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acherusa

Il (tuo) agente che non (ti) risponde (quasi) mai

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3 minuti fa, Kalija ha detto:

Katia Cacca sei ferma nel senso che hai un agente che non risponde? 

"Cacca" no, per carità.

Comunque sì, sono ferma a causa di un'agente che è sempre in altre faccende affaccendata e non risponde.

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Alle 26/5/2017 at 11:20, acherusa ha detto:

Due parole giusto per non lasciare la discussione senza un epilogo.

Ho inviato disdetta all'agenzia e sono, quindi, ufficialmente tornata al punto di partenza, al 2015: libera, neo-tutto, non rappresentata.

 

Dal mio ultimo messaggio in questa discussione ci sono stati altri tentativi da parte mia di un rapporto che non si è mai finalizzato, malgrado le aspettative. Mail, messaggi, telefonate. Quasi nessuna risposta, e quel quasi aveva il valore del vento.

 

Si chiude un anno e mezzo di fiducia e aspettativa, perché l'agenzia era veramente valida e lei, la mia ex-agente, era una donna che stimavo, prima di tutto.

Alla luce del presente: non so perché mi abbia accettato per poi parcheggiarmi. Ha lavorato, e bene, con quasi tutti gli altri autori rappresentati. Il "quasi" è relativo alla seconda autrice che ancora non ha pubblicato: eravamo in due, nella scuderia; ora è rimasta la sola. A pelle, credo che la sua esperienza sia simile alla mia, anche se non glielo auguro. L'agenzia si è ingrandita, ha acquisito altri autori di caratura elevata. Guardando la lista dei loro nomi mi chiedo cosa ci facessi là, ma non ho risposte perché la mancanza di comunicazione è stata la cifra del nostro rapporto. Eppure non riesco a volergliene. Non provo rabbia nei suoi confronti. Ho soltanto amarezza, e non perché lei non ha portato avanti il mio romanzo ma per essere stata invisibile e non aver imparato nulla, guadagnato delle competenze che un rapporto con qualcuna del settore avrebbe potuto darmi.

 

E ho afferrato una lezione: l'agenzia deve cercarti, soltanto così avrai la certezza che lavorerà con te e per te. Diversamente, anche se vieni accettato, il rischio di giocare, ma in panchina, esiste e io sono -fortunella- la prova vivente.

 

Questo è tutto.

 

Acherusa, scusami, hai chiuso il contratto senza alcuna penale? 

Sinceramente io sono un po' demotivata... tutte queste agenzie mi sembrano tanto fumo e niente arrosto. Non capisco nemmeno perché prendano degli esordienti (o autori che hanno pubblicato con piccole CE). Che si concentrino sui loro BIG e non facciano firmare contratti che vincolano persone che ci credono e sperano! Poi non hanno neanche il tempo e la voglia di risponderti alle e-mail... hanno milioni di cose da fare, e tu lì che aspetti... aspetti... e intanto volano i mesi. 

  • Triste 1

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12 minuti fa, acherusa ha detto:

Fortunatamente senza penali, sì. Tornando indietro rifarei mille volte la scelta di lasciare. Non mi sono pentita.

Per fortuna non avevi penali. Anch'io avrei una mezza idea di disdire e lanciarmi in un percorso mio, ma sono vincolata da contratto. Tornassi indietro non firmerei più così, alla cieca. A saperlo prima... 

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Il 23/3/2017 alle 11:21, Bandit ha detto:

Anni fa ero convinto che avere un agente era un modo per togliersi di mezzo un lavoro che non mi competeva, ho capito che avere un agente impone un nuovo tipo di lavoro da imparare: "Trattare con un agente" :-)

 

Sono in gran parte daccordo. Solo una cosa mi sento di aggiungere, dipende anche molto dal 'calibro' dell'agente: se a pubblicarti è un nome importante, il solo fatto di essere nella 'scuderia' produce già di per sé un guadagno in prestigio per l'autore non sempre misurabile a occhio nudo. Ti facilita le cose in tanti aspetti della vita professionale, anche se poi magari non riesci mai a sentirlo, o non risponde alle tue mail. Il tuo libro magari è in una collana accanto a nomi importanti, i tuoi backlinks dalla sua vetrina online hanno un valore indiscusso per i motori di ricerca e così via. 

Penso che a volte la 'latitanza' del tuo agente può essere un problema secondario. Certo devi magari sbatterti in prima persona per creare degli eventi, presentazioni, conferenze stampa, spesso il contratto stesso non prevede un'esclusiva con il tuo agente per questo tipo di cose a patto che rispetti le quote di copyright sullo stampato e quindi sul venduto. Penso anch'io che 'trattare con l'agente' sia un lavoro impegnativo quanto fare l'agente di sé stessi, ma se la 'scuderia' (che termine orribile, nemmeno fossimo bestie) è onorata, allora il nome stesso può aiutarti in quella parte del lavoro che sarebbe più pesante fare da soli.

