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acherusa

Il (tuo) agente che non (ti) risponde (quasi) mai

Post raccomandati

@Cannonball Al flame stai contribuendo da solo, perché io lo sto evitando. L'hai notato?

 

Ultimo commento da parte mia sull'intera vicenda.

 

Non ho scritto il topic per avere una pacca sulla spalle: prima volevo capire se era una situazione che si era presentata ad altri, qui, sul forum. Pochi hanno risposto, salvo leggere di esperienze simili nei singoli topic delle agenzie (e diverse dalla mia).

 

Sull'autocritica: io non ho spedito a tappeto, infatti, né alle case editrici né alle agenzie. Ho scelto tre realtà che ammiravo, ho ricevuto due proposte. Scusami, ma questa è autocritica, mi sono messa nelle mani di professionisti del settore. Ero pronta a lavorare anche ad altri progetti, se quello in mano non avesse convinto qualcuno.

Un appunto: prima di essere accettata sono passata di lettura in lettura, questo mi è stato detto al momento della firma.

 

Non ho astio nei suoi confronti, come vedi il mio tono è moderato e professionalmente la rispetto molto. E la tutelo, in un certo senso, perché non ho fatto né farò il suo nome. I suoi autori di punta non potrebbero trovarsi in mani migliori, su questo sono sicura. Sono dispiaciuta, non perché sia stata un'esperienza negativa, ma perché l'esperienza non c'è stata.

 

Poi, di "capolavoro" hai parlato tu. Io non ho nemmeno accennato a una bontà del testo. Per questo è: un testo. Per diventare libro occorrono professionalità diverse, che lavorano in sinergia.

 

Con questo ti saluto e ti auguro una buona giornata.

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Io quello che intendeva @acherusa credo di averlo afferrato ed in quello che intendeva la qualità del testo non c'entra nulla.

Posso aver scritto pure un testo che se stampato è buono solo per *inserisci uso volgare a piacimento* ma qui si parla di rispetto, dignità ed educazione. Di rapporti umani.

Credevi in me, credevo in te, tutto va a rotoli, okay. Ma questo non puoi forse dirmelo? Non puoi dirmi che non ce l'hai fatta, che ci credevi e poi che non ci credevi più, che pensavi di esserti innamorata ma poi hai scoperto che era la storia di una sera, che non mi vuole nessuno, che non funziona, che ci hai provato e che ti dispiace ma non funziona?

Questo pensate? Che se non ho scritto un capolavoro non ne ho diritto di esser trattato con gentilezza, se ti tratto con gentilezza?

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@Kenzo Kabuto nella discussione su Vicky Satlow ho letto che avevano parecchio puntato su una esordiente che ha pubblicato un libro con Mondadori nel 2013 e poi è sparita, IMHO non ha venduto neanche 5mila copie. Volevo evidenziare che è questa la situazione del mercato. Per quel che riguarda i rapporti umani non esistono nel business, almeno io non ne ho mai sentito parlare

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2 ore fa, Cannonball ha detto:

Volevo evidenziare che è questa la situazione del mercato.

 

Non è questa la tematica della discussione @Cannonball e tu la stai portando fuori topic perché spesso cerchi di dirottare gli argomenti verso le tue tesi.

 

Cita

Per quel che riguarda i rapporti umani non esistono nel business, almeno io non ne ho mai sentito parlare.

Evidentemente sei male informato, perché il rispetto dell'altro non può prescindere in nessun campo. Che poi l'educazione sia alla portata di pochi è un altro discorso. Personalmente conosco diversi editori, o imprenditori in senso lato, etici, cordiali ed educati!

E ora rientriamo in topic, per cortesia.

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@ElleryQ non era quello che veniva detto, la lamentela non verteva sul fatto che uno ti risponde al telefono sgarbatamente ma che non riesci ad avere un riscontro continuo. Molto probabilmente questo accade perchè l'agente ha spedito il tuo romanzo e nessuna CE ha risposto. Evidentemente si era sbagliato sulla qualità del tuo lavoro. Poi che uno voglia portare avanti le proprie tesi questo fa parte della natura di un forum.

