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LittleSasha

Tuffo nel vuoto - Parte 2/2

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Commento

 

Piano 11

 

Mio padre premette l'acceleratore e la macchina cadde giù. I nostri corpi si sollevarono dai sedili e levitarono nel vuoto. Un attimo dopo Crash! La macchina si accartocciò sul fondo del precipizio e io mi svegliai in un bagno di sudore. Quell'incubo non voleva abbandonarmi. Ogni notte era così, poi mi alzavo dal letto per andare in bagno a sciacquarmi la faccia. Ma una notte vidi che mio padre dormiva sul divano. Nonostante i continui litigi, capitava raramente. Dal divano si vedeva bene tutto il corridoio, quindi se si fosse svegliato mi avrebbe vista.

Mi nascosi dietro la porta di camera mia. Avevo paura che mi scoprisse. Non ne avevo alcun motivo, ma capire quello che ci passava per la testa da bambini è sempre stato arduo. Da dietro la porta mi feci coraggio. Due belle pacche sulle guance e aprii decisa. In piedi di fronte a me c'era mio padre. Tremavo leggermente. Lui mi sorrise e mi accarezzò la testa con fare assonnacchiato. Io chinai poco la testa e corsi in bagno chiudendo velocemente la porta dietro di me.

Temevo mio padre. Non ho ancora capito perché.

 

Piano 14

 

Durante il weekend tornammo sulla collina. Non ne ero contenta per niente e dopo ne fui ancora meno. Mi mantenevo lontana dal finestrino e speravo con tutta me stessa che mio padre non rifacesse il "giochino" della volta precedente.

Tornammo di nuovo in quello spiazzo e io e mio fratello scendemmo dall’auto insieme a mio padre.

C’era un bel cespuglio di margherite lontano dai bordi.

"Raccoglietene tante per mamma e papà e non muovetevi da qui"

Contendi incominciammo a cercare quelle più belle e colorite. Mio padre tornò in macchina e rifece quel gioco. La macchina faceva avanti e indietro lentamente. Ero contenta che ci aveva fatto scendere, anche se ripensandoci adesso, non sarei dovuta scendere.

Marco trovò una farfalla bianca. Raccolse il fiore su cui era posata e lei rimase immobile. Non credeva ai suoi occhi.

‹‹Lo faccio vedere alla mamma!›› - disse correndo verso la macchina gioioso. Mi girai verso di lui e cercando di fermarlo gli dissi:

‹‹No, papà ha detto che non...››

La macchina cadde giù e mio fratello gli corse dietro urlando. Allungai la mano come per afferrarlo, ma mi sentii incollata al terreno. Non riuscii a fare neanche un passo. Perché? Perché non sono corsa da lui per fermarlo? Paralizzata da non so cosa... forse terrore, forse sconcerto.

Vidi Marco andar giù con ancora il fiore in mano. La farfalla volò via. Sentii il rumore metallico della macchina che si schiantò. Caddi in ginocchio. Iniziai a tremare e poi la mia mente si annebbiò.

Forse urlai, forse piansi. Sono solo certa di aver chiamato mia zia.

‹‹Mamma e papà sono... E anche Marco...››

Non aggiunsi altro, dopo non so quanto tempo arrivò mia zia insieme alla polizia.

 

Piano 15

 

Vivo con lei da allora... Ma perché sto ripensando a tutto questo ora? Devo sbrigarmi,  non ho tempo per i ricordi estivi. Oggi ho un importante colloquio per una grossa azienda. Possiede un intero palazzo alto 20 piani solo per i suoi uffici. Sarebbe fantastico se mi assumessero! Mhh, che dolore! Mi fa male la testa. Mi sento pesante… cosa mi sta succedendo?

Apro gli occhi. Sono in una camera d'ospedale? Cosa ci faccio qui? Mia zia e accanto al mio letto.

‹‹Cosa sta succedendo?››

‹‹Ti sei svegliata finalmente, tesoro. Non ricordi, vero?››

Si fermò un attimo , fece un lungo respiro.

‹‹Sei andata al colloquio, ma hai preso l'ascensore di vetro. Non avresti dovuto...››

‹‹Non è possibile che io sia salita su quell’ascensore e non capisco cosa c’entri con l’ospedale››

‹‹Hai vomitato e hai avuto un attacco di panico, poi sei svenuta e hanno chiamato l’ambulanza. Ti ho raccomandato mille volte di non…››

Adesso ricordo. Ero in ritardo e portavo i tacchi. Entrai correndo nella hall, ignorai anche la ragazza alla reception. Vidi l'ascensore e mi ci fiondai dentro. Era di vetro.

‹‹Se mi assumono, vedrò sicuramente un bel panorama tutti i giorni››

Premetti il bottone con scritto sopra 15. Solo in quel momento realizzai che avevo fatto la cosa più stupida possibile. Ma ormai le porte si erano chiuse. Appoggiai la mano, come per reggermi e sentii il vetro freddo come non mai. E poi il vuoto.

 

Mio padre mi spaventava. Non voleva farmi del male, ma che senso ha se adesso ho solo il vuoto…

 

Fine.

 

Spoiler

Grazie mille per aver letto il mio racconto, spero che vi sia piacito e che abbiate qualche buon consiglio da darmi. Chiedo scusa in caso avessi tralasciato qualche errore e vi sarei molto grata se me lo faceste notare in modo da correggere. La revisione non è ancora il mio forte.

 

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Ciao Little.

I tuoi commenti validi per postare un brano sono al limite; visto che sei nuova e a differenza di altri ti sei comunque impegnata per commentare, per questa volta va bene. Ti chiedo però, nel futuro, di approfondire di più i commenti che usi per postare i tuoi racconti.

 

Buon proseguimento.

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10 ore fa, Niko dice:

Ciao Little.

I tuoi commenti validi per postare un brano sono al limite; visto che sei nuova e a differenza di altri ti sei comunque impegnata per commentare, per questa volta va bene. Ti chiedo però, nel futuro, di approfondire di più i commenti che usi per postare i tuoi racconti.

 

Buon proseguimento.

 

Ok grazie, purtroppo sono molto inesperta e ho davvero pochi consigli e critiche da poter fare.

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