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aletheia

Scrivere per se stessi

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Difatti il mio non voleva essere un invito all'ottimismo e alla felicità (quando mai?) del tipo "l'importante è piacere a se stessi, vada al diavolo il resto...". Ovvio che non basta piacere a se stessi... ma a volte non si raggiunge neanche quel primo livello.

Insomma, il mio era più un "guardate che non c'è fine al peggio, c'è chi viene deriso e neanche riesce a evitare di deridersi da solo."

 

Per carità, non si vada a dire in giro  che ho predicato il "volemose be' è tutto bello". :asd:

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Io invece ho un problema tutto mio particolare: ho il terrore che il mio libro possa avere successo.

Premettendo che sto facendo esempi estremi,mi spiego meglio. Tutti più o meno hanno il sogno che il loro racconto diventi il prossimo Harry Potter, ma la mia domanda è, riuscireste a gestire la fama che ne consegue? I fan, il dover presentare il libro davanti a una folla di persone, il girare per città in città a firmare copie, parlare con editori ecc.?

 

Beh, sinceramente io no. Ho dovuto fare una presentazione con degli attori di un film il mese scorso, e solo perchè avrei dovuto parlare due secondi al microfono davanti a tutti, ho avuto nausea per la tensione per tutto il giorno. 

 

L'idea di dover promuovere un libro mi spaventa tantissimo. Per me l'ideale sarebbe se si potesse fare tutto on-line senza vedere nessuno. :ninja:

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1 ora fa, Victoria_88 dice:

Io invece ho un problema tutto mio particolare: ho il terrore che il mio libro possa avere successo.

Premettendo che sto facendo esempi estremi,mi spiego meglio. Tutti più o meno hanno il sogno che il loro racconto diventi il prossimo Harry Potter, ma la mia domanda è, riuscireste a gestire la fama che ne consegue? I fan, il dover presentare il libro davanti a una folla di persone, il girare per città in città a firmare copie, parlare con editori ecc.?

 

Beh, sinceramente io no. Ho dovuto fare una presentazione con degli attori di un film il mese scorso, e solo perchè avrei dovuto parlare due secondi al microfono davanti a tutti, ho avuto nausea per la tensione per tutto il giorno. 

 

L'idea di dover promuovere un libro mi spaventa tantissimo. Per me l'ideale sarebbe se si potesse fare tutto on-line senza vedere nessuno. :ninja:

 

Più che gestire quell'aspetto della fama, la mia paura sarebbe non riuscire a scrivere altri libri all'altezza di quello che ha avuto successo.

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Io ti sono molto vicina! Capisco quello che provi e quanto a volte è pesante non ricevere riconoscimenti. Però voglio farti notare che hai già qualcuno che pensa che tu abbia talento (almeno se ho letto bene fra le righe xD): hai scritto che tuo marito non è tanto d'accordo al fatto che smetti di provare, vuol dire che ha fiducia nelle tue capacità e che sa che prima o poi le tue speranze saranno esaudite.

 

In effetti è brutto dover aspettare che gli altri decidano e giudichino qualcosa a cui hai lavorato col cuore. Io penso che se scrivere per te é un piacere basta che scrivi per te stessa, non nel senso che non devi più provare con le ce ma nel senso che invece di pensare "mi pubblicano! Non mi pubblicano! Rispondono! Non rispondono!"

pensa a scrivere, continua ad amare i tuoi scritti, i tuoi personaggi e le loro storie...

Se verrà la pubblicazione sarai pronta a gioire, in caso contrario continuerai a provarci facendo quello che ti piace di più.

Concordo con gli altri che puoi provare anche un altro lavoro nel frattempo che continui a provare, purtroppo tutti i mestieri artistici all'inizio non si possono considerare lavori ben remunerati!

 

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On 10/6/2016 at 20:14, Victoria_88 dice:

Io invece ho un problema tutto mio particolare: ho il terrore che il mio libro possa avere successo.

Premettendo che sto facendo esempi estremi,mi spiego meglio. Tutti più o meno hanno il sogno che il loro racconto diventi il prossimo Harry Potter, ma la mia domanda è, riuscireste a gestire la fama che ne consegue? I fan, il dover presentare il libro davanti a una folla di persone, il girare per città in città a firmare copie, parlare con editori ecc.?

 

Beh, sinceramente io no. Ho dovuto fare una presentazione con degli attori di un film il mese scorso, e solo perchè avrei dovuto parlare due secondi al microfono davanti a tutti, ho avuto nausea per la tensione per tutto il giorno. 

