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acherusa

Il (tuo) agente che non (ti) risponde (quasi) mai

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Ciao a tutti.

 

Apro questo post perché mi è capitato di vedere una tendenza tra diversi autori che, dopo essere riusciti a strappare una rappresentanza con un'agenzia letteraria, sono ignorati dal loro stesso agente. Non si tratta di essere pressanti e insicuri, di volere che in maniera infantile lui/lei diventi il tuo migliore amico, ma di non ricevere risposte a mail per avere informazioni su come stia andando il progetto.

 

Io sono una di questi autori. Non sono qui per parlare male, o bene, dell'agenzia che mi rappresenta (o,meglio,che dovrebbe farlo), ma cercare di capire il perché di un silenzio da parte di un addetto ai lavori che, se andasse in porto la pubblicazione del romanzo, avrebbe una percentuale.

Non sono in cerca di un paf paf sulle spalle, ma anche il mio amministratore condominiale mi manda una mail al mese per informarmi sul lavoro che fa per l'immobile, perché si tratta di un professionista incaricato...

 

Dove sbaglio? Perché capita? Qualcuno con più esperienza può aprirmi gli occhi di questo comportamento che, ho notato, non è solo un caso isolato?

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Per prima cosa mi porrei la domanda: ho scelto un'agenzia seria e "certificata"? Mi ha chiesto soldi? Quanti altri autori effettivi sta rappresentando, oltre a me? Ho avuto modo, prima di affidarle l'incarico, di informarmi tramite esperienze altrui se gli autori sono soddisfatti?

Queste sono le domande che mi porrei io PRIMA della scelta di un agente. Sia ben chiaro, sto cercando un agente anch'io (se lo trovo!) e non ho ancora avuto esperienze dirette quindi non so rispondere alla tua domanda, ma gli interrogativi che mi rivolgerei restano comunque quelli sopra.  

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@Beppecoraggio La questione si pone, come ho potuto notare in commenti di altri utenti di questo forum, con agenzie serie, certificate, con una scuderia di autori che hanno pubblicato con CE medie e big (più big che medie) e che hanno accettato nomi sconosciuti.

Nessuna pseudo-agenzia.

 

Sul fatto di avvicinare e chiedere ad altri autori rappresentati un feedback non è così facile, come si possa immaginare, soprattutto quando i nomi sono appunto di un certo tipo.

 

La discussione è, però, in generale. Esula quindi dalla singola agenzia, nel caso ci sono i topic aperti sulle realtà in questioni.

 

 

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Ospite
1 ora fa, Beppecoraggio dice:

Per prima cosa mi porrei la domanda: ho scelto un'agenzia seria e "certificata"? Mi ha chiesto soldi? Quanti altri autori effettivi sta rappresentando, oltre a me? Ho avuto modo, prima di affidarle l'incarico, di informarmi tramite esperienze altrui se gli autori sono soddisfatti?

Queste sono le domande che mi porrei io PRIMA della scelta di un agente. Sia ben chiaro, sto cercando un agente anch'io (se lo trovo!) e non ho ancora avuto esperienze dirette quindi non so rispondere alla tua domanda, ma gli interrogativi che mi rivolgerei restano comunque quelli sopra.  

 

aggiungo domanda-chiave: hai firmato un contratto con quest'agenzia?

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Ospite
Adesso, acherusa dice:

@Roger1969 Sì, la discussione è aperta proprio nel caso di autori rappresentati, sotto contratto, non con generiche credenziali o mezze promesse.

 

allora hai il diritto/dovere di bussare finché non ti sarà aperto: firmando con loro hai messo il destino del tuo testo nelle loro mani per X mesi

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@Roger1969 Tieni in considerazione che io non sono una rompiscatole, ma mi aspetterei risposta a una email, non di essere ignorata.

Siccome in diversi topic su alcune agenzie ho letto che lo stesso è capitato e capita ad altri, nelle mie stesse condizioni, vedo un comportamento generalizzato, diffuso, che mi fa arricciare il naso (e non solo quello).

 

Da quello che ho letto qui, altri tre utenti, con dietro tre diverse agenzie (buone, senza commenti di biasimo nei topic dedicati), hanno avuto esperienze simili, perdurate per anni, fino al termine del contratto (io sono all'inizio, ma la paura non cambia).

 

E sono soltanto quelli che si sono esposti, chissà se e quanti altri abbiano vissuto un'esperienza simile. Mi domando il perché.

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Sono d'accordo con Roger1969, fatti sentire, non sei tu ad essere in torto, è tuo diritto essere informata degli sviluppi ed è loro dovere informarti quindi nessuno scrupolo.

