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aletheia

Scrivere per se stessi

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Ospite gecosulmuro
15 minuti fa, Raul Londra dice:

non conta niente essere in procinto dì. O sei, o non sei. "Fare. O non fare. Non c'è provare!" per citare Yoda.

Attribuisco alla giovane età. Presto ti accorgerai che gli assoluti sono solo chiacchere, la vita vera non funziona con "o...o".

 

Firmato: Yoda al quadrato. : Chessygrin :

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@gecosulmuro Credo che tu possa avere ragione, ma credo anche che dovrò effettivamente sperimentare sulla mia pelle questa cosa dell'aut... aut, per tirare in ballo anche Søren Kierkegaard.

Ad ogni modo, spero anche di avere un po' più di fortuna in futuro, sia dal punto di vista professionale, che letterario e sociale.

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La saggezza che dilaga nel WD è spaventosa. Dire che mi sento molto vicina a @Thea e a @Raul Londrao che condivido pienamente vostre parole non è abbastanza. Vivere sulla propria pelle la frustrazione, saper di poter e voler fare di più senza che a nessuno interessi nulla... è come se in una gara ancor prima di partire ti dicessero: lascia perdere.

Non mi piacciono gli aut-aut, credo che nella vita, purtroppo, si debba scendere a compromessi. E magari avere, sempre e comunque, un piano B.

Non so che dire, mi avete lasciato tutti senza parole. Ripeto: eccesso di saggezza e sensibilità.

Andremo avanti così, senza smettere di provarci, proprio perché di scrivere non riusciamo a farne a meno. E' nel nostro DNA, è peggio di una malattia. Siamo eterne anime tormentate, credo questo sia uno spiacevole effetto collaterale del nostro essere ciò che siamo.

Posso dirvi una cosa senza essere presa per matta? Vi voglio bene! In bocca al lupo a tutti!

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17 ore fa, Erik3090 dice:

Prima dite che i sogni sono inutili, poi dite di seguirli e poi che portano solo all'inevitabile, come la morte. 

E fatevela una scopata ogni tanto, *****. L'accidia è una brutta bestia, eh! Non vi fa bene, rilassatevi. Mamma mia...

Scusate il tono scurrile ma da parte di queste persone sembrava una chiara presa di posizione per demoralizzare l'utente che ha creato il post.: Blink :

Ora vado a toccarmi i testicoli, per scaramanzia non si sa mai! : Frown :

Same, questi ce la buttano eh!

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Beh, che comunque di sogni io ne ho avuti due e sto cercando di realizzare il secondo. Se va male anche questo mi butto sotto un treno. :OO:

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20 minuti fa, Equus dice:

Beh, che comunque di sogni io ne ho avuti due e sto cercando di realizzare il secondo. Se va male anche questo mi butto sotto un treno. :OO:

Ma vaaaa, se non ci riesci ci riprovi, riprovi e riprovi finché non ce la fai. :click:

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Ragazzi, tanto il mondo e la vita sono cosi', di che vi preoccupate? 

 

farfalle-di-volo-nel-prato-del-fiore-800

 

Siete in una botte di ferro  : Flexion :

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Il sogno va sì inseguito, ma con una certa cognizione di causa. Se mi sono laureato in ingegneria non ha senso sognare di fare il medico. Voi direte "bastava fare medicina", il problema però è che spesso non è possibile prendere decisioni solo sulla base dei propri sogni. C'è chi vorrebbe fare il medico ma non può permettersi l'università, chi vorrebbe fare il calciatore ma ha i piedi storti e così via.

 

Non è nemmeno molto comune avere ben chiaro ciò che si desidera entro i tempi giusti. Io a 19 anni non sapevo cosa volessi fare nella vita e, nonostante avessi la fortuna di poter scegliere qualunque cosa, ho optato per una facoltà bsandomi sulle possibilità teoriche di trovare lavoro con quella determinata laurea. Terminati gli studi e trovato il primo lavoro mi sono accorto che quel genere di vita non faceva affatto per me e che avevo sbagliato la scelta iniziale, ma ormai vado per i 30 e cambiare completamente strada è complicato. Mettiamo caso che io decida di diventare un pianista. Posso farcela iniziando ora? Ho dei dubbi. Posso provarci, ma non è il caso di farsi illusioni.