Che ne pensi tu?

 

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@Regina Cleopatra , non è così che si risponde a un post. Intendo tecnicamente, non nei contenuti, sia chiaro.

Se vuoi solo citare qualcuno, clicca sulla chiocciola che compare accanto al nome. Se vuoi citare una frase altrui, dovresti evidenziare la frase con il mouse e comparirà la scritta "Cita questa parte", sulla quale cliccare.

Dopo di che aggiungi la tua risposta subito sotto la frase citata, non all'interno della citazione medesima. Ok? ;)

  • Grazie 1

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1 ora fa, Regina Cleopatra ha detto:

Penso che a volte la 'latitanza' del tuo agente può essere un problema secondario. Certo devi magari sbatterti in prima persona per creare degli eventi, presentazioni, conferenze stampa, spesso il contratto stesso non prevede un'esclusiva con il tuo agente per questo tipo di cose a patto che rispetti le quote di copyright sullo stampato e quindi sul venduto. Penso anch'io che 'trattare con l'agente' sia un lavoro impegnativo quanto fare l'agente di sé stessi, ma se la 'scuderia' (che termine orribile, nemmeno fossimo bestie) è onorata, allora il nome stesso può aiutarti in quella parte del lavoro che sarebbe più pesante fare da soli.

Io credo che le presentazioni e gli aspetti legati al marketing non siano strettamente di competenza dell'agente, il quale ha già il delicato compito di trovare l'editore migliore possibile e gestire la trattativa contrattuale, bensì dell'ufficio stampa della casa editrice. Per il resto sono d'accordo che essere rappresentati da un grosso nome sia già di per sè un ottimo biglietto da visita per affrontare il mondo dell'editoria.

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2 ore fa, Regina Cleopatra ha detto:

Così, intendi?

Be' @Regina Cleopatra così non hai citato niente e nessuno, hai soltanto risposto.

 

@ElleryQ intendeva così:

2 ore fa, Regina Cleopatra ha detto:

intendi?

Sì, intendo. :D

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Il 7/9/2018 alle 07:29, Regina Cleopatra ha detto:

...Penso che a volte la 'latitanza' del tuo agente può essere un problema secondario... Che ne pensi tu?

La latitanza più che un problema secondario è una costante... ;)

 

Il problema a mio avviso è abbastanza complesso; nel senso che quanto dici a livello di prestigio vale anche al contrario. Cioè un agente che rappresenta molti autori acquisisce prestigio. Si verificano quindi delle storture dove un'agenzia che rappresenta nomi famosi se la tira e non ha interesse verso gli esordienti, e un'agenzia che deve costruirsi un nome magari accetta molti autori ma poi non li segue adeguatamente.

 

Ma il problema principale è rappresentato dall'enorme cambiamento che c'è stato negli ultimi anni con l'esplosione tecnologica e la rete; da una parte ci sono giovani che hanno capito perfettamente le potenzialità di queste risorse e hanno iniziato a diventare editori di sè stessi, dall'altra c'è un "sistema" (agenzie, editori) di dinosauri che spesso non ha capito proprio nulla e continua a lavorare con una mentalità ormai del tutto superata che in molti casi risulta più dannosa che altro.

 

Un buon agente così come una buona casa editrice, almeno per il panorama italiano credo rappresentino una rarità. Un buon agente comunque dovrebbe dare un supporto anche dal lato promozione perchè se è vero che l'autore si deve muovere per organizzare eventi etc. L'agente spesso ha tutti i contatti giusti per ottenere concretamente dei risultati. Non bisogna dimenticare però che avendo molti nomi da seguire, dedicherà maggiori attenzioni a chi garantisce migliori guadagni. E' un pò come il cane che si morde la coda, per questo dicevo che almeno all'inizio bisogna tampinarlo fino a quando un autore non riesce a consolidare la sua posizione nel mercato che è completamente folle come sappiamo :-)

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1 ora fa, Bandit ha detto:

Non bisogna dimenticare però che avendo molti nomi da seguire, dedicherà maggiori attenzioni a chi garantisce migliori guadagni. E' un pò come il cane che si morde la coda, per questo dicevo che almeno all'inizio bisogna tampinarlo fino a quando un autore non riesce a consolidare la sua posizione nel mercato che è completamente folle come sappiamo :-)

 

Sono convinto che sia così. A questo proposito secondo me è anche necessaria una valutazione complessiva sull'impatto della rete nella proliferazione incontrollata di 'presunti' esordienti che si auto-investono di ruoli per cui non si rendono forse conto di essere decisamente inadatti, l'umiltà non si può dire sia uno dei maggiori benefici portati da una tale clonazione in massa. Questo vale sia per la scrittura, sia per la musica, sia per le arti figurative o plastiche.