 

L'idea di dover promuovere un libro mi spaventa tantissimo. Per me l'ideale sarebbe se si potesse fare tutto on-line senza vedere nessuno. :ninja:

In realtà oggi si può benissimo promuovere con successo un libro solo online (io sono un altro che non ama molto apparire in pubblico :P). Le presentazioni e le fiere sono efficaci, certo, ma solo se ci si investe tempo e se "ci sa fare". L'importante è definire subito questi aspetti con l'editore.

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13 minuti fa, Nativi Digitali Edizioni dice:

In realtà oggi si può benissimo promuovere con successo un libro solo online (io sono un altro che non ama molto apparire in pubblico :P). Le presentazioni e le fiere sono efficaci, certo, ma solo se ci si investe tempo e se "ci sa fare". L'importante è definire subito questi aspetti con l'editore.

Questo mi è molto di conforto, grazie!:)

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Ospite Mirtillasmile

@aletheia spero che il tuo "periodo nero" sia passato.

Il mio consiglio è questo: scrivi per amore della scrittura. Perché ti fa sentire bene e ti da modo di esprimerti al meglio. 

Non scrivere perché, perdona la mia brutalità, vuoi sbattere in faccia a chi non ti sosteneva i tuoi successi... anche se dovessi realizzare il tuo sogno sarebbe guastato dall'amarezza.

Goditi il momento in cui sei sola con il tuo pc ( o quaderno) e se poi viene, te lo auguro, una pubblicazione, corrile in contro a braccia aperte.

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Ospite

C'e' anche il caso di chi si e' formato sui classici del canone mondiale e trova sconfortante quando non inutile il panorama attuale. Scrivera' allora in dialogo privato con quei classici, senza pubblico e senza cognizione del tempo corrente. Anche quella e' letteratura.

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On 27/6/2016 at 17:57, Mirtillasmile dice:

@aletheia spero che il tuo "periodo nero" sia passato.

Il mio consiglio è questo: scrivi per amore della scrittura. Perché ti fa sentire bene e ti da modo di esprimerti al meglio. 

Non scrivere perché, perdona la mia brutalità, vuoi sbattere in faccia a chi non ti sosteneva i tuoi successi... anche se dovessi realizzare il tuo sogno sarebbe guastato dall'amarezza.

Goditi il momento in cui sei sola con il tuo pc ( o quaderno) e se poi viene, te lo auguro, una pubblicazione, corrile in contro a braccia aperte.

Suvvia, un'altra cosa che ti fa andare avanti è anche la voglia di sbattere il successo in faccia a chi non crede in te. 

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22 minuti fa, Equus dice:

Suvvia, un'altra cosa che ti fa andare avanti è anche la voglia di sbattere il successo in faccia a chi non crede in te. 

Allora è come dire che siamo tutti illusi. Se è il successo, quello che gli aspiranti scrittori come noi inseguono, allora ciao. Ci arriva 1 su un milione!

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Sono circa due o tre mesi che non scrivo più nulla (a parte un articoletto per un giornale locale che ho quasi dovuto inginocchiarmi davanti alla vice-direttrice per farlo pubblicare... ma parlava di volontariato quindi, non per me ma per i volontari, MERITAVA di essere pubblicato!).

Devo ammettere che scrivere mi è mancato mentre il mondo dell'editoria nemmeno un po'.

Ringrazio tutti quelli che hanno risposto, @Vanessa Satache ha riassunto tutte le conclusioni a cui io sono arrivata in solo un post mentre io ciò messo tre mesi a capire tutto. E grazie a @Mirtillasmile, ora che il periodo nero è passato mi rimetterò a scrivere solo per me stessa e perché amo farlo. Punto.

Degli altri, scusate, non me ne frega più un piffero. Spedirò ancora a destra e a manca, certo, ma con un investimento emotivo diverso. Non ho bisogno di dimostrare nulla a nessuno, né di sbattere in faccia il mio successo o insuccesso.

Voglio solo scrivere, stare bene e essere felice. E mi pare già questa una bella ambizione...