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Hai parlato tu di "rapporti umani" e io di imprenditori "etici" (dicendo che l'educazione era un discorso a parte). Oltretutto, @acherusa ha parlato di risposte quasi mai ricevute alle sue mail con richeste di chiarimento (e quelle poche, elusive) e questo è, dal mio punto di vista, poco professionale (specie per una rinomata agenzia) e anche poco educato, se proprio vogliamo. Non è solo la scortesia al telefono a rendere poco educata una persona, lo è anche il non rispondere affatto a legittime domande e ignorare del tutto qualcuno.

 

9 minuti fa, Cannonball ha detto:

Poi che uno voglia portare avanti le proprie tesi questo fa parte della natura di un forum.

 

Certo, nei topic appositi. Qui non stiamo parlando del rapporto qualità-prezzo, come hai espresso in un post più sopra, riaprendo un argomento che fa capo a un'altra tua conversazione, né delle sorti del mercato.

In ogni caso ho esortato a tornare in argomento. La prossima risposta fuori topic comporterà un richiamo!

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1 minuto fa, ElleryQ ha detto:

Oltretutto, @acherusa ha parlato di risposte quasi mai ricevute alle sue mail con richeste di chiarimento

 

Appunto, e io che ho detto? Che forse l'agente non ti risponde perchè il tuo romanzo non ha trovato riscontro nelle CE. Dov'è l'OT? La situazione del mercato è quella che ho descritto, lo puoi negare? Si pubblica troppo ed è al 90% roba di basso livello. Poi ci sarebbe anche un altro discorso da fare, quante email e telefonate fai? Una email ogni 2-3 mesi può andare e se non c'è risposta manco per dire "ci abbiamo provato col tuo romanzo ma ha fatto buca" allora è come dici, c'è molta maleducazione. Ma una volta che si è ricevuta quella risposta lì non sarebbe il caso di terminare la conversazione?

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@ElleryQ Potresti chiudere il topic, per favore, dal momento che non intendo rispondere a commenti pretestuosi?

Potrei farlo, chiarire punto per punto ogni affermazione isolata dell'ultimo commento di @Cannonball , visto che sono parole sue, come sue sono le interpretazioni, tuttavia non mi sembra il caso: entrerei nello specifico (e allora la discussione dovrebbe continuare nel topic dell'agenzia, e non voglio) o nel gossip, e non è nella mia natura. Grazie.

 

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Ospite Mirtillasmile

@Cannonball capisco il tuo punto di vista e capisco quello di @acherusa .

Guardate allo stesso problema con due prospettive differenti: da una parte un addetto ai lavori, dall'altra una sognatrice, come me.

Se da una parte il 99% di materiale che arriva alle CE è illeggibile, dall'altra gli addetti ai lavori devono tener presente che hanno di fronte degli esseri umani. Il silenzio, il negarsi al telefono o per email fanno male. Io non conosco il tuo percorso ma l'attesa di una risposta, le speranze che si infrangono con i silenzi prolungati, non sono belle sensazioni. Come suppongo sia sgradevole per una CE, editor, operatore editoriale ricevere tonnellate di materiale, email di pressione o di insulti. Siamo le due facce della stessa medaglia.

Io non so cosa sia andato storto tra @acherusa e la sua agente ma penso che se l'abbia presa sotto la sua ala un qualcosa nel suo romanzo l'ha visto o intravisto. 

 

Io credo che ci vuole equilibrio: noi sognatori dobbiamo essere più realisti e obiettivi, gli addetti ai lavori più umani. 

