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Andrea.Dee

Charles Bukowski

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Vista la tragedia del precedente contest tra Carver e Bukowski, penso sia giusto aprire un topic dedicato al maestro, e solo a lui. Bukowski (d'ora in avanti "il maestro") mi piace perchè con uno stile di scrittura trasandato e sincero ha aperto nuovi orizzonti e creato un universo di malaffare, donne facili, alcolici, droghe, ribellione alla vita borghese. Il tutto ambientato in un periodo storico realmente esistito, dalla grande depressione alla guerra agli anni 70.  Diversi sono i temi che ricorrono nei sui racconti e si intrecciano nei vari libri e riportano tutti alla vita dello scrittore stesso. I suoi romanzi sono molto vicino all'autobiografia, i suoi racconti un altro tipo di delirio. Come poeta non lo considero.

 

Ha scritto sei romanzi:

Post Office (1971), Factotum (1975), Donne (1978), Panino al prosciutto (1982), Hollywood Hollywood (1989), Pulp (1994).

I primi quattro contengono la vita giovanile fino al periodo del successo come scrittore e sono assolutamente da leggere, Hollywood è la storia romanzata che si cela dietro la stesura della sceneggiatura di Barfly, Pulp è dimenticabile.

 

Poi ci sono le raccolte di racconti, anche quì basta cercare, personalmente sconsiglio Confessioni di un codardo. Taccuino di un vecchio porno non ho voluto finirlo e sto leggendo Musica per organi caldi.

 

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Purtroppo per me, le uniche cose che ho letto sono "Il Grande", un'orrenda raccolta di pensieri spacciati per poesia (postuma) e "Niente Canzoni D'amore", raccolta di racconti, alcuni buoni, altri meno.

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On 25/3/2016 at 18:54, simone volponi dice:

Purtroppo per me, le uniche cose che ho letto sono "Il Grande", un'orrenda raccolta di pensieri spacciati per poesia (postuma) e "Niente Canzoni D'amore", raccolta di racconti, alcuni buoni, altri meno.

Hai talmente tanta di quella roba da leggere che forse nemmeno ti conviene iniziare.

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@Andrea.Dee Me li daresti due titoli secchi? Miglior romanzo e miglior raccolta di racconti (secondo il tuo gusto, è ovvio). Grazie

 

P.S. Non lontano da casa mia hanno aperto da poco "Bukowski", mi pare sia una specie di caffè letterario o qualcosa di simile, insomma qualcosa che avrebbe mandato in bestia B., così a naso.

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19 ore fa, massimopud dice:

@Andrea.Dee Me li daresti due titoli secchi? Miglior romanzo e miglior raccolta di racconti (secondo il tuo gusto, è ovvio). Grazie

 

P.S. Non lontano da casa mia hanno aperto da poco "Bukowski", mi pare sia una specie di caffè letterario o qualcosa di simile, insomma qualcosa che avrebbe mandato in bestia B., così a naso.

Quelli scritti meglio sono Post Office e Factotum. Anche Panino al prosciutto ma lo stile è diverso. Io ti consiglio di iniziare con Post Office.

DI raccolte sto leggendo Musica per organi caldi, per ora non mi ha deluso. DI sicuro non cominciare leggendo Confessioni di un codardo, questo lascialo proprio per ultimo in mezzo a tutti i suoi lavori pubblicati in vecchiaia.

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Grazie dei consigli, iniziamo con Post Office, allora.

Nei racconti non hai nominato Storie di ordinaria follia, che in genere si trova in bella vista in tutte le librerie, come mai?

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15 minuti fa, massimopud dice:

Grazie dei consigli, iniziamo con Post Office, allora.

Nei racconti non hai nominato Storie di ordinaria follia, che in genere si trova in bella vista in tutte le librerie, come mai?

Perché è il più conosciuto?

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3 minuti fa, simone volponi dice:

Perché è il più conosciuto?

 

E va be', ma se fosse il migliore? Non sempre, ma a volte succede

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Adesso, massimopud dice:

 

 

 

E va be', ma se fosse il migliore? Non sempre, ma a volte succede

Dicono sia il migliore... ma non ho la riprova, aspettiamo che Dee ci illumini

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2 minuti fa, simone volponi dice:

Dicono sia il migliore... ma non ho la riprova, aspettiamo che Dee ci illumini

Che Dee sia con noi (il nome è quasi perfetto)

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31 minuti fa, massimopud dice:

Grazie dei consigli, iniziamo con Post Office, allora.

