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MarcoPeluso

Scuola Holden, ottimo trampolino di lancio, ma solo per ricchi.

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Ciao, immagino che tutti conoscete la famosissima scuola Holden di Torino, no? Da cui spesso escono futuri autori di bestseller, o gente con ruoli di rilievo nel campo dell'editoria, giornalismo o cinema.
Beh, ma davvero farsi i contatti giusti è cosa per pochi eletti?
Alla Holden dicono che il loro interesse è appunto insegnare a persone talentuose. Ma i talentuosi senza una lira?
Non sto parlando dei corsi online o dei piccoli laboratori, che già di sé costano un botto di soldi, per poche lezioncine che a conti fatti non contano nulla. Parlo del biennio; uno da 5.300 euro ad anno, e l'altro addirittura da 10.000 euro.
Sì, perché sembra essere proprio il biennio che conta, in quanto al di là di imparare, si ha modo di venire a contatto con persone capaci di piazzarti.
Un esempio?
Conoscete no La solitudine dei numeri primi? A me non piace per niente, ma vabbè, magari sono gusti. Ma andiamo oltre.

Paolo Giordano, l'autore, sembrava proprio uno sconosciuto al suo esordio, giusto?

Beh, uno sconosciuto di buona famiglia, però. Padre ginecologo e madre insegnante d'inglese.

Una famiglia povera, insomma.

E se Giordano non avesse avuto tanti soldi di famiglia, avrebbe potuto fare studi e controstudi anziché lavorare? E cosa importante, se non avesse avuto chi pagava per lui, avrebbe potuto frequentare il biennio alla Holden dal 2006 al 2008? Bienno in cui, guarda caso, conobbe l'editor Mondadori che presentò il suo libro.

Come lui possiamo trovare un sacco di esempi, anche al di fuori della Holden. Ma restando in tema, è interessante notare su Linkedin, come molte persone attualmente impiegati in posti di rilievo alla RCS, Mondadori e Gruppo feltrinelli, furono allievi della Holden.

Dunque, per la serie... o sei ricco di famiglia, oppure scordati di venire a contatto con la gente giusta. Perché questo offre la Holden, no?

Non so voi, ma a me cose simili fanno cadere le braccia.

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Il fatto è che... così funziona il mondo, non solo dell'editoria. I soldi creano scorciatoie. Pensate a quanto costano le università prestigiose in USA o UK...
Ciò non vuol dire che se non si è ricchi non si ha nessuno chance; anche alla Holden mi pare che esistino borse di studio per merito (ma non ne sono sicuro, quindi smentitemi pure nel caso)

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Ospite

A quel che so ci sono borse di studio, prestiti d'onore e altro. Forse potresti aggiornarti sul loro sito. Magari scopri che puoi fare il biennio. A mela Holpen piace. Temo anzi credo che siamo di opinioni differenti al r iguardo e non posso parlar male della Holden. Mi viene in mente che ci sono un sacco di corsi di scrittura in Italia, che a conti fatti costano un botto. E spesso si rivelano fuffa. Altri invece sono decenti. In altri Stati c'è più scelta. Su questo sono d'accordo. Qui in Italia se vuoi studiare scrittura creativa la situazione è tragica. E nella situazione tragica Non posso non avere a cuore la nascita di una scuola ad hoc. La holden costa. Pure in America le università costano. Haruki Murakami ha seguito il corso di scrittura tenuto da Raymond Carver. Quanto sarà costato a Murakami trasferirsi in America? Quanto pagavano i ragazzi che seguivano le lezioni di David Foster Wallace? Io sono pro Holden al momento. Controlla le loro borse di studio. E magari speriamo che ne nascano altre. Scrivere è faticoso. Su questo non c'è dubbio. :)

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Ospite Andrea.Dee

I soldi e i contatti dai tempi dei romani sono la cosa più importante che si possa avere dalla propria parte. Il talento serve anche al povero ma se hai i primi due ti fai strada senza doverci mettere le unghie. Senza soldi, seppur in forma minore, tu non saresti quì sul forum a scrivere dal tuo portatile. I contatti non sono solamente uno spunto per un film comico sulla raccomandazione, sono una realtà. Intrattatenere rapporti di amicizia o entrare in contatto con la gente giusta ti porta dove vuoi andare.

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Questa è la prima volta che leggo di come fare un corso alla Holden apra davvero delle porte, e devo dire che mi dà un certo sollievo.