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Ospite
1 minuto fa, acherusa dice:

@Roger1969 Tieni in considerazione che io non sono una rompiscatole, ma mi aspetterei risposta a una email, non di essere ignorata.

Siccome in diversi topic su alcune agenzie ho letto che lo stesso è capitato e capita ad altri, nelle mie stesse condizioni, vedo un comportamento generalizzato, diffuso, che mi fa arricciare il naso (e non solo quello).

 

Da quello che ho letto qui, altri tre utenti, con dietro tre diverse agenzie (buone, senza commenti di biasimo nei topic dedicati), hanno avuto esperienze simili, perdurate per anni, fino al termine del contratto (io sono all'inizio, ma la paura non cambia).

 

E sono soltanto quelli che si sono esposti, chissà se e quanti altri abbiano vissuto un'esperienza simile. Mi domando il perché.

 

non voglio certo arrogarmi un ruolo da motivatore : Chessygrin : ma correggimi se sbaglio:

1) l'agenzia ha letto il tuo testo, l'ha trovato vendibile e ha deciso di prenderti nella scuderia. questo significa che il tuo testo vale, altrimenti non ti avrebbero accettata

2) tu, firmando con loro, hai rinunciato a proporre il tuo libro ad altre agenzie e CE, da qui fino alla fine del contratto

3) loro hanno deciso di investire su di te e tu su di loro

 

sic stantibus rebus, ribadisco: se Maometto-agenzia non va alla montagna-Acherusa, sia la montagna ad andare da Maometto. cos'hai da perdere?

 

 

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@acherusa Guarda Acherusa, io ho fatto contratti di altro genere per tanto tempo. I contratti valgono se le parti li gestiscono bene. Se no, fregatene tu per prima. Mandali a quel paese e cerca un editore per conto tuo (come ha detto anche Roger). Se dicono qualcosa, inizia tu con le parolacce.

E guarda che io sono un mite. 

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Purtroppo se l'agente non vende subito il libro finisce per disinteressarsi. Esauriti quei dieci contatti con le CE (venti a dir tanto?) non resta altra scelta che attendere la fine della rappresentanza e concentrarsi su un altro autore. Se il tuo agente non ti risponde più @acherusa significa che è già passato alla fase "avanti un altro".

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@acherusa

Se ho apito bene, dopo la firma del contratto non hai più avuto contatti con l'agenzia? Io non ho assolutamente esperienza di agenzie letterarie, ma in generale, a prescindere dal settore, quando vuoi avere notizie sulla tua "pratica"  ti conviene farti viva tu: soprattutto se per loro sei un pesce piccolo e sai che il tuo caso non è esattamente la loro priorità. Anche a parità di importanza, quando si hanno tante cose da fare si tende a dare la precedenza alle richieste più "rumorose"; insomma se uno ti sollecita ti dai da fare per rispondergli mentre chi se ne sta buono e non si fa sentire lo lasci aspettare senza troppi patemi. Cioè, fossi in te io chiamerei  (visto che alle mail non hanno risposto), e chiederei di parlare col tuo referente (la persona con cui hai trattato prima di firmare?). Domanderei esplicitamente, sempre con la massima umiltà educazione ecc., un breve stato avanzamento lavori: a quali CE hanno proposto l'opera finora, quali riscontri hanno avuto; quali sono le prospettive: hanno in programma di proporlo ad altri? Se la tua opera finora non ha incontrato, secondo loro perché? Mostrare un sano e legittimo interesse per il proprio lavoro non può certo fare cattiva impressione. E secondo me da un confronto simile potrai anche farti un'idea di quanto l'agenzia creda ancora nel tuo progetto o se invece l'hanno abbandonato in un angolino aspettando la scadenza del contratto, nel qual caso come ti hanno consigliato sopra puoi prendere le tue contromisure senza attendere la fine del 2017.

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@acherusa mi sono trovato con un problema simile al tuo, ma non avevo firmato un contratto, ma era come se lo fosse. Alla fine ho preso coraggio e ho domandato direttamente se potessi considerarmi libero. Alla fine forse toglieresti un problema anche a loro, se hanno deciso di non investire più su di te.

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@Lemmy Caution Fatto. Ho chiesto se avesse cambiato idea, se non volesse rappresentarmi più, mi ha risposto che da parte sua l'interesse rimane. Niente, però, si è mosso.

 

Credevo che riuscire a strappare la rappresentanza di una buona agenzia (ripeto "buona", non piccola o sconosciuta) fosse difficile, impegnativo, ma anche sinonimo di valore di un testo che avrebbe trovato la sua collocazione editoriale. Mi sbagliavo.