Nei racconti non hai nominato Storie di ordinaria follia, che in genere si trova in bella vista in tutte le librerie, come mai?

lo lessi più di dieci anni fa. A me è piaciuto.

Per farti capire di cosa stiamo parlando, uno dei racconti si intitola "la macchina da fottere"... giusto per regolarti.

Modificato da Plata
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Post Office è strepitoso! Ti metti bello comodo su una poltrona larga, non necessariamente dopo un grande mangiata / bevuta o una bella "intortata", eppure un filino nostalgico di cosa sia la vita e il suo sapore unico e tremendo quando ti fa godere e ti prende per il culo: prendi e incominci a leggerlo... 

Io mi sono sganasciato dalle risate.

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16 minuti fa, Plata dice:

uno dei racconti si intitola "la macchina da fottere"

 

Sì, qualcosa si intuisce già dalla accattivante copertina...

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Storie di ordinaria follia non l'ho mai letto. Personalmente quando qualcuno lo cita mi cadono le braccia ma questo non vuol dire che non possa essere un buon lavoro. Mi cadono le braccia perchè Bukowski tutti lo conoscono e nessuno lo conosce, frasi su facebook, raccolte di racconti, poi ne provi a parlare seriamente e i romanzi non li ha letti nessuno. E quì su wd siamo ovviamente messi bene perchè la gente proprio non legge, figurarsi doversi assumere l'onere di leggere un libro di 200 pagine come Factotum (titolo a caso).

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Ospite

Ho incominciato coi racconti e nello specifico proprio Storie di ordinaria follia. Che trovo una buona raccolta. Credo davvero difficile giudicare una raccolta di racconti con la stessa impostazione con la quale giudichiamo un romanzo. Per dire: leggo dieci racconti che non mi entusiasmano, ma uno è bellissimo. Ecco, quella raccolta per me è buona. Quindi non faccio testo. Un racconto è come una stanza d'albergo, o come un gioco al luna park, se nel luna park ci sono anche solo due giostre che ti piacciono la serata è andata bene. La vedo così. Buk, in realtà, non mi delude mai. Ci sono uscite in ogni testo, e soprattutto nei romanzi. Posto Office per me è stato amore  a prima vista. Factotum è diverso, più frammentario, più impegnativo, se vogliamo, per la frammentarietà, e il numero dei personaggi, ma credo sia una questione di chiave di lettura. Se tu ti adatti a lui, lui non ti delude quasi mai. Per me è così. Ovviamente, parlo per me. si  possa giudicare una raccolta di racconti, mi son fermato subito dopo, perché sentivo l'esigenza di un percorso, con lui. Così mi son letto Post Office. Che dire, un capolavoro. Contestualizzando anche col fatto che sia il suo primo romanzo, a me è piaciuto moltissimo. Tutto ciò che dico ovviamente sono gusti miei. Poi sono andato in senso diacronico. Ho quindi letto Factotum. E mi son pure visto il film. Diciamo che quando amo un autore, o quando credo di amarlo, tendo a tornare indietro, e a leggere ciò che ha scritto seguendo l'iter che lui stesso ha fatto. Prendo il primo romanzo o raccolta e ci vado dentro. e proseguo a oltranza finché non l'ho esaurito o non mi si è esaurita a me la curiosità. Ho già scritto su Buk, negli altri post. Credo che molte persone, in questo frangente storico, possano rivedersi negli scritti di Buk - o di Hank, se volete. Credo che giudicare una raccolta sia difficile. come dicevo, per me basta un racconto ben riuscito per dar luce all'intera raccolta. Idem per il romanzo. Ma nel caso di Buk, i romanzi non hanno mai, praticamente mai, una pagina inutile. La vedo così.  

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3 ore fa, Andrea.Dee dice:

poi ne provi a parlare seriamente e i romanzi non li ha letti nessuno.

Fa figo citarlo Dee

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Entro a secco in questa discussione dicendo solo una cose: Bukowski, o lo si ama o lo si odia. Bisogna prenderlo per quello che è, nel suo stile e nel suo contesto. Può piacere o no, e non ci sarà mai punto di contatto fra queste due "fazioni". 

