottolineato i difetti di quella parte del testo che è stata letta.

E se proprio devo essere sincero a tutti i costi, quando sento cose del tipo "show don't tell", ormai mi viene il prurito: "Mostra, o sarai dannato in eterno".

Ma questo è un pensiero tutto mio, non mi prendete in parola e continuate a mostrare, mi raccomando. O saranno guai per voi.

 

Poi questa cosa che le case editrici dovrebbero abbinare la commerciabilità del libro a quella dell'autore, non la commento nemmeno.

Potrete cercare di farmi cambiare idea con tutte le argomentazioni del mondo e persino torturarmi, ma non sarò d'accordo mai. Se davvero fosse così, staremmo trasformando una cosa bellissima, che è la lettura, in qualcosa di orrendo. A quel punto, penso che smetterei di leggere narrativa contemporanea. Emily Bronte per tutta la vita.

 

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Ospite Christopher
6 minuti fa, unacasanellospazio dice:

 1 ora fa, Boyle22 dice:

Se il Calvino ha un difetto è forse quello di cercare nei testi la letterarietà piuttosto che la commerciabilità

-------

Non sono sicuro che sia un difetto. Il fatto che i giurati guardino anche oltre l'aspetto commerciale, per me è un aspetto positivo.

E poi è un premio intestato a Italo Calvino, lasciamo da parte la commerciabilità per una volta.

 

Scusate ma dove sta scritto che un testo più commerciale non sia anche "letterario"? Non sto parlando ovviamente di 50 sfumature di grigio. Esiste anche la letteratura contemporanea (come quella di Gazzaniga, appunto), non solo quella classica. Missiroli, tanto per restare in tema di Calvino dato che sarà giudice, non ha scritto un testo letterario solo perché il titolo è "Atti osceni in luogo privato"? Per me sì. Ha vinto anche il Supermondello! E' un genere nuovo di letteratura (contemporaneo, appunto), ma sempre di letteratura si tratta.

Calvino, fra l'altro, non è certo Dante: i suoi testi sono molto "popolari", non c'entrano praticamente nulla con i vincitori degli ultimi anni.

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5 minuti fa, Christopher dice:

Scusate ma dove sta scritto che un testo più commerciale non sia anche "letterario"?

Da nessuna parte.

Infatti io dico: "Il fatto che i giurati guardino anche oltre l'aspetto commerciale, per me è un aspetto positivo".

Vuol dire che sono contento che i giurati non si fermino al solo aspetto commerciale, ma che guardino anche alla qualità. Cioè che non scelgano un testo solo perché in futuro sarà facilmente pubblicabile, ma tengano conto anche di altri elementi.

Ciò li porta a scegliere, la maggior parte delle volte, dei romanzi che abbinano entrambi gli aspetti, e solo alcune volte dei romanzi che poi non trovano sbocco sul mercato, ma che almeno hanno dato al loro autore la soddisfazione di vederli premiati per la qualità.

 

La Pierini sarà molto delusa, com'è naturale, dalla mancata pubblicazione. Ma io le auguro che un giorno trovi la sua strada nell'editoria italiana, e che torni a guardare a questa sua vittoria con un certo orgoglio.

 

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Ospite Christopher

@unacasanellospazio allora siamo d'accordo. Solo che negli ultimi anni l'unico con entrambi gli aspetti "commerciale" e "letterario (contemporaneo)" era proprio quello di Gazzaniga, che infatti è stato quello che ha venduto di più. 

 

A proposito di Gazzaniga: lui ha dichiarato che Marchetti glielo ha detto al telefono che aveva vinto. Prima l'ha avvisato che era in finale, dopo qualche giorno (il 2 giugno) l'ha richiamato per dargli il responso. Quindi lo sai già prima se hai vinto o no, senza tensione durante la cerimonia... oppure nelle ultimissime edizioni hanno ricambiato le regole? :?:

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No, @Christopher , non credo che abbiano cambiato le regole al Calvino. Marchetti fa una prima telefonata per avvisare i finalisti. Dopo qualche giorno, sempre tramite telefonata, avvisa il vincitore. A Gazzaniga capitò questo. Poi Gazzaniga stesso - eravamo amici FB, e viviamo nella stessa città - mi disse che Marchetti si stupì della sua vittoria, pensando che altri testi, forse più raffinati, avessero maggiori probabilità di spuntarla.

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Avvisa anche il vincitore? Che delusione. Mi ricordo di aver letto un diario dove l'autore sperava di vincere durante la premiazione.

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Ospite Christopher
2 minuti fa, Draka dice:

Avvisa anche il vincitore? Che delusione. Mi ricordo di aver letto un diario dove l'autore sperava di vincere durante la premiazione.

 

Già, pure io. 

Chissà perché dicono in anticipo anche che hai vinto, avrei preferito la suspense... 

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Ribaltando la cosa... Se Marchetti non mi chiama qualche giorno dopo la prima telefonata, allora so che non ho vinto. :asd:

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La cosa strana è che la maggior parte delle persone (concorrenti) non conosce questa cosa della doppia telefonata. Cioè, immagino queste nove/dieci persone tutte lì a leggere le schede degli altri, a fare le foto, ma tra loro c'è la talpa che sa già come va a finire :asd: Mi sembra strano che esista ancora questo sistema.

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