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Ospite Mirtillasmile

@Equus Non sono d'accordo, perché la gratificazione deve venire dal fatto che crei qualcosa.... Voler pubblicare per sbattere il proprio successo in faccia agli altri e', perdonomi, un po' da cafoni. ; ) 

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Ospite Mirtillasmile

@aletheia Grandissima.... Questo è lo spirito giusto. Dita sulla tastiera e buon scrittura... perché La scrittura deve essere sempre un piacere :) 

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30 minuti fa, Mirtillasmile dice:

@Equus Non sono d'accordo, perché la gratificazione deve venire dal fatto che crei qualcosa.... Voler pubblicare per sbattere il proprio successo in faccia agli altri e', perdonomi, un po' da cafoni. ; ) 

Nah

2 ore fa, Niko dice:

Allora è come dire che siamo tutti illusi. Se è il successo, quello che gli aspiranti scrittori come noi inseguono, allora ciao. Ci arriva 1 su un milione!

Intendevo dire che se hai successo è ovvio che lo sbatti in faccia a coloro che ti hanno rotto per tutto il tempo. 

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Tanto per essere realisti, si scrive perché piace, rilassa, si è portati. Poi fare vedere quello che si fa da sempre soddisfazione.

Se sapessi disegnare, disegnerei e parteciperei a mostre paesane, anche sui banchetti in strada. E' divertente.

Parlare di successo è grottesco, almeno per me. Anche se sapessi disegnare, sono sicuro che non sarei mai Picasso.

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5 ore fa, camparino dice:

Tanto per essere realisti, si scrive perché piace, rilassa, si è portati. Poi fare vedere quello che si fa da sempre soddisfazione.

Se sapessi disegnare, disegnerei e parteciperei a mostre paesane, anche sui banchetti in strada. E' divertente.

Parlare di successo è grottesco, almeno per me. Anche se sapessi disegnare, sono sicuro che non sarei mai Picasso.

Ma io intendo proprio questo. Alla fine sì, piace, però uno vuole anche avere un minimo di soddisfazione. 

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Ospite Mirtillasmile

@Equus tutti vogliamo essere gratificati per il nostro lavoro. Quello che non condivido è "lo sbattere in faccia".... 

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Ospite Mirtillasmile

@Equus se qualcuno ti sfotte perché ti piace scrivere è un'idiota e non merita proprio considerazione...

Ma tu conosci persone cosi?

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Ospite Mirtillasmile

@Equus non ci sono parole :O.....

Mi dispiace per te. Ora capisco il tuo punto di vista!

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Si scrive perchè c'è una sola cosa orribile al mondo, un solo peccato imperdonabile: il talento sprecato. Chi a ragione e chi a torto, tutti quelli che frequentano questo forum pensano di possedere un certo talento per la scrittura e sono quindi alla ricerca di qualche (piccola, piccolissima) prova concreta del talento in questione. Trovare una (piccola, piccolissima) CE che è pronta a investire tempo e denaro su di noi, per esempio, è una forma di riconoscimento tangibile di questo talento. E la stessa cosa vale per l'apprezzamento di un (piccolo, piccolissimo) gruppo di lettori a cui siamo evidentemente riusciti a trasmettere qualcosa. Tutto quello che si può chiedere ai nostri libri, in termini di soddisfazioni, è appunto questo. Fama, soldi, successo e quant'altro sono chiaramente al di fuori della nostra portata e non vale neppure la pena di pensarci. 

 

Nell'Anno del Signore 1996 (quindi ben prima dell'era di Internet) io ero uno sfigatissimo ventenne senz'arte nè parte che decise di scrivere un romanzo sui vampiri. Poi andai nella migliore libreria della mia città e mi tirai giù i nomi e gli indirizzi di una decina di editori, che ovviamente erano tutti dei big. Spedii a ciascuno di costoro il mio manoscritto, con una lettera di accompagnamento che diceva più o meno così: nel 1997 verrà celebrato il centenario del "Dracula" di Bram Stoker e quindi si parlerà moltissimo di vampiri e si pubblicheranno innumerevoli libri in proposito. La trama da me ideata propone però la figura del vampiro in una dimensione assolutamente originale e in una chiave romantica del tutto inedita (vi risparmio i dettagli, diciamo che avevo scritto una roba alla Twilight vent'anni prima di Twilight). Vi interessa?

 

Incredibilmente, uno di questi big (Longanesi) mi rispose e manifestò un concreto interesse. Mi mise in contatto con due suoi editor, a cui dovetti spedire altre copie del mio manoscritto (tutto in cartaceo e a dorso di mulo si intende, visto che stiamo parlando dello scorso millennio). Andammo avanti per tre o quattro mesi, ma alla fine decisero di non pubblicarmi e io ne ricavai una cocente delusione. Allora abbandonai la scrittura e mi dedicai ad altro, convinto che quello che mi era appena capitato fosse un iter del tutto normale per ogni aspirante scrittore. Se nessuno mi aveva pubblicato, evidentemente non possedevo alcun talento e avrei quindi fatto meglio a lasciar perdere.