 

Per il resto, qui in Italia siamo abituati a un sistema che offre una buona istruzione a prezzi molto bassi o addirittura gratuiti, ma non c'è un corrispettivo gratis per i corsi di scrittura. Quindi, chi può permettersi di seguire quelli a pagamento è in vantaggio. Molte università americane offrono corsi di scrittura creativa che saranno inutili per il 99% di chi li frequenta, ma, almeno, pagano gli studenti. Sarebbe giusto offrire anche in Italia una scuola del genere, ma gratis e con i soldi della gente?

 

La domanda non è così assurda. Alcuni servizi dati con l'intenzione di generare cultura sono già pagati coi soldi di tutti: i contributi ai quotidiani sono necessari perché i più importanti sopravvivano, e questi sono l'unica entità, in Italia, che si occupi di riflettere in modo professionale sulle notizie. La RAI costa e, olte all'informazione, propone fiction e programmi culturali. Ovviamente, un conto è il diritto all'informazione e un conto è dare a tutti la possibilità di leggere una prosa di un certo livello. Credo che gli interessati siano un po' troppo pochi. Eppure, se penso agli sbocchi al cinema, mi chiedo se davvero sarebbe un'operazione in perdita. Alla fine, l'Italia gli attori li ha, quello che manca sono delle storie interessanti o che non si esauriscano in una scatolina per intellettuali.

 

Ma qui, immagino, si va OT.

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Ospite Andrea.Dee

Comunque ho visto che esiste un programma "over 30", 8 fine settimana da 15 ore ciascuno, al prezzo di 5.500 euro. Penso che una persona di 35 anni con un lavoro che si possa chiamare tale, possa permetterselo. Io per il momento ne ho 29 e ho appena iniziato a fare li sordi, ma magari tra due anni, chissà.

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Molte scuole private finalizzate a formare professionalità artistiche funzionano in maniera simile, purtroppo.

Si paga per l'importanza dei docenti, si paga per la certezza di essere già collocati al posto giusto una volta terminato il percorso formativo, si paga per l'opportunità dei contatti giusti.

E' normale che se un autore/artista di rilievo mette a disposizione la propria professionalità venga pagato, non lo metto in dubbio. E' vero anche che in certi casi i prezzi sono un po' "lievitati" rispetto al normale.

Non mancano, tutavia, singoli professionisti che tengono corsi e seminari, magari organizzati da associazioni culturali, biblioteche, enti, a costi inferiori. A mio personale parere, tutto sta nel valutare e scegliere in base al proprio mix tra obiettivi, portafogli, valori individuali.

Se dovessi operare una scelta in tal senso, per sempio, io preferirei di gran lunga un corso più economico tenuto da un singolo autore con valide credenziali; il resto, i contatti, cercherei di farmeli girando per fiere, stringendo mani e, perché no, confrontandomi anche virtualmente come avviene qui. Forse ci si mette un po' di tempo in più ma ci si arriva con le proprie forze e senza scorciatoie, che ciascuno, comunque, è libero di percorrere se ritiene opportuno.

C'è chi ama seguire la strada più veloce, c'è chi ama ammirare il panorama e fare l'esperienza del viaggio. ;)

 

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@Andrea.Dee è la metà di quanto guadagno in un anno. Inoltre, conta che su 950 euro di paga, 400 vanno alla casa, e il resto tra bollette, cibo ecc.
Non cerchiamo di invetare scuse. Che siano 10.000 euro, o 5.300, sono comunque soldi che possono spendere solo coloro che o hanno un'entrata di 20.000 euro annui, o hanno chi paga per loro. E da che mondo e mondo, i ricchi non hanno mai scritto cose buone.
Mi torna in mente un articolo (fu citato in un altro post sulla holden qui sul sito, a cui ho risposto poco fa) in cui viene detto come gli scrittori che escono dalla Holden, a conti fatti, sono solo tecnica e niente emozioni.
Forse perché lì si va per essere "lanciati"?
 

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@ElleryQ Hai ragione su ciò che dici, ma perdonami, dopo essermi fatto il cXXX pubblicando dal nulla e solo in tre anni ben 7 romanzi, e 3 antologie, ci vorrei anche campare.
Dunque mi fa rabbia che qui in Italia solamente chi ha la grana per avere i giusti contatti possa ambire a sfondare.

Holden a parte, sapete con chi diede la tesi l'autore di Jack Frusciante? Uhm, un certo Umberto Eco.

