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MimmoCapece

Tra il Sogno e la Realtà.

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commento

 

 

Mi ritrovo in una sala operatoria, sto operando un poveretto che, nonostante l'anestesia totale, si lamenta.

Un'assistente mi tampona la fronte, l'ECG bippa regolarmente e il paziente continua a lamentarsi.

Chiedo all'anestesista se procede tutto bene, mentre quel tampone sulla fronte inizia ad innervosirmi.

E' un intervento che ho fatto centinaia di volte, ma ora mi sento insicuro, non riesco a portare il bisturi sul paziente.

Tutti in sala restano in silenzio, eppure mi sembra di sentirli, come se leggessi nella loro mente. Sono straniti da quel mio comportamento e si chiedono cosa stia aspettando ad iniziare.

La vista mi gioca un brutto scherzo. Inizio a sudare e tutto prende a girarmi attorno. Io e quel poveretto siamo al centro della stanza, mentre sempre più vorticosamente, tutto mi passa attorno agli occhi. Sento che sto per svenire e non riesco a parlare.

Capisco di non sentirmi bene, non riesco a muovermi, il suono dell'ECG si fa sempre più lontano, quasi non riesco più a sentirlo.

Poi all'improvviso il buio, non vedo più nulla, ma capisco di essere cosciente, non so se sono ancora in piedi o steso per terra, ma capisco che non sto dormendo. Sempre al buio e senza sentir alcun rumore, avverto solo qualcosa che si stringe attorno, che mi avvolge.

Ora ho come l'impressione di riprendere il controllo del mio corpo, sento di poter ordinare ai miei muscoli di muoversi e contrarsi, ma per quanto io tenti di muovermi qualcosa mi impedisce di farlo.

Poi capisco di poter aprire anche gli occhi. Li apro, ma è comunque tutto buio.

Il respiro inizia a farsi pesante e sempre con gli occhi aperti non sembra più così tanto buio.

Ho come l'impressione di essere in una stanza senza finestre, ma molto più stretta. Così stretta che posso sentire le pareti addossate al mio corpo.

Poi mi sveglio.

 

Quando finalmente apro gli occhi, tutto è come sempre stato da sei mesi a questa parte.

Stessa stanza, stesso letto, stesso ospedale. Dopo pochi minuti dal mio risveglio, arriva un infermiere che mi lascia

sul comodino i soliti farmaci, poi, verso le 9:30, arriva il primario che mi rassicura sul mio stato di salute e

mi tranquillizza sull'intervento.

      - Mimmo come va? - mi chiede.

      - Come vuole che vada, dottore. - gli rispondo.

Sempre le stesse domande, sempre le stesse rassicurazioni. Poi così com'è arrivato, così se ne va.

Ritorna l'infermiere e, senza che io abbia chiesto nulla, inizia a rassicurarmi sull'intervento a cui dovrò sottopormi.

      - Stai tranquillo - inizia.

      - Il primario ha fatto questo tipo di intervento centinaia di volte - continua.

Sembrano tutti più preoccupati a rassicurarmi che a spiegarmi, perché, dopo sei mesi sono ancora lì.

Finalmente arrivano le 16:00 e iniziano a prepararmi per l'intervento.

Pochi minuti prima di entrare in sala operatoria, arriva l'anestesista che mi prepara sulla procedura che seguirà per

addormentarmi. Mi spiega che indosserò una mascherina da cui dovrò iniziare a respirare normalmente e che dovrò

contare lentamente. Quando inizierò ad addormentarmi, mi trasporteranno in sala operatoria ed al termine

dell'intervento, dopo che mi sarò risvegliato, potrei avvertire qualche dolore, ma che non devo preoccuparmi.

Alle 16:35, arrivano con quella maledetta mascherina ed io inizio come da sei mesi a questa parte a respirare

e a contare lentamente.

Poi mi addormento.

  • Mi piace 1

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Ospite

Questo lo trovo realistico, sentito, più di getto e meno tecnico. A leggerlo sembreresti davvero un dottore che ha sviluppato l'ossessione per il suo lavoro! : Sailor :: Sailor :: Sailor :Scorre bene, tutto d'un fiato. Incalza. I sogni sono sempre un tema interessante e anche questi, come tutto il resto d'altronde, vanno trattatati con delicatezza. Perchè il sogno è diverso dalla realtà, le immagini sono confuse e appannate, a meno che non si tratti di uno di quei rari sogni lucidissimi, e mi sembra il tuo caso.

Poi mi sveglio. Un modo efficace per fare capire che era un sogno, io di solito poi, per evidenziarli , li metto in corsivo, così vado più sul sicuro.