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Non sono una sognatrice, sono una persona che procede con i piedi di piombo. Vedo che, comunque, è stato travisato il senso del post. Il mio ultimo commento era una chiusa perché mi sembrava corretto dare un feedback alle persone che lo stavano seguendo e raccontare un risvolto a chi, un domani, può trovarsi nella medesima situazione. In ultimo anche chiudere il topic, perché spesso molti vengono aperti e disertati, vuoi per perdita di interesse da chi l'ha aperto vuoi perché l'utente si è defilato. Chiuderlo mi sembrava un atto doveroso, visto che lo avevo aperto io. Non è servito, perché si sta trasformando in altro, con interpretazioni personali o commenti a priori su un lavoro che nessuno di voi ha visionato.

Continuate a tirare in ballo la bontà del testo, quando non era questo l'argomento. Potrei ribattere anche su questo punto, credetemi, ma per quale motivo?

L'argomento principale, e che mi sta a cuore, è che prima di tutto debba esserci rispetto per la professionalità di chiunque, anche di un autore esordiente che avrà dalla sua una presenza immatura, ma non per questo deve accettare tutto.

 

Il fatto di pensare e nutrire l'idea che esistano persone di serie a e altre di serie b, o che operatori editoriali a qualsiasi titolo possano trattare con disprezzo o ignorare qualcuno che in teoria è parte della stessa squadra (attenzione, non wanna be) è sbagliato. Prima avremo rispetto per noi, prima gli altri capiranno che a prescindere da tutto, risultati positivi o sconfitte, occorre rispetto. Questo all'estero è parte integrante di ogni ambito lavorativo, creativo o meno, mi viene da pensare che la mancanza dello stesso in Italia sia un problema ben radicano. E serio.

 

 

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Se un agente mi inserisce nella sua scuderia è perché crede nel prodotto che ha visionato, letto e giudicato. Se firmiamo un contratto di collaborazione deve essere tenuto a interloquire, spiegare e illustrare il suo operato (che mi vincola) e che approfitta della mia fiducia e deve farlo nelle sue qualità di venditore del prodotto da me fornito. Se il romanzo inviato a diverse CE non è piaciuto non c'è problema, l'agente dovrebbe comunque essere tenuto a fornirmi l'elenco delle suddette CE e spiegarmene a grandi linee il motivo, per evitare inoltre che venga riproposto loro in un secondo tempo con perdite di tempo ulteriori. Se non risponde non è solo maleducato ma inadempiente a quel contratto di fiducia che si instaura tra l'autore e colui che ufficialmente lo rappresenta. In questo topic qualcuno finge di capire il problema di mancanza di comunicazione sollevato da@acherusa e non credo questo sia corretto nei suoi confronti. Opinione personale mia, ovviamente.

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Intervento di moderazione

 

@Cannonball hai la pessima abitudine di intervenire nelle discussioni e cercare di trasportarle in altro luogo per affermare quanto ti sta a cuore, indipendentemente dalla volontà dell'autore della discussione.  @acherusa ti ha detto e ripetuto più volte di avere aperto questa discussione perché si aspettava un certo tipo di contributo, ma tu hai fatto orecchie da mercante.  Le hai attribuito anche la volontà di creare un flame, che invece eri tu solo intenzionato ad accendere.  È intervenuto due volte uno staffer per riportarti in topic e ancora hai proseguito nel tuo atteggiamento.  Trovo poi particolarmente irritante il tuo commento sugli staffer non retribuiti, accompagnato da emoticon derisorio.  Il fatto che svolgiamo il nostro compito in maniera del tutto volontaria non autorizza te e nessun altro a prenderci per i fondelli.

Per tutti questi motivi ti assegno un richiamo, che unito ai due già ricevuti in precedenza comporta una sospensione dalle attività del forum di un mese.

 

Speriamo di rivederti in questo luogo con uno spirito più collaborativo, altrimenti puoi anche astenerti dal ritornare.

Grazie.

 

E ORA SIETE PREGATI DI RITORNARE TUTTI ALL'ARGOMENTO DELLA DISCUSSIONE

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Mi intrometto, cercando di andare a monte della discussione.