Ora, tutti danno una tesi di laurea con Eco, no? Non sarà mica che il padre del tipo era professore in tale università, almeno dalle fonti di Wikipedia.
No, no, solo coincidenze.
E quanto vale un lavoro scritto da uno che ha la laurea con lode firmata da Eco :D
A buon inteditor...

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@Healing Ehm, più che altro ti consiglierei di guardare a chi andarono in passato :D
Prestito d'onore, si tratta comunque di versano cash 2.000 euro (pochini, vero?), e comunque poi saldare anche gli altri.

Ah, nel mezzo di ciò, un essere umano normale dovrebbe anche lavorare e pagarsi da vivere.
Ripeto, la Holden fa pagare i contatti che fornisce, non altro. Solamente una Lobby, ecco cosa.
Immaginiamo se un Carver o un Bukowski fosse vissuto qui in Italia, ai giorni nostri. Con la politica editoriale attuale, e grazie alla Holden che regge le redini dell'editoria, non avremmo mai avuto simili capolavori, perché di certo non avrebbero potuto pagare il costo di tali contatti.

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Mi pare che la Holden sia un po' la stessa cosa dei master alla Bocconi (per il management), degli stage alla Goldmann Sachs (per la finanza), della scuola Costanzo (per i media e la TV). Sono tutti canali professionali privilegiati e costosi. Non credo siano comunque unici ed indispensabili. Non creano soprattutto la fantasia e il talento, senza i quali non si va da nessuna parte. Certo, a parità di talento, danno una chance in più, in curriculum e conoscenze. L'ha detto prima qualcuno, "il mondo è così", mica l'abbiamo inventato noi. Rincrescersene troppo diventa autolesivo, volere cambiarlo, velleitario e frustrante.

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7 ore fa, MarcoPeluso dice:

@Andrea.Dee Che siano 10.000 euro, o 5.300, sono comunque soldi che possono spendere solo coloro che o hanno un'entrata di 20.000 euro annui, o hanno chi paga per loro. E da che mondo e mondo, i ricchi non hanno mai scritto cose buone.

 

Scusami per la vena polemica, ma frasi insensate come questa fanno perdere qualunque voglia di seguire una discussione potenzialmente interessante.

 

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Ospite

@MarcoPeluso  Sento una discrteta quantità di rabbia. :)

Non so cosa dirti. Soero che nella tua campagna vs Holden spero troverai una direzione a te confacente. Potresti per esempio fare come molti di noi, compri un oacco cosi di manuali e romanzi, e incominci a sottolineare e a studiare su quelli. Quanto al romanzo che hai citato  (Frusciante) se accetti il mio suggerimento pottesf i acquistare Arancia meccanica (A Clockwork Orange) di Anthony Burgess è del 1962. Leggilo con attenzione ma soltanto DOPO aver riletto Frusciante. 

Ciao ciao :)

Ps. 

Apprezzo il fatto che tu sia diciamo Incazzato. È una forza che sulla pagina può trovare il suo ambiente, ma non deve renderti sirdo al mondo o avhi tu circonda o a chi come noi ti sta parlando. :)

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Comprendo la rabbia di @MarcoPeluso e credo che molti di noi, all'inizio, possano provare quel tipo di sensazione.

Essere scavalcati da chi ha più denaro che talento, oppure da chi può far emergere il talento solo perché ha denaro, può essere di certo frustrante.

L'importante è che rabbia e frustrazione, come suggeriva @Healing , diventino motore di motivazione e voglia di riscatto, anelito ad emergere. Incalanale nella giusta direzione e saranno forza propulsiva e creativa.

I contatti vengono da sé girando negli ambienti adatti (ripeto: le fiere di settore, benché possano sembrare dispersive, sono utili), proponendosi con un po' di faccia tosta, partecipando ai contest/premi nazionali più interessanti, eccetera.

Il tempo che ci si impiega rispetto a chi ha il conquibus è il doppio, lo so benissimo, ma forgia. Tutto è esperienza se fai sì che il fuoco della passione non sia sovrastato da quello della rabbia! ;)

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Ospite

Porgo le mie scuse per il messaggio semi-incomprensibile che pocanzi ho inviato in questa discussione. Ero col cellulare che spesso si impalla sullo schermo e in quel caso non leggo nell'immediato esattamente tutto ciò che ho scritto se non soltanto dopo aver premuto il pulsante Invia Risposta.

Chiedo Venia per gli errori.