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@acherusa sai mi sto convincendo che sia che per agenti che per case editrici il buono sia sempre di più un fattore soggettivo. Buono è ciò con il quale si può stabilire un buon feeling. Un po' come una compagna (o), che non è valida in assoluto, ma per il tipo di relazione affetiva che ci lega a lei. Se faccio parte di un grande e rinomato club dove però nessuno mi saluta e finisco per starmene sempre da solo, non è meglio andarmene in un piccolo circolo  dove ho amici e mi diverto?

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@Lemmy Caution Ho cercato la strada di un agente (e un'agenzia di un certo tipo, non la prima che mi capitava) per la mia mira: non ho più intenzione di pubblicare con piccole case editrici, strada battuta già due volte senza alcuna soddisfazione personale. Non vale la pena, almeno per me. L'alternativa è drastica: se non va, butto tutto su Amazon come self. Il risultato è lo stesso. Ripeto: è solo il mio punto di vista.

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@acherusa questo post sembra scritto da me, con tutti gli annessi e connessi... pensare di non esser sola a vivere questa situazione dovrebbe consolarmi ma provo solo tanto fastidio, e adesso anche io andrò di autopubblicazione.:arrendo:

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@acherusa Ciao, il tuo non è un problema, è la normalità.

Purtroppo, è capitato anche a me fino a che non mi ci sono trovato in mezzo, si tende a pensare che l'agente si prenda a cuore la nostra causa perchè ovviamente se vende il nostro libro ci guadagna anche lui. Non è così che funziona ma per capirlo è necessario comprendere il lavoro dell'agente e ci sono alcune cose da considerare:

 

Un agente attivo ha generalmente un nutrito portfolio di autori, questo significa che non passa il suo tempo a pensare a noi perchè la sua giornata è colma di impegni che generalmente si concentrano su quella rosa di autori che stanno vendendo e che lo fanno guadagnare. E' una questione di priorità.

 

Una seconda cosa da considerare è che tu come autore, sei già un guadagno per lui. Quando l'agente può sfoggiare un portfolio nutrito di autori, aumenta il suo prestigio e la sua credibilità, non bisogna dimenticare che anche lui lavora e ha bisogno di ritagliarsi il suo spazio. Quindi averti li, per lui è comunque cosa buona anche se al momento non ha tempo per starti dietro.

 

Per riassumere, tu entri nella sua agenzia, lui magari fa girare un pò il tuo libro, poi le risposte non arrivano o tardano e lui è preso da mille altre cose.

 

L'unica cosa da fare è rompergli le balle, farsi sentire. Più che tempestarlo di domande, spingerlo a dare risposte... Insomma, essere presenti.

 

Anni fa ero convinto che avere un agente era un modo per togliersi di mezzo un lavoro che non mi competeva, ho capito che avere un agente impone un nuovo tipo di lavoro da imparare: "Trattare con un agente" :-)

 

 

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Due parole giusto per non lasciare la discussione senza un epilogo.

Ho inviato disdetta all'agenzia e sono, quindi, ufficialmente tornata al punto di partenza, al 2015: libera, neo-tutto, non rappresentata.

 

Dal mio ultimo messaggio in questa discussione ci sono stati altri tentativi da parte mia di un rapporto che non si è mai finalizzato, malgrado le aspettative. Mail, messaggi, telefonate. Quasi nessuna risposta, e quel quasi aveva il valore del vento.

 

Si chiude un anno e mezzo di fiducia e aspettativa, perché l'agenzia era veramente valida e lei, la mia ex-agente, era una donna che stimavo, prima di tutto.

Alla luce del presente: non so perché mi abbia accettato per poi parcheggiarmi. Ha lavorato, e bene, con quasi tutti gli altri autori rappresentati. Il "quasi" è relativo alla seconda autrice che ancora non ha pubblicato: eravamo in due, nella scuderia; ora è rimasta la sola. A pelle, credo che la sua esperienza sia simile alla mia, anche se non glielo auguro. L'agenzia si è ingrandita, ha acquisito altri autori di caratura elevata. Guardando la lista dei loro nomi mi chiedo cosa ci facessi là, ma non ho risposte perché la mancanza di comunicazione è stata la cifra del nostro rapporto. Eppure non riesco a volergliene. Non provo rabbia nei suoi confronti. Ho soltanto amarezza, e non perché lei non ha portato avanti il mio romanzo ma per essere stata invisibile e non aver imparato nulla, guadagnato delle competenze che un rapporto con qualcuna del settore avrebbe potuto darmi.