 

Partiamo da un punto: il manoscritto di @acherusa . E' sicuramente valido, o l'agenzia lo avrebbe scartato a priori. Questo è un fatto. E anche Acherusa è sicuramente una persona 'valida', altrimenti non avrebbe superato tutte le difficoltà che un normale autore esordiente/non noto incontra nel farsi selezionate da un'agenzia . Forte di questo, al posto della collega mi concentrerei su quel punto e su quel valore - ripeto, palese - e profonderei lo stesso impegno e fatica messo nel 'cercare l'agente' nel 'proporre il testo e se stessa direttamente' a quelle poche case editrici potenzialmente interessate all'opera, ma anche e soprattutto all'autrice. Mi soffermo in particolare sull'autrice perchè il mercato attuale è drogato: la biografia dell'autore conta più dell'opera, nella vendita. In tv funziona così: puoi avere anche Presta o Caschetto come agenti, ma se i broadcaster non ti vogliono nelle loro trasmissioni non può farci nulla neanche il miglior commerciale del mondo (e gli agenti alla fine sono solo dei commerciali). Oggi nell'entertainment in generale (e la narrativa è parte di questo mercato) non si compra il prodotto, si compra il produttore. Ogni volta in cui scriviamo un programma tv il 'chi fa le cose' è più importante delle 'cose' stesse, ovvero la struttura del programma è subordinata a chi dovrà essere il volto pubblico della trasmissione. Purtroppo, è un dato commerciale: si vende così, non in altro modo. I motivi sono molteplici e ci porterebbero troppo OT, quindi li taccio.

 

Il discorso di @Cannonball sul mercato, riportato nell'ultimo suo intervento, è corretto: ormai si vende pochissimo, quasi niente, salvo casi particolari. E quel che si vende, lo si vende perchè 'trainato da altri settori', tipo cinema e nostra signora televisione. Ovvero: è uscito "Twilight" il film e la gente in Italia si è comprata i libri, non viceversa. Oggi, vale la pensa scrivere serie Tv e fiction molto più che romanzi o saggi, da un punto di vista commerciale. Per capire bene il tutto, suggerisco a ognuno di buttare un'occhiata alla propria timeline di Facebook. Quanti post relativi a libri ci sono? Sono più o meno dei video di The Jackal? Ecco la risposta. La gente si compra i video dei The Jackal e simili e non i libri perhcè A) i video di the jackal sono gratis B) perchè durano 3/5 minuti e fanno ridere. In aggiunta, un florilegio di libercoli in giro per gli store e l'abnorme produzione distribuita su un mercato che non potrebbe reggerne neanche un quarto. 

 

Il 'perchè l'agenzia non mi caga' sta in mezzo a questi due discorsi: se non sei qualcuno non vendi, se non vendi non diventi qualcuno. Risultato: il 'commerciale' non ha nulla da guadagnarci. Ergo, si concentra su altri. Sbarramento all'ingresso: è il male di tutte le professioni. E di certo non è un commerciale che può aiutare. Sarebbe come pensare che sia stato un agente di commercio a rendere famosa la Apple. Da quanto ho capito approcciando il mercato editoriale come produttore/scrittore da poco tempo (perchè per me solo di un mercato si tratta, e il libro è solo un prodotto, al pari di un articolo di giornale o di uno show televisivo) l'unica opzione percorribile è lavorare sul 'produttore', creandosi un'immagine pubblica di un certo spessore e poi vendere il libro grazie a quella. So che è violento, quello che sto dicendo, ma temo sia corretto. Per una volta, però, vorrei davvero sbagliarmi (oddio, non ci credo che l'ho scritto davvero).

 

 

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acherusa, grazie per la condivisione della tua esperienza e sono convinto che ciò che poni in questione sia sacrosanto. Posso solo aggiungere che la compostezza delle tue risposte, nonostante l'amarezza, ti dia ulteriore merito. In bocca al lupo.

 

A. 