Già che ci sono aggiungo una faccenda a me cara. La Qualità. Credo che un libro sopravviva soltanto se contiene una certa percentuale di qualità, nessuno ci punta una pistola alla tempia per farcelo comprare. E nel caso di una massiccia campagna pubblicitaria abbiamo oramai molti mezzi per assaggiare quel romanzo o raccolta di racconti. Personalmente le prime pagine sono molto importanti, e di solito si trovano gli incipit ( almeno una quindicina di pagine) quasi sempre online, oppure basta recarsi in libreria e sfoglialo per un poco. Quello che seppure con ovvietà sto tentando di dire è che puoi averci tutti i contatti che vuoi fino a farti pubblicare, ma sta al lettore finale, il giudizio. Non credo neppure sia cosa sensata affermare con disinvoltura: « Che siano 10.000 euro, o 5.300, sono comunque soldi che possono spendere solo coloro che o hanno un'entrata di 20.000 euro annui, o hanno chi paga per loro. E da che mondo e mondo, i ricchi non hanno mai scritto cose buone.» No.

No.

No.

E no.

Perdonami. ma dal mio modesto punto di vista, hai detto una cazzata :)

Posta sul sito qualche brano, se vuoi, e lasciati leggere. Posso capire che stai cercando di produrti visibilità da solo, e è encomiabile, ma alla fine, stringi stringi, da come parli, perché mai io utente generico dovrei comprare un tuo libro? Potresti farti leggere, se vuoi. E sempre se vuoi potresti discutere con qualche utente dei tuoi brani. 

Ti abbraccio.

 

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@Nativi Digitali Edizioni
Perdonami, se io guadagnassi 10 euro ogni anno (ed è il mio caso), pagando una retta di 5.300 euro alla Holden per un anno di scuola, come potrei vivere? (o sopravvivere)
Esiste una cosa chiamata casa da pagare, cibo, bollette; la vita.

E ribadisco che, nel mio piccolo, senza Holden, e lavorando, in 3 anni ho pubblicato con editori free diversi lavori.

 

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Ospite Andrea.Dee

L'unica cosa certa è che nel mondo adulto non ci si lamenta, non a questo modo. L'unica cosa che si può fare è esprimere il proprio disappunto in maniera disillusa, pur conservando la speranza. Ma mettersi a dire "eh, questo e quello perchè il mondo è cattivo etc etc", anche no.

Poi voglio dire, non ci andare alla Holden, pubblica i tuoi romanzi e per tirare su la pagnotta fai il magazziniere. Oppure metti da parte 5000 euro e vai.

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Ospite

@MarcoPeluso

 

Ecco qualche link. Ce ne sono altri, ma di mio ci metto questi.

Su tutti, al momento Niente Trucchi ha in comune con la Holden alcuni insegnanti eccellenti quali per esempio Giorgio Vasta. Dài un'occhiata, se vuoi. I costi sono più ridotti, da quanto ho visto. Nel caso tu fossi interessato a spulciare tra i link. Spero di esserti stato utile. Sono solo esempi di un panorama spesso più vasto e ingarbugliato. Ho riportato soltanto realtà che sulle quali ho preso informazioni nel corso delle mie ricerche, e non vuole essere una classifica a discapito di altre realtà che magari non ho riportato.  

 

scuolaholden 

 

nientetrucchi

 

scuolaomero

 

il mestiere di scrivere

 

 

Ora vado a leggere il mio prossimo libro, 

ciau :)

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Sono concorde con @Andrea.Dee .

Tu dici:

35 minuti fa, MarcoPeluso dice:

E ribadisco che, nel mio piccolo, senza Holden, e lavorando, in 3 anni ho pubblicato con editori free diversi lavori.

 

Non capisco allora il punto. Pubblichi già con editori free e ho letto in altre discussioni che hai al tuo attivo diversi romanzi e raccolte di racconti, oltre ad aver vinto concorsi nazionali.

Il problema è la maggiore visibilità? Non è detto che sbraitando che la otterrai. I modi per accendere i riflettori sono svariati e a prescindere dai "contatti giusti" che, come già detto, col tempo arriveranno.

Intanto, qui su questo forum c'è una "Bacheca degli emergenti", gli iscritti sono tanti... fai un po' te. ;)

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Ragazzi, il punto è uno solo (Healing, ho già visto tutto sulla Holden), cioè arrivare dove conta.
Mi spiego meglio.
Ho due amiche autrici per la mia stessa CE, che hanno pubblicato in digitale con la Rizzoli.

La loro vita è cambiata? Per niente!