 

Ora ho come l'impressione

Ho come l'impressione di essere in una stanza senza finestre, ma molto più stretta. Così stretta che posso sentire le pareti addossate al mio corpo. La parola impressione  non la ripeterei due volte.

La stanza stretta con le pareti addossate al corpo è tipico dei sogni, quindi il lettore ci  si ritrova di sicuro, anche a me è capitato di sentirmi opprimere dalla stanza nei sogni, quindi mi sono ritrovata.

 

l'ECG bippa regolarmente e il paziente continua a lamentarsi. Ecco qui, ma una persona che sogna pensa ai termini tecnici? MI sono chiesta.

Poi, leggendo il finale, ho capito il motivo, quindi ci sta.

 

La vista mi gioca un brutto scherzo. Ma lo pensi in un sogno?

Bello tosto. Ci vedrei tanto un lieto fine: Chessygrin :

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Lo stato di sonno in cui si trova il protagonista, è stato indotto dall'anestesista. Quindi in realtà lui sogna mentre è sotto i ferri. Quando si risveglia è come se l'intervento non fosse ancora stato eseguito e tutto ricomincia dall'inizio.

 

1) Con l'anestesia mi addormento

2) Durante l'intervento sogno di essere il chirurgo che mi opera

3) Mi sveglio in ospedale che ancora non ho fatto l'intervento

Poi ritorno al punto 1

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Frammento che mi mette di fronte a quella che - per me - è una novità assoluta:  una trama dal loop infinito, in perfetto stile "Inception".

Lo stile è scorrevole e piacevole, ma quello che mi è piaciuto di più e come è stata gestita la descrizione della "scena" in cui si svolge il tutto: è fatta davvero bene, in maniera arguta e funzionale a come si sviluppa la trama! Posso permettermi di dirti... "bravo" ?

Sull'utilizzo della punteggiatura c'è qualche "peccato veniale" che - però - non voglio evidenziare,  in quanto - in questo caso - è più soggetto ad interpretazioni personali sullo stile da adottare, che all'osservanza di vere e proprie regole grammaticali.

 

 

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Il racconto mi è piaciuto e ho avuto il sospetto del loop. Solo dopo avere letto il tuo commento, però, ne sono stato certo. Siccome l'idea è parecchio buona, per evitare fraintendimenti mi permetto di suggerirti questo inizio: " Mi ritrovo in una sala operatoria dove sto operando un poveretto che, nonostante l'anestesia totale, si lamenta." e questa fine: "Poi mi addormento e mi ritrovo in una sala operatoria dove sto operando un poveretto che, nonostante l'anestesia totale, si lamenta.".

Così non ci sono più dubbi e il cerchio può rotolareper sempre senza problemi sotto gli occhi di tutti.

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Ha un bel ritmo, proprio nel senso musicale del termine. E'... percussivo, proprio come un un ECG. L'idea del loop funziona, forse potrebbe essere reso più palese nel finale, ma gira comunque. 

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"Sento che sto per svenire e non riesco a parlare.

Capisco di non sentirmi bene, non riesco a muovermi, il suono dell'ECG si fa sempre più lontano, quasi non riesco più a sentirlo."

Ebbasta con sto "non riesco" :asd: 

Usa dei sinonimi. Ci sono altre ripetizioni, alcune volute ma comunque pesanti, è un po' troppi "non".

 

Fammi capire: il dottore si "addormenta" mentre opera un paziente e si sveglia paziente che deve farsi operare da un dottore. Sbaglio? Ho capito questo e l'idea mi sembra molto buona. Sarebbe un vero loop se il paziente, alla fine, addormentandosi, si ritrovasse dottore. Sarebbe fantastico. EDIT: ops, te l'hanno già detto.

 

Ben scritto e molto interessante, se non ho frainteso il testo. Ottimo frammento!

 

Modificato da Kuno

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La trama funziona e mette quel pizzico di tensione inevitabile quando si parla di ospedali e operazioni. L'ambientazione ospedaliera si sposa bene con l'idea del loop, una cosa da cui sembra di non poter uscire (proprio come quando si sta in ospedale). Non avevo fatto caso alle ripetizioni prima di vederle segnalate, quindi o sono disattento oppure non disturbano :-D
L'io narrante è una buona scelta per immergere il lettore in prima persona nel loop, piuttosto che assistervi dall'esterno, che ne avrebbe smorzato l'intensità. Ambientazione ospedaliera, operazione chirurgica, io narrante in un loop di angoscia, gli elementi ci sono tutti

Il ritmo della narrazione, come dicevo poco sopra, è cadenzato al punto giusto, frasi brevi e percussive come un ECG. Una narrazione più classica avrebbe "rilassato" la lettura. 

 

L'unico appunto che mi sento di fare è la durata: avrei dilatato un po' di più, proprio per far pesare maggiormente il ritorno all'inizio, ma essendoci limiti di lunghezza per la sezione non si poteva fare altrimenti...