 

Inseguire un sogno partendo da zero, senza aver gettato le basi al momento giusto, è un'impresa. Quello che posso fare è consigliare a chi è più giovane di me di fregarsene delle statistiche sull'occupazione, di quale pezzo di carta fa trovare più lavoro, delle pressioni dei genitori o della società. Se avete la concreta possibilità di inseguire il vostro sogno cominciate presto e fate un percorso funzionale a esso. Allora sì che le possibilità di riuscita saliranno al di sopra dello zero-virgola. Altrimenti potete sempre tramutare il sogno in hobby: va benissimo, però non è certo la stessa cosa.

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2 minuti fa, Akhaten dice:

Il sogno va sì inseguito, ma con una certa cognizione di causa. Se mi sono laureato in ingegneria non ha senso sognare di fare il medico. Voi direte "bastava fare medicina", il problema però è che spesso non è possibile prendere decisioni solo sulla base dei propri sogni. C'è chi vorrebbe fare il medico ma non può permettersi l'università, chi vorrebbe fare il calciatore ma ha i piedi storti e così via.

 

Non è nemmeno molto comune avere ben chiaro ciò che si desidera entro i tempi giusti. Io a 19 anni non sapevo cosa volessi fare nella vita e, nonostante avessi la fortuna di poter scegliere qualunque cosa, ho optato per una facoltà bsandomi sulle possibilità teoriche di trovare lavoro con quella determinata laurea. Terminati gli studi e trovato il primo lavoro mi sono accorto che quel genere di vita non faceva affatto per me e che avevo sbagliato la scelta iniziale, ma ormai vado per i 30 e cambiare completamente strada è complicato. Mettiamo caso che io decida di diventare un pianista. Posso farcela iniziando ora? Ho dei dubbi. Posso provarci, ma non è il caso di farsi illusioni.

 

Inseguire un sogno partendo da zero, senza aver gettato le basi al momento giusto, è un'impresa. Quello che posso fare è consigliare a chi è più giovane di me di fregarsene delle statistiche sull'occupazione, di quale pezzo di carta fa trovare più lavoro, delle pressioni dei genitori o della società. Se avete la concreta possibilità di inseguire il vostro sogno cominciate presto e fate un percorso funzionale a esso. Allora sì che le possibilità di riuscita saliranno al di sopra dello zero-virgola. Altrimenti potete sempre tramutare il sogno in hobby: va benissimo, però non è certo la stessa cosa.

 

Devi tenere anche in considerazione che ci sono sogni che "non esistono", cioe' ti immagini cose che non ci sono o che non esistono piu'. Forse non tutti sono in grado di capire di che parlo, magari non hanno avuto esempi concreti, ma sono sicuro che altri si ritroveranno in queste parole.

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Purtroppo in alcuni casi le circostanze della vita sono tanto avverse da non lasciare spazio nemmeno alla speranza più fantasiosa. Se a un certo punto si ha la certezza matematica che il sogno non sia raggiungibile, allora o lo si ridimensiona (se possibile) o, a malincuore, lo si deve abbandonare e magari provare a cercarne un altro.

 

Mettiamo che voglia fare il calciatore e che dedichi la mia vita al calcio, magari arrivando a livelli discreti. Un giorno faccio un incidente con la macchina e carriera finita. E' ovvio che il sogno diventa impossibile, quindi posso rinunciare del tutto o magari provare a plasmarlo: diventare allenatore, fondare una piccola squadra, ecc.

 

Ovviamente è un esempio estremo e io non ho l'esperienza necessaria per sapere cosa si prova in certi casi e quanta forza di volontà sia necessaria. So che c'è chi ce la fa, come sicuramente ce ne saranno cento che si arrendono. Il mio post precedente si riferiva a quei casi nei quali la possibilità non è uno zero matematico e nei quali la vita non ti mette un ostacolo insormontabile davanti, ma magari solo uno (o più) difficile da superare.