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Il problema in questo settore è che, anche quando ci sono contratti firmati, tutto ciò che rientra nell'ambito di professionalità intesa come "standard valido sempre e comunque" diventa assolutamente randomico.
nel caso specifico abbiamo
acherusa, che chiameremo "esordiente o poco conosciuto" Y
agenzia X che, per ammissione di Y è un'agenzia "grande", con molti professionisti in scuderia.

lasciamo da parte discorsi "presunti" sulla validità o meno dell'opera (che comunque, se dovessi scommeterci qualcosa su, riterrei valida, altrimenti non si capisce come mai un professionista che opera con dei big abbia firmato per rappresentarla).
Il punto è: un romanzo può risultare "invenduto", anche se presentato da un'agenzia importante?
Evidentemente sì.
Il problema quindi è quello del rapporto "comunicativo" tra X e Y, ed è qui che entra in gioco la professionalità.
X può aver inviato il romanzo di Y a 20 CE: poi magari 5 hanno risposto che non è nelle loro corde perché hanno deciso di puntare su altri generi, 5 che gli è piaciuto molto ma non hanno modo di inserirlo in catalogo, 5 che gli autori sconosciuti non li inseriscono in catalogo a prescindere, 5 che hanno talmente tanti romanzi in fase di pre-stampa da bloccare, per i prossimi 2 anni, ogni lettura, comprese quelle consigliate dagli agenti.
Ho tirato a caso... potrebbero esserci altri motivi.
Il problema quindi? Il problema è che se Y fosse un autore "famoso", X gli avrebbe detto: caro Y, ho proposto il tuo romanzo a - lista di CE -, che mi hanno risposto in questo modo: (...). A questo punto direi di muoverci così: - segue lista di possibilità, che, a seconda dei casi, vanno dall'aspettare altri n mesi e provare a vedere se si "libera" qualcosa al recidiamo immediatamente il contratto -
Trattasi di un limpido, cristallino e doveroso rapporto lavorativo. Non si tratta di "essere amici", o "essere chissà quanto cordiali".
Si tratta di lavoro. Io, agente, provo a piazzare il tuo romanzo. Non ci riesco? Ti spiego il perché e il percome (abbastanza infantile presumere che in un ambiente complesso come quello editoriale italiano queste motivazioni siano da attribuire al fatto che il testo "non è un capolavoro", a maggior ragione che l'agente serve proprio a bypassare questo tipo di problematica: offre qualcosa che sa essere più che dignitoso. Se la Ce non è interessata ci sono spesso dietro mille motivi diversi).

Quello che sconcerta di ques'esperienza, per tornare all'inizio del discorso,  è l'assoluta mancanza di uno "standard professionale". Quest'agenzia, per ammissione dell'utente che ha riportato la sua esperienza, è un'agenzia "professionale". Evidentemente i suoi standard sono quindi professionali. Non lo sono più, diventano anzi "casarecci", quando l'interlocutore è l'autore semisconosciuto.
Il problema, apparentemente riconducibile a una scrolalta di spalle e a un "vabbè. è normale... è così che funziona..." è in realtà molto, molto più grande di quanto il singolo caso ci potrebbe far pensare.
Il problema diventa un "sintomo", il sintomo della salute generica di una filiera, quella editoriale italiana, che "sta messa assai male".
E come potrebbe essere in altro modo, se sono proprio i "professionisti del settore", gente quindi da cui ci si aspetta una professionalità elevata qualunque cosa facciano, a comportarsi spesso in modo dozzinale?
Perché non rispondere ai propri autori con un report mensile - una mail, ad esempio - in cui si spiega loro a chi si è inviato e le varie risposte ricevute, anche se negative? Perché all'autore esordiente eventuialmente "rifiutato da tutte le CE" non gli si risponde (facendo finta di scordarsi di lui) invece di dedicargli una mezz'ora per dirgli: è andata così, ma siccome ritengo che tu scriva bene (così non fosse non ci sarebbe stata la rappresentanza) perché il prossimo romanzo che scrivi non lo scrivi tenendo conto di questo e quest'altro? (laddove il questo e quest'altro sarebbero consigli che un buon agente potrebbe agevolmente dare all'autore in base alle risposte delle CE).
Questa è professionalità?
No, non lo è.
E finchè l'editoria in Italia sarà gestita in questo modo casareccio, "all'italiana" appunto, la crisi del settore non verrà mai e poi mai superata.