Questo perché per vivere di scrittura bisogna entrare in determinati ambienti, come già abbiamo detto, no? E per farlo ci vogliono due cose; soldi e tempo, cose che un normale essere umano non ha (io stesso sto correndo per rispondervi, in quanto devo andare a lavoro).
Non diciamo che 10.000 euro all'anno non sono tantissimi. Lo stipendio medio di un impiegato di terzo livello è di 13.000 euro annui.
Voi campate con 3.000 euro all'anno? Wow!
Il punto è che la Holden offre a un costo altissimo i mezzi per venire a contatto con la gente giusta. Mezzi che non ti procuri, Healing, con i corsi online o gli incontri settimanali (che costano comunque circa 200/300 euro per lezioni video o piccoli incontri in librerie), in quanto nessuno è mai emerso seguendo questi corsi.

Rispondendo a un loro Tweet feci appunto presente tutto ciò, e loro mi risposero proponengo proprio i corsi online.

Beh, quando gli risposi "Ma i corsi online non offrono la possibilità di entrare in contatto diretto con gente che conta. Perché questo si paga alla Holden, giusto?", guarda casò ci fu un silenzio tombale e non replicarono.

Il mio dissenso nasce dal fatto che oggi come oggi puoi avere tutto il talento di questo mondo, ma se non hai modo di venire a contatto con la gente che conta, resti uno sconosciuto. E per venire a contatto con la gente che conta ci vuole il tempo, e i soldi.

Personalmente continuo e continuerò a scrivere ogni notte. Pubblicare con il mio editore fisso, con altri, inviare email ecc. Ma queste dinamiche fanno un po' girare le balle, e volevo capire se fossi o no il solo a pensarla così.

Inoltre la cosa che più odio è l'ipocrisia. Dunque che la Holden non dica "noi vogliamo lanciare nuovi talenti". Dicano invece "Noi vogliamo laciare gente che ha i soldi per pagare i nostri servizi, e di eventuali autori talentuosi ma poveri in canna, non ce ne frega na ceppa" :D Li stimerei un sacco in questo caso.
Ora scappo.

 

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Ospite

Il meno uno te l'ho dato io, mi spiace.

Credevo di parlare di scrittura in questo post e invece sento un piano completamente diverso. I miei interventi al riguardo terminano qui, credo di aver espresso ciò che penso. Non è necessario entrare in loop. Lo reputo uno spreco di tempo. l messaggio che arriva a me è che tu Marco reputi quantomeno di avere il talento adeguato ma non i contatti giusti per. Credo di non poterti essere utile. Buon pomeriggio. 

:)  

 

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Intervento di moderazione 

@MarcoPeluso @Marco Peluso

A beneficio degli utenti che hanno partecipato con grande cortesia a questa discussione, elenco i motivi per cui dobbiamo bannare Marco Peluso.

- L'utente si è iscritto con il nick Marco Peluso in data 24/02/2015, ha pubblicizzato il proprio libro qui ed è stato bannato per doppio account e comportamento scorretto.  

- Si è reiscritto con nick MarcoPeluso (tutto attaccato) in data 09/03/2016 con un altro indirizzo ip. Potrebbe trattarsi di uno strano caso di omonimia non fosse per il fatto che proprio nella discussione che gli è costata il ban ha dichiarato di essere in grado di usare più indirizzi ip, ma soprattutto perché ha di nuovo pubblicizzato lo stesso libro qui.  Nel veramente improbabile caso si trattasse di un'altra persona, meriterebbe il ban per aver usato una falsa identità (quella dell'autore del libro).

 

Grazie a tutti per l'attenzione. 

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Vorrei riportare in auge la discussione, magari con toni un po' più pacati e essendo un po' più ragionevoli questa volta, lasciando da parte dualismi tipo amore/odio, bello/brutto, tutto/niente. La vita non è né bianca né nera, ma è una scala di grigi, come dice la mia scrittrice preferita, E. L. James :asd:

 

La vorrei riportare in auge perché sto pensando di iscrivermi (l'anno prossimo ormai, quest'anno è andato) alla suddetta scuola, premettendo che dovrei lavorare come uno schiavo per almeno un anno intero senza spendere un quattrino e che comunque dovrei sobbarcarmi il prestito di 12000€.