Personalmente preferisco il Bukowski di "Storie di ordinaria follia" o quello di "Pulp" e "Post Office". Le poesie di Bukowski mi lasciano più interdetto, ma ho amato "L'amore è un cane che viene dall'inferno". 

"Storie di Ordinaria follia" contiene le frasi forse più celebri di Bukowski, probabilmente è da lì che si attingono la maggior parte degli Stati su Facebook, ma occhio, quei racconti sono altra roba.

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Ho trovato anche frasi di Post Office e Factotum, tipo "alcune persone non impazziscono mai, quanto triste dev'essere la loro vita" (traduzione a caso), oppure quell'altra che dice che ti alzi la mattina quando fuori fa buio, caghi, ti lavi, mangi male, fai la fila nel traffico, per andare a lavoro, e poi si ricomincia il giorno dopo. Anche quella è una citazione presa dalla disperazione che permeava i primi due, in cui si legge un Bukowski fallito e disilluso che deve lavorare ma odia lavorare.

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Buongiorno a tutti, 

ci tengo a intervenire in merito a questo post, in quanto personalmente non solo ho letto per intero l'opera di Bukowski tradotta in lingua italiana, ma ci ho pure scritto la tesi di laurea. Va da sé che amo enormemente la scrittura di questo grande maestro. Sicuramente, cosa più importante, credo che Bukowski vada capito ancor prima di leggere i suoi libri. Con questo intendo dire che la chiave di lettura stia tutta nella sua biografia, la quale ci dice questo: lui, figlio di genitori emigrati dalla Germania negli USA, poi tristemente caduto nella peggior rovina, rappresenta il totale fallimento del famoso e tanto osannato American Dream. Sta tutto qui, nel voler mostrare come milioni di persone abbiano voluto abbandonare la loro vita precedente con l'intendo di seguire un'idea buona solo in apparenza. Bukowski è l'emblema di tale disfatta, ecco spiegate le bevute, le peggiori prostitute di periferia, il tentare la fortuna al gioco (i cavalli, nel suo caso). Egli però, nonostante tutto ciò, combatte, non si abbandona, resiste. Questo è il secondo grande insegnamento del maestro: sebbene tutto faccia schifo, vale comunque la pena continuare a lottare.

Questa è la mia lettura di Charles Bukowski, non pretendo certo che sia questo il modo migliore d'interpretarlo, ma secondo me se guardata sotto questa luce, la sua scrittura funziona a perfezione.

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Bukowski è un autore molto importante per me. Conosciuto quasi per caso, comprato per la prima volta in una libreria di montagna, non mi ha mai più abbandonato.

Credo di aver letto tutto ciò che è stato tradotto in italiano, per quanto riguarda romanzi e racconti. Con le poesie mi sto avvicininando lentamente, ma ammetto che mi piace anche come poeta.

Non ho un libro preferito, ma ho alcuni libri significativi: Storie di Ordinaria Follia è il libro che mi ha fatto conoscere Hank, per cui oltre ad essere un ottimo libro ha anche un qualcosa di affettivo per me.

Post Office è forse quello venuto meglio.

Donne ha un potere incredibile, per la prima volta ho "sentito" battere un cuore sotto quella scorza di legno.

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Non saprei, io onestamente quando mi sono interfacciato con i libri di Bukowski non l’ho amato.

Geniale in diversi stralci, ottimo per le citazioni, ma dopo un po’ provo noia a seguirlo e porto il libro a termine quasi per dovere.

Penso a Factotum, scorrevole, ma privo di una storia coinvolgente. Sembra che tutto il libro sia destinato a descriverti la persona, una sorta di diario personale, privo di una trama interessante.

Qualcuno dice che Bukowski si ama o si odia. Per me non è così. Vedo e colgo le potenzialità letterarie dell’autore e le sue intuizioni geniali, ma dopo un po’ mi annoia.

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Bukowski mi ha accompagnato, esperienza immagino comune a molti miei coetanei dell'epoca, nell'adolescenza. L'ho amato fin da subito. Il suo punto di vista così cinico, sarcastico sul sogno americano e sulla vita in genere, mi sembrò da subito irresistibile. Autore unico nel tirare fuori della poesia in mezzo alla melma più melma. Certo non tutto ha la stessa efficacia: qualche racconto inferiore alla sua media, le poesie (che non ho mai amato molto). Tuttavia.... giù le mani dal vecchio Henry Chinaski. :)

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