 

Molti anni dopo (in seguito al clamoroso successo del vero Twilight e alla scoperta da parte mia del Writer's Dream) mi resi invece conto che era del tutto eccezionale che una CE di quel calibro avesse dedicato le sue attenzioni a un illustre sconosciuto come me. Era mai possibile che un minuscolo talento di scrittore effettivamente lo avessi? 

 

Per rispondere a questo interrogativo, mi rimisi a scrivere alla verde età di 41 anni e bene o male riuscii anche a combinare qualcosa. Nulla di mirabolante, si intende: un primo romanzo Fantasy che ha venduto una cinquantina di copie in E-book, ma meglio che un calcio nei denti. Adesso sono al mio secondo romanzo (di tutt'altro genere) e ho appena ricevuto una proposta in cartaceo con tiratura iniziale da 500 copie che mi ha fatto immensamente piacere. Saranno anche baby steps, come dicono gli americani, ma perlomeno mi incoraggiano a continuare a sbattermi per coltivare e migliorare le mie capacità di scrittore.

 

L'essenziale nella vita è non avere rimpianti e non bisogna per forza essere Salinger o Dan Brown per riuscirci.

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Ospite Mirtillasmile

@S.Alberti complimenti,  a vent'anni avevi fatto un'analisi di mercato eccezionale.

Sinceramente io sono curiosa... mi racconti la trama?

Anche in privato se preferisci.

Grazie

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6 ore fa, Mirtillasmile dice:

@S.Alberti complimenti,  a vent'anni avevi fatto un'analisi di mercato eccezionale.

Sinceramente io sono curiosa... mi racconti la trama?

Anche in privato se preferisci.

Grazie

 

Sì, l'approccio che scelsi per contattare quelle CE era effettivamente una genialata...ho un grande futuro di scrittore dietro di me. Fu senza dubbio l'idea iniziale a colpire la Longanesi, anche perchè il romanzo era invece molto acerbo a livello di scrittura. Recentemente l'ho riletto (ne ho ancora una copia in un cassetto) e fa ridere i polli. Tanto per dirne una, ebbi la malaugurata ispirazione di ambientarlo a New York...anche se dell'America e della società americana non conoscevo e non capivo nulla. Quindi puoi immaginarti quanto fosse realistico (ricordiamo che all'epoca non c'era Internet che poteva tirarti fuori dai guai, mettendoti a portata di click l'intero scibile umano). Molto semplicemente, il testo andava riscritto da capo a piedi e fu appunto questo a scoraggiare gli editor che lo presero in mano. Sarebbe servito un lavoro immane per ricavarne qualcosa di buono e alla fine decisero che non ne valeva la pena. Per quanto riguarda la trama, ti farò sapere via PM.

 

Senza andare OT, comunque, il succo del discorso è che mi lasciai deragliare da un primo fallimento che in realtà era invece un mezzo successo, se osservato dalla giusta prospettiva. Finii quindi per sprecare 20 anni di tempo, quando avrei potuto invece sfruttare quell'esperienza come un ottimo punto di partenza e come un incentivo prezioso per continuare sulla stessa strada. Ad ogni libro che scrivo, infatti, noto dei miglioramenti nella mia scrittura e presumo che sia lo stesso per chiunque. E anche dalle mie modeste interazioni con il mondo dell'editoria sto ricavando degli input utilissimi (un editing fatto anche dalla più piccola delle CE, per esempio, è altamente istruttivo). Sto insomma cercando di massimizzare il mio talento e di compiere una personale evoluzione di scrittore che spero mi porti infine da qualche parte, senza lasciarmi scoraggiare dalle inevitabili difficoltà e delusioni. Ovviamente sarebbe stato meglio per me iniziare questo percorso 20 anni fa, ma con il senno del poi siamo bravi tutti. Alla fine della fiera, non venderò di certo un milione di copie. Ma perlomeno avrò zero rimpianti e il mio obiettivo è precisamente questo. 