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@aletheia Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di farci coraggio e di scaldarci insieme attorno al comune falò del nostro sogno. Ravviviamo la fiamma e speriamo senza mai smettere di coltivare ciò che portiamo nel cuore. Scoprire che ci sono tante altre persone che, come noi, condividono l'aspirazione di poter diventare scrittori capaci e magari di far conoscere le proprie storie ad altri è sempre qualcosa di positivo che non ci fa affondare nell'overture della disperazione. 

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Ospite

Sioux. Quindi ci dobbiamo buttare tutti giù dai ponti? No, mi dispiace, io il loro gioco non lo faccio. Perchè è questo che vogliono LORO (per loro intendo le lobbies che maneggiano tutti i settori in ITALIA. Perchè io ci sono, io vivo, scrivo. Siamo noi, tutti, che dobbiamo fare la differenza ed esigere dagli editori un mercato diverso nuovo, fatto di novità e non del solito Vespa. Lo dovranno capire prima o poi questi qua, perchè voi credete che i consumatori di libri vogliano quello che gli viene propinato in libreria? Roba di gente stantia.

 

Aletheia. Scusa se te lo chiedo: hai mai provato a far tradurre i tuoi libri in inglese e ha spedirli a case editrici straniere? Perchè almeno loro ti rispondono, anche se sei l'ultimo degli ultimi.

E spostare per un attimo l'attenzione su altre cose, tipo un lavoro part-time? che t'impieghi poche ore e ti permetta di avere del tempo per coltivare la scrittura. Magari così puoi vedere le cose in modo diverso, più distaccato.

Comunque se ci dici qual'è il tuo blog, ci vengo a fare un salto.

Chi semina raccoglie

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2 ore fa, Akhaten dice:

Non è nemmeno molto comune avere ben chiaro ciò che si desidera entro i tempi giusti. I

E infatti...

 

@sioux Mai na gioia!

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Io non parlo mica solo (e mica troppo in realta') di pubblicazioni, mi riferivo ad altro che riguarda piu' me.

 

Sentite per farla breve mettiamoci d'accordo cosi: i miei sogni non esistono e quindi di per se stessi impossibili, i vostri invece sono possibili, percio' combattete e dateci dentro e vedrete che alla fine forse raggiungerete le vette che aspirate! 

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16 ore fa, aletheia dice:

Per questo volevo chiedervi: qualcuno riesce a scrivere solo per se stesso, per la gioia di farlo? Come si può essere sereni, nonostante le difficoltà e le lunghe attese, e senza una sorta di "riconoscimento" (la pubblicazione) per quello che si è?

 

Ciao Aletheia,

io ho un'età compresa tra i 40 e i 50 e non ho mai pubblicato nulla nonostante tutti i miei tentativi. Ho incominciato a scrivere per il piacere di farlo a 17 anni e non ho ancora smesso sempre per lo stesso motivo. Per quanto abbia un'infinita collezione di delusioni e arrabbiature sul groppone, per me scrivere è tuttora importante. Ma per me è altrettanto importante avere un lavoro che per quanto odioso sia, mi porta a confrontarmi con persone diverse da me, per me è importante mia moglie che mi rifila una botta in testa ogni volta che dico o faccio qualcosa di stupido (il che significa ogni cinque minuti). Mi piacerebbe un sacco pubblicare e ricevere l'apprezzamento di una enorme quantità di lettori, ma non a scapito dei miei affetti famigliari e della mia vita sociale. Per come sono fatto io, preferisco mettermi in gioco mille volte che chiudermi a riccio: non voglio arrivare alla pensione con il rimpianto di aver trascurato qualcosa o di non aver provato quando avrei potuto.

A risentirci.