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Ringrazio tutti per i vari commenti. Vorrei solo aggiungere che effettivamente: il paziente da sveglio diventa il chirurgo nel sogno.

No, forse è il contrario. 

 

@Kuno, effettivamente mi hai fatto notare che ho ripetuto molte volte "non riesco", forse in modo paranoico. Ho due possibili spiegazioni:

1) non riesco a trovare una valida alternativa a (vedi punto 1)

Mi sono accorto che non riesco a trovare un'alternativa

Sono contento che l'idea di fondo sia piaciuta. Le virgole? A cosa ti riferisci? Intendi forse quei piccoli segni che metto qua è la nel testo? Sono lì solo per dare un po' di colore.

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@ettore70, la spiegazione sulle virgole era indirizzata a te. :la:

 

Scusate ho, involontariamente, postato prima di aver ultimato le mie memorie difensive.

 

Ok, ho difeso la mia reputazione, riguardo alle virgole e le ripetizioni.

 

@Riccardo_K, credo che tu abbia ragione: avrei potuto divagare, ma non ho il pieno controllo sui sogni. :facepalm:

 

 

@Macleo, il tuo sospetto sul loop era fondato. Ho riflettuto sui tuoi suggerimenti ed effettivamente ci si potrebbe lavorare per rendere il cerchio (loop) più rotondo.

 

Scherzi a parte ho apprezzato tutti i vostri commenti e vi ringrazio per aver dedicato del tempo per questo mio frammento. E' sempre un piacere sapere che le proprie idee, per quanto migliorabili, siano apprezzate.

 

Grazie

 

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La lettura mette molta ansia e agitazione. Il loop ricorda uno di quei sogni in cui credi di esserti svegliato, ma stai ancora sognando. Mi piace molto, complimenti.

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Ospite

Una notte, Zhuangzi sognò di essere una farfalla. Dopo essersi svegliato, si domandò se era un uomo che aveva sognato di essere una farfalla o una farfalla che aveva appena iniziato a sognare di essere Zhuangzi...

 

Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno (Poe)

 

---------

 

a differeza di altri lettori, la struttura a loop del tuo frammento non mi ha convinto. chiamiamo P il paziente e C il chirurgo. P sogna di essere C? o è  C che sogna di essere P? non mi è chiaro. e se non mi è chiaro non mi convince, come lettore. se me lo spieghi dopo, come fosse una nota a piè pagina, vuol dire che qualcosa non funziona nel testo, che la spiegazione non vien fuori da sé

 

PS per curiosità, perché quella foto profilo?

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@Roger1969, a differenza degli altri hai avuto la pretesa di interpretare un sogno che come tale non è detto che abbia un significato chiaro per tutti. 
Ciò mi convince sempre più che non esista una chiave scientifica con cui leggerli. Le mie competenze sul tema, non mi consentono di spiegare nulla.
Ho solo aggiunto la mia personale interpretazione a quella degli altri.

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Ospite
4 minuti fa, MimmoCapece dice:

@Roger1969, a differenza degli altri hai avuto la pretesa di interpretare un sogno che come tale non è detto che abbia un significato chiaro per tutti. 
Ciò mi convince sempre più che non esista una chiave scientifica con cui leggerli. Le mie competenze sul tema, non mi consentono di spiegare nulla.
Ho solo aggiunto la mia personale interpretazione a quella degli altri.

 

mi permetto di dissentire: il tuo è un testo letterario, non un sogno. Per "leggere" i sogni di una persona bisognerebbe essere fisicamente nel suo insight e questo, almeno per ora, è impossibile

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@Roger1969, non avrei mai voluto dar l'impressione di voler criticare il tuo commento. Al contrario di quanto posso aver dato a vedere: credo di avere una mente molto aperta sull'oggetto dell'intendere.
Rispetto la tua interpretazione di testo letterario, ma consentimi di darne una mia.
Il testo letterario è scritto con l’intento di costituire un’opera d’arte. 
Una volta stabilito ciò che intende comunicare, l’autore studia attentamente l’uso della lingua e dei suoi mezzi espressivi per conseguire il risultato che vuole perseguire, stimolando la sensibilità emotiva e la capacità interpretativa del lettore. La capacità di scoprire e spiegare quanto in uno scritto è oscuro o oggetto di controversia, di attribuire un significato a ciò che è espresso in modo simbolico, è una cosa nella quale non entro in merito.

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18 ore fa, MimmoCapece dice:

@Erik3090, ti ringrazio per aver letto e commentato il frammento. Ma il ringraziamento più grande va al fatto che tu abbia sottolineato la chiave assurda che è alla base del breve sogno.

Di nulla :)

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