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1 ora fa, S.Alberti dice:

 

Sì, l'approccio che scelsi per contattare quelle CE era effettivamente una genialata...ho un grande futuro di scrittore dietro di me. Fu senza dubbio l'idea iniziale a colpire la Longanesi, anche perchè il romanzo era invece molto acerbo a livello di scrittura. Recentemente l'ho riletto (ne ho ancora una copia in un cassetto) e fa ridere i polli. Tanto per dirne una, ebbi la malaugurata ispirazione di ambientarlo a New York...anche se dell'America e della società americana non conoscevo e non capivo nulla. Quindi puoi immaginarti quanto fosse realistico (ricordiamo che all'epoca non c'era Internet che poteva tirarti fuori dai guai, mettendoti a portata di click l'intero scibile umano). Molto semplicemente, il testo andava riscritto da capo a piedi e fu appunto questo a scoraggiare gli editor che lo presero in mano. Sarebbe servito un lavoro immane per ricavarne qualcosa di buono e alla fine decisero che non ne valeva la pena. Per quanto riguarda la trama, ti farò sapere via PM.

 

Senza andare OT, comunque, il succo del discorso è che mi lasciai deragliare da un primo fallimento che in realtà era invece un mezzo successo, se osservato dalla giusta prospettiva. Finii quindi per sprecare 20 anni di tempo, quando avrei potuto invece sfruttare quell'esperienza come un ottimo punto di partenza e come un incentivo prezioso per continuare sulla stessa strada. Ad ogni libro che scrivo, infatti, noto dei miglioramenti nella mia scrittura e presumo che sia lo stesso per chiunque. E anche dalle mie modeste interazioni con il mondo dell'editoria sto ricavando degli input utilissimi (un editing fatto anche dalla più piccola delle CE, per esempio, è altamente istruttivo). Sto insomma cercando di massimizzare il mio talento e di compiere una personale evoluzione di scrittore che spero mi porti infine da qualche parte, senza lasciarmi scoraggiare dalle inevitabili difficoltà e delusioni. Ovviamente sarebbe stato meglio per me iniziare questo percorso 20 anni fa, ma con il senno del poi siamo bravi tutti. Alla fine della fiera, non venderò di certo un milione di copie. Ma perlomeno avrò zero rimpianti e il mio obiettivo è precisamente questo. 

Alla fine hai incuriosito pure me, seppur non con il libro, con la "storia della tua vita" (?)

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On 1/7/2016 at 17:00, Equus dice:

Alla fine hai incuriosito pure me, seppur non con il libro, con la "storia della tua vita" (?)

 

In omaggio al Teorema Universale ("proteggimi da ciò che voglio") mi viene da pensare che non avrei poi fatto questo grande affare se, per grazia di Dio, fossi in effetti riuscito a debuttare a 20 anni con Longanesi. In relazione all'età che avevo, è probabile che mi sarei montato la testa e avrei perso di vista tutto il resto, dando alla mia vita un'impostazione completamente diversa e non necessariamente migliore. Nell'editoria non basta infatti vincere la lotteria, ossia farsi pubblicare da una big. Successivamente c'è anche da sbancare il casinò, ottenendo i riscontri di vendite che quella big si aspetta da te. Quasi nessuno ci riesce, tanto è vero che quelli che campano di sola scrittura in Italia sono pochissimi. E' un mondo in cui non ci sono certezze, nè basi solide a cui appoggiarsi. Quanti sono quelli che hanno esordito con una CE dal nome altisonante e poi sono spariti?

 

Alla fine la mia vita è venuta fuori bene lo stesso, anche senza aver pubblicato con Longanesi. Mi sono dedicato ad altro in un diverso settore e le soddisfazioni professionali non mi sono mancate, quindi mi bacio le mani fino al gomito. Come tutti noi, oltre alla scrittura avevo altri interessi e altri talenti ed è su quelli che ho puntato. Ti invito caldamente a fare lo stesso e a pensare a cose più concrete della scrittura, come lo studio e la carriera. Fai in modo che la scrittura rimanga per te una passione e non diventi mai un'ossessione. Non dare insomma alla scrittura un'importanza che non merita, perchè, lo ricordiamo, lei non ti darà mai da mangiare. La scrittura per te (e per me, e per tutti) potrà essere al massimo la ciliegina sulla torta, non la torta stessa. Trattiamola di conseguenza e prendiamo anche gli eventuali fallimenti con filosofia e leggerezza: qualsiasi cosa succeda con i nostri manoscritti, non è la fine del mondo perchè le priorità sono altre.

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Ospite Mirtillasmile

@Miss Dreamer saggia mossa.... e oltre ad allontanarle (spera che spariranno presto, lasciando il posto al sole) ti pure rilassi meglio di una lezione di pilates :lol:

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