 

Edison  

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13 ore fa, Akhaten dice:

Quello che posso fare è consigliare a chi è più giovane di me di fregarsene delle statistiche sull'occupazione, di quale pezzo di carta fa trovare più lavoro, delle pressioni dei genitori o della società. Se avete la concreta possibilità di inseguire il vostro sogno cominciate presto e fate un percorso funzionale a esso.

Parole sante! Scegliere una carriera a 18/19 anni è decisamente prematuro, e accorgersi di un eventuale errore nella scelta può richiedere talmente tanto tempo che poi è troppo tardi.

 

@sioux, posso capire cosa intendi con sogni che non esistono. il caso vuole che la mia seconda passione ricada proprio in questa categoria, ma non è il forum giusto per parlarne. 

 

Per questo ormai mi sono arresa a prenderla con filosofia e a fare le cose che mi piacciono soltanto per me stessa. Sfidare se stessi tante volte può essere più stimolante che cercare competizioni esterne.

 

 

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Faccio fatica a comprendere cosa intendano @sioux e @Thea per sogni che non esistono, da qualche parte ho letto che "se un sogno lo puoi immaginare, significa che in te ci sono tutte le potenzialità per realizzarlo", senza dimenticare di essere realisti certo ma non pessimisti!

All'inizio della discussione non ho ringraziato @MimmoCapece per la citazione, Dante ha per me un significato molto profondo al punto che mi sono chiesta se eri un veggente. Coincidenze?

Grazie a @Raul Londraper le belle parole a cui non c'è nulla da aggiungere perché le condivido al cento per cento.

Mi vergogno un po' ad ammettere con @MERLINOARTU che l'unico romanzo che ho finito è per bambini e non so se mi converrebbe farlo tradurre. Però nell'eventualità di un romanzo per adulti la tua idea è molto buona. Il mio blog? Anche lì ho poca roba, solo 6 articoli. Il link dovrebbe uscire qui sotto...

Comunque credo di aver capito: lamentarsi di meno e scrivere di più. Non mollare mai e ottimismo! Almeno potrò dire di averci provato!

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On 1/4/2016 at 12:44, aletheia dice:

Faccio fatica a comprendere cosa intendano @sioux e @Thea per sogni che non esistono, da qualche parte ho letto che "se un sogno lo puoi immaginare, significa che in te ci sono tutte le potenzialità per realizzarlo", senza dimenticare di essere realisti certo ma non pessimisti!

All'inizio della discussione non ho ringraziato @MimmoCapece per la citazione, Dante ha per me un significato molto profondo al punto che mi sono chiesta se eri un veggente. Coincidenze?

Grazie a @Raul Londraper le belle parole a cui non c'è nulla da aggiungere perché le condivido al cento per cento.

Mi vergogno un po' ad ammettere con @MERLINOARTU che l'unico romanzo che ho finito è per bambini e non so se mi converrebbe farlo tradurre. Però nell'eventualità di un romanzo per adulti la tua idea è molto buona. Il mio blog? Anche lì ho poca roba, solo 6 articoli. Il link dovrebbe uscire qui sotto...

Comunque credo di aver capito: lamentarsi di meno e scrivere di più. Non mollare mai e ottimismo! Almeno potrò dire di averci provato!

Esatto, i rimpianti lasciali a chi si lamenta, tu fai del tuo meglio e poi lascia al pubblico l'ardua sentenza ^_^

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Ospite Andrea.Dee

Io facevo parte di quelli che "non ce la faccio più aspettare, io non mollo ma ci sono vicino". Il self non l'ho mai preso in considerazione, anche se non conosco tale mondo. Per me pubblicare significa essere piaciuti a qualcuno che decide di investire soldi su di te, anche se poi ti tocca sbatterti per vendere e tutto il resto. Qualche giorno fa mi è arrivata una proposta, onestamente il mio morale si è un po' sollevato.

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Almeno voi scrivete. Io macino quattro raccontini nani all'anno di cui due finiscono nel cestino.

Il vostro sogno è farvi pubblicare e sentirvi dire "Bravi! Manzoni vi allaccia le scarpe. Ecco i vostri milioni di euri e miliardi di fans."