 

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@Bango Skank Giusto. E' come quando affidi a una agenzia un immobile da vendere.

Una seria, ti fa rendiconti periodici. Una così così si nega, fa melina.

A questo punto, giusto incavolarsi e venderlo da solo.

Poi voglio vederla parlare di provvigioni.

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@Bango Skank Il tuo commento è equilibrato e contiene un'analisi lucidissima.
Qui non si tratta di stabilire se il testo in questione sia un capolavoro o meno, si tratta di definire un rapporto di produttore/rappresentante.
L'esperienza descritta da @acherusa potrebbe essere copia conforme della mia. Anche io sono rappresentata da un' agenzia con cui ho una comunicazione molto stentata, quasi nulla.
Con questa agenzia (che non ho espressamente cercato io ma con cui sono entrata in contatto attraverso conoscenze in comune) sono riuscita a pubblicare e sono teoricamente in ballo con altri progetti. Il punto è che non ricevo feedback sullo stato di lettura delle mie proposte e anche sulle case editrici alle quali l'agenzia propone c'è molto , troppo riserbo.
In più i tempi di azione/reazione sono davvero biblici e non essendo io una persona insistente passano dei mesi per avere uno straccio di messaggio in risposta a del materiale che l'agenzia stessa mi ha richiesto.
Sono molto disciplinata sui tempi di consegna e quando mi si chiede di apportare delle modifiche in una settimana lo faccio anche a costo di lavorare di notte. Dall'altra parte invece, quando devo aspettarmi una risposta, la settimana diventa mese e il mese diventa anno.
Capisco in pieno la frustrazione descritta e ribadisco che non ha nulla a che vedere con la qualità e il genere dei testi proposti.

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Alle 21/4/2016 at 12:42, acherusa ha detto:

Ciao a tutti.

 

Apro questo post perché mi è capitato di vedere una tendenza tra diversi autori che, dopo essere riusciti a strappare una rappresentanza con un'agenzia letteraria, sono ignorati dal loro stesso agente. Non si tratta di essere pressanti e insicuri, di volere che in maniera infantile lui/lei diventi il tuo migliore amico, ma di non ricevere risposte a mail per avere informazioni su come stia andando il progetto.

 

Io sono una di questi autori. Non sono qui per parlare male, o bene, dell'agenzia che mi rappresenta (o,meglio,che dovrebbe farlo), ma cercare di capire il perché di un silenzio da parte di un addetto ai lavori che, se andasse in porto la pubblicazione del romanzo, avrebbe una percentuale.

Non sono in cerca di un paf paf sulle spalle, ma anche il mio amministratore condominiale mi manda una mail al mese per informarmi sul lavoro che fa per l'immobile, perché si tratta di un professionista incaricato...

 

Dove sbaglio? Perché capita? Qualcuno con più esperienza può aprirmi gli occhi di questo comportamento che, ho notato, non è solo un caso isolato?

Ciao, ti capisco!!!

Ho avuto un gradimento da parte di una agente che devo dire per onestà  non mi ha richiesto contributo di lettura trattandosi di testi brevi. Ma da circa sei mesi le corro dietro e mi rimanda e mi rimanda. Quando ho perso la pazienza e le ho chiesto di dirmi apertamente  se mi stava prendendo per i fondelli mi ha risposto che era proprio interessata ma occorreva tempo per "piazzare " Il mio lavoro. Sono basita perché  mi dico se ti interessa una  storia non vuol dire che poi cominci a lavorarci sopra informando l'autore? Meglio sapere mano mano cosa succede mica parliamo di bambini che poi se non va in porto si mettono a piangere? Ma almeno sapere che succede...Ditemi voi...

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Avrei una domanda per chi è rappresentato da un'agenzia. Quando, già sotto contratto, proponete un'opera inedita, vi leggono subito? O passano mesi e vi lasciano lì in sospeso? Per capire com'è il modus operandi... (Io credevo che gli autori rappresentati avessero un canale facilitato. Credevo...) 