 

La situazione a questo punto è sbilanciata in sfavore dell'autore per inflazionamento dei servizi che l'arte in generale rende alla società: se vuoi muoverti come editore di te stesso, cosa che per quanto mi riguarda faccio da più di vent'anni, hai per contro un carico di lavoro impressionante, se fosse un altro a svolgere potresti farti ogni tanto anche un po' di vacanza, ad esempio. qualche collaborazione con più di un editore è sempre un valido aiuto.

 

A mio parere un buon agente dovrebbe stare anche un po' a guardare il suo esordiente come si muove nel suo elemento dandogli ogni tanto qualche zuccherino, proprio per evitargli la sindrome da poeta-vate(r) che potrebbe renderlo presuntuoso e arrogante dandogli meno sprone alla ricerca.  Credo che come in tutte le arti, anche la scrittura imponga una dura gavetta. E chi supera questa fase di apprendistato, allora può costruirsi una propria credibilità. Insomma non darei sempre tutta la colpa all'editore, questo volevo dire. Spero sia arrivato il messaggio ;-)

 

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59 minuti fa, Regina Cleopatra ha detto:

... Spero sia arrivato il messaggio ;-)

 

Il messaggio è chiarissimo e sono daccordo con quanto hai scritto, per questo dico che la situazione è complessa.

 

Conosco abbastanza bene la bestia ;) perchè ho lavorato svariati anni come sceneggiatore di fumetti.

Ora mi sono trovato un agente e nonostante le difficoltà che sono comunque enormi, è stato grazie a lui se sono arrivato alla pubblicazione del mio romanzo.

Fare tutto da soli come dici tu, richiede un impegno colossale e non credo inoltre che chiunque possa avere le necessarie competenze in tutti i campi... Si parla di marketing, editing, impaginazione, grafica, stampa etc. Infatti come hai sottolineato le maggiori possibilità hanno contemporaneamente abbassato la qualità visto che tutti si sono cimentati in campi che generalmente richiedono professionalità e competenze.

 

Il problema relativo all'ego lo vedo invece un pò più complicato; la figura dell'agente che tiene a bada l'ego del suo autore la vedo fattibile soltanto in casi specifici, ad esempio se si crea un solido legame collaborativo e di rispetto reciproco. Ma difficilmente tieni a bada un egocentrico che di solito si autodistrugge da solo, a meno che non sia un vero genio ovviamente :-)

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19 minuti fa, Bandit ha detto:

Il problema relativo all'ego lo vedo invece un pò più complicato; la figura dell'agente che tiene a bada l'ego del suo autore la vedo fattibile soltanto in casi specifici, ad esempio se si crea un solido legame collaborativo e di rispetto reciproco. Ma difficilmente tieni a bada un egocentrico che di solito si autodistrugge da solo, a meno che non sia un vero genio ovviamente :-)

 

Verissimo, mettiamola così: lo tieni a distanza quando esagera, questo può dare una spiegazione a una piccola parte delle latitanze. Tutto sta a capire in quale caso sta il nostro problema.  :-)

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Complimenti! :flower:

 

15 minuti fa, acherusa ha detto:

Un autore rappresentato deve lavorare in sinergia con il proprio agente che deve metterlo al corrente non di tutte le strategie, ma di quello che accade al testo sì: invio, risposte, dinieghi, secondi tentativi.

 

Difficilismo trovare degli agenti che fanno scouting, non ti chiedano soldi e soprattutto riescano a gestire dei "rapporti umani". Dopo è facile salire sul "carro del vincitore", avere un autore "già affermato" e prenderlo in scuderia, per fare cassa e vetrina, ma lui non ha "scoperto" proprio nulla.

 

23 minuti fa, acherusa ha detto:

Ho lasciato l'agenzia

 

Fortunatamente, ti hanno lasciato andare via. Penso che sei riuscita a ottenere la risoluzione del contratto e da sola hai trovato quindi un altro percorso.

Spero che in futuro tu possa trovare un agente più disponibile e magari la precedente esperienza potrà esserti d'aiuto ;)

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Ospite Nom De Plume

Cara @acherusa ci tengo a farti i miei complimenti. Per prima cosa ovviamente per la pubblicazione, ma ancora di più (se me lo permetti) per la determinazione e il coraggio che hai avuto.