Buon per voi. Io sono ancora fermo al sogno in cui non disintegro ogni frase che scrivo. Le anniento tutte e mi insulto (sono sempre stato bravo con gli insulti).

Oh, poi niente mi dice che non siete dei "mediocri", ma almeno i vostri sogni non lo sono. Credo sia un bene, no? Vi lamentate perché gli altri non vi apprezzano, ma almeno non vi sputate in faccia da soli (non chiedetemi come ci riesco... Ok, dai, è facile: basta sputare in alto e aspettare che torni giù). Chi sogna in grande ha comunque una buona considerazione di se stesso. Il mio sogno è non darmi l'insufficienza almeno per una volta.

Ammazza, per fortuna non sarò mai un insegnante...

 

Non disperate,

più grigio e cupo di Kuno

non c'è proprio nessuno.

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Ospite Andrea.Dee

@Kuno Mi piaci perchè sei riuscito a risultare più cupo e autodistruttivo di me e SImone messi insieme.

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Anche se non sembra la mia era comunque una considerazione seria. 

Se vi dispiacete perché nessuno riconosce le vostre qualità, significa che voi riconoscete di averne e quel "nessuno", quindi, lo usate impropriamente.

E voi credete di averle, delle qualità: se vi permettete di scrivere addirittura romanzi interi, significa che almeno un po' sapete soddisfarvi. Se no non scrivereste o scrivereste a fatica, così come non leggete o leggete a fatica un libro che non vi piace.

Credo sia sbagliato non considerare valido il proprio giudizio, come se valesse meno di quello degli altri. Non è così. Non è mica detto che io sono io e quindi devo approvarmi per forza.

 

Se vi ritenete decenti, per come la penso io, dovreste arrossire e ringraziarvi per il complimento.

Modificato da Kuno
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10 ore fa, Kuno dice:

Almeno voi scrivete. Io macino quattro raccontini nani all'anno di cui due finiscono nel cestino.

In realtà sono anche io nella stessa condizione, anche se dall'inizio dell'anno ne ho almeno due non ancora buttati, grande risultato! 

 

Capisco cosa intendi dire, anche l'autovalutazione è importante. Non bisogna necessariamente essere buoni con se stessi, ma neanche esageratamente critici. Io ero comunque dell'opinione di cercare di soddisfare prima di tutto se stessi, se si riesce nell'ardua impresa allora mi sembra sensato puntare più in alto. 

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Il fatto è che puoi scegliere di essere critico o buono con te stesso. Quello è solo un modo di esprimere il giudizio. Nessuno può, però, e questo è il bello, decidere come giudicarsi. Se piacersi o meno insomma. Un giudizio sincero non è colpa o merito di chi lo esprime.

Per questo dicevo: chi si piace può esultare, perché qualcuno lo apprezza.

 

Puntare più in alto significa piacere a più persone. E se a te piace quello che scrivi significa che, oggettivamente ed evidentemente, puoi piacere. Ed è facile che ad altri, anche se pochi, piacerai.

Criticavo solo la necessità di alcuni di cercare una conferma esclusivamente negli altri. ”Finché gli altri non mi giudicano, io non so.“ E dove sta scritto che quello che penso io di me stesso non conta?

Modificato da Kuno
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Se devo dire la verità, queste mi sembrano le sensazioni di chi sta lavorando come free lance. Non lo dico per sminuire il tuo problema, ma forse ti dà una maniera diversa con cui guardarlo.

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3 ore fa, Kuno dice:

Criticavo solo la necessità di alcuni di cercare una conferma esclusivamente negli altri. ”Finché gli altri non mi giudicano, io non so.“ E dove sta scritto che quello che penso io di me stesso non conta?