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@Kalija  Ogni agenzia ovviamente ha il suo modus operandi, ma il fatto di essere già un autore rappresentato non implica necessariamente che tutti i tuoi lavori vengano subito esaminati. Un'agenzia riceve moltissimo materiale e deve esaminarli tutti (si spera) e non sarebbe giusto nei confronti di chi magari è già in attesa da mesi. E lo stesso discorso vale per gli altri autori rappresentati come te, forse anche loro con altro materiale.

Poi ovviamente ognuno si regola come meglio crede. Credo molto dipenda anche dal rapporto che si instaura con il proprio agente, magari se il rapporto è buono e tu per qualche motivo hai urgenza di una valutazione, magari te la fa. Non credo ci sia una regola precisa. Dipende dal testo, dalla facilità nel piazzarlo e poi considera anche che se un agente sta cercando di far pubblicare una tua opera, non credo abbia molta fretta di leggerne un'altra, da far pubblicare a sua volta.

Per rientrare nel tema del post, direi che però questo sarebbe un caso in cui educazione e chiarezza risolvono la cosa ;) Io chiedo... tu rispondi e mi adeguo.

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Grazie, Nemesis, tu hai esperienza diretta di questa cosa? Perché il modo di agire se è così non mi convince. Lo trovo penalizzante. Voglio dire, se sei sotto contratto tu come autore sei tenuto a dare ogni tua opera in primis all'agenzia. Se ti mettono in lista d'attesa, passano mesi in cui tu non hai possibilità di far vedere il romanzo a nessuna CE. Rimani lì nel limbo dell'attesa... :/ 

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@Kalija Dipende dal contratto che hai firmato. Io ad esempio, sono sotto contratto con un'agenzia solo per un singolo testo, non come autore per tutta la mia produzione e quindi sono libero di far valutare altre mie opere a chi voglio.

Dato l'ottimo rapporto che ho con l'agenzia, credo che se avessi urgenza di una valutazione me la farebbero e insieme decideremmo come procedere. Ci sono sempre i confini tra quello che è scritto e quello che si può fare, dipende dalle situazioni e dai rapporti. Se hai firmato un contratto che vincola ogni tua opera all'agenzia, puoi sempre chiedere loro di "sganciarti" per quel testo, ma non ne vedo l'utilità. Se hai firmato un contratto è perché volevi essere rappresentato.

22 minuti fa, Kalija ha detto:

come autore sei tenuto a dare ogni tua opera in primis all'agenzia

Dipende dal contratto, nel mio caso no. Non so come funziona per altre agenzie, in ogni caso sono cose che puoi  leggere e chiedere a loro prima di firmare.

Vediamo se qualche altro autore rappresentato passa da queste parti e cosa ci dice.

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Ah okay. È una cosa diversa allora nel tuo caso. No, loro hanno l'esclusiva su ogni mia opera per l'intera durata del contratto. Per questo mi sembra penalizzante se per mesi lasciano un mio testo lì parcheggiato senza leggerlo... 

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3 ore fa, Kalija ha detto:

Avrei una domanda per chi è rappresentato da un'agenzia. Quando, già sotto contratto, proponete un'opera inedita, vi leggono subito? O passano mesi e vi lasciano lì in sospeso? Per capire com'è il modus operandi... (Io credevo che gli autori rappresentati avessero un canale facilitato. Credevo...) 

Rispondo anche qui nello specifico (nel topic dedicato alla Vivian non avevo capito in modo compiuto il perché della domanda in relazione al tuo caso specifico, cosa che ho fatto leggendo i tuoi interventi in questa discussione).

Il tuo dubbio nasce, se ho ben capito, dal concetto: sono rappresentato come autore dall'agenzia X, devo quindi per contratto far leggere a loro i miei testi prima che ad altri (il che mi impedisce anche invii spontanei di sorta), la mia agenzia però non mi legge, non di risponde ecc ecc.