 

Secondo me una valutazione che non è stata fatta - e che forse viene maliziosamente trascurata - dai detrattori della Holden è che oltre ai contatti che la scuola ti offre (e Dio solo sa quanto sono importanti), che sono una bella cosa (e vorrei vedere con quello che costa!), la scuola ti offre una preparazione comunque eccellente. Ci sono un sacco di personalità, sagaci, al passo coi tempi, giovani, come va tanto di moda oggi, e soprattutto preparate che vi insegnano. Una su tutti è Luca Ricci, scrittore che apprezzo molto sia a livello di narrativa sia a livello di tutto quello che ce n'è intorno (insegnamento, visione sul mondo editoriale ecc.), ma ce ne sono anche altre.

 

Un altro aspetto potrebbe essere quello dell'ambiente: non c'è dubbio che in mezzo a gente che sta facendo il tuo stesso percorso (chi più fortunato perché ha i genitori che pagano, chi meno, ma non importa) si possa creare un clima stimolante e produttivo.

 

Niente, volevo sapere un po' cosa ne pensate e soprattutto se avete avuto qualche esperienza diretta o qualche racconto di esperienze dirette. Tutto qui.

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@Pierpiero

Hai chiesto un parere e quindo quella che segue è solo un'opinione e non una verità apodittica.

Credo che indebitarsi di una cifra così rilevante per un corso di scrittura non sia saggio, soprattutto se lo fai per i motivi che elenchi tu.

Farsi le giuste conoscenze? Il mondo dell'editoria è un ambiente chiuso, quasi impermeabile. Non basta qualche conoscenza occasionale per essere introdotti; anzi: se ci si fa notare per la propria smania di farsi ammettere nel giro, quello è il momento esatto in cui si viene rimbalzati.

Frequentare un ambiente stimolante? Hai mai conosciuto qualcuno più invidioso del successo altrui degli scrittori? Figurarsi se vieni aiutato nel tuo percorso dai compagni di frequenza: più verosimile che cerchino di affossarti.

E poi... credi davvero di poter imparare qualcosa? Nel rinascimento si andava a bottega dal maestro per imparare a dipingere, e lo si faceva partecipando alle opere del grande pittore, prima dipingendo sfondi e particolari, per poi accollarsi l'intero dipinto. Credi che gli scrittori che insegnano nelle scuole di scrittura ti facciano partecipare alle loro opere? Nutro seri dubbi.

Dodicimila euro me li spenderei in viaggi e credo che ne ricaverei molti più stimoli alla scrittura che non frequentando un corso.

Però, ripeto, parere personalissimo.

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@Marco Scaldini Io farsi le conoscenze non lo vedo come uno sfruttamento malvagio della persona che hai davanti. Lo vedo più come avere l'occasione materiale di avere difronte a te una persona che stimi e che apprezzi, capace e che sicuramente ha un bagaglio d'esperienza infinitamente più grande del tuo, e conosce anche qualche persona in più.

Non è vero che tutti gli scrittori sono invidiosi degli altri: solo gli stupidi lo sono. E se sei invidioso e stupido, che tu faccia la Holden o no non ti troverai bene nella società. Punto.

Il paragone sul Rinascimento è il più sbagliato che potevi fare: negli ultimi secoli c'è stata una certa evoluzione di una scienza, detta pedagogia, che ha dimostrato che è meglio aiutare l'apprendente guidandolo verso il suo percorso, standogli al fianco e non in fronte, come obbiettivo da raggiungere. E se ci pensi quello che potrebbero fare alla Holden è proprio questo, farti crescere passo passo, da un angolo di sfondo fino all'intera opera (in America fanno fare degli esercizi tipo "fai un incipit descrittivo di tre frasi" e così via, scompongono la materia in ogni sua più minima parte). E sostanzialmente la critica che facevo era proprio questa: possiamo elencare moltissime ragioni per cui non farla (ma tutte ipotetiche, tipo "l'ambiente non è quello giusto", "l'editoria è un mondo chiuso" ecc.), ma nessuno mette mai al centro quello che effettivamente farai per due anni, e quante cose potrai apprendere, oltre che alle famose conoscenze a cui tutti ambiscono. Perché comunque, anche con le conoscenze, se scrivi di merda scrivi di merda.

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@Pierpiero

Ormai ci siamo lanciati nel campo delle opinioni e quindi dico la mia anche sulla pedagogia, che hai tirato in ballo. Permettimi di non concordare: la pedagogia (che esiste come scienza fin dall'antichità classica) serve per l'apprendimento delle conoscenze, non dell'arte. E infatti, come tu stesso affermi, se scrivi male non c'è pedagogia che tenga.

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