Penso che questa sia una visione estremamente interessante della cosa. Hai perfettamente ragione a considerare il fatto che un proprio giudizio non debba sempre essere sbagliato o debba non contare nulla. È quello che mi ripeto sempre più spesso di recente. Tuttavia, bisogna anche essere realisti e capire se e quando si vale e se e quando non si vale. Per esempio, per esperienza personale, conosco persone - poche per fortuna - che scrivono valghe di storie, ma le scrivono davvero in maniera pessima, eppure sono convinte fino alla fine della bontà delle loro opere. A mio avviso, in questi casi, si tratta di mancanza di autocritica perché sono convinto - ma questa è la mia opinione che forse non avrà mai un riscontro - che queste persone sono del tipo "dicono che fa schifo e allora non capisco niente perché le mie storie sono perfette".
Come altri hanno già sottolineato in altrettante risposte, a mio avviso si deve credere in se stessi senza essere troppo cattivi, ma anche essere realisti e saper fare autocritica e accettare le dritte di altri che ne sanno più di noi per migliorarsi.

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Primo: complimenti a @Andrea.Dee per la proposta di pubblicazione!

Secondo: sarò anche ignorante come una capra ma non capisco il discorso di @Kuno.  Una persona che ama scrivere può anche essere consapevole dei propri limiti ed errori, ma se ci tiene davvero farà di tutto per migliorare. Poco fa stavo leggendo una mail che mi aveva inviato anni fa l'editor di una rivista. Questa mail diceva che nel mio racconto passavo dal tempo presente all'imperfetto senza logica e che i dialoghi erano scialbi. C'ero rimasta male ma mica mi sono sputata in faccia. Mi sono messa sotto, corretto il racconto e poi l'ho rispedito. E alla fine me lo hanno pubblicato (ovviamente gratis ma la soddisfazione per me era impagabile).

Cercare il riscontro (positivo o negativo) degli altri mi sembra naturale per uno scrittore. Anche se il primo giudice di me stessa sono io e non ho problemi a dirti che ogni tanto scrivo schifezze che poi cancello disgustata. Ma altre volte rileggendo mi sembra che le cose vadano bene e penso "Si, mi piace ciò che scrivo".  Quello mi chiedo: è possibile fare male una cosa che si ama fare? Sei sicuro Kuno di non essere eccessivamente e inutilmente severo con te stesso?

PS. ho messo tre avverbi in un solo post! Orrore: ma sono le 2:22 di notte quindi chiedo venia...

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On 10/4/2016 at 12:05, Kuno dice:

Criticavo solo la necessità di alcuni di cercare una conferma esclusivamente negli altri. ”Finché gli altri non mi giudicano, io non so.“ E dove sta scritto che quello che penso io di me stesso non conta?

Certo che conta!: Chessygrin : Essere schiavi del giudizio altrui è pessima cosa;  evidenzia una carenza di autostima: Sad :,  indispensabile per vivere.

Terra terra,  averne più o meno a sufficienza significa essere convinti  di operare decentemente almeno in un ambito purchessia  ( lavoro, famiglia, volontariato, sport, hobby vari...). Ma poichè siamo animali sociali (nonché a fini pratici!) occorre pure  ottenere un minimo di riconoscimento dagli altri: pochi o tanti, vicini o lontani che siano. Se fossimo i soli a ritenerci bravi, senza o magari contro ogni riscontro, qualcosa non funziona.

Nelle attività artistiche  il rischio è maggiore. Abbiamo un sogno, benissimo: perseguiamolo con impegno e costanza, tenendo tuttavia  presente non solo il grosso margine di aleatorietà, ma anche l'eventuale insufficienza delle nostre capacità di base e/o di realizzazione.

Sento l'esigenza di dipingere, mi metto all'opera, seguo magari dei corsi ecc.  Se dopo x tempo e svariati tentativi nessuno accetta/espone/compra  un mio quadro, sarà il caso di prendere atto che non diventerò un pittore "vero". Nulla mi vieta, si capisce, di continuare a praticare, quale hobby, ciò che mi piace. Così "scrivere per se stessi, mi sembra.

Esiste anche la possibilità di essere geni incompresi, respinti perché all'avanguardia e originalissimi: piuttosto infrequente, ahinoi!

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