Credo che il sogno di (quasi) tutti noi autori sia quello di pubblicare con una grande casa editrice e arrivare così vicino, come è successo inizialmente a te, essere messa sotto contratto da una grande agenzia  e scoprire però che non è oro tutto quello che luccica, che essere in mezzo ai grandi non sempre è sinonimo di un percorso di qualità, beh penso avrebbe demoralizzato chiunque.

Il fatto però che tu non ti sia data per vinta, ma che tu abbia continuato a proporre i tuoi testi, a credere nelle tue capacità, dimostra che hai la stoffa di una vera professionista.

Brava.

E ancora complimenti.

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Be' Acherusa, se si legge questo topic dalla prima pagina si prova lo stesso appagamento di quando si legge un'appassionante novella.

Un esempio perfetto di Trasformazione dell'arco del personaggio :), con gli accadimenti successivi che rispondono, implicitamente, ai giudizi, alle supposizioni, alle superficialità, ai silenzi precedenti. 

Complimenti per la tua nuova avventura ;)

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10 ore fa, acherusa ha detto:

Il primo è stato acquistato dalla Dark Zone: il lancio sarà alla Fiera del libro di Torino 2019; il terzo che era un testo di narrativa sentimentale (non romance) è stato acquisito dalla Triskell edizioni.

 

10 ore fa, acherusa ha detto:

E, poi, la comunicazione che ti sorprende e sconvolge: il secondo romanzo, pur non vincendo il concorso di Mursia, è stato acquisito ugualmente dalla casa editrice. In più, non uscirà nella collana "Mursia- leggi RTL" come i vincitori e l'altro finalista, bensì in quella classica della casa editrice: "Romanzi Mursia". Esordirò con Mursia, tra un mese.

 

Wow, grandissimi complimenti davvero! (y)

  • Grazie 1

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Complimenti, @acherusa! ha proprio ragione naty!

Il 12/10/2018 alle 18:24, naty ha detto:

Be' Acherusa, se si legge questo topic dalla prima pagina si prova lo stesso appagamento di quando si legge un'appassionante novella.

Un esempio perfetto di Trasformazione dell'arco del personaggio :), con gli accadimenti successivi che rispondono, implicitamente, ai giudizi, alle supposizioni, alle superficialità, ai silenzi precedenti. 

Complimenti per la tua nuova avventura ;)

Un epilogo coi fiocchi. (y)

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Il 12/10/2018 alle 11:47, acherusa ha detto:

E, poi, la comunicazione che ti sorprende e sconvolge: il secondo romanzo, pur non vincendo il concorso di Mursia, è stato acquisito ugualmente dalla casa editrice. In più, non uscirà nella collana "Mursia- leggi RTL" come i vincitori e l'altro finalista, bensì in quella classica della casa editrice: "Romanzi Mursia". Esordirò con Mursia, tra un mese.

 

Ho letto tutto il topic e sono felice dell'epilogo. Bisogna sempre provarci perché non sai come va a finire. Ti capita magari di arrivare in finale e avresti voluto vincere, e poi col tempo capisci che è stato meglio così. Mi è successa una cosa simile, per cui, davvero, non sai mai a cosa porterà un evento. Le situazioni che ritieni ottimali, come per te la rappresentanza di una grande agenzia, si rivelano un buco nell'acqua, e quelle che magari ci lasciano un po' di amaro in bocca poi diventano l'occasione della vita. Ancora complimenti, anche perché dimostri che pure un approccio "mite" come il tuo può portare a buoni risultati, in una arena dove spesso tanti gridano.

  • Grazie 1

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Wow! Questa storia, @acherusa mi ha fatto davvero emozionare! Io non ho un agente e tantomeno un editore (sebbene io li stia cercando con tanto impegno) ma leggere delle tue peripezie mi ha dato speranza. Mi hai fatto battere il cuore e ho sperato il meglio per te fino alla fine! Complimenti!! <3

  • Grazie 1

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Anch'io, nel 2012/2013, ero rappresentato da un grosso agente, come Acherusa. C'ero arrivato spedendo la prima stesura del mio libro a due editori (uno medio e uno grosso) e a questa agente. Ricevetti prima la risposta dell'editore medio (una vecchia casa editrice molto conosciuta) e il giorno seguente quella dell'agente. Non vi nascondo l'emozione che provai in questo secondo caso, perché la ritenevo inarrivabile. L'agente mi disse che avrebbe potuto farmi pubblicare da qualsiasi editore in Italia, perché il mio romanzo era molto buono. Invece, nei quasi due anni successivi arrivarono con il contagocce solo risposte negative. 

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