 

In questo caso in effetti c'è un problema, perché se è vero che un'agenzia che rappresenta solo il singolo testo potrebbe anche lasciar passare molto tempo per rispondere a un autore rappresentato che presenti un inedito, è altrettanto vero che quando il contratto è definito verso l'autore e non verso il singolo testo, ci deve essere un'idea di "percorso comune" a monte. E c'è bisogno di chiarezza.

Nello specifico, bisogna cercare di capire innanzi tutto se il primo testo presentato è ancora una priorità per l'agente o se invece, magari dopo 5-6 mesi in cui non si è riusciti a piazzarlo, si sono perse le speranze. Questo si ha diritto di chiederlo ed è dovere dell'agente rispondere serenamente e sinceramente.

La risposta può essere significativa per chiarire i motivi della non lettura dell'inedito inviato: "sto piazzando il primo, ecco è quasi fatta... appena lo piazzo leggo il secondo" ci sta, non ci troverei nulla di male. Invece un: "non ho piazzato il primo, quindi il secondo te lo leggo se e quando mi va" non ci sta, e in questo caso sarebbe bene chiedere di temrinare il rapporto (perché evidentemente l'agenzia non ha più fiducia nell'autore).

Secondo me nel dubbio si deve chiedere, sempre con estrema cortesia ma con altrettanta determinazione, un appuntamento telefonico e chiarire questi punti in modo chiaro. 

Nel tuo caso il punto è: il primo romanzo che hanno in carico, come procede? Perché se la tua agenzia sta trattando (ma si presume che in questo caso ci siano rapporti telefonici costanti tra di voi, non dico una volta alla settimana ma una volta al mese almeno dovreste sentirvi) per il primo, ci può stare che per il momento non voglia parlare del secondo (anche se di norma un'occhiata avrebbero dovuto darla, quantomeno alla sinossi, e un minimo di feedback almeno sull'idea alla base ci dovrebbe essere).

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Grazie per la risposta... preciso che la mia agente non è la Vivian e il primo romanzo l'ho già pubblicato tramite l'agenzia. Ho inviato il secondo qualche mese fa ma per mancanza di tempo non è stato ancora letto... considerati i tempi biblici dell'editoria la cosa mi spiace... volevo capire se era un po' per tutti così 

 

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Ho avuto anch'io un'esperienza non felicissima con un agente. Parliamo di un "pesce" piccolo, con pochissimi autori in scuderia. Però sembrava seriamente affascinato dal mio (secondo) romanzo. Lo ha tenuto sotto contratto per un anno, durante il quale non si è mai fatto sentire spontaneamente. Io comunque lo cercavo ogni due-tre mesi per avere notizie: a quanto ho capito lo ha proposto a tre CE big senza successo. Alla fine mi ha fatto capire che di più non poteva fare, e il romanzo è tornato nelle mie mani. Non mi è chiaro se avesse finito i contatti o se avesse smesso di credere nel romanzo. 

Così dopo un periodo in cui avevo avuto fiducia nel valore del manoscritto, che tanto entusiasmo aveva suscitato inizialmente in  questo agente, sono tornata a chiedermi quanto valga davvero. L' ho inviato di recente a parecchie case editrici sapendo che senza il filtro di un agente probabilmente non sarà mai letto. 

Cosa dite, provare a cercare un'altra agenzia sarebbe segno di una cieca ostinazione? Voi cosa fareste?

 

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Sono praticamente ferma da un anno a causa degli addetti ai lavori.

Scrivo lo stesso e progetto altri testi ma senza alcuna scadenza o consulenza.

La soddisfazione c'è in ogni caso ma di certo avere dei feedback e degli interlocutori aiuterebbe molto. Se avessi voluto scrivere "per me" avrei tenuto un diario.

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Ospite Mirtillasmile
9 minuti fa, KatiaCecca ha detto:

Se avessi voluto scrivere "per me" avrei tenuto un diario.

:ola:.

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