 

E ho afferrato una lezione: l'agenzia deve cercarti, soltanto così avrai la certezza che lavorerà con te e per te. Diversamente, anche se vieni accettato, il rischio di giocare, ma in panchina, esiste e io sono -fortunella- la prova vivente.

 

Questo è tutto.

 

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Ospite Mirtillasmile

@acherusa forse io sono la persona meno adatta a darti consigli, non avendo esperienza diretta.

 

41 minuti fa, acherusa ha detto:

 

Alla luce del presente: non so perché mi abbia accettato per poi parcheggiarmi.

Io credo che non ti abbia parcheggiato ma semplicemente non sia riuscita a piazzare  il tuo testo, che ha sicuramente del potenziale, altrimenti non ti avrebbe rappresentata. 

 

43 minuti fa, acherusa ha detto:

Guardando la lista dei loro nomi mi chiedo cosa ci facessi là,

O strada facendo ha limato la sua linea editoriale e il tuo testo non ci rientrava più. 

 

49 minuti fa, acherusa ha detto:

non aver imparato nulla

Questo non è vero, hai imparato che l'agenzia deve cercarti o rimani in panchina.;).

 

Chi era l'agente? Se puoi dirmelo, ovviamente.

 

 

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1 ora fa, acherusa ha detto:

E ho afferrato una lezione: l'agenzia deve cercarti, soltanto così avrai la certezza che lavorerà con te e per te. Diversamente, anche se vieni accettato, il rischio di giocare, ma in panchina, esiste e io sono -fortunella- la prova vivente.

 

Questo è tutto.

 

Carissima, non me ne volere se ti dico questo, ma non ti sfiora mai l'idea che forse, e dico forse, non avevi scritto un capolavoro? Ovviamente tu risponderai "e allora perché mi ha messo sotto contratto?". E questo purtroppo bisognerebbe chiederlo alla tua agente

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@Cannonball Perché non concedi il beneficio del dubbio a chi non conosci, di cui non sai nulla né hai letto il testo? Perché la colpa deve essere a prescindere di un autore, specialmente se esordiente?

Io non ho parlato di inadempienza professionale, ma "umana" e di mancanza di comunicazione.

Non ho fatto nomi, irriso, sbraitato.

 

Tu, in qualità di "operatore editoriale" passi attraverso un filtro personale una mia posizione moderata, e educata. Non me ne volere se ti dico questo, ma non ti sfiora l'idea che forse, e dico forse, che il tuo intervento non sia etico?

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4 minuti fa, acherusa ha detto:

@Cannonball Perché non concedi il beneficio del dubbio a chi non conosci, di cui non sai nulla né hai letto il testo? Perché la colpa deve essere a prescindere di un autore, specialmente se esordiente?

 

Tesoro... è la statistica che ti rema contro, ogni anno in Italia si pubblicano 60mila titoli di cui la metà vende zero o una copia. Non esiste proprio filtro alcuno, nè da parte degli autori nè degli editori, un pochino forse le agenzie riescono a filtrare, a questo poi si aggiunge anche il pubblico che non premia adeguatamente la qualità, sebbene a parità di prezzo ciò che è di qualità si vende sempre intendendo con questo che genera sempre un profitto

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@Cannonball Inutile. La risposta non è pertinente con il topic. Non sai, ma giudichi e predichi. Ignori l'accaduto anche nelle parti raccontate (ho scelto l'agenzia a fronte di due proposte, senza contributo. Entrambe realtà solide, perché sono molti gli "operatori editoriali" così come gli "editori", anche se alla fine non sono neanche tipografi.). Ho condiviso un'esperienza perché è giusto farlo in questo contesto.

 

Tu, perché ti rivolgi così a un'estranea?

 

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@acherusa se andiamo avanti col flame a bassa intensità arriva qualcuno dello staff non retribuito a bacchettarci :eheh:

Anyway... è ovvio che non so niente di te, del tuo libro, della tua agenzia, ma prova un attimo ad estraniarti dalla tua posizione e a vedere la situazione complessiva. Ti sembra normale una situazione dove ci sono 1 milione di titoli "acquistabili" in lingua italiana? Cioè un libro ogni 60 parlanti italiano, diciamo 80 se inseriamo anche quelli che hanno l'italiano come seconda lingua. Quando tu leggi che un quarto della popolazione non legge perché non può essendo analfabeta funzionale, cioè non capisce che sta leggendo, un altro quarto non legge perché non gli piace o ha anche problemi di vista e solo la metà compra almeno un libro l'anno, non pensi che dovresti curare moltissimo la tua capacità autocritica prima di presentarti sul